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	<title>MammaImperfetta&#187; Scritto da te</title>
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		<title>Echepalle, figlio mio!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 08:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[coliche]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
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		<category><![CDATA[sonno]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la sezione Scritto da te, in cui ospito mail, sfoghi, racconti, condivisioni di madri e padri, è arrivata questa mail, lunga e amaramente simpatica. Più mi sono addentrata nella lettura e più mi sono paurosamente rivista con Niccolò. Uguale, pari-pari. Coliche, risvegli ogni 30 minuti per mesi, risvegli notturni fino al terzo anno, lamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per la sezione <em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/scritto-da-te/" target="_blank"><strong>Scrit</strong></a></em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambino-piange-notte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3777" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="bambino piange notte" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambino-piange-notte-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/scritto-da-te/" target="_blank"><strong>to da te</strong></a></em>, in cui ospito mail, sfoghi, racconti, condivisioni di madri e padri, è arrivata questa mail, lunga e amaramente simpatica.<br />
Più mi sono addentrata nella lettura e più mi sono paurosamente rivista con Niccolò. Uguale, pari-pari. <strong>Coliche, risvegli ogni 30 minuti per mesi</strong>, risvegli notturni fino al terzo anno, lamenti continui tutta la notte (e lui anche tutto il giorno), amiche e conoscenti che <em>la mia dorme tutta la notte da quando siamo tornati dall</em><em>&#8216;ospedale</em>. E mi chiedo: perché? Perché la rete o meglio, i blog, pullulano di madri che faticano, arrancano, accettano e ammettono le loro debolezze mentre nella vita di tutti i giorni è solo un rincorrersi di <em>il mio è buonissimo-la mia mangia e dorme-noi stiamo benissimo perchè abbiamo tre figli angelici</em>- <em>i miei se li lasci dormire si alzano alle 11</em>? Perché?<br />
Io ne avevo un altro di 25 mesi da gestire, in più Niccolò aveva il famoso <a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/reflusso/" target="_blank"><strong>reflusso</strong></a>, per cui <strong>non dormiva mai </strong>nemmeno di giorno, dimagriva, urlava 23 ore al giorno (matteo a 25 mesi girava per casa con le manine sulle orecchie): allora cos&#8217;ha? <em>Signora proviamo con il test per la celiachia, poi vediamo i globuli bianchi per la leucemia</em> e chi più ne ha&#8230;attese, notti in bianco, pianti suoi, miei, di suo fratello.<br />
Davvero, non tornerei indietro nemmeno sotto tortura.<br />
E poi mi dicevano: <em>passerà</em>. Eh si, a casa degli altri passa sempre!<br />
Avevano ragione. Sembra una banalità atroce ma prima o poi passa. Certo, in casa nostra è passata dopo 3 anni. Ma è passata.<br />
Anche io avevo letto <em>Fate la nanna</em> quando ero incinta del primo (non me la sono sentita, meglio, a parer mio, <em>Il linguaggio segreto dei neonati</em> o <em>Genitori di giorno e di notte</em>). Anche io ho pensato (solo pensato) al Nopron (la cui vendita in Italia è stata da poco sospesa, tra l&#8217;altro). Anche io mi sono sentita piegata davanti a 4 kg di bambino.<br />
Si, ci sono problemi più grandi. È verissimo e<a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/02/04/invitato-speciale/" target="_blank"><strong> ne so qualcosa</strong></a>. Ma la <strong>privazione di sonno</strong> la usavano a Guantanamo come tortura.<br />
Il vero dramma qual è? Che non si riesce a godersi il proprio figlio neonato. Sono mesi che non tornano mai più ma la stanchezza atroce, i<a href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/11/25/nessuno-tocchi-le-donne-e-il-loro-senso-di-colpa/" target="_blank"><strong> sensi di colpa</strong></a> per i cattivi pensieri notturni, la <strong>rabbia</strong>, l&#8217;<strong>ansia del tramonto</strong> (così la chiamavo io quella sensazione di panico appena si avvicinava l&#8217;ora della nanna), tutto concorre a farti s<strong>civolare via il tuo neonato </strong>senza che tu te lo possa godere come invece dovrebbe essere  nel &#8220;manuale della famiglia felice&#8221;.<br />
I neonati sono adorabili, meravigliosi, regalano sensazioni impagabili. Ma quelli &#8220;difficili&#8221; mettono anche in ginocchio e negano la possibilità di godere completamente di un amore enorme.<br />
F., io non ho consigli da darti, che passi è certo, ma non è questo che vuoi sentirti dire. Hai qualche amica che ti possa dare una mano? Tuo <strong>marito </strong>fa un lavoro <strong>così tanto impegnativo</strong> da non potersi <strong>alzare mai</strong>? Mio marito faceva le notti con me, il risultato era che non dormiva nessuno (io allattavo ogni due ore per mezzora), ma sentirlo vicino mi serviva, perché quelle notti al buio, da sola, tra le urla sono assurde.<br />
Non si può sempre dare pacche sulle spalle, però a volte si ha bisogno solo di quelle. Quando vivevo quello che  stai vivendo tu, qualcuno cercava di scuotermi dicendo parole che alle mie orecchie suonavano inutili e banali. Io avevo solo bisogno di un abbraccio. Ed è quello che ti mando oggi, <strong>passando la parola alle mamme che, in questa sezione del blog, esprimono il meglio di loro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;">Cara Silvia,<br />
scusa per il truce oggetto, ma mi è venuto dal cuore.  Checcivuoifare, potere delle piccole, adorabili creature che <strong>mangeresti  di baci di giorno e mangeresti-e-basta di notte</strong>. Sono capitata da poco  nel tuo blog e ti scrivo nell&#8217;unica mattinata calma della mia settimana,  il venerdì, quando arrivo al lavoro e il mio bimbo di 9 mesi sta dai  nonni. Ancora per poco sono in maternità, ma riprenderò a <strong>lavorare full  time</strong> a breve.</div>
<div style="text-align: justify;">Il problema? <strong>Quello di tante mamme qui in internet e di  poche &#8211; almeno, a parole! &#8211; nella vita di tutti i giorni</strong>: il <a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/il-sonno-dei-bambini/" target="_blank"><strong>sonno di  mio figlio</strong></a>. Ho un bimbo bellissimo che i primi 3 mesi pativa <a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/coliche-del-neonato/" target="_blank"><strong>coliche  notte e giorno</strong></a>, ore e ore di urla. Responso dei pediatri: sta bene,  passeranno. E così è stato. Ma il sonno, che allora era  giustificatamente un disastro, è rimasto parecchio problematico.</div>
<div style="text-align: justify;">Fino ad ottobre si svegliava molto spesso ma lo si riaddormentava  abbastanza facilmente, e alle cinque la giornata cominciava. Da novembre  sono iniziati i raffreddori, costanti fino a gennaio, che hanno  peggiorato di molto la situazione. <strong>Notti insonni e basta</strong>: ma anche  lì&#8230;sta male, non respira&#8230;</div>
<div style="text-align: justify;">Eppure adesso sta bene, ma <strong>le notti vanno sempre peggio</strong>: il bimbo  durante il giorno è tranquillo, simpatico, sorrdente e vivace. Dorme  pochetto (1 ora la mattina presto e 40 minuti a pranzo) e la notte&#8230;oh,  la notte&#8230;<strong>mi prende ansia appena inizia ad imbrunire</strong>&#8230;lo addormento  in braccio (lo so, è un errore: ma ho iniziato con la storia delle  coliche e, inter nos, qualsiasi cosa purchè si addormenti in fretta.  Arrivo alla sera stranchissima) verso le 20-20.30.</div>
<div style="text-align: justify;">Si inizia a <strong>svegliare ogni mezz&#8217;ora</strong> ma è facilmente  riaddormentabile. E a mezzanotte (sembra abbia la sveglia) comincia  immancabilmente il delirio: <strong>pianti, pianti e pianti</strong>. Cerco di  consolarlo, all&#8217;inizio parlandogli e toccandolo, alla fine prendendolo  in braccio. Si acquieta per 5-10 minuti, poi si ricomincia. <strong>Così fino  alle 3, ogni notte, da due mesi</strong>. Si riaddormenta e dopo 15 minuti di  nuovo. Alle <strong>quattro e mezza</strong>, non ne vuole più sapere di rimanere a  letto.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong><em>Fate la nanna</em></strong> l&#8217;ho letto già da incinta (me la sentivo?), ma  diciamocela: <strong>non tutti sono portati per applicare quel metodo</strong> e per  farlo piangere ore&#8230;è un bambino molto testardo, inutile dilungarmi su  come l&#8217;abbia dimostrato durante l&#8217;allattamento, ma applicare con lui  quel metodo implicherebbe <strong>nottate intere di urla e non mi va</strong>,  semplicemente non ci riesco. Sono troppo, troppo stanca.</div>
<div style="text-align: justify;">Potrei descrivermi come (fino a 9 mesi fa!) una persona sempre  <strong>solare, positiva e allegra, dal carattere forte</strong> (almeno, così pensavo!).  Ma <strong>questo bambino mi sta mettendo in ginocchio</strong>&#8230;iniziano gli <strong>sfoghi da  stress </strong>su tutto il corpo, pruriti, herpes labiali che non se ne vanno,  le occhiaie arrivano al mento, sono l&#8217;ombra della donna (carina, eh?  :-)) che potevo essere un anno fa. Ho una pediatra anti interventista  per principio, è tutto un &#8220;Porti pazienza, passerà&#8221;, tanto lei poi dorme  8 ore per notte. Ogni volta avrei una gran voglia di tirarle un destro  (la cambierò, ma i pediatri consigliati non hanno mai un posto  libero&#8230;). Mai l&#8217;avrei detto, ma <strong>sto pensando di informarmi per dargli  il Nopron</strong>, sul quale mi sembra ci siano pareri discordanti. Insomma, <strong>non  so che fare.</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Da un mese e mezzo<strong> lo tengo a dormire con me</strong>: non che serva, ma  almeno non mi devo alzare di continuo. Le prime due notti mi sembrava  andasse un po&#8217; meglio, poi è addirittura peggiorato. E&#8217; un <strong>continuo  lamento, un continuo svegliarsi</strong>. Ho il preziosissimo aiuto dei miei  suoceri che una notte la settimana (appunto, ieri notte) lo prendono con  loro, ma non mi basta: 6 notti insonni di seguito, da mesi, sono  comunque troppe. Mio marito<strong> cerca di aiutarmi ma ha un lavoro  impegnativo</strong> e considerare di fare una notte ciascuno non è possibile.  Così verso le sei mi lascia riposare un paio d&#8217;ore prima di andare al  lavoro.</div>
<div style="text-align: justify;">Parli con le amiche e<strong> sembra che tutte abbiano bimbi angelici</strong> che  dormono. <strong>Solo il tuo ti sta facendo sclerare</strong>. E, ancor peggio&#8230;tutti  gli amici o quasi, quando ti sfoghi, ti guardano come se fossi una <strong>madre  degenere</strong>&#8230;ti chiedono &#8220;Come va?&#8221; e sembra che l&#8217;unica risposta  possibile per una neo mamma debba essere &#8220;Benissimo, grazie&#8230;è un  amooore!!&#8221; (che poi, è la risposta che in effetti quasi tutte le amiche  con figli piccoli mi danno&#8230;mah??).</div>
<div style="text-align: justify;">Una parola di conforto, un &#8220;il Nopron lo ha fatto dormire 8 ore  filate e dopo un mese, togliendolo, ormai aveva preso il ritmo&#8221;  darebbero speranza ad una <strong>mamma sfinita</strong>.</div>
<div style="text-align: justify;">Sbadigliando, cortesemente vostra,</div>
<div>F.</div>
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		<title>[Scritto da te] Non vuole andare all&#8217;asilo: che fare?</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2010/11/24/scritto-da-te-non-vuole-andare-allasilo-che-fare/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 12:55:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Nido e scuola d'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[scuola dell'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola materna]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho aspettato un po&#8217; a pubblicare questa lettera, perchè anche noi abbiamo  problemi alla materna.  Ho aspettato di parlare con le educatrici, per poter raccontare come stiamo cercando di risolvere il problema. Niccolò non va volentieri alla scuola dell&#8217;infanzia, manifesta disagio, si sveglia di notte dicendo che ha mal d&#8217;orecchio e che dunque non può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Non-vuole-andare-a-scuola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3383" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Non vuole andare a scuola" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Non-vuole-andare-a-scuola-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Ho aspettato un po&#8217; a pubblicare questa lettera, perchè anche noi abbiamo  problemi alla materna.  Ho aspettato di parlare con le educatrici, per poter raccontare come stiamo cercando di risolvere il problema.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Niccolò non va volentieri alla scuola dell&#8217;infanzia, manifesta disagio, si sveglia di notte dicendo che ha mal d&#8217;orecchio e che dunque non può andare a scuola e le prime parole che pronuncia ogni mattina sono: &#8220;è sabato oggi?&#8221;:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ovviamente lasciare un bambino a scuola in queste condizioni è uno strazio. Specifico che ho piena fiducia nelle <strong><a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/19/scuole-infanzia-reggio-emilia/" target="_blank">nostre scuole dell&#8217;infanzia</a></strong>, come ho più volte raccontato su questo blog, perchè altrimenti, un bambino che si sveglia di notte mi avrebbe creato qualche dubbio sull&#8217;uomo nero e mi avrebbe certamente portato al ritiro.<br />
</em><em>La prima cosa che voglio dire è che<strong> parlare serve sempre</strong>. Parlare con il bambino, parlare con le educatrici.<br />
Si possono trovare insieme sinergie di intervento e strategie che riportano positività e serenità.<br />
Io, parlando con le educatrici, ho capito, anzi, l&#8217;hanno capito loro perchè io lo sapevo già e sono andata lì proprio per quello, che ciò che manca a Niccolò è un <strong>rapporto materno</strong>.<br />
Gli manca la mamma a scuola e questo è normale. Al <strong>nido </strong>questa mancanza era stata clmata da<strong> secchiate d&#8217;affetto</strong> che le ragazze del nido gli hanno rovesciato addosso (ne ho parlato <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/06/30/ciao-picasso/" target="_blank"><strong>QUI</strong></a>), l&#8217;anno scorso, primo anno di materna, <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/09/01/distacchi/" target="_blank"><strong>nell&#8217;altra sezione c&#8217;era il fratello</strong></a>, per cui quando voleva una coccola lo andava a trovare.<br />
Nel frattempo la sua sezione ha costruito legami e amicizie e lui, proprio perchè andava spesso da Matteo e considerava lui come il suo amico senza sforzarsi troppo di trovarsi amici nuovi, nel frattempo, dicevo, la sezione ha costruito legami e lui è rimasto un po&#8217; tagliato fuori. Per cui quest&#8217;anno è solo. Gioca spesso solo. E a me questo stringe davvero il cuore.<br />
A chi piacerebbe stare 8 ore da solo in un luogo comunitario?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ora questa sua <strong>solitudine </strong>è stata compresa anche dalle educatrici (e mi rendo conto che se non avessi parlato non sarebbe stato facile perchè Niccolò è un bambino apparentemente solare) che hanno modificato il loro atteggiamento e, già dal primo giorno dopo il colloquio, Niccolò è rientrato a casa dicendo, senza che io gli domandassi nulla: &#8220;lo tai mamma che ozzi la Laula mi ha fatto le coccole e mi ha dato anche un bazo?&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Si,<strong> per lui era importante sentire l&#8217;abbraccio</strong>. E per chi non lo è?<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La mamma che mi scrive qui sotto ha un problema simile ma manifestato diversamente. Il bambino vomita prima di andare all&#8217;asilo. Che fare? Non lo so. Io lo ripeto, la piena fiducia che ho nelle nostre scuole mi sta facendo tenere duro davanti all&#8217;ipotesi di un ritiro, se non ci fosse questa fiducia però Niccolò sarebbe già a casa.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Voi cosa le suggerite? Cosa fareste al suo posto?<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ciao Silvia,<br />
leggo il tuo blog da questa estate e intanto un grazie  speciale per non sentirmi sola nell&#8217;affrontare la vita da mamma!<br />
Abbiamo  uno splendido bimbo di<strong> tre anni</strong> compiuti a fine agosto che il  20 settembre ha iniziato la scuola materna, un <strong>inizio splendido</strong>, come ci  aspettavamo.<br />
Al mattino per due settimane lo dovevo rincorrere per casa  per vestirlo in quanto lui cercava di aprire la porta per andare e  quando i nonni lo riprendevano prima di pranzo lui si arrabbiava perchè  voleva restar ancora. Volevamo allora già farlo fermare a pranzo ma le  mestre ci hanno consigliato di non forzare la mano in quanto un rifiuto  può arrivare anche dopo passata la novità e così abbiamo fatto.  Trascorriamo un weekend a Gardaland e lunedì torna all&#8217;asilo  sereno, poi non lo portiamo per 4 giorni in quanto abbiamo le ferie che  non abbiamo in estate e andiamo da mia nonna che dista 800 km  ma  al rientro <strong>comincia l&#8217;incubo </strong>che va avanti ormai da un mese.<br />
Luca <strong>non  vuole più andare all&#8217;asilo</strong> e all&#8217;inizio si pensa che abbiamo fatto uno  stacco troppo presto con le ferie ma poi passa ormai piu&#8217; di un mese e  la situazione è che ogni mattina piange da quando si sveglia a quando lo  lascio, vomita e ha diarrea, è una tortura. Le maestre mi dicono che  poi <strong>smette di piangere</strong> e partecipa attivamente a tutto, che ha fatto  amicizia con tutti, che è socievole e affettuoso (lui abbraccia e bacia  tutti i bimbi) però quando è ora di sistemare le sue cose per l&#8217;uscita  riprende a piangere finchè non si aprono le porte per uscire.<br />
Luca è  sempre stato stra <strong>socievole </strong>e ha sempre adorato i bimbi, infatti  all&#8217;inizio era così felice di andare poi tutto è cambiato e non  riusciamo a capire, le maestre ci dicono di insistere e così stiamo  facendo non avendo problemi in classe ma <strong>ogni mattina vomita in casa,</strong> o  sulle scale dell&#8217;ingresso o in classe e v<strong>a di corpo per l&#8217;agitazione</strong>,  abbiamo provato a promettergli piccoli premi all&#8217;uscita (una macchinina,  un cioccolatino) e anche a sgridarlo un po&#8217; ma nulla, <strong>non sappiamo più cosa fare</strong>, è uno strazio e non è da lui, ritengo che <strong>non abbia senso  questa tortura </strong>ogni mattina per alcune ore di asilo dove lo abbiamo  iscritto per lui, per farlo divertire ecc ma ci sta dicendo in ogni modo  che non vuole andare e io <strong>credo semplicemente che non sia ancora pronto</strong> e valutando l&#8217;ipotesi di ritiralo e provare l&#8217;anno prossimo.<br />
Questo  comportamento  lo aveva avuto anche quando abbiamo <strong>tolto il pannolino</strong>, o  meglio solo per la popò, se la teneva e vomitava e la faceva solo nel  pannolino, ci hanno detto di insistere ma poi il pediatra ha detto quello  che giaà pensavo io ovvero &#8220;non è pronto, vuole fare popò nel  pannolino? E rimetteteglielo! Vedrete che capirete quando sarà pronto e sarà tutto risolto&#8221; e così è stato, forzarlo era solo peggio e così un  giono non so come ho capito era arrivato il momento e via sul vasino  senza pianti e tutto è filato liscio. Per l&#8217;asilo <strong>mi sembra la  stessa cosa,</strong> questa tortura di ogni mattina non sta portando a nulla se  non a continue vomitate e diarree ma siamo combattuti su cosa fare!! Intanto questi due giorni dopo l&#8217;ennesima vomitata sul tappeto e  all&#8217;ingresso non l&#8217;ho mandato, ho fatto bene? Ho fatto male?  Non lo so  più davvero ma queste mattine passate con i nonni era stra felice e  sereno per il resto della giornata mentre quando va mal volentieri  all&#8217;asilo <strong>durante il giorno è nervoso e scontroso </strong>cosa che non è mai  stato, è sempre stato così affettuoso, coccolone,allegro e ripeto fin  troppo socievole (parla con chiunque!).<br />
Scusa se mi sono dilungata  molto, scrivere è stato anche uno sfogo ma torturalo così ogni mattina  mi e ci sta facendo star troppo male, a questo poi si aggiunge che da  6 mesi stiamo cercando il secondo figlio che non arriva&#8230;Sono a pezzi ma  questa è un&#8217;altra storia.<br />
Aiuto&#8230;grazie di tutto e in  particolare per il <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/04/23/il-secondo-figlio/" target="_blank"><strong>post sul secondo figlio</strong></a> che hanno calmato le mie acque  agitate e le mie notti insommi facendomi capire che stavamo facendo la  scelta giusta e che <strong>i miei dubbi non erano solo miei.</strong><br />
D.</p>
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		<title>Scritto da te: una bambina impegnativa</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 09:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[bambino agitato]]></category>
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		<description><![CDATA[Io stavolta non ho consigli da dare, ma mi metto volentieri in ascolto, assieme a questa mamma, delle vostre opinioni. Se mi leggete da un po&#8217; saprete che Niccolò è del tutto simile a questa bambina (se non mi leggete da un po&#8217;, potete leggere di lui QUI). E&#8217; il mio adorabile e disperante bambino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambina-difficile.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3328" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="bambina difficile" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambina-difficile-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Io stavolta non ho consigli da dare, ma mi metto volentieri in ascolto, assieme a questa mamma, delle <strong>vostre opinioni</strong>.<br />
Se mi leggete da un po&#8217; saprete che Niccolò è del tutto simile a questa bambina (se non mi leggete da un po&#8217;, potete leggere di lui <a href="http://www.mammaimperfetta.it/tag/niccolo/" target="_blank"><strong>QUI</strong></a>). E&#8217; il mio <strong>adorabile e disperante </strong><a href="http://genitoricrescono.com/il-mio-bambino-amplificato/" target="_blank"><strong>bambino amplificato</strong></a>.  L&#8217;esatto contrario del fratello. E&#8217; <strong>imperfetto</strong>, come la mamma. :-)<br />
Non ubbidisce, non ascolta, è testardissimo. Non è però viziato ed è un bambino educato.<br />
E&#8217; ipercinetico, non fa mai una cosa per volta, ma sempre 2-3: con una mano disegna, con l&#8217;altra beve, tocca, impasta il Didò, con il piede calcia la sedia. Non sta seduto mai più di 5 minuti consecutivi.<br />
Il <strong>diversivo </strong>funziona anche da noi, ma non sempre è facile, perchè spesso  capita che la stanchezza di fine giornata non ti permetta di essere sufficientemente creativa.<br />
A questa mamma dico solo che mi pare (ma posso sbagliare) che il problema non sia tanto il suo rapporto con la bimba perchè questo è tutto racchiuso e risolto nell&#8217;ultima frase (io ci ho messo un po&#8217; di più a capirlo e accettarlo), quanto il <strong>rapporto tra la bimba, il marito e la dinamica di tranquillità familiare.<br />
</strong>Ma non ho soluzioni: anche il rapporto di mio marito con Niccolò è complicato, lui che è il paziente di famiglia, con lui fatica molto a tenere la calma. Di contro, io, che sono costituzionalemnte priva di pazienza, con lui riesco misteriosamente a rimanere il più delle volte tranquilla.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi piacerebbe sentire anche un confronto sulle <strong>punizioni</strong>. Servono? In che misura sono efficiaci? Quando non lo sono più? Come vanno gestite e dosate?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Cara Silvia,</p>
<p style="text-align: justify;">sono una mamma imperfetta come te, con due bimbi, una bimba di 2 anni e mezzo e un bimbo di un anno appena compiuto, due persone completamente diverse tra loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ti scrivo per avere un consiglio, da te e dalle altre mamme su come “<strong>avere a che fare</strong>” con mia figlia. Mi spiego. Lei è molto intelligente, curiosa, ha fame di apprendere, è molto sensibile ma non timida, anzi, molto comunicativa: il problema è che <strong>non ubbidisce</strong> minimamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ottenere la sua collaborazione o per far smettere un comportamento inopportuno bisogna sempre cercare una strada “secondaria” tipo <strong>inventare una storia, un diversivo, una distrazione</strong>, perchè altrimenti, presa direttamente, non ascolta o, peggio, si instaura una <em>escalation </em>che finisce poi con la<strong> punizione</strong> da scontare per qualche minuto chiusa in camera, tra le sue urla, pianti, calci alla porta.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l’acme di questo comportamento, o meglio di questa guerra, che ci è stato intorno al suo secondo compleanno, in cui io sono stata malissimo perchè proprio non sapevo come comportarmi con lei e lei a sua volta reagiva con <strong>crisi di rabbia</strong> che sembrava scoppiare, mi sembra che <strong>abbiamo trovato tra di noi un equilibrio</strong>: cerco di sfruttare storie e diversivi finchè posso, poi passo a mettere in <strong>punizione le bambole</strong> (le chiudo in un armadio), riservando la punizione in camera per le <strong>situazioni più “gravi”</strong>, ma a volte basta un avvertimento. Tutto sommato adesso s<strong>ono soddisfatta</strong> del nostro stare insieme: riesco a farle fare le cose – tipo prepararla per andare al nido – nei tempi giusti senza drammi, e anche nel quotidiano vedo che è “cresciuta”, inizia a giocare da sola, canta, inventa, mi segue nei giochi e nelle filastrocche che invento, insomma stiamo bene insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>problema è che mio marito pensa che lei sia una bambina indisciplinata e ingestibile</strong>, e che con il mio atteggiamento io le permetta di fare quello che vuole. Questa convinzione fa sì che i <strong>week end e le vacanze in cui siamo tutti insieme diventano un gioco al massacro</strong>: lui minaccia continuamente e spesso mette in pratica la punizione che consiste nell’isolamento in camera, in un <strong>clima generale di tensione</strong>, di insofferenza, sia della bambina, sia mio, che <strong>non sopporto questo atteggiamento</strong> sempre minaccioso. Ho provato più volte a spiegargli che così non ottiene nulla, anzi la fa soffrire, e che rovina anche la <strong>pace</strong> familiare; lui mi ha detto che bisogna fare qualcosa per “educarla” e che non riesce comunque a capire quale atteggiamento alternativo avere.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei avere qualche consiglio <strong>soprattutto da dare a mio marito</strong>, perchè, come ho già detto, io mi sento soddisfatta del rapporto e della gestione di mia figlia. Certo, è  impegnativa, <strong>ma lei è fatta così!</strong></p>
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		<title>Fuggi, piccola</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 20:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
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		<category><![CDATA[solitudine]]></category>

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		<description><![CDATA[Fuggi, piccola. Da chi dice di volerti bene ma non fa che allontanarti da te stessa. Da chi ti offende, da chi ti insulta, da chi non ha stima di te. Da chi dice di amare il bambino ma non te, perchè, no, non è vero. Che ne sa di amore uno così? Fuggi dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Fuggi, piccola.<br />
Da chi dice di volerti bene ma non fa che allontanarti da te  stessa.<br />
Da chi ti offende, da chi ti insulta, da chi non ha stima di te.<br />
Da chi dice di amare il bambino ma non te, perchè, no, non è vero. Che ne sa di amore uno così?<br />
Fuggi dalle cattiverie, taglia il cordone da chi fa il genitore ma ha  solo generato. Da chi non ti accompagna, da chi non ti ascolta.<br />
Fuggi, metaforicamente, se non puoi farlo fisicamente.<br />
Fuggi con il cuore e con la testa, rintanali lì, in quella pancia  rotonda che ha bisogno di te, che vive di te.<br />
Dalle tue paure, dalle tue debolezze.<br />
Sei piena di vita. Un piccolo uomo sta scalciando lì dentro e ti parla, ti tocca, ti consola, ti chiama.<br />
C&#8217;è bisogno di te in quella pancia, solo di te. Lui ha bisogno solo della tua pace e tu, guardati bene, ascoltati, tu, anche tu, hai bisogno della sua.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
Vi affido le parole, zoppe di felicità, di questa mamma, certa che le saprete, come sempre, raccogliere con amore. Quell&#8217;amore.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/fuggipiccola2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2284" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="gravidanza da sola" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/fuggipiccola2.jpg" alt="" width="257" height="210" /></a>Cara Silvia,<br />
ho deciso di scriverti perché ho molto bisogno di un aiuto sincero o anche solo di una parola di conforto e di speranza. Sono <strong>molto sola</strong> e a tratti <strong>quasi disperata</strong>. Non voglio le fredde parole di un esperto, psicologo o  medico o quant’altro  ma di un cuore sensibile e aperto, capace di ascoltarmi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono alla <strong>24^ settimana di gravidanza</strong>, ho quasi 27 anni (il 27 maggio) e vivo ancora <strong>a casa coi genitori</strong> in un  piccolo alloggio in affitto in provincia di Torino.  A causa di svariati problemi sono rimasta molto indietro a medicina, facoltà che ho fortemente voluto fare (per entrare ho ripetuto il test di ammissione ben due volte). Poi mi sono persa, ho abbonda nato per un po’ gli studi, dedicandomi al servizio civile e a lavori saltuari, continuando a pagare le tasse ma senza sostenere esami.</p>
<p style="text-align: justify;">A dicembre scopro di essere incinta, giorni di<strong> panico estremo</strong>,<strong> tenere o no questo bambino</strong> che già sento <strong>il nostro bambino</strong>.<br />
Lui, G., il papà, lo conosco da quasi tre anni, non abbiamo mai vissuto insieme, ci vediamo il fine settimana. Lui vive a A. ma studia sociologia a in un&#8217;altra città, dove ha un piccolo monolocale, il <strong>nostro nido</strong>. Io sono molto affezionata a lui e gli voglio molto bene, non so se è Amore (con la &#8220;a&#8221; grande) perché troppe volte sono stata male per lui e ho pianto per lui, per i<strong> continui confronti con le altre</strong> ragazze, per i <strong>silenzi</strong>, per gli <strong>insulti</strong>, per le <strong>arrabbiature, </strong>per i miei <strong>vuoti troppo vuoti</strong>. Spesso sento che<strong> non è innamorato di me</strong>, che mi considera una buona amica, una compagna dei fine settimana, una confidente ma nulla di più. Quei giorni subito dopo il test di gravidanza passiamo le serate a discutere. Lui, come me, è <strong>combattuto</strong>, da un lato vuole il nostro bambino, dall’altro ha paura per la condizione economica, perché né io, né lui abbiamo un lavoro e non abbiamo nemmeno finito gli studi. Alla fine lo diciamo ai suoi genitori i quali si mostrano felici e disponibili ad aiutarci. <strong>Mia madre invece ha molti dubbi</strong> perché sa che la nostra relazione non è così stabile e non lo vede innamorato di me. Comunque dice che devo decidere io e che lei <strong>in ogni caso mi sarà vicina</strong>. Anche <strong>lui lascia la decisione totalmente a me</strong>. Io vivo due mesi (gennaio e febbraio) di <strong>angoscia terribile</strong> e ansia, senza dormire la notte in preda a pianti improvvisi e grande confusione. Premetto che ho sempre sofferto di ansia, sono una persona <strong>alquanto fragile</strong> e dai 16 ai 20 anni <strong>ho sofferto di anoressia</strong>, bestia terribile che mi ha lasciato ferite profondissime e tuttora sanguinanti. Alla fine fisso l&#8217;intervento di <strong>interruzione volontaria di gravidanza</strong> per  il 3 febbraio 2010 ma dentro di me<strong> non sono convinta</strong> e agli esami pre-intervento, una settimana prima, sono così agitata che svengo e passo il giorno a casa a piangere.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto annunciamo a mio <strong>padre </strong>che sono incinta. Lui<strong> mi insulta pesantemente </strong>dicendo che sono una poco di buono (ha usato altri termini, in realtà) e che non so nemmeno &#8220;&#8230;&#8230;.&#8221;. <strong>Mia madre non dice nulla</strong> davanti a lui ma mi è vicina e mi consola. Mio padre mi vuole portare di corsa ad <strong>abortire</strong>, dice che sono il <strong>disonore della famiglia</strong> e che ho <strong>sempre e solo dato delusioni</strong>. Io non so cosa fare e sto molto male. Tre giorni prima dell’intervento andiamo ad aosta e G. mi dice  che lui ci sarà sempre con me, che non mi abbandonerà, che vuole questo bambino, che andremo a vivere insieme. Io <strong>mi lascio convincere, gli do fiducia</strong> nonostante le mie paure e decido di non interrompere la gravidanza. Da quel giorno <strong>mio padre non mi rivolge più la parola </strong>e il clima qui a casa è diventato pesantissimo. Già prima non mi trattava bene, <strong>chiamandomi parassita e insultandomi quotidianamente </strong>ma dopo è stato ancora peggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto sono passati i mesi. Io<strong> vivo questa gravidanza attanagliata da molte paure</strong> con grandi attacchi di tristezza e un s<strong>enso di vuoto immane</strong>. Con G. il rapporto non è per nulla migliorato e anzi i litigi sono aumentati, anche per piccole cose. <strong>Mi accusa di essere troppo ansioso e agitato e di rovinargli la vita</strong>. Ha detto che <strong>non può e non vuole vivere </strong>con me e che il nostro rapporto è allo sfascio. Ha detto inoltre che <strong>aver fatto questo bambino con me è una disgrazia</strong> e che gli ho rovinato la vita. Io mi sono sentita morire. Sto malissimo ma sto cercando in ogni modo di reagire perché non voglio precipitare di nuovo in una depressione nera. Ho ripreso a studiare perché con una laurea in medicina (e quindi uno stipendio sicuro) potrei dare una vita dignitosa al mio bambino senza dipendere dall&#8217;elemosina altrui. Lui non si fa più sentire anche se ha detto che riconoscerà il bambino e <strong>vuole vederlo regolarmente</strong>. Ha detto che lui <strong>ama il bambino</strong> ma non ama me e non vuole vivere con me. Io mi sento <strong>tradita </strong>dalle sue promesse nei miei riguardi e <strong>non ho più fiducia in lui</strong>, né nella sua famiglia che è all&#8217;oscuro dei fatti e crede che le cose fra noi due si possano ancora risolvere.</p>
<p style="text-align: justify;">Mia madre dice che siamo stati <strong>due incoscienti, due immaturi</strong> e forse ha ragione.</p>
<p style="text-align: justify;">Io ora però <strong>devo rialzarmi ed essere forte</strong> per il mio bambino perché lui di questa brutta situazione non  ne può nulla e ha<strong> diritto ad una vita serena, Con una mamma forte che lo ama e che non si lascia sprofondare nel dolore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Silvia, scusa se mi sfogo con te ma ho tanto bisogno di una <strong>parola di speranza</strong>. A volte ho <strong>paura di impazzire</strong> e di non riuscire a reggere la situazione, <strong>gli insulti di mio padre</strong> quotidiani, l&#8217;<strong>abbandono </strong>di G., la <strong>più totale solitudine</strong>. Io<strong> amo già il mio bambino </strong>e devo essere forte per lui, devo riprendere in mano la mia vita fregandomene delle malelingue paesane che sparlano di me e delle cattiverie dei parenti.  Devo dare più esami possibili prima che il bimbo nasca e dopo occuparmi di lui e continuare a studiare .<br />
Cerco sempre di farmi forza ma ti assicuro che è molto dura e troppo spesso <strong>ho paura di non farcela</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Scusa se mi sono dilungata così  tanto, già mi è servito un pochettino scriverti, buttare giù le mie ansie e le mie paure.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero in una risposta, se ti va, se hai tempo e voglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie di cuore.</p>
<p><em>Mail firmata</em></p>
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		<title>Il secondo figlio</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 18:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[amore materno]]></category>
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		<category><![CDATA[fratelli diversi]]></category>
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		<category><![CDATA[secondo figlio]]></category>

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		<description><![CDATA[Poi, quando ne hai due, ripensi a questi dubbi con un sorriso, un po&#8217; tenero e un po&#8217; &#8220;vissuto&#8221;. Ma quando quel test si colora e hai un altro bimbo, magari piccolo, accanto a te, il primo pensiero corre al lui. Anzi, corre al tuo affetto per lui. Lo saprò amare allo stesso modo? Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/il-secondo3-2.jpg"><img class="aligncenter" title="Il secondo figlio" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/il-secondo3-2.jpg" alt="" width="458" height="482" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Poi, quando ne hai due, ripensi a questi dubbi con un sorriso, un po&#8217; tenero e un po&#8217; &#8220;vissuto&#8221;.<br />
Ma quando quel test si colora e hai un altro bimbo, magari piccolo, accanto a te, il primo pensiero corre al lui.<br />
Anzi, corre<strong> al tuo affetto per lui</strong>.<br />
<em>Lo saprò amare allo stesso modo? Come si può amare un secondo figlio come il primo? Ci sarà spazio per entrambi? Cosa sto togliendo al primo? Soffrirà? Il famoso amore che non si divide ma si moltiplica vale per tutti? Non è che sono una delle poche che resterà bloccata lì?<br />
</em>Quando aspettavo Niccolò, scrivevo <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/15/in-vista-dellattracco-niccol-37-settimana/" target="_blank"><strong>QUESTO</strong></a>. Ricordo che, in queste ultime settimane di gravidanza, guardavo Matteo come si guarda un <strong>condannato</strong>. Lo guardavo, così piccolo (23 mesi), così ancora dipendendente, con il suo ciuccio e il suo pannolo e<strong> mi sentivo soffocare</strong>. Non avevo pensieri che per lui.<br />
Poi è <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/15/la-nascita-di-niccolo/" target="_blank"><strong>arrivato Niccolò</strong></a>, rumorosamente, fastidiosamente.<br />
È piombato qui rompendo tutti i fragili equlibri, stravolgendo tutte le sicurezze con le sue <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/27/reflusso-neonato/" target="_blank"><strong>20 ore di pianti</strong> </a>ininterrotti, <strong><a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/08/12/storia-di-una-gelosia/" target="_blank">infastidendo suo fratello</a></strong> (e non solo lui) in maniera indescrivibile e, a tratti, insostenibile, sorprendendci con una <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/13/questi-due-fratelli/" target="_blank"><strong>personalità tutta sua</strong></a> e con <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/12/12/questo-bimbo-non-e-normale/" target="_blank"><strong>caratteristiche faticose </strong></a>da gestire.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ha avuto un atterraggio morbido. Per nessuno.<br />
Ma non importa, perchè alla fine questo benedetto amore si moltiplica davvero. E io ero una di quelle un  pochino scettiche. :)<br />
Magari un po&#8217; più lentamente, in modo diverso, lasciando affiorare sensazioni differenti, nuove.<br />
Un fratello è per sempre e io che non ce l&#8217;ho ne so qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, questo volevo dire a Elisa che mi scrive questa mail.<br />
E voi? Cosa le volete dire?</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />
<p style="text-align: justify;">Ciao Silvia,<br />
sono di nuovo qui a scriverti perché nel corso dell’ultimo anno ho trovato tanti spunti utili sul tuo blog, tante osservazioni e tanti &#8220;attimi di vita&#8221; che mi sono stati d’aiuto per riflettere, per imparare o anche solo per conoscere i diversi aspetti del nostro ESSERE MAMME.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi mi trovo a dover affrontare un argomento che da tanto tempo mi turba, fino ad oggi ho rimandato ma mi rendo conto che devo cercare di superare lo scoglio e andare avanti e spero di trovare in te e nelle mamme che ti leggono un aiuto nel prendere una decisione, o meglio, <strong>io so già quale decisione prenderò</strong> ma vorrei essere in grado di &#8220;viverla bene&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Andiamo al punto: sono mamma di un <strong>bimbo di 2 anni e mezzo</strong>, Passerotto, che amo, adoro, che ha rivoluzionato la mia vita dal primo momento in cui l’ho visto; da quando è nato sono diventata prima MAMMA, poi tutto quanto il resto (moglie, figlia, lavoratrice, amica, sorella…). Quel legame meraviglioso, quell’amore indescrivibile è nato in me quando è nato lui. Insomma sono diventata Mamma Imperfetta a 160 gradi come te e come tutte le mamme che ti leggono.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho sempre pensato che avrei avuto <strong>due figli</strong>, inizialmente ho rimandato perché lui era ancora piccolo, poi perché io non ero ancora pronta, poi per qualche altro futile motivo ma in realtà il problema è: <strong>SARO&#8217; IN GRADO DI AMARE UN ALTRO FIGLIO COME AMO LUI?</strong> A me sembra che <strong>non ci possa essere spazio nel mio cuore per una altro amore così grande</strong>. E poi… anche solo il pensiero di avere un altro bambino mi fa sentire<strong> tremendamente in colpa</strong> nei confronti di Passerotto perché mi sembra di <strong>TOGLIERGLI PARTE DEL MIO AMORE</strong>, di <strong>privarlo della sua mamma</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni sto cercando di decidere, so che <strong>razionalmente è giusto</strong> dargli un fratellino/sorellina, io da sorella so cosa significhi avere qualcuno al tuo fianco per tutta la vita, non voglio un giorno lasciarlo solo ma voglio che abbia un compagno/a per tutto il suo cammino, anche quando io e mio marito non ci saremo più. Ma <strong>come posso vivere questa decisione senza sentirmi in colpa </strong>con lui per l’amore che darò ad un altro esserino, per il tempo che dedicherò al nuovo bimbo che spero il destino ci conceda e per il tempo e le forze che non potrò offrirgli più al 100%?<br />
Come posso prendere questa decisione<strong> senza sentirmi in colpa anche con chi forse arriverà</strong> perché già da ora lo sto trascurando e mettendo in secondo piano rispetto al fratellino maggiore?<br />
Forse sembreranno dubbi sciocchi a chi come te ha già più di un bimbo, ma davvero, in questo momento questi pensieri mi impediscono di vivere felicemente quello che dovrebbe assolutamente essere un momento importante e di grande gioia per la mia famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie mille per il tuo prezioso blog.<br />
Elisa.</p>
<p><span style="font-family: Tahoma;"> </span></p>
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		<title>I figli uniscono?</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 13:33:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto di coppia]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli equilibri di coppia cambiano dopo l&#8217;arrivo dei figli? Come cambiano? Perchè? È necessario e naturale aspettarsi un cambiamento? A voi è accaduto? Come lo gestite? Come conciliate la cura dei figli con la cura del rapporto di coppia? Sarà sempre vero che i figli uniscono? Come si fa a tenersi in equilibrio? Cara Silvia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Gli equilibri di coppia cambiano dopo l&#8217;arrivo dei figli? Come cambiano? Perchè? È necessario e naturale aspettarsi un cambiamento? A voi è accaduto? Come lo gestite? Come conciliate la cura dei figli con la cura del rapporto di coppia? Sarà sempre vero che i figli uniscono? Come si fa a tenersi in equilibrio?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/coppia_crisi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2219" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="coppia_crisi" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/coppia_crisi.jpg" alt="" width="297" height="273" /></a>Cara Silvia,<br />
leggo spesso il tuo blog, scoperto per caso mentre cercavo informazioni sul <strong><a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/reflusso/" target="_blank">reflusso</a></strong>. Scrivo spesso commenti ai tuoi post che trovo molto interessanti. Anzi devo dire che per quanto riguarda il problema del reflusso è grazie a te se ho riniziato a vivere. Grazie di cuore!</p>
<p style="text-align: justify;">Mi piacerebbe che si parlasse nel tuo blog del <strong>rapporto mamma-papà dopo la nascita di un bambino</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono in un periodo di forte crisi con mio marito. Ci siamo sposati dopo 7 anni di fidanzamento, dopo 6 anni è arrivata la prima figlia e dopo altri due il secondo pargolo. In casa nostra ci sono sempre state tante <strong>discussioni</strong>, per sciocchezze quando eravamo solo coppia, adesso ci <strong>scontriamo </strong>spesso sull&#8217;<strong>educazione dei figli</strong>. Lui è un papà molto <strong>severo</strong>, che si occupa poco dei figli, alla sera è difficile che giochi con loro. Spesso mi arrabbio con lui, ho provato anche a non dirgli più niente (così<strong> almeno lui non è arrabbiato con me</strong>).<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non voglio separarmi</strong> perché credo che due bambini abbiamo bisogno della presenza quotidiana del padre, anche se è un padre poco partecipe. E non voglio che nessuno mi dica che devo separarmi. Sto cercando indicazioni su come comportarmi con mio marito. I <strong>nostri due figli ci hanno assorbito la vita</strong> completamente; lui vorrebbe <strong>uscire </strong>con me, ma a me dispiace<strong> lasciare i bambini con un estraneo</strong> o chiedere l&#8217;ennesimo appoggio ai nonni; lui dice che io voglio apparire superiore a lui e che gli faccio notare solo le cose sbagliate; lui<strong> mi mette in imbarazzo di fronte ai bambini</strong> dicendo &#8220;è solo papà che vi sbriga, con mamma potete fare tutto quello che volete!&#8221;; fuori casa lui è una persona simpatica e socievole, in casa è un&#8217;altra storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo so, il tuo è un sito speciale, positivo, ma io lo considero un punto di ritrovo per scambio di opinioni. Tante volte mi hai fatto del bene, spero anche questa volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Un abbraccio forte e ancora grazie per quello che fai.</p>
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		<title>La rabbia</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2010/02/04/la-rabbia/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 22:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[pediatri]]></category>

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		<description><![CDATA[La rabbia (giustificata) di una madre. I prmi 18 mesi di vita di Matteo ho avuto una pediatra terrificante, non trovo altre parole. Quando era piccolino  siamo finiti al pronto soccorso perchè da 3 giorni mi stava facendo dare una dose di Tachipirina ridicola (prescritta per telefono). Aveva 40 di febbre da 70 ore e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>La rabbia (giustificata) di una madre.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>I prmi 18 mesi di vita di Matteo ho avuto una pediatra terrificante, non trovo altre parole.<br />
Quando era piccolino  siamo finiti al pronto soccorso perchè da 3 giorni mi stava facendo dare una dose di Tachipirina ridicola (prescritta per telefono). Aveva 40 di febbre da 70 ore e quando ci hanno visto l&#8217;hanno rivoltato come un calzino e tenuto in osservazione qualche ora.<br />
Sarebbe bastata una visita a tempo debito, dato che si trattava di un bambino piccolo e di una madre  per nulla ansiosa che  durante i primi 6 mesi di vita del suo primo figlio non le aveva mai telefonato una volta.<br />
Sono stata una delle ultime a poter cambiare perchè poi hanno chiuso i trasferimenti. Ringrazio ancora il cielo di avermi permesso un cambio e la mi amica Francesca di avermi indirizzato a questa pediatra scrupolosa e attenta.<br />
Con tutti i problemi che ha avuto Niccolò non oso pensare a cosa sarebbe stato se non avessimo cambiato.</em></p>
<p><em>B. ha ragione. L&#8217;idea di dover pagare un diritto fa rabbia.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Larabbia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2045" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Pediatra" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Larabbia.jpg" alt="" width="303" height="200" /></a>Cara Silvia,<br />
oggi sono arrabbiata, preoccupata, indignata.</p>
<p style="text-align: justify;">M. ha 5 mesi e mezzo e da un mese non sta bene. Niente di grave, un forte raffreddamento, con parecchio catarro e attacchi di tosse, che gli disturba sonno e pasti ormai da troppi giorni. Siamo stati dalla guardia medica la domenica prima di Natale, che gli ha prescritto un mucolitico, dal nostro pediatra il 28 dicembre prima di partire per le vacanze. Come sempre è stato rassicurante &#8220;signora, non è niente, i bronchi sono liberi, facciamo un ciclo di aereosol e passerà tutto. Parta tranquilla&#8221;. Ovviamente, muniti di aereosol, abbiamo passato gran parte del tempo barricati in agriturismo limitandoci a qualche breve passeggiata quando il tempo lo permetteva (solo giornate soleggiate e senza vento, vestito in modo adeguato per evitare sudate o raffreddamenti che potessero peggiorare la situazione).<br />
Dopo alcuni giorni, malgrado la scrupolosità e le mille attenzioni che abbiamo cercato di avere, la situazione non sembrava evolversi minimamente, così una volta tornati (era l&#8217;Epifania) siamo andati in pediatria. Nuova visita, nuova diagnosi, nuovi farmaci, &#8220;signora, ma perchè tutti questi aereosol???? Ha la gola rossa, irritata e l&#8217;aereosol non fa che peggiorare la situazione. Prenda un antiinfiammatorio e nient&#8217;altro. La situazione migliorerà da sola!&#8221;<br />
Qualche giorno dopo richiamo il Pediatra. Non mi vuole ricevere, non ha tempo e si limita a dirmi che non è d&#8217;accordo con la terapia prescrittami in Pediatria, che &#8220;l&#8217;aereosol VA continuato&#8221;, che posso aggiungere un cortisonico per cercare di tenere a bada la tosse. &#8220;Passi per la ricetta del cortisonico&#8221;.  Abbasso il ricevitore senza parole.  Non lo visita, eppure mi prescrive cortisonici senza verificare il nuovo quadro clinico. Inizio ad arrabbiarmi, con me che al telefono non ho puntato i piedi, con lui che sembra essere piuttosto sommario nel gestire la faccenda. Decido di non dargli il cortisonico così, senza una visita di controllo.</p>
<p style="text-align: justify;">La situazione non sembra comunque aggravarsi, il bambino malgrado stia poco bene è di buon umore e non c&#8217;è febbre e decido di richiamare il pediatra dopo un paio di giorni.<br />
Richiamo e di nuovo rimango senza parole. &#8220;Signora, facciamo dell&#8217;antibiotico così passa tutto! Passi per la ricetta che non ho tempo di vederlo&#8221; . Riabbasso il ricevitore. Me la prendo con me che non so mai tenere testa a queste situazioni, che rimango lì senza parole. Richiamo il giorno seguente, spiegando alla segretaria che dopo un mese di cure inutili ho necessità di avere un appuntamento, perchè il bimbo DEVE ESSERE VISITATO. Lei dice che non può prenderlo, che devo prima parlare con il dottore, che però al momento sta visitando e quindi devo richiamare. Io insisto, il tono si fa più aggressivo perchè io di questa situazione non ne posso più. Lei risponde che devo comunque richiamare. Abbasso il ricevitore e dopo 5 minuti rifaccio il numero. &#8220;Signora, porti pure il bimbo, la aspettiamo tra mezzora!&#8221;.<br />
Evidentemente con certe persone l&#8217;arroganza paga più della cortesia. Prendo la macchina, carico il bambino così com&#8217;è e mi fiondo nello studio del pediatra. Che è vuoto. E inizio a chiedermi se davvero era così impegnato i giorni scorsi da non trovare 5 minuti per i bronchi affaticati di mio figlio. Entriamo, visita lampo (non gli ha nemmeno controllato gola, nè orecchiE), prescrizione di antibiotico &#8220;perchè anche se i bronchi sono liberi ormai si va avanti da troppo tempo&#8221;.. Finchè prescrive risponde al telefono, liquidando una signora come ha fatto con me nei giorni scorsi, dicendo che non ha tempo&#8230;di fronte a me la sua agenda aperta e di altri appuntamenti, dopo il mio, non ne sono segnati. Esco amareggiata, sconfortata. Provo rabbia e vergogna di fronte a tanto menefreghismo, di fronte a visite sommarie fatte in fretta e furia malgrado fuori dalla porta lo studio non sia affatto affollato.</p>
<p style="text-align: justify;">Vado a casa e chiamo l&#8217;ASL per informarmi se c&#8217;è modo di cambiare pediatra. Un signore, piuttosto scocciato, mi dice che è difficile, quasi impossibile. Nessuno ha posto, che l&#8217;unico modo è fare richiesta ad una commissione che valuti la mia richiesta, e che comunque, anche in questo caso, spesso ci vogliono mesi. Nel frattempo chiamo un&#8217;altra pediatra che lavora nella mia zona, prenoto una visita privatamente, perchè non mi fido più. Nemmeno della diagnosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri la visita con questa pediatra. Non so se siano stati i 100 euro. O la mia evidente esasperazione. Ma  M. per la prima volta è stato visitato in modo approfondito. I bronchi non erano affatto liberi, la natura di questa infiammazione così recidiva non è forse un semplice raffreddamento ma può dipendere da qualche intolleranza alimentare (sto già svezzando e dalla nascita prende anche latte artificiale oltre al mio latte), data anche la grande quantità di aria nella pancia (il mio pediatra non ha MAI nè guardato nè sottoposto a palpazione l&#8217;addome). Nello scroto, che da tempo presenta una parte più chiara, una specie di sacca, già più volte sottoposta a controllo da parte del mio pediatra, è probabilmente presente una piccola ciste&#8230;e considerato che M. è stato sottoposto ad un mese e mezzo ad intervento chirurgico allo scroto per una probabile torsione del testicolo, la cosa non mi sembra affatto trascurabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono uscita da quella porta sconvolta. Preoccupata per le prospettive di nuovi controlli da fare, a meno di un mese dal mio rientro al lavoro. Arrabbiata per il tempo perso e per essere dovuta ricorrere ad una visita a pagamento perchè ad un bimbo si presti l&#8217;attenzione dovuta. Sconfortata perchè cambiare pediatra non sarà affatto semplice.</p>
<p style="text-align: justify;">So che in fondo non è niente di grave, che questa situazione con la dovuta attenzione si potrà risolvere al meglio, che quello che conta di più al mondo è vedere M. sorridere e che malgrado tutto possiamo ritenerci persone fortunate. Ma l&#8217;amarezza rimane comunque tanta&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Un abbraccio e grazie di cuore per il tuo blog, fonte di sorrisi, pensieri e spunti per affrontare la maternità nel migliore dei modi possibili.<br />
B.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Mentre stavo pubblicando è arrivata una mail di un&#8217;altra mamma, che metto qui in coda, per lanciare a B. l&#8217;amo della serenità, che, prima o poi, inaspettata si posa sulla quotidianità delle mamme stanche e le </em><em>fa intenerire  davati a quello che erano &#8220;solo un inverno fa&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Primavera.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2048" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Primavera" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Primavera.jpg" alt="" width="247" height="316" /></a>Cara Silvia,<br />
è tempo che io ti dica una cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Riesco a farlo stasera perchè ho deciso di lasciare parlare una vocina che molto spesso è coperta dai rumori della realtà quotidiana.<br />
Una parola ti devo dire: grazie.<br />
Te lo avranno detto in tante, volevo aggiungere appunto la mia voce.<br />
La mia bimba ha ormai un anno e mezzo, ha imparato a camminare da sola, in senso lato, e finalmente un po&#8217; ce l&#8217;ho fatta anche io.<br />
Ci siamo impegnate entrambe, aiutate dalla natura. Ancora c&#8217;è tanto da fare, ma tu sai quanto ci si possa sentire sole in questo cammino&#8230; ci si sente bambine, inadeguate, peggio di chiunque altro, si ha la sensazione di andare avanti alla cieca, di doversi appoggiare e proprio qui, nel bisogno di appoggiarsi a qualcuno, mi sei venuta in aiuto.<br />
Leggendo le tue parole ho sempre trovato grande solidarietà, la mano che qualche volta mi ha guidata e le parole di cui avevo bisogno.<br />
Se guardo indietro mi faccio tenerezza&#8230;ed era solo un inverno fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora mi sento un po&#8217; più forte. C&#8217;è anche il tuo zampino.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie.<br />
A.</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/02/04/la-rabbia/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<title>4 anni e risvegli notturni</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2010/01/21/4-anni-e-risvegli-notturni/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[4 anni]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[risvegli notturni]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi ha avuto un problema di risvegli notturni con bambini ormai grandicelli? Questo pediatra cosa intende con &#8220;disturbo di crescita&#8221;? Cos&#8217;è un disturbo di crescita? A cosa si riferisce? A disturbi fisici o psico-emotivi? Il sonno è un momento di passaggio, di abbandono che racchiude l&#8217;inconscio, l&#8217;entusiasmo, la gioia, la fatica, la stanchezza della giornata. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Chi ha avuto un problema di risvegli notturni con bambini ormai grandicelli?<br />
Questo pediatra cosa intende con &#8220;disturbo di crescita&#8221;?</em><em> Cos&#8217;è un disturbo di crescita? A cosa si riferisce? A disturbi fisici o psico-emotivi?<br />
Il <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/03/07/il-sonno-dei-bambini/" target="_blank"><strong>sonno</strong></a> è un momento di passaggio, di abbandono che racchiude l&#8217;inconscio, l&#8217;entusiasmo, la gioia, la fatica, la stanchezza della giornata. </em><em>È un equilibrio fisiologico ma non così meccanico.<br />
Come comportarsi davanti ai risvegli notturni in un bambino grandicello? Cosa fare?</em> <em>Intervenire o, semplicemente, aspettare? Ristabilire le &#8220;regole&#8221; o accogliere?</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/rsivegli-notturni.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2025" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="rsivegli-notturni" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/rsivegli-notturni.png" alt="" width="279" height="161" /></a>Cara Silvia,<br />
ti scrivo perché ho un problema con  la mia bimba di 4 anni e mezzo.<br />
Ha <strong>sempre dormito</strong>. Io sono una di quelle degenerate che con il metodo <strong><em>Fate la nanna</em></strong> ho educato la mia bimba che allora aveva <strong>sei mesi</strong> a dormire.</p>
<p>Da ottobre lei ha dei <strong>risvegli </strong>e non so come aiutarla e come aiutarmi, visto che anch&#8217;io dopo dormo male o fatico a riaddormentarmi.<br />
Non so cosa la <strong>turbi </strong>o cosa l&#8217;abbia turbata, l&#8217;unica cosa che è successa ad ottobre è che io ho avuto un aborto spontaneo e siccome avevo un emorragia in corso sono andata in fretta e furia all&#8217;ospedale e mi hanno ricoverato una notte intera.<br />
Lei del bimbo non sapeva ancora però ha capito che quella notte non c&#8217;ero e ha chiesto a mio marito dov&#8217;ero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa devo fare</strong> ora? Oltre che <strong>arrabbiarmi </strong>tutte le volte che si sveglia?<br />
La mia pediatria mi ha consigliato <em>Sedibimbi </em>di Aboca, <strong>sciroppo omeopatico</strong>, e mi ha detto che potrebbero essere <strong>problemi legati alla crescita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo so che la disperazione è ben altra cosa quindi non ti dico che sono disperata ma ti dico che non sono abituata a non dormire e vorrei<br />
qualche <strong>consiglio </strong>pratico o non pratico.</p>
<p style="text-align: justify;">Salutoni<br />
Cristina</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/01/21/4-anni-e-risvegli-notturni/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<title>Sentirsi soli</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2009/11/09/sentirsi-soli/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 06:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[aborto spontaneo]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
		<category><![CDATA[handicap]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sento una privilegiata. Carla ha voluto donare a me e a questo blog la sua storia di sofferenza, ma anche di coraggio, di forza e di speranza. Io mi faccio megafono di quest&#8217;urlo di rabbia e di dolore, che però è lanciato da una donna che appartiene &#8220;alla razza che non si arrende&#8221; e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Mi</em><em> sento una privilegiata.<br />
Carla ha voluto donare a me e a questo blog la sua storia di sofferenza, ma anche di coraggio, di forza e di speranza.<br />
Io mi faccio megafono di quest&#8217;urlo di rabbia e di dolore, che però è lanciato da una donna che appartiene &#8220;alla razza che non si arrende&#8221; e che, dunque, tanto ci può inesgnare, far riflettere e fare uscire dal nostro &#8220;orticello egoista&#8221;.<br />
Mi sento piccola-piccola davanti a questo schermo, davanti a queste parole &#8220;e se tu vuoi parlare, sfogarti no, loro cambiano discorso, non si devono raccontare i propri dolori, le proprie angosce e tutto quello che vivi, rimane lì nelle quattro mura di una stanza di ospedale dove per forza ti devi tirare su&#8221;, ma no, qui, ora non si cambia discorso.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://public.blu.livefilestore.com/y1p6naac0TDBWQeKjw8uwoJY3o17ruIM4p2uPoZx4403BTJtGy59FTOj4PgrUewxKrX4B5bvZJVElUZ8a4nw-PEVA/DSCN0385.JPG"><img class="size-full wp-image-1861 alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Sentirsi soli" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Sentirsi-soli.JPG" alt="Sentirsi soli" width="340" height="254" /></a>Cara Silvia,<br />
ti scrivo perché in questo periodo sto ricevendo risposte agognate da tempo e  che mi stanno parzialmente riconciliando con la mia esistenza degli ultimi anni, ma nel frattempo aprono ancora una volta uno squarcio sulla società  attuale e su una sua <strong>espressione legislativa</strong> in particolare, la fatidica<a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/04040l.htm" target="_blank"><strong> Legge 40</strong></a>, che per me è sempre stata <strong>profondamente ingiusta</strong> già da quando non mi toccava in prima persona ma che adesso ritengo<strong> lesiva della libertà </strong>di ciascun essere umano che voglia diventare genitore e che certo non per sua scelta abbia  problemi come i nostri. So di non essere sola in questa sofferenza ed insofferenza, ma sento <strong>troppe poche voci</strong> di un coro che vorrei fosse alto, forte e potente e che non fosse magari relegato alle sole persone che subiscono l&#8217;ingiustizia associata al dolore.</p>
<p style="text-align: justify;">Cerco di riepilogare brevemente la mia storia, che immagino possa dare diversi spunti di discussione, sempre se tu vorrai pubblicarla.</p>
<p style="text-align: justify;">A gennaio 2005 scopro di essere <strong>incinta del mio primo figlio</strong>, dopo la prima visita mi presento dalla ginecologa per l’ecografia di controllo del <strong>battito cardiaco</strong>:  questo è totalmente <strong>assente</strong>, la mia gravidanza è terminata prima ancora che ne potessi gioire appieno, non approfondisco le sensazioni i sentimenti provati all’epoca, aggiungo solo che la causa a seguito dell&#8217;analisi citogenetica del materiale abortivo risulta essere una <a href="http://www.mammaepapa.it/salute/p.asp?nfile=pr_occgat" target="_blank"><strong>trisomia del cromosoma 22</strong></a> (<em>ndr </em>o <strong>sindrome degli occhi di gatto</strong>), praticamente incompatibile con la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">A giugno 2005, sono <strong>di nuovo incinta</strong>, non so se si possa dire ma io lo considero il mio &#8220;secondo&#8221; figlio: l&#8217;ecografia per il controllo del battito cardiaco e tutto il tempo passato fino ad arrivarci sono state una <strong>lunga apnea</strong>, abbiamo tirato un sospiro di sollievo solo quando abbiamo visto quel <strong>cuoricino che batteva</strong> con tutto il rumore che ci ha assordato. Siamo passati attraverso tutti gli step di quella che ricordo sempre come una <strong>gravidanza meravigliosa</strong>, tutti i controlli necessari anche se non indispensabili (compresa l&#8217;<a href="http://www.mammaimperfetta.it/gravidanza/amniocentesi/"><strong>amniocentesi</strong></a>) e tutto è andato bene al di là di ogni nostra aspettativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino ai giorni successivi alla sua nascita: lo faccio nascere in clinica per sentirmi più &#8220;protetta&#8221; nella mia privacy con mio figlio e la mia famiglia, lui nasce alle 22.40 del 7 febbraio 2006 la prima notte la passa tra l&#8217;<strong>incubatrice </strong>ed il nido ed io nella mia incoscienza del primo nato non me ne preoccupo. I due giorni successivi cominciano a far strillare campanelli nella mia testa: il mio piccolino<strong> non ha alcun tipo di fame, non si attacca al seno, non gli interessa neanche il biberon, rimane quasi sempre nel suo stato sonnacchioso.</strong><br />
Al terzo giorno di vita gli fanno una radiografia all&#8217;addome, e secondo pediatra e radiologo non c&#8217;è niente di anormale, ma anche il pediatra si comincia a preoccupare anche se non ci dà indicazioni, salvo il giorno delle dimissioni in cui messo alle strette ci consiglia di andare al Bambin Gesù e <strong>ci augura</strong> che non sia un altro caso di &#8220;<a href="http://www.ospedalebambinogesu.it/Portale2008/Default.aspx?IdItem=3883" target="_blank"><strong>megacolon</strong></a>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Non prolungo la disquisizione:<strong> trascorriamo in ospedale</strong> tra analisi, radiografie, biopsie, trasfusioni, operazione finale e quant&#8217;altro <strong>dal quarto giorno di vita di mio figlio fino ai suoi 2 mesi</strong>, periodo in cui ha fatto più digiuno che altro, non ha potuto prendere un goccio del mio latte (che nonostante il trauma e tutto c&#8217;era ed era pure abbondante, nonostante la fatica e la sensazione di essere meno presente perché mi allontanavo dalla sua culletta per andare a tirarmelo nella “stanza del latte”), e da cui è uscito con gran parte del colon in meno ed una <strong>colostomia </strong>che a casa abbiamo dovuto  accudire (<strong>altro che cura del troncone ombelicale</strong>: magari avessi potuto curarlo io e ritrovarmelo tra le mani invece che in una bustina per la raccolta della pipì nel suo sacchetto dell&#8217;ospedale!).</p>
<p style="text-align: justify;">A 3 mesi e mezzo viene<strong> nuovamente operato</strong> per chiudere la colostomia, e comincia il nostro purgatorio per farlo rientrare nei percentili ed in una crescita normale con cure infinite per fargli accettare lo svezzamento &#8220;anticipato&#8221; ed una dermatite al sedere che non è neanche definibile da pannolino perché a causa della mancanza del colon le  feci risultano altamente acide ed <strong>erodono la pelle fino alla carne</strong> viva.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante tutto questo, sono fortemente convinta che la mia famiglia possa solo migliorare aumentando il numero dei figli e visto che nessuno ci dà informazioni certe riguardo alle<strong> <a href="http://www.megacolon.it/articolo_genetica.html" target="_blank">cause genetiche del Morbo di Hirshsprung</a></strong> (<em>ndr </em>o megacolon) a luglio 2007 rimango <strong>nuovamente incinta</strong>, con la speranza di avere <strong>un figlio sano</strong> e con la convinzione che &#8220;al massimo un altro megacolon lo possiamo affrontare&#8221;. Peccato che il destino ci riservi altre novità: mentre mio figlio subisce <strong>nuovi ricoveri</strong> per cause all&#8217;epoca sconosciute (sospette <strong>enterocoliti </strong>a cui sono soggetti gli operati di megacolon, molto più probabilmente l&#8217;<strong>aderenza intestinale </strong>operata successivamente), l&#8217;ecografia morfologica diagnostica un&#8217;<strong><a href="http://www.mammaepapa.it/salute/p.asp?nfile=pr_agecc" target="_blank">agenesia del corpo calloso</a> </strong>del nostro &#8220;terzo&#8221; figlio, <strong>maschio con amniocentesi normale</strong>. In un paio di settimane prendiamo la<strong> terribile decisione</strong> di <strong>rinunciare a questo figlio</strong> tanto voluto tramite <strong>aborto terapeutico alla 23^ settimana</strong>: non mi dilungo su ciò che anche quest&#8217;esperienza provoca in me, in noi genitori, perché dopo averla vissuta so che solo chi ci è passato sa cosa voglia dire e che la maggior parte delle persone non vogliono neanche approfondire per non ritrovarsi di fronte al baratro di dolore che si spalanca di fronte (<em>ndr</em> una IVG alla 23^ settimana è un parto vero e proprio).</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente è da febbraio 2008 che siamo alla ricerca di notizie, informazioni, certezze relativamente alle <strong>cause di questo concatenarsi di &#8220;sfortune&#8221;</strong>, perché io appartengo a quella razza che<strong> non si arrende mai</strong> e cerca sempre una<strong> spiegazione razionale e “scientifica&#8221; </strong>alle cose che succedono, in modo da poter credere in qualcosa di &#8220;modificabile&#8221; e non nel caso. Abbiamo avuto, come dicevo all&#8217;inizio, le prime risposte: il nostro &#8220;unico&#8221; figlio è affetto da una mutazione di un gene ritenuto importante nella<strong> migrazione delle cellule neuronali </strong>al momento dello sviluppo dell&#8217;embrione: dobbiamo ancora verificare se uno di noi due genitori è effettivamente <strong>portatore sano</strong> di questa mutazione oppure se è derivata da un incrocio &#8220;sbagliato&#8221; del patrimonio genetico di noi genitori. Per la mia testa, questa risposta è comunque una cosa positiva, perché credo sia<strong> meglio sapere e conoscere che andare avanti al buio</strong>, ma contemporaneamente è negativa perché avessimo avuto maggiori informazioni forse mi sarei evitata il<strong> trauma psichico e fisic</strong>o (sì, anche fisico) dell’interruzione volontaria di gravidanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Io e mio marito che desideriamo fermamente una famiglia grande con almeno un paio di figli ci siamo, ormai, rivolti all&#8217;<strong>adozione internazionale</strong>: prima di tutto perché i tempi di queste ricerche ci sono sembrati un po&#8217; troppo lunghi,  secondo perché comunque<strong> non rientriamo nella casistica della Legge 40</strong>. Infatti, come comprovato non siamo sterili, secondariamente avremmo bisogno di un&#8217;<strong>analisi preimpianto</strong> degli embrioni che non portino la mutazione probabilmente causa di tutto questo lungo e duro calvario, cosa che è <strong>assolutamente vietata</strong> nel nostro Paese, che nella fattispecie definirei <strong>retrogrado e mentalmente ristretto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi, so che pare strano ma dopo le risposte sto cominciando a preoccuparmi per il futuro di mio figlio: non per la sua salute, ma perché come portatore di questa mutazione avrà il 50% di probabilità di trasmetterla ad eventuali figli, casomai lui volesse averne, e pensare che possa in futuro da aspirante genitore soffrire come noi abbiamo sofferto mi rende il pensiero ancora più odioso. So di non essere la sola, l&#8217;ho sperimentato in quei lunghi mesi d’ospedale ed in tutti i ricoveri successivi del mio nano: ci sono malformazioni di ogni genere e tipo, malattie di cui il 99,99% delle persone non conosce manco l&#8217;esistenza, ma<strong> io mi sento sola a voler gridare urlare l’ingiustizia della L. 40 e  la mentalità piccola e ristretta di tanta gente </strong>che protesta contro l&#8217;aborto e poi però quando gli capita accanto al proprio figlio un bambino con problemi di vario genere e tipo <strong>lo tiene lontano</strong>, la società che ti dice di non ricorrere all&#8217;aborto e poi <strong>ti abbandona</strong> appresso alle mille incombenze necessarie per accudire figli con malformazioni (terapie, assistenza scolastica, ricoveri etc.) senza una mano d&#8217;aiuto, perché fondamentalmente non si riesce ad <strong>accettare il diverso,</strong> ciascuno chiuso nel proprio <strong>orticello egoista </strong>e se a qualcuno capita il peggio<strong> a noi non ci riguarda</strong>.<br />
E quando capita, spesso è come se ci si <strong>sentisse in colpa</strong>, si tenta di nascondersi, di negare la verità e la realtà, perché le persone che incontri sanno solo dirti &#8220;anche a me è successo questo, anche alla figlia della conoscente del mio lontano parente, che vuoi fare devi andare avanti&#8221; e<strong> se tu vuoi parlare, sfogarti no, loro cambiano discorso</strong> non vogliono ascoltare, perché è difficile duro ascoltare la verità di chi <strong>è sceso all&#8217;inferno</strong> e sta tentando lentamente di tirarsene fuori, non si possono,<strong> non si devono raccontare i propri dolori</strong>, le proprie angosce e tutto quello che vivi, rimane lì nelle quattro mura di una stanza di ospedale dove per forza ti devi tirare su anche se tra una lacrima ed una battuta con le altre mamme sconosciute condividi molto di più di quello che condividi con le mamme che conosci &#8220;fuori&#8221; e che ti <strong>dovrebbero essere amiche</strong>.<br />
Ci si sente in un recinto dove tu sei l&#8217;<strong>animale strano</strong> e tutti gli altri però ti passano intorno nella <strong>semi-indifferenza</strong>, ti danno uno sguardo tra il <strong>curioso</strong>, il <strong>patetico </strong>ed il <strong>giudicante </strong>e poi via <strong>passano oltre</strong>: vorrei tanto riuscire a non sentirmi più  così, in modo da poter andare in giro con il mio nano per mano<strong> a mostrare la mia faccia felice ed orgogliosa madre di uno splendido essere speciale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://public.blu.livefilestore.com/y1pWoq45NqLcpLWe8oqVK2wbKV2ybzvfDB-vXbUvSdwOMwShV2LqGzC315SXuabt4fueJuv7vZ6uCfwV_JF3jWGSA/DSCN1591.jpg" alt="" width="512" height="382" /></p>
<p style="text-align: justify;">Grazie per la tua attenzione e la tua sensibilità, che sono sempre particolarmente toccanti.</p>
<p>Carla<br />
<a href="http://carlas73.spaces.live.com/Blog/" target="_blank">http://carlas73.spaces.live.com/Blog/</a></p>
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		<title>BUCA DELLE LETTERE</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 06:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo mail e messaggi che davvero mi stanno emozionando all&#8217;inverosimile.Per non perdere almeno quelli pubblici (le mail non le pubblicher&#242;, a meno che non sia autorizzata), ho deciso di creare questa nuova categoria (Scritto da te), dedicata alle parole e ai pezzi di vita che mi donate. L&#8217;ho deciso stasera, dopo aver letto QUI le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><img hspace="10" height="132" border="3" align="left" width="170" vspace="3" src="http://www.fotosearch.it/bthumb/UNQ/UNQ120/u16131111.jpg" alt="" />Ricevo mail e messaggi che davvero mi stanno emozionando all&#8217;inverosimile.<br />Per non perdere almeno quelli pubblici (le mail non le pubblicher&ograve;, a meno che non sia autorizzata), ho deciso di creare questa nuova categoria (<em>Scritto da te</em>), dedicata alle parole e ai pezzi di vita che mi donate.<br /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">L&#8217;ho deciso stasera, dopo aver letto </span><span style="font-size: small;"> </span><a target="_blank" href="http://mammaimperfetta.iobloggo.com/205/colloquiando" class="broken_link"><span style="font-size: small;"><strong>QUI</strong></span></a><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: small;">le parole incommentabili di Rossella</span>, <span style="font-size: small;">una donna unica, pienamente madre e pienamente moglie. <br /></span></p>
<p>__________________</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Cara, carissima Silvia,<br />da sempre Celeste mi diceva che nello scorrere pi&ugrave; o meno veloce delle giornate, bisogna saper cogliere e interpretare quei piccoli e grandi segni che ci si presentano e che le rendono diverse e speciali di volta in volta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Oggi, non so il perch&eacute;, mi sono fermata a curiosare qua e l&agrave; nel computer, cosa che faccio di rado e improvvisamente mi sono infilata nel tuo blog , la prima cosa che mi &egrave; saltata agli occhi &egrave; stato il nome di mio marito e subito dopo le belle parole che hai avuto per lui, nella lettera che gli hai dedicato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Sai, &egrave; da un po&#8217; di tempo che avevo in animo di scriverti, ma non sapevo come farti giungere i miei pensieri, desideravo tanto ringraziarti per la bella immagine che serbi di Celeste che sento sincera, vera, come lo sei tu nei miei ricordi e come lo sono state quelle parole scritte a suo tempo, ad entrambi, il giorno terribile in cui misero i sigilli alla Zanfi Editori e che conservo tuttora.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> Celeste che naturalmente era un grande conoscitore dell&#8217;animo umano, lo aveva avvertito sin dall&#8217;inizio che eri una persona dotata di grande sensibilit&agrave; e con una umanit&agrave; simile alla sua, per questo ed altro mi ha sempre parlato di te con grande rispetto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Parole, parole, parole&hellip;quante ne sono state spese per Celeste, quante ne ho sentite e subite in questi anni, in parte mi sono scivolate addosso e chiss&agrave; dove sono finite, altre hanno lasciato brutte cicatrici nel cuore e nell&rsquo;animo, altre come le tue, hanno agito da balsamo benefico e in parte hanno lenito il dolore e la durezza di questi ultimi anni che hanno stravolto la nostra esistenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Cara Silvia, sono sinceramente felice di vedere che ti sei realizzata pienamente nel lavoro, che hai una bellissima famiglia e dei meravigliosi bambini, sono certa, osservando con pi&ugrave; attenzione i tuoi diari di vita quotidiana, che sei e sarai sempre una tenera e brava mamma, consapevole e attenta ai bisogni dei tuoi cari.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Ti auguro una vita piena di amore e felicit&agrave; vera, come lo &egrave; stata la mia con Celeste, non scoraggiarti mai davanti alle difficolt&agrave; che ci vengono riservate nel corso del tempo per &quot;metterci alla prova&quot;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Ricorda che le donne e poi mogli e poi madri ed infine dolcissime nonne, traggono la loro linfa vitale dalla famiglia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Celeste poco prima di entrare in ospedale, mi ha detto che qualsiasi cosa gli fosse accaduta io dovevo trovare la forza di proseguire in seno alla nostra famiglia, nei nostri figli, che sono l&#8217;essenza del nostro amore e il dono pi&ugrave; grande che la vita ci regala.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">In questo frangente per me cos&igrave; doloroso, mi accorgo di aver smarrito quel &quot;senso della vita&quot; tanto caro a mio marito, confido di poterlo ritrovare, nel tempo, grazie all&#8217;amore che mi circonda.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> Un bacio e un abbraccio.<br />Rossella<br /></span></p>
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