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	<title>MammaImperfetta&#187; risvegli notturni</title>
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		<title>5 anni, la scuola e i risvegli notturni</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 08:25:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
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		<description><![CDATA[Domanda Buonasera dottoressa, sono mamma di una bambina di 5 anni e mezzo, solare, socievole e molto testarda. Insomma è una bambina &#8220;normale&#8221;.  Le scrivo in quanto tutta l&#8217;estate alla sua domanda &#8220;quando torno a scuola?&#8221; le rispondevo così: &#8220;prima andiamo al mare, poi, quando torniamo, stai ancora qualche giorno a casa, poi inizia scuola&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/rsivegli-notturni.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2025" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="risvegli-notturni" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/rsivegli-notturni-300x173.png" alt="" width="253" height="145" /></a>Domanda</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Buonasera dottoressa,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>sono mamma di<strong> una bambina di 5 anni e mezzo</strong>, <strong>solare, socievole e molto testarda</strong>. Insomma è una bambina &#8220;normale&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le scrivo in quanto tutta l&#8217;estate<strong> alla sua domanda &#8220;quando torno a scuola?</strong>&#8221; le rispondevo così: &#8220;prima andiamo al mare, poi, quando torniamo, stai ancora qualche giorno a casa, poi inizia scuola&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il problema è iniziato proprio <strong>al ritorno dal mare: la bambina si sveglia in piena notte e dice di non aver più sonno</strong>. Quindi <strong>stiamo entrambe sedute al buio aspettando la ricomparsa del sonno.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Stanotte ad esempio è rimasta sveglia dalle 2 alle 5.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>La bambina dorme in cameretta da sola, da 1 anno e mezzo</strong>, con due orsacchiotti e la lucina della notte accesa. Si addormenta verso le 22 serenamente, <strong>ha sempre avuto i risvegli notturni per fare la pipì o bere</strong> ma una volta riaccompagnata a letto la coprivo e <strong>si addormentava subito</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sono disperata: lavoro tutto il giorno e la notte non dormo più, da quasi un mese.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La bambina invece non sembra risentire della mancanza di sonno.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come posso fare per far si che riposi tutta la notte? Questa sua mancanza di sonno sarà legato veramente all&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Grazie.</em></p>
<h3> <span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Cara mamma,</p>
<p style="text-align: justify;">non è semplice rispondere alla tua richiesta perché <strong>ogni persona, ogni coppia genitore-bambino, ha la sua specificità che riguarda sia l&#8217;addormentamento che il modo di gestire i risvegli notturni</strong>. Non esiste un modo buono o non-buono di gestire questi ultimi, ed ogni intervento va calibrato sulla soggettività della relazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero che questo non sia scoraggiante per te.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Io credo che la tua bambina stia affrontando un momento di cambiamento molto importante</strong>: questo non solo coincide con <strong>l&#8217;inizio della scuola</strong> e probabilmente di un nuovo ciclo scolastico, ma anche -evidentemente- con <strong>un cambiamento fisiologico nel ritmo del sonno</strong> (non sembra infatti risentire della mancanza).</p>
<p style="text-align: justify;">Capisco benissimo la tua situazione, comune a tante mamme, e certamente faticosa. Tieni presente che <strong>l&#8217;unico rimedio è la pazienza, la tolleranza, e la fiducia nel fatto che non è una situazione &#8220;eterna&#8221;: regredirà spontaneamente</strong> nell&#8217;arco di breve tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe importante anche vedere <strong>cosa avviene durante i risvegli</strong>: mi pare di capire che non ci sia preoccupazione, o ansia, o incubi, segno che potrebbe far pensare inequivocabilmente ad un disagio. Resta da capire se la piccola non esprime un&#8217;ansia, o piuttosto non sia altro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli unici suggerimenti che posso darti riguardano la relazione con tua figlia e la qualità del tempo che condividete.</strong> Il tempo che passate insieme la notte, infatti, mi fa pensare (forse mi sbaglierò, forse no) che è comunque <strong>un tempo di <em>condivisione</em>, in cui la piccola ti ha tutta per sé</strong>, diversamente da quanto avviene durante <strong>il giorno</strong>, in cui, come racconti, <strong>sei molto impegnata nel lavoro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessun giudizio nei tuoi confronti, chiaramente, piuttosto molta <strong>solidarietà</strong>: non è facile gestire il tempo della famiglia e quello del lavoro. Proprio per questo <strong>punterei alla qualità del tempo che trascorri con la bambina,</strong> e a farle percepire <strong>la tua piena presenza nelle ore che passate insieme quando tu non lavori</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>rito dell&#8217;addormentamento</strong>, di cui tanto si parla per i neonati o per i bambini piccoli, è importante anche a quest&#8217;età: proverei a <strong>creare dei momenti di intimità e di coccole</strong> che consentano a tua figlia di godere appieno di questo momento, senza che diventi un gesto semplicemente <em>routinario</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; abbastanza grande: prova a parlare con lei. <strong>Incoraggia l&#8217;espressione dei suoi vissuti, condivideteli,</strong> invitala a dirti cosa le piace o non le piace delle sue giornate, della scuola, sii presente e coinvolta, così che lei non si senta trascurata in un momento che di certo per lei è importante. E soprattutto, raccontale di te: di te oggi, ma anche di te bambina, quando avevi la sua età, come ti sentivi, come vivevi i tuoi 5 anni…</p>
<p style="text-align: justify;">Sono piccoli e semplici suggerimenti, ma che puntano a <strong>migliorare il dialogo e la qualità del vostro rapporto</strong>. Investendo sulla relazione di certo ne guadagnerete entrambe, vi servirà ora, ma anche in altri momenti di passaggio che saranno significativi per la sua e la vostra crescita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non scoraggiarti, e vedrai che anche la piccola avrà più coraggio e fiducia in se stessa</strong>. Il suo potrebbe essere un comportamento eloquente che vuole comunicarti qualcosa d&#8217;altro, ma potrebbe semplicemente essere una fase di passaggio. <strong>Ti invito a rimanere <em>in ascolto</em> di tua figlia, ad osservarla, e solo nel caso in cui la situazione non migliorasse sarà possibile rivalutarla.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Resto a tua disposizione, e ti auguro <em>buon lavoro</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://agnonemarcella.wordpress.com/contatti/" target="_blank"><strong>Marcella Agnone &#8211; Psicologa Psicoterapeuta</strong></a></p>
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		<title>Se il bimbo non si addormenta</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatra]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[nanna]]></category>
		<category><![CDATA[pediatra]]></category>
		<category><![CDATA[risvegli notturni]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Buongiorno Dottore, sono mamma di uno splendido bimbo di 18 mesi che non è mai stato un grande dormiglione, fin da piccolo è sempre stato un bambino agitato e nervoso, crescendo la situazione è migliorata, di giorno il pomeriggio riposa un&#8217; oretta e mezza, il più delle volte con risveglio dopo un&#8217; ora che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambina-nanna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3788" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="bambina-nanna" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambina-nanna-234x300.jpg" alt="" width="234" height="300" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Buongiorno Dottore, </em><br />
<em>sono mamma di uno splendido <strong>bimbo di 18 mesi</strong> che <strong>non è mai stato un grande dormiglione</strong>, fin da piccolo è sempre stato un bambino <strong>agitato e nervoso</strong>, crescendo la situazione è migliorata, di giorno il pomeriggio riposa un&#8217; oretta e mezza, il più delle volte con<strong> risveglio dopo un&#8217; ora</strong> che solo con un mio intervento, coccole ed eventualmente seno, si calma e dorme per un altro po&#8217;&#8230;. ma la notte è sempre un disastro&#8230;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Io<strong> allatto ancora e a volte ho paura che questo non lo aiuti a staccarsi da me</strong>. Ogni ora (massimo due) si sveglia, ma in realtà non sempre apre gli occhi, e<strong> si calma solo se lo attacco</strong> al seno&#8230; sono molto molto stanca,<strong> dorme nel lettone</strong>, ma questo non è un problema di per sè, è più il <strong>risveglio continuo,</strong> e soprattutto la continua ricerca del seno&#8230;. le abbiamo provate tutte, <strong>Estevil, Hogg, oltre che sciroppi omeopatici e fiori di bach</strong>&#8230;. niente&#8230;. ora sto provando con la melatonina ma non sembra servire&#8230;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>C&#8217;è da dire che il mio piccolo è molto cocciuto e se non gli dò il seno o si sveglia per 2 ore o è capace di<strong> <a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/spasmi-affettivi/" target="_blank">piangere fino ad andare in apnea</a></strong> (problema che si ripropone anche quando si fa male&#8230;.) quindi non è facile e io non so più cosa fare.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Grazie se mi può dare qualche consiglio.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">Risposta</span><em></em></h3>
<p style="text-align: justify;">Cara Signora,<br />
Aspettavo una domanda su questo argomento che è generalmente molto sentito e che è stato oggetto di dibattiti a volte furiosi. Il <strong>sonno notturno e la sua costanza</strong> sono effettivamente variabili da bambino a bambino. Lei afferma già in partenza che il suo bambino è sempre stato “<strong>agitato e nervoso</strong>” e quindi <strong>difficile da addormentare</strong> anche se nel tempo è migliorato. Probabilmente avrei bisogno di qualche elemento in più per rispondere in modo completamente esaustivo ma provo a dare qualche <strong>consiglio sull’addormentamento</strong> che dovrebbe diventare un momento rituale nella vita del bambino.<br />
Addormentarsi vuole dire <strong>distaccarsi dalle persone che sono l’oggetto del desiderio affettivo</strong> del bambino e quindi è un momento che, soprattutto dopo 8-9 mesi, diventa spesso difficile. Leggo che lei ha <strong>spesso usato il seno per calmare e tranquillizzare</strong> il bimbo e <strong>non è sbagliato</strong> ma bisogna fare attenzione ai limiti da dare. Quella che lei mi riferisce non è più suzione nutritiva ma vero e proprio <strong>momento consolatorio</strong> e questo non è propriamente corretto.<br />
Lei mi racconta che ha provato vari metodi e che il bambino è molto cocciuto ma credo che questo sia il momento di fare delle scelte e portarlo a un<strong> rapporto migliore con il letto e il sonno</strong> anche a costo di qualche notte inizialmente difficile.<br />
Per prima cosa bisogna che <strong>lui associ il suo letto con il sonno</strong> quindi bisogna abituarlo a <strong>dormire nel suo lettino</strong> magari non tenendolo in braccio ma associando una<strong> ninna nanna</strong> o una lettura o altri rituali che permettano al bambino di<strong> associare il piacere al lettino</strong>.<br />
Non fare giocare troppo iol bimbo prima del sonno in quanto tende a eccitarlo e quindi a interferire con il sonno.<br />
<strong>Abbassate la luce nelle fasi dell’addormentamento</strong> in modo da non stimolare troppo il piccolo.<br />
All’inizio sicuramente sarà difficile ma bisogna resistere alla tentazione di riportarlo nel lettone o prenderlo in braccio o dargli il seno cercando di  <strong>entrare in camera e tranquillizzarlo solo con la voce e la presenza</strong> e aspettando sempre un tempo crescente prima di entrare dopo la sua chiamata. Il metodo si chiama <strong>estinzione graduale</strong> ma prevede comunque una certa forza nell’applicarlo soprattutto se il piccolo ha strutturato una dipendenza così forte da alcuni rituali non corretti. Non bisogna sentirsi cattivi genitori nel farlo perchè insegnare una <strong>autonomia nell’addormentarsi </strong>è comunque il punto di partenza per altri passi importanti.<br />
Buon lavoro.</p>
<p><em><strong>Dott. Francesco Torcetta &#8211; Pediatra</strong></em></p>
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		<title>[Specialisti] Risvegli notturni a 7 mesi</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Floriteapista]]></category>
		<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[fiori di bach]]></category>
		<category><![CDATA[floriterapista]]></category>
		<category><![CDATA[risvegli nott]]></category>
		<category><![CDATA[risvegli notturni]]></category>
		<category><![CDATA[specialisti online]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Gentile dott.ssa, sono mamma di due splendidi bimbi, una di 4 anni ed uno di 7 mesi. Il piccolo da almeno un mese e mezzo ci sta sfinendo con continui risvegli notturni. Anche la prima bimba ha avuto problemi di sonno sino ai due anni, ma essendo nata prematura si poteva forse trattare di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/risvegli-notturni-fiordi-di-bach1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3512" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="risvegli notturni fiori di di bach" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/risvegli-notturni-fiordi-di-bach1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Gentile dott.ssa,<br />
sono mamma di due splendidi bimbi, una di 4<strong> anni ed uno  di 7 mesi</strong>.<br />
Il piccolo da almeno un mese e mezzo ci sta sfinendo con  <a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/il-sonno-dei-bambini/" target="_blank"><strong>continui risvegli notturni</strong></a>. Anche la prima bimba ha avuto <strong>problemi di  sonn</strong>o sino ai due anni, ma essendo nata prematura si poteva forse  trattare di una conseguenza naturale dei primi mesi difficili. Nel caso  di Leonardo, invece,<strong> non ci sono motivi  apparenti. </strong>Abbiamo iniziato lo <strong>svezzamento</strong>, che va bene, ed ha tagliato  due dentini. Posso quindi pensare che il tutto sia dovuto a questo.<br />
Sta  di fatto che, mentre con la prima figlia riuscivo a reggere alla  <strong>stanchezza e mancanza di sonno</strong>, stavolta non ce la faccio proprio&#8230;sto  per<strong> tornare al lavoro</strong>, anche se sarà un rientro graduale, e non so come  potrei conciliare tutto (figli, casa, lavoro) con i <strong>giramenti di testa, la  nausea, i dolori da contratura nervosa</strong> con cui combatto da tre  mesi&#8230;mio marito dice che è tutto normale e bisogna solo attendere,ma  io ormai praticamente non dormo più profondamente bensì vivo anche di  notte di un <strong>dormiveglia leggero in attesa degli urli dall&#8217;altra  camera</strong>&#8230;mio marito, per fortuna, si sta occupando del piccolo per metà  notte e fino alla poppata delle 5-6 del mattino ma non lo sente quando  piange e perciò devo comunque svegliarmi per avvisarlo e poi non riesco a  riaddormentarmi mentre lui lo porta in giro per  casa (che non è una reggia&#8230;) per riaddormentarlo evitando che svegli  la sorella!<br />
Ho proposto anche di <strong>dormire a turno dai nonni</strong>, così da  avere almeno un sonno completo a testa a settimana, ma lui non ne vuole  sapere&#8230;ho proposto il<strong> metodo Estivill </strong>mitigato dai <strong>consigli di Tracy  Hogg</strong>, ma idem come sopra&#8230;e così andiamo avanti con queste notti  assurde, litigando come idioti nel cuore della notte e facendo così  innervosire il bimbo ancora di più.<br />
Poi, lui si alza per andare a  lavorare e non so come arriva integro a fine giornata&#8230;io, invece,  sbarello e <strong>non mi reggo in piedi senza integratori e sonnellini </strong>(se e  quando riesco a trovare tempo per farli!!!). Pensa ci sia qualcosa che  posso fare, premettendo che sono fermamente convinta che il bimbo si  possa in qualche modo <strong>rieducare a gestire da solo i suoi risvegli  notturni</strong> in condizioni normali (ovvero senza raffreddori, mal di pancia,  etc.)?<br />
La ringrazio di cuore per i consigli che vorrà darmi. </em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Gentile F.,<br />
grazie per la sua richiesta molto chiara e precisa riguardo agli stati d&#8217;animo che sta provando.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi dà l&#8217;occasione di ricordare che<strong> l&#8217;uso dei Fiori di Bach non è sintomatico </strong>(ovvero non esiste il fiore per l&#8217;insonnia o la stanchezza <em>tout court</em>) ma occorre effettuare un&#8217;analisi più ampia,<strong> approfondendo il vissuto particolare</strong> della persona, in un&#8217;altrettanto precipua situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si può limitarsi a ragionare secondo la logica sintomo-malattia-farmaco (anche perché i fiori non lo sono),  bensì<strong> indagare lo stato emotivo che la persona sta provando in una determinata fase della sua vita</strong> (ad es. un&#8217;altra persona nella sua stessa situazione potrebbe riportare emozioni diverse e quindi aver bisogno di rimedi diversi dai suoi).</p>
<p style="text-align: justify;">Per un approfondimento e curiosità sul  funzionamento dei fiori di Bach, la rimando a <a href="http://www.psicolab.net/2006/non-combattere-ma-trasformare-i-fiori-di-bach/" target="_blank"><strong>questo mio articolo</strong></a>.<a href="http://www.psicolab.net/2006/non-combattere-ma-trasformare-i-fiori-di-bach/"></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra di capire che, in questo momento, sia lei ad aver bisogno di un sostegno maggiore, perché Leonardo, a quanto mi dice, potrebbe davvero attraversare un momento passeggero di malessere dovuto ai nuovi cambiamenti della sua quotidianità (lo svezzamento e i primi dentini).</p>
<p style="text-align: justify;">Cerchiamo in primis  di cogliere fra le parole, gli elementi chiave che ci possono aiutare a trovare i rimedi più adeguati per la sua mamma:</p>
<p style="text-align: justify;">“ci sta sfinendo” “stanchezza e mancanza di sonno” “non ce la faccio proprio” mi fanno pensare a uno s<strong>tato di spossatezza</strong>, dovuto sicuramente alla <strong>privazione del sonno ristoratore</strong> che si protrae ormai da tempo (senza dimenticare che poi durante il giorno è lei che si occupa di entrambi i bambini!). Mi riporta inoltre anche una <strong>sintomatologia fisica</strong> (giramenti di testa, nausea, dolori da contrattura nervosa) che confermano il <strong>continuo stato di tensione</strong> che sta provando. Quando noi dormiamo tutto l&#8217;organismo si rilascia e si rigenera, per permetterci di ripartire con nuove energie al mattino, ma nel suo caso si tratta di un “dormiveglia leggero”, nel quale è impossibile abbandonarsi a un recupero.<br />
Il fiore di Bach che potrebbe riportarla in equilibrio su questo aspetto è  <strong><em>Olive</em></strong>, al quale aggiungerei <strong><em>Elm</em></strong>, per riuscire a far fronte all&#8217;aspetto che si manifesta nella frase “non so come potrei conciliare tutto”.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal momento che Leonardo ha ancora le sue poppate notturne, suggerirei di <strong>unire alla miscela anche <em>Walnut</em></strong>, che aiuta ad <strong>affrontare i cambiamenti</strong> (vedi <a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/svezzamento/" target="_blank"><strong>svezzamento </strong></a>e dentini) di modo che l&#8217;<strong>energia protetti</strong>va di questo fiore possa arrivare anche a lui attraverso il suo latte: si ricordi che essendo rimedi vibrazionali, i fiori agiscono <strong>all&#8217;unisono sul sistema madre-bambino</strong>, rapporto simbiotico che sta affrontando il difficile processo di separazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Come lei ha ben sottolineato, i bambini sono dotati di una sensorialità accentuata che fa loro cogliere il nervosismo che li circonda, ma allo stesso tempo sono estremamente recettivi anche alle vibrazioni positive dei rimedi floreali, anche se assunti dal genitore.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per il fatto che è ancora in corso l&#8217;<strong>allattamento</strong>, si faccia fare nella sua erboristeria di fiducia,  una <strong>miscela priva di brandy</strong> (usato come conservante) che durerà meno ma garantirà che il sapore del latte non venga alterato. In alternativa si può usare l&#8217;aceto di mele come conservante.</p>
<p style="text-align: justify;">Prenda <strong>4 gocce della miscela così preparata (Olive + Elm + Walnut) per quattro volte al giorno </strong>(fino al suo esaurimento)  direttamente in bocca oppure diluite in poca acqua, come preferisce.</p>
<p style="text-align: justify;">Sento comunque in lei delle <strong>importanti risorse per affrontare la situazione</strong> (e, al di là dei normali bisticci, anche l&#8217;apporto di suo marito è fondamentale), quindi penso che i fiori la aiuteranno dolcemente a ritrovare le energie e <strong>riprendere contatto con il suo “sapere di mamma”</strong>, che, come ogni genitore sa, spesso è messo a dura prova dalle circostanze che  inducono a dubitare di ciò che naturalmente sappiamo essere il meglio per noi e per  i piccoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Ah, dimenticavo, per facilitare il<strong> riaddormentamento fra una poppata e l&#8217;altra</strong>, può provare un esercizio base di respirazione addominale, concentrando semplicemente l&#8217;attenzione sull&#8217;aria che entra ed esce:  di solito aiuta a scivolare serenamente nel sonno.</p>
<p style="text-align: justify;">La saluto con affetto.<br />
Virginia Cioni &#8211; Psicologa Psicoterapeuta</p>
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		<title>4 anni e risvegli notturni</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[4 anni]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi ha avuto un problema di risvegli notturni con bambini ormai grandicelli? Questo pediatra cosa intende con &#8220;disturbo di crescita&#8221;? Cos&#8217;è un disturbo di crescita? A cosa si riferisce? A disturbi fisici o psico-emotivi? Il sonno è un momento di passaggio, di abbandono che racchiude l&#8217;inconscio, l&#8217;entusiasmo, la gioia, la fatica, la stanchezza della giornata. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Chi ha avuto un problema di risvegli notturni con bambini ormai grandicelli?<br />
Questo pediatra cosa intende con &#8220;disturbo di crescita&#8221;?</em><em> Cos&#8217;è un disturbo di crescita? A cosa si riferisce? A disturbi fisici o psico-emotivi?<br />
Il <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/03/07/il-sonno-dei-bambini/" target="_blank"><strong>sonno</strong></a> è un momento di passaggio, di abbandono che racchiude l&#8217;inconscio, l&#8217;entusiasmo, la gioia, la fatica, la stanchezza della giornata. </em><em>È un equilibrio fisiologico ma non così meccanico.<br />
Come comportarsi davanti ai risvegli notturni in un bambino grandicello? Cosa fare?</em> <em>Intervenire o, semplicemente, aspettare? Ristabilire le &#8220;regole&#8221; o accogliere?</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/rsivegli-notturni.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2025" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="rsivegli-notturni" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/rsivegli-notturni.png" alt="" width="279" height="161" /></a>Cara Silvia,<br />
ti scrivo perché ho un problema con  la mia bimba di 4 anni e mezzo.<br />
Ha <strong>sempre dormito</strong>. Io sono una di quelle degenerate che con il metodo <strong><em>Fate la nanna</em></strong> ho educato la mia bimba che allora aveva <strong>sei mesi</strong> a dormire.</p>
<p>Da ottobre lei ha dei <strong>risvegli </strong>e non so come aiutarla e come aiutarmi, visto che anch&#8217;io dopo dormo male o fatico a riaddormentarmi.<br />
Non so cosa la <strong>turbi </strong>o cosa l&#8217;abbia turbata, l&#8217;unica cosa che è successa ad ottobre è che io ho avuto un aborto spontaneo e siccome avevo un emorragia in corso sono andata in fretta e furia all&#8217;ospedale e mi hanno ricoverato una notte intera.<br />
Lei del bimbo non sapeva ancora però ha capito che quella notte non c&#8217;ero e ha chiesto a mio marito dov&#8217;ero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa devo fare</strong> ora? Oltre che <strong>arrabbiarmi </strong>tutte le volte che si sveglia?<br />
La mia pediatria mi ha consigliato <em>Sedibimbi </em>di Aboca, <strong>sciroppo omeopatico</strong>, e mi ha detto che potrebbero essere <strong>problemi legati alla crescita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo so che la disperazione è ben altra cosa quindi non ti dico che sono disperata ma ti dico che non sono abituata a non dormire e vorrei<br />
qualche <strong>consiglio </strong>pratico o non pratico.</p>
<p style="text-align: justify;">Salutoni<br />
Cristina</p>
<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/01/21/4-anni-e-risvegli-notturni/"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il sonno dei bambini</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2009/03/07/il-sonno-dei-bambini/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 13:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Prima infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro volta]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[estevil]]></category>
		<category><![CDATA[fate la nanna]]></category>
		<category><![CDATA[risvegli notturni]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>

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		<description><![CDATA[In collaborazione con il Dott. Alessandro Volta, pediatra presso l&#8217;Ospedale Franchini di Montecchio Emilia (RE) Mi è più volte stato sollecitato un pezzo sul sonno. Come l&#8217;allattamento, anche il sonno è un argomento altamente controverso che si interseca con attitudini del bambino, esigenze della famiglia, bisogni fisiologici e tanto altro. Non amo le direttive e  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>In collaborazione con il </em><a href="http://www.vocidibimbi.it/autori.htm" target="_blank"><em><strong>Dott. Alessandro Volta</strong></em></a><em>,<br />
pediatra presso l&#8217;<a href="http://www.ausl.re.it/Home/DettaglioLuogo.aspx?ID=997" target="_blank">Ospedale Franchini</a> </em><br />
<em>di Montecchio Emilia (RE)<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/40-gg-relax_P2-1.jpg" target="_blank"><img src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/40-gg-relax_P2-1.jpg" border="3" alt="" hspace="10" vspace="3" width="250" height="188" align="left" /></a>Mi è più volte stato sollecitato un pezzo sul sonno.<br />
Come l&#8217;allattamento, anche il sonno è un argomento altamente controverso che si interseca con attitudini del bambino, esigenze della famiglia, bisogni fisiologici e tanto altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Non amo le direttive e  le formule preconfezionate, sia in un senso (estinzione controllata) che nell&#8217;altro (co-sleeping).<br />
È giusto che ciascuna famiglia decida ciò che è meglio per il suo bambino.<br />
Ho letto qualche classico su questo tema (<em>Fate la Nanna, Facciamo la Nanna, Genitori di giorno e di notte, Il linguaggio segreto dei neonati</em>) e mi sono resa conto, anche in base all&#8217;esperienza con i miei due bimbi, che alla fine ci si scontra sempre con le esigenze dei propri bambini reali e occorre scendere, in un modo o nell&#8217;altro, a qualche compromesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Matteo si è addormentato in braccio fino a 16 mesi, ma dai 13 mesi in avanti ha sempre dormito tutta la notte.<br />
Niccolò si è sempre addormentato da solo, fin da piccolissimo, ma tuttora (2 anni e 8 mesi) si sveglia e fino ai due anni lo faceva 6-7 volte.<br />
Entrambi hanno dormito nel loro letto ma in camera con noi fino all&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra tutto ciò che ho letto, l&#8217;approccio che mi è parso più interessante e aderente al mio modo di sentire è quello del <strong>Dott. Alessandro Volta</strong>, pediatra, padre di tre figli, autore di libri (<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__apgar.php" target="_blank"><strong><em>Apgar 12</em></strong></a> e <em><strong> <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__nascere_genitori.php" target="_blank">Nascere Genitori</a></strong></em>) e responsabile del Servizio Salute Donna e Infanzia del Distretto di Montecchio Emilia (RE).</p>
<p>Pubblico, dunque, per gentile concessione sua, il suo articolo su questo argomento, scritto in risposta ad una mamma.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Gentile dottore,</em><br />
<em>sono la mamma di Margherita nata lo scorso marzo. Sta andando tutto bene. Lo svezzamento procede benissimo e Margherita è una bimba molto gioiosa e autonoma. Continua però ad esserci un grosso problema: il dormire. Si sveglia ancora molte volte per notte.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A questo punto escludo che sia per la fame. Non è ancora capace di addormentarsi da sola e in questo credo di non averla affatto aiutata: da quando è nata l’ho fatta addormentare attaccandola al seno e l’ho fatta dormire nel lettone. Adesso, a più di 10 mesi, si addormenta a fatica dopo averla cullata per diverso tempo e, nelle migliori delle ipotesi, dorme un paio d’ore. In sostanza si sveglia ogni due ore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Oltre la fatica di reggere la situazione sono preoccupata per lei. Non riposa bene e a sufficienza e, anche quando ha evidentemente sonno, non riesce sempre ad addormentarsi. Non sono stata in grado di insegnarle a dormire e ora lei non è libera in questo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non so bene come fare. Ho letto anche il libro ‘Fate la nanna’ consigliatomi da una mia amica, ma l’approccio unico che va bene per tutti non mi piace molto. Oppure altri sostengono di farla piangere sino a che non si addormenta. Anche questo non riuscirei e non vorrei praticarlo. Anche perché, oltre alla mia incapacità di reggere il suo pianto e alla ricerca da quando è nata di accompagnarla nelle fasi della crescita con gradualità e dolcezza, Margherita è una bimba molto cocciuta, in grado di piangere per ore senza mollare, anzi…innervosendosi sempre più. Quindi rischierei di ottenere l’effetto opposto a quello desiderato.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come posso procedere per cercare di farla dormire nel suo letto sempre più a lungo e ad insegnarle la libertà di dormire quando vuole o ne ha bisogno? </em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Se Margherita quando è sveglia è una bimba &#8220;molto gioiosa e autonoma&#8221;, è abbastanza normale che sfoghi nel sonno le sue difficoltà e le sue paure. All&#8217;età di Margherita si comincia a diventare consapevoli della propria individualità e a capire che gli altri non fanno parte di noi e che quindi possono anche <strong>abbandonarci</strong>; a questa età comincia lo sforzo (che durerà tutta la vita) di adattare i propri bisogni all&#8217;ambiente e alle persone che ci sono vicine, a fare i conti con i propri limiti e le proprie possibilità; Margherita ha iniziato la grande avventura (che procede per tentativi ed errori) di camminare verso la completa autonomia.</p>
<p style="text-align: justify;">La difficoltà ad addormentarsi nasconde un&#8217;inevitabile <strong>paura a lasciare il mondo reale</strong> (quello dove la mamma e il papà si possono toccare) per abbandonarsi al mondo dei sogni (e a tutte le paure che nei sogni riescono a farla da padroni); i <strong>risvegli periodici</strong>, ad esempio ogni due ore, dipendono invece dalla difficoltà di passare agevolmente e autonomamente dal sonno profondo al sonno leggero (chiamato tecnicamente sonno REM, quello dei sogni) e viceversa. Se vediamo le cose dal punto di vista di Margherita probabilmente non facciamo molta fatica a capire, e quindi a giustificare, il suo &#8220;grosso problema del dormire&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo però come possiamo aiutare Margherita ad imparare a dormire?<br />
Per non imbrogliare nessuno dobbiamo ammettere che <strong>non esistono ricette preconfezionate</strong>, e in molti casi, nonostante la buona volontà e l’impegno, il problema può rimanere per tutto il secondo (e più raramente anche il terzo) anno di vita, dopodiché la situazione generalmente migliora quasi per incanto in maniera spontanea.<br />
Qualche <strong>suggerimento </strong>per la gestione dei prossimi mesi di Margherita possiamo comunque tentarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente <strong>non condivido il metodo di lasciar piangere il bambino</strong> (<em>n.d.r.</em> Eduard Estivill, <em>Fate la Nanna</em>) che con il pianto esprime efficacemente il proprio profondo disagio; gli faremmo soltanto sperimentare quello che lui teme di più: l&#8217;<strong>abbandono</strong> e la necessità di doversi arrangiare da solo, di dover contare soltanto su se stesso, di constatare che non c&#8217;è nessuno ad aiutarlo nella titanica impresa di crescere e vivere in questo strano mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente da <strong>evitare </strong>sono i <strong>farmaci </strong>(<em>n.d.r.</em> Nopron) per dormire che stanno diventando di moda anche da noi (agiscono direttamente su un sistema nervoso ancora in corso di maturazione).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;addormentamento in braccio, inevitabile nei primi mesi, può diventare un problema nei mesi successivi: al primo risveglio (o nel passaggio al sonno REM) il bambino ricerca l&#8217;abbraccio e il contatto perduto.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il 4-5° mese può essere utile provare un <strong>addormentamento direttamente in culla</strong> o nel lettino, rimanendo lì vicino, parlando o cantando o leggendo, oppure <strong>accarezzando </strong>o tenendo la mano, facendo cioè qualcosa che rassicuri e che faccia sperimentare al bambino che la sua difficoltà è compresa e condivisa e che c’è comunque qualcuno <strong>disponibile ad accompagnarlo</strong> nella sua impresa. Il bambino deve cioè avere la possibilità di provare e lo stimolo per impegnarsi, ma anche la certezza che non è solo e che può <strong>fidarsi</strong>, oltre che di se stesso, anche degli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine del <strong>primo anno</strong> e nel corso del <strong>secondo</strong>, può essere utile quello che gli psicologi chiamano l&#8217;<strong>oggetto transizionale</strong> (praticamente la coperta di Linus): un bambolotto, un peluche, una sciarpa, che per il bambino sia significativo e del quale possa fidarsi come di un vecchio amico.</p>
<p style="text-align: justify;">La decisione di fare dormire il bambino in camera con noi o in un&#8217;altra stanza deve essere individuale, sicuramente per lui poter esserci vicino e sentire la nostra presenza rappresenta un modo più facile per imparare a fidarsi delle proprie possibilità, e per noi una situazione favorevole ad aiutarlo. <strong>Un grande pediatra come Brazelton si è domandato se la nostra cultura non sia troppo esigente quando chiede ad un bambino piccolo di imparare a dormire in una stanza tutto solo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i <strong>frequenti risvegli</strong>, il consiglio è di aspettare un paio di minuti prima di intervenire, affinché il bambino abbia il tempo sufficiente per provare a <strong>consolarsi in maniera autonoma</strong> sperimentando le proprie capacità. Nel caso non riesca a riprendere sonno, proviamo a rassicurarlo con la voce; in caso di insuccesso andiamogli pure vicino, ma tentiamo ancora la consolazione con<strong> carezze e contatto</strong> prima di prenderlo in braccio. In particolare dopo il 4-5 mese, questa modalità rassicurante e graduale dovrebbe aiutare il bambino a conquistare una propria autonomia esercitando le proprie competenze e potenzialità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso decidiamo di <strong>portarlo a letto con noi</strong>, sarebbe utile <strong>evitare che il suo risveglio avvenga nel lettone</strong>, per evitare che sperimenti e riconosca quello come il luogo del proprio sonno; aspettiamo che sia nel sonno profondo (quando cioè ha un respiro regolare e non presenta alcun movimento) e<strong> riportiamolo nel suo letto</strong>, dove potrà svegliarsi e ritrovarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che non sia utile dare altri consigli più specifici, perché <strong>ogni bambino è diverso e ogni genitore ha il compito, difficile e stupendo al tempo stesso, di scoprire cosa è più utile per il proprio bambino.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Approvo molto l&#8217;intenzione, lucida e consapevole, manifestata dalla madre di Margherita, di accompagnare la crescita della figlia con &#8220;gradualità e dolcezza&#8221;; è importante non discostarsi mai da questo fondamentale proposito, anche a costo di <strong>dover tollerare alcuni &#8220;insuccessi&#8221;</strong> come questo del dormire, non dubitando mai che voler bene e dimostrare affetto possa essere un segno di debolezza che non aiuta a crescere. Molte ricerche nel campo sociologico e psicologico stanno dimostrando che i sentimenti positivi sperimentati nei primi due anni di vita stimolano la fiducia in se stessi e l&#8217;autostima, favorendo nelle età successive la capacità di relazioni positive e di comportamenti sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Riferimenti</span></strong></p>
<p><strong><br />
Siti</strong><br />
<a href="http://nasceregenitori.wordpress.com/" target="_blank">Nascere Genitori</a><br />
<a href="http://www.vocidibimbi.it/" target="_blank">Vocidibimbi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libri</strong><br />
A. Volta, <em>Nascere Genitori</em>, Urra, 2008.<br />
T.B. Brazelton, J.D. Sparrow,<em> Il tuo bambino e&#8230;il sonno</em>, Raffaello Cortina, Milano, 2003.<br />
Sara Letardi, <em>Il mio bambino non mi dorme &#8211; Come risolvere i problemi di sonno dei propri figli</em>, Bonomi Editore, 2008.<br />
T. Hogg, <em>Il linguaggio segreto dei neonati</em>, Mondadori, 2004.<br />
G. Honneger Fresco G.,<em> Facciamo la nanna</em>, Il Leone Verde Edizioni, 2006.<br />
W. Sears, <em>Genitori di giorno e …di notte</em>,  pubblicato in Italia da La Leche League International (lega internazionale latte materno), 1994.</p>
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		<title>Le notti di casa B.</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2008/09/04/le-notti-di-casa-b/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 08:07:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matteo e Niccolò]]></category>
		<category><![CDATA[Insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[risvegli notturni]]></category>

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		<description><![CDATA[Quelle notti in cui stenti ad addormentarti e ti giri e rigiri fino alle 2. Quando hai finalmente raggiunto la battuta d&#8217;arresto del moto perpetuo di corpo e testa&#8230;un vocina dalla stanza accanto incalza i tuoi sogni: - mi svegliateeeeeeeeee che ho finito di dormire? Va bene, tanto ormai è mattina, che saranno mai 10 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.fotosearch.it/bthumb/IMZ/IMZ171/tow0028.jpg" border="2" alt="" hspace="14" vspace="4" width="117" height="170" align="left" />Quelle notti in cui stenti ad addormentarti e ti giri e rigiri fino alle 2.<br />
Quando hai finalmente raggiunto la battuta d&#8217;arresto del moto perpetuo di corpo e testa&#8230;un vocina dalla stanza accanto incalza i tuoi sogni:<br />
- mi svegliateeeeeeeeee che ho finito di dormire?<br />
Va bene, tanto ormai è mattina, che saranno mai 10 minuti in più di sonno?</p>
<p>Accendo la luce della sveglia. Click. Sono le 2.40. Dormivo da 40 minuti.<br />
Matteo ha paura, dice che non vuole più dormire.<br />
Lo travasiamo nel lettone: credo sia la terza volta in 4 anni.</p>
<p>E la notte riprende placida. Per lui. Per noi sospinta da &#8220;teneri&#8221; calci ai fianchi e &#8220;simpatici&#8221; attorcigliamenti di capelli.<br />
Stanotte sarà un altra notte.</p>
<p>In compenso, Niccolò, ora dorme quasi sempre tutta notte. Quasi sempre.<br />
Se mai faremo il terzo, mi sottoporrò a &#8220;nopronterapia&#8221; per via venosa già dalla quarta settimana di gravidanza.</p>
<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/09/04/le-notti-di-casa-b/"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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