I primi segnali di gravidanza

Quali sono i primissimi sintomi della gravidanza?

È una domanda che in realtà non trova risposte universali e certe perché ogni donna è diversa, ogni percezione anche, così come è diversa la risposta ormonale del corpo e la capacità di ascoltarsi propria di  ciascuna.

Tenendo presenti tutte queste diversità legate alla soggettività e all’unicità delle risposte ormonali e percettive della donna, si può delineare un quadro di sintomi piuttosto ricorrenti.

Teniamo però a mente che alcuni di questi segnali sono tipici del periodo premestruale e che, viceversa, si può essere incinte senza manifestarne quasi nessuno.

Amenorrea
È solitamente il primo campanello d’allarme se si ha un ciclo mestruale con cadenza regolare.

Turgore mammario
È causato dall’aumento dei livelli di estrogeno e progesterone e si manifesta con ingrossamento e irritabilità ai capezzoli. Anche le vene si possono presentare ingrossate a causa dell’aumento del volume del sangue e l’areola più scura con i tubercoli di Montgomery in rilievo.

Stitichezza
Se siete solitamente regolari nell’andare di corpo potrete notare fin da subito una lieve stitichezza. Responsabile è il solito progesterone che, rilassando la muscolatura, rende meno tonica la parete intestinale rallentando la peristalsi.
Dal quarto-quinto mese poi subentrerà il fattore meccanico dell’utero che preme sull’intestino che, unito, alle integrazioni di ferro che vengono quasi sempre prescritte dai ginecologi favoriscono l’insorgenza della stitichezza.
Valgono le solite raccomandazioni: bere molta acqua, dieta ricca di fibre, frutta e verdura e un po’ di movimento.
È importante sapere che il rallentato transito intestinale ha un funzione precisa e preziosa: facilitare l’assorbimento degli elementi nutritivi.

Minzione frequente
È causata dall’aumento di volume dell’utero che preme sulla vescica. A me non è mai successo ma è abbastanza frequente poiché la vescica ha minore capacità di espansione e di conseguenza minore capacità di contenimento.

Nausea
Non è un segno presente in tutte le donne, ad ogni modo, almeno per quanto mi riguarda, nausea e sensazione di pienezza sono stati tra i primissimi segnali.
La nausea può essere accompagnata da un’aumentata sensibilità ad odori, profumi di vario genere ed eventuali sapori ed è causata dalla produzione dell’ormone Beta hCG da parte del corpo luteo.
Io, ad esempio non tolleravo, come da manuale, il caffè, ma anche il sugo al pomodoro, il profumo di una collega, i cavoli, i broccoli e nella seconda gravidanza, per fortuna, il fumo.
Avevo inoltre seri problemi con il dentifricio che mi provocava conati ed ero costretta a recarmi in farmacia centrale dove trovavo il dentifricio omeopatico al limone, unico che riuscivo a mettere in bocca.

Stanchezza
La sensazione di spossatezza e astenia è causata dall’aumento del progesterone. È importante dare ascolto alle esigenze che manifesta il proprio corpo e riposare il più possibile (che non significa stare sul divano tutto il giorno): anche questo sintomo ci parla della fatica che sta facendo il corpo della donna per adattarsi al nuovo status. Io, che sono sempre stata nottambula, il primo trimestre crollavo indecorosamente sul divano alle 21.30.

Temperatura basale elevata
La temperatura basale è la temperatura del corpo che si registra al momento del risveglio prima di compiere qualunque attività.
Dopo l’ovulazione la temperatura si mantiene alta per poi calare, se non è avvenuta la fecondazione, in prossimità dell’arrivo delle mestruazioni.In caso di gravidanza la temperatura continua a restare alta. Se dunque la temperatura basale rimane alta per più di 16-17 giorni dopo l’ovulazione si può ragionevolmente supporre una gravidanza.
Inutile dire che i metodi più attendibili per accertare una gravidanza sono  il test (o stick Persona) e il prelievo ematico per il dosaggio del Beta hCG.


Nel trasferimento dal vecchio blog a questo sono andati persi i commenti al post, che copio qui sotto.

COMMENTI
Rossana

E poi ci sono i casi come me, senza sintomi. Ho aspettato pazientemente fino alla 12+1 per sapere, tramite la prima ecografia, se DAVVERO aspettavo un figlio. :)

lunedì, 27 ottobre 2008 14:42

Silvia

Silvia

Almeno l’amenorrea l’avevi Ross?
L’ho scritto all’inizio…i casi senza sintomi sono i più fortunati. Chissà che non mi tocchi al terzo giro! ;-)

lunedì, 27 ottobre 2008 14:47
Continua a leggere..

Gravidanza mese per mese

L’età gestazionale si calcola a partire dal giorno di inizio dell’ultima mestruazione e contando i mesi di calendario, fatti di 30-31 giorni, oppure i mesi lunari, fatti ognuno di 4 settimane, cioè 28 giorni. I medici preferiscono il calcolo delle settimane di amenorrea e quindi dei mesi lunari, più preciso; con questo calcolo la gravidanza dura 10 mesi lunari (non 9).
Il primo mese di gravidanza per i primi 14 giorni non è di gravidanza: il concepimento si verifica circa 14 giorni dopo l’inizio dell’ultima mestruazione ed è questa la vera data di inizio della gestazione. Essendo però difficile fissare con certezza il giorno dell’ovulazione (e ancor più quello della fecondazione), si preferisce datare la gravidanza a partire da un momento certo com’è appunto la mestruazione.


Primo mese
0+0/4+3 settimane

Il primo mese è una delle fasi più critiche, tanto che si sospetta che molte mestruazioni in ritardo, magari con un flusso un po’ più abbondante della norma, in realtà nascondano degli aborti precocissimi. Le fasi che dalla fecondazione portano all’impianto della blastocisti richiedono il sincronismo perfetto di diverse funzioni. Basti pensare alle esigenze nutrizionali della stessa blastocisti: nei primi giorni di vita si nutre delle sostanze che trova nei fluidi tubarici e uterini (acqua, zuccheri e poco altro). Al settimo giorno, però, è cresciuta tanto da necessitare assolutamente di un nutrimento ben più sostanzioso: occorre il sangue materno! Ecco spiegata l’urgenza dell’impianto: serve per procurare il sangue alla piccola camera gestazionale.
Occorre ricordare, poi, che l’impianto costituisce ancora per molti versi un mistero affascinante, tant’è vero che rimane una grossa incognita anche per le sofisticate tecniche di fecondazione assistita che pure hanno saputo affrontare e risolvere diversi altri problemi. L’impianto è infatti una sorta di strano “trapianto”, in cui l’organo trapiantato è per metà di origine materna (e dunque riconosciuto come proprio dall’organismo ospite), ma per metà di origine paterna e quindi estraneo, sconosciuto al sistema immunitario della gestante. In teoria, perciò dovrebbe verificarsi sempre il “rigetto” della camera gestazionale da parte dell’organismo materno, esattamente come avviene con i trapianti non compatibili; invece, avviene regolarmente l’annidamento.
Nella maggior parte dei casi la mamma non si accorge di nulla fino alla mancanza mestruale.
È importante che la donna goda di buona salute o che almeno sappia di essere affetta da patologie che possono pregiudicare l’esito della gravidanza; che si sia sottoposta, assieme al partner, alla serie di esami preconcezionali previsti peraltro anche dai protocolli del nostro Ministero della Sanità.
Annotate su una tabella il vostro peso corporeo in modo da potere controllare l’aumento ponderale nei mesi che verranno.
Prendete l’abitudine di evitare, se possibile, di sottoporvi a radiografie del bacino nella seconda metà del ciclo ovarico, cioè nella terza e quarta settimana dopo l’ultima mestruazione: le radiazioni X potrebbero danneggiare gravemente un uovo appena fecondato di cui voi stesse ignorate l’esistenza.
Io, che non ho mai effettuato raggi X, a gravidanza appena iniziata, senza saperlo, mi sottoposi a una radiografia ai polmoni. Nessuno mi disse che una donna in età fertile è necessario che si astenga da radiografie nelle ultime due settimane del ciclo. Io non ci pensai perché eravamo al primo mese di ricerca e non mi aspettavo assolutamente di essere incinta.
E così, quando feci il test e lo trovai positivo, il mio primo pensiero furono quei raggi X.
I test in vendita in farmacia sono molto sensibili e affidabili già dopo pochi giorni di ritardo e gli Stick Persona sono affidabili addirittura 1-2 giorni prima del ritardo.
È opportuno eseguire il test al più presto anche e soprattutto per correggere abitudini errate di vita (fumo, alcool) e ritmi lavorativi pesanti (turni di notte, eccetera).

Secondo mese
4+4/8+5 settimane

Il primo cambiamento è l’amenorrea, dovuta all’azione di un ormone, il Beta hCG che è prodotto dal trofoblasto, cioè da quella parte della blastocisti da cui si formerà la placenta.
Il secondo segnale nella maggior parte dei casi giunge dal seno che aumenta il suo volume e diventa più dolorante; le areole possono assumere un colore più scuro.
Compare la tipica nausea e a volte anche il vomito. Se il vomito diventa incoercibile potrebbe rendersi necessario il ricovero in ospedale per monitorare l’equilibrio idro-elettrolitico e acido-base e integrare la dieta.
Altri sintomi posso essere: scialorrea, una salivazione abbondante e fastidiosa, stanchezza eccessiva, sanguinamento gengivale e necessità di urinare frequentemente.
L’umore può risentire di questi cambiamenti fisici e ormonali. Se la gravidanza era programmata e desiderata la donna vive un vero e proprio “stato di grazia”. Ma è anche del tutto normale sentirsi più instabili, irritabili e ansiose.
È il momento di scegliere il ginecologo che vi seguirà per tutta la gravidanza e di fissare il primo appuntamento.

Terzo mese
8+6/13+1 settimane

Gli eventuali piccoli disturbi che ho elencato sopra, nella maggior parte dei casi tendono a scomparire. Segno che tutto procede bene e che l’organismo materno si sta abituando a ospitare una nuova vita che cresce. Il corpo si modifica in modo marcato: a questo punto, la donna può aver acquistato anche uno o due chili, distribuiti soprattutto sui glutei e sul seno. In qualche caso, al contrario, può aver perso peso a causa della nausea. Le vene superficiali del seno cominciano ad affiorare per il maggior afflusso di sangue e si sviluppano i dotti galattofori, i canalini attraverso cui il latte scorrerà e verrà convogliato all’esterno. Il punto vita aumenta di qualche centimetro e l’addome accenna ad “arrotondarsi”. La muscolatura dell’utero comincia a irrobustirsi e a rilassarsi, l’articolazione del bacino si allenta e diviene più flessibile in previsione dell’aumento della pancia e del parto.

Quarto mese
13+2/17+4 settimane

Col primo trimestre si è chiuso un periodo critico della gravidanza, quello in cui è massimo il rischio di aborto (10-15% di tutti i concepimenti), quello in cui l’assunzione impropria di farmaci e alcune malattie infettive possono arrecare i danni più gravi ai tessuti embrionali ancora poco differenziati.
Da ora in avanti l’aumento di volume dell’utero sarà dovuto alla crescita del feto e dei suoi annessi che determinerà una vera e propria espansione dell’organo in tutte le direzioni, soprattutto in senso longitudinale.
Prima della gravidanza l’utero era lungo 6-7 cm e pesava circa 80 gr.
Alla fine della gestazione supererà i 30 cm di lunghezza e peserà circa 1 kg.
Dal quarto mese in poi l’utero non può essere contenuto entro il bacino e la sua estremità superiore può essere palpata in addome: la misura dell’altezza del fondo uterino fornirà al ginecologo di mese in mese un indice indiretto dell’accrescimento fetale.
Mi racconta mia madre (ostetrica) che un tempo, quando non c’erano gli ecografi, la palpazione del fondo dell’utero era l’unico modo per verificare il corretto procedere della gravidanza.
Anche la cervice subisce notevoli cambiamenti: l’aumentato afflusso di sangue le conferisce una consistenza pastosa e una colorazione rossastra. Le ghiandole presenti nella cervice producono muco in abbondanza fino a formare un vero e proprio tappo mucoso, piuttosto denso, sistemato davanti all’ingresso della cavità uterina per proteggerla dai patogeni.
Il collo dell’utero ha un altro fondamentale ruolo che è quello di opporsi alla forza di gravità e fungere da sostegno della camera gestazionale evitando che il suo stesso peso laceri le membrane amniocoriali o stacchi la placenta.
Tutto questo intreccio di fibre si allenterà poi prima del parto.
L’aumento di peso è più evidente.
Se fino ad ora è stato di 1 kg circa, d’ora in poi procederà al ritmo approssimativo di 400 gr a settimana, fino a realizzare, se non ci sono particolari restrizioni dietetiche, un aumento al termine della gestazione di 12 kg circa.
L’aumento ponderale non è dovuto solo al peso del bambino: un bimbo di 3400 gr, per esempio, porterà con sé al momento del parto una placenta di 600 gr e liquido amniotico per 800 gr circa.
Il secondo elemento più importante è la ritenzione idrica da parte di tutti i tessuti, in particolare di quello connettivo. Essa è dovuta ancora una volta all’azione degli estrogeni e può comportare anche edemi alle gambe o generalizzati.
Abbiamo già detto dell’utero che cresce di 1 kg, rimangono da ricordare il seno e il sangue: quest’ultimo, diluendosi, aumenta la sua massa liquida di 1-1.5 l e quella di globuli rossi di 200-400 ml.
Il tutto per soddisfare le accresciute esigenze di un circolo che adesso comprende anche il distretto placentare.

Quinto mese
17+5/21+6 settimane

È il periodo forse migliore della gravidanza. Le nausee cessano e ci si sente in forma e piene di energia. Poiché dovete respirare più rapidamente per ossigenare il bambino vi stancherete prima del solito. Avrete più difficoltà a respirare perché l’utero è cresciuto e ha spostato la massa addominale verso l’alto. È il migliore momento per iniziare gli esercizi di controllo della respirazione che vi potranno essere utili durante il travaglio.
È possibile che abbiate più fame. È una risposta naturale al cambiamento che si è prodotto nel vostro metabolismo. Potete mangiare in maggior quantità, ma non con il pretesto che dovete mangiare per due. Dovete controllare il vostro peso per evitare dei problemi e seguire una dieta ricca e completa.
È anche il periodo di vene varicose, smagliature, emorroidi e cellulite. Questo è dovuto a una cattiva circolazione. Per migliorare la situazione, è bene che mettiate le gambe in alto, che non restiate troppo tempo in piedi e che non facciate dei bagni caldi o vi depiliate con la cera a caldo.
Può comparire la linea nigra al posto della linea alba, una linea iperpigmentata (scura) che va dal pube all’ombelico e che si attenuerà fino a scomparire nel giro di qualche mese dopo il parto.
Durante il quinto mese si avvertono anche i primi movimenti del bambino.
Potrete soffrire di mal di schiena, crampi alle gambe e difficoltà digestive con acidità di stomaco.

Sesto mese
22+0/26+2 settimane

Il pancione assume una forma prominente e tenderete a buttare il peso all’indietro per compensare.
Il giro vita ormai è privo di forme e inizierete a indossare con sollievo i vestiti premaman.
Insorgono le prime difficoltà di addormentamento o i risvegli notturni, favoriti – oltre che dai movimenti del bambino – anche dalla paura del parto che si fa più presente.
Potrete cominciare a frequentare, insieme a vostro marito/compagno, i corsi di preparazione al parto.

Settimo mese
26+3/30+4 settimane

Il vostro “ingombro” raggiunge dimensioni notevoli.
Le ghiandole mammarie iniziano a prepararsi per l’allattamento. Potreste notare delle macchie di liquido all’altezza del seno: si tratta del colostro prodotto dalla prolattina o ormone da latte. Se scegliete l’allattamento al seno per il vostro bebè, il colostro sarà il primo latte che il bambino prenderà, è ricco di anticorpi e dà al bambino una prima protezione.
L’utero continua ad aumentare di volume, supera l’ombelico di 4-5 centimetri e, per questo motivo, la sensazione di pesantezza aumenta e voi avete tendenza a sentire una sorta fatica nella respirazione.
Potrete sentire una apprensione per la maternità, per la salute del bambino e per il parto.

Ottavo mese
30+5/35+0 settimane

Il bimbo sta per concludere la sua preparazione per vivere una nuova vita fuori di voi. È ora di terminare la cameretta e di preparare la valigia per l’ospedale.
L’ottavo mese è il momento in cui il feto sceglie la posizione per nascere, normalmente con la testa verso il basso e il sedere verso l’alto.
Dato che l’utero è aumentato di volume di almeno 10 volte, sentirete i vostri polmoni comprimersi.
Potrete sentire l’ombelico tirare o estroflettersi.
In questo periodo ci sono delle donne che sentono delle contrazioni, ma questo non vuol dire che il parto si avvicina. Se le contrazioni non sono regolari, non preoccupatevi, anche se è sempre bene consultare il vostro ginecologo.
Potrebbero peggiorare eventuali problemi di stitichezza .
È il momento di salutare i colleghi per dedicarvi a voi stesse.
In Italia, il congedo di maternità inizia 2 mesi prima del parto e continua nei 3 mesi che seguono

Nono mese
35+1/40 settimane

In questa fase finale della gravidanza è possibile che vi sentiate “tirare” la parte bassa del ventre e che abbiate dolori diffusi in tutto il corpo, che si sta preparando per il parto.
Ora che il feto è pronto ed è sceso leggermente potrete respirare più facilmente.
L’ansia, l’eccitazione renderanno il sonno complicato.
Non è chiaro cosa provochi il parto ma si pensa che si tratti di una serie di sostanze prodotte dal corpo e chiamate prostaglandine che stimolano l’attività muscolare uterina e provocano la liberazione di ossitocina, entrambi fattori importanti della dilatazione.

Nausea in gravidanza

Disturbo simpatico. Proprio così viene beffardamente chiamata in “medichese” la nausea gravidica, dove “simpatico” sta per “sistema nervoso autonomo che regola il sintomo”. Per chi ci è passato suona però di presa in giro, perché in quel perenne malessere dei primi mesi di gestazione di “simpatico” non c’è proprio niente.
Nausea e vomito sono tra i sintomi più diffusi in gravidanza. Per alcune donne sono addirittura il primo segnale di una gravidanza appena iniziata.Vorrei però tener distinte due manifestazioni che spesso vengono confuse.

Nausea
Colpisce il 90% della gestanti ed in generale compare tra la 6^ e l’8^ settimana per risolversi o ridimensionarsi tra la 12^ e la 14^ e per ricomparire, a volte, nell’ultimo mese di gravidanza. Il principale imputato è il mutamento ormonale, ossia il famoso Beta-hCG o gonadotropina corionica umana, un ormone prodotto dal corpo luteo. Quest’ormone raggiunge la massima produzione tra la 5^ e la 14^ settimana fino all’impianto della placenta. Ciò che accade nell’organismo della gestante è un processo di difesa immunitaria che provoca una maggiore secrezione dei succhi gastrici. È questa sensibilità maggiore che provoca quel profondo senso di fastidio, accompagnato da un vero e proprio malessere.

Di solito questi disturbi, preceduti da un senso di vuoto allo stomaco, sono più presenti al mattino (ma non sempre, durante la mia prima gravidanza stavo molto peggio la sera, complice forse la stanchezza) e possono essere scatenati dalla vista o dall’odore di particolari cibi o sostanze e associarsi a volte al cambiamento del gusto: io non potevo sopportare l’odore dei broccoli e il sapore del dentifricio mi provocava conati, per cui ero costretta ad utilizzare un dentifricio al limone che reperivo con fatica.
Se la nausea compare negli ultimi mesi di gravidanza, spesso associata a bruciori di stomaco, è causata dalla pressione che l’utero ingrossato esercita sullo stomaco, provocando reflusso dei succhi gastrici. In questa fase è importante:

  • mangiare poco ma spesso
  • limitare l’assunzione di bevande durante i pasti
  • evitare cibi fritti o estremamente grassi
  • non sdraiarsi subito dopo il pasto ma tenere una posizione eretta per almeno quaranta minuti. Io, che soffro di ernia iatale ed esofagite da 10 anni, in gravidanza vivevo con gli antiacidi sul comodino.
Oltre a queste cause fisiologiche occorre considerare anche l’influenza emotiva della donna in questa delicata fase. La nausea può esser anche fattore psicosomatico causato da una paura inconscia della gravidanza.Elenco di seguito qualche suggerimento per alleviare quel fastidioso senso di disagio causato dalla nausea ma tengo a precisare che ogni donna è a sé e deve trovare da sola ciò che riesce ad alleviare questo disturbo.
Io avevo tratto giovamento da alimenti che nessuno mi aveva mai suggerito come, ad esempio, la liquirizia.

La maggioranza dei casi di vomito in gravidanza non richiede particolari cure mediche. Anche se per chi ne soffre sono un grande fastidio, nausea e vomito non provocano danni e conseguenze per il bambino, che nei primi tre mesi attinge direttamente alle riserve della mamma accumulate prima dell’inizio della gravidanza, e non risente nemmeno di un suo mancato aumento di peso.

Se la nausea e il vomito vi debilitano ci sono diversi provvedimenti che potete prendere

  • Evitate gli alimenti raffinati, fritti e speziati, l’alcol e il caffè.
  • Se la nausea compare al mattino, quando lo stomaco è vuoto e il livello degli zuccheri nel sangue è più basso, è bene mangiare qualcosa a letto prima di alzarsi. Andranno benissimo i crackers.
  • Mangiate poco e spesso.
  • Smettete di fumare. Le mamme fumatrici, o che vivono in ambienti con fumatori, sono molto più soggette a soffrire di nausea e vomito delle altre.
  • Affidatevi ai vostri gusti personali, non sforzatevi di mangiare cibi non graditi nella convinzione che facciano bene. Quello che importa è che l’alimentazione sia varia ed equilibrata.
  • Se la nausea si accentua sotto lo stimolo di alcuni odori, cercate di stare alla larga dalla cucina. La tempesta ormonale che avviene durante i nove mesi, infatti, acuisce il senso dell’olfatto favorendo una particolare repulsione per certi cibi o bevande, di cui magari in precedenza si era ghiotte, provocando un improvviso attacco di nausea.
  • Sorseggiate acqua frizzante con limone spremuto o radice fresca di zenzero grattugiata (chiedete al vostro ginecologo).
Quando nausea e vomito sono lievi non vi è pericolo né per la mamma né per il bambino; possono, però, costituire un problema se la mamma inizia a perdere peso perché i cibi ingeriti non riescono ad essere assimilati.

Iperemesi
L’iperemesi gravidica è diversa dal solito malessere mattutino con nausea e vomito. Molte donne affette da malessere mattutino riferiscono di vomitare tutto quello che ingeriscono, ma se continuano ad aumentare di peso e non sono disidratate, non sono affette da un’iperemesi gravidica. La perdita di peso, la disidratazione e la chetosi confermano la notevole entità del vomito. I fattori psicologici hanno, nell’iperemesi gravidica (che interessa lo 0,5-2% delle gestanti), un’importanza preminente, tanto che l’iperemesi è stata a lungo considerata un disturbo psicosomatico, espressione di tratti di personalità.
Ci sarebbe in pratica una specie di inconscia “reazione di rifiuto” verso la gravidanza. Questa tesi è stata rafforzata dall’osservazione del miglioramento e addirittura della scomparsa di questi sintomi in gravide allontanate da situazioni o ambienti psicologicamente stressanti.
In realtà, alla base di tale disturbo, sembra esserci una complessa interazione di fattori biologici, psicologici e socioculturali. Entrano in gioco, infatti, anche reazioni allergiche verso sostanze di derivazione embrionale, deficienze vitaminiche (come la vitamina B6), deficit di ormoni corticosurrenalici e, soprattutto, livelli eccessivi di gonadotropina corionica (Beta-hCG). Quest’ultimo fattore, in particolare, spiegherebbe l’aumento della sintomatologia caratteristico delle gravidanze multiple e delle patologie del trofoblasto. Anche la fisiologica riduzione della secrezione, del tono e della motilità gastrica è sicuramente in gioco come fattore predisponente.

Trattamento medico
Il ginecologo può decidere di affrontare tale disturbo avvalendosi di medicinali e nei casi più gravi può essere necessario un trattamento medico con ricovero in ospedale, per la somministrazione di liquidi per via endovenosa e di farmaci contro il vomito; in tal caso si resta a digiuno durante il ricovero fino alla cessazione del vomito.

Consultate il medico se

  • notate una piccola quantità di urine scure
  • non trattenete i liquidi
  • compaiono vertigini stando in piedi e vi sentite deboli
  • notate palpitazioni o tachicardia (frequenza cardiaca accelerata)
  • vomitate sangue