Dillo che non sei più quella di una volta

Ma perché non scrivi più, come una volta? Mi piaceva tutto quello che scrivevi, ti controllavo ogni giorno. Capisco gli impegni, ma allora dillo che non sei più quella di una volta così lo so e smetto di guardarti sperando sempre che ci sia qualche TUA parola, non degli esperti che non mi interessano (ma niente-niente-niente).
Mi dispiace tanto aver perso la mammaimperfetta di una volta, mi ero affezionata e tutto tutto tutto quello che scrivevi mi piaceva e mi faceva pensare.
I miss you.

 

Una dichiarazione d’amore.
È così che ho decodificato questo commento di Elena.

“Ma allora dillo che non sei più quella di una volta”.
Non ho bisogno di dirlo: non sono più quella di 5 anni fa. Forse è un male.
O forse no. Quanti “forse”. Troppi? Sono mai troppi i “forse”?
Tante volte mi chiedo se ormai questo blog abbia un senso. Era nato seguendo una direzione e ha cambiato rotta. Ogni volta che guardo le statitische delle visite mi domando il motivo per cui continuino a crescere. Di me, di noi, scrivo ormai qualche volta al mese, ma le visite aumentano ogni settimana. Si vede che una qualche utiltà ancora la conserva. Non paragonabile alle informazioni reperibili in qualsiasi altro luogo del Web. Un’utilità diversa, qui si incrociano vite e madri che DA ANNI parlano tra loro senza che io intervenga MAI. È un luogo di scambio, di accoglienza. In questo, il blog è rimasto quello di 5 anni fa, perchè lo scrivevo anche allora che volevo creare qualcosa che in rete non c’era e questo è rimasto.

 

“Non sei più quella di una volta”
È un rammarico, forse, sentirsi diversi da ciò che si era e che non ci dispiaceva essere. Ma non significa necessariamente che non ci si piaccia come si è.
Mi guardo intorno, leggo i blog di altre mamme e mi rendo conto di avere ormai poco da raccontare, oltre all’amore. Anzi, da raccontare ne avrei, ma mi sento a disagio.
Mi sento a disagio a scrivere di amore, la ridonadanza dell’amore materno può diventare insopportabile.
Mi sento scomoda a scrivere che ho perso il portafoglio con dieci anni di vita dentro e Matteo mi ha chiesto “mamma ma l’hai ricomprato con i soldi dentro?” o che, sempre Matteo, davanti a un disco in vinile è corso a domandarmi: “mamma ma cos’è questo CD gigante?” o che la sera, quando lo metto a letto, mi sussurra “anche se a volte sei ingiusta io ti adoro”.
Mi sento a disagio a raccontare che quando torno dal lavoro il piccolo (che ormai ha 5 anni e mezzo) mi aspetta con questo in mano
Disegno bambino 5 anni

Non conosco i motivi di questo disagio ma li sento vivi. Forse perché sono cose che annoiano me per prima quando le leggo in giro. Anche se in realtà non è vero, dipende da come vengono raccontate. L’amore può diventare noioso?

 

“Non sei più quella di una volta”.
Ho preso questo ultimo pungente commento ad emblema dei tanti segnali che mi sono arrivati in questi mesi. Daniela, Chiara, Marzia, Silvietta, nomi tra i primi che mi vengono in mente. Persone che si sono fidate di me, che mi hanno scritto per raccontare anche grandi dolori. In 5 anni gli intrecci che sento parte di me sono tanti e, ancora, non mi sento di scioglierli.

 

“Non sei più quella di una volta”.
L’ho scritto QUI, QUI, QUI e QUI, lo scrivo da un anno, come per raccontarlo a me stessa. Sono disillusa, pensierosa. Ma non sono nemmeno poi tanto diversa da quella di 5 anni fa. Sono diversamente mamma. Diversamente moglie. Diversamente blogger.

 

“Non sei più quella di una volta”.
Infatti. Una volta avrei scritto del suono sordo che produce l’idea che Niccolò tra qualche mese inizi la prima elementare. Avrei scritto che lui, il piccolo di casa, sta muovendo i suoi primi passi di autonomia senza di noi, avrei toccato questi tasti del portatile, scrivendo di lui, con gli occhi gonfi, come sto facendo ora, ma l’avrei fatto con più spontaneità, più parole. Ma non è detto che non lo faccia.

 

“Non sei più quella di una volta”.
E avrei scritto del viso di Matteo che cambia forma, ogni giorno. Si sfila, perde ogni rotondità e si fa maturo.  A volte duro, come i suoi occhi quando è arrabbiato.
Avrei raccontato della sua insistenza nel chiedere una sorella. E avrei scritto un post sul terzo figlio che ho sempre desiderato e che non arriverà, per tanti motivi.
Avrei raccontato dei suoi “trofei” scolastici, della sua autonomia totale nel fare i compiti, solo, a 7 anni, senza mai chiedere un aiuto. E della gioia nella collaborazione domestica che la Nonna Montessori gli sta insegnando: apparecchia, sparecchia, lava i tegami, prepara il caffè. Ed è felice di imparare nuove autonomie. Perché per i bambini non esistono competenze di genere ma solo nuove autonomie da conquistare.

 

“Non sei più quella di una volta”.
Quella che avebbe pianto su rapporti in cui ha creduto, investito e che sta vedendo frantumarsi come il mercurio quando si rompeva il termometro, in mille piccole palline inutili e inafferrabili. Non sono più quella. Non mi voglio rimproverare nulla. Ci sono sistuazioni che fino a qualche tempo fa ancora mi parevano superabili ma che ora, messe da parte le romanticherie, mi paiono insormontabili. È questione di cura, di responsabilità, di senso profondo della maturità che comporta l’aver messo al mondo due bambini e l’affanno di poter garantire  loro un futuro dignitoso.
Ne sono cambiate di dinamiche in 5 anni. Molte. E quando cambiano le dinamiche è impossibile restare identici a se stessi. Non lo fa nemmeno la pietra sul fondo del mare.

 

“Non sei più quella di una volta”.
Però, per merito di questo commento, oggi, sono tornata ad esserlo.
Per cui, grazie.

 

 

Commenti

  1. Ma lo sai che da quando ti ho ritrovata su twitter che avrei voluto scrivertela io questa cosa!!?!?
    Perché tu sei una delle prima mamma blogger che ho seguito, adoravo il tuo vecchio blog… così ti ho persa anche io lo confesso.

  2. Laura dice:

    Cara mammaimperfetta in evoluzione come tutte le situazioni della vita, ti seguo da tempo, ti ho letta in momenti di relax, di ansia, di insonnia, di fatica e mi sono sempre state di grande aiuto le tue parole. Per questo voglio regalarti una mia ricetta, una di quelle che quando sono giù hanno il potere di farmi sorridere, fin dal momento in cui preparo gli ingredienti per cucinarla…
    Ingredienti: 1 vasetto di nocciolata (io uso quella di rigoni, perchè meno oleosa della nutella) | 2 pere Kaiser | 1 confezione di pasta frolla (perchè ho smesso di avere tempo per cucinare) | zucchero a velo
    Dividi l’impasto in due parti, uno il doppio dell’altro.

    Spiana col mattarello la parte più grande e foderaci fino ai bordi una teglia da forma rotonda. Fatto questo, spalmaci sopra tutta la crema, quindi sbuccia e taglia a fettine le pere e distribuiscile sulla crema.
    Con la parte di impasto più piccola,che va prima sbriciolata con le mani e un po’ di farina, si forma una copertura irregolare della crostata, una crumble per intenderci…
    Poi inforna per circa 30 minutia forno preriscaldato a 180°.

    attendere il raffreddamento, se riuscite!!

    Un abbraccio
    Laura

  3. A me piacevi prima e piaci adesso. Sei evoluta, sei andata avanti… chi è rimasto indietro sul sentiero ti raggiungerà… o no. Però che bello vedere che dai racconti personali sei riuscita a dare qualcosa a tutti noi oltre l’identificazione unica con il tuo essere mamma… forse dopo un pò il ruolo della mamma blogger diventa altro ancora.

    Brava.

  4. io non ti conoscevo fino a qualche minuto fa….ma le tue parole oggi non sai quanto mi hanno aiutato….non sono più quella di una volta e sono in crisi perchè ne avevo paura, pensavo che questo sentimento di inadeguatezza fosse solo mio, la malinconia che mi ha preso quando il mio piccolo ha compiuto sei anni e accorgersi che è cresciuto ….grazie per le tue parole…..e anche delle altre mamme che ti seguono grazie davvero a tutte voi……

  5. Anche nelle amicizie ci sono periodi in cui ci si sente meno, si ha meno tempo, meno cose da dirsi o non si trova il modo giusto per farlo.
    Ma l’affetto rimane immutato, bisogna saper avere pazienza, rispettare i tempi e le esigenze dell’altro.
    Sperando, certo, di non perdersi mai.
    Ho “bevuto con avidità” i tuoi post sulla gravidanza,sul parto, sulla maternità quando ne avevo bisogno.
    Ora anch’io sono cambiata perchè ho affrontato molto di questo.
    Ma si è sempre tutti in continua evoluzione e torno spesso a leggerti.
    …Quando vedo che hai pubblicato qualcosa…è una giornata più felice :biggrin:

  6. Nulla resta uguale a se stesso, come esprimi tu stessa ricorrendo all’immagine della pietra sul fondo del mare. Molti si affezionano all’idea che hanno/vogliono avere di noi. Io mi sono affezionata a te. A te persona-mamma e quindi allo scorrere delle cose vive, che cambiano, si trasformano. Tra l’altro la tua risposta sincera, gentile ma per nulla compiacente, è la conferma che sei sempre la persona che tutti abbiamo stimato: una donna/mamma vera.

  7. Papà, grazie. Mi sono commossa a leggerti. :cwy:

  8. francodomenicogabriele dice:

    sei sempre te stessa. ogni volta che digito il tuo blog mi sento eviscerare da una commistione di amore, commozione e lacrime.
    ti auguro tutto il bene che questa vita puo’ darti.

  9. e poi torni, con la potenza del tuono.
    Non sono Mamma, non ancora, ma quando vengo qui e leggo TE ( e non i vari esperti ) mi travolgi, spiegando, solo come tu sai fare, la travolgente sensazione di aver messo al mondo dei figli.

    Hai la capacità di donare emozioni sorde, intense, profonde.
    Spero che un giorno il tuo progredire ti aiuti a sistemare quello che ora non và, che ti doni ancora quella serenità che dimostravi di avere. Perchè non importa quanto scrivi qui, ma che quandolo fai, tu lo faccia col cuore sereno.

  10. … vale davvero a pena di aspettare,
    è bello quello che scrivi,
    è meraviglioso leggerlo!

  11. cristiana dice:

    Ciao Silvia e ciao a tutte voi diversamente mamme,
    mi intrometto solo per dire che il tempo e la vita spostano le prospettive e capita di guardarsi da altezze e umori defferenti, ma la sostanza non si perde; a volte ci si vede come immersi nella nebbia, ma bisogna guardarsi bene dentro, avvicinarsi un po’ e spesso i pezzi di noi riaffiorano tutti, uno a uno, a volte piano.
    La capacità e la voglia di comunicare e condividere le emozioni sono beni preziosi e , anche ad una non mamma come me, tante volte le vostre parole hanno riempito la pancia e il cuore.
    grazie

  12. Arrivo solo ora, poichè anche io non sono più quella di una volta…
    Non ti ho mai incontrata eppure mi sento legata a te da una stima e da una complicità incredibili.
    Sarà che i nostri figli hanno età simili, sarà che a volte ci sono davvero affinità inspiegabili, sarà che ti ho trovata quando avevo bisogno di te e mi hai aiutata a crescere.

    Io continuo a fidarmi di te, poichè anche questo tuo cambiamento è la prova di quanto tu sia vera. Il fatto che tu abbia aperto il blog ad esperti dimostra la tua serietà: ci sei passata e sai quanto sia importante per noi madri avere un contatto diretto con una persona competente in grado di dare risposte su misura.
    Il fatto che tu favorisca il confronto tra mamme che passano le notti in bianco (Vedi “Che palle figlio mio!”) dimostra quanto tu sappia metterti nei panni di chi ha bisogno di sapere che non è sola.
    Il fatto che siano diminuiti i post su Matteo e Niccolò dimostra quanto siano veri i precedenti.
    Comprendo il tuo pudore, la tua maggiore ritrosia nello scrivere di loro, comprendo il tuo cambiamento poichè è anche mio.
    Per quanto mi riguarda oggi le parole arrivano spesso dai miei figli e conversare, scrivere, leggere con loro e per loro mi assorbe completamente e piacevolmente.
    Oggi come ieri quello che ricevo da te è quello di cui ho bisogno.
    Diversamente mamma, moglie, blogger e unicamente Silvia, parola mia.

  13. Davvero, grazie ancora. :heart:

  14. wolkerina dice:

    Io posso solo dirti che quando ti ho scoperta nel 2009 ho riso e pianto con le tue storie e mi sono sentita infinitamente meno sola. Già allora pero’ apprezzavo il taglio che davi a certi post, ricchi di informazioni importanti. Mi dispiace leggere meno stralci della tua vita perché il modo che hai di raccontare e’ unico ma questo blog continua ad avere un grande senso anche se scrivi meno di te. Io continuo a seguirti.. Un abbraccio

  15. SONO ELENA, MA NON QUELLA CHE HA SCRITTO IL POST. TI HO SCOPERTO 2 ANNI FA E DA ALLORA TI SEGUO IN CONTINUAZIONE .
    HO LETTO TUTTI GLI ANGOLI DEL TUO BLOG E NOTO CHE INIZIALMENTE ERA COME UN “DIARIO” RACCONTATO IN UNA MANIERA FANTASTICA, ORA QUELLO CHE SCRIVI è SEMPRE FANTASTICO MA ORMAI GIA DA TEMPO, MANCA DELLA “QUOTIDIANITA'”.
    DAI DEGLI SPUNTI SU CUI RIFLETTERE E TI SENTO VICINA ANCHE SE TU NON MI CONOSCI E NON E’ UNA COSA CHE TROVI IN TUTTI I BLOG.
    GRAZIE PER QUELLO CHE HAI FATTO IN PASSATO GRAZIE PER QUELLO CHE STAI FACENDO GRAZIE PER QUELLO CHE FARAI ANCHE SE SOLO OGNI TANTO.
    TI CONTINUERO’ A SEGUIRE…. FINCHE’ TU VORRAI DONARCI UN PO’ DEI TUOI APPUNTI DI VITA……. 🙂 🙂

  16. E io cosa potrei scrivere di diverso di quanto già ben descritto da chi mi ha preceduto?
    Ti ho trovata per caso in quel gran calderone che è il web, ho scoperto grazie a te il mondo dei blog, ho capito quanto potessero fare per noi esseri imperfetti, ho scoperto una donna capace di trasmettere emozioni e pensieri come pochi al mondo, mi sono identificata e trovata differenze, alla fine ho trovato (anche) ospitalità nel tuo meraviglioso spazio.
    Io ti ringrazio di non essere quella di una volta, e non perchè non mi piacesse, ma perchè mi piace -e tanto- quella che stai diventando: in un continuum tra passato, presente, futuro.
    Che tanto quella che eri è li sotto pelle e ogni tanto fa capolino… 😉
    Un abbraccio forte

  17. Alessandra dice:

    Ciò che scrivi è sempre talmente potente che vale l’attesa.

  18. Io penso sempre che restiamo sempre gli stessi anche se progrediamo nella nostra storia. E si, adesso apparentemente ci comportiamo diversamente. ma certi treni non possono fermarsi, girare in tondo. Vanno avanti, conservando (si spera) il buono di quello che si era “una volta” come motore, come orizzonte, come energia.

    a volte si tratta solo di ritrovare un po’ di equilibrio. o forse questa è una proiezione!

    ti abbraccio forte, e ricorda: grazie a te!! s.

  19. Non so cosa dire.
    Sono emozionata.
    Grazie davvero.

  20. Roberta dice:

    Anche a me manca il tuo “blog di una volta”, la tua spontaneità, la tua dolcezza e la tua schietta sincerità… e aspetto… controllo… poi trovo un post come questo e mi luccicano gli occhi..

  21. francesco torcetta dice:

    Silvia, collaboro con te da un anno ormai e ho letto il blog e i tuoi post precedenti. Non ci deve essere nè imbarazzo nè rimpianto nel cambiamento. Trovo questo luogo inimitabile e insostituibile e l’evoluzione fa parte delle persone. Così si evolve un blog ma non cambia chi lo gestisce e chi ci scrive nel suo essere persona unica e sfaccettata.
    Roberta “l’onanismo velato di falso rossore” è una definizione bellissima e acuta di un certo tipo di scrivere che non appartiene a questo luogo virtuale.
    I commenti che ho letto testimoniano affetto e stima che tutti noi abbiamo per Silvia.
    Continua così Silvia e continua a cambiare pure se questo è il risultato.

  22. DANIELA dice:

    GRAZIE Franci

  23. Barbara, Daniela, Roberta, Laura…sono commossa. È anche questo il valore di questo blog. Chi legge Silvia è speciale.

  24. DANIELA dice:

    Cara, carissima Silvia, a me piacevi e tanto “com’eri una volta” ma non per questo non adoro come sei ora, è vero quello che dice Elena sul fatto che anche io andavo sul tuo blog ogni giorno per leggere di te e che ora, sapendo di non trovarti ci passo un paio di volte alla settimana. Ci sono tanti post di mamme che mi hanno commosso ma mai come i tuoi racconti, su di te e i tuoi figli, mi fai andar dentro nel profondo dell’anima toccando corde come solo tu sai fare e ogni volta per me è un aiuto, una riflessione sul ruolo di madre e sulla famiglia per almeno provare a migliorarmi. Non c’è giorno in cui toccando il mio pancino con la piccola che si muove io non pensi a te e a tuuto quello che ho letto e sentito nel cuore sul “secondo figlio” e lo sai che questa bimba verra’ al mondo anche per merito tuo. C’era una porta che mio marito voleva aprire di nuovo mentre io non sapevo davvero cosa fare, l’ho aperta con serenita’ e tranquillita’ solo quando ho letto di te. Ora è Luca che con le sue frasi e attenzioni per la mia pancina mi sta dicendo che davvero non potevo privarlo della sorellina ma sei stata tu a farmelo capire per prima. Io ti adoro sempre e comunque ma quello che certo manca sono i tuoi racconti cosi’ veri che credo facciano riflettere tante mamme, insomma certe cose dette da te vanno piu’ dritte al cuore e quando parli dei tuoi figli commuovi e insegni e illumini.
    Mai smettero’ di ringraziarti e ti voglio bene sempre e comunque.

  25. un’ombra con l’apostrofo.
    magari prima o poi imparo a rileggere anche quando scrivo di pancia…
    sorry
    r

  26. ti conosco da troppo poco per poter esprimere un’opinione in merito.
    so che sei la donna più acuta e intellettualmente onesta che abbia incrociato in rete. e che questo è accompagnato da stile, nella forma e nei contenuti, il che non guasta mai.
    non ho mai trovato un ombra di autocompicimento nelle tue parole. mentre l’onanismo velato di falso rossore è molto diffuso fra le signore dei blog.
    ho trovato invece molto pudore.
    penso che tu sia una signora e anche che, come ti ho scritto tempo fa, “te lo meriti un po’ di più”.
    in linea di massima, poi, diffido di chi rimane sempre uguale nel tempo, perchè mi fa pensare che non si evolva. e in fondo la coerenza a tutti i costi la trovo noiosa.
    mi piace leggere quando scrivi di te perchè attraverso le tue parole metto a nudo la mia anima.
    e capisco quello che dici dello scrivere d’amore. le ultime cose che ho scritto raccontavano spicchi di mia figlia. dopo averle pubblicate ho pensato a te e mi sono sentita fuori luogo… diciamo che sei un benchmark!
    spero che tu non smetta di scrivere, intanto ti ringrazio per quello che mi hai dato.
    r

  27. Laura.ddd dice:

    Silvia, a me piaceva quella di una volta e quella di adesso. Sono d’accordo con 3d, nessuna di noi é la stessa; ma io non dimentico il bene che mi ha fatto trovarti in rete, e quanto ti ammiro per la tua generosità. Che ritrovo immutata in questo tuo post. ti abbraccio e ti auguro tutto il bene possibile, con affetto

  28. Mi spiace ma non sono assolutamente d’accordo con il commento di Elena, pur dettato dall’affetto per te.
    Io ammiro tantissimo il tuo modo serio, umile e intelligente di stare in rete.
    Sono d’accordo con Barbara: la dedizione che metti da anni nell’aiutare i tantissimi genitori che passano di qui è commovente, altro che!
    Tutto lavoro gratuito, ore sottratte ai tuoi figli per fare sostegno alla genitorialità. Non c’è un altro luogo come questo in tutto il Web. Non c’è!!!
    È normale il cambiamento. I tuoi bambini stanno crescendo ed è sacrosanto. Guai a cristallizzarsi.
    Sai che io invece non leggo più le mamme che scrivono quello che scrivevano anni fa? Ho il problema opposto ad Elena!
    Sei una persona ricchissima e davvero tanto intelligente. E poterti leggere in ogni tua forma è un grandissimo dono perché io di similitudini con altre non ne vedo nemmeno lontanamente. Sei speciale (e hai una “penna” magica).

  29. Grazie! graziemammaimperfetta per avermi risposto. Era la ‘closure’ di cui avevo bisogno. Adesso lo so, ti guarderò solo ogni tanto, quando mi ricorderò, alla ricerca di parole tue sui tuoi figli, la tua famiglia, il tuo lavoro, la tua giornata–che non mi hanno mai mai annoiata, anzi, mi davano food for thought e me li portavo dietro nella mia giornata, nelle mie esperienze quotidiane.
    Goodbye

  30. Io egoisticamente sono contenta che tu non sia più quella di una volta. Perché nel frattempo mi sono innamorata di te, ti ho capita, mi sono pregiata (si dice?) della tua sincerità, e tante altre cose…
    Sono certa che tornerai a scrivere anche di te, di voi. Con il tempo. In ogni caso la cura e la devozione che metti in questo sito, è un motivo valido per stimarti sempre e sempre.

  31. A me piaceva di più il “Mamma Imperfetta di una volta” forse perchè stavo cercando qualcuno che parlasse la mia stessa lingua e che mi somigliasse un po’. Quello che leggo è comunque molto utlle, ma io cerco un posto dove raccontare e ascoltare d<elle mamme come me perchè a volte mi sento trasparente: io e le mie imperfezioni. Un bacio. :heart:

  32. non è essere quelli di una volta, un pregio, un valore inestimabile (se il “noi di una volta” ci segue sempre però).
    splendido post, grazie.

  33. Forse non dovrei “intromettermi” :blush: perchè io non so bene come eri una volta, perchè è da poco che entro in punta di piedi nei blog in generale e quindi anche nel tuo blog.
    Però quello che ho letto qui oggi, mi è piaciuto. E anche tanto. Avrei perso qualcosa se non l’avessi scritto.

  34. Un post meraviglioso, Silvia.
    Nessuna di noi è quella di una volta.

  35. Per me sei sempre la stessa, cambiano i modi di comunicare, di espreimere i propri sentimenti,ma le persone rimangono quelle.
    E io ti voglio bene così come sei.

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