Prima elementare e dislessia

prima elementare e dislessiaDomanda

Gentile Dott. Torcetta,
le scrivo per mio figlio che ha appena iniziato le elementari. Il problema è italiano. L’alfabeto lo sa tutto cosi come leggere ma-me-mi/la-le-li e via dicendo. Ma quanto si tratta di mettere insieme le lettere per formare la parola tipo pa-ne nascono i problemi. Legge le due parti della parola ma invece di dire pa-ne dice ne e basta come se si scordasse la prima parte. Il bimbo mi ha detto che la maestra non si spiega bene, che vuole vada veloce e lui non capisce gli esercizi. La cosa un pò mi preoccupa…le dico la verità ho il terrore di dislessia o disturbo dell’apprendimento.

In matematica e le altre materie va bene. Premetto lui è settimino e a livello linguistico è stato un po’ lentino. A tre anni parlava male ma nei tre anni di asilo, grazie alla maestra che aveva, è migliorato tanto recuperando tutto e ora parla benissimo anche troppo. Ha pero’ avuto bisogno del suo tempo. Anche a camminare siamo arrivati a 19 mesi. Non so se queste difficoltà in italiano dipendono anche da questi ritardi.

Lui poi ha bisogno di dolcezza e forse la maestra dopo un po’ perde un pochetto la pazienza e questo viene sentito dal bambino. È inoltre un precisino e ha bisogno dei suoi tempi perchè vuole fare bene le cose e la richiesta di velocità per stare nei tempi lo stressa.

Io ho provato a casa ma non so quale sia il sistema migliore per insegnargli a leggere e scrivere.

Cosa ne pensa? Mi sento un pochetto disperata.
Grazie.

 

Risposta

Cara Signora,

la sua è una domanda piuttosto complessa e soprattutto ben descritta nei problemi presentati da suo figlio.
Partiamo dalla nascita che mi interessa particolarmente. Lei parla di settimino e per me questo equivale alla nascita a circa 28 settimane di età gestazionale; mi corregga eventualmente lei se questo non corrisponde a verità.
I neonati prematuri che hanno avuto un ricovero più o meno lungo in Terapia Intensiva Neonatale presentano generalmente un lieve ritardo nelle acquisizioni delle tappe neuromotorie che, se il decorso è stato regolare, tende a pareggiare con i nati a termine entro l’anno di vita. Negli ultimi anni emergono sempre di più delle correlazioni tra la nascita prematura e disturbi vari durante l’età scolare.
Per il momento i sintomi di suo figlio possono essere fisiologici: l’inversione o l’omissione di sillabe, la lettura non precisa, la comprensione non completa ci possono ancora stare con la prima elementare e l’età.
Per prima cosa comunque cercherei di sensibilizzare la maestra sulla necessità di considerare le lievi difficoltà e accoglierle con una maggiore attenzione da parte sua. Vorrei ricordare che la gran parte dei disturbi del linguaggio vengono diagnosticati su indicazione del personale docente che ha completa visione dei bambini durante l’apprendimento.
Nel vostro caso cercherei di sostenere il bambino senza esagerare e senza aumentare una insicurezza che diventerebbe un circolo vizioso piuttosto difficile da rompere in seguito.
Certamente starei comunque attento ai miglioramenti o all’assenza di questi o alle regressioni.
La dislessia comunque viene diagnosticata generalmente durante il secondo anno di scuola elementare proprio perchè certe manifestazioni sono assolutamente fisiologiche ancora nel primo anno di scuola.
Appoggiatevi anche al vostro Pediatra che, nei vari bilanci di salute, si occupa anche di questo aspetto per un eventuale invio tempestivo ai servizi di neuropsichiatria infantile che si occupano di questi problemi.
In ogni caso la dislessia, nelle sue varie manifestazioni, si cura e non dà problemi particolari al bambino. Non è un disturbo intellettivo con ritardo ma è un disturbo selettivo con intelligenza assolutamente conservata.
Tenetemi al corrente della situazione.

Commenti

  1. L’idea che la dislessia “si cura” è assolutamente sbagliata e veicola informazioni non corrette ai genitori. La dislessia non è una malattia, ma si può intervenire intervenendo sulle abilità specifiche e su quello che sta alla base della lettura, scrittura e calcolo.

    • Francesco Torcetta dice:

      Cara Rossella, accetto la critica su un termine non corretto come cura, è piu preciso dire si TRATTA con metodi e insegnanti adatti. Ho però precisato che: “Non è un disturbo intellettivo con ritardo ma è un disturbo selettivo con intelligenza assolutamente conservata”.
      Questo proprio per rassicurare che la dislesia non sia una malattia ma un disturbo selettivo.
      Commenti simili mi spingono a una sempre maggiore cura nell’uso dei termini appropriati.
      Grazie

      • pregherei anche io di cambiare il termine “si cura”, perchè genera aspettative irrealizzabili in chi si imbatte in questo disturbo; troppe volte si sente dire “ma sei ancora dislessico?” o “ma poi passa, la disgrafia?” e questo genera in pazienti e genitori un senso di inadeguatezza, come se avere ancora difficoltà dipendesse da cattiva volontà o cattiva sanità.

        grazie

        • Francesco Torcetta dice:

          Ho già rettificato e concordo con il commento. La dislessia si tratta ma non si cura non essendo una malattia ma un disturbo selettivo

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