Sono figlia di una mamma triste

Per la sezione Scritto da te, in cui ospito racconti, condivisioni di madri e padri, è arrivata una mail di una figlia che chiede aiuto e sostegno nella relazione con una mamma spesso triste e scontenta. Una mail densa di matura consapevolezza: qui siamo quasi tutte mamme, sono convinta che questa richiesta di condivisione e i vostri commenti la aiuteranno. Siamo tutte figlie femmine.

siamo legate da qualcosa per cui io mi farò sempre carico di ogni suo mancato sorriso

 

 

mamma tristeSono figlia di una mamma che si è sempre creduta imperfetta.
Quando ero una bambina è sempre stata estremamente protettiva, ma anche molto amorevole nei miei confronti, e quando ha capito che la ”campana di vetro” mi avrebbe fatta soffrire ha allentato la presa su di me, cominciando però a soffrire al mio posto per la mia crescita e chissà per cos’altro.

Oggi ho ventun’anni e per quanto possa essere cresciuta con un carattere allegro e ottimista ho convissuto tutta la mia vita con questa sua tristezza, che occupa un posto buio dentro di me.
L’adolescenza è stata leggermente burrascosa per entrambe ma dopo aver fatto le mie esperienze, nonostante i suoi tentativi di precludermele, presto mi sono messa in riga perchè ho capito quali fossero i miei obiettivi e sono diventata una ragazza sveglia e molto impegnata a costruirmi. Lei a volte mi dice di essere orgogliosa di me, ma dai suoi atteggiamenti so che non è sincera. Fino ad oggi mi sono buttata in mille cose spesso anche ai limiti delle mie capacità per vederla essere felice, ma è come se l’unica cosa che io abbia ottenuto sia stata caricarmi di fatica e dolore nel non vedere alcun miglioramento nel suo umore costantemente a terra.

È sempre scontenta, come se volesse sempre molto di meglio di ciò che ha, e si sentisse esageratamente in colpa per ogni piccola cosa. Non c’è festa, vacanza o occasione felice che la distolga da questa continua tristezza che contagia me, fa arrabbiare mio padre che si richiude in se stesso, e pare stia formando mia sorella minore, che alterna momenti d’ansia a momenti di sensi di colpa quando non è impegnata dalle mille cose che fa per non rischiare di mettersi a pensare.

A mamma non ho mai detto queste cose, ma più volte le ho parlato in questi anni, arrivando anche a chiederle con delicatezza di andare insieme a parlare con un dottore, per cercare qualche spunto di riflessione per capire quanto in realtà siamo una famiglia normale e per questo fortunata e quanto dovremmo esserne felici ogni giorno. La sua reazione è sempre la stessa, parla di soldi che non intende pagare, di consultori che per lei non sono all’altezza, che il suo problema non è nulla e promette che sarà felice, come se dovesse farmi un favore.

Non so più che fare, siamo legate da qualcosa per cui io mi farò sempre carico di ogni suo mancato sorriso. O si lascia portare fuori da questa tristezza, e io farò sempre di tutto, o mi porterà giù con se.

 

Commenti

  1. Katya dice:

    La depressione e’ una malattia, tua mamma e’ ammalata. Costruisci la tua vita si’, ma non escluderla, e’ pur sempre tua mamma, che ti ha portato in grembo, e ti vuole bene anche se non riesce a esprimerlo perché’ troppo chiusa su se stessa.

  2. delilah dice:

    Tante parole sono state spese su questo argomento. Non so se posso aggiungere qualcosa, ma vorrei dire (molto in breve la mia esperienza): sono una ragazza di 22 anni. Ho una madre cronicamente infelice, a cui anni fa hanno diagnosticato una forma di depressione.
    Tanto per cominciare: ha sempre preso le medicine alla cazzo di cane; per la serie, una volta la prendo e quattro no. Vi lascio immaginare le conseguenze psicologiche e fisiche.
    Ha sempre avuto problemi con il peso, oscillando tra i 50 e i 120 kg per tutta la vita. Non ha autocontrollo e autodisciplina, nè nella sua vita, nè nella relazione con gli altri.
    Conduce una vita infelice e da reclusa: ha passato anni a manipolarmi, a convincermi che quello stile di vita fosse giusto e corretto. Mi ha manipolato anche in altri ambiti: da bambina ero costretta a mentire su dove andavamo in vacanza, sul lavoro di mio padre, su qualunque cosa, anche stupida. Per una bambina è pesante ed è sbagliato.

    Negli ultimi anni si è rinchiusa ancora di più. Sta sempre chiusa in quella cavolo di stanza da letto, non accetta di essere aiutata. Si preoccupa e occupa solo di sua madre vegetale, l’unico “essere umano” con cui riesce a “relazionarsi” (perchè non risponde, facile così). Il resto non esiste: il marito e la figlia sono solo un problema in più (che poi: che problema? visto che non ha mai lavorato e della casa ce ne occupiamo io, mio padre e la donna delle pulizie).

    A un certo punto, circa 4 anni fa, ho deciso che non mi avrebbe trascinato giù con lei. Mi sono moralmente emancipata. Questo non vuol dire che non mi faccia tanto male, come può una madre comportarsi così, ma prendo questo dolore, lo impacchetto e lo metto di lato, in un angolo buio del mio cervello. Se mi chiede di fare cose per lei (cioè sempre, mentre lei passa la giornata a dormire), io le dico di no 9 volte su 10, perchè anche se l’accontento per lei non è abbastanza, lo faccio nel modo sbagliato o non riconosce che l’ho fatto.

    Le dico di no anche perchè a mio modo cerco di farle un favore: se hai bisogno del cibo per il cane perchè non approfitti per andarti a fare un giro? Visto che me lo chiede ogni 3 giorni, e che non esce mai, io le dico NO. Questo è solo un esempio delle decine di cose che mi chiede, oltre alle faccende che svolgo di solito, anche se magari un giorno ho i miei impegni, il mio ragazzo, i miei studi. Quando posso e lo ritengo opportuno aiuto, ma per il resto si attacca al tram. Deve crescere, e se non vuole essere aiutata, io non la aiuto più.

    E’ odiata da tutti: da sua figlia, da suo marito, dai suoi fratelli. E’ una persona che sparge pece al suo passaggio, e se apre la bocca è solo per ferire e insultare, per poi usare la stessa bocca per chiederti di fare ogni singola cosa al posto suo, mentre passa le giornate a vegetare.

    Per anni ho provato ad aiutarla, e non si è fatta aiutare. Adesso mi sto costruendo la MIA vita, e quando sarò completamente indipendente, lei ne sarà esclusa definitivamente. Mi ammorba che nella sua vita aspetta solo i nipoti, ma non ha ancora capito che i nipoti lei non li crescerà, non permetterò che faccia ammalare anche i miei figli come lei ha fatto con me.

    A un certo punto subentra l’istinto di sopravvivenza, che prende il sopravvento sul senso di colpa che immancabilmente viene instillato da questo tipo di madre fin dalla più tenera età.

  3. Vi ho letto e mi si e’ stretto il cuore.
    Anche io figlia di mamma depressa.Lei viveva mesi di agonia,di silenzio,di pianti e di vita come un vegetale sul divano..alternando fasi di aggressivita fisica e mentale nei miei confronti e di mio padre che come soldatini cercavamo di darle meno problemi possibili e starle vicino annientando i nostri bisogni!Quante volte mi sono sentita sola, spiazzata..di fronte ad una realta’ cosi triste,diversa da quella degli altri bambini che trovavano la mamma a casa che preparava loro una buona pietanza,un bel gioco o chiacchierava con i loro figli…io no, trovavo a casa mia madre avvolta nella sua malattia,triste,arrabbiata,cattiva…che mi privava di giocare e ridere perche le dava fastidio…e di stare con le mie amiche perche non voleva nessuno in casa e non voleva accompagnarmi da nessuna parte.quante urla inutili,quante sere addormentarmi con il timore del domani.. quanti sensi di colpa proprio perche quella depressione le e’ venuta nel post parto quando sono nata io.
    ora ho 28 anni e sono mamma di una splendida bimba…mia mamma si e’ ripresa grazie ai farmaci e alla preghiera… ma vive comunque ancora nel suo mondo e ha sempre bisogno lei di attenzioni.Ho l autostima pari a zero..e penso di essere la persone piu sensibile di questo mondo…ogni cosa,parola mi entra dentro e trafigge, come se non avessi barriere e gusci protettivi.Alle volte ho paura quando mi rattristo x via della stanchezza, della mancanza di sonno, di stress famigliari…ho paura di poter lontanamente diventare come lei…..e mi fa tenerezza essere madre ma non aver mai potuto essere figlia…ma cerco e cerchero’ sempre di tirarmi su perche’ tutto quello che ho passato io non voglio farlo passare alla mia meravigliosa piccola.
    vi mando un abbraccio forte e vi auguro dal profondo del cuore che troviate la strada in discesa e situazioni felici, solo questo meritate!

    • Buonasera datemi un consiglio se potete. Ho 53anni vivo con una mamma depressa e ansiosa ora di 80anni. Purtroppo con il passare degli anni si sono sommati ai problemi psicologici anche quelli fisici dovuti all’età. Purtroppo ogni cosa da affrontare è un Macigno!!e in più non c’è giorno che nn è arrabbiata nervosa e a volte cattiva. È vero che a forti problemi fisici un mal di schiena che la costringe spesso a stare a letto ma nn è facile neanche aiutarla perché è negativa e ansiosa . Io stessa soffro di depressione e francamente non ho una mia vita è ormai mi sa non lavoro più.

    • Alessandra dice:

      Grazie Vale per questa tuo commento, mi sono ritrovata in molte cose che tu descrivi e il tuo è un esempio di come sia possibile andare avanti e di come si possa essere comunque una brava mamma nonostante le brutte esperienzevissute…

    • Ciao a tutti!!! Mi sono imbattuta a leggere qualche vostro commento e anche io come voi sono figlia di una mamma imperfetta: ho 27 anni e praticamente mia madre soffre di depressione da una vita, inutile dirvi che l’infanzia mia e di mio fratello non è stata delle migliori ma nonostante tutto siamo cresciuti bene grazie a mio padre e alle persone che ci hanno circondato di attenzioni e amore perché se fosse stato per mia madre non so dove saremmo finiti. Non la voglio colpevolizzare, so che è una malattia e va accettata per quello che è; mi sale però il nervoso, la rabbia perché io e mio fratello non siamo cresciuti con una mamma normale, con una mamma che non è stata mamma, con una mamma che da sempre sino ad oggi ha pensato di fare la figlia(poiché legata da un legame morboso con mia nonna, motivo centrale delle depressione), non è stata una buona moglie per mio padre, perché anziché fare la donna ha pensato a fare la bambina. Quante notti insonne, quante giornate a vederla zitta, buttata a letto, cure fatte male, altre giornate a gridare come una pazza isterica. Per anni ho cercato di nascondere questa depressione anche al mio compagno per il semplice fatto che non accettavo la malattia, forse non l’accetterò mai perché se penso che un giorno mi sposerò e avrò dei figli non posso fare affidamento su di lei, ci vorrebbe un miracolo per poterlo fare e io spero che accada. Si dice che la mamma è sempre la mamma, io in questa frase purtroppo non mi ci rispecchio perché ho sempre fatto tutto da sola però so per certo che un giorno ai miei bimbi e al mio futuro marito non farò passare l’inferno che ho sofferto io, Mai e poi MAI, È una promessa! Scusate lo sfogo, vi abbraccio tutti e spero di poter scrivere ancora e confrontarci

  4. Mia nonna è stata una ragazza madre. Piena d’amore per la sua bambina ma priva della possibilità economica di mantenerla, almeno finché era piccola. Mia madre ha vissuto presso una famiglia e poi in un istituto di suore. A diciott’anni è uscita. A 28, sposata col mio papà ha dato alla luce me. Al centro della famiglia c’è sempre stata lei…mia nonna cucinava i dolci solo per lei, che lavorava in ufficio e nel tempo libero si faceva bella da parrucchiere e estetista o frequentava corsi. Nonostante ciò ero la migliore della scuola…e mia nonna mi invitava a nascondere i miei successi perché la mamma non fosse gelosa! Mio padre ci lasciò per poi tornare anni dopo. In quel periodo lei si chiudeva sempre in camera con la scusa del l’emicrania. Pensò bene di aumentare gli impegni lavorativi…non per bisogno ma perché al lavoro si sentiva considerata…ricordo domeniche tristissime incui restavo con la nonna mentre il papà viveva in un’altra città e lei faceva straordinari! La mia carenza di affetto mi ha portato a scegliere un uomo narcisista, probabilmente anaffettivo-ma l’ho capito dopo!! L’amavo! La sera stessa in cui arrivò il risultato del test di gravidanza, dopo due anni di matrimonio, mi disse che non mi amava più. Ed ecco che ho ripetuto anch’io il copione con mia figlia, adorata ma talvolta non ascoltata perché troppo presa dal mio dolore. C’è un rapporto speciale tra le donne della mia famiglia. Mia madre mi ha spesso chiesto di farle da psicologa e talvolta credo che mia figlia l’abbia fatto per me. Adoro mia figlia molto più di mia madre, tante volte ho sostenuto psicologicamente ed energeticamente anche lei che ha un po’di problemi. Sono diventata naturopata, ho fatto tantissimi corsi, mia figlia è molto felice del cambiamento che ho fatto. Sostengo tutti, sono molto brava, ma nkn riesco sempre a sostenere me stessa. Soprattutto se vedo mia madre infelice perdo la testa…è ancora così faccio di tutto per vederla contenta, è come se la sua infanzia infelice fosse colpa mia. Grazie per avermi ascoltata. Un abbraccio a tutte voi, sorelle.

  5. Sembra la mia di situazione. Ho ventun’anni anche io e una mamma che ha smesso di vivere tanti anni fa. Non c’è una volta che mi allontani da casa senza essere in pensiero per lei, per quello che succederà e per come starà. Alterna momenti di crisi a momenti in cui sta meglio senza motivo e per noi figli questa situazione è sfiancante. Per lei sei sempre sbagliata e anche se fai qualcosa di bello, c’è qualcosa che avresti potuto fare e non hai fatto. Se sei felice è capace di distruggere la tua felicità in un minuto e se hai un sogno te lo spegne con una frase. La mia grande paura è un giorno di diventare così, perché oggi, a ventun’anni, sono infelice anche io.

    • Alessandra dice:

      Ciao Chia!
      ti leggo solo ora e mi spiace perché avrei voluto dirti una parola di conforto molto prima!
      io sono figlia di una mamma che ha tentato il suicidio quando avevo 17 anni, non scendo nei particolari ma quello che tengo a dirti è che purtroppo credo che la tua paura di poter essere influenzata dagli atteggiamenti di tua madre, sia una paura di molti che vivono queste situazioni di disagio. Adesso ho 32 anni fra poco 33 e ti posso dire che la vita non è stata semplice! un’adolescenza quasi totalmente rovinata (ancora ora mi capita di restare ad osservare con sana invidia gli atteggiamenti affettuosi che le mamme hanno nei confronti dei loro bambini). Ma con il tempo e con tantissima fatica e dopo tante ferite, ho imparato a prendermi cura di me stessa e posso dire di essere orgogliosa di me stessa e di come, nonostante tutto, sono riuscita a cavarmela! non buttarti mai via, combatti per mettere al sicuro la tua vita e combatti soprattutto per essere felice! hai solo 21 anni ma sicuramente le tue esperienze ti hanno reso una ragazza più matura della tua età! è vero che le ferite restano ma cerca di trasformarle in qualcosa che ti rende unica, forte e coraggiosa!
      con affetto …

  6. Rosangela dice:

    Ho 50anni vivo con una mamma depressa e ansiosa che mi condiziona la vita.purtroppo prima c’era anche mio papà con disturbi di depressione bipolare.io mi sono sempre preoccupata di proteggerla perché lei aveva sempre dedicato la sua vita a curare mio papà e me ,tendo sempre a nascondere agli occhi del mondo i suoi modi di fare ma ora sono stanca dentro e in più ho i miei problemi.non so più cosa fare sono morta dentro e vorrei scappare ma lei ha 80anni ed è sola in più non siamo rocche io ora sono disoccupata

  7. Sono figlia di una mamma triste e infelice da quando sono nata, ho 43 anni, i miei divorziati da quando ne avevo 8, a 18 anni papà smette di dare il mantenimento e dopo pochi anni inizio io a mantenere mia madre nella speranza di renderla felice e serena. Sono andata via di casa a 30, sposata a 33 e mamma a 37. Da allora nonostante le spese continuo a mantenerla, la vedo e la sento come e quando posso, ma non me l’ha fatta mai passare liscia. Sempre a lamentarsi, non le bastano i soldi che le do per mantenerla, non le bastano le telefonate, non le bastano le visite, non le basta avere un nipote, non le basta la casa che ha, lei distrugge tutto, i parenti scappano, le amiche scappano, gli uomini scappano, non la sopporta nessuno, sta facendo scappare pure me che sono sua figlia. Sono in terapia purtroppo soltanto da 1 anno, ho appena perso mio padre e lei sta sfruttando questo mio dolore per farmi sentire in colpa nei suoi confronti, dicendomi di starle dietro perchè poi quando muore la rimpiangerò e mi sentirò in colpa. Mi dice che meriterei una madre suicida, mi dice che era meglio che fossi rimasta zitella, invece ora penso alla mia vita e non ho tempo per lei. Lei che non vuole venire a vivere vicino casa mia perchè le fa schifo la zona, nonostante io le paghi l’affitto ed abbia un mutuo e potrei risparmiare se lei venisse vicino casa mia, ci vedremmo di + perchè io non dovrei farmi le ore in macchina ogni volta, vedrebbe di + il nipote… invece nulla, lei vuole rimanere dove sta e ad 80 anni ancora vuole girare per locali alla ricerca di un uomo che la renda felice. Poi da il martirio a me perchè è sola. Io stavo rialzando la testa in terapia, poi è morto mio padre ed ora non so più a cosa aggrapparmi. Evito di condividere la mia sofferenza con mio marito per paura di perderlo, evito di ammorbare mio figlio e mi sforzo di stare serena con lui. Ma dentro la rabbia mi divora, la sensazione di impotenza che mi fa sentire in prigione. Vorrei fuggire in un posto dove non mi possa trovare nessuno, buttare il cellulare e cambiare identità, perchè sembra che io non abbia diritto di vivere la mia vita. Io la odio con tutta me stessa e a volte maledico il giorno in cui mi ha concepita

  8. Salve a tutte, so bene che questo post è ormai datato ma mi sono ritrovata qui stasera per caso e leggendo le vostre parole mi è venuta voglia di raccontare la mia esperienza.
    Sono una ragazza di 17 anni, figlia di una madre che nella vita ha dovuto cavarsela sempre da sola.
    I miei sono divorziati, e mio padre se ne è andato a vivere in un altro paese lasciando me (9 anni) e mio fratello (3 anni).
    Io, mia madre e mio fratello viviamo all’estero. Mia madre ha voluto cambiare paese 5 anni dopo la mia nascita perché desiderosa di cambiare aria e di una carriera. E’ una donna molto intelligente, che io stimo e che spesso, senza nemmeno accorgermene,prendo come punto di riferimento.
    La relazione con mio padre l’ha segnata molto e, almeno credo, è stato l’inizio di una serie di sue ricadute.
    Per quanto ne so io, mio padre è stato un uomo abbastanza ”opportunista” che non apprezzava ciò che aveva e criticava mia madre in tutto. Io penso semplicemente che siano due persone molto diverse. Mio padre stava a casa, disoccupato (per lo più perché non ci teneva a sperimentare possibilità di lavoro alle quali lui non era realmente interessato) mia madre invece portava il pane a casa; nonostante ciò lui le ha sempre messo in testa l’idea che non facesse abbastanza (seppur usciva alle 6-7 di mattina per andare a lavoro per poi tornare alle 8 di sera).
    La mia famiglia è assente, lo è sempre stata, e mia madre si ritrova a dover gestire tutto quanto. Non è l’unica madre a dover fare ciò e,anzi, rispetto ad altre è stata anche fortunata.
    Il mio problema è che mia madre non è felice. Anche quando sembra stare un po’ meglio torna subito ad essere infelice. Si sente perennemente stanca, piange, dice che non l’aiuto abbastanza (io faccio quel che posso… sto a scuola dalle 7 di mattina alle 5 di pomeriggio) dice che è infelice, che se avesse saputo come sarebbe stata la sua vita si sarebbe ammazzata, che è stanca di vivere, urla, piange.
    Ero portata a pensare che fossero solo parole ma poi, quando due anni fa perse il suo compagno (morto di morte violenta, infarto improvviso a soli 35 anni) ho visto davvero mia madre sprofondare in basso. Non voglio dileguarmi troppo su questo argomento perché fa male anche a me.
    Il vero punto è che in qualche modo mi sono sempre fatta carico della sua felicità, ho sempre cercato di fare ciò che più potesse renderla felice (nonostante lei, molto probabilmente, nemmeno se ne accorge).Non riesco a farne a meno,mi sentirei in colpa verso di lei e verso me stessa. Lei e’ forse l’unica persona che io metto sopra agli altri, è MIA madre e non riesco ad accettare di vederla infelice. E’ depressa, non lo ha mai detto/affermato ma io lo so. Vede uno specialista ogni tanto ma non mi sembra che la cosa stia funzionando. Credo che questo suo malumore per certi versi si sia riversato sul mio stato d’animo oltre che carattere. Mi ricordo come una ragazzina felice, solare, gioiosa, ottimista. Quello che vedo oggi se mi guardo allo specchio è soltanto una 17enne che è molto negativa, vede tutto nero, si arrabbia facilmente, ha attacchi di ansia e sente un peso costante sulla fronte.
    Mi manca la mia me stessa o, come direbbe mia madre, ” sono il fantasma di me stessa”.
    Mi sento veramente infelice, nonostante riconosco che sono una persona molto fortunata rispetto a molte altre persone in questo mondo. Riconosco e apprezzo il valore di ciò che possiedo. Ma sono afflitta dai miei problemi:
    un padre assente, una famiglia assente, una madre infinitamente triste, una relazione finita male, la mia inquietudine verso il mio futuro, il mio non avere nessuno con cui parlare e non riuscire a parlare con nessuno, l’insoddisfazione ed indecisione perenne che accompagnano la mia vita illuminata dalla nebbia totale.

    • Ti abbraccio, intanto. Sui blog gli articoli di questo genere non sono mai datati.
      Lu, c’è qualcuno che ti aiuta? Qualche specialista? Ci sono momenti in cui è necessario fare questo tipo di passo perchè non potremo mai sostenere nessuno se prima non siamo in grado di capire noi stessi, le nostre paure, le nostre fragilità.

  9. denise dice:

    ciao a tutti… ho appena letto e mi rivedo molto in quello che ha scritto la ragazza, mia madre soffre di depressione bipolare da quando è rimasta incinta di mia sorella più grande di me di 5 anni, quando sono nata io poi è peggiorata, mia sorella probabilmente per il trauma si è chiusa in se stessa e non è riuscita a superare gli ostacoli che ti mette davanti la vita quando sei adolescente, le prese in giro i problemi a scuola ecc, si è chiusa in se stessa perdendo i pochi amici che aveva e perdendosi tutta la sua adolescenza, non ha fatto penso quasi nessuna esperienza adolescenziale, fortunatamente ora ha capito di non stare poi cosi bene e si sta facendo aiutare anche lei, mia mamma anche lei dopo tante cose che ha dovuto affrontare, cercando di farsi aiutare fin dall’inizio(ma purtroppo non si conosceva la depressione e pensavano fosse solamente un piccolo esaurimento dovuto al parto), ora sta meglio, lei va dallo psichiatra ma mio babbo non crede che una cura psicologica possa aiutarla, ha paura che possa peggiorare la situazione invece che migliorarla e quindi nessuno prova. Purtroppo sto divagando parlando di loro, perché il mio primo pensiero sono loro, vado dalla psicologa da questa estate e sono contentissima di averlo fatto e di continuare ad andare, sto capendo tante cose, scoprendo tanta rabbia e tanti problemi che non pensavo di avere, mi sono sempre fatta in 4 per fare stare bene mia mamma anche se non potevo farlo, la psicologa mi dice sempre che non sono dio :). Cercavo di fare di tutto per non farla stare male, quando la vedevo piangere per me era bruttissimo, ero piccola e non ho avuto una mamma al mio fianco. Non le do le colpe di niente perché lei ha fatto di tutto per cercare di stare meglio per noi, solo e unicamente per noi. Pero ho avuto dei traumi, anche se non sto male come mia sorella non sono stata bene e non sto bene tutt’ora,( fare il genitore è la cosa più difficile di questo mondo, più avere una moglie che sta male è molto peggio) anche se ho sti problemi, (non dovuti solo e unicamente al fatto che mia mamma è stata male ma anche ai comportamenti di mio babbo) mi hanno sempre trattato come la forte della situazione purtroppo dandomi le colpe, dicendomi che non dovevo dire certe cose per non far stare male la mamma, insomma prima c’era sempre mia mamma al primo posto in ogni cosa che dovessi fare, dovevo pensare prima a lei e non credete, anche adesso è cosi, prima c’è lei e mia sorella e mio babbo, poi vengo io, sto andando dalla psicologa anche per questo, è tempo di pensare anche a me, non è facile e lo so bene, ma mi ammalo anche io se vado avanti cosi. consiglio a tutti quelli che hanno avuto un passato simile al mio, che hanno avuto traumi di andare a parlarne con qualcuno, perché se hai dei problemi ora che non riesci ad affrontare sono dovuti all’infanzia e poi peggioreranno. Mia sorella anni fa avrebbe bisogno solo di uno psicologo adesso ha bisogno di uno psichiatra.

  10. Ciao a tutti… leggere le vostre esperienze mi ha rincuorato ed ha riacceso un barlume di speranza in me. Capisco tutti voi e naturalmente anche mia madre soffre terribilmente.
    Io ho 20 anni, e per tutta la mia vita sono stata cresciuta con allegria, amore, coccole e giochi; i miei hanno divorziato quando avevo 7 anni ma sono sempre stata liberissima di vedere entrambi quando desideravo ed è tuttora così, o almeno lo era, fino a un paio di mesi fa. Ho vissuto in Spagna quattro mesi, e al mio ritorno ho trovato il solito gioioso, saggio e caloroso padre, ma al posto di mamma c’era una sfumatura grigia, una macchia insapore e incolore che strisciava per casa.
    Lei è un assistente di volo, il lavoro la stressa da anni, il suo compagno vive fuori città, è un uomo d’oro ma non si vedono molto, lei per prima non gli ha mai permesso di stare da noi perché “non vuole uomini dentro casa” ma ora ne sente la mancanza, io sto crescendo e sono la sua unica “bimba” e non lo accetta. Metteteci anche la premenopausa.
    Attacchi di panico, accuse, pensieri suicidi, vittimismo, ecco con cosa vivo ogni giorno. Pur di starle vicino non ho lavorato per due mesi, non sono più andata da mio padre che si è preoccupato di allarmarmi per ricordarmi delle enormi lacune che lei non ha mai affrontato.
    Sua madre era perennemente depressa, il padre l’ha abbandonata, il fratello è scappato da quella tremenda famiglia e ora lei ha vuoti incolmabili e sembra voglia addossarmeli, mi pare che non voglia vedermi felice ma solo buttarmi giù. Mi vergogno a parlarne, i miei amici coetanei non sono abbastanza maturi, solo la mia famiglia dalla parte di mio padre mi sta aiutando ma mi sembra che la situazione non migliori. Io cerco di fare la mia vita, divertirmi e svagarmi, dedicarmi ai miei interessi e non sciupare la mia giovinezza appresso a una cosa che non posso curare io. Ma come si fa a vivere così? Nonostante tutto il mio essere sia profondamente diverso dal suo mi sento legata, ho paura di finire come lei e di campare coi sensi di colpa perché esco 2 volte a settimana quando prima uscivo ogni giorno. Non voglio sprofondare…

  11. michele dice:

    che dire…tutte storie molto simili alla mia….
    34 anni….indipendente laureato e stralaureato….
    appena uscito da un’esame di stato….la fatica mi devasta…ma mi devasta di più il costante pensiero di non riuscire a capire su come risolvere…il problema di mia madre….depressa bipolare nervosa….potrei raccontare di tutto….ma nn ho la forza….di dire cio che ho passato
    ma so che potere capirmi….
    lotto imperterrito nella mia vita a cercare il bandolo della matassa….cercando di essere impegnato su più fronti provando a non trascurare la mia vita ma mi rendo conto che mi sto facendo tirare giu anche io…..
    perché essere sempre considerati per tanto tempo il numero uno il più bello il figo il solo unico invincibile….ti porta a scontrarti con il mondo…quello vero….quando realizzi che il quadro della tua famiglia è davvero un fake un falso…….
    vorrei essere libero sereno ma risolvendo questo problema….dare una mano a lei …..darle affetto o dialogare…ma non riesco….sono bloccato…..quando penso di aver preso la situazione sotto controllo….mi sfugge….ed è il suo bipolarismo…..
    forse nn c’è soluzione……mi ritrovo molto in quello che dice Alessandro….
    vorrei imparare ad amare,,,a nn essere castrato a vivere la vita come tutti…..ecc ecc….potrei continuare per ore a scrivere…vorrei essere sempre più Uomo….vorrei piangere……piangere tanto……ma non riesco…….ciao

  12. Anche io sono figlia di una mamma triste..
    La sua depressione peggiorata molto negli ultimi anni, è iniziata una decina di anni fa, quando ha scoperto di avere una malattia alla pelle che non avrebbe coinvolto la sua salute, ma solamente l’estetica (in modo quasi invisibile e assolutamente non fastidioso). Purtroppo lei non è mai riuscita a farsi una ragione di questo, si vede come un mostro, usa fondotinta all’inverosimile, si copre ogni centimetro di pelle anche d’estate.
    Piano piano la sua infelicità ha preso ogni momento della sua vita. La giornata è uno sbuffo continuo, non è mai veramente feilice per qualcosa, ogni minima incomprensione sfocia in una lite, che lei conclude con sensi di colpa, pianti, autocommiserazioni e talvolta fughe.
    Non ha mai fatto gesti eclatanti, ma io ormai vivo nell’ansia che potrebbe succedere da un momento all’altro, ho paura che ogni volta che ci si scontra per qualcosa lei possa..non lo so.
    Mi sembra di non riuscire a fare niente per farla sorridere, qualsiasi cosa è sempre colpa mia,mi sento incapace, fallita e anche cattiva, perchè infondo forse non mi sforzo abbastanza a capirla, non ce la faccio a mettermi completamente da parte per lei
    Ho provato qualche volta a dirle come mi sento, ma non ha mai portato da nessuna parte, se non ad un aumento dei suoi sensi di colpa.. Lei d’altro canto non mi ha mai detto niente, so che va da una psicologa, ma non ha mai voluto condividere qualcosa con me.
    Sono stata un po’ di anni fuori casa per l’università, e sono stati per me un toccasana, sono riuscita a farmi una vita “parallela” senza la paura e l’ansia costante di vedere il suo viso triste.
    Ma ora che sono tornata tutto ricomincia da capo. Mi sento in trappola, ho paura di fare tutto, mi sento piena di sensi di colpa . Vorrei tanto uscire da qui, farmi una famiglia per conto mio, crearmi la mia vita, ma non lo so se ce la faccio.

  13. Alessandro dice:

    Sono capitato in questo sito perchè come voi, sono un figlio con una mamma depressa.
    Affermo ciò perchè dopo qualche anno di terapaia, sto prendendo coscienza del rapporto con lei. Un rapproto in cui ho sostituito mio padre, dovevo curare le ferite emotive. Lei è sempre stata interiormente una bambina, si è sposata da giovanissima, con un uomo vecchio stampo, che non le ha mai esternato un gesto d’affetto. Sono cresciuto con un unico scopo, cioè quello di vederla felice per non vivere il senso di colpa interiore. Ho rispettato inconsciamente i suoi dogmi, ritrovandomi un uomo “castrato”, un eterno bambino con la paura di crescere, perché crescere vuol dire allontanarmi, che nel suo linguaggio vuol dire “abbandono”. é sempre stata cupa, sovrappensiero, quasi come se dovessi attivarla io, darle un input, alternati a dei momenti di tranquillità. Non ha mai frequentato una terapia, perchè mio padre dice che chi ha problemi di testa è un debole. Non c’è mai stato dialogo tra di loro.
    In pratica mia madre voleva, vuole creare, ciò che sua madre ha fatto con lei, cioè un inversione dei ruoli, io che faccio il genitore per lei, un genitore che non l’ha mai amata.
    Per un uomo è molto difficile, perché la depressione, l’ansia, ti porta a squalificarti, a compararti con gli altri e, si sa, l’uomo “sensibile” rispetto all’uomo “che non deve chiedere mai” si pone mille problemi, come per esempio vivere con una sessualità condizionata dall’umore, non è semplice.
    Mi sono fatto mille problemi.
    Spero di riuscire a vivere approvato, spero di raggiungere quell’approvazione interiore che mi permette di sentirmi libero nel mondo.
    Arrivederci!

  14. roberta dice:

    Sono nella stessa situazione. Ho 28 anni e tutto il tempo devo combattere con l’ansia e la depressione di mia madre. Lei alterna fasi in cui è felice a fasi in cui non è più la stessa. Vive un matrimonio infelice ed è separata in casa. Mio padre si fa completamente i fatti suoi e io, devo fungere da marito di mia madre. L’accompagno a far la spesa, esco il sabato con lei e rinuncio ad uscire con gli amici per lei. Tutto questo sta diventando insopportabile e si traduce in ansia che si protrae per tutto il giorno. A dicembre di 4 anni fa mia madre ha tentato il suicidio ed attirato l’attenzione mia e dei miei familiari e da allora vivo col panico. Non so più cosa fare. Tra l’altro io non sono più a stessa;ho sempre questa sensazione di inadeguatezza che si riflette stando in compagnia della gente. inoltre, mi sento in colpa quando esco e ci sono notti che non dormo perché penso al fallimento della vita matrimoniale e personale di mia madre, ma anche a quello mio. Lo so, sono consapevole che dovrei fregarmene ma non ci riesco. Vorrei andare dallo psicologo e liberarmi una volta per tutte di questa situazione. Mia sorella ha fatto bene ad andare via di casa. Lei è riuscita a salvarsi da questa situazione ingestibile.

  15. Melissa dice:

    Sono tanti anni che mia madre è depressa. Ricordo ancora un giorno che dovevamo andare a mangiare dai parenti e lei ebbe una crisi ed iniziò ad urlare come una pazza perché non ci voleva andare ed alla fine ci obbligó praticamente ad andare da soli (io e mio fratello). Ora non ha più crisi di questo tipo perché prende ansiolitici ed antidepressivi da anni e l’unica cosa che fa quando “esplode” è piangere.

    La mia è una storia lunga e complicata. I miei genitori si sono separati quando avevo quasi 9 anni perché mio padre se n’è andato con un’altra. All’inizio credevo che la colpa fosse solo di mio padre e della tizia con cui tradí mia madre, ma ora, dopo tanti anni, inizio a credere che anche mia madre sia stata un po’ responsabile di questo matrimonio fallito. Non so come fosse prima che mio padre andasse via perché ho rimosso, forse involontariamente, tutti i ricordi dei miei genitori insieme. Sono cresciuta con l’idea di non aver mai avuto un padre perché di fatto mio padre è sempre stato abbastanza assente nella mia vita (in fondo non voleva davvero avere figli).

    Credo di aver capito realmente che mia madre fosse depressa quando ho iniziato l’università. Nella sua vita non ha fatto altro che lamentarsi, ricordare il passato, che i suoi genitori l’hanno costretta a sposarsi giovane, che mio padre si è comportato male, che ha avuto una vita difficile, trasmettendomi la sua visione negativa della vita e la sua depressione.

    Non credo che la depressione sia ereditaria, ma se tua madre ce l’ha probabilmente te la trasmetterà attraverso i suoi atteggiamenti e il suo bisogno costante di affetto, come se fosse lei la figlia.

    Dopo l’università ho deciso di andar via per allontanarmi dalla mia di depressione e dalla sua, ma a distanza di 4 anni continuo a farmi influenzare dalla sua tristezza e sono piena di sensi di colpa perché so che lei sta male. Mi autoconvinco che la colpa è la mia perché l’ho abbandonata, anche se poi ci ripenso e ricordo che lei stava male anche quando ero lì a farle compagnia. E purtroppo ultimamente sono tormentata dagli incubi perché ho paura di perderla. Sogno che mi dice addio o cose peggiori.

    Dove vivo ora ho un lavoro soddisfacente e un fidanzato, ma ogni volta che torno in Italia penso che sarebbe giusto rimanerci e non andare più via per stare vicino a mia madre. Ma è giusto lasciare tutto per lei? Devo essere egoista e pensare solo a me?

    Il mio unico desiderio è sapere che sta bene ed è finalmente serena, ma sento che questo non succederà mai. Mi sento impotente…

  16. Martina dice:

    Non avevo finito, vi racconto la mia esperienza di vita. Due genitori molto affettuosi. Non mi hanno fatto mancare nulla. Molto ossessivi anche su cavolate e dubitavano sempre di me per paura mi accadesse qualcosa.
    Per una vita mi sono sentita dire di più da mia madre. ..voglio vedere dopo il diploma cosa farai. E mi sono iscritta all’università. Voglio vedere dopo la laurea se te ne andrai e troverai la tua strada. Ed ho trovato lavoro lontano per molti anni convivendo con il mio ora marito. Ma sulla mia vita sentimentale…voglio vedere dove andrai a finire con questa convivenza ed io ho vissuto la mia vita con le mie forze alti e bassi. In tutti questi anni mia madre ha superato un tumore, convive con una patologia cronica e mi da l’impressione di essere depressa ma non vuole farsi aiutare. Mi risponde male se le do un consiglio, se regalo qualcosa non apprezza, trascura tutto tranne la sua salute. Ci sarebbero tante cose da raccontare e tante delusioni ma non basterebbe un libro. Ragazze cosa posso fare.

  17. Martina dice:

    Ragazze un saluto a tutte voi.
    Mi sento molto vicina alle vostre emozioni, rendendomi conto che ognuna di noi ha un’esperienza da raccontare.

  18. Ciao a tutti….ho 25 anni….e anche io sono figlia di u a madre depressa…la mia mamma si addossa tutte le colpe del mondo….pur non avendone nemmeno una…vive una vita matrimoniale non felice…non con mio padre da cui ha divorziato anni fa….la sua “tristezza”molto spesso mi coinvolge…e ci sono volte in cui vado in preda al panico… non sono figlia unica…ma purtroppo il suo malessere si riversa su di me…che sono l unica che sta a sentirla….le ha solo me….e io non potrei mai lasciarla a se stessa…allo stesso tempo mi rendo conto di essere ancora troppo piccola per poter vivere così…io ho anche una mia vita…ho un lavoro…sono indipendente…ho un compagno….lei si addosaa le colpe del mio essere andata via di casa troppo presto…ma quando avevo 19 anni era l unica soluzione per poter evadre dal ssuo malessere…ma a quanto sembra non è servito a niente….la sua tristezza continua a perseguitarmi…e io ci sono certi giorni in cui non so più cosa fare…e allora mi ritrovo cosi a fare la mamma di mia madre…mi manca cosi tanto il rapporto madre figlia….

  19. Virginia dice:

    La depressione può colpire le madri e può colpire i figli, e quando arriva sono dolori per tutti, ma per un figlio é inconcepibile perché si presume che i genitori debbano essere un punto di riferimento e un esempio. La depressione non è un capriccio psicologico, bensì una malattia e come tale non si cura attraverso il dialogo o la psicoanalisi, ma attraverso il fisico, se il fisico sta bene anche la mente lo sarà, il movimento ha una componente fondamentale. Un medico mi ha detto che la mancanza di proteine e un eccesso di zuccheri (anche della frutta) e amidi nel sangue porta un individuo a non avere energia, di conseguenza si é irritabili e depressi. So che queste cose sanno di patetico, ma io l’ho provato in prima persona. Mia madre invece continua ad essere depressa, piange, mi chiama 10 volte al giorno, e odia tutti. Tutta questa merda mi é stata scaricata addosso fin da piccina. Ora ho 34 anni e provo una pena tale per lei che mi fa tanto soffrire, ma mi sento abbastanza forte per capire che non c’é un bel niente da fare con chi decide di non cambiare strada e di guarire. Ci fanno perdere gli anni più belli, quelli della giovinezza e questo non deve accadere perché si arriverebbe all’odio nei confronti di chi ti ha rovinato l’esistenza. Noi figlie non abbiamo responsabilità, la responsabilità é della malattia. Bisogna cercare la felicità in ogni modo possibile, non siamo venuti al mondo per essere tormentati e questo concetto dovrebbe essere sempre presente. Io cerco di non farmi condizionare tutta la giornata mi creo una sorta di vita parallela che posso godermi senza che venga intaccata da cattive energie. Un abbraccio

  20. leggo molti commenti di figlie che hanno messo davanti la realizzazione della felicita della madre piuttosto che la loro. ma se invece la madre non fosse solo triste ma quella tristezza la traducesse in continue arrabbiature e stizze nei confronti della figlia, se non ci fosse solo un clima di tristezza ma di nervosismo… come si può migliorare la cosa se è tutto un “no! ogni idea tua fa cagare, io ho ragione”? come si può continuare la vita serenamente se oltre alla propria incasinatissima vita da ventenne devi sbrigartela anche con quella ti tua madre, occuparti della casa e di tanti altri aspetti di cui, io cr4edo, debba occuparsi una madre? E’ sbagliato il mio pensiero?

    • Lalla19 dice:

      No,non é sbagliato.Credo che dipenda dal carattere.Io mi sono dedicata a mia madre costantemente,ma nel frattempo ho pensato anche a me e alla mia vita.Però quando ogni volta che ho potuto scegliere ho messo lei davanti a tutto.Si cresce in un negozio di cristallo,attenti ad ogni variazione d’aria.Ma si cresce,e bene,lo stesso.
      Oggi sono sposata,e questa mattina parlavo al telefono con mia madre.Lei sta morendo,ormai manca poco.Intanto mio marito vuole un figlio,ma ovviamente non posso pensare di farne uno ora che mia madre é agli sgoccioli.
      É così che una mamma che soffre (perché la sua malattia,il tumore al pancreas,é estremamente legata alle sofferenze dell’anima) ti condiziona la vita. A volte urlando e altre volte in silenzio,ma una mamma triste ti condizionerá sempre.Sta a te “integrarla” nella tua vita in un modo che sia rispettoso di entrambe.Ti assicuro che si può.

  21. Patrizia dice:

    Ciao a tutti!
    Anch’io come la protagonista di questo articolo ho una mamma depressa.
    Sono arrivata a rendermene conto sul serio quando anch’io ho cominciato ad avere attacchi di panico ed ansia esagerata. Ho affrontato medici, psicologi, sentimenti altalenanti di odio e amore verso quella madre che ancora oggi ritengo di essere causa dei miei problemi. Contemporaneamente ho studiato, ho avuto due relazioni importanti e ho incontrato colui che mi ha messo davanti al fatto compiuto: il mio attuale terapeuta. Cosa posso dirti?
    Sto lavorando intensamente su me stessa e su quella franchezza che abbiamo perso nel momento in cui mia madre si è raggomitolata su se stessa e la sua malattia escludendomi completamente e di fatto, facendomi sentire una figlia abbandonata.
    Il mio terapeuta sta costringendomi a strizzare fuori da me tutto il dolore, i pianti e la rabbia che ho covato in questi anni facendo finta che la mia vita fosse perfetta,fulgida e splendente rispetto a quella di mia madre.
    Mi sto permettendo di stare male (male veramente a volte, ma male vero, non schermato da ansiolitici) e di farlo sapere a mia madre.
    Contemporaneamente ho dovuto essere io a prendere in mano la maniglia di quella porta dietro la quale mia madre si è sempre trincerata per “difendermi” dalla sua depressione e conoscerla per quella che è veramente, smettendola di farmi illusioni sulla fatidica madre da “Mulino Bianco”. Quest’ultima cosa ho appena cominciato a farla dopo un anno e mezzo di terapia e so che finchè lei non mi avrà risposto a tutte le domande, finchè non avrò potuto comunicarle fino in fondo i miei pensieri, le mie sensazioni e le mie paure, finchè non avremmo parlato veramente come madre e figlia, il mio cordone ombelicale non si seccherà e cadrà mai dal mio corpo.
    Io ho bisogno di me e affrontare il problema, mi sta facendo scoprire quanto forte in realtà sono già. Posso dirti che ci sono giorni bellissimi in cui vedo il mio futuro serenamente e momenti in cui sto male. Ma il mio male comincia a farsi meno terribile dal momento che lo lascio scorrere e lo conosco sempre di più.
    So che lo stesso percorso di conoscenza che sto facendo su di me, mi permetterà di consocere anche mia madre e ridimensionare il suo condizionamento in maniera drastica. Non ti dico che sarà facile ma sicuramente sarà un ottimo risultato.

  22. Giuseppe dice:

    Ciao, mi dispiace tanto, anche io mi trovo nella stessa situazione, ho lottato per 7 anni, purtroppo non avevo capito che è un fardello troppo grande da portare sulle spalle e ne ho pagato le conseguenze, mi ha cambiato totalmente e sono arrivato al punto di cedere poco tempo fa, nonostante i sacrifici fatti,ho rinunciato a tutto e alla fine non è cambiato nulla.
    Ho perso la persona che avevo accanto perchè quella situazione mi aveva fatto diventare un “uomo” pieno di odio e ira,probabilmente perchè mi ero convinto di aver fallito con mia mamma e non mi interessava più di nulla. L’unico consiglio che posso darti è stalle vicino ma non rinunciare alla cosa più importante: IL BENE PER TE STESSA, non permettere che ti distrugga dentro…lo so è la mamma,fa male vederla così,ma bisogna capire che in gioco c’è anche il tuo futuro, io l’ho capito tardi,forse…Ti auguro buona fortuna.
    Un Abbraccio con tutto il cuore

  23. fatele capire che per voi lei è importante e che senza di lei stareste male.

    • katiuscia dice:

      sono anche io una mamma….e’ depressa ma credetemi la cosa piu’ brutta per una mamma e’ nn essere come le altre mamme…..ma purtroppo nn siamo noi e’ una malattia

  24. sono convinta che una persona diventa triste quando non si sente amata, quindi bisogna che chi ci sta intorno non deve chiudersi in se stesso ma deve sforzarsi di andare incontro alla persona più debole, in questo caso la mamma. avete provato a svegliarla con una bella tazza di caffè? avete provato a portarle un fiore? avete provato a regalarle un capo d’abbigliamento a sorpresa?

  25. Questa lettera mi muove e mi commuove. Ho sentito una tenerezza infinita per te… avrei voluto sapere il tuo nome, vero o inventato che fosse.

    “siamo legate da qualcosa per cui io mi farò sempre carico di ogni suo mancato sorriso”

    Non è facile, ma mi faccio coraggio e ti racconto la mia esperienza, di figlia di una mamma molto più che molto triste. In aggiunta intrappolata in un matrimonio fasullo, vuoto, inutile, solitario. Orribile.

    Avevo esattamente la tua età quando ho provato a “farmi carico”, a parlare con medici, a cercare di “convincerla”. Non ci sono riuscita e poi mi sono sentita una fallita per sempre. SOno fuggita e non sono mai davvero tornata indietro.

    Oggi ho 37 anni, lei è andata via 3 anni fa, si è lasciata portare via da un cancro fulmineo. Se ne è andata proprio mentre io diventavo mamma per la prima volta. Ho saputo del cancro lo stesso giorno che facevo il test di gravidanza. Lei se ne è andata 1 mese e 3 giorni dopo. SOno stata impegnata a diventare mamma, mi sono data un gran da fare, finchè recentemente ho dovuto rendermi conto che sono spezzata. Che lei non c’è più, che non sono riuscita a risolvere il senso di colpa che avevo per la sua infinita tristezza finchè era in vita. E ora lei non c’è più. Ho iniziato un percorso di psicoterapia. Avrei dovuto farlo prima, molto prima.

    Se non vuole o non può farsi aiutare lei, non sottovalutare il fatto che potresti avere bisogno di aiuto anche tu. Perchè quel legame, i mancati sorrisi, il farsi carico possono essere troppo difficili da sosternere per te. E non è una vergogna. Non è una vergogna. NOn è una vergogna. Soprattutto se tua madre è stata “triste” da prima o da quando tu sei nata. Perchè non puoi sostenere chi avrebbe dovuto sostenere te. Te lo scrivo in un fiume di lacrime, so bene che dirsi questa cosa impastata dell’amore che hai per lei manda in loop. Chiedere aiuto è qualcosa che devi fare per te, prima ancora che per lei. Non lasciarti “portare giù”, sii un pizzico egoista, per il suo stesso bene. Vogliti bene perchè è solo così che potrai davvero aiutarla.

    Spero fortemente che la vostra situazione sia meno terribile di quella che abbiamo vissuto io e i miei fratelli, ma ti va un confronto scrivimi,
    squabus (chiocciola) gmail . com

    • Come ti capisco…sono cresciuta con una mamma-bambina,una piccola mamma triste e bisognosa d’affetto.Mia mamma non ha mai avuto una madre,ha cresciuto i suoi fratelli sin da bambina,e si sentiva sola,dopo che molti di questi fratelli erano morti.Sono cresciuta svegliandomi presto al mattino per prepararmi per andare a scuola e lasciarla dormire un pò di piú,perchè la depressione la faceva dormire tanto. Rinunciando ad andare all’oratorio per paura che mia madre si suicidasse.Laureandomi con 110 e lode, passando tante serate con mia madre seduta in grembo,a cullarla e baciarla.Ho rinunciato sistematicamente a tutto ciò che non l’avrebbe resa felice e fiera di me.Dalla scelta dei vestiti alla vacanza (mai fatta ancora oggi) col fidanzato. E qualche mese fa ho lasciato il lavoro,perchè la mia piccola mamma-bambina ha un tumore terribile.E ho deciso di sposarmi,sperando che lei resista per vedermi.
      Non so come reagirò quando non ci sarà piú,forse morirò,perchè la amo come si ama una madre e come si ama una figlia,e lei è la parte piú preziosa di me.
      Per questo non mi pento.Di aver rinunciato a qualcosa,di aver modificato ogni cosa per creare un nuovo equilibrio attorno a lei.Di averla cullata,baciata,consolata.
      Di averla ricoperta d’attenzione e d’amore.Non mi pento,perchè ho fatto ogni cosa per farla sorridere,per farla sentire amata,e p’ho protetta sempre,le ho detto “ti amo”,le ho detto che è bellissima anche ora,con la malattia che la trasforma.Perchè la amo piú di me stessa.Non è stata una vita facile,la mia.Ma ha avuto uno scopo splendido,farla felice.E nel frattempo sono stata felice io,e sono cresciuta forte e determinata.Non posso che dire,quindi,grazie mamma.

      • Che figlia semplicemente meravigliosa che sei..mi hai commosso tantissimo. Sono una mamma di due splendide bimbe di soli 6 e 10 anni che mi vedono triste :'( e spesso nervosa! La cosa peggiore è che mia figlia grande quando nn riesce in qualcosa ha crisi isteriche xché nn vuole sbagliare x nn deludermi!!! Anche se la consolo è difficile che smetta…alla fine finiamo x litigare!!!

        • scusate ma non sono per niente d’accordo con voi.
          Inviterei Debby, se veramente ama i suoi figli a rimediare e a curare la sua tristezza. scegliersi un bravo medico che la supporti .
          Non è giusto che chi genera vita poi di fatto non la doni. Una madre depressa triste e stanca (che sia chiara lei non ha nessuna colpa) è solo una madre mortifera che non potrà arrecare nessun beneficio ai figli. Altro aspetto non meno drammatico è che chi ha avuto una madre così ripeterà esattamente lo stesso copione senza rendersene conto.
          Vorrei fare una domanda a Laila che rapporto hai con il tuo mondo emotivo con le paure considerato il tuo vissuto.
          L’aver suppportato guidato e protetto tua madre e nello stesso tempo esserti realizzata non ha allontanato da te le paure che nel tempo si sono generate e che faranno capolino non appena sentirai per qualsiasi motivo il terreno franare sotto i piedi.
          Spero di sbagliarmi ma purtroppo so per esperienza diretta che certe madri lasciano un brutto segno .

  26. Barbara dice:

    Sono una figlia quasi cinquantenne di una mamma depressa e ancora combatto per liberarmi da questi inpriting. Sono quella figlia che da adolescente non andava alle feste il sabato pomeriggio per paura che mia madre si suicidasse mentre io mi divertivo e così non la perdevo mai di vista. Alzarmi la mattina e appena sveglia e vederla piangere seduta in cucina giorno dopo giorno mi ha portato a non riuscire a svegliarmi felice, ma mi ha abituata a svegliarmi sempre col cuore in gola… Ora, a distanza di anni, posso dire che la depressione mi è stata sistematicamente insegnata… Da molti anni la rifiuto e lavoro costantemente su me stessa; ho avuto una carriera soddisfacente in cui per professione aiuto le persone a liberare le proprie potenzialità e a liberarsi delle barriere auto-boicottanti. A volte è necessario essere abbastanza lucidi e forti per non farsi tirare giù e saper mettere dei paletti, ma soprattutto accettare l’idea che non siamo onnipotenti. Saper chiedere aiuto è un passo importante per poter cominciare a guardare oltre. E questo proprio in nome di quell’appartenenza e quell’amore che non vacilleranno mai.

  27. Francesca dice:

    Condivido in pieno Marina; anche io ho passato una vita intera a colpevolizzarmi per la depressione di mia mamma, a cercare rimedi che potessero farla star meglio magari anche a scapito dei miei desideri reali. Solo ora, a 35 anni, mi sono resa conto che si, è la mia mamma e questo non cambierà mai, non cambierà mai l’amore che provo per lei, ma lei è lei, io sono io; siamo due persone diverse con lo stesso diritto di vivere una vita piena e felice, serena; lei non ci è riuscita e questo mi fa stare male, ma io ci devo provare, per me stessa e per i miei figli; e se questo significa metterla da parte per arginare la mia sofferenza, dovrò far questo. Certo, dalle parole ai fatti la strada è lunga e faticosa, ma l’importante è averla individuata e cercare di seguirla. In bocca al lupo!!!

    • Salve a tutte. Parla bene Francesca e parla bene Martina. Consiglio a tutte le figlie di madri con problemi di depressione la lettura di “madri e padri manipolatori” di Kathya Bonatti. Sono anch’io figlia di una madre depressa e anch’io ho dovuto fare un percorso molto lungo e doloroso per capire che mia madre non poteva essere aiutata da me e che nel tentativo di renderla feclice non sviluppavo me stessa. Come figlie non si può aiutare la propria madre ad uscire dalla depressione. Spetta ad uno specialista. Non bisogna sentirsi in colpa. Inoltre si rischia di entrare e di creare un cerchio vizioso. La madre depressa può addossare alla figlia la responsabilità della sua felicità, la quale adeporandosi continuamente per renderla felice
      non impara a cercare la propria identità e la propria felicità. Il distacco dai figli è sempre doloroso, ma è un passaggio necessario, per alcune madri lo è di più di altre. Alcune poi si aspettano che i figli facciano ciò che loro non sono riuscite a fare. In questi casi è importante una presa a carico di tutte le parti coinvolte per superare il momento. Attenzione però.
      Per alcune madri la depressione è addirittura uno stratagemma – spesso inconsapevole – per impedire ai figli di crescere e di allontanarsi. Certe madri depresse sono sempre sul punto di morire; hanno sempre l’impressione di soffrire di malattie inguaribili; certi atteggiamenti delle figlie non le rendono orgogliose o sembrano acquisiti dal padre che odiono; i compagni di vita e gli amici non sono mai quelli giusti e infine anche il lavoro non è quello si aspettavano per la figlia. Queste madri possono non guarire mai né capire quanto la relazione che intrattengono con i figli sia malata. Con queste madri a volte l’unica soluzione è prendere le distanze e curarsi unicamente della propria vita. E questo non per cattiveria, ma per sopravvivenza. Una madre depressa che cerca di tenere i figli legati a sé grazie alla malattia può provocare enormi danni psicologici. Tra l’altro, come figlie, nel lasciare agire queste madri ci si rende co-responsabili della situazione. L’unica manera di uscirne è spezzare le catene.

    • anche io ho una mamma che mi fa stare male sempre giu’ di morale ho 35anni e non riesco piu’ a vivere sono fidanzata con un ragazzo di fuori che credo a breve sposero’ e il suo pensiro che io vada lontano la sta facendo deprimere di piuu non socon chi parlarne sto malissimo davverotanto a volte chiedo aiuto a dio che mi venga a prendere e la faccio finita

  28. Come mi sento vicina a te, figlia. Ho passato l’adolescenza e i miei vent’anni a combattere con il dolore di mia madre e so quanto sia devastante. Sentirsi inadeguati e incapaci di aiutare chi si ama già da ragazze è una prova troppo dura. Non ho ricette per te, purtroppo, ma posso dirti che occuparmi della mia di vita, costruire il mio futuro e cercare di far felice me stessa e non gli altri, essere ciò che ero e non cercare di diventare come gli altri mi volevano, mi ha aiutato anche a farle tornare il sorriso.
    Quel filo invisibile che vi lega e che oggi parla di mancati sorrisi, vi unirà sempre, ma un giorno potrà parlare d’altro. Forza!

  29. Quanto male può fare una mamma depressa? Quanto ci può essere di ereditario in una depressione o, piuttosto, quanta influenza può avere l’aver “respirato” quell’atmosfera pesante di una mamma triste? Come sarebbe bello se quella mamma permettesse ai suoi familiari di aiutarla, se riuscisse a non negare il problema. Un abbraccio a questa ragazza tanto matura.

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