Sere nere

E poi ci sono sere in cui il blog torna ad essere quello che era tre anni fa.
Sere in cui li metti a letto, racconti due favole, esci dalla loro stanzetta. E aspetti che i loro respiri si facciano pesanti e un po’ rumorosi. Per poi rientrare e guardarli dormire. Osservi il settenne, ancora bambino per poco, che ad un tuo “tuo fratello è felice quando lo abbracci” risponde “e io sono felice quando tu abbracci me”. Che ancora ti cerca con gli occhi quando è al parco che gioca, che ancora quando esce da scuola, da quella scala, ha occhi solo per te, che ha voglia di te, delle tue imperfezioni, dei tuoi racconti, delle tue parole. Lo guardi, nella consapevolezza che hai ancora poco tempo per godere di tutto questo, perché presto, prestissimo, mentre tu cerchi di vivere, lui si girerà dall’altra parte, come facevi tu quando ti si avvicinavano i tuoi genitori. “Mamma hai il raffreddore?”. “(…) Si (…)”.
Ti trascini, verso il letto del cinquenne, gonfia di vita che corre, lo guardi, sperando di poter “resiprare” meglio accanto a lui. Lo osservi, con quei lineamenti ancora da bimbetto piccolo, lui si gira e ti chiede “mamma, sei felize della tua vita?”. Lo accarezzi, tentenni, “sono felice che esistiate tu e Matteo” e lui ribatte “io sono felize di essele piccolo, pelché i bambini piccoli muoiono più taldi e a me piaze vivele“. E tu, tu…taci. Cosa spieghi a un bimbo di cinque anni mentre si addormenta? Annuisci… “hai ragione, Niccolò, stai tranquillo. I bimbi piccoli non muoiono, pensa a una cosa che ti fa essere sereno adesso”. “Allola penso che ti amo”.
Sorridi, forzatamente, con il cuore impazzito e pensi che tante, tantissime volte, ti sei detta “quando lui avrà cinque anni vorrei fare il terzo”. E ti ritrovi senza forze, senza coraggio, senza voglia, con una vita un po’ diversa da quella che hai tentato di costruire, con sogni che si dibattono nella rete, come pesci pescati a strascico.
Dormono. Ti affoghi di lacrime che si perdono tra i loro sogni.  E non sai perché.
O forse si.

Commenti

  1. Daniela dice:

    Ti leggo soltanto da stamattina, per puro caso mi sono imbattuta nel tuo blog, vorrei avere solo un briciolo del tuo ottimisno, sono mamma da 13 mesi e credimi sento una stanchezza addosso allucinante , non ricordo piu’ cosa significa dormire e tanto meno non ricordo piu’ perche’ ho sposato mio marito. Si e’ persa tutta la magia di essere coppia, mi sono ritrovata con un compagno che non e’ quello che credevo, un padre assente per quanto riguarda i piccoli gesti della quotidianita’….. Non so cosa succedera’ , so soltanto che vorrei gioire di questi momenti che so non torneranno piu’ ma come hai spiegato tu nel blog mio figlio e che palle, credo che non li ricordero’ con tristezza, la mancanza di sonno mi ha messo ko, sono un’altra, ho perso la voglia di vivere , di curarmi, sono esausta e mi sento cosi sola , cosi tremendamente sola e consapevole che non sara’ mai piu’ come prima…. Sento di non credere piu’ in niente ma so che devo essere forte per quel piccolo esserino che e’ accanto a me e che mi da il tormento di notte ma che amo profondamente piu’ della mia vita.
    Vorrei tanto che il mio lui non fosse cosi com’e’ eppure ne ero cosi profondamente innamorata e credevo che avere un figlio ci avrebbe unito ancora di piu’ e invece no, ha creato una frattura enorme. Lui lavora certo , io no e quindi per questo io devo essere forte, stare inpiedi tutta la notte eprche’ tanto ce” il giorno, lui dice, cosi da poter riposare.. beh tu mi insegni in quanto madre che non e’ affatto cosi e vorresti solo sprofondare quando mi sento dire queste parole. Sento di essere allo stremo delle mie forxe fisiche e psichiche e a volte penso che non passeranno mai questi momenti. A volte mi dico che se mio figlio non dorme e’ soltanto colpa mia, a volte non mi sento una madre giusta , mi sento giudicata continuamente dai miei familiari…perche’ ?? perche’ mi lamento e perche’ sono distrutta , con due occhiaie da zombie.. Non mi riconosco piu’ e vorrei tanto ritrovarmi… Baci Daniela da Napoli.

  2. Francesca dice:

    Questo post avrebbe potuto scriverlo il mio compagno, innamorato dei suoi figli, ma alla ricerca dei suoi sogni perduti, dei suoi spazi, dei nostri spazi: il diritto alla vita perfetta che non possiamo avere. Io invece, anche se sono stanca, sorrido alla vita, mi sento ricca ed estremamente fortunata per tutto quello che abbiamo, e desidererei tanto avere un altro figlio, non ora, magari, ma nella vita sì! In questo momento di tensione, anche solo parlarne come desiderio futuro sarebbe follia, ma per me sarebbe veramente un sogno d’amore….

  3. anche io volevo un ‘altro bimbo…avevo detto quando lei avrà quattro anni forse, sperrando che le cose cambiassero..e invece vanno peggio… ma a volte per essere felici basta avere il coraggio di fermarsi ad apprezzare quello che si ha, piuttosto che insegire un ideale che non c’è. Ciao stupenda mamma

  4. Mamma mia, ma allora noi mamme siamo proprio tutte uguali: stessi gesti, stessi pensieri, stesse malinconie e paure.
    Anche io guardo i miei figli dormire e ogni volta mi dico: questo momento me lo ricorderò per tutta la vita (sospiro).
    Ma è la vita che è così.

  5. twinsbimamma dice:

    il terzo…forse mi piacerebbe…ma ho già due gemelli e potrebbero diventare quattro e non tre…mi lamento di non essere sufficientemente presente con loro e un terzo limiterebbe ancora di + il mio tempo…dovrei mollare il lavoro almeno dopo il terzo, il mio capo non mi permetterebbe di tornare sicuramente..a parte la questione “legge” dovrei cambiare la mia vita di adesso…una piccola libertà che piano piano sto riacquistando anche se “vivo” per i miei figli…egoisticamente e razionalmente dico di no…..in un altra vita forse….

  6. …e allora non mollerai nulla. 😉
    Un bacio.

  7. Ciao Silvia,
    leggendo questo tuo post, non ho potuto che constatare quanto in questo momento la tue emozioni siano uguali alle mie. I miei uomini hanno otto e cinque anni e le sensazioni che provo sono le stesse… vorrei fermare il piu’ grande nella sua crescita e per consolarmi annuso il piu’ piccolo…e dentro di me il desiderio ancora forte di un terzo che non riesce ad arrivare, anzi, ancor di piu’, non riesce a rimanere…forse sto mollando il mio sogno di una nuova vita, mi dico che gli orari sono impossibili, che adesso potrei viaggiare di piu’, che ho 40 anni, che lavoro,ma dentro di me con paura e ostinazione rimane il desiderio…

  8. Mamma Imperfetta dice:

    Letirock grazie.

    Vale, Monica, Franci, sto tornando…pian piano…dopo quasi 4 anni può essere sia stata fisiologica la necessità di staccare un po’ per riappropriarsi di un’intimità.

    Cristiana, grazie e a presto allora.

    Roberta, che colpi bassi mi hai tirato…;-) Grazie

    Angela, Silvia, Mammaemoltoaltro Franz, Simona, Monica, Michela grazie anche a voi.

    Chiara, mi ricordo molto bene di te. Abbiamo già avuto modo di parlare di queste paure, normali e violente. Ma…è la vita che corre, che scorre, che rotola, rapace come a volte ci si mostra. La paura a volte paralizza, cristallizza e questo non è mai giusto. La consapevolezza della precarietà è vivere dando un senso alle cose ma la paralisi non è mai costruttiva. Non si è mai pronti davanti al dolore, ma va attraversato, come la felicità. Un abbraccio.

    Valeria, in fondo “felice” è l’aggettivo più bello del mondo no? 🙂

    Elena, Chiara, Donatella che dire? Grazie, per queste riflessioni. Io quando i commenti si trasformano in analisi profonda di sé stessi e delle situazioni, sono davvero felice. Ritrovo il senso di questo blog, ad ogni commento del genere. Un bacio.

  9. michela dice:

    caspita, a me capita già adesso che ha solamente 8 mesi…nonstante “il tutto”….amore puro.

  10. ….. e adesso, con le lacrime agli occhi, non vedo l’ora, più che mai, di essere a casa con la mia piccolina….
    Grazie Silvia!

  11. Donatella dice:

    Se non avessi queste sere, non saresti qui, con il tuo essere mamma-donna-persona e il tuo stupendo blog!
    La famiglia del mulino bianco non esiste, o meglio non esiste SEMPRE. E per qualcuno non c’è MAI, purtroppo. Saper godere dei momeni sereni e completi, quando ci sono non è così scontato, presi come siamo dai mille impegni quotidiani. Imparare o semplicemente VIVERE anche i momenti di incertezza e paura aiuta a CRESCERE, e non si smette mai di crescere, non solo da piccoli.
    Sei felize? Spero che ADESSO tu lo sia… buonanotte, sogni d’oro anche a te.

  12. Le tue parole arrivano dritte al cuore,
    mi fai sempre emozionare
    grazie delle emozioni che mi regali

  13. Incredibile ogni volta che leggo i tuoi racconti mi scende una lacrima…sono in attesa del secondo bimbo…e mi ritrovo in molte cose che scrivi…continua a regalarci i tuoi racconti!!!!Francesca

  14. Quando ti ho scritto che se ero arrivata a tre il merito era anche tuo mi riferivo a questo: alla tua generosità nello svelarti e nel condividere i moti della tua anima con altre persone diverse e lontane, simili e vicine.
    Ho provato anche io quella mancanza di forza e coraggio che solo tu sai descrivere così bene; anche io mi sono soffermata spesso, guardandomi allo specchio, a ritrovarmi completamente diversa da come mi ero sempre immaginata. E leggere di te e di altre donne mi aiuta a non sentirmi così fuori dalla realtà.
    Non vivo isolata, ho delle relazioni bellissime con amiche che conosco da una vita e con altre che conosco da pochi anni; sono amica di mamme, di single, di nonne, di papà e di eterni bambini. Sono anche amica di una childfree… eppure riesco a andare nel profondo di me stessa solo quando ti leggo e scrivo davanti a questo pc. Successivamente condivido con le altre il risultato delle mie riflessioni, ma l’elaborazione, la metabolizzazione dei pensieri e delle riflessioni, avviene qui con te, con voi.
    Così in questi anni grazie alle tue pagine, ho “trovato la quadra” relativamente alla severità con cui fare rispettare le regole ai miei figli, ho scoperto il piacere di recuperare quei sogni che si dibattono nella rete, ho imparato ad “accettare” un secondogenito completamente diverso da me e dalla mia primogenita (quanto mi hanno aiutato i tuoi racconti su Niccolò…). Ma che sia chiaro: non si è mai trattato di un pensiero vicino al “mal comune mezzo gaudio”; ho scoperto e condiviso la commuovente voglia di riprovarci, di andare avanti, di mettersi alla prova, di non cercare soluzioni preconfezionate da manuale, ma di elaborare la soluzione non solo più adatta a me, ma a me con ciascuno dei nostri figli.
    Che le tue sere nere si rasserenino presto Silvia, poichè tu sei sole, luce e amore. Le relazioni con i tuoi figli si modificheranno, ma tu resterai sempre il loro punto di riferimento (con buona pace delle future morose…), la pietra di paragone, sempre e comunque.

  15. i sogni sono belli da pensare difficili da realizzare dolorosi da rinunciare. La realta purtroppo presenta sempre il suo conto non é mai come si pensava,si credeva, si desiderava Diventare mamma é un metamorfosi complicata che porta rinunce,dolore ma anche tanto amore dato e ricevuto. si riscoprono le cose semplici come la colazione della domenica mattina le macchinine sparse sul pavimento da raccogliere alla sera prima di andare a letto, i baci spontanei. Pensare a quando queste piccole cose non ci saranno più perché il figlio é cresciuto fà persino male, proprio lì dentro al cuore sembra di esse trafitti da mille frecce. Silvia sei 1 persona speciale i tuoi bimbi sono fortunati. Scusa x la lungaggine.Un bacio grosso.

  16. Poesia. Come sempre.

  17. Condivido totalmente tutto quello che hai scritto.
    “…..con una vita un po’ diversa da quella che hai tentato di costruire, con sogni che si dibattono nella rete, come pesci pescati a strascico”.
    La vita è molto diversa da come la immaginavo, più complicata.
    Sono felice. Stanca e a volte scoraggiata, ma felice

  18. Ciao Silvia, ormai è passato un bel pò dall’ultima volta in cui ho risposto ad un”racconto” perchè non mi rivedo quasi mai in quello che le mamme scrivono (se ricordi non ero daccordo sul fatto che le mamme sono depresse perchè stanno troppo a casa con i figli….)…sarò strana…va bè..non voglio certo entrare in polemica….ma quello che hai scritto te…come sempre mi commuove…questo tuo post mi lascia un vuoto dentro incolmabile….ed è in questo momento che mi dico..ecco vedi non sono poi così strana c’è qualcuno che ha le mie stesse paure…..ma nello stesso istante mi dico…allora vedi ho ragione la vita è triste…è piena di cose belle…ma molte anche brutte…e le mie peggiori paure ed ansie…si impadroniscano di me…come si fa a fermare tutto questo…come fai a spiegare ad un bambino che la mamma e il babbo non potranno vivere per sempre e che un giorno quando cresceranno le nostre strade si divideranno…e che i suoi amati nonni non potranno giocare con loro per sempre perchè diventeranno vecchi..e che esistono le malattie che purtroppo non risparmiano nessuno…un giorno potrebbe accadere…….qualsiasi cosa….ed io? NON SONO PRONTA non mi sento così forte da poter dare un senso a tutto questo..io vorrei guardare il mio cucciolo mentre si addormenta e dire Amore mio Ti amo e ti amerò per sempre perchè la mamma sarà sempre con te….e non ti accadrà niente di brutto…mai! ma quale è la cosa giusta?dire che la vita è bella senza problemi che non esistono cose brutte o prepararli a tutto quello di brutto che ella vita può accadere….non lo so e questo mi tormenta….nel mentre cerco di donargli tutto l’amore che ho dentro senza trasmettergli la mia ansia che mi accompagnia ogni giorno…sempre di più…
    Chaiara

  19. Quando scrivi di te, di voi, tocchi delle corde interiori e smuovi sempre qualcosa dentro me…

  20. queste tue emozioni su “carta”, questi tuoi istanti di vita questa tua capacità di trasmettere sensazioni: a volte leggendoti sembra di essere lì con te.
    anche se spesso mi fai venire un nodo alla gola (mannaggia a te !!) è bellissimo leggerti.
    baci

  21. Ciao Silvia,
    penso che ogni tanto sia un bene piangere. Ci ricorda quello che siamo.
    E un figlio ci fa capire cosa significa la parola amore. Non lo dico per retorica, o per usare una frase fatta. è proprio che la realtà è banalmente e crudamente questa. Una voragine che si allarga dentro e quel magma che la riempie e tracima. Infinita felicità ed enorme dolore.
    Penso che quando il tuo grande non cercherà più le tue braccia e magari, forse, iniziera a guardare con occhi diversi le giovani braccia sottili di un’abbozzo di donna, allora avrai altre emozioni da condividere con lui. dovrai inventarti nuovi modi per stargli accanto ed essere madre. sarà difficile e sarà bellissimo.
    e poi chissà, magari un giorno vedrai una piccola copia di lui che ti corre in braccio…
    è la vita.
    l’unica cosa che dobbiamo sperare e pretendere è di essere sempre tutti qui per vivercela tutta.
    ti abbraccio
    r

  22. Ciao Silvia,
    ho appena conosciuto il tuo blog, è il primo post che leggo e, per il momento, non conosco la tua storia. Ma l’emozione traspare dalle tue parole e ti garantisco che mi hai colpita dritta al cuore! Avrò modo di conoscere te e la tua storia…
    Piacere di aver fatto la tua conoscenza, Cristiana

  23. Ho conosciuto te e il tuo blog tre anni fa …quando io un figlio non l’avevo ancora …e il tuo blog mi ha fatto scoprire il mondo dei blog e delle mamme blogger …e mi piaceva tanto leggere di te e dei tuoi bimbi … mi piace come scrivi e devo dire che leggerti è sempre bello…

    Questo tuo post è dolce e amaro allo stesso tempo ed è talmente reale da far venire i brividi

    una tua “ammiratrice”
    franci

  24. Io sono un’egoista.
    Ce ne fossero di momenti del genere se ti portano a scrivere queste perle.
    Sei meravigliosa.

  25. letirock dice:

    mi piace mi piace mi piace!

  26. questi sono i post della Silvia che conosco :-). Notte e un abbraccio…

Lascia un commento

*