<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>MammaImperfetta&#187; sonno</title>
	<atom:link href="http://www.mammaimperfetta.it/tag/sonno/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.mammaimperfetta.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 13:37:08 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=</generator>
		<item>
		<title>Tre figli e problemi di sonno</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/27/tre-figli-e-problemi-di-sonno/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/27/tre-figli-e-problemi-di-sonno/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:58:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatra]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[pediatra]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=4801</guid>
		<description><![CDATA[Domanda Ho una bambina di 4 anni e due gemelline di 14 mesi. La bambina di 4 anni dorme bene nel suo letto per tutta la notte mentre le sorelline si svegliano svariate volte, vogliono andare in giro per casa in braccio e impiegano molto per riaddormentarsi con grande sfinimento di noi genitori. Ormai si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Gemelli-sonno1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4803" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Gemelli sonno" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Gemelli-sonno1-300x226.jpg" alt="gemelli nanna risvegli" width="234" height="189" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Ho una bambina di <strong>4 anni</strong> e due <strong>gemelline di 14 mesi</strong>.<br />
La bambina di 4 anni dorme bene nel suo letto per tutta la notte mentre le sorelline si <strong>svegliano svariate volte</strong>, vogliono andare in giro per casa in braccio e impiegano molto per riaddormentarsi con grande <strong>sfinimento</strong> di noi genitori. Ormai si dorme pochissimo ogni notte.<br />
Quando erano piccolissime si <strong>addormentavano da sole</strong> ma ormai da molti mesi la situazione è questa. Purtroppo poi quando si sveglia una di loro piangendo facciamo di tutto per calmarla soprattutto per evitare di svegliare le altre.<br />
Appena una si mette ad urlare viene presa in braccio per evitare un pericoloso effetto domino: il <strong>risveglio a catena di tutte e tre</strong>. La cosa più opportuna serebbe applicare un <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/03/07/il-sonno-dei-bambini/" target="_blank"><strong>metodo tipo Estivill</strong></a> ma per noi sarebbe un problema perché la casa dove viviamo è minuscola, le camere sono vicinissime e la bambina di 4 anni dorme con una delle gemelle mentre l&#8217;altra gemella dorme in camera con noi&#8230;. insomma si sveglierebbero a vicenda.<br />
Cosa possiamo fare allora?</em><span style="color: #888888;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Cara Signora,<br />
le confesso che la sua domanda mi mette in difficoltà nel darle una risposta <strong>equilibrata e plausibile</strong>.<br />
Riassumendo la sua storia mi sembra di capire che la figlia di 4 anni non ha problemi particolari di sonno mentre le gemelle erano apparentemente partite bene e poi sono peggiorate. Mi sembra però che molto dipenda dalla paura di avere <strong>&#8220;l&#8217;effetto domino&#8221;</strong>  con il risveglio di tutte le bambine e la conseguente abitudine a prendere in braccio le bambine non appena piangono. Inoltre mi sembra di avere capito che una gemella dorme con la sorella e l&#8217;altra con voi. Capisco che la paura di un risveglio contemporaneo possa condizionare ma penso che le due gemelle dovrebbero dormire nella stessa stanza magari con la grande di 4 anni. Verosimilmente si patirebbe qualche settimana ma probabilmente si raggiungerebbe un risultato. Credo che la vostra<strong> paura della casa piccola e del risveglio contemporaneo</strong> vi abbia fatto un pò perdere di vista le abitudini che le gemelline avevano acquisito visto che nei primi mesi non davano problemi.Forse il metodo della estinzione graduale potrebbe funzionare ma è piuttosto duro da applicare e si paga sicuramente il prezzo del risveglio delle altre.<br />
Le inserisco il link di una risposta sull&#8217;argomento sonno:<a href="../2011/03/16/addormentare-neonato/" target="_blank"></p>
<p>http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/16/addormentare-neonato/</a></p>
<div style="text-align: justify;">Non c&#8217;è un rimedio sicuro o un consiglio certo in questo argomento. Sicuramente applicare un metodo standardizzato non funziona perchè fortunatamente <strong>ogni bambino è diverso dall&#8217;altro</strong> come ogni genitore è diverso dagli altri. Comincerei sicuramente con il ricreare un<strong> rito di addormentamento</strong> delle bambine che dia a loro nuovamente una sicurezza , le metterei a dormire insieme (almeno le due gemelle) perchè i gemelli difficilmente vengono divisi (anche nelle neonatologie si cerca sempre di tenerli vicino, talvolta nella stessa culla). Metterei in conto il prezzo di qualche notte senza sonno ma cercherei di mantenere la <strong>fermezza unita alla dolcezza</strong> nel mantenerle nel lettino senza prenderle in braccio, stando vicini al lettino e calmandole con le <strong>parole e le carezze.</strong><br />
Voi conoscete le vostre bambine e potete sicuramente utilizzare questi consigli unendoli alla vostra conoscenza ma credo che un prezzo iniziale lo dovrete pagare per arrivare al risultato. Continuare a prendere in braccio per paura vuole dire perpetuare la situazione all&#8217;infinito senza via di uscita.</div>
<div style="text-align: justify;">Cercate di capire il <strong>perché </strong>le gemelline abbiano smesso di dormire, se questo è capitato magari quando le avete divise o se è dipeso da malattie o altro. Ma sicuramente quello che dovrete ricreare è la vostra serenità nel riabituare le bambine a dormire senza la paura continua e sicuramente percepita di svegliare gli  altri. In questo modo non ottenete alcun risultato e cristallizate una situazione in modo stancante.</div>
<div style="text-align: justify;">Non so se le mie parole saranno utili o meno ma la sicurezza in questo campo non esiste e si cerca sempre di utilizzare il buon senso e l&#8217;equilibrio.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Francesco Torcetta &#8211; Pediatra</strong></div>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/27/tre-figli-e-problemi-di-sonno/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/27/tre-figli-e-problemi-di-sonno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il mio bambino non dorme</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2011/10/27/il-mio-bambino-non-dorme/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2011/10/27/il-mio-bambino-non-dorme/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 10:01:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=4508</guid>
		<description><![CDATA[Domanda Gent.ma Dottoressa Agnone, ho già scritto in questo blog qualche mese fa, Silvia mi ha ospitata pubblicando la mia lettera &#8220;Echeppalle figlio mio!&#8221; nella quale raccontavo il problema &#8211; comune a tante famiglie &#8211; relativo al sonno di mio figlio, per il quale sembra che dormire sia una tortura straziante. Ora mio figlio ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/sonno-bambino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4513" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="sonno bambino" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/sonno-bambino-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Gent.ma Dottoressa Agnone,</em><br />
<em><strong>ho già scritto in questo blog qualche mese fa</strong>, Silvia mi ha ospitata pubblicando la mia lettera &#8220;<a href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/14/mio-figlio-non-dorme/" target="_blank"><strong>Echeppalle figlio mio!</strong></a>&#8221; nella quale raccontavo <strong>il problema &#8211; comune a tante famiglie &#8211; relativo al sonno di mio figlio, per il quale sembra che dormire sia una tortura straziante. </strong></em></p>
<div style="text-align: justify;"><em><strong>Ora mio figlio ha 16 mesi, speravamo che nel tempo questi problemi si risolvessero spontaneamente ma così non è successo&#8230; e noi siamo davvero esauriti. </strong></em><br />
<em>Vorrei, se possibile, anche un suo parere, perchè non riesco davvero a capire da cosa possa essere determinata un&#8217;avversione di questo tipo. Cerco di farle un breve quadro della situazione: premetto che siamo una famiglia in cui &#8211; tranne in rari casi, come in ogni coppia &#8211; non ci sono particolari tensioni, io e mio marito ci vogliamo bene e andiamo d&#8217;accordo, facciamo fronte compatto davanti alle difficoltà, litighiamo di rado.</em></div>
<div style="text-align: justify;"><em>E&#8217; un bimbo molto coccolato da noi e dai nonni, abbiamo cercato di portare sempre tutti pazienza&#8230;ma non ce la facciamo più.</em><br />
<em>Da quand&#8217;è nato il sonno è sempre stato un problema, quindi non è che sia intervenuto improvvisamente qualcosa che ha disturbato eventuali ritmi&#8230;non c&#8217;è mai stato un ritmo, semplicemente. Casomai, la situazione si è aggravata ulteriormente in concomitanza con i forti raffreddori invernali che ha avuto (durati 5 mesi di seguito).</em><br />
<em><strong>Durante il giorno è un bimbo abbastanza sereno, allegro, molto vivace. Dico &#8220;abbastanza&#8221; perchè, dormendo poco e male di notte, capitano giornate in cui è davvero intrattabile dalla stanchezza. </strong>Ma anche lì, farlo dormire durante il giorno più di un&#8217;ora e mezza è un&#8217;impresa. </em><br />
<em>Gli do&#8217; la cena verso le 20 e, quando vedo che si stropiccia gli occhietti (20.45-21) <strong>lo metto nel suo lettino, che a causa dei frequenti risvegli notturni è stato ripiazzato in camera nostra. E da lì&#8230;il delirio. Inizia a piangere istericamente</strong>. Se la vuole gli dò un goccio di acqua (vedo che lo calma un po&#8217;), gli rimetto il ciuccio e lo riposiziono su un fianco. Ricomincia a piangere e si rialza. Scuoto il lettino (anche questo lo calma un po&#8217;, ma qui nella sopravvivenza si vanno accumulando vizi su vizi) e dopo circa una mezz&#8217;ora di &#8216;sta solfa riesco ad addormentarlo. Alle 23 massimo, si risveglia piangendo istericamente. Conto circa una decina di risvegli per notte, ma il problema non è tanto quello quanto che non si riaddormenta subito, ma <strong>spesso ha vere e proprie crisi di nervi</strong> che lo portano a piangere inconsolabile anche per un&#8217;ora e mezza di seguito. <strong>A nulla vale coccolarlo, parlargli dolcemente o metterlo in mezzo a noi nel lettone.</strong> Non gli può interessare di meno. Quello che lo calma, al limite, è metterlo nel passeggino e dondolarlo un po&#8217;. E comunque si risveglia dopo poco. Questo, da 16 mesi. </em><br />
<em>Si alimenta bene, abbiamo provato a sostituire il latte vaccino con latte di soya ma non c&#8217;è stato nessun cambiamento. Di tanto in tanto (una notte ogni 10 gg) dorme dai nonni, ai quali è molto legato e che ha sempre frequentato assiduamente, ma anche lì&#8230;notte in bianco.</em><br />
<em><strong>Abbiamo sempre evitato di dover applicare il metodo Estevill, ma da una parte ormai siamo più morti che vivi,</strong> dall&#8217;altra tra 10 gg ci trasferiamo di casa, e se fino adesso le sue urla non disturbavano nessuno tranne noi, nella casa nuova non vorremmo tenere sveglio tutto il condominio e beccarci uno sfratto dopo un mese.</em><br />
<em><strong>Vorrei se possibile un suo parere: secondo lei farlo piangere allo sfinimento servirebbe? O risparmio fatica e dolore (nostro e suo)? Immagino che gli elementi siano pochi, ma un suo punto di vista sarebbe comunque interessante.</strong> </em></div>
<div style="text-align: justify;"><em>Grazie!</em></div>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<div style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Cara Francesca,</p>
<p style="text-align: justify;">so che hai letto molto e ti sei molto documentata sull&#8217;argomento. So anche che la tua mail pubblicata su MammaImperfetta è stata a te utile nella misura in cui ti ha fatto <strong>scoprire la relazione e la solidarietà con altre mamme</strong>. Ti sei sentita meno sola. Ma il problema non si è risolto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non è facile per me risponderti</strong>: qualunque consiglio io ora possa darti, potrebbe piacerti o meno: di certo ho delle opinioni, personali, opinabili o valide, come professionista e come mamma. Il punto è che <strong>non esistono rimedi &#8220;universali&#8221; o &#8220;preconfezionati&#8221;</strong>, e percepisco la disperazione e l&#8217;urgenza che tu hai di trovare una soluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho riflettuto a lungo prima di scrivere una risposta per te, cercando di immaginare te, tuo marito, la tua famiglia (che mi descrivi in modo molto positivo). Non è stato facile, posso solo immaginare qualcosa che <strong>sarebbe diverso osservare di persona</strong>, e proprio per questo ritengo che, dopo tanto tempo, <strong>cercare supporto in una relazione <em>reale</em> sia il primo passo che serve alla vostra famiglia: </strong>vi servono altri occhi per guardare nella stessa direzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi riferisco al fatto che, se il problema del sonno continua ad essere per voi -per l&#8217;appunto- un <em>problema</em> (raramente uso questo termine), allora è necessario che voi cerchiate davvero delle <strong>soluzioni, e che siano mirate e competenti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Proverò quindi a scriverti delle cose rimanendo in una cornice abbastanza generale, dal momento che non vi conosco<strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Molti ritengono che il sonno sia un&#8217;abitudine che dev&#8217;essere appresa.</strong> I metodi per apprenderla non si contano, e io non sono in grado di dirti quali sono validi e quali no, dal momento che -avrai visto- ci sono mamme che elogiano ciascuno di loro, quando funziona.</p>
<p style="text-align: justify;">Andando un pò <em>oltre</em>, credo che non ci sia un metodo infallibile per l&#8217;addormentamento. <strong>Il sonno è un bisogno come gli altri, e non credo si possa forzare un bambino a dormire come non si può forzarlo a mangiare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> Credo anche che <strong>non sia importante <em> il contenuto</em> (il metodo) ma <em> il processo</em> (la relazione). È per questo che le cose più disparate talvolta funzionano, talaltra no. </strong>Qual è il mistero? Perché succede? Perché <em>tra il dire e il fare</em> c&#8217;è un piccolo ingrediente magico e misterioso, che non si vede, e che fa la differenza: <strong>noi stessi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> Unica eccezione,<strong> il ricorso ai farmaci (omeopatici o meno)</strong>, su questo non ho dubbi: anche a costo di essere impopolare, posso dirti che<strong> il farmaco non è una soluzione, ma solo un attenuante</strong>. Ovviamente non nel caso in cui ci sia una malattia da curare.</p>
<p style="text-align: justify;">Come dico spesso, somministrare il farmaco equivale a utilizzare <em>il ruotino</em> quando si fora una gomma, e anche se vi consentirà di arrivare fino al primo vulcanizzatore disponibile a riparare la ruota, <strong>il risultato sarà efficace ma temporaneo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa dire a chi vi ricorre?</strong> È un rimedio, il migliore possibile in quel momento: se l&#8217;avete fatto è evidente che vi è servito a prendere tempo, a riposare, a ricaricarvi un po&#8217; per avere la serenità di valutare meglio la situazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ciascuno di noi è diverso dall&#8217;altro: </strong>abbiamo un diverso corpo, un diverso respiro, una vita diversa, una relazione matrimoniale, familiare, lavorativa, sociale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando nasce un bambino</strong>, anche se molte situazioni sembrano simili, viene <strong>accolto in una specifica famiglia</strong>, dentro una specifica rete di relazioni, ed è quello a fare la differenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ogni bambino nasce, poi, con la sua specificità, e con una precisa competenza (quella relazionale)</strong>. <strong>I metodi come quello di Estvill si fondano sul principio del <em>bambino-tabula-rasa</em></strong>, che dev&#8217;essere educato dai genitori secondo quello che ritengono meglio per lui, al di fuori di quel che significa renderlo partecipe di una relazione che si costruisce insieme. In questo senso, <em>inculcargli</em> delle abitudini è più importante del metodo che si usa per farlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa penso di questo? Voglio innanzitutto dire che <strong>sono contraria all&#8217;idea del <em>bambino-principe-sovrano</em> (e dittatore) di una famiglia</strong>: il bambino è importante ma non è il solo membro del nucleo familiare. Ognuno ha il suo posto, che è insostituibile, ed <strong>il benessere di ciascuno è dato dal benessere di tutti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> Detto questo, penso che <strong>le necessità di un bambino non siano diverse da quelle dei suoi genitori:</strong> è in quest&#8217;ottica che il bambino va ascoltato, nonostante i piccoli parlino un linguaggio difficilissimo, che nessuno (nemmeno l&#8217;istinto) ci insegna a decodificare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è<strong> nell&#8217;apprendere questa lingua insieme a loro </strong>che si cresce, dentro la relazione, anche se si sbaglia, si cade, ci si fa male, e si entra in contatto con le parti più difficili e meno belle di noi stessi (quelle stanche, nervose, intolleranti, esasperate&#8230;). <strong>Non è un percorso facile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> È importante tuttavia tenere presente che <strong>ogni comportamento è un messaggio: </strong>non un capriccio, non una punizione del destino, non un sopruso verso i genitori.</p>
<p style="text-align: justify;">So cosa risponderesti: &#8220;noi però siamo distrutti, e non abbiamo più energie&#8221;. Lo capisco benissimo, ma <strong>non credo esista altra soluzione se non quella di provare a capovolgere il punto di vista sulla tua situazione</strong> per imparare a starci in mezzo, cercare di <em>soprav-<strong>vivere</strong></em> (lo dico provocatoriamente) e superarla.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Perché superarla si può: devi crederci.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se non ci sono metodi validi per tutti, <strong>non è vero che se non funzionano <em>è colpa tua</em>: semplicemente c&#8217;è altro, che non si vede</strong>, e che un metodo scritto su un libro o una teoria applicata con rigore scientifico non può contemplare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La vita non è un&#8217;equazione: la vita è caos, è cambiamento, è imprevedibilità, e soprattutto non è facile</strong>. Questo i bambini lo imparano subito, e quel che noi dovremmo insegnargli è che, <strong>nonostante questo, vale la pena viverla.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il percorso che ogni genitore dovrebbe compiere è quello della riscoperta del Bello,<em> nonostante tutto</em>. Perché il Bello non è né facile né gratis, ma fatica, sudore e lotta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sul metodo Estvill </strong>(che conosco solo in linea teorica) voglio riportarti la frase di una cara amica e collega, che qualche anno fa mi disse: <em>&#8220;non conosco quanto il metodo sia in grado di indurre il sonno, ma conosco la nevrosi di tanti pazienti che da piccoli hanno imparato così&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Non occorre commentare oltre, rispetto all&#8217;<strong>importanza di una figura di contenimento che sia presente al momento della disperazione, del pianto, e del bisogno di essere confortati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tuo figlio però non è più un neonato</strong>, quindi credo che il nostro discorso vada un po&#8217; oltre, riguardi cioè <strong>comportamenti e relazioni che si sono in qualche modo stereotipate all&#8217;interno della vostra famiglia. </strong>Il risultato è, comunque, che la notte nessuno è sereno, e che siete tutti stanchi. Tu non ce la fai più, e ti serve aiuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio fermarmi su una tua descrizione: &#8220;durante il giorno è un bambino sereno (…), ma capitano giornate in cui è intrattabile dalla stanchezza&#8221;. <strong>Mi sembra quindi un bambino che non ha problemi, <em>se non </em>(lo so che non è poco) quello di piangere la notte. In pratica, sta cercando di lanciare un messaggio che ancora nessuno ha compreso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo avete messo al centro di molti tentativi, </strong>ma forse, se mi permetti di dirlo, il protagonista non è lui. Allora l&#8217;unica cosa che è possibile fare è tirarlo fuori dai giochi, ed <strong>intervenire su un altro piano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">So che probabilmente questo che ti dico non ti piacerà, e che sarebbe più facile avere una <em>formula magica</em> che risolva la stanchezza da un momento all&#8217;altro, ma purtroppo questo non è possibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Spesso fare questo capovolgimento di prospettiva non è facile: </strong>tutte le famiglie che mi consultano portandomi un <em>problema dei figli </em>sono fermamente convinte del fatto che io debba fornire pratiche che agiscano sui loro bambini, e spesso sono delusi dal fatto che in alcuni casi io non chieda nemmeno di vederli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motivo è che, quando non ci siano altri fattori intervenienti, come malattie fisiche o problemi contingenti (e con questo do per scontato che il tuo bambino goda di ottima salute e che sia stato consultato il pediatra e sottoposto a visite di controllo), <strong>il bambino fa da cartina di tornasole per le dinamiche familiari </strong>(e fra qualche riga ti dirò perché).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Devi per questo sentirti colpevole, sbagliata, <em>fregata</em>? No di certo. </strong>È importante che tu comprenda che considerare questa ipotesi significa soltanto <strong>allargare la prospettiva</strong>, tentare un&#8217;altra strada laddove le altre hanno fallito. E&#8217; possibile che finora ti sia concentrata su un particolare senza guardare tutto il quadro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dice Bowlby, &#8220;se vogliamo aiutare i bambini dobbiamo aiutare i loro genitori&#8221;. </strong>Questo significa che lavorando con <em>gli alleati più importanti di un bambino</em>, i suoi genitori, lavoreremo anche con lui e per lui, dal momento che i bisogni di un bambino non differiscono molto da quelli dei suoi genitori. <strong>Se non si rispetta questa alleanza, non si otterranno risultati. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">E per quanto questo possa sembrare misterioso e strano, lavorare sulla relazione produce cambiamento non tanto perché ci sia un professionista che suggerisce un modo giusto o sbagliato di relazionarsi, ma perché il punto è, semmai, <strong>aiutare una famiglia ad entrare in relazione non solo con le proprie parti stanche e sofferenti, ma soprattutto quelle più vitali e creative che possano fare evolvere la sofferenza verso una soluzione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Io sono profondamente convinta che <strong><em>gli ingredienti per la vostra serenità</em> siano proprio in voi</strong>, e che sia necessario partire alla ricerca di voi stessi per scoprirlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vostro figlio lo sa già: siete tutto quel di cui lui ha bisogno, l&#8217;unico rimedio al suo pianto, la sua luce nel buio. Se anche voi sarete capaci di guardarvi come lui vi guarda, vi scoprirete forse molto stanchi, ma bellissimi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con questo vi invito a mettere il vostro <em>disagio</em> nelle mani di un terapeuta familiare e di coppia, non tanto perché (preconcetto atavico) siate <em>malati</em> ma perché <strong>avete bisogno di essere sostenuti, come famiglia, nella vostra crescita.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> Sono a tua disposizione nel caso di dubbi e suggerimenti, e nel frattempo ti auguro forza, coraggio, riposo!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://agnonemarcella.wordpress.com/contatti/" target="_blank"><strong> Marcella Agnone &#8211; Psicologa Psicoterapeuta</strong></a></p>
</div>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/10/27/il-mio-bambino-non-dorme/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2011/10/27/il-mio-bambino-non-dorme/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>5 mesi e si sveglia di notte</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/29/5-mesi-e-si-sveglia-di-notte/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/29/5-mesi-e-si-sveglia-di-notte/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 13:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=3892</guid>
		<description><![CDATA[Domanda Buongiorno, mi chiamo Angelica e sono la mamma di Emma di 5 mesi, prima figlia. Emma è bravissima, non mi ha mai fatto perdere una notte. All&#8217;inizio di gennaio, visto che non mi mangiava più di notte, l&#8217;ho spostata nella sua cameretta e da li sono iniziati i &#8220;problemi&#8221;. Si addormenta solo in braccio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="mpf0_readMsgBodyContainer">
<div id="mpf0_MsgContainer">
<p><em> </em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/5-mesi-risvegli-notturni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3893" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="5 mesi risvegli notturni" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/5-mesi-risvegli-notturni-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Buongiorno,<br />
mi chiamo Angelica e sono la mamma di <strong>Emma di 5 mesi, prima figlia</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Emma è bravissima, non mi ha mai fatto perdere una notte.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>All&#8217;inizio di gennaio, <strong>visto che non mi mangiava più di notte, l&#8217;ho spostata nella sua cameretta e da li sono iniziati i &#8220;problemi&#8221;</strong>. <strong>Si addormenta solo in braccio</strong>, quando la metto nel letto apre gli occhi e pretende che io stia lì, a volte anche un&#8217;ora e mezzo, poi si addormenta, anche se <strong>si</strong> <strong>sveglia dalle 2 alle 5 volte per notte</strong>, ed ogni volta devo andare da lei, darle la mano e farla riaddormentare&#8230; </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il mio pediatra mi ha consigliato il libro &#8220;fate la nanna&#8221; che ho letto, ma non riesco assolutamente a mettere in pratica, <strong>credo che il suo pianto sia una richiesta di qualcosa</strong>, <strong>vorrei solo che si addormentasse serenamente nel suo lettino e che dormisse serena tutta la notte</strong>, che sia in grado di riaddormentarsi da sola senza problemi prima che subentrino paure e quant&#8217;altro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Chiedo gentilmente aiuto e consigli se possibile.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Grazie<br />
Angelica e Emma</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><strong>Risposta</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Cara Angelica,</p>
<p style="text-align: justify;">la prima cosa che mi ha colpito della tua mail è <strong>la firma: &#8220;Angelica ed Emma&#8221; mi fa pensare a quella fase, naturale, normale, sana, in cui mamma e bimbo sono un tutt&#8217;uno.</strong> In gergo si parla di &#8220;<strong>confluenza</strong>&#8220;, di &#8220;<strong>simbiosi</strong>&#8220;, per indicare quel momento in cui è importante <strong>costruire l&#8217;appartenenza</strong>, la sicurezza che si definisce &#8220;scontata&#8221; proprio perché <strong>fa parte del nostro sfondo </strong>(quello  che tutti sappiamo che c&#8217;è senza dovercene preoccupare), che ciascuno  di noi ha e che ha costruito proprio nelle primissime fasi della sua  vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il corpo è lo &#8220;sfondo&#8221; di tutti i nostri &#8220;contatti scontati&#8221;</strong>:  significa che è proprio dal corpo, dalle percezioni tattili,  cinestetiche (e non solo) che nascono tutte le sensazioni collegate a  vissuti molto importanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il contatto fisico, la vicinanza, per un neonato è tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono molte scuole di pensiero riguardo al modo in cui far dormire i bambini. A mio parere, come tu dici, <strong>il pianto è un modo che il bambino ha di esprimere il suo disagio</strong>,  è un linguaggio, un modo di comunicare. Il punto è riuscire a capire  cosa vuole dire, e scegliere responsabilmente qual&#8217;è la cosa migliore  per lui, per aiutarlo a crescere nel migliore dei modi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unica cosa in cui io credo fermamente, non solo come professionista ma anche come mamma, è che <strong>ciascuno deve trovare il proprio &#8220;modello&#8221;, quello in cui star comodo</strong>, <strong>a proprio agio, non solo per se stesso, come genitore, ma anche per il resto della famiglia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non  ti darò quindi indicazioni in merito a &#8220;tecniche&#8221; o &#8220;tappe&#8221; da  rispettare. Mi limito a chiacchierare con te del fatto che tu ed Emma  siete in questa fase bella ed importante. Penso si possa pensare a  questo, quando parliamo di Emma che non vuole dormire da sola.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo  una domanda: prima di dormire nella sua camera, dormiva con voi?  Aveva  un suo lettino nella vostra stanza, o condividevate il letto? Anche se  non mi rispondi direttamente, sono domande che dovresti farti, quando  cerchi di <strong>leggere il cambiamento: prova a considerare le cose anche dal punto di vista di Emma.</strong> Com&#8217;era prima? Cosa le è venuto a mancare?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con questo non voglio generare riflessioni colpevolizzanti </strong>del tipo <em>&#8220;povera bimba, di cosa l&#8217;ho privata&#8221;</em>: <strong>la separazione fa parte della crescita</strong>, e per quanto sia giusto che sia <strong>graduale e non brutale</strong>, e proposta quando anche il bambino è pronto all&#8217;autonomia, è comunque un obiettivo al quale tendere.</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo dalla premessa che ti ho fatto riguardo alla confluenza, <strong>è  importante aver chiaro sia qual&#8217;è il punto di partenza (la pancia,  l&#8217;allattamento, la &#8220;simbiosi&#8221;) che il punto di arrivo (l&#8217;autonomia dei  propri figli)</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra questi due poli c&#8217;è tutta una vita, un&#8217;infinità di tappe non sempre facili da attraversare.</p>
<p style="text-align: justify;">E non per tutti la storia ed il percorso delle proprie autonomie sono  uguali: ci sono bambini che non hanno difficoltà a dormire da soli, ci  sono bambini che non hanno difficoltà nello svezzamento, ognuno ha le  sue peculiarità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A noi genitori tocca il compito di aver pazienza, di tenerli un pò  sotto l&#8217;ala e un pò di spingerli in avanti, e accompagnarli fino a  vederli camminare da soli sulle loro gambe.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Comprendo  bene che il tuo desiderio sia quello di vederla addormentarsi da sola:  non soltanto perché è una mèta augurabile, ma perché ti consentirebbe un  bel recupero di energie in termini fisici, e <strong>non sempre con un piccolo di 5 mesi si ha la freschezza di affrontare il tour-de-force che è l&#8217;addormentamento </strong>(ricorda, anche per te, che è al mondo <strong>solo </strong>da 5 mesi!).</p>
<p style="text-align: justify;">Però, ahimè, devo dirti che è proprio in questo che bisogna aver pazienza: <strong>ai bambini serve tempo</strong> per imparare a dormire e ad addormentarsi, per abituarsi a far le cose da soli, con la fiducia di potercela fare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C&#8217;è una fase dello sviluppo che, riguardo al sonno, è fisiologicamente turbolenta </strong>per <strong>ogni bimbo, ma questo avviene quando cominciano a crescere,</strong> a relazionarsi col mondo in modo diverso, ad avere consapevolezza e percezione (e timore) di ciò che è intorno a loro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per  una bimba così piccola, come la tua Emma, direi che si tratta più di  una questione di &#8220;separazione&#8221;, o per meglio esprimermi, di &#8220;bisogno  contatto fisico&#8221;</strong>, che a questa età è molto importante, tanto quanto il nutrimento fisiologico.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217;  davvero molto piccola, anche se non prende più la poppata notturna, che  evidentemente non è la sola cosa di cui ha bisogno nel rapporto con te  (per fortuna!).</p>
<p style="text-align: justify;">Non  ho consigli per te, e cerco di scriverti in modo particolarmente  colloquiale, perché nel tema che proponi ed nel modo in cui lo esponi <strong>credo siano molto importanti due cose: la flessibilità e la comodità nelle scelte che porterai avanti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non dimenticare che con i bimbi di questa età i cambiamenti sono velocissimi</strong>,  e personalmente mi è stato molto utile ripetermi come un mantra, nelle  difficoltà, che &#8220;niente è per sempre&#8221;: sperimenterai sempre di più che  le cose cambiano in fretta, loro crescono rapidamente, cambiano  abitudini in modo quasi &#8220;destabilizzante&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;unica cosa che mi permetto di suggerirti, riguardo alla fase in  cui insegnerete alla piccola Emma a dormire da sola, è di farti aiutare  dal suo papà:</strong> sia per abituarla alla presenza di entrambi, sia per  permetterti di riposare un pò, e di non farti carico ogni sera della  vicinanza al suo lettino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il modo in cui ritenete di volerlo fare credo spetti a voi trovarlo:</strong> se stare accanto al suo lettino, se cullarla un pò e poi metterla giù  (l&#8217;importante è che ricordiate sempre che tenere in braccio un  frugoletto di pochi chili non è la stessa cosa che tenerlo quando sarà  ben più grande, e che è meglio valutare i &#8220;progetti&#8221; con uno sguardo al  lungo periodo, dato che le abitudini prese sono poi più difficili da  smantellare).</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio  concludere con un&#8217;ultima opinione, che potrebbe sembrare discordante  con quanto ti ho detto finora, ma che in realtà non lo è: <strong>bisogna aver fiducia nei bambini</strong>.  Fiducia nella crescita, fiducia nello sviluppo, fiducia nel fatto che  la vostra relazione, se sana, permetterà a entrambe di crescere e di  superare le varie (anche se talvolta faticose) fasi dello sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong>Aver  fiducia significa credere che ogni bimbo, se non ci sono interferenze,  tende spontaneamente alla sua crescita e alla sua autonomia.</strong> Nostro compito è solo accompagnarlo.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non aver paura</strong>,  quindi, di concederle un pò di tempo in più, alcune forme di contatto  con te: potrebbe non significare che resterà &#8220;attaccata a te&#8221; a vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Una  difficoltà ad addormentarsi da sola a 5 mesi non è detto che faccia  parte del suo temperamento, e potrebbe tranquillamente regredire, in  tutta spontaneità, <strong>una volta acquisito quel &#8220;senso di fiducia&#8221; che  permette ad ogni bambino di convincersi che &#8220;il mondo è un ambiente  ospitale&#8221;, nel quale poter vivere (e addormentarsi) con fiducia e  serenità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se avrai voglia di espormi ulteriori dubbi o perplessità su questo  tema, resto a tua disposizione, e ti faccio i miei migliori auguri.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Dott.ssa Marcella Agnone &#8211; Psicologa Psicoterapeuta</strong></em></p>
</div>
</div>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/29/5-mesi-e-si-sveglia-di-notte/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/29/5-mesi-e-si-sveglia-di-notte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non dorme mai: Nopron?</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/28/non-dorme-mai-nopron/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/28/non-dorme-mai-nopron/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 19:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatra]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[noron]]></category>
		<category><![CDATA[pediatra]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=3887</guid>
		<description><![CDATA[Domande Gent.mo Dottore, sono la mamma di un bel bambino di nove mesi, che a causa del suo sonno irregolare sta conducendo me e mio marito sull&#8217;orlo di un bell&#8217;esaurimento. Se può essere d&#8217;aiuto o se può centrare qualcosa, il bimbo è nato sottopeso e piccolino (2,115 kg per 42,5 cm) a causa di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambino-Nopron.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3888" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="bambino-Nopron" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambino-Nopron-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Domande</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Gent.mo Dottore,</em><br />
<em>sono la mamma di un bel <strong>bambino di nove mesi</strong>, che a causa del suo  <strong>sonno irregolare</strong> sta conducendo me e mio marito <strong>sull&#8217;orlo di un  bell&#8217;esaurimento</strong>. Se può essere d&#8217;aiuto o se può centrare qualcosa, il  bimbo è nato sottopeso e piccolino (2,115 kg per 42,5 cm) a causa di un  <strong>problema di AOU e di placenta</strong>. Comunque già dopo il primo mese pesava  3,800 e, nel tempo, ha continuato a <strong>crescere poco</strong> ma costante (ora 8,560  kg per 68 cm). I primi tre mesi ha patito<a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/coliche-del-neonato/" target="_blank"><strong> fortissime coliche notturne e  diurne</strong></a>, un vero strazio che <strong>durava ore</strong> e che gli impediva di dormire:  abbiamo consultato vari pediatri pensando ci fosse anche un <a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/reflusso/" target="_blank"><strong>problema di  reflusso</strong></a>, ma insomma&#8230;dopo tre mesi abbiamo risolto le coliche ma non  il sonno. </em><br />
<em> Fino a novembre il bimbo si <strong>svegliava spesso</strong> ma era facilmente  riaddormentabile. Mangiava ancora ogni 3 ore circa e, verso le 5, la  giornata cominciava. A novembre però sono iniziati <strong>raffreddori </strong>che si  sono protratti in maniera costante fino ad inizio febbraio circa:  quindi, pianti, lavaggi nasali continui e in pratica <strong>notti in bianco</strong>. </em><br />
<em> Ora sta bene&#8230;ma la situazione non accenna a migliorare, anzi.  Durante il giorno il bimbo è tranquillo ed allegro. Dorme pochetto  (un&#8217;ora la mattina presto e un&#8217;ora a pranzo) ma non ci sono problemi. <strong> Addormentarlo la sera è quasi sempre abbastanza facile</strong> e viene messo a  letto (nel mio) verso le 20-20.30. Ma già poco dopo, <strong>il sonno è  disturbatissimo: si sveglia di continuo</strong>, spesso anche ogni 20 minuti,  piagnucola e si lamenta e, verso mezzanotte, inizia quasi sempre una  crisi di pianto che si protrae per un paio d&#8217;ore. Proviamo a cullarlo,  prenderlo in braccio, a volte dargli latte&#8230;si acquieta un attimo e,  dopo 15-20 minuti, siamo al punto di partenza. Alle 4.30 non ha più  sonno e non vuole più stare a letto. Insomma, abbastanza un delirio. </em><br />
<em> Sto meditando per <strong>rimedi drastici come il Nopron</strong>, di cui ho sentito  parlare ma che non conosco: so però che, nonostante non sia più in  commercio in Italia, sia facilmente recuperabile in farmacie Svizzere o  Francesi che lo spediscono con corriere (e decuplicando il genere il  prezzo&#8230;ma a questo punto dormire per me è fondamentale). Ho una  pediatra per la quale è tutto un &#8220;Porti pazienza, crescerà&#8221;, si tratti  di forti coliche, insonnia per mesi, raffreddori che durano da novembre a  febbraio e via dicendo. Vorrei un Suo parere in proposito.</em><br />
<em> La ringrazio moltissimo per l&#8217;attenzione. </em><br />
<em>Una mamma semi-molto-del tutto-disperata (o quasi).</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Cara mamma semi-molto-del tutto-disperata (o quasi),<br />
il suo è un problema estremamente comune come può leggere da<a href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/16/addormentare-neonato/" target="_blank"><strong> un’altra domanda sull’addormentamento</strong></a> a cui ho risposto poco tempo fa. Partiamo dal fatto che il <strong>suo bambino è nato di basso peso</strong> ma assolutamente adeguato per non subire ricoveri prolungati e quindi problemi legati a una lunga permanenza in ospedale. Da quello che lei mi descrive i primi 3-4  mesi sono scorsi abbastanza regolarmente e tutto è cominciato in <strong>corrispondenza di raffreddori e infezioni</strong> delle alte vie respiratorie.<br />
In quel caso era assolutamente normale che il bambino fosse irritabile vista la <strong>difficoltà respiratoria </strong>che normalmente si accentua nelle ore notturne e la possibile otalgia che spesso si accompagna a queste forme. Il fatto che lui si addormenti abbastanza facilmente non è un indice affidabile perchè infatti già dopo qualche decina di minuti inizia a lamentarsi. Una possibile spiegazione è che, dati i mesi passati con svariati problemi respiratori, lui <strong>associ adesso una spiacevole sensazione al lettino e tenda quindi a avere un sonno irrequieto e disturbato</strong> che lo porta poi a rinunciare completamente a completarlo.<br />
Il consiglio che le posso dare e di<strong> cercare di insistere e resistere nel tenerlo nel suo lettino usando una tecnice graduale di estinzione con una certa fermezza.</strong> Da quanto mi dice la sua Pediatra è tranquilla quindi<strong> avrà escluso eventuali otalgie o altre cause di dolore</strong> nel bambino. Credo che la perseveranza in questo caso debba essere <strong>la vostra regola </strong>nel tentare di raggiungere il risultato. Magari ne pagherete le conseguenze per alcune notti ma poi dovreste raggiungere un risultato accettabile.<br />
Per quanto riguarda il <strong>Nopron </strong>è stato usato in modo estensivo ma <strong>non toglie il problema del risveglio</strong>. E’ un farmaco che <strong>agevola l’addormentamento ma la cui durata di azione è piuttosto breve.</strong> In una situazione del genere <strong>non ne vedo una grande utilità.</strong><br />
Non posso fare altro che augurarle buon lavoro e buona fortuna.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Dott. Francesco Torcetta &#8211; Pediatra</strong></em></p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/28/non-dorme-mai-nopron/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/28/non-dorme-mai-nopron/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Echepalle, figlio mio!</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/14/mio-figlio-non-dorme/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/14/mio-figlio-non-dorme/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 08:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[coliche]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[Insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=3768</guid>
		<description><![CDATA[Per la sezione Scritto da te, in cui ospito mail, sfoghi, racconti, condivisioni di madri e padri, è arrivata questa mail, lunga e amaramente simpatica. Più mi sono addentrata nella lettura e più mi sono paurosamente rivista con Niccolò. Uguale, pari-pari. Coliche, risvegli ogni 30 minuti per mesi, risvegli notturni fino al terzo anno, lamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per la sezione <em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/scritto-da-te/" target="_blank"><strong>Scrit</strong></a></em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambino-piange-notte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3777" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="bambino piange notte" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambino-piange-notte-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/scritto-da-te/" target="_blank"><strong>to da te</strong></a></em>, in cui ospito mail, sfoghi, racconti, condivisioni di madri e padri, è arrivata questa mail, lunga e amaramente simpatica.<br />
Più mi sono addentrata nella lettura e più mi sono paurosamente rivista con Niccolò. Uguale, pari-pari. <strong>Coliche, risvegli ogni 30 minuti per mesi</strong>, risvegli notturni fino al terzo anno, lamenti continui tutta la notte (e lui anche tutto il giorno), amiche e conoscenti che <em>la mia dorme tutta la notte da quando siamo tornati dall</em><em>&#8216;ospedale</em>. E mi chiedo: perché? Perché la rete o meglio, i blog, pullulano di madri che faticano, arrancano, accettano e ammettono le loro debolezze mentre nella vita di tutti i giorni è solo un rincorrersi di <em>il mio è buonissimo-la mia mangia e dorme-noi stiamo benissimo perchè abbiamo tre figli angelici</em>- <em>i miei se li lasci dormire si alzano alle 11</em>? Perché?<br />
Io ne avevo un altro di 25 mesi da gestire, in più Niccolò aveva il famoso <a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/reflusso/" target="_blank"><strong>reflusso</strong></a>, per cui <strong>non dormiva mai </strong>nemmeno di giorno, dimagriva, urlava 23 ore al giorno (matteo a 25 mesi girava per casa con le manine sulle orecchie): allora cos&#8217;ha? <em>Signora proviamo con il test per la celiachia, poi vediamo i globuli bianchi per la leucemia</em> e chi più ne ha&#8230;attese, notti in bianco, pianti suoi, miei, di suo fratello.<br />
Davvero, non tornerei indietro nemmeno sotto tortura.<br />
E poi mi dicevano: <em>passerà</em>. Eh si, a casa degli altri passa sempre!<br />
Avevano ragione. Sembra una banalità atroce ma prima o poi passa. Certo, in casa nostra è passata dopo 3 anni. Ma è passata.<br />
Anche io avevo letto <em>Fate la nanna</em> quando ero incinta del primo (non me la sono sentita, meglio, a parer mio, <em>Il linguaggio segreto dei neonati</em> o <em>Genitori di giorno e di notte</em>). Anche io ho pensato (solo pensato) al Nopron (la cui vendita in Italia è stata da poco sospesa, tra l&#8217;altro). Anche io mi sono sentita piegata davanti a 4 kg di bambino.<br />
Si, ci sono problemi più grandi. È verissimo e<a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/02/04/invitato-speciale/" target="_blank"><strong> ne so qualcosa</strong></a>. Ma la <strong>privazione di sonno</strong> la usavano a Guantanamo come tortura.<br />
Il vero dramma qual è? Che non si riesce a godersi il proprio figlio neonato. Sono mesi che non tornano mai più ma la stanchezza atroce, i<a href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/11/25/nessuno-tocchi-le-donne-e-il-loro-senso-di-colpa/" target="_blank"><strong> sensi di colpa</strong></a> per i cattivi pensieri notturni, la <strong>rabbia</strong>, l&#8217;<strong>ansia del tramonto</strong> (così la chiamavo io quella sensazione di panico appena si avvicinava l&#8217;ora della nanna), tutto concorre a farti s<strong>civolare via il tuo neonato </strong>senza che tu te lo possa godere come invece dovrebbe essere  nel &#8220;manuale della famiglia felice&#8221;.<br />
I neonati sono adorabili, meravigliosi, regalano sensazioni impagabili. Ma quelli &#8220;difficili&#8221; mettono anche in ginocchio e negano la possibilità di godere completamente di un amore enorme.<br />
F., io non ho consigli da darti, che passi è certo, ma non è questo che vuoi sentirti dire. Hai qualche amica che ti possa dare una mano? Tuo <strong>marito </strong>fa un lavoro <strong>così tanto impegnativo</strong> da non potersi <strong>alzare mai</strong>? Mio marito faceva le notti con me, il risultato era che non dormiva nessuno (io allattavo ogni due ore per mezzora), ma sentirlo vicino mi serviva, perché quelle notti al buio, da sola, tra le urla sono assurde.<br />
Non si può sempre dare pacche sulle spalle, però a volte si ha bisogno solo di quelle. Quando vivevo quello che  stai vivendo tu, qualcuno cercava di scuotermi dicendo parole che alle mie orecchie suonavano inutili e banali. Io avevo solo bisogno di un abbraccio. Ed è quello che ti mando oggi, <strong>passando la parola alle mamme che, in questa sezione del blog, esprimono il meglio di loro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;">Cara Silvia,<br />
scusa per il truce oggetto, ma mi è venuto dal cuore.  Checcivuoifare, potere delle piccole, adorabili creature che <strong>mangeresti  di baci di giorno e mangeresti-e-basta di notte</strong>. Sono capitata da poco  nel tuo blog e ti scrivo nell&#8217;unica mattinata calma della mia settimana,  il venerdì, quando arrivo al lavoro e il mio bimbo di 9 mesi sta dai  nonni. Ancora per poco sono in maternità, ma riprenderò a <strong>lavorare full  time</strong> a breve.</div>
<div style="text-align: justify;">Il problema? <strong>Quello di tante mamme qui in internet e di  poche &#8211; almeno, a parole! &#8211; nella vita di tutti i giorni</strong>: il <a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/il-sonno-dei-bambini/" target="_blank"><strong>sonno di  mio figlio</strong></a>. Ho un bimbo bellissimo che i primi 3 mesi pativa <a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/coliche-del-neonato/" target="_blank"><strong>coliche  notte e giorno</strong></a>, ore e ore di urla. Responso dei pediatri: sta bene,  passeranno. E così è stato. Ma il sonno, che allora era  giustificatamente un disastro, è rimasto parecchio problematico.</div>
<div style="text-align: justify;">Fino ad ottobre si svegliava molto spesso ma lo si riaddormentava  abbastanza facilmente, e alle cinque la giornata cominciava. Da novembre  sono iniziati i raffreddori, costanti fino a gennaio, che hanno  peggiorato di molto la situazione. <strong>Notti insonni e basta</strong>: ma anche  lì&#8230;sta male, non respira&#8230;</div>
<div style="text-align: justify;">Eppure adesso sta bene, ma <strong>le notti vanno sempre peggio</strong>: il bimbo  durante il giorno è tranquillo, simpatico, sorrdente e vivace. Dorme  pochetto (1 ora la mattina presto e 40 minuti a pranzo) e la notte&#8230;oh,  la notte&#8230;<strong>mi prende ansia appena inizia ad imbrunire</strong>&#8230;lo addormento  in braccio (lo so, è un errore: ma ho iniziato con la storia delle  coliche e, inter nos, qualsiasi cosa purchè si addormenti in fretta.  Arrivo alla sera stranchissima) verso le 20-20.30.</div>
<div style="text-align: justify;">Si inizia a <strong>svegliare ogni mezz&#8217;ora</strong> ma è facilmente  riaddormentabile. E a mezzanotte (sembra abbia la sveglia) comincia  immancabilmente il delirio: <strong>pianti, pianti e pianti</strong>. Cerco di  consolarlo, all&#8217;inizio parlandogli e toccandolo, alla fine prendendolo  in braccio. Si acquieta per 5-10 minuti, poi si ricomincia. <strong>Così fino  alle 3, ogni notte, da due mesi</strong>. Si riaddormenta e dopo 15 minuti di  nuovo. Alle <strong>quattro e mezza</strong>, non ne vuole più sapere di rimanere a  letto.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong><em>Fate la nanna</em></strong> l&#8217;ho letto già da incinta (me la sentivo?), ma  diciamocela: <strong>non tutti sono portati per applicare quel metodo</strong> e per  farlo piangere ore&#8230;è un bambino molto testardo, inutile dilungarmi su  come l&#8217;abbia dimostrato durante l&#8217;allattamento, ma applicare con lui  quel metodo implicherebbe <strong>nottate intere di urla e non mi va</strong>,  semplicemente non ci riesco. Sono troppo, troppo stanca.</div>
<div style="text-align: justify;">Potrei descrivermi come (fino a 9 mesi fa!) una persona sempre  <strong>solare, positiva e allegra, dal carattere forte</strong> (almeno, così pensavo!).  Ma <strong>questo bambino mi sta mettendo in ginocchio</strong>&#8230;iniziano gli <strong>sfoghi da  stress </strong>su tutto il corpo, pruriti, herpes labiali che non se ne vanno,  le occhiaie arrivano al mento, sono l&#8217;ombra della donna (carina, eh?  :-)) che potevo essere un anno fa. Ho una pediatra anti interventista  per principio, è tutto un &#8220;Porti pazienza, passerà&#8221;, tanto lei poi dorme  8 ore per notte. Ogni volta avrei una gran voglia di tirarle un destro  (la cambierò, ma i pediatri consigliati non hanno mai un posto  libero&#8230;). Mai l&#8217;avrei detto, ma <strong>sto pensando di informarmi per dargli  il Nopron</strong>, sul quale mi sembra ci siano pareri discordanti. Insomma, <strong>non  so che fare.</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Da un mese e mezzo<strong> lo tengo a dormire con me</strong>: non che serva, ma  almeno non mi devo alzare di continuo. Le prime due notti mi sembrava  andasse un po&#8217; meglio, poi è addirittura peggiorato. E&#8217; un <strong>continuo  lamento, un continuo svegliarsi</strong>. Ho il preziosissimo aiuto dei miei  suoceri che una notte la settimana (appunto, ieri notte) lo prendono con  loro, ma non mi basta: 6 notti insonni di seguito, da mesi, sono  comunque troppe. Mio marito<strong> cerca di aiutarmi ma ha un lavoro  impegnativo</strong> e considerare di fare una notte ciascuno non è possibile.  Così verso le sei mi lascia riposare un paio d&#8217;ore prima di andare al  lavoro.</div>
<div style="text-align: justify;">Parli con le amiche e<strong> sembra che tutte abbiano bimbi angelici</strong> che  dormono. <strong>Solo il tuo ti sta facendo sclerare</strong>. E, ancor peggio&#8230;tutti  gli amici o quasi, quando ti sfoghi, ti guardano come se fossi una <strong>madre  degenere</strong>&#8230;ti chiedono &#8220;Come va?&#8221; e sembra che l&#8217;unica risposta  possibile per una neo mamma debba essere &#8220;Benissimo, grazie&#8230;è un  amooore!!&#8221; (che poi, è la risposta che in effetti quasi tutte le amiche  con figli piccoli mi danno&#8230;mah??).</div>
<div style="text-align: justify;">Una parola di conforto, un &#8220;il Nopron lo ha fatto dormire 8 ore  filate e dopo un mese, togliendolo, ormai aveva preso il ritmo&#8221;  darebbero speranza ad una <strong>mamma sfinita</strong>.</div>
<div style="text-align: justify;">Sbadigliando, cortesemente vostra,</div>
<div>F.</div>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/14/mio-figlio-non-dorme/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/14/mio-figlio-non-dorme/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>137</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Risvegli notturni a 4 anni</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/10/risvegli-notturni-bambino/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/10/risvegli-notturni-bambino/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 08:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=3726</guid>
		<description><![CDATA[Domanda Salve, come può vedere (anzi leggere) sono un papà che scrive su un forum di mamme. Io e mia moglie siamo alle prese con il risveglio notturno improvviso di nostro figlio di quattro anni. Il bimbo ha già avuto episodi del genere in passato (diciamo nel passaggio tra i due e i tre anni) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;">Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bimbo-risvegli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3727" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="bimbo nanna" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bimbo-risvegli.jpg" alt="" width="200" height="250" /></a>Salve, </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>come può vedere (anzi leggere) sono un papà che scrive su un forum di mamme.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Io e mia moglie siamo alle prese con il<strong> <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/01/21/4-anni-e-risvegli-notturni/" target="_blank">risveglio notturno improvviso</a> di nostro figlio di quattro anni</strong>. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il bimbo <strong>ha già avuto episodi del genere in passato</strong> (diciamo nel passaggio tra i due e i tre anni) che sono durati qualche  mese e che poi, come ho avuto modo di leggere anche in altri forum, sono  scomparsi. <strong>Adesso si sono ripresentati</strong> a distanza di un anno o poco più e <strong>noi siamo ricaduti in uno stato di &#8220;ansia da notte&#8221;</strong> anche perché <strong>nella stessa cameretta dorme il fratellino piccolo (due anni) e mia moglie è incinta del terzo bimbo</strong> per cui c&#8217;è una somma di fattori che ci dà stress e che a volte non riusciamo a gestire con la dovuta calma. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Può darci qualche consiglio? Grazie in anticipo per l&#8217;attenzione che vorrà dedicarci.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">Risposta</span><em> </em></h3>
<p style="text-align: justify;">Caro papà,<br />
essendo così attento verso le tematiche dello sviluppo, certamente  avrai letto molte cose a proposito del sonno del bambino: il tema dei <strong>rituali del <a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/il-sonno-dei-bambini/" target="_blank">sonno</a></strong>, l&#8217;importanza di <strong>orari regolari</strong>, dello <strong>stile di vita</strong>, e così via. Saprai già che <strong>l&#8217;età di tuo figlio</strong> è quella in cui, <strong>aumentando gli stimoli e la consapevolezza del mondo</strong> che lo circonda, può cominciare ad <strong>esserne influenzato durante l&#8217;attività onirica</strong>, e di conseguenza avere il sonno interrotto.</p>
<p style="text-align: justify;">A proposito di questo, parli di &#8220;ansia da notte&#8221;: un&#8217;ansia che non è &#8220;evolutiva&#8221;, non riguarda solo il bambino, ma <strong>ha coinvolto tutta la famiglia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vorrei concentrare la mia risposta</strong>, infatti, non tanto sui consigli pratici che puoi aver attinto da altre fonti, quanto piuttosto <strong>sul</strong> <strong>momento che la tua famiglia sta attraversando</strong>, perché nel modo stesso in cui mi presenti la domanda credo risieda il cuore del problema.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto voglio evidenziare la mia solidarietà nei vostri  confronti: gli adulti che non dormono sono persone &#8220;provate&#8221; che hanno  difficoltà a gestire adeguatamente e con sufficiente serenità i ritmi  familiari e lavorativi. Comprendo dunque la necessità di trovare un  aiuto al più presto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il momento in cui vi trovate, inoltre, è molto &#8220;intenso&#8221;</strong>,  e lo dico anche pensando al &#8220;punto di vista&#8221; di vostro figlio: è ancora  un bambino molto piccolo, ma ha già &#8220;affrontato&#8221; l&#8217;arrivo del  fratellino, e un altro è in arrivo.</p>
<p style="text-align: justify;">I<strong> primi episodi di insonnia, mi pare di notare, sono stati abbastanza coincidenti con l&#8217;arrivo del primo fratellino.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla tua mail non ricevo molto particolari sulla vostra vita  attuale, non posso quindi sapere quali situazioni specifiche state  vivendo, o come tu e tua moglie state affrontando <strong>&#8220;l&#8217;allargamento&#8221; della vostra famiglia</strong>, ma di certo <strong>il vostro vissuto viene pienamente &#8220;assorbito&#8221; dal vostro primogenito</strong> (normalmente i primogeniti sono più sensibili a questi temi, e ne ricevono più direttamente gli effetti).</p>
<p style="text-align: justify;">Se volessimo fare una metafora, in questo momento la vostra famiglia è  come un cantiere a cielo aperto in cui grandi macchinari costruiscono  rumorosamente qualcosa di molto bello, ma fanno inevitabilmente molto  rumore e confusione: questo per un bambino è ancora più evidente.</p>
<p style="text-align: justify;">Provate  a considerare questo momento di vita attraverso gli occhi del  primogenito, o dei bambini in generale: come dico sempre, ci sono  piccole, normali, sfumature che per gli adulti possono essere minime, e  che per un bambino invece sono elementi molto importanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stile del sonno del bambino, inoltre, essendo in parte genetico, rispecchia un pò le vostre abitudini infantili: <strong>provare a ricordare come dormivate voi alla sua età</strong>, con l&#8217;aiuto dei vostri familiari, vi aiuterà a sentirvi più vicini a quello che lui vive.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I  disturbi del sonno dei bambini, dal momento che il comportamento  infantile è un &#8220;linguaggio&#8221; attraverso cui il bambino comunica i suoi  bisogni, dipendono in gran parte da elementi ambientali</strong>, di organizzazione familiare, di abitudini quotidiane, <strong>che si riflettono sul senso di sicurezza dei bambini</strong>, e sulla tranquillità attraverso cui possono fidarsi della solitudine e dell&#8217;autonomia che l&#8217;addormentamento richiede loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i pochi elementi che le tue righe mi mettono a disposizione, <strong>mi concentrerei sulla vostra vita di coppia e familiare</strong>, non escludendo che piccoli particolari e cambiamenti all&#8217;interno della relazione genitoriale possano aver determinato <strong>un cambiamento &#8220;nell&#8217;aria che si respira&#8221;</strong>, producendo degli effetti sulla sensibilità e sulle percezioni del vostro bambino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Potrebbe,  nel vostro caso, essere utile un approfondimento attraverso una  consulenza di coppia, che possa aiutarvi a &#8220;traghettare&#8221; </strong>da un lato <strong>la vostra famiglia verso il nuovo assetto, </strong>dall&#8217;altro<strong> vostro figlio verso la serena continuità del sonno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il sostegno che mi chiedi, del resto, è più a voi genitori, che al  bambino stesso. Questo mi fa anche pensare che siate consapevoli del  fatto che questi eventi, normalmente, recedono spontaneamente, ma questo  non significa rinunciare alla possibilità di avere un sostegno  importante in un momento difficile.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono  convinta che basti poco, e che possa essere sufficiente trovare un  momento &#8220;vostro&#8221; di riflessione e di comunicazione sui vostri bisogni e  su quelli della vostra famiglia, trovando qualcuno che possa accogliere e  sostenere le vostre legittime fatiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo  facendoti i miei complimenti per la sensibilità verso i bisogni del tuo  bambino, e per l&#8217;acume con cui hai colto la necessità di sostenerlo (ed  essere sostenuti anche voi) nell&#8217;avere fiducia nell&#8217;ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo ti permetterà di essere un papà attento e scrupoloso, nonostante la gioiosa abbondanza della vostra famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Restando a tua disposizione, faccio i miei migliori auguri alla vostra famiglia in crescita.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong> Dott.ssa Marcella Agnone &#8211;  Psicologa Psicoterapeuta</strong></em></p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/10/risvegli-notturni-bambino/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/10/risvegli-notturni-bambino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pavor nocturnus</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2010/03/15/pavor-nocturnus/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2010/03/15/pavor-nocturnus/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 09:06:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Prima infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=2179</guid>
		<description><![CDATA[La prima volta che è successo a Matteo non sapevamo davvero di cosa si trattasse. Poi, quando ha cominciato anche Niccolò, che aveva crisi più forti, eravamo un po’ più preparati. Sto parlando del pavor nocturnus, o terrore notturno. Cos&#8217;è Non è un incubo e differisce dal sonnambulismo. È un disturbo del sonno che, pur [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/pavornocturnus1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2184" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="pavornocturnus" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/pavornocturnus1.jpg" alt="" width="307" height="204" /></a>La prima volta che è successo a Matteo non sapevamo davvero di cosa si trattasse.<br />
Poi, quando ha cominciato anche Niccolò, che aveva crisi più forti, eravamo un po’ più preparati.<br />
Sto parlando del <em><strong>pavor nocturnus</strong></em>, o<strong> terrore notturno</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Cos&#8217;è</strong></span><br />
Non è un incubo e differisce dal sonnambulismo. È un <strong>disturbo del sonno</strong> che, pur rientrando nelle <strong>parasonnie </strong>(alterazioni della normale struttura del sonno), si presenta più come una <strong>crisi d&#8217;ansia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Quando</strong></span><br />
Il <em>pavor </em>compare solitamente nei primi <strong>90 minuti</strong> di sonno ed è più frequente tra i <strong>4 e i 12 anni</strong>. Nel nostro caso, entrambi i bimbi hanno iniziato prima, intorno ai 2 anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Sintomi</strong></span><br />
Si presenta con un <strong>brusco risveglio</strong> accompagnato da <strong>pianti, urla, sudorazione, tachicardia, accelerazione del ritmo del respiro, rigidità muscolare</strong>.<br />
È caratterizzato da un&#8217;intensità emotiva maggiore rispetto all&#8217;incubo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Cause</strong></span><br />
Le cause possono essere svariate: <strong>stimolazioni sonore o luminose</strong> (a Matteo capitava spesso quando accendevamo la lucina notturna) durante il sonno, <strong>stress</strong>, <strong>distensione vescicale</strong>, <strong>ipertrofia adenoidea</strong>, <strong>febbre</strong>, <strong>diminuzione di sali minerali</strong> (a causa del caldo ed eccessiva sudorazione).<br />
Nella maggioranza dei casi, però, le cause restano <strong>sconosciute</strong>, nonostante siano stati riscontrati fattori di <strong>ereditarietà</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Durata</strong></span><br />
L&#8217;episodio, può durare da <strong>1 a 10 minuti</strong>, ma a volte può arrivare anche a mezzora.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Cosa fare?</strong></span><br />
Le prime volte, davanti a un bambino che sembrava posseduto, cercavamo di svegliarlo ma, durante queste crisi, sembrano non riconoscere nessuno e per tanto, il sentirsi toccati o anche solo il sentire le voci, non fa che peggiorare la situazione.<br />
Il bambino è <strong>inconsolabile</strong>, non riconosce né l’ambiente né le persone ed è praticamente <strong>impossibile entrare in contatto</strong> con lui.<br />
Di solito ha gli <strong>occhi sbarrati</strong> ma<strong> non vede</strong> chi ha di fronte. Altre volte, può restare con gli <strong>occhi chiusi</strong>.<br />
Non si può fare nulla, dunque, solo <strong>aspettare che passi</strong>, magari parlandogli a bassa voce e con dolcezza, senza<strong> mai toccarlo</strong>, ma solo facendo attenzione che non si faccia male  (Niccolò rotolava per tutta casa sbattendo dappertutto).<br />
Una volta passato l&#8217;attacco il bambino sprofonda nuovamente in un <strong>sonno tranquillo</strong> e la mattina <strong>non ha memoria</strong> dell&#8217;accaduto.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito, un <strong>video </strong>di Niccolò che avevo girato per mostrarlo alla pediatra. Non è un grande spettacolo, ma è piuttosto eloquente (e Matteo che lo osserva impotente è dolcissimo [<em>mode</em> mammachioccia <em>on</em> :) ]).</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="445" height="364" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/xYA6Jcu9B-Y&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="445" height="364" src="http://www.youtube-nocookie.com/v/xYA6Jcu9B-Y&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/03/15/pavor-nocturnus/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2010/03/15/pavor-nocturnus/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>56</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>4 anni e risvegli notturni</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2010/01/21/4-anni-e-risvegli-notturni/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2010/01/21/4-anni-e-risvegli-notturni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[4 anni]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[risvegli notturni]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=2015</guid>
		<description><![CDATA[Chi ha avuto un problema di risvegli notturni con bambini ormai grandicelli? Questo pediatra cosa intende con &#8220;disturbo di crescita&#8221;? Cos&#8217;è un disturbo di crescita? A cosa si riferisce? A disturbi fisici o psico-emotivi? Il sonno è un momento di passaggio, di abbandono che racchiude l&#8217;inconscio, l&#8217;entusiasmo, la gioia, la fatica, la stanchezza della giornata. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Chi ha avuto un problema di risvegli notturni con bambini ormai grandicelli?<br />
Questo pediatra cosa intende con &#8220;disturbo di crescita&#8221;?</em><em> Cos&#8217;è un disturbo di crescita? A cosa si riferisce? A disturbi fisici o psico-emotivi?<br />
Il <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/03/07/il-sonno-dei-bambini/" target="_blank"><strong>sonno</strong></a> è un momento di passaggio, di abbandono che racchiude l&#8217;inconscio, l&#8217;entusiasmo, la gioia, la fatica, la stanchezza della giornata. </em><em>È un equilibrio fisiologico ma non così meccanico.<br />
Come comportarsi davanti ai risvegli notturni in un bambino grandicello? Cosa fare?</em> <em>Intervenire o, semplicemente, aspettare? Ristabilire le &#8220;regole&#8221; o accogliere?</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/rsivegli-notturni.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2025" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="rsivegli-notturni" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/rsivegli-notturni.png" alt="" width="279" height="161" /></a>Cara Silvia,<br />
ti scrivo perché ho un problema con  la mia bimba di 4 anni e mezzo.<br />
Ha <strong>sempre dormito</strong>. Io sono una di quelle degenerate che con il metodo <strong><em>Fate la nanna</em></strong> ho educato la mia bimba che allora aveva <strong>sei mesi</strong> a dormire.</p>
<p>Da ottobre lei ha dei <strong>risvegli </strong>e non so come aiutarla e come aiutarmi, visto che anch&#8217;io dopo dormo male o fatico a riaddormentarmi.<br />
Non so cosa la <strong>turbi </strong>o cosa l&#8217;abbia turbata, l&#8217;unica cosa che è successa ad ottobre è che io ho avuto un aborto spontaneo e siccome avevo un emorragia in corso sono andata in fretta e furia all&#8217;ospedale e mi hanno ricoverato una notte intera.<br />
Lei del bimbo non sapeva ancora però ha capito che quella notte non c&#8217;ero e ha chiesto a mio marito dov&#8217;ero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa devo fare</strong> ora? Oltre che <strong>arrabbiarmi </strong>tutte le volte che si sveglia?<br />
La mia pediatria mi ha consigliato <em>Sedibimbi </em>di Aboca, <strong>sciroppo omeopatico</strong>, e mi ha detto che potrebbero essere <strong>problemi legati alla crescita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo so che la disperazione è ben altra cosa quindi non ti dico che sono disperata ma ti dico che non sono abituata a non dormire e vorrei<br />
qualche <strong>consiglio </strong>pratico o non pratico.</p>
<p style="text-align: justify;">Salutoni<br />
Cristina</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/01/21/4-anni-e-risvegli-notturni/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2010/01/21/4-anni-e-risvegli-notturni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>21</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il sonno dei bambini</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2009/03/07/il-sonno-dei-bambini/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2009/03/07/il-sonno-dei-bambini/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 13:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Prima infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro volta]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[estevil]]></category>
		<category><![CDATA[fate la nanna]]></category>
		<category><![CDATA[risvegli notturni]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=54</guid>
		<description><![CDATA[In collaborazione con il Dott. Alessandro Volta, pediatra presso l&#8217;Ospedale Franchini di Montecchio Emilia (RE) Mi è più volte stato sollecitato un pezzo sul sonno. Come l&#8217;allattamento, anche il sonno è un argomento altamente controverso che si interseca con attitudini del bambino, esigenze della famiglia, bisogni fisiologici e tanto altro. Non amo le direttive e  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>In collaborazione con il </em><a href="http://www.vocidibimbi.it/autori.htm" target="_blank"><em><strong>Dott. Alessandro Volta</strong></em></a><em>,<br />
pediatra presso l&#8217;<a href="http://www.ausl.re.it/Home/DettaglioLuogo.aspx?ID=997" target="_blank">Ospedale Franchini</a> </em><br />
<em>di Montecchio Emilia (RE)<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/40-gg-relax_P2-1.jpg" target="_blank"><img src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/40-gg-relax_P2-1.jpg" border="3" alt="" hspace="10" vspace="3" width="250" height="188" align="left" /></a>Mi è più volte stato sollecitato un pezzo sul sonno.<br />
Come l&#8217;allattamento, anche il sonno è un argomento altamente controverso che si interseca con attitudini del bambino, esigenze della famiglia, bisogni fisiologici e tanto altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Non amo le direttive e  le formule preconfezionate, sia in un senso (estinzione controllata) che nell&#8217;altro (co-sleeping).<br />
È giusto che ciascuna famiglia decida ciò che è meglio per il suo bambino.<br />
Ho letto qualche classico su questo tema (<em>Fate la Nanna, Facciamo la Nanna, Genitori di giorno e di notte, Il linguaggio segreto dei neonati</em>) e mi sono resa conto, anche in base all&#8217;esperienza con i miei due bimbi, che alla fine ci si scontra sempre con le esigenze dei propri bambini reali e occorre scendere, in un modo o nell&#8217;altro, a qualche compromesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Matteo si è addormentato in braccio fino a 16 mesi, ma dai 13 mesi in avanti ha sempre dormito tutta la notte.<br />
Niccolò si è sempre addormentato da solo, fin da piccolissimo, ma tuttora (2 anni e 8 mesi) si sveglia e fino ai due anni lo faceva 6-7 volte.<br />
Entrambi hanno dormito nel loro letto ma in camera con noi fino all&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra tutto ciò che ho letto, l&#8217;approccio che mi è parso più interessante e aderente al mio modo di sentire è quello del <strong>Dott. Alessandro Volta</strong>, pediatra, padre di tre figli, autore di libri (<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__apgar.php" target="_blank"><strong><em>Apgar 12</em></strong></a> e <em><strong> <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__nascere_genitori.php" target="_blank">Nascere Genitori</a></strong></em>) e responsabile del Servizio Salute Donna e Infanzia del Distretto di Montecchio Emilia (RE).</p>
<p>Pubblico, dunque, per gentile concessione sua, il suo articolo su questo argomento, scritto in risposta ad una mamma.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Gentile dottore,</em><br />
<em>sono la mamma di Margherita nata lo scorso marzo. Sta andando tutto bene. Lo svezzamento procede benissimo e Margherita è una bimba molto gioiosa e autonoma. Continua però ad esserci un grosso problema: il dormire. Si sveglia ancora molte volte per notte.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A questo punto escludo che sia per la fame. Non è ancora capace di addormentarsi da sola e in questo credo di non averla affatto aiutata: da quando è nata l’ho fatta addormentare attaccandola al seno e l’ho fatta dormire nel lettone. Adesso, a più di 10 mesi, si addormenta a fatica dopo averla cullata per diverso tempo e, nelle migliori delle ipotesi, dorme un paio d’ore. In sostanza si sveglia ogni due ore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Oltre la fatica di reggere la situazione sono preoccupata per lei. Non riposa bene e a sufficienza e, anche quando ha evidentemente sonno, non riesce sempre ad addormentarsi. Non sono stata in grado di insegnarle a dormire e ora lei non è libera in questo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non so bene come fare. Ho letto anche il libro ‘Fate la nanna’ consigliatomi da una mia amica, ma l’approccio unico che va bene per tutti non mi piace molto. Oppure altri sostengono di farla piangere sino a che non si addormenta. Anche questo non riuscirei e non vorrei praticarlo. Anche perché, oltre alla mia incapacità di reggere il suo pianto e alla ricerca da quando è nata di accompagnarla nelle fasi della crescita con gradualità e dolcezza, Margherita è una bimba molto cocciuta, in grado di piangere per ore senza mollare, anzi…innervosendosi sempre più. Quindi rischierei di ottenere l’effetto opposto a quello desiderato.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come posso procedere per cercare di farla dormire nel suo letto sempre più a lungo e ad insegnarle la libertà di dormire quando vuole o ne ha bisogno? </em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Se Margherita quando è sveglia è una bimba &#8220;molto gioiosa e autonoma&#8221;, è abbastanza normale che sfoghi nel sonno le sue difficoltà e le sue paure. All&#8217;età di Margherita si comincia a diventare consapevoli della propria individualità e a capire che gli altri non fanno parte di noi e che quindi possono anche <strong>abbandonarci</strong>; a questa età comincia lo sforzo (che durerà tutta la vita) di adattare i propri bisogni all&#8217;ambiente e alle persone che ci sono vicine, a fare i conti con i propri limiti e le proprie possibilità; Margherita ha iniziato la grande avventura (che procede per tentativi ed errori) di camminare verso la completa autonomia.</p>
<p style="text-align: justify;">La difficoltà ad addormentarsi nasconde un&#8217;inevitabile <strong>paura a lasciare il mondo reale</strong> (quello dove la mamma e il papà si possono toccare) per abbandonarsi al mondo dei sogni (e a tutte le paure che nei sogni riescono a farla da padroni); i <strong>risvegli periodici</strong>, ad esempio ogni due ore, dipendono invece dalla difficoltà di passare agevolmente e autonomamente dal sonno profondo al sonno leggero (chiamato tecnicamente sonno REM, quello dei sogni) e viceversa. Se vediamo le cose dal punto di vista di Margherita probabilmente non facciamo molta fatica a capire, e quindi a giustificare, il suo &#8220;grosso problema del dormire&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo però come possiamo aiutare Margherita ad imparare a dormire?<br />
Per non imbrogliare nessuno dobbiamo ammettere che <strong>non esistono ricette preconfezionate</strong>, e in molti casi, nonostante la buona volontà e l’impegno, il problema può rimanere per tutto il secondo (e più raramente anche il terzo) anno di vita, dopodiché la situazione generalmente migliora quasi per incanto in maniera spontanea.<br />
Qualche <strong>suggerimento </strong>per la gestione dei prossimi mesi di Margherita possiamo comunque tentarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente <strong>non condivido il metodo di lasciar piangere il bambino</strong> (<em>n.d.r.</em> Eduard Estivill, <em>Fate la Nanna</em>) che con il pianto esprime efficacemente il proprio profondo disagio; gli faremmo soltanto sperimentare quello che lui teme di più: l&#8217;<strong>abbandono</strong> e la necessità di doversi arrangiare da solo, di dover contare soltanto su se stesso, di constatare che non c&#8217;è nessuno ad aiutarlo nella titanica impresa di crescere e vivere in questo strano mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente da <strong>evitare </strong>sono i <strong>farmaci </strong>(<em>n.d.r.</em> Nopron) per dormire che stanno diventando di moda anche da noi (agiscono direttamente su un sistema nervoso ancora in corso di maturazione).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;addormentamento in braccio, inevitabile nei primi mesi, può diventare un problema nei mesi successivi: al primo risveglio (o nel passaggio al sonno REM) il bambino ricerca l&#8217;abbraccio e il contatto perduto.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il 4-5° mese può essere utile provare un <strong>addormentamento direttamente in culla</strong> o nel lettino, rimanendo lì vicino, parlando o cantando o leggendo, oppure <strong>accarezzando </strong>o tenendo la mano, facendo cioè qualcosa che rassicuri e che faccia sperimentare al bambino che la sua difficoltà è compresa e condivisa e che c’è comunque qualcuno <strong>disponibile ad accompagnarlo</strong> nella sua impresa. Il bambino deve cioè avere la possibilità di provare e lo stimolo per impegnarsi, ma anche la certezza che non è solo e che può <strong>fidarsi</strong>, oltre che di se stesso, anche degli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine del <strong>primo anno</strong> e nel corso del <strong>secondo</strong>, può essere utile quello che gli psicologi chiamano l&#8217;<strong>oggetto transizionale</strong> (praticamente la coperta di Linus): un bambolotto, un peluche, una sciarpa, che per il bambino sia significativo e del quale possa fidarsi come di un vecchio amico.</p>
<p style="text-align: justify;">La decisione di fare dormire il bambino in camera con noi o in un&#8217;altra stanza deve essere individuale, sicuramente per lui poter esserci vicino e sentire la nostra presenza rappresenta un modo più facile per imparare a fidarsi delle proprie possibilità, e per noi una situazione favorevole ad aiutarlo. <strong>Un grande pediatra come Brazelton si è domandato se la nostra cultura non sia troppo esigente quando chiede ad un bambino piccolo di imparare a dormire in una stanza tutto solo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i <strong>frequenti risvegli</strong>, il consiglio è di aspettare un paio di minuti prima di intervenire, affinché il bambino abbia il tempo sufficiente per provare a <strong>consolarsi in maniera autonoma</strong> sperimentando le proprie capacità. Nel caso non riesca a riprendere sonno, proviamo a rassicurarlo con la voce; in caso di insuccesso andiamogli pure vicino, ma tentiamo ancora la consolazione con<strong> carezze e contatto</strong> prima di prenderlo in braccio. In particolare dopo il 4-5 mese, questa modalità rassicurante e graduale dovrebbe aiutare il bambino a conquistare una propria autonomia esercitando le proprie competenze e potenzialità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso decidiamo di <strong>portarlo a letto con noi</strong>, sarebbe utile <strong>evitare che il suo risveglio avvenga nel lettone</strong>, per evitare che sperimenti e riconosca quello come il luogo del proprio sonno; aspettiamo che sia nel sonno profondo (quando cioè ha un respiro regolare e non presenta alcun movimento) e<strong> riportiamolo nel suo letto</strong>, dove potrà svegliarsi e ritrovarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che non sia utile dare altri consigli più specifici, perché <strong>ogni bambino è diverso e ogni genitore ha il compito, difficile e stupendo al tempo stesso, di scoprire cosa è più utile per il proprio bambino.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Approvo molto l&#8217;intenzione, lucida e consapevole, manifestata dalla madre di Margherita, di accompagnare la crescita della figlia con &#8220;gradualità e dolcezza&#8221;; è importante non discostarsi mai da questo fondamentale proposito, anche a costo di <strong>dover tollerare alcuni &#8220;insuccessi&#8221;</strong> come questo del dormire, non dubitando mai che voler bene e dimostrare affetto possa essere un segno di debolezza che non aiuta a crescere. Molte ricerche nel campo sociologico e psicologico stanno dimostrando che i sentimenti positivi sperimentati nei primi due anni di vita stimolano la fiducia in se stessi e l&#8217;autostima, favorendo nelle età successive la capacità di relazioni positive e di comportamenti sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Riferimenti</span></strong></p>
<p><strong><br />
Siti</strong><br />
<a href="http://nasceregenitori.wordpress.com/" target="_blank">Nascere Genitori</a><br />
<a href="http://www.vocidibimbi.it/" target="_blank">Vocidibimbi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libri</strong><br />
A. Volta, <em>Nascere Genitori</em>, Urra, 2008.<br />
T.B. Brazelton, J.D. Sparrow,<em> Il tuo bambino e&#8230;il sonno</em>, Raffaello Cortina, Milano, 2003.<br />
Sara Letardi, <em>Il mio bambino non mi dorme &#8211; Come risolvere i problemi di sonno dei propri figli</em>, Bonomi Editore, 2008.<br />
T. Hogg, <em>Il linguaggio segreto dei neonati</em>, Mondadori, 2004.<br />
G. Honneger Fresco G.,<em> Facciamo la nanna</em>, Il Leone Verde Edizioni, 2006.<br />
W. Sears, <em>Genitori di giorno e …di notte</em>,  pubblicato in Italia da La Leche League International (lega internazionale latte materno), 1994.</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/03/07/il-sonno-dei-bambini/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2009/03/07/il-sonno-dei-bambini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>32</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Attimi irrinunciabili</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2008/09/21/attimi-irrinunciabili/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2008/09/21/attimi-irrinunciabili/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 20:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Questa sono io]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[coccole]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli]]></category>
		<category><![CDATA[momenti felici]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=134</guid>
		<description><![CDATA[Ci sono momenti a cui non sarei capace di rinunciare. Momenti di tenerezza, di presa di coscienza, momenti di cui solo io percepisco l’unicità. Asilo L&#8217;istante in cui varco la soglia del nido e della materna ha qualcosa di magico. Mi avvicino alla porta della sezione o al cancello del parco e, come una ladra, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img style="width: 292px; height: 221px;" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1010271_P.jpg" border="3" alt="" hspace="14" vspace="4" align="left" />Ci sono momenti a cui non sarei capace di rinunciare. Momenti di tenerezza, di presa di coscienza, momenti di cui solo io percepisco l’unicità.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Asilo</strong><br />
L&#8217;istante in cui varco la soglia del nido e della materna ha qualcosa di magico. Mi avvicino alla porta della sezione o al cancello del parco e, come una ladra, rubo attimi della loro quotidianità.<br />
Sbircio la scena, con occhio emozionato e apprensivo, osservo se interagiscono o se sono soli, se partecipano o se si fanno gli affari loro, osservo se ridono o se qualche ombra attraversa i loro visi.<br />
Poi mi avvicino, guardandoli negli occhi. In quel momento non ho attimi per nessun altro. Quando entro in sezione ci sono solo i miei occhi nei loro occhi.<br />
Mi guardano, qualche secondo di incredulità, mi si spalmano addosso. E comincia il nostro lungo pomeriggio insieme.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Coccole</strong><br />
Così come faceva Matteo, anche Niccolò ha il rito delle <em>cocche </em>sul divano prima di nanna. Èl’unico momento della giornata in cui sta fermo e in cui diventa morbido, lui in perenne movimento e sempre sfuggente al contatto fisico.<br />
Si accovaccia accanto a me, testa in grembo e piedini nudi sul bracciolo del divano, e si prende tutte le <em>cocche </em>e tutti i bacini che ha abilmente schivato durante la giornata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mano nella mano</strong><br />
- Tete nanu!<br />
Chiede delicatamente Niccolò a suo fratello.<br />
- Cosa c’è Nichi? (Sbuffa). Vuoi la mano? E va bene.<br />
Una manina non più piccola, afferra con delicatezza una manina cicciotta e da questa si lascia guidare.<br />
Li guardo scomparire dietro l’angolo della sala, Niccolò davanti e Matteo arretrato di qualche centimetro.<br />
Visti da dietro, mano nella mano, sono una conferma alla non sempre solida certezza di aver fatto la scelta giusta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sonno</strong><br />
Entrare nella loro camera calda di sonno, ascoltare i loro respiri pesanti e profondi tagliare il buio e renderlo vivo.<br />
Rimboccare le coperte, baciarli e affidarli ad una notte benevola.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Furto dei nonni</strong><br />
E per spoetizzare, quei pomeriggi in cui i nonni li rubano a questa casa la mattina per riportarli sotto sera.<br />
Riappropriarsi dei propri ritmi, allentare le redini della routine, ascoltare il silenzio.<br />
Anche questo, senza di loro, non sarei mai stata capace di assaporarlo.</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/09/21/attimi-irrinunciabili/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2008/09/21/attimi-irrinunciabili/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>16</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

