<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>MammaImperfetta&#187; scuola primaria</title>
	<atom:link href="http://www.mammaimperfetta.it/tag/scuola-primaria/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.mammaimperfetta.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 11:56:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=</generator>
		<item>
		<title>5 anni, la scuola e i risvegli notturni</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2011/10/11/5-anni-scuola-risvegli/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2011/10/11/5-anni-scuola-risvegli/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 08:25:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[risvegli notturni]]></category>
		<category><![CDATA[scuola primaria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=4473</guid>
		<description><![CDATA[Domanda Buonasera dottoressa, sono mamma di una bambina di 5 anni e mezzo, solare, socievole e molto testarda. Insomma è una bambina &#8220;normale&#8221;.  Le scrivo in quanto tutta l&#8217;estate alla sua domanda &#8220;quando torno a scuola?&#8221; le rispondevo così: &#8220;prima andiamo al mare, poi, quando torniamo, stai ancora qualche giorno a casa, poi inizia scuola&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/rsivegli-notturni.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2025" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="risvegli-notturni" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/rsivegli-notturni-300x173.png" alt="" width="253" height="145" /></a>Domanda</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Buonasera dottoressa,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>sono mamma di<strong> una bambina di 5 anni e mezzo</strong>, <strong>solare, socievole e molto testarda</strong>. Insomma è una bambina &#8220;normale&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le scrivo in quanto tutta l&#8217;estate<strong> alla sua domanda &#8220;quando torno a scuola?</strong>&#8221; le rispondevo così: &#8220;prima andiamo al mare, poi, quando torniamo, stai ancora qualche giorno a casa, poi inizia scuola&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il problema è iniziato proprio <strong>al ritorno dal mare: la bambina si sveglia in piena notte e dice di non aver più sonno</strong>. Quindi <strong>stiamo entrambe sedute al buio aspettando la ricomparsa del sonno.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Stanotte ad esempio è rimasta sveglia dalle 2 alle 5.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>La bambina dorme in cameretta da sola, da 1 anno e mezzo</strong>, con due orsacchiotti e la lucina della notte accesa. Si addormenta verso le 22 serenamente, <strong>ha sempre avuto i risvegli notturni per fare la pipì o bere</strong> ma una volta riaccompagnata a letto la coprivo e <strong>si addormentava subito</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sono disperata: lavoro tutto il giorno e la notte non dormo più, da quasi un mese.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La bambina invece non sembra risentire della mancanza di sonno.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come posso fare per far si che riposi tutta la notte? Questa sua mancanza di sonno sarà legato veramente all&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Grazie.</em></p>
<h3> <span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Cara mamma,</p>
<p style="text-align: justify;">non è semplice rispondere alla tua richiesta perché <strong>ogni persona, ogni coppia genitore-bambino, ha la sua specificità che riguarda sia l&#8217;addormentamento che il modo di gestire i risvegli notturni</strong>. Non esiste un modo buono o non-buono di gestire questi ultimi, ed ogni intervento va calibrato sulla soggettività della relazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero che questo non sia scoraggiante per te.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Io credo che la tua bambina stia affrontando un momento di cambiamento molto importante</strong>: questo non solo coincide con <strong>l&#8217;inizio della scuola</strong> e probabilmente di un nuovo ciclo scolastico, ma anche -evidentemente- con <strong>un cambiamento fisiologico nel ritmo del sonno</strong> (non sembra infatti risentire della mancanza).</p>
<p style="text-align: justify;">Capisco benissimo la tua situazione, comune a tante mamme, e certamente faticosa. Tieni presente che <strong>l&#8217;unico rimedio è la pazienza, la tolleranza, e la fiducia nel fatto che non è una situazione &#8220;eterna&#8221;: regredirà spontaneamente</strong> nell&#8217;arco di breve tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe importante anche vedere <strong>cosa avviene durante i risvegli</strong>: mi pare di capire che non ci sia preoccupazione, o ansia, o incubi, segno che potrebbe far pensare inequivocabilmente ad un disagio. Resta da capire se la piccola non esprime un&#8217;ansia, o piuttosto non sia altro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli unici suggerimenti che posso darti riguardano la relazione con tua figlia e la qualità del tempo che condividete.</strong> Il tempo che passate insieme la notte, infatti, mi fa pensare (forse mi sbaglierò, forse no) che è comunque <strong>un tempo di <em>condivisione</em>, in cui la piccola ti ha tutta per sé</strong>, diversamente da quanto avviene durante <strong>il giorno</strong>, in cui, come racconti, <strong>sei molto impegnata nel lavoro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessun giudizio nei tuoi confronti, chiaramente, piuttosto molta <strong>solidarietà</strong>: non è facile gestire il tempo della famiglia e quello del lavoro. Proprio per questo <strong>punterei alla qualità del tempo che trascorri con la bambina,</strong> e a farle percepire <strong>la tua piena presenza nelle ore che passate insieme quando tu non lavori</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>rito dell&#8217;addormentamento</strong>, di cui tanto si parla per i neonati o per i bambini piccoli, è importante anche a quest&#8217;età: proverei a <strong>creare dei momenti di intimità e di coccole</strong> che consentano a tua figlia di godere appieno di questo momento, senza che diventi un gesto semplicemente <em>routinario</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; abbastanza grande: prova a parlare con lei. <strong>Incoraggia l&#8217;espressione dei suoi vissuti, condivideteli,</strong> invitala a dirti cosa le piace o non le piace delle sue giornate, della scuola, sii presente e coinvolta, così che lei non si senta trascurata in un momento che di certo per lei è importante. E soprattutto, raccontale di te: di te oggi, ma anche di te bambina, quando avevi la sua età, come ti sentivi, come vivevi i tuoi 5 anni…</p>
<p style="text-align: justify;">Sono piccoli e semplici suggerimenti, ma che puntano a <strong>migliorare il dialogo e la qualità del vostro rapporto</strong>. Investendo sulla relazione di certo ne guadagnerete entrambe, vi servirà ora, ma anche in altri momenti di passaggio che saranno significativi per la sua e la vostra crescita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non scoraggiarti, e vedrai che anche la piccola avrà più coraggio e fiducia in se stessa</strong>. Il suo potrebbe essere un comportamento eloquente che vuole comunicarti qualcosa d&#8217;altro, ma potrebbe semplicemente essere una fase di passaggio. <strong>Ti invito a rimanere <em>in ascolto</em> di tua figlia, ad osservarla, e solo nel caso in cui la situazione non migliorasse sarà possibile rivalutarla.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Resto a tua disposizione, e ti auguro <em>buon lavoro</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://agnonemarcella.wordpress.com/contatti/" target="_blank"><strong>Marcella Agnone &#8211; Psicologa Psicoterapeuta</strong></a></p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/10/11/5-anni-scuola-risvegli/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2011/10/11/5-anni-scuola-risvegli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Altezze e profondità</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2011/06/25/altezze-e-profondita/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2011/06/25/altezze-e-profondita/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 20:34:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo e Niccolò]]></category>
		<category><![CDATA[bambino amplificato]]></category>
		<category><![CDATA[cinque anni]]></category>
		<category><![CDATA[mamma imperfetta]]></category>
		<category><![CDATA[matteo]]></category>
		<category><![CDATA[niccolò]]></category>
		<category><![CDATA[scuola primaria]]></category>
		<category><![CDATA[sette anni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=4161</guid>
		<description><![CDATA[Sembra ieri QUESTO e  invece abbiamo concluso l’anno. Il tempo passa più velocemente di quel che io riesca a correre. Matteo ha concluso il suo primo anno di scuola primaria, l&#8217;ha concluso bene, senza lamenti, gestendo con maturità le sue relazioni. Lui che era timodo, chiuso e introverso come me, ha stupito tutti. Il tempo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/P1040465.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4166" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Bambino sette anni" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/P1040465-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Sembra ieri <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/09/14/il-primo-giorno-di-scuola-di-una-mamma/" target="_blank"><strong>QUESTO</strong></a> e  invece abbiamo concluso l’anno. Il tempo passa più velocemente di quel che io riesca a correre.<br />
Matteo ha concluso il suo primo anno di <strong>scuola primaria</strong>, l&#8217;ha concluso bene, senza lamenti, gestendo con <strong>maturità</strong> le sue <strong>relazioni</strong>. Lui che era timodo, chiuso e introverso come me, ha stupito tutti.<br />
Il tempo, quello che a volte necessiterebbe una <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/05/12/la-paletta-rossa/" target="_blank"><strong>PALETTA ROSSA</strong></a>, scivola inarrestabile tra le pieghe della loro e della nostra vita. Trascinandosi un po&#8217; tutto quel che trova sulla discesa di una crescita.<br />
Abbiamo spento <strong>7 candeline</strong>. Ho riguardato le foto di <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/14/la-nascita-di-matteo-29-maggio-2004/" target="_blank"><strong>QUEL GIORNO</strong></a>, con fatica, perché io scatto e scatto ma poi non riesco, per indole e fatiche tutte mie, a riguardare mai nulla. 7 anni non sempre da &#8220;commedia&#8221;, 7 anni a tratti estremamente <strong>faticosi</strong>, 7 anni che ti sbattono in faccia tutti i tuoi <strong>errori </strong>di madre ma anche tutti i tuoi <strong>pregi</strong>. Pochi, forse, ma solidi.<br />
Sembra di essere in alcuni momenti già in preadolescenza. Matteo risponde a tono, è grande, si rabbuia come i ragazzini, ride come i bambini, soffre e ha <strong>bisogno di amore come tutti,</strong> ragiona come gli adulti:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>- Le squadre comprano i giocatori? Come funziona?<br />
- Ci pensano le società sportive. Più un calciatore è valido e più costa.<br />
- E quanto costa?<br />
- Milioni di euro.<br />
- Ma gli esseri umani non sono mica dei prosciutti!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/P1040463.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4167" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Bambino cinque anni" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/P1040463-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Assieme alle 7 candeline abbiamo spento le 5 di Niccolò, che  sembra sempre <strong>tanto piccolo</strong> rispetto a quello che era <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/05/29/5-anni/" target="_blank"><strong>Matteo  alla stessa età</strong></a>, nonostante lo stimolo del fratello gli abbia fatto sviluppare <strong>capacità e abilità</strong> incredibili rispetto a quelle che aveva Matteo a 5 anni. Rimane un <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/12/12/questo-bimbo-non-e-normale/" target="_blank"><strong>bimbo faticoso</strong></a>, se un po&#8217; mi avete letto in questi anni ne conoscerete i motivi. Ma come tutte le <strong>personalità complesse</strong>, sa regalare <strong>secchiate d’amore</strong>. Domani saranno effettivamente cinque e anche <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/15/la-nascita-di-niccolo/comment-page-1/" target="_blank"><strong>QUESTO</strong></a> sembra ieri ma, a tratti, sembra un momento lontano e sfumato. Questa  è una <strong>dicotomia nella percezione temporale</strong> che mi sanno regalare solo loro. Rimane la sua buffonaggine, quella che fa ridere chiunque in qualsiasi contesto, qualsiasi cosa faccia. Le sue braccia attorno al mio collo &#8220;mamma, sei bellittima. Mi sposi? Io ti adolo&#8221; in un Edipo ancora tutto da risolvere e le sue frasi memorabili:</p>
<p style="text-align: justify;"><em> &#8211; Mamma, lì hai il latte?</em><br />
<em>- No, Niccolò, il latte lo hanno solo le mamme con i bambini piccoli.</em><br />
<em>- E come fa a venire?</em><br />
<em>- Dopo il parto arriva, solitamente, da solo, non c’è bisogno di fare nulla.</em><br />
<em>- Ma allola è una mazia!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ci aspetta un&#8217;<strong>estate</strong> come tante. O forse no.<br />
Un&#8217;estate che è già iniziata per loro, ormai al termine della corsa scolastica, e che tra poco inizierà anche per noi, con le ferie e il via-vai dal mare dove loro <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/09/19/nonni-gli-incredibili-quattro/" target="_blank"><strong>staranno con i nonni </strong></a>e torneranno <strong>più alti </strong>di statura e <strong>più profondi</strong> di cuore.<br />
<strong>Altezze </strong>delle quali spero di essere in grado di nutrirmi ancora  a lungo e <strong>profondità </strong>capaci di educare e <strong>abbeverare </strong>anche una <strong>madre ottusamente e cronicamente imperfetta</strong> come spesso mi sento di essere.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/P1040874.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4168" title="Fratelli due anni di differenza" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/P1040874.jpg" alt="" width="502" height="376" /></a></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/06/25/altezze-e-profondita/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2011/06/25/altezze-e-profondita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>11</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scuola: ha paura di sbagliare e soffre il confronto</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2011/04/12/scuola-paura-di-sbagliare/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2011/04/12/scuola-paura-di-sbagliare/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 09:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[scuola primaria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=3968</guid>
		<description><![CDATA[Domanda Gent.ma dott.ssa Agnone, ho un bambino di 8 anni e uno di 6 anni che sta frequentando la prima elementare. E&#8217; un bambino molto sensibile, abbastanza timido, non ama essere al centro dell&#8217;attenzione, ma non ha problemi di socializzazione: quando è ospite di qualcuno non si crea problemi a chiedere se ha bisogno. E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/scuola-paura.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3971" title="scuola paura" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/scuola-paura.jpg" alt="" width="207" height="243" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Gent.ma dott.ssa<strong> Agnone,<br />
ho un bambino di 8 anni e uno di 6 anni </strong>che sta frequentando la <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/01/25/quando-tuo-figlio-impara-a-leggere/" target="_blank"><strong>prima elementare</strong></a>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E&#8217; un bambino molto sensibile, abbastanza timido</strong>, non ama  essere al centro dell&#8217;attenzione, ma non ha problemi di <strong>socializzazione</strong>:  quando è ospite di qualcuno non si crea problemi a chiedere se ha  bisogno.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E&#8217; molto &#8220;testadura&#8221;</strong>, non vuole dare assolutamente soddisfazione, ha sempre la risposta pronta.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>A casa è sempre allegro, in movimento e vivace. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A scuola preferirebbe non andare, ma non fa storie, tranne qualche  volta, ed è abbastanza bravo, però la maestra mi ha detto che ha dei  problemi con lui non dal punto di vista dell&#8217;apprendimento, ma del  carattere, perché è <strong>timido</strong>, è chiuso, e <strong>se non capisce non chiede una nuova spiegazione per non essere sgridato e per non fare brutta figura.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Inoltre, se non sa fare, non vuole provare per non sbagliare ed  essere deriso (pensa lui) dai compagni, e sembra che qualsiasi voto sia  troppo basso se non è il massimo. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong> </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A volte lavora troppo in fretta e quindi non segue bene i comandi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Ho paura che possa soffrire un po&#8217; la competizione col fratello</strong>,  che ha un carattere molto aperto, e che a scuola non ha assolutamente  problemi (tranne le eccessive chiacchiere), è sempre stato molto curioso  e quindi ha imparato a leggere e scrivere presto.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A casa cerco di<strong> evitare i confronti,</strong> ma di trattarli sempre allo stesso modo, ma non sempre è facile frenare qualche nonno.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non so come aiutarlo ad aprirsi, ad accettare il confronto e quindi  le vittorie e le sconfitte, ad accettare anche la presa in giro, ad  imparare dalle sconfitte o a migliorare se si prendono dei voti bassi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Dovrei portarlo da una psicologa/o???</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong> </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Grazie per l&#8217;aiuto.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">Risposte</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Cara mamma,<br />
comincerò da un&#8217;osservazione banale, forse troppo, che, se anche  fosse totalmente sbagliata, mi serve per riflettere qualche istante su  questa cosa. Se mi sbaglio puoi tranquillamente non tenerne conto, e  andiamo avanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho letto più volte quello che scrivi, e <strong>mi è arrivata la percezione di far fatica a distinguere questi due bimbi</strong>: dovevo tornare indietro per rileggere quando ti riferivi ad uno o all&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; una cosa grave? No di certo.</strong> Una mail si scrive nei momenti  più disparati, così come un colloquio con uno psicologo si fa nelle  condizioni più diverse, con vari stati d&#8217;animo (anche per lo  psicologo!), però <strong>questo elemento, apparentemente casuale, mi ha aiutato a pensare ad una cosa che talvolta succede ai primogeniti</strong> quando ci sono fratellini vicini per età e molto brillanti. Il loro tema è <strong>&#8220;trovare il proprio spazio&#8221;</strong>, anche nelle parole della mamma che racconta di loro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il comportamento è sempre un appello relazionale, un messaggio per una persona:</strong> considerato questo, pensiamo che il tuo primogenito sta cercando di comunicare qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo descrivi come un bambino sveglio e tranquillo, semplicemente  introverso in alcune situazioni: trovo questo ancora più indicativo, dal  momento che non esprime un disagio generalizzato. La sua difficoltà è a  scuola, con la maestra, quando dev&#8217;essere interrogato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;interrogazione rappresenta per ogni bambino un momento di valutazione</strong>,  e alle scuole elementari in particolare diventa il momento in cui altri  che non sono strettamente familiari, la maestra, valutano la sua  &#8220;competenza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La sicurezza con cui un bambino può affrontare queste valutazioni </strong>si  costruisce in un percorso lungo, che dura nel tempo, e che comincia  proprio nelle relazioni in famiglia. E&#8217; <strong>strettamente legata alla  relazione con i genitori</strong>, e alle loro reazioni rispetto ai tanti compiti  che la vita e la crescita richiedono ad un bambino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per  noi adulti può anche essere inconsapevole, ma il nostro atteggiamento è  in realtà determinante: lo sosteniamo? Lo lodiamo? Lo incoraggiamo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dove il bambino impara che è importante essere il più bravo, avere solo i voti più alti, primeggiare o adombrarsi?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E soprattutto: al di là delle nostre parole (spesso irrilevanti),  cosa comunichiamo con il nostro corpo, la nostra postura, il nostro  respiro, al bambino che normalmente sbaglia, ed impara sbagliando?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo credo sia il cuore della questione che tu riporti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tuo figlio non sa ancora che <em>sbagliando si impara</em>. </strong>Poco  importa se qualcuno glielo ha detto: i bambini, che io tanto ammiro per  questa loro saggezza innata, leggono il comportamento al di là dei  contenuti verbali (noi terapeuti impieghiamo anni di studio per imparare  la stessa cosa che loro fanno istintivamente).</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune di queste cose, come <strong>la rassicurazione sul fatto che &#8220;si  può&#8221; sbagliare, &#8220;si può&#8221; essere impreparati davanti alla crescita, e che  una sconfitta non è umiliante, </strong>rimangono scritte &#8220;nel corpo&#8221; di ciascuno di noi, e saranno &#8220;il vestito&#8221; con cui in futuro affronteremo la vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le paure del bambino sono perfettamente normali, quel che fa la  differenza è il comportamento degli adulti che lo accompagnano nella  crescita:</strong> che lo sostengono, che contengono le ansie ed i timori,  che gli infondono la fiducia per affrontare il mondo con orgoglio di sé.</p>
<p style="text-align: justify;">La valutazione è in questo momento per tuo figlio un ambito rispetto al quale si non si sente all&#8217;altezza, e che <strong>gli fa temere la perdita dell&#8217;amore o della stima, non solo degli adulti, ma anche dei suoi pari:</strong> per questo motivo non chiede, non dice &#8220;non ho capito&#8221;. In questo modo  però si &#8220;isola&#8221;, e corre il rischio di rimanere fuori dall&#8217;avventura di  imparare cose nuove.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo proposito, ti suggerirei di leggere un tema simile, che ho già trattato qui.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="../../../../../2011/03/15/una-bambina-insicura/" target="_blank">http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/15/una-bambina-insicura/</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non propenderei esclusivamente al rapporto tra fratelli,</strong> per  cercare una soluzione a questo momento che sta attraversando: in classe,  del resto, non vive la competizione col fratello, ma con altri  bambini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiederei collaborazione all&#8217;insegnante</strong> per strutturare un  &#8220;progetto&#8221; di &#8220;rinforzo della fiducia e dell&#8217;autostima&#8221;, che il piccolo  però non può fare da solo, come unico protagonista del cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Consiglierei, a te e al papà del piccolo, un consulto da un  professionista del vostro territorio, che possa seguirvi in un percorso  di <em>sostegno alla genitorialità</em></strong><em>: </em>è questo il caso in  cui potreste aver bisogno di qualcuno che vi aiuti a guardare  dall&#8217;esterno alcune dinamiche relazionali che intercorrono tra di voi e  col bambino, e che vi sostenga nel <strong>trovare le modalità migliori per  modificare atteggiamenti che certamente avete messo in atto senza alcuna  intenzione negativa, ma che rispetto alla sensibilità di vostro figlio  si sono rivelati difficili per lui.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sconsiglierei invece di centrare l&#8217;attenzione di un intervento sul bambino</strong>, che potrebbe in questo modo percepirsi più problematico di quel che in effetti è: partiamo dal presupposto che <strong>vostro figlio non ha un problema, ma sta solo chiedendo aiuto per crescere e adattarsi al cambiamento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono certa che troverete modi nuovi di interagire, sostenendolo, e di costruire insieme la vostra crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi faccio i miei migliori auguri e resto a disposizione per dubbi e chiarimenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Dott.ssa Marcella Agnone &#8211; Psicologa Psicoterapeuta</em></strong></p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/04/12/scuola-paura-di-sbagliare/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2011/04/12/scuola-paura-di-sbagliare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La mia prima pagella</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2011/02/09/la-mia-prima-pagella/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2011/02/09/la-mia-prima-pagella/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 21:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola primaria]]></category>
		<category><![CDATA[6 anni]]></category>
		<category><![CDATA[pagella]]></category>
		<category><![CDATA[scuola elementare]]></category>
		<category><![CDATA[scuola primaria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=3581</guid>
		<description><![CDATA[Un post emotivo in corsa. Oggi la prima pagella, sua e mia. Ascoltare terze persone parlare di qualcuno che ami alla follia è sempre un pungolo emotivo.  E lo è sia che ne parlino bene, sia che ne parlino in modo equivoco, proprio perché le corde che racchiudono un amore viscerale possono forse essere toccate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/pagella.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3583" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="pagella scuola primaria" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/pagella-300x240.jpg" alt="" width="255" height="204" /></a>Un post emotivo in corsa.<br />
Oggi la prima <strong>pagella, sua e mia</strong>.<br />
Ascoltare terze persone parlare di qualcuno che ami alla follia è sempre un pungolo emotivo.  E lo è sia che ne parlino bene, sia che ne parlino in modo equivoco, proprio perché le corde che racchiudono un amore viscerale possono forse essere toccate solo da chi quell&#8217;amore lo prova.</p>
<p>Mi aspettavo qualcosa di meno e invece Matteo ci ha regalato una pagella bellissima, con voti alti che riempirebbero di orgoglio anche una lucertola.<br />
Ancora più bello, però, è stato il giudizio ed estremamente più emozionante è stato sentirsi ripetere ancora che Matteo è un <strong>bambino molto ricco</strong>.<br />
Al di là dei voti, è questa la <strong>soddisfazione </strong>più rotonda che ci ha restituito la scuola su questo bambino che sta diventando ogni giorno un po&#8217; più <strong>consapevole </strong>di se stesso e un po&#8217;<strong> </strong>più <strong>competente </strong>sulle meraviglie e sugli orrori del mondo.</p>
<p><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Pagella-prima-Matteo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3582" title="Pagella prima elementare " src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Pagella-prima-Matteo.jpg" alt="" width="670" height="422" /></a></p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/02/09/la-mia-prima-pagella/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2011/02/09/la-mia-prima-pagella/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>23</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A scuola è manesco e a casa è tranquillo</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2011/02/09/bambino-aggressivo-scuola/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2011/02/09/bambino-aggressivo-scuola/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 12:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
		<category><![CDATA[aggressività]]></category>
		<category><![CDATA[bambino agitato]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[scuola primaria]]></category>
		<category><![CDATA[specialisti online]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=3573</guid>
		<description><![CDATA[Domanda Gentile Dottoressa, la ringrazio anticipatamente per l&#8217;attenzione che porrà alla mia richiesta di aiuto e per i consigli che ho &#8220;rubato&#8221; dalle sue precedenti risposte! Sono la mamma di Gabriele 8 anni compiuti ad aprile; Gabriele frequenta la terza elementare con risultati più che ottimi. Premetto che abbiamo adottato Gabriele quando aveva 16 mesi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;">Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambino-aggressivo-scuola.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3576" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Bambino aggressivo" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambino-aggressivo-scuola.jpg" alt="" width="269" height="266" /></a>Gentile Dottoressa,<br />
la ringrazio anticipatamente per  l&#8217;attenzione che porrà alla mia richiesta di aiuto e per i consigli che  ho &#8220;rubato&#8221; dalle sue precedenti risposte!<br />
Sono la mamma di  Gabriele 8 anni compiuti ad aprile; Gabriele frequenta la<strong> terza  elementare</strong> con risultati più che ottimi. Premetto che abbiamo <strong>adottato</strong> Gabriele quando aveva 16 mesi, è stato sempre, e lo è tutt&#8217;ora, un  bambino molto responsabile, bravo, giudizioso ed educato.<br />
Ma, perchè c&#8217;è  un ma! E&#8217; stato sempre<strong> molto vivace a scuola</strong>, all&#8217;inizio <strong>non  riusciva a  stare fermo</strong>, poi <strong>zitto</strong>, ora addirittura si azzuffa spesso con i  compagni facendo loro male. <strong>A casa è tranquillissimo</strong>, abbiamo notato  però che quando è insieme ad altri bambini e sopratutto a scuola, si  &#8220;trasforma&#8221;: si <strong>arrabbia facilmente</strong>, alza le mani, reagisce male a  scherzi, burle (è molto permaloso con gli altri bambini), vuol comandare  lui.<br />
Ammetto che siamo<strong> genitori esigenti</strong>, ma con lui siamo<strong> presenti, partecipi</strong>.<br />
Le insegnanti ci dicono che ha delle <strong>capacità sopra la norma</strong>, è molto  intelligente e molto capace. E&#8217; sempre stato <strong>precoce</strong>: a 4 anni ha  iniziato da solo a scrivere, a 4 e mezzo leggeva.<br />
Ogni volta che  torna a casa con una notifica da parte della maestra ne parliamo<strong> cercando di capire</strong>, ascoltiamo le sue ragioni, cerchiamo spiegazioni e  soluzioni insieme a lui. All&#8217;inizio cercavamo di<strong> essere comprensivi</strong>, poi  abbiamo iniziato a dare delle <strong>punizioni </strong>(togliendo giochi, facendogli  fare dei lavori&#8230;), ieri addirittura siamo arrivati alla <strong>minaccia</strong>: o ti  comporti bene o non andrai più a calcio (mai avrei pensato di farlo!!).<br />
Siamo disperati, perchè non ci spieghiamo un tale comportamento. Siamo  una <strong>famiglia serena</strong>, non dico che siamo il &#8220;Mulino Bianco&#8221; ma una  famiglia normalissima&#8230;<strong>Gabriele è amato da tutti</strong> nonni, zii&#8230;.e cresce  in un ambiente familiare partecipe e sereno.<br />
Stiamo valutando l&#8217;idea  di andare da uno psicologo. Vuole attirare l&#8217;attenzione? Per dirci cosa?<br />
La prego&#8230;ci aiuti.<br />
Grazie, R.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Cara R.,</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>grazie per aver sollevato un argomento molto delicato che è  quello dei rapporti familiari e scolastici in presenza di un bambino  adottato</strong>, e della mancanza di sostegno ai genitori che si  trovano ad attraversare le stesse difficoltà dei genitori naturali, con,  in più, le tematiche dell’esperienza dell’adozione, che per il bambino  (e di conseguenza per l’intera famiglia) ha sempre sullo sfondo, anche  nel più felice degli epiloghi, un’esperienza di separazione traumatica.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero  di riuscire a darti l’aiuto che mi chiedi rispondendoti all’interno di  questo tema, e sottintendendo quanto ho già detto a proposito della  rabbia evolutiva, della vivacità in età scolastica, della possibilità di  comunicare col bambino in modo adeguato ed autentico sul suo mondo  emozionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci  tengo a cominciare sottolineando che la vivacità nei bambini è sempre  un segnale positivo, anche quando sembra sfiancare genitori ed  insegnanti, e che può volgersi in favore del mondo relazionale <span style="text-decoration: underline;">reciproco</span> solo con un punto di vista che faccia centro non sul bambino (come  &#8220;portatore di colpe, aspettative, difetti&#8221;) ma con uno sguardo più ampio  sulle relazioni in cui il comportamento si inserisce.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Farò qui una premessa generale, che sicuramente ti interessa, ma dal momento che non ti conosco, penso possa anche <span style="text-decoration: underline;">non</span> riguardarti in prima persona.</p>
<p style="text-align: justify;">Più volte ho sottolineato, nel mio lavoro, la necessità di  riconoscere, da parte delle famiglie adottanti, il bisogno di essere  sostenuti <span style="text-decoration: underline;">prima</span> che insorgano i problemi, in modo da evitare il  complesso intreccio tra la gestione dell’emergenza e l’elaborazione di  temi evolutivi importanti come quello sopra citato. Purtroppo il  contesto sociale in cui viviamo, che poco assiste le famiglie in tema di  welfare, ma anche un desiderio-bisogno di farcela da soli da parte  della famiglie adottanti, nel più genuino intento di sentirsi “come le  altre famiglie”, spesso portano a condizioni di solitudine e fai-da-te  che non giovano, anzi complicano le cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è certamente il vostro caso, dato che mi racconti di quella che  sembra essere una semplice difficoltà legata alla crescita, per la  quale, in modo lodevole, chiedi saggiamente consiglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei consultori però arrivano molti casi in cui, dopo aver eluso  percorsi di sostegno alla genitorialità successivi all’adozione, i  genitori tornano nel momento del “dramma”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Manca ancora, sfortunatamente, la cultura della formazione in  ambito psicologico e delle relazioni di cura, e noi operatori siamo  responsabili di non riuscire a far passare abbastanza chiaramente il  messaggio che questi percorsi non sono clinici, diagnostici o  riabilitativi, ma riguardano la formazione e il sostegno all’esperienza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Premesso ciò, cercherò di muovermi in modo sintetico ma esaustivo  all’interno di una questione complessa. Proverò a sintetizzare alcune  tematiche, probabilmente già note e “genericamente conosciute”, che  caratterizzano l’adozione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da una certa prospettiva, possiamo notare come <strong>nell’esperienza  dei bambini adottati ci sia il tentativo di mettere alla prova il  legame con i loro genitori adottivi: ciò in realtà appartiene alla crescita sana e condivisa, ma ancora di più si caratterizza davanti alla condizione  di sapere che con la propria famiglia non esistono “legami di sangue”</strong> (cosa che rende concreta la sensazione di essere arrivati “da lontano” e  che ci sia la possibilità, a volte anche solo fantasticata  inconsapevolmente, di poter essere un giorno allontanati).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I bambini adottati portano con sé una ferita specifica, che è  quella dell’essere stati abbandonati. Quello che per tutti noi è un  “contatto scontato”, uno sfondo che non va messo in discussione, ma che  nel tempo si sedimenta dentro di noi come il terreno su cui poggiamo i  piedi per poter camminare saldamente e a testa alta, per loro è un piano  che talvolta traballa,</strong> e che non può farli sentire del tutto  sicuri. L’esperienza dell’adozione restituisce loro nuove certezze, ne  costruisce altre, salde, sane, che permettono loro di crescere, ma non  si sostituiscono a questa esperienza “primaria”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ogni tema che riguarda l’infanzia del bambino adottato, dunque, va letta attraverso piani multipli che si intersecano</strong>:  da un lato quello dei temi dello sviluppo, dall’altro quello  dell’adozione che sempre interferisce caratterizzandone ogni tappa di  crescita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’adozione ha in sé il tema della “valutazione”:</strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dei genitori,</strong> che più che mai vogliono sentirsi  bravi, competenti, efficaci (non dimentichiamo che questa esperienza  inizia per loro proprio con un percorso di valutazione che lascia degli  effetti a lungo termine),<strong> ma anche del bambino</strong>, che vuole sentirsi all’altezza  dell’amore dei genitori, ricompensarli corrispondendo alle loro alte  aspettative, e, nello stesso tempo mette alla prova questo amore  ricevuto, in modo a volte sfidante e sfiancante per i genitori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutto questo “sale in superficie” proprio nel contesto  scolastico, in cui ogni bambino esprime il tema della separazione  dall’ambiente familiare e di apertura al contesto sociale, e quello  della possibilità di esprimere le proprie abilità e le proprie  competenze.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con i pochi elementi a mia disposizione, ipotizzerei che è  per questo che la vivacità di Gabriele si esprime proprio a scuola, dove  torna ad “andare per il mondo”, al di fuori dalle vostre rassicuranti  mura domestiche, e si trova ad affrontare la sua percezione di “diverso”  (che non so quanto sia concretamente espressa dai compagni).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quello che ho scritto fin qui, cara Roberta, spero possa esserti  d’aiuto. Da un lato, è vero, esiste la specificità di temi che ho già  trattato nelle domande precedenti, che ti ringrazio di aver letto con  attenzione. Dall’altro c’è una singolarità insita in ogni storia  personale, che nel vostro caso si connota ancora più specificamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Io trovo che il vostro sforzo sia ammirevole, la vostra  scelta di vita sia coraggiosa e amorevole, e che abbiate il  dovere-diritto ad essere sostenuti nel vostro cammino, come e più di  altri genitori.</strong> Penso che la cura e l’attenzione che tu poni  verso la crescita di Gabriele denoti una grande generosità e un lodevole  senso critico. E’ giusto che voi non siate soli, e che non sia tutto  rimandato alle vostre, se pur splendide, scelte personali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mia opinione è di puntare molto sull’intervento scolastico</strong>:  rivolgetevi allo Psicologo della scuola, se presente, o cercate uno  psicologo scolastico o uno psicoterapeuta esterno, che siano disposti a  collaborare con le insegnanti in un progetto specifico. Non perché  Gabriele sia “un caso a rischio” (spesso ahimé le etichettature dicono  questo!) ma perché ciascuno di noi vive inserito in un campo ambientale e  relazionale dove ogni cosa che accade, in questo caso nel  gruppo-classe, interferisce e ha degli effetti con ogni elemento del  campo, dai compagni, alle maestre, a voi famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi Gabriele è ancora alle elementari, ma sarà opportuno  arrivare al delicato momento dell’adolescenza con la dovuta preparazione  verso una fase del ciclo di vita sempre caratterizzata, per ogni  ragazzo, dal tema di separazione-individuazione dalla famiglia di  origine.</strong> Dal momento che questa fase della crescita è sempre un  momento “intenso” per ogni famiglia, è opportuno che voi possiate  arrivarvi dopo aver già lavorato (e qui <strong>non </strong>mi riferisco  specificamente all’adozione) sui temi della corporeità,  dell’integrazione delle differenze, della conquista di un proprio ruolo  familiare e sociale da parte del ragazzo, sulla scoperta della propria  unicità e nello stesso tempo del ground affettivo da cui si proviene, e <strong>sul grande e variegato tema del</strong> <strong>nutrire-per-lasciare-andare da parte di voi genitori</strong>.  Da questo punto di vista vi suggerisco un percorso psicoterapeutico di  coppia che possa sostenervi e accompagnarvi, anche più in là nel tempo,  attraverso questa “rivoluzione emotiva”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La scuola, infine, dovrebbe essere un posto dove si può avere  non solo la possibilità di studiare ed imparare, ma anche di essere  formati alla vita e a crescere come persone. In quest’ottica, un dialogo  aperto e collaborativo tra voi e il corpo docenti contribuirebbe a  migliorare la condizione non solo di Gabriele, ma anche della sua classe  e della sua scuola.</strong> Nelle scuole, al contrario, di adozione si  parla pochissimo, per niente se non esiste la necessità portata da  qualche bambino adottato. Eppure, come per tanti temi nel Nostro Paese,  non parlarne non significa né eliminare né risolvere la questione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono necessari interventi specifici e effettuati da persone  competenti, non improvvisati o lasciati alla buona volontà di qualcuno,  che permettano il “riconoscimento” e la legittimità di questi temi, e  che non si muovano entro le categorie dell’affetto, o peggio, del  pietismo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Siamo in un momento in cui tanto si parla di integrazione, di  intercultura, ma poco viene fatto per integrare ciascuno di noi nella  società in cui viviamo. Il cambiamento di una collettività, io credo,  nasce tra i banchi di scuola: nasce con la formazione, con la  prevenzione, e con il sostegno allo sviluppo. Non dimentichiamoci che i  bambini sono il nostro futuro, e quel che viene speso per loro renderà a  tutti un mondo migliore e più vivibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Resto a tua disposizione per qualsiasi altro dubbio il mio intervento abbia lasciato aperto.<br />
<em><strong>Dott.ssa Marcella Agnone – Psicologa Psicoterapeuta</strong></em></p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/02/09/bambino-aggressivo-scuola/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2011/02/09/bambino-aggressivo-scuola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quando tuo figlio impara a leggere</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2011/01/25/quando-tuo-figlio-impara-a-leggere/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2011/01/25/quando-tuo-figlio-impara-a-leggere/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 09:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola primaria]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[scuola primaria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=3532</guid>
		<description><![CDATA[Chi mi segue saprà che io ho mandato volutamente Matteo a scuola digiuno di scrittura, lettura, alfabeto e quant’altro. È stato faticoso, perché quasi tutti in sezione alla materna già leggevano e lui voleva, giustamente, mettersi in pari. Io glissavo e tiravo avanti, sperando che arrivasse presto settembre. Volevo che capisse da sè a cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambino-che-legge.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3536" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="bambino che legge" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambino-che-legge.jpg" alt="" width="243" height="365" /></a>Chi mi segue saprà che io ho mandato volutamente Matteo a scuola digiuno di <strong>scrittura, lettura, alfabeto </strong>e quant’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato faticoso, perché quasi tutti in sezione alla materna già leggevano e lui voleva, giustamente, mettersi in pari. Io glissavo e tiravo avanti, sperando che arrivasse presto settembre.</p>
<p style="text-align: justify;">Volevo che capisse da sè <strong>a cosa serve andare a scuola</strong>. Volevo che si conquistasse da solo la <strong>libertà </strong>che regala la capacità di estrarre parole da semplici lettere, come fossero leprotti da sfilare da quel magico cappello. Magia.<br />
E così è stato. La <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/09/14/il-primo-giorno-di-scuola-di-una-mamma/" target="_blank"><strong>scuola è iniziata</strong></a> e lui,  dopo poche settimane, sapeva leggere. Ed era felice: “mamma è stupendo andare a scuola”.<br />
È diventato onnivoro, legge qualunque cosa: insegne, cartelli stradali, bugiardini, etichette dei cibi, carta igienica.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che non avevo messo  in conto è <strong>l’emozione che regala un figlio che impara a leggere</strong>. Vederlo muovere i primi passetti tra la &#8220;a&#8221; e la &#8220;i&#8221; è quasi un gioco di prestigio, soprattutto, ma non solo, per chi come me di parole e scrittura si nutre da sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardarlo imparare è avvertire la<strong> fatica, lo sforzo, la tensione</strong> che compie la testolina nel far comunicare l’emisfero visivo del riconoscimento delle <strong>forme </strong>e quello imputato al <strong>linguaggio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma <strong>ancor più magica</strong> è la possibilità tua, di mamma, di <strong>potergli d’un tratto scrivere</strong>. Magia.</p>
<p style="text-align: justify;">Io sono grafomane, per cui capisco che sia anche un piacere mio personale legato a questa passione che mi accompagna da sempre. Ma indipendentemente dalle passioni personali, <strong>poter lasciare un bigliettino</strong> accanto alla tazza della colazione, che <strong>racconta, augura, accompagna</strong> è una sensazione impagabile: ciò che è scritto resta lì per sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">La<strong> lettura</strong> è una <strong>doppia conquista</strong>, sua come ennesimo passo verso la <strong>libertà </strong>e mia come ennesima <strong>scoperta d’amore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Messaggio.jpg"></a><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Messaggio-e1295907789247.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3534" title="imparare a leggere" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Messaggio-e1295907789247.jpg" alt="" width="355" height="476" /></a></p>
<p><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Messaggio-Matteo2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3558" title="Imparare a scrivere" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Messaggio-Matteo2.jpg" alt="" width="454" height="342" /></a></p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/01/25/quando-tuo-figlio-impara-a-leggere/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2011/01/25/quando-tuo-figlio-impara-a-leggere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>25</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Comincia la scuola primaria e piange sempre</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2010/11/01/comincia-la-scuola-primaria-e-piange-sempre/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2010/11/01/comincia-la-scuola-primaria-e-piange-sempre/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 16:39:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola primaria]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[scuola primaria]]></category>
		<category><![CDATA[specialisti online]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=3238</guid>
		<description><![CDATA[Domanda Buongiorno, volevo sottoporre il mio problema ad uno specialista perché mi trovo nella situazione di non sapere cosa fare. Mia figlia ha 6 anni ed ha appena iniziato la scuola primaria. Il primo giorno di scuola ha pianto quasi sempre, ma ho pensato potesse essere normale. Dopo qualche giorno di alti e bassi sembrava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Bambino-piange.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3240" style="margin-left: 16px; margin-right: 16px;" title="Bambino piange" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Bambino-piange.jpg" alt="" width="230" height="275" /></a>Domanda</span></h3>
<p><em>Buongiorno,<br />
volevo sottoporre il mio problema ad uno specialista perché mi trovo nella situazione di non sapere cosa fare.<br />
Mia figlia ha <strong>6 anni</strong> ed ha appena iniziato la <a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/scuola-primaria-2/" target="_blank"><strong>scuola primaria</strong></a>.<br />
Il<strong> primo giorno di scuola</strong> ha<strong> pianto quasi sempre</strong>, ma ho pensato potesse essere normale.<br />
Dopo qualche giorno di alti e bassi sembrava passato tutto, ci andava volentieri e non piangeva più.<br />
Da circa due settimane è ricominciato il problema, la prima settimana <strong>mi ha telefonato praticamente tutte le mattine</strong> perché voleva che l&#8217;andassi a prendere, questa settimana non mi ha telefonato da scuola, ma l&#8217;ho <strong>sempre lasciata in lacrime</strong>&#8230;<br />
Lei dice che non è successo niente, le maestre lo confermano e dicono che <strong>è brava, attenta e lavora molto bene.</strong>..<br />
Non so come aiutarla a superare questo momento e a tranquillizzarla.<br />
Grazie.</em></p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<p>Cara mamma,</p>
<p>questo è uno di quei casi in cui una mail può fare davvero poco per  essere risolutiva. Le informazioni a mia disposizione sono parziali, e <strong>molto farebbe invece l’osservazione che consente un colloquio</strong>. Mi piacerebbe, ad esempio, vedervi insieme.</p>
<p>Posso comunque provare a dirti qualcosa, dal momento che immagino la  situazione sia davvero difficile per te, da portare a preoccuparti e a  chiedere aiuto.</p>
<p>La prima cosa da sottolineare è che un <strong>bambino, nel passaggio  dalla scuola materna alla scuola elementare, perde i suoi punti di  riferimento scolastici, ed affronta una cambiamento davvero importante.</strong> Non  solo è diverso il contesto di apprendimento, ma cambiano anche le  aspettative degli adulti nei suoi confronti. Se hai letto quello che ha  raccontato di sé la nostra amica Silvia Mamma Imperfetta, proprio in  questo periodo, con la scuola primaria inizia un nuovo modo di vivere il  tempo, la responsabilità: iniziano i compiti e le valutazioni.</p>
<p>Da questo punto di vista posso dirti che <strong>una lieve “crisi”  (intesa come momento di passaggio) è normale, somiglia a quella che  avviene all’ingresso della scuola materna o del nido, e si supera nello  stesso modo</strong>. Com’è andato per tua figlia l’ingresso al nido?  Come lo avete superato? Quali risorse e quali strategie hai messo in  atto per aiutarla e per sostenerla?</p>
<p>Si piange i primi giorni di scuola perché tutto è nuovo e fa <strong>paura</strong>,  poi le novità attirano e incuriosiscono, il pianto diminuisce, e dopo un  breve periodo, in cui anche le novità rientrano nella routine, altre  cose possono tornare in primo piano.</p>
<p>Di certo <strong>la bimba esprime il suo disagio per la separazione dall&#8217;ambiente familiare</strong>. Sicuramente <strong>rassicurarla, sia verbalmente sia fisicamente, </strong><strong>e parlarle di com’ era per te stare a scuola, cosa ti piaceva e cosa non ti piaceva quando avevi la sua età</strong><strong>,</strong> può essere un modo per sentirsi incoraggiata a superare questo momento e per sentirsi meno sola.</p>
<p>Il fatto che in classe sia attenta e lavori bene mi fa pensare che  davvero non sia un problema scolastico, e che la bimba abbia belle  risorse e buone compenze, oltre che essere inserita in un contesto che  agevola l’apprendimento.</p>
<p>Nonostante possa essere un fatto ricondotto al cambiamento, e che  potrebbe anche regredire in breve tempo, proverei a suggerirti alcune  cose:</p>
<p>1)   <strong>parla con le insegnanti, e cerca di creare con loro un clima collaborativo</strong> che si fondi sul sostegno e sull’attenzione alla bimba in questa fase un po’ delicata.</p>
<p>2)   Se davvero sei così preoccupata di quanto accade, <strong>prova a consultare un terapeuta della famiglia:</strong> “sostenere  la famiglia per sostenere un bambino”. Un consulto di questo tipo,  infatti, non serve solo a scopi “curativi”, ma spesso può essere una  fonte preziosa di informazione sulle vostre relazioni familiari. E’  possibile che il disagio espresso da tua figlia sia collegato a fatti ed  eventi per noi adulti apparentemente irrilevanti, ma importanti per la  grande sensibilità che lei sembra avere in dote. Ed è anche di grande <strong>sostegno a voi genitori</strong> rispetto al disagio che crea l’infelicità di un figlio in lacrime  (immagino quanta responsabilità tu possa provare davanti alla telefonata  di tua figlia che cerca il tuo aiuto).</p>
<p>Ti faccio i miei migliori auguri, e resto a tua disposizioni, per indicazioni o chiarimenti.</p>
<p>Dott.ssa Marcella Agnone &#8211; Psicologa</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/11/01/comincia-la-scuola-primaria-e-piange-sempre/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2010/11/01/comincia-la-scuola-primaria-e-piange-sempre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mio figlio ha sbagliato: come mi comporto?</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2010/10/23/mio-figlio-ha-sbagliato-come-mi-comporto/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2010/10/23/mio-figlio-ha-sbagliato-come-mi-comporto/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Oct 2010 12:46:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola primaria]]></category>
		<category><![CDATA[castigo]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[scuola primaria]]></category>
		<category><![CDATA[specialisti online]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=3179</guid>
		<description><![CDATA[Domanda Gentile Dott.ssa Agnone, sono mamma di Alessandro, che compirà 7 anni a gennaio e che frequenta da poche settimane il primo anno di elementari. E&#8217; sempre stato un bambino vivacissimo, che non sta mai fermo e ieri pomeriggio infatti, per la seconda volta da quando è iniziata la scuola, le insegnanti (davanti al bambino), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;">Domanda</span></h3>
<p><em>Gentile Dott.ssa Agnone,<br />
sono mamma di Alessandro, che compirà <strong>7 anni</strong> a gennaio e che frequenta da poche settimane il primo anno di elementari. E&#8217; sempre stato un <strong>bambino vivacissimo</strong>, che non sta mai fermo e ieri pomeriggio infatti, per la seconda volta da quando è iniziata la scuola, le insegnanti (davanti al bambino), mi hanno detto che Alessandro è <strong>sempre sempre in piedi</strong>, <strong>disturba </strong>gli altri compagni e prende sempre le cose degli altri.<br />
Mio figlio ci è rimasto <strong>malissimo</strong> (io anche) era molto <strong>mortificato </strong>e aveva due occhioni da pianto.  Io naturalmente quando siamo arrivati a casa l&#8217;ho <strong>sgridato</strong> con ennesimi <strong>castighi </strong>annessi (no cartoni animati-ritiro dei gogo, pupazzetti preferiti).<br />
Ma la mia domanda è, in <strong>che modo mi devo rapportare</strong> con lui? E con le insegnanti?<br />
Spero mi aiuti.</em></p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<p>Carissima,<br />
la prima cosa che apprendo dal tuo racconto è che <strong>Alessandro è mortificato</strong> <strong>dal rimprovero delle maestre. Mi sembra il segno di una consapevolezza </strong>(proporzionata  all&#8217;età, ovviamente) rispetto a quanto sia importante per lui  comportarsi bene ed essere apprezzato da un adulto: ha capito di aver  sbagliato e se ne è dispiaciuto.<br />
Ma certamente è un bambino, ed è appena all&#8217;inizio del primo anno di  scuola elementare. Ciò significa, a mio parere, che ha ancora tanto  tempo per imparare le regole del comportamento scolastico, che in asilo  ovviamente non avrà potuto sperimentare appieno.<br />
Come ho già scritto in qualche risposta precedente, <strong>spesso il comportamento vivace del bambino a scuola è un appello relazionale</strong> ad un adulto che non lo sta guardando per come lui avrebbe bisogno.<br />
Di certo <strong>il tuo ruolo è molto importante</strong>: intanto <strong>nel riconoscimento delle sue emozioni</strong>,  come ad esempio la mortificazione che hai notato per il rimprovero.  Sarebbe utile in questo caso che tu avessi la possibilità di <strong>dirgli che l&#8217;hai vista</strong> (accoglierla, riconoscerla, legittimarla), e magari <strong>farti dire da lui come si è sentito in quel momento</strong>. La verbalizzazione, possibile con bambini di questa età, è molto utile ad elaborare i vissuti, molto più che un castigo.<br />
Trovo molto importante che i genitori abbiano la possibilità di <strong>essere coerenti e chiari rispetto alle regole educative</strong>, <strong>di</strong> <strong>comunicare</strong> cosa approvano o disapprovano <strong>in modo semplice, diretto, congruo</strong>: le parole hanno un effetto da non sottovalutare nella nostra relazione coi bambini.<br />
Al contrario <strong>una reazione di rabbia eccessiva o comportamenti  punitivi da parte dei genitori possono far passare il messaggio che  questa sia l&#8217;unica modalità con cui affrontare i problemi</strong>. Quando scegliamo i nostri metodi educativi non dobbiamo mai dimenticare che <strong>stiamo formando degli individui che saranno gli adulti di domani</strong>.<strong><br />
E&#8217; molto importante</strong>, inoltre, oltre che parlare dei fatti che accadono, e su come entrambi vi sentite quando accadono, <strong>che il bambino abbia la possibilità di mettere in atto un comportamento ripartivo all&#8217;errore che ha commesso</strong>:  è il sistema più efficace per imparare che nella vita esistono gli  sbagli, ma anche la <strong>possibilità di rimediare</strong>. Potreste concordarlo  insieme, o in alcuni casi scegliere lui stesso cosa fare per rimediare.  Si sentirà così efficace, non svilupperà sentimenti di frustrazione o  rabbia, ed avrà sicuramente imparato un&#8217;importante lezione.<br />
A volte riparare ad un errore facendo una buona azione (ad es: ho  disubbidito, quindi aiuterò a sparecchiare la tavola) serve al bambino  per comprendere il peso di uno sbaglio, la morale di un insegnamento, e,  cosa non da poco, <strong>per imparare il valore della legalità</strong>.<br />
I bambini spesso possono sorprenderci nella loro capacità di scegliere come rimediare.<br />
Questa potrebbe essere un&#8217;opportunità per cominciare a riflettere su  come cambierà il rapporto tra te e Alessandro ora che lui inizia <strong>un nuovo ed importante ciclo della sua crescita</strong>: la scuola elementare, i compiti, tante nuove difficoltà da affrontare per crescere.<br />
Non so molto di voi, e di come avete costruito la vostra relazione finora, ma di certo <strong>questo momento è importante sia per te che per lui</strong>:  i tuoi dubbi (nella tua domanda per me) su come affrontare queste nuove  tappe, sono il corrispettivo di quelli che lui ha sul nuovo mondo che  ha davanti (quello scolastico) e che non conosce.<br />
Ha bisogno certamente di qualcuno che gli spieghi tante cose su &#8220;come funziona la scuola elementare&#8221;.<br />
Andando a te… di cosa hai bisogno per &#8220;affrontare&#8221; le maestre? Come  ti senti quando sei davanti a loro? Che aspettative hai? E soprattutto,  come vorresti essere percepita da chi rappresenta <strong>la figura adulta di riferimento per tuo figlio, in tua assenza, durante le ore scolastiche</strong>?<br />
Mi pare superfluo dire che migliori saranno i rapporti tra genitori  ed insegnanti, più serena sarà la &#8220;traversata&#8221; per Alessandro, ma sono  consapevole che le relazioni tra le persone talvolta sono complesse, e  ci sono tante variabili che entrano in gioco quando una maestra si  rivolge ad un genitore, e viceversa. Sarebbe utile per entrambe le parti  poter comunicare francamente su quali sono gli obiettivi formativi ed  educativi che avete su Alessandro, per scoprire cosa avete in comune e  in cosa differite: <strong>scambiarvi i punti di vista su Alessandro non può che fornire a ciascuno una visione più integrata della sua crescita</strong>.<br />
Ti  chiedo scusa per le domande che ti ho rivolto, ma ho provato a far sì  che diventino punti di riflessione per te che, come Alessandro, sei  all&#8217;inizio di una nuova avventura. Pur nei limiti delle informazioni a  mia disposizione, spero di esserti stata di aiuto. Resto a tua  disposizione per eventuali chiarimenti.</p>
<p><strong>Dott.ssa Marcella Agnone</strong> &#8211; <strong>Psicologa</strong></p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/10/23/mio-figlio-ha-sbagliato-come-mi-comporto/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2010/10/23/mio-figlio-ha-sbagliato-come-mi-comporto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Compito tuo</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2010/10/13/compito-tuo/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2010/10/13/compito-tuo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 18:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola primaria]]></category>
		<category><![CDATA[compiti]]></category>
		<category><![CDATA[scuola primaria]]></category>
		<category><![CDATA[sei anni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=3112</guid>
		<description><![CDATA[Non c&#8217;è tempo per fare nulla. Nemmeno più per leggere. Io che andavo tanto fiera dei miei cinque  libri al mese. Lavoriamo fuori casa, lavoriamo da casa, bambini, riunioni, gestione domestica,  nuoto, judo e…COMPITI. Si, non ci credevo ma un po&#8217; è vero che con la scuola cambia la vita a tutti in famiglia. Cambiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/compiti.jpg"><img class="size-full wp-image-3111 alignleft" style="margin-left: 15px; margin-right: 15px;" title="compiti prima elementare" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/compiti.jpg" alt="" width="312" height="406" /></a>Non c&#8217;è tempo per fare nulla. Nemmeno più per leggere. Io che andavo tanto fiera dei miei cinque  libri al mese.<br />
Lavoriamo fuori casa, lavoriamo da casa, bambini,  riunioni, gestione domestica,  nuoto, judo e…COMPITI.<br />
Si, non ci credevo ma un po&#8217; è vero che con la <strong>scuola </strong>cambia la vita a tutti in famiglia. Cambiano gli orari, assurdi per chi lavora e non ha nonni.  Ci soni i compiti da fare con cura al pomeriggio, nei fine settimana, con la febbre.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Fosse il male della &#8220;A&#8221;…</strong></span><br />
Non voglio fare come quelle mamme che parlano solo dei compiti dei figli e ne fanno un dramma (non ancora  ;) ) perché ho piena coscienza che i compiti che gli hanno dato in questo primo mese di scuola sono poca e semplice roba.<br />
Non è tanto questo, dunque. La vera novità della scuola, a cui abituarsi <strong>tutti</strong>, è il <strong>cambiamento di priorità</strong>. Adesso viene prima di tutto la scuola. E viene prima di ogni cosa <strong>per lui, per noi, per i nonni e  anche per il fratello</strong> (che a 4 anni e da <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/12/12/questo-bimbo-non-e-normale/" target="_blank"><strong>amplificato </strong></a>quale è, fa un po&#8217; fatica a capire perché d&#8217;un tratto non può più suonare il piano e soffiare beatamente dentro al sax quando ne ha voglia).<br />
È  l&#8217;<strong>abitudine</strong> che va creata in un bambino di 6 anni che era abituato a <strong>giocare </strong>tutto il giorno.  Va stimolato anche il <strong>senso di responsabilità</strong> personale: la cura per i libri, per il materiale e per gli oggetti, la preoccupazione per le proprie cose. <em>Fai la cartella, rimetti tutto in ordine, non fare le orecchie. :[</em><br />
Anche l&#8217;<strong>abitudine alla concentrazione</strong> di questi tempi è una <strong>parentesi tutta nuova </strong>da acquisire.<br />
È tanto il <strong>lavoro</strong>, dunque, che sta dietro a un compito di mezzoretta (gli psicologi sostengono che in prima non si debba tenerli occupati con i compiti più di 10 minuti, ma in realtà spesso serve anche un’ora):<strong> non è la &#8220;A&#8221; il vero compito</strong> in prima elementare (si lo so che si chiama scuola primaria), l&#8217;<strong>esercizio primario, nuovo e complicato </strong>è un <strong>esercizio di abitudine</strong>, <strong>dovere, responsabilità e concentrazione</strong>.<br />
Non stiamo parlando propriamente di poca cosa.<br />
E non dimentichiamoci la <strong>passione</strong>. Vi sembra facile riuscire ad <strong>appassionarsi </strong>a una scheda da colorare? È uno stimolo da dare a se stessi, (certo qui la maestra è molto importante!)  per non annoiarsi o stancarsi fin da subito.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Compiti da solo o con mamma e papà?</strong></span><br />
Sulla questione <strong>compiti con la mamma o da solo</strong>, c&#8217;è da dire che fino ad ora il problema non si è posto per due motivi: a volte  fa i compiti da solo a scuola mentre gli altri li scrivono sul diario, per cui rientra che ha già fatto quasi tutto,  oppure capita che gli vadano lette delle schede o che vada riascoltato nella lettura per cui ci si deve stare comunque. Tutto ciò che ha le capacità di fare da solo glielo stiamo facendo fare.<br />
Però devo anche dire una cosa che non avevo valutato, come sempre, quando di parla a priori, il momento dei compiti, per due genitori che lavorano e che hanno poco tempo da dedicare ai bambini è un ottimo momento di <strong>aggregazione</strong> e <strong>condivisione</strong>. È un momento che può anche diventare <strong>ilare</strong>, divertente. È un momento in cui la mamma che ha lavorato tutto il giorno, lascia tutto e si <strong>dedica </strong>al bambino, lo <strong>ascolta</strong> anche raccontare quello che è successo a scuola durante la mattina.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Non voglio fare i compiti</strong></span><br />
E il famoso senso del dovere? <em>Non voglio fare i compiti oggi.</em> Come comportarsi? Io non ho una ricetta. Mi è capitato solo una volta e posso dire che io<strong> non  insisterò mai</strong> un solo secondo per farglieli fare. Lui <strong>sa già</strong> quel che penso. Non voglio che prenda la questione dei compiti né come una <strong>sfida </strong>né come un <strong>ricatto </strong>e non voglio, io per prima, cadere nel ricatto del &#8220;se non fai i compiti, niente TV/judo/amici&#8221;. Per carità. Io non metterò mai bocca sulle sue decisioni. Se la vedrà con le <strong>insegnanti </strong>e si assumerà le conseguenze della sua indolenza.<br />
Questo in caso si stufasse di essere il bravo bambino che è ora.<br />
Perché si, è bravo, responsabile, ci tiene, è attento. È maturo.<br />
A  vederlo oggi è evidente che lui fosse davvero <strong>pronto </strong>per questo salto. Ero io a non esserlo. A volte <strong>sono loro</strong> che ci aiutano a <strong>maturare</strong> e, soprattutto,  a non avere <strong>paura</strong>.</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/10/13/compito-tuo/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2010/10/13/compito-tuo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>15</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il primo giorno di scuola di una mamma</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2010/09/14/il-primo-giorno-di-scuola-di-una-mamma/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2010/09/14/il-primo-giorno-di-scuola-di-una-mamma/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 19:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matteo e Niccolò]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola primaria]]></category>
		<category><![CDATA[6 anni]]></category>
		<category><![CDATA[maestre]]></category>
		<category><![CDATA[matteo]]></category>
		<category><![CDATA[scuola primaria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammaimperfetta.it/?p=2530</guid>
		<description><![CDATA[Ieri sera l&#8217;ho guardato dormire a lungo, nel suo ultimo sonno spensierato. Ho ascoltato il suo respiro pesante con la chiara sensazione che da oggi gli sarebbe cambiata la vita. Fino ad ora alla materna è stato custodito, da oggi è nel mondo, con bambini di 10 anni, figure educative, doveri. Si è chiusa la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Ieri sera l&#8217;ho guardato dormire a lungo, nel suo ultimo sonno <strong>spensierato</strong>.<br />
Ho ascoltato il suo respiro pesante con la chiara sensazione che da oggi gli sarebbe <strong>cambiata la vita</strong>.<br />
Fino ad ora alla <strong>materna </strong>è stato <strong>custodito</strong>, da oggi è nel mondo, con bambini di 10 anni, figure educative, doveri.<br />
Si è chiusa la cosiddetta &#8220;<strong>prima infanzia</strong>&#8220;. <strong>Finita</strong>.</p>
<p>Stamattina era <strong>felice</strong>.<br />
Si è alzato, ha guardato fuori:<br />
- C&#8217;è il sole mamma, così non mi si bagna la cartella. :-*<br />
Si è lavato e vestito da solo, ha mangiato e poi si è infilato lo zaino.<br />
- Mamma fammi una foto, anzi tre: davanti, di fianco e dietro. ^_^</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 431px"><strong><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040333.jpg"><img class=" " title="Primo giorno di scuola" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040333.jpg" alt="" width="421" height="315" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Matteo - Prima elementare - 14 settembre 2010</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><strong>L&#8217;attesa davanti al cancello</strong></span></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 431px"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040337-copia.jpg"><img title="Primo giorno di scuola, l'amica" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040337-copia.jpg" alt="" width="421" height="316" /></a><p class="wp-caption-text">Matteo e Valentina </p></div>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #800000;">Aspettando l&#8217;appello</span></strong></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 431px"><strong><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040341-copia3.jpg"><strong> </strong></a><strong><a><img title="Primo giorno di scuola Reggio Emilia" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040341-copia3.jpg" alt="" width="421" height="315" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Non mi ha mollato con lo sguardo un solo secondo </p></div>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040341-copia3.jpg"></a></strong><br />
<span style="color: #800000;"><strong>La visita all&#8217;aula</strong></span></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 431px"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040343.jpg"><img title="Primo giorno di scuola" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040343.jpg" alt="" width="421" height="316" /></a><p class="wp-caption-text">La 1A</p></div>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040344.jpg"><img title="Primo giorno di scuola Reggio Emilia" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040344.jpg" alt="" width="420" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">Benvenuti!</p></div>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><strong>Il saluto alle famiglie</strong></span></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 431px"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040349.jpg"><img title="Primo giorno di scuola" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040349.jpg" alt="" width="421" height="316" /></a><p class="wp-caption-text">Sorrisi a denti stretti ;-)</p></div>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #800000;">E ora in classe&#8230;</span><br />
</strong><em>Un momento emozionante: per lui questo momento di inizio mattinata corrisponde all&#8217;assemblea a cui ha preso parte ogni giorno per 2 anni di nido e 3 anni di materna . E&#8217; un momento pedagogico per le scuole dell&#8217;infanzia comunali di Reggio Emilia e si tiene sempre per terra. Ecco, quando l&#8217;ho visto sedersi sulla sedia con le gambine incrociate, come alla scuola materna, mi sono resa conto che ancora non gli era ben chiaro dove fosse&#8230; =( </em></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 431px"><strong><strong><strong><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040354.jpg"><img title="Primo giorno di scuola" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040354.jpg" alt="" width="421" height="317" /></a></strong></strong></strong><p class="wp-caption-text">L&#39;aula appositamente senza banchi, per un &#39;atterraggio&#39; morbido</p></div>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><strong><strong><strong><strong>&#8220;Salutate i genitori che vanno a lavorare&#8221;   =( </strong></strong></strong></strong></span></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 319px"><strong><strong><strong><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040355-copia.jpg"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Primo-giorno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2917" title="Primo giorno" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Primo-giorno-269x300.jpg" alt="" width="309" height="343" /></a><br />
</a></strong></strong></strong><p class="wp-caption-text">Dite davvero??? :&#39;-S</p></div>
<p>Io ho avuto le <strong>lacrime </strong>in tasca. In tasca ho detto ;-)<br />
In questi anni mi sono chiesta tante volte cosa ci fosse da piagnucolare per questo fatidico<strong> primo giorno</strong>.<br />
Non si <strong>piange </strong>per tristezza, nè per <strong>gioia</strong>. Non per <strong>paura</strong>, nè per <strong>ipersensibilità</strong>.<br />
Io ho pianto perchè è <strong>partito</strong>. Ho pianto per <strong>consapevolezza</strong>.<br />
Ho sorriso per <strong>orgoglio</strong>. Ho riso per <strong>tenerezza</strong>.<br />
Ho <strong>pianto e riso</strong> per <strong>amore</strong>.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><strong><strong><strong><strong>BUON VIAGGIO, PICCOLO</strong></strong></strong></strong></span></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><strong><strong><strong><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040340.jpg"><img title="Primo giorno di scuola" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Primo%20giorno%20di%20scuola/P1040340.jpg" alt="" width="420" height="316" /></a></strong></strong></strong><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p style="text-align: center;">
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/09/14/il-primo-giorno-di-scuola-di-una-mamma/"></g:plusone>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mammaimperfetta.it/2010/09/14/il-primo-giorno-di-scuola-di-una-mamma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>40</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

