“Questo bimbo non è normale”

A forza di sentirmi dire che Niccolò “non è normale” tra poco inizierò a crederlo anche io.
E dopo saranno ca…voli amarissimi.

Nicolò è un bambino ipercinetico, con un carattere fortissimo. Non cede mai, vuole avere sempre l’ultima parola, risponde, reagisce, lancia gli oggetti.
È un bambino dalle reazioni estreme.
Non gioca mai con i giochi, ma con tutto ciò che ha una funzione reale. È poco, anzi, per nulla simbolico.
Gioca con le pile, le monete, le posate, lo spremiagrumi.
Tempo di concentrazione: 5 minuti.
A volte riesce anche a guardare un cartone animato per una quarantina di minuti. Ma sono momenti rari.

Ho sempre letto con attenzione ma poca immedesimazione i bei post sui bambini amplificati di Silvia e Serena (Genitori Crescono), perché Niccolò vive un po’ ingabbiato nei ruoli da quando era nella pancia: gravidanza poco tranquilla (test combinato preoccupante), richiamo per malattie metaboliche (poi risultato negativo), reflusso severo (con arresto di crescita, pianti per 23 ore al giorno, irritabilità, nervosismo), insomma, il ruolo del bambino un po’ patoloigico lo recita dal concepimento. E non volevo aggiungere anche il carico dello spirited kid (o bambino amplificato), per quanto non sia questa una categoria di bambino patologico.
Però ultimamente mi sono riletta qualcosa e devo dire che alcune caratteristiche marcate degli amplificati in lui si ritrovano.

È un bambino che va visto e seguito per qualche giorno per capire il livello di impegno che richiede che, assicuro, non è quello fisiologico che richiede il crescere un bambino di tre anni.
Perché quando ne parlo puntualmente arriva la fatidica frase “anche il mio…”.
Ma no, non è un’attività che rientra nei parametri la sua. Lo so perché di bambini di 3 anni ne ho visti tanti in questi anni di frequentazioni di nidi e materne.
Niccolò, non solo non sta mai fermo, fa due-tre cose contemporaneamente (mentre mangia con la destra, con la sinistra gioca con il pane, rovesciando puntualmente l’acqua  e con il piede gioca con la tovaglia) e questo in ogni attività, per 15 ore al giorno.
Niccolò non si può portare in giro perché scappa, corre verso la strada ridendo mentre tu con le gambe molli e il cuore in arresto lo rincorri pensando “non lo raggiungerò mai”.
Niccolò è un bambino che se decide che si deve arrampicare sul tavolo della cucina, prendere il riso e rovesciarlo, è matematicamente certo che entro un’ora, mentre tu stai facendo altro, ha fatto quel che aveva intezione di fare, pur sapendo che ne pagherà le conseguenze.
Niccolò è un bambino anche un po’ manesco con i coetanei, in particolar modo quando si annoia.
È un bambino che quando si arrabbia lancia e rompe qualsiasi cosa si trovi nel suo raggio d’azione.
Niccolò è uno di quelli che al mare “si è perso un bambino con il costumino blu”…il tempo di cercare la crema solare.

Per certo, e qui prevengo eventuali luoghi comuni, non è questione di educazione, mi chiamano “Rottermeier” :(( , insomma non sono una di polso debole (anzi forse il mio peggior difetto è di essere un po’ rigida nell’educazione), seconda cosa perché suo fratello, educato alla stessa maniera (anzi, meno rigidamente) è l’esatto opposto, è un piccolo omino che a tre anni stava seduto due ore a tavola (fin troppo esagerato dall’altro lato).
Il tempo di scrivere queste righe (quindici minuti) e si è alzato dal divano 7 volte, ha aperto un cassetto 10 volte, ha tirato fuori le posate, i feltrini per i mobili, li ha appiccicati ovunque, si è preso la merenda, ha aperto il portafogli e rovesciato le monete, acceso e spento le luci 5 volte, staccato 3 addobbi dall’albero, fatto partire 2 telefonate e…se non mi muovo a concludere mi demolisce la casa.

E quindi conlcudo, ma lo voglio fare con i pregi di questo cucciolo, con le sue positività che nessuno sembra notare perché l’impegno che richiede è sfibrante.
È un bambino affettuosissimo, che ti soffoca di baci e carezze, è solare, lo si fa ridere a crepapelle solo con una smorfia del viso, è un bimbo molto intelligente, sveglio, socievole.
È il mio pagliaccio buffo.
È il mio bimbo iper: ipercinetico, ma anche ipertenero; ipercasinista ma anche iperintelligente; ipermanesco ma anche ipercoccolone; ipersnervante ma anche iperadorabile; ipertestardo ma anche ipercurioso.
Va sempre con le marce tirate, vive con tutti i pori dilatati, mi fa arrivare a sera devastata e strabordante di sensi di colpa, ma è lui, il mio gnomino biondo ed è mio figlio.

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Tra dentini e manate

È un bel po’ che non scrivo dei miei bimbi.
Matteo sta crescendo velocemente, non ha più l’aspetto del bimbo piccolo,  ha acquisito padronanza emotiva nelle situazioni sociali che prima lo mettevano sempre un po’ in imbarazzo, ha regalato i suoi primi due dentini al topino, ha stretto un’amicizia matura con un compagno di scuola, partecipa con interesse e invidiabile entusiasmo alla scuola di inglese.

A tratti sembra un preadolescente, a tratti sembra regredire ai terribile two.
Dicono che dopo i terribile two ci siano i terribile five, perché a quest’età fanno un altro scatto di autonomia…il punto è capire quando sono finiti i terribile two e quando sono inizi i terribile five. A me ancora non è chiaro, mi sembra, tra uno e l’altro, di navigare in un flusso indistinto da 5 anni e mezzo.

Ha una passione sfrenata per la costruttività, ambito in cui ha una consapevolezza invidiabile di se stesso.
Si tratti di costruire una gru con i Lego oppure di ingegnarsi, raccogliere grossi tronchi trovati nel parco della scuola e mettere in piedi la “casa per le lumache”, attività quest’ultima documentata con emozione e sorpresa dall’atelierista che, proprio con quell’intento (ancora da comunicare ai bambini), aveva appoggiato nel parco quei tronchi e una mattina, aprendo le finestre, si è ritrovato l’opera già pronta.

casa delle lumache

Ma quando si impegna, nonostante il disegno e la pittura  non siano propriamente la sua forma espressiva d’elezione, riesce a produrre qualche capolavoro.

Tra pochi mesi sceglieremo la scuola primaria:cool:
Ci sono momenti in cui mi sembra di averlo in casa da sempre e momenti in cui da quell’alba di una nuova vita mi sembra davvero trascorso solo qualche giorno.

Niccolò ormai non è più tanto piccolo.


Nonostante un inserimento con pochi lamenti e poche crisi, ha manifestato disagio per questa nuova esperienza alla materna attraverso un linguaggio non verbale non sempre consono.
In sostanza : MENA.
Matteo i primi tre anni le prendeva da tutti, questo le dà a tutti. Poi dicono l’educazione! :choler:
La contraddizione evidenziata con più forza dalle educatrici è questo contrasto tra il suo atteggiamento corporeo che tende a tenere tutti lontani e il desiderio continuo di coccole. È un cucciolone che chiede manifestazioni affettive dalle figure adulte e al contempo allontana i suoi amici con spinte e manate.
Ora però va un po’ meglio. Ieri mi dicevano che è molto lunatico (ma da chi avrà MAI preso????) e che la giornata si srotola a seconda del suo umore al risveglio.
Ha un carattere tostissimo e io penso che sia anche un po’ iperattivo.
Si lo so che a 3 anni è un termine fuori luogo ma voi come chiamereste un bambino che non riesce a stare fermo, mai? Non ce la fa assolutamente e non parlo  di cinesia fisiologica legata all’età. Parlo di difficoltà incontenibile a rimanere quasi fermo.
Mentre beve con la mano destra, con la sinistra accende e spegne le luci, apre e chiude il frigo, afferra oggetti, apre e chiude i cassetti;
anziché camminare, corre;
mentre mangia è un continuo salire e scendere dalla sedia, mettersi in ginocchio, alzarsi e risedersi (Matteo da quando ha un anno sta a tavola come un adulto…e di nuovo: poi dicono l’educazione!);
mentre guarda la tv, va avanti e indietro per tutta la casa, prende giochi, li riappoggia, prende libri, sale e scende dal divano un milione di volte.
Non ce la fa a concentrarsi su nulla per più di 10 minuti.
A volte ho la sensazione che sia davvero qualcosa più forte di lui, mi dà l’idea che vorrebbe stare tranquillo e concentrato su una cosa ma non gli è possibile.

Qui, sotto, in azione a casa di un’amica… :o: Tutti seduti, tranne terminator.

Insieme…fanno scintille! Come sempre e come da sempre (ma solo i miei litigano???).
Matteo è molto geloso ed è sempre in competizione. Niccolò, nonostante questo carattere tosto, con il fratellone è molto tenero e i rari momenti in cui Matteo gioca con lui senza urlargli contro è talmente felice che continuamente esprime apprezzamenti: Matteo è bellissimo quello che stai disegnando, Matteo sei bravissimo a fare i Lego. Pur di passare qualche minuto in più insieme…si spertica in lodi!
Abbiamo cronometrato la durata di tale idillio…10 minuti. All’undicesimo, uno dei due parte con un urlo, una sberla o il lancio di un gioco.
Questo significa che, non riuscendo io a farli menare amenamente, ogni 10 minuti faccio partire anche il mio urlo che Niccolò neutralizza con un “e non fare quella voce da matta”!  :o:
La conclusione è che un intero pomeriggio “tutti insieme appassionatamente” si può trasformare nel peggiore degli incubi di chi sogna riposanti fine settimana all’insegna del relax psicofisico.

Cresceranno, mi ripeto e mi ripetono tutti in continuazione…ma siamo sicuri che cambierà qualcosa?
A sentire le mamme di figli più grandi, forse, forse, preferisco non riposarmi nei fine settimana. :)

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Pot-pourri

Sono rimasta un po’ indietro sui racconti dei bimbi.
Le novità ci sono ma non ho trovato, fino ad oggi, la calma necessaria per raccoglierle in una forma sufficientemente decente.

I bimbi hanno iniziato la piscina.
Ho sempre sostenuto di non voler riempire i pomeriggi dei miei figli con un’agenda di impegni degna di un manager della Apple, perché dopo 8 ore di scuola credo siano abbastanza saturi di informazioni e stimoli da potersi permettere qualche ora di sano gioco in mezzo a un prato.
Per 5 anni non ho, dunque, volutamente iscritto Matteo a nessuna attività pomeridiana. La scorsa estate al mare, mi sono però resa conto che effettivamente è ora che impari almeno a stare a galla.
E così, dato che porto Matteo, ci infilo dietro anche Niccolò.
La settimana prima della prima lezione ho subito nervosamente tutte le esclamazioni che a turno mi rivolgevano amiche e conoscenti: “ma sei pazza? In piscina con due? Ma c’è da svenire!”, pensando tra me e me che “si, insomma mica si tratta di portarli sul Kilimangiaro!”.
Al termine della prima lezione, dopo aver affrontato 70 mamme e 90 bambini costretti in uno spogliatoio immerso in un microclima con 45° e 150% di umidità, dotato di sole quattro docce e cinque phon, ho mestamente e coscienziosamente fatto un mea culpa. :cool:

La seconda novità è il corso d’inglese.
Matteo sono mesi che chiede di imparare l’inglese. Io non so da dove gli nasca questo desiderio, perché noi in casa non ne abbiamo mai parlato.
Insomma, non è nemmeno una finta scelta spontanea come fanno spesso i bambini che si dice scelgano musica, canto, ballo perché “l’hanno chiesto loro”, ma poi in realtà scopri che in casa non si parla d’altro e che dunque di spontaneo c’è ben poco.
Leggo sul sito di Helen Doron (di cui ho parlato tempo fa QUI) che ci sarebbe stato un pomeriggio dimostrativo e decido di accompagnarcelo, anche un po’ sperando che gli passi la voglia.
Sempre con grande autostima ho portato dietro anche Niccolò, il quale, mentre il fratello immobile e rapito beveva le parole dell’insegnante madrelingua, si dedicava amenamente a curiose attività corporee.
“Sono fratelli?” mi ha chiesto una madre dopo lunga e attenta osservazione. :)
L’esito di questa escursione in terra anglosassone è stato che il desiderio di Matteo si è irrecuperabilmente impennato e, dunque, il primo ottobre inizieremo quest’avventura.
Il metodo che usano in questa scuola è il Suzuki, nato per la musica. Si apprende la lingua, giocando, cantando e ballando. In 20 minuti di lezione Matteo ha imparato up, down, run, jump, car, truck, bus e qualche altra parolina. Non male, considerando il fatto che a distanza di una settimana ancora se le ricorda tutte.

L’inserimento di Niccolò procede bene. È un po’ nervoso nel pomeriggio e un po’ manesco con i compagni ma, considerando che ancora ci sono bambini che piangono come ossessi, non mi posso lamentare. Avere il fratello nella stessa scuola è una grande risorsa.

Sono finalmente libera dai pannolini! Oddio, Matteo qualche notte ancora la molla, a dire il vero, ma accade una volta ogni 7-10 giorni.
Niccolò è senza pannolino notturno all’età di tre anni. Lo so, lo so che sarebbe la norma questa, ma…per me è un sogno! :8

Cominciano i ragionamenti sulla scuola primaria per Matteo: dove lo mando? Modulo? Tempo lungo? Pro e contro? Ho una confusione pazzesca, credo metterò nei prossimi mesi un post ad hoc.

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Tempesta verde

“Sono nipote di un uomo che, presagendo di morire,
prima di essere portato
in ospedale
scese  nell’orto e andò a dire addio agli alberi che aveva piantato e curato”
Jose Saramago

Ormai lo conoscete, lui è il mio mare mosso, è agitato, testardo, irrequieto, ma è dolcissimo ed è anche questo…

Seduto, per la festa di fine nido, in attesa dello spettacolo

Guarda davanti, si illumima, si alza e…

…se lo abbraccia.

Siti
Ruvide emozioni

Movimento politico del sole
Terapia per le neomamme

Blog
Abbiamo abbracciato un albero – Blogmamma.it

Libri
Abbracciare gli alberi di Giuseppe Barbera

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Fisionomia del serpente (e premi)

Niccolò siede sul divano accanto a me, immerso nella visione del Libro della Giungla.
Osserva incuriosito il serpente, si avvicina un po’ allo schermo, lo guarda e lo riguarda:
- mamma ma come si fa a sculacciare un serpente? E’ difficile!
- Perché Niccolò?
- Perché non ha il culetto!


Con estremo ritardo, voglio ringraziare Il blog di Erica, La margerita e il Lappio, Camaleontica, Mamma in 3D, A lezione di mammità, Improvvisamente in quattro per i premi ricevuti.

Giro questo trofeo simbolico all’altra metà del cielo: i preziosi papà blogger che piacevolmente seguo.

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