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	<title>MammaImperfetta&#187; gelosia</title>
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		<title>Gelosia per il fratello</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domanda Da quando è nato il fratellino mia figlia di quattro anni secondo me soffre tremendamente di gelosia, è diventata più capricciosa, disobbediente, piange per ogni cosa sembra più&#8221;stressata&#8221; dal fatto che la mamma non è più tutta per lei ecc  Insomma comportamenti che denotano secondo me un certo malessere interno suo, che però non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Gelosia-per-il-fratellino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4757" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Gelosia per il fratellino" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Gelosia-per-il-fratellino-261x300.jpg" alt="Gelosia tra fratelli" width="255" height="294" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Da quando è nato il fratellino mia figlia di quattro anni secondo me soffre tremendamente di gelosia</strong>, è diventata più <strong>capricciosa</strong>, disobbediente, piange per ogni cosa<strong> sembra più&#8221;stressata&#8221;</strong> dal fatto che la mamma non è più tutta per lei ecc </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Insomma comportamenti che denotano secondo me <strong>un certo malessere interno suo</strong>, che però non verbalizza e nemmeno scarica sul fratellino a cui sembra volere bene e dedicare tante attenzioni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma <strong>la cosa che mi preoccupa di più</strong> , penso, collegata a questo fatto è la seguente: <strong>quando mia figlia sta a casa tutto il giorno</strong> con la mamma e il fratellino (esempio in estate quando non sta in vacanza al mare o in montagna, a settembre prima del rientro a scuola o adesso che come in questo periodo, che non va a scuola perché influenzata), <strong>tutte le notti dopo un paio di ore che si è addormentata si sveglia piangendo nel sonno </strong>(ndr <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/03/15/pavor-nocturnus/" target="_blank"><strong>PAVOR NOCTURNUS</strong></a>), piange per 10 minuti o un quarto d&#8217;ora, nel quale sembra come <strong>sonnambula</strong>, perché non risponde alle sollecitazioni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Se le parliamo per calmarla o le chiediamo che ha, se la accarezziamo ci scaccia e piange di più, se le diamo l&#8217;acqua per bere non riesce a reggere il bicchiere,  abbiamo provato a prenderla in braccio certe volte ci abbraccia, certe volte è proprio rigida.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Poi, non si sa come, dopo dieci minuti si rigira nel letto smette di piangere e dorme tutta la notte e sembra che la mattina non ricordi nulla di quello che è successo ( da quello che ho letto su internet forse si tratta dei pavour notturni).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Quando invece è impegnata</strong> anche se non è scuola (tipo gioca al mare con gli altri bimbi) <strong>non capita</strong>: la cosa si è presentata a cicli dopo la nascita del fratellino.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>In passato questa cosa era successo solo all&#8217;inizio quando la mamma è tornata al lavoro</strong> (le crisi di abbandono) ma aveva sette otto mesi poi è capitata rarissimamente solo qualche volta che <strong>subiva delle sollecitazioni emozionali</strong> la sera (tipo uscire tornare tardi, o uno o due volte che è crollata davanti la tv e l&#8217;abbiamo portata a letto in braccio).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Invece ora sembra collegata con questa presenza continuata nel corso del giorno col fratellino e/o scarsa stanchezza all&#8217;ora di addormentarsi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E questa cosa la fa solo quando sta a casa tutto il giorno perché quando va a scuola (perché torna stanca sfinita dalla scuola o perché si distrae e non vede il fratellino) dorme tranquilla tutta la notte.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Posta questa situazione mi viene il dubbio se noi genitori dobbiamo fare qualcosa a livello medico, un consulto con un terapeuta, magari sbagliamo in qualche comportamento&#8230; </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Abbiamo cercato di assecondarla coccolarla farla sentire sicura,</strong> non sgridarla in alcune situazioni, teniamo sempre lo stesso rituale per addormentarsi (e crolla sempre subito in pochi minuti) abbiamo cercato di farle recuperare il rapporto con la mamma che le mancava perché era più orientata sulle necessità del fratellino&#8230; abbiamo cercato di parlarle per chiederle se aveva qualche paura o ansia&#8230; ma lei non ricorda nulla e dice che lei la notte non piange.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Magari basta un semplice consiglio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Grazie per l&#8217;attenzione.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"> Risposta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Caro papà,</p>
<p style="text-align: justify;">sarei ben felice se bastasse un semplice consiglio. Ma come puoi immaginare, è già difficile &#8220;dare consigli&#8221;, ancora di più lo è quando non si è abbastanza vicini alla situazione da poterla valutare pienamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciononostante ho letto la tua mail con molta attenzione, e provo a dirti cosa ho pensato.</p>
<p style="text-align: justify;">Se conosci già il mio modo di rispondere, sai quanta <strong>attenzione</strong> pongo <strong>nella scelta delle parole</strong> che mi vengono destinate. Nel mio caso, sono gli unici elementi a cui attenermi per rispondere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non mi è chiaro</strong> se il problema è per te più centrato sui <a href="http://www.mammaimperfetta.it/tag/risvegli-notturni/" target="_blank"><strong>risvegli notturni</strong></a> (che tu stesso ipotizzi come transitori) o su tutte le dinamiche che invece riguardano la nascita del fratellino ed il <strong>cambiamento che la vostra famiglia sta attraversando</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"> Ho la sensazione, dal modo in cui racconti la cosa, che <strong>la chiave di tutto sia nella frase &#8220;un malessere interno suo&#8221; </strong>[<em>suo</em> riferito a tua figlia].</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La nostra vita è una vita di relazione: </strong>i problemi, persino per noi adulti, non sono mai isolati dall&#8217;effetto che ha su di noi il <strong>vivere in contatto con altre persone</strong>, e da come si costruisce <strong>il nostro tentativo di raggiungere l&#8217;altro</strong> o <strong>la paura di farlo</strong> e di essere rifiutati.</p>
<p style="text-align: justify;">Figurati quanto questo può essere vero per un bambino che costruisce la sua identità proprio sui primi schemi di relazione con gli adulti più vicini ed importanti per lui.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>La <a href="../2010/12/15/specialisti-la-nascita-di-una-sorella-e-le-difficolta-di-relazione/" target="_blank">nascita del fratellino</a> </strong>è sicuramente, decisamente, indiscutibilmente <strong>uno stress</strong>: e non perché c&#8217;è chi la prende bene o male, ma perché è per tutti (persino per i genitori!) <strong>un evento critico</strong>, ovvero un <strong>cambiamento importante</strong>, che sconvolge gli equilibri e costringe ad un nuovo riassetto delle dinamiche all&#8217;interno della famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La novità richiede sempre un adattamento ed una capacità di attivare risorse ed energie che per un bambino sono ancora in divenire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> Se il tuo dubbio è quindi &#8220;<em>cosa le sta succedendo</em>&#8220;, possiamo già tradurlo in &#8220;<em>cosa </em><em>ci</em><em> sta succedendo</em>&#8220;: siete tutti coinvolti, ognuno con il suo ruolo, ognuno con le sue responsabilità e le sue competenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra ovvio, ma questa consapevolezza, in realtà, richiede un percorso profondo, e per avere chiaro ciò che riguarda tua figlia, è bene allargare la prospettiva e guardare un pò più in là.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il disagio di ciascuno, in una famiglia, è intriso di difficoltà comuni e di comuni risorse per superarle</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi dirai che ho scoperto l&#8217;acqua calda, e che è ovvio, e che già lo sapete. Beh, scusandomi il gioco di parole, lo so che lo sapete, ma ho la sensazione (magari sbagliata) che <strong>proprio in questa condivisione della difficoltà e del momento critico qualcosa si stia inceppando</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"> L&#8217;esperienza significativa dell&#8217;essere in &#8220;crisi&#8221;, quella che costituisce un&#8217;opportunità (soprattutto quando riguarda un bambino molto piccolo),<strong> non è il fatto in sé ma le modalità che si attivano per fronteggiarla: ogni difficoltà della vita diventa per un bambino un&#8217;occasione di crescita se lo pone davanti all&#8217;esperienza di non essere solo e di essere sostenuto per superarla</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è l&#8217;insegnamento e il dono più importante che rimane a lui come risorsa per il suo futuro: la fiducia nelle proprie capacità nasce da qualcuno che si è preso cura delle proprie difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quel che racconti, <strong>quando la bimba sta lontana dalla famiglia</strong>, si &#8220;distrae&#8221;, <strong>pare stia meglio</strong> di quando invece vive immersa nel tempo familiare, delle relazioni più importanti per lei. Se davvero è così (difficile giudicare, a distanza), allora<strong> qualche riflessione </strong>è importante che sorga.</p>
<p style="text-align: justify;">Per &#8220;riflessione&#8221; intendo <strong>disponibilità</strong> a mettersi in gioco, ad interrogarsi sul vostro nucleo familiare, a costruire un percorso che tenga conto della sua nuova (e difficile) posizione di primogenita, e del suo modo di esprimere il disagio, così semplice, ma forse per questo così chiaro.</p>
<p style="text-align: justify;"> Se hai già letto qualcuno dei miei precedenti articoli, avrai notato che ribadisco sempre alcuni concetti, anche qui ricorrenti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>i bambini esprimono il disagio in modo &#8220;fisico&#8221;, <a href="../2011/11/21/mia-figlia-non-mangia-2/" target="_blank">corporeo</a>, diretto</strong>, perché  il modo più semplice ed immediato per farlo;</li>
<li>i <strong><a href="../2011/09/04/capricci-e-regole-essere-primogenito/" target="_blank">capricci</a></strong> (termine che non condivido molto, ma che è di uso comune) <strong>non sono una &#8220;cattiveria&#8221;, ma un modo per comunicare</strong> qualcosa d&#8217;altro;</li>
<li><strong>il problema per cui si chiede aiuto è spesso la punta dell&#8217;iceberg </strong>rispetto a tanti altri contenuti che riguardano l&#8217;intera famiglia.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Non sono in grado di valutare clinicamente la situazione</strong> attraverso queste semplici informazioni, ma credo che la lettura degli articoli precedenti possa esserti un po&#8217; d&#8217;aiuto. In <strong><a href="../lesperto-risponde/marcella-agnone-psicologa/" target="_blank">questa pagina</a></strong>, puoi trovare vari articoli, tra i quali la sezione &#8220;quando nasce un fratellino&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"> Oltre a questo, <strong>ti invito a parlare con tua moglie</strong>: apprezzo la tua capacità di interrogarti, ed il tentativo di analizzare la situazione in modo propositivo, alla ricerca di una soluzione, credo però che il confronto con lei sia il passo necessario a valutare la possibilità di chiedere <strong>un consulto terapeutico di coppia</strong>. Sono certa che discutendone tra di voi scoprirete se propendete per il &#8220;sì&#8221; o per il &#8220;no&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"> Da parte mia, credo che un consulto terapeutico sia utile <strong>non soltanto per parlare della bimba</strong>, ma per per esporre le vostre difficoltà, i dubbi, le paure, per capire come utilizzare le risorse che già certamente avete per superare questo momento di preoccupazione verso la piccola.</p>
<p style="text-align: justify;">Ribadisco sempre che <strong>la psicoterapia non è soltanto cura della patologia, ma anche sostegno al cambiamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E trovo importante la possibilità di uno &#8220;spazio&#8221; per esprimere (ed esprimervi, recuprocamente) la fatica che state attraversando in questo importante momento di vita. Non ultimo, <strong>per farvi aiutare ad aiutare vostra figlia</strong> (esperienza spesso importante e significativa).</p>
<p style="text-align: justify;"> Ti ringrazio di aver pensato a noi per questa richiesta di aiuto e di consiglio, e sono certa che nella condivisione e nella vostra esperienza di genitori, troverete la strada da percorrere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://agnonemarcella.wordpress.com/contatti/" target="_blank"><strong>Marcella Agnone &#8211; Psicologa Psicoterapeuta</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Resto a disposizione per ulteriori dubbi, e vi faccio tanti auguri.</p>
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		<title>Una mamma gelosa</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domanda Buon giorno dottoressa, trovo il coraggio di scriverle dopo aver letto che ogni mamma ha un suo problema e lei riesce in maniera efficace a rassicurare ognuna di loro. Ho una bambina di 27 mesi che adoro; la famiglia del mio compagno vive lontana al sud e molto spesso andiamo a trovarli (feste comandate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/mamma-gelosa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4211" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="mamma gelosa" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/mamma-gelosa.jpg" alt="" width="223" height="284" /></a>Domanda</span></h3>
<p><em>Buon giorno dottoressa,</em></p>
<p><em>trovo il coraggio di scriverle dopo aver letto che ogni mamma ha un  suo problema e lei riesce in maniera efficace a rassicurare ognuna di  loro.</em></p>
<p><em>Ho una <strong>bambina di 27 mesi</strong> che adoro; la famiglia del mio compagno  vive lontana al sud e molto spesso andiamo a trovarli (feste comandate, 1  mese in estate, ecc).</em></p>
<p><em>Ho 2 cognate entrambe senza figli che hanno instaurato <strong>un rapporto  molto forte con mia figlia </strong>anche perché mio marito tiene molto il  rapporto anche a distanza. Il problema è che quando arriviamo la&#8217;, <strong>mia  figlia vuole stare con loro e mi &#8220;rifiuta&#8221;, non vuole che le dia da  mangiare, gioca con loro, dice &#8220;mamma no&#8221;, si riavvicina solo quando è  il momento della nanna&#8230;</strong></em></p>
<p><em><strong>Questa cosa mi ferisce</strong> e lo so che la bambina ha 2 anni, è piccola,  non capisce e io sono un&#8217;adulta (come ripete mio marito) ma rimango lo  stesso male ogni volta ci soffro.</em></p>
<p><em>Poi quando arriviamo sia loro che mia suocera la <strong>ricoprono di regali  a</strong>nche se io dico sempre che non è il modo di abituare la bambina. E&#8217;  come il paese dei balocchi per lei.</em></p>
<p><em>Adesso siamo appena tornati da qualche giorno passato da loro e tutto  si è ripetuto&#8230; vivo con ansia il pensiero del mese di agosto che mi  aspetta&#8230;</em></p>
<p><em>Come posso superare questo mio sentimento che mi rendo conto è sbagliato?</em></p>
<p><em>Grazie del suo aiuto</em></p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<p>Cara mamma,</p>
<p>comprendo molto bene il sentimento che provi: mettere al mondo un  figlio, soprattutto il primo, è un <strong>evento sconvolgente</strong> per intensità e  bellezza, ed ogni donna prova, insieme a tutto il resto, un <strong>bellissimo  senso di forza e potenza creatrice.</strong></p>
<p>Quando i figli hanno <strong>due anni</strong>, poi, sono meravigliosi: interagiscono  in modo nuovo, scoprono il mondo, cominciano a parlare e ad esprimere se  stessi…</p>
<p>In questa situazione,<strong> è difficile non essere &#8220;innamorati&#8221;</strong>: di  quell&#8217;amore cieco e passionale (ovviamente sto retoricamente esagerando  questi termini) che tutto colora e tutto rende bello.</p>
<p>E&#8217; <strong>difficile &#8220;dividere&#8221; questo amore con qualcuno</strong>, quando molti sembrano amare nostro figlio.</p>
<p>E&#8217; quello che succede a te con la tua piccola: <strong>sei una mamma innamorata, e quindi sei anche &#8220;gelosa&#8221; delle sue attenzioni.</strong></p>
<p>Immagina che io ti dica questo con un benevolo sorriso sulle labbra,  dal momento che questo sentimento, stando così le cose, non nuoce a  nessuno.</p>
<p>A lungo andare, però, <strong>fa stare male te</strong>, e complica un pò le cose a  tua figlia. Delle attenzioni degli altri, infatti, dovresti andare  fiera, e rassicurartene per il fatto che tua figlia è <strong>amata e coccolata</strong>.</p>
<p>Ma so bene che dicendoti questo non ti soddisfo in pieno, perché in fondo queste cose le sai bene.</p>
<p>Se pur è raro che qualcuno possa amare un figlio più di una madre, in  realtà <strong>i bambini crescono nella diversità</strong>: relazionarsi a persone  diverse, sperimentare tipi diversi di affetto, di amore, di cura, a  volte anche meno perfetti, meno corrispondenti ai propri bisogni, è ciò  che prepara il bambino ad affrontare il mondo.</p>
<p>Sicuramente una madre risponde ai bisogni del figlio in modo coerente  e continuo, ma secondo il proprio stile: ebbene, <strong>anche lo stile  migliore possibile non sarà mai esaustivo per la formazione relazionale  del bambino, perché gli mostrerà solo alcuni aspetti dell&#8217;essere in  relazione agli altri.</strong></p>
<p>Ogni persona è diversa, ha un suo modo di entrare in relazione. Lo  stesso succede  per ogni adulto che entra in contatto col bambino.</p>
<p>Le <strong>imperfezioni dell&#8217;adulto spingono il bambino a compensare, ad  aggiustarsi, a reagire</strong> in modi diversi, a sperimentare diverse  sensazioni e frustrazioni. Insomma, lo f<strong>ortificano e lo fanno crescere.</strong></p>
<p>Questo gli sarà utile non solo nella vita, che di per sé è difficile e  non protetta, m anche e soprattutto al momento in cui entrerà nel mondo  della scuola, e non sarà più sotto l&#8217;ala protettiva dei suoi genitori.</p>
<p>I bambini <strong>hanno bisogno di sperimentare la differenza</strong>, che permette  loro di attivare le loro risorse, molteplici e differenziate.</p>
<p>Esistono due polarità lungo cui si sviluppa la crescita: Gibran  parlava di  <strong>radici e ali</strong>, <strong>le prime per crescere, le seconde per andare  lontano</strong>.</p>
<p>In questo caso, cara mamma, <strong>tu rappresenti le radici, e gli altri le  ali</strong>. Entrambe servono per crescere bene, entrambe per affrontare la  vita. Non si può crescere né senza radici salde, né senza volare in  alto.</p>
<p>E&#8217; un tema meraviglioso, quello che ci proponi, che è utile a tutti  noi e ci porta a riflettere su come si ripropone più volte durante la  crescita dei nostri figli. Ciascuno di noi lo vive sulla propria pelle,  anche se in modo ed in contesti diversi.</p>
<p>Nei primi anni di vita, il legame fra te e tua figlia è stato molto  forte, e com&#8217;è normale che sia, anche abbastanza esclusivo: questa <strong> esclusività </strong>è ciò che serve a creare solide radici, che il tempo non  cancellerà.</p>
<p>E&#8217; il tempo, tuttavia, in cui si avvicina il <strong>movimento spontaneo di  ciascun bambino verso l&#8217;autonomia</strong>, che, non dimentichiamolo, è il fine  ultimo e naturale di ogni individuo.</p>
<p>Devi essere pronta a questo, per essere capace di <strong>sostenere questo  movimento: la tua piccola, più volte nella vita, avrà bisogno di andare  ma si fermerà incerta sul da farsi, e sarà allora che avrà bisogno del  tuo sguardo rassicurante che le farà da base per spiccare il volo.</strong></p>
<p>La prova che il vostro è un<strong> buon attaccamento</strong>, e che il comportamento  che descrivi non è preoccupante, me la dà il fatto che cerchi te per la  nanna: il momento più sacro ed importante, quello in cui è necessario  lasciarsi andare con fiducia, e c&#8217;è bisogno di saldi e noti punti di  riferimento. In una parola, la mamma.</p>
<p>Tutto il resto è gioco: esplorazione, scoperta, novità. Sii felice  che tua figlia abbia il desiderio ed il piacere di farlo, perché <strong>se  restasse un passo indietro, timorosa, sarebbe una bambina che avrebbe  timore di crescere.</strong></p>
<p>Sii soddisfatta del lavoro che hai fatto: la<strong> sua disinvoltura e la  sua sicurezza vengono da te e da tuo marito</strong>, e dalla relazione che avete  instaurato con lei.</p>
<p>Non aver timore, quindi, che il suo amore per te possa variare! Credo tu stessa sappia che le sue prove sono tangibili.</p>
<p>E allora cosa ti fa vivere male queste visite alla famiglia allargata?</p>
<p>Credo che questa domanda sia abbastanza importante: più che ne  rapporto con la piccola, credo dovresti riflettere <strong>sul tuo rapporto di  coppia, </strong>e su come vivi queste convivenze con la famiglia del tuo  compagno.</p>
<p>Il nodo è lì, carissima: non perché ci sia un &#8220;problema&#8221;, ma perché  sicuramente <strong>c&#8217;è qualcosa di percepito (da parte tua, o di entrambi) ma  di non detto, di non condiviso, di non sperimentato.</strong></p>
<p>Se riesci a scoprirlo, interrogandoti su come stai e come ti fa  senitre pensare al rapporto che lui ha con la sua famiglia, sei già a  buon punto.</p>
<p>Se invece da sola non dovessi riuscire, ti suggerisco di <strong>farti  aiutare, attraverso un percorso di sostegno, o individuale o meglio  ancora di coppia, che ti aiuti a superare questi momenti di ansia </strong>che di  certo non giovano al clima di vacanza né al tuo benessere.</p>
<p>Sii fiduciosa: nelle tue risorse, e nelle tue capacità di donna e di  madre. Ho la sensazione che questo sia l&#8217;augurio migliore che io possa  farti, per la tua crescita, per quella di tua figlia.</p>
<p>Ti faccio i miei migliori auguri, e vi auguro buona vita.</p>
<p><a href="http://agnonemarcella.wordpress.com/contatti/" target="_blank"><em><strong>Marcella Agnone &#8211; Psicologa Psicoterapeuta</strong></em></a></p>
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		<title>[Specialisti] La nascita di una sorella e le difficoltà di relazione</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 08:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domanda Gent.ma dott.ssa Agnone, mi ha convinto a scriverle la delicatezza con la quale risponde alle mail. Ho un bambino di tre anni e mezzo, Pietro, molto aperto, socievole, attivo e intelligente, ma da quando è nata la sorellina (14 mesi fa) la situazione si è fatta molto complicata, è diventato aggressivo e violento soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambino-aggressivo.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3448" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="bambino aggressivo" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambino-aggressivo.jpeg" alt="" width="255" height="293" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Gent.ma dott.ssa Agnone,<br />
mi ha convinto a scriverle la <strong>delicatezza</strong> con la quale risponde alle mail.<br />
Ho un bambino di<strong> tre anni e mezzo</strong>, Pietro, molto aperto, socievole,  attivo e intelligente, ma <strong>da quando è nata la sorellina</strong> (14 mesi fa) la  situazione si è fatta molto complicata, è <strong>diventato aggressivo e  violento</strong> soprattutto con me e con la sorella. Ho sempre cercato di <strong>non  punirlo, ma di parlargli</strong> dicendogli che capivo la sua <strong>rabbia </strong>ma che non  poteva picchiare nessuno. Piano piano la situazione in casa è  migliorata, ci sono giorni in cui giocano vicini e ridono delle stesse  cose ed ora raramente picchia la sorella. Ma la questione che mi  preoccupa molto è la <a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/nido-e-scuola-dellinfanzia/" target="_blank"><strong>scuola materna</strong></a>, le maestre mi dicono che è <strong>sempre  agitato</strong>, che non sta fermo un attimo e <strong>che picchia</strong> i compagni. <strong>Gli altri  bambini lo isolano</strong> perchè ruba loro i giochi o perchè è violento nei  loro confronti. E lui me ne parla &#8220;Mamma, <strong>io non ho amici</strong>&#8221; mi dice, ed  io non so cosa rispondere, &#8220;<strong>mamma, gioco sempre da solo</strong>&#8220;. Lo vedo un pò  perso e<strong> non so come aiutarlo</strong>, vedo che fa fatica a relazionarsi con gli  altri bambini, è impetuoso e &#8220;fisico&#8221; e non tutti lo gradiscono.<br />
Come posso aiutarlo?<br />
Grazie mille<br />
L.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">Risposta</span><em><br />
</em></h3>
<p style="text-align: justify;">Cara L.,</p>
<p style="text-align: justify;">innanzitutto ti ringrazio per il modo in cui definisci le mie  risposte. Spero di poter dare a te, nel risponderti, la delicatezza di  cui hai bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;">La nascita di un fratellino è sempre un evento molto importante per  un bambino, evento che rompe gli equilibri precedenti e porta a  cambiamenti di grande portata, più di quelli che noi adulti siamo in  grado di vedere e considerare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Trovo che tu sia stata molto brava nel cogliere la legittimità dei  vissuti di Pietro, e nello stesso tempo nel fornirgli un contenimento  chiaro e definito al comportamento, rappresentato dalla regola che non  si può picchiare nessuno.</strong> La chiarezza e la semplicità rispetto alle  regole educative sono un messaggio importante che aiuta il bambino ad  orientarsi nella crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bisogno fondamentale di un figlio maggiore, alla nascita del più  piccolo, è quello di<strong> essere riconosciuto nella sua unicità,</strong> a cui si  unisce il timore di <strong>perdere l’amore dei genitori</strong> e delle figure adulte  di riferimento. Inutile cercare di convincerlo con la logica: il vissuto  del bambino riguarderà, anche se poco consapevolmente, il tema della  perdita dell’esclusività, sperimentata come la sola forma di affetto  conosciuta prima dell’arrivo del fratello.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pietro è un bimbo ancora piccolo, e non ha capacità di esprimere  diversamente le sue emozioni, se non con la spontaneità corporea. La sua  agitazione è dunque un messaggio rispetto al “come sta”.</strong> Aiutarlo ad  <strong>esprimere i suoi vissuti</strong>, in un modo adeguato all’età, potrebbe essere  certamente un passo importante per trovare il significato che Pietro dà  alla sua “agitazione”: oltre che chiedergli direttamente cosa lo fa  arrabbiare, o lo preoccupa, si potrebbe <strong>chiedergli di disegnarlo </strong>(ad  esempio: &#8220;disegniamo Pietro quando è a scuola&#8221;), e provare a “<strong>mettere  parola</strong>” insieme a lui. L’intento è quello di permettere al bambino di  esprimere i suoi bisogni, guidati dall’idea che nessun comportamento  inizia se non con un’intenzionalità comunicativa per l’Altro, in questo  caso per chi si prende cura di lui.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è certamente “<strong>qualcuno</strong>” <strong>con cui Pietro è arrabbiato o che lo agita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Proverei a discutere di questo con le maestre</strong>: chiedendo loro cosa ne  pensano o come lo vedono, poiché è a scuola che il comportamento  avviene maggiormente, e solo col loro aiuto puoi trovare una corretta  lettura a ciò che accade coi compagni (sarebbe utile in questo caso il  coinvolgimento di una figura professionale specifica, come lo Psicologo  Scolastico, se presente in Istituto).</p>
<p style="text-align: justify;">Posso ipotizzare che, in seguito alla nascita della sorellina, Pietro  abbia bisogno di <strong>sentirsi rassicurato sul fatto di non essere stato  “sostituito”</strong>, ma dal momento che questo avviene anche nel contesto  scolastico, proverei a non limitarmi a questa interpretazione dei fatti:  col suo atteggiamento  a scuola, di certo Pietro attira più facilmente  l’attenzione, ma non è consapevole di cosa veramente scatena la sua  rabbia e di quale possa essere un modo alternativo per esprimerla.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente Pietro ha bisogno di qualche<strong> messaggio più esplicito e  di qualche rassicurazione</strong>: su ciò che è avvenuto, sul piano affettivo,  sul fatto che l’<strong>arrivo della sorellina non ha tolto a lui le attenzioni </strong>di cui ha bisogno. Ma tutte queste ipotesi, per quanto Pietro sia molto  piccolo, devono essere verificate nella relazione con lui, e cercando di  fare esprimere a lui (lo sottolineo: con modalità e linguaggio adeguati  alla sua età) ciò che lo fa arrabbiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Se l’inserimento di Pietro in un ambiente scolastico è avvenuto in  concomitanza con la nascita della sorella,<strong> è probabile che questi due  eventi, entrambi di rottura degli equilibri precedenti, debbano aver  modificato le sue abitudini,</strong> e, con un effetto di “sommatoria”, avergli  fatto percepire un cambiamento molto grande per lui. Ancora di più  questo avviene se la sorellina resta a casa mentre lui va a scuola.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto, per quello che scrivi, Pietro ha già una qualche <strong>forma di  consapevolezza</strong>, che ti esprime nel momento in cui viene a dirti come si  sente rispetto al fatto che i compagni non vogliono giocare con lui, e  questo mi fa pensare che trovare un’adeguata forma di dialogo possa  esprimere il cuore della sua difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è una tecnica che ho già suggerito, molto semplice, per parlare con  bambini piccoli di ciò che a loro non piace e che non si sentono in  grado di modificare: <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/10/16/e-se-avessi-la-bacchetta-magica/" target="_blank"><strong>chiedere loro cosa cambierebbero se avessero la  bacchetta magica</strong></a> e avessero potere sulla famiglia, la casa, la scuola.  È un po’ come far raccontare loro una favola (o un disegno commentato)  dove possono esprimere tutto il loro potenziale emotivo e i loro  desideri senza il timore di essere giudicati (è un gioco, e il gioco  rende sempre liberi).</p>
<p style="text-align: justify;">Riguardo alle favole, un suggerimento che posso darti è quello di  cercare qualche libretto illustrato (i disegni sono importanti) che  racconti una favola sulla <strong>relazione tra pari</strong>, sul valore dell&#8217;amicizia,  sulla <strong>correttezza del comportamento nel vivere sociale</strong>. Potrebbe essere,  se ti va, sia un&#8217;occasione per imparare qualcosa, sia un momento  (ludico, e quindi &#8220;leggero&#8221;) in cui discutere con Pietro, commentando la  favola e riportandola alla sua esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio sottolineare una cosa che, per quel che hai già raccontato,  forse è sottintesa: trovo che l’<strong>aggressività sia una forma sana di  espressione </strong>di se stessi, e come tale vada considerata nella sfera  emotiva del bambino. Questo non significa (e qui hai scelto bene come  comportarti) che vadano incoraggiate le reazioni violente, al contrario;  ma a volte è sufficiente <strong>riconoscere e legittimare un sentimento </strong>(“vedo  che sei molto arrabbiato”)<strong> perché il bambino possa percepirsi adeguato</strong>,  visto, considerato.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero che tu possa trovare il modo di parlare con Pietro di come lui  in questo momento vede il mondo che lo circonda, e resto a tua  disposizione per ulteriori chiarimenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dott.ssa Marcella Agnone – Psicologa Psicoterapeuta</strong></p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/12/15/specialisti-la-nascita-di-una-sorella-e-le-difficolta-di-relazione/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<title>Tra dentini e manate</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2009/11/21/tra-dentini-e-manate/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 17:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matteo e Niccolò]]></category>
		<category><![CDATA[Questa sono io]]></category>
		<category><![CDATA[dentizione]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli]]></category>
		<category><![CDATA[gelosia]]></category>
		<category><![CDATA[inglese per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[matteo]]></category>
		<category><![CDATA[niccolò]]></category>

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		<description><![CDATA[È un bel po&#8217; che non scrivo dei miei bimbi. Matteo sta crescendo velocemente, non ha più l&#8217;aspetto del bimbo piccolo,  ha acquisito padronanza emotiva nelle situazioni sociali che prima lo mettevano sempre un po&#8217; in imbarazzo, ha regalato i suoi primi due dentini al topino, ha stretto un&#8217;amicizia matura con un compagno di scuola, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È  un bel po&#8217; che non scrivo dei miei bimbi.<br />
<span style="color: #800000;"><strong>Matteo </strong></span>sta crescendo velocemente, non ha più l&#8217;aspetto del bimbo piccolo,  ha acquisito padronanza emotiva nelle situazioni sociali che prima lo mettevano sempre un po&#8217; in imbarazzo, ha regalato i suoi primi<strong> due dentini</strong> al topino, ha stretto un&#8217;<strong>amicizia</strong> matura con un compagno di scuola, partecipa con interesse e invidiabile entusiasmo alla <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/09/28/pot-pourri/" target="_blank"><strong>scuola di inglese</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030681.jpg" alt="" width="200" height="499" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">A tratti sembra un <strong>preadolescente</strong>, a tratti sembra regredire ai <strong><em>terribile two</em></strong>.<br />
Dicono che dopo i<em> terribile two</em> ci siano i<em> terribile five</em>, perché a quest’età fanno un altro scatto di autonomia…il punto è capire quando sono finiti i <em>terribile two</em> e quando sono inizi i <em>terribile five</em>. A me ancora non è chiaro, mi sembra, tra uno e l&#8217;altro, di navigare in un flusso indistinto da 5 anni e mezzo.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030725.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030725.jpg" alt="" width="500" height="421" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: justify;">Ha una passione sfrenata per la <strong>costruttività</strong>, ambito in cui ha una consapevolezza invidiabile di se stesso.<br />
Si tratti di costruire una gru con i Lego oppure di ingegnarsi, raccogliere grossi tronchi trovati nel parco della scuola e mettere in piedi la &#8220;<strong>casa per le lumach</strong>e&#8221;, attività quest’ultima documentata con emozione e sorpresa dall&#8217;<strong>atelierista </strong>che, proprio con quell&#8217;intento (ancora da comunicare ai bambini), aveva appoggiato nel parco quei tronchi e una mattina, aprendo le finestre, si è ritrovato l&#8217;opera già pronta.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030671.jpg" alt="casa delle lumache" width="500" height="375" /><br />
<img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030673.jpg" alt="" width="500" height="377" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ma quando si impegna, nonostante il disegno e la pittura  non siano propriamente la sua forma espressiva d&#8217;elezione, riesce a produrre qualche capolavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030760.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030760.jpg" alt="" width="501" height="476" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030761.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030761.jpg" alt="" width="502" height="377" /></a></p>
<p>Tra pochi mesi sceglieremo la <strong>scuola primaria</strong>… <img src='http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/plugins/smilies-themer/Nomicons v2.0/cool.png' alt=':cool:' class='wp-smiley' /> <br />
Ci sono momenti in cui mi sembra di averlo in casa da sempre e momenti in cui da quell&#8217;<a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/14/la-nascita-di-matteo-29-maggio-2004/" target="_blank"><strong>alba di una nuova vita</strong></a> mi sembra davvero trascorso solo qualche giorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Niccolò </strong></span>ormai non è più tanto piccolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030201-copia.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030201-copia.jpg" alt="" width="501" height="376" /></a><br />
Nonostante un inserimento con pochi lamenti e poche crisi, ha manifestato <strong>disagio </strong>per questa nuova esperienza alla materna attraverso un linguaggio non verbale non sempre consono.<br />
In sostanza : <strong>MENA</strong>.<br />
Matteo i primi tre anni le prendeva da tutti, questo le dà a tutti. Poi dicono l&#8217;educazione!  :choler:<br />
La contraddizione evidenziata con più forza dalle educatrici è questo contrasto tra il suo atteggiamento corporeo che tende a tenere tutti lontani e il desiderio continuo di <strong>coccole</strong>. È  un cucciolone che chiede manifestazioni affettive dalle figure adulte e al contempo allontana i suoi amici con spinte e manate.<br />
Ora però va un po&#8217; meglio. Ieri mi dicevano che è molto <strong>lunatico </strong>(ma da chi avrà MAI preso????) e che la giornata si srotola a seconda del suo umore al risveglio.<br />
Ha un carattere tostissimo e io penso che sia anche un po&#8217;<strong> iperattivo</strong>.<br />
Si lo so che a 3 anni è un termine fuori luogo ma voi come chiamereste un bambino che<strong> non riesce a stare</strong> fermo, mai? Non ce la fa assolutamente e non parlo  di cinesia fisiologica legata all&#8217;età. Parlo di difficoltà <strong>incontenibile </strong>a<strong> </strong>rimanere quasi fermo.<br />
Mentre beve con la mano destra, con la sinistra accende e spegne le luci, apre e chiude il frigo, afferra oggetti, apre e chiude i cassetti;<br />
anziché camminare, corre;<br />
mentre mangia è un continuo salire e scendere dalla sedia, mettersi in ginocchio, alzarsi e risedersi (Matteo da quando ha un anno sta a tavola come un adulto…e di nuovo: poi dicono l&#8217;educazione!);<br />
mentre guarda la tv, va avanti e indietro per tutta la casa, prende giochi, li riappoggia, prende libri, sale  e scende dal divano un milione di volte.<br />
Non ce la fa a concentrarsi su nulla per più di 10 minuti.<br />
A volte ho la sensazione che sia davvero qualcosa<strong> più forte di lui</strong>, mi dà l&#8217;idea che <strong>vorrebbe </strong>stare tranquillo e concentrato su una cosa ma non gli è possibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030674.jpg"><img class="aligncenter" title="Niccolò" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030674.jpg" alt="" width="501" height="374" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Qui, sotto, in azione a casa di un&#8217;amica&#8230; :o: Tutti seduti, tranne terminator.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030750.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030750.jpg" alt="" width="500" height="374" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Insieme</strong></span>…fanno <strong>scintille</strong>! Come sempre e come da sempre (ma solo i miei litigano???).<br />
Matteo è molto <strong>geloso </strong>ed è sempre in competizione. Niccolò, nonostante questo carattere tosto, con il fratellone è <strong>molto tenero</strong> e i rari momenti in cui Matteo gioca con lui senza urlargli contro è talmente felice che continuamente esprime apprezzamenti: <em>Matteo è bellissimo quello che stai disegnando, Matteo sei bravissimo a fare i Lego</em>. Pur di passare qualche minuto in più insieme…si spertica in lodi!<br />
Abbiamo cronometrato la durata di tale idillio…10 minuti. All&#8217;undicesimo, uno dei due parte con un urlo, una sberla o il lancio di un gioco.<br />
Questo significa che, non riuscendo io a farli menare amenamente, ogni 10 minuti faccio partire anche il mio urlo che Niccolò neutralizza con un &#8220;e non fare quella voce da matta&#8221;!   :o:<br />
La conclusione è che un intero pomeriggio &#8220;tutti insieme appassionatamente&#8221; si può trasformare nel peggiore degli incubi di chi sogna riposanti fine settimana all’insegna del relax psicofisico.</p>
<p><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030678.jpg"><img class="aligncenter" title="Fratelli" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030678.jpg" alt="" width="501" height="373" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Cresceranno, mi ripeto e mi ripetono tutti in continuazione…ma siamo sicuri che cambierà qualcosa?<br />
A sentire le mamme di figli più grandi, forse, forse, preferisco non riposarmi nei fine settimana.  :)</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/11/21/tra-dentini-e-manate/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<title>Storia di una gelosia</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2008/08/12/storia-di-una-gelosia/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 20:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matteo e Niccolò]]></category>
		<category><![CDATA[Questa sono io]]></category>
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		<category><![CDATA[psicologa infantile]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rapporto tra i miei figli non è stato idilliaco fin da subito. Nonostante avessimo preparato Matteo a dovere, raccontato storie, letto assieme libri, quel 26 giugno del 2006, quando, appena duenne, è entrato in quella stanza di ospedale non era di buon umore. Ricordo che si avvicinò al letto in cui era sdraiato Niccolò. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1010969_P.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1010969_P.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Il rapporto tra i miei figli non è stato idilliaco fin da subito.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nonostante avessimo preparato Matteo a dovere, raccontato storie, letto assieme libri, quel <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/15/la-nascita-di-niccolo/" target="_blank"><strong>26 giugno del 2006</strong></a>, quando, appena duenne, è entrato in quella stanza di ospedale non era di buon umore.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ricordo che si avvicinò al letto in cui era sdraiato Niccolò. Accanto a Niccolò era sistemato un gioco, tanto desiderato: era il regalo portato dal fratellino neonato per lui. Prese il gioco e, senza ragalare nemmeno uno sguardo fuggevole a me, si avvicinò alla porta della stanza dicendo:  &#8220;nonno, damo a casa&#8221;.<br />
Aveva la febbre quel giorno, i nonni lo erano passati a prender al nido, poi l’avevano portato a casa e vestito per la festa. Ma era caldo e il termometro segnava 38,5. Questo stato fisico forse non ha aiutato a vivere con il sorriso questo grande “atterraggio” fraterno o forse, semplicemente, era un atterraggio indesiderato.<br />
Il giorno dopo non l’ho fatto venire. Ero stata male tutta notte per questa reazione e non volevo che quello strazio si ripetesse.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Una volta <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/24/dimissioni-protette/" target="_blank"><strong>dimessi</strong> </a>si è aperta un’altra voragine tra loro. Niccolò è stato un neonato rumoroso. Molto. Troppo. Piangeva 20 ore al giorno, di un pianto potente e prepotente, di un pianto ininterrotto e volitivo. Non dormiva mai. Lo cullavamo fino a stordirlo, lo adagiavamo e voltavamo le spalle alla culla, uscendo con passi che sfioravano la levitazione ma lui, tempo 10 secondi  si risvegliava urlando.<br />
Ricordo che non vedevo l’ora di buttarmi sotto la doccia, che con il suo scroscio lascaiato appositamente uscire con la massima potenza e sorretto dalla musica che usciva dal cd, lasciava, per qualche minuto, riposare la mia testa.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Anche le poppate erano difficoltose: mentre mangiava urlava in un modo straziante. Si attaccava e si staccava 30-40 volte. Si inarcava e stendeva le gambe rabbioso. La maledizione del <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/27/reflusso-neonato/" target="_blank"><strong>reflusso</strong></a>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Questo stato di rumore perenne ha contribuito ad ampliare ulteriormente la distanza tra loro, anche perchè Matteo è un bambino estremamente sensibile ai rumori forti. Lo era a due anni e lo è tuttora.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Questi due fratelli erano, in sotanza, male assortiti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La stanchezza non aiutava nè me ne Simone a tenere i nervi saldissimi e ad approcciarci sempre con estrema grazia verso di lui. Capitava di sgridarlo magari con un po&#8217; più di veemenza del solito.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">L&#8217;errore che io sento di avere commesso è quello di vederlo grande. A due anni mi sembrava già grande, cosa che assolutamente non accade ora guardando i due anni di Niccolò che, invece, mi sembra ancora piccolissimo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Per il primo anno diciamo che Matteo l&#8217;ha beatamente ignorato e gli si avvicinava solo per urlargli &#8220;bastaaaaaa, stai zittooooo&#8221;, quando non ce la faceva più.</p>
<p>Poi Niccolò ha preso a  camminare e le cose sono preciptate. Toccava i giochi, distruggeva costruzioni, lanciava oggetti, urlava. E Matteo lo picchiava.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In settembre dell&#8217;anno scorso, stremata da questo clima terrificante (non potevo lasciarli soli un solo istante perchè Matteo gli faceva male e io perdevo il controllo davanti a scene del genere), mi sono rivolta alla <strong>dott.ssa Piergiuseppina Fagandini</strong>, psicologa e psicoterapeura presso il dipartimento materno-infantile dell&#8217;ospedale della mia città, nonchè collega di mio padre del cui parere ho piena fiducia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Bussai a quella porta con il cuore pesante e ne uscii con il cuore leggero. Me ne andai da quello studio portando con me un incontro con una persona speciale, qualche parola che riallacciava il rapporto dei miei figli alla normalità (non avendo avuto fratelli ero digiuna di tali dinamiche) e qualche piccolo suggerimento pratico per aiutare Matteo a verbalizzare e sfogare la sua rabbia. Ma soprattutto me ne andai con una frase: &#8220;quando Niccolò inizierà a parlare le cose andranno meglio&#8221;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ma Niccolò a 18 mesi era ancora pressochè muto e, nonostante ci fossero stati dei miglioramenti, ancora il rapporto era molto sdrucciolevole.<br />
Oggi Niccolò parlotta e le cose vanno effettivamente meglio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Chiacchiera a suo modo ma quel &#8220;suo&#8221; modo è anche il modo di Matteo, che lo capisce meglio di noi e, a volte, fa da interprete.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Oggi giocano insieme, si rincorrono, fanno le costruzioni (rigorosamente una per uno, mai una iniseme&#8230;ma non chiediamo troppo!), giocano a palla, giocano con le macchinine, leggono i libri.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Oggi parlottano appena svegli e prima di addormentarsi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Oggi Matteo gli rivolge delle domande. Pare una cosa ordinaria ma non lo è. Lo considera come persona che ha diritto ad esprimere la sua opinione, pur sapendo che spesso è contraria alla sua: <em>Niccolò andiamo in giardino?</em><em> No, pi (qui)</em>. Sta lentamente abbandonando l&#8217;ordine perentorio per aprirsi, appunto, alla domanda e all&#8217;ascolto delle sue volontà.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Oggi Matteo è preoccupato per Niccolò e lo nomina in continuazione. <em>Anche a Niccolò il gelato; anche Niccolò in piscina; anche Niccolò a fare la spesa; Anche a Niccolò le COCCOLE, anche a Niccolò un BACIO.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Oggi ridono insieme, impregnando la casa di quel suono cristallino che solo la risata di un bambino emette con quella fragranza.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Spesso litigano e si picchiano, anche perchè ora Niccolò ha imparato a difendersi e attaccare, ma subito dopo si rincorrono ridendo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E io finalmente so di aver fatto la scielta giusta. Un fratello è per sempre.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
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		<title>Un bambino&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 10:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matteo e Niccolò]]></category>
		<category><![CDATA[Questa sono io]]></category>
		<category><![CDATA[4 anni]]></category>
		<category><![CDATA[gelosia]]></category>
		<category><![CDATA[matteo]]></category>
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		<category><![CDATA[timidezza]]></category>
		<category><![CDATA[ubbidienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Matteo si sta trasformando. Fisicamente si è allungato molto e, di conseguenza, snellito. Non ha più la panciotta, né le guance a bignè di un anno fa. Per certi versi (riflessività, ponderatezza, equilibrio) è più grande della sua età, per altri (fantasia, gioco) è più piccolo. Emotivamente sta costruendo le fondamenta di una personalità che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1010740_p.jpg" border="3" alt="" hspace="14" vspace="4" width="250" height="324" align="left" />Matteo si sta trasformando. Fisicamente si è allungato molto e, di conseguenza, snellito. Non ha più la panciotta, né le guance a bignè di un anno fa.<br />
Per certi versi (riflessività, ponderatezza, equilibrio) è più grande della sua età, per altri (fantasia, gioco) è più piccolo.<br />
Emotivamente sta costruendo le fondamenta di una personalità che inizia a delinearsi più marcatamente.</p>
<p>È  un bambino <strong>affidabile</strong>, che ti puoi portare ovunque.<br />
È  un bambino <strong>pauroso</strong>, il che, da un lato mi desta preoccupazione per il futuro, ma ora, nell’età dell’imprevedibilità, è un fattore che gioca in favore di una gestione familiare più agile: essendo pauroso, vuole sempre la mano quando si va in giro, non si sposta da dove gli dici di stare, ti descrive tutti i pericoli del camminare o del pedalare sulla strada. Non scapperà mai da nessuna parte. È  l’esatto opposto di suo fratello.<br />
La grande <strong>gelosia </strong>si sta attutendo, ora gioca con Niccolò per un tot di minuti consecutivi, dopodiché inevitabilmente uno dei due dà di matto e succede la catastrofe. Passato l’apice della rabbia, sfogato il nervoso con un morso, una sberla, un lancio di qualche oggetto, torna improvvisamente la pace e riprendono a giocare. Questa dinamica si ripete diciamo…ogni ora. Non mi lamento: se penso a com’era un anno fa il loro rapporto oggi mi pare il Paradiso.<br />
È  un bambino <strong>affettuoso </strong>e <strong>sensibile </strong>(troppo), che ti scruta le pieghe del viso fino a squarciarle, che sorride in modo diverso quando sta vivendo qualche imbarazzo, che ti poggia la testa sulle gambe 20 volte al giorno per essere coccolato.<br />
È  un bambino un po&#8217; <strong>lagnoso</strong>. Ma solo quando c&#8217;è Niccolò. In assenza del fratello è ragionevole come un bimbo di 10 anni, in presenza dell&#8217;intruso diventa lagnoso e permaloso.<br />
È un bambino <strong>generoso</strong>, condivide tutto e si preoccupa che tutti possano godere di qualcosa che lo fa star bene (mamma, ma poi lo dai anche a Niccolò il gelato vero?).<br />
È  un <strong>maschio atipico</strong>: non fa la lotta, non è aggressivo, è poco fisico, non ama i Gormiti ma solo modellini di auto e costruzioni.<br />
È  un bambino che comincia a provare <strong>sentimenti adulti</strong>: al <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/07/26/a-vacanza-finita/" target="_blank"><strong>mare </strong></a>si è innamorato dell&#8217;animatrice (con cui comunque non è mai voluto stare a causa della sua timidezza). Non parlo di simpatie di asilo, parlo di un sentimento nuovo, un po&#8217; diverso, di un sentimento che lo colorava di viola ad ogni suo passaggio, che gli faceva morire le parole in bocca ad ogni sua parola. Siamo rientrati da 2 settimane ma, quando sente il suo nome, si tuffa ancora sotto il primo cuscino che trova.<br />
È  un bambino <strong>timidissimo</strong>. Troppo. Non apre bocca con chi non conosce, ci mette qualche ora prima di ammorbidire l’approccio con gli estranei.<br />
È  un bambino <strong>intelligente</strong>, di un’intelligenza morbida, fatta di riflessioni e di immaginario, è l’intelligenza di suo padre, diversa da quella mia e di Niccolò, che è più scattante. Spero solo che non finisca a far carriera universitaria pure lui. :D<br />
È  un bambino un po’ <strong>introverso</strong>: difficilmente ti racconta il suo sentire. Al ritorno da <strong>scuola </strong>(che pur gli piace molto) non racconta niente. So che non ha mai pianto una volta in 9 mesi: si trattiene sempre, si gonfia, ma non molla mai (purtroppo). A casa invece piange spesso, forse per il troppo esseresi trattenuto a scuola.<br />
È  un bambino <strong>imbranato</strong>: ci mette un’ora per vestirsi e puntualmente si infila la maglia  a rovescio, i pantaloni girati  e le scarpe al contrario; inciampa e si fa male spessissimo.<br />
È  un bambino <strong>ricco </strong>perché ha tanti amici.</p>
<p>Non faccio che guardare i due anni di Niccolò, che mi pare piccolissimo, e pensare che quando è nato lui, Matteo aveva 2 anni appena compiuti. Mi è sembrato subito grande. Invece era minuscolo. Forse perché fisicamente è sempre apparso più grande, forse perché, differentemente da Niccolò, aveva un linguaggio sviluppatissimo (faceva discorsi lunghissimi) o forse, semplicemente, perché…c’era Niccolò neonato, con un sacco di problemi di <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/27/reflusso-neonato/" target="_blank"><strong>reflusso</strong></a>, <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/26/coliche-gassose-del-neonato/" target="_blank"><strong>coliche </strong></a>e pianti ininterrotti per 20 ore al giorno e non avevo le energie per guardare Matteo con occhi equlibrati.</p>
<p>A 25 mesi era “il grande”, ma come poteva essere grande 2 anni fa se, ancora oggi, è così piccolo?</p>
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		<title>Finalmente ridono</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/19/finalmente-ridono/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 20:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matteo e Niccolò]]></category>
		<category><![CDATA[Questa sono io]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli]]></category>
		<category><![CDATA[gelosia]]></category>
		<category><![CDATA[matteo]]></category>
		<category><![CDATA[niccolò]]></category>

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		<description><![CDATA[Scritto il 6 novembre 2007Niccolò 16 mesi Matteo 3 anni e mezzo Ci sono grosse novità in casa B. Non so se passeggere o permanenti, comunque sia, oso trascriverle. I fratelli giocano. Ma soprattutto, ridono. Matteo si inventa i giochi, Niccolò li capisce al volo e salta sulla giostra. Mentre digito quasi piango, dopo tanta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;">Scritto il 6 novembre 2007</span><br style="font-style: italic;" /><em>Niccolò 16 mesi</em><span style="font-style: italic;"> </span></div>
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;">Matteo 3 anni e mezzo</span></div>
<p><strong><span style="font-size: 10pt; color: maroon;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 10pt; color: maroon;"> </span></strong></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/finalmente-ridono1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2832" style="margin-left: 15px; margin-right: 15px;" title="finalmente ridono" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/finalmente-ridono1.jpg" alt="" width="249" height="186" /></a>Ci sono grosse novità in casa B.<br />
Non so se passeggere o permanenti, comunque sia, oso trascriverle. </span></p>
<p>I fratelli giocano.<br />
Ma soprattutto, ridono.<br />
Matteo si inventa i giochi, Niccolò li capisce al volo e salta sulla giostra.<br />
Mentre digito quasi piango, dopo tanta fatica di rapporti&#8230;</p>
<p>Niccolò va nello sgabuzzino ed esce con due scope, una per Matteo e una per lui.<br />
Matteo gli si avvicina e gli sussurra: “andiamo a giocare?”:<br />
Niccolò lo chiama appena non lo vede.<br />
Matteo ieri sera non voleva che lo mettessimo a nanna Nic perché, dopo un intero pomeriggio di gioco, ci voleva giocare ancora.</p>
<p>Niccolò, finalmente accolto, ha gli occhi che brillano.<br />
Matteo, finalmente capace e desideroso di accogliere, è gioioso come mai fino ad ora.<br />
Ha una costante preoccupazione: mangia qualcosa e lo porta al fratello, prende un gioco e ne cerca uno simile per il fratello, beve l’acqua e allunga il bicchiere al fratello.<br />
Certo, ogni tanto scappa qualche sberla, anche perché Niccolò non ha manualità e per dimostrargli affetto gli tira in testa i giochi e Matteo diventa isterico e restituisce le botte in testa.<br />
Ma è niente in confronto.</p>
<p>Magari dura tre giorni, ma sto assaporando tutta l&#8217;emozione di vederli <span style="font-weight: bold;">nascere fratelli</span>.</p>
<p>Sentirli ridere da soli in un&#8217;altra stanza mi aumenta il battito cardiaco.</p>
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