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	<title>MammaImperfetta&#187; fratelli</title>
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		<title>Gelosia per il fratello</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
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		<description><![CDATA[Domanda Da quando è nato il fratellino mia figlia di quattro anni secondo me soffre tremendamente di gelosia, è diventata più capricciosa, disobbediente, piange per ogni cosa sembra più&#8221;stressata&#8221; dal fatto che la mamma non è più tutta per lei ecc  Insomma comportamenti che denotano secondo me un certo malessere interno suo, che però non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Gelosia-per-il-fratellino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4757" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Gelosia per il fratellino" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Gelosia-per-il-fratellino-261x300.jpg" alt="Gelosia tra fratelli" width="255" height="294" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Da quando è nato il fratellino mia figlia di quattro anni secondo me soffre tremendamente di gelosia</strong>, è diventata più <strong>capricciosa</strong>, disobbediente, piange per ogni cosa<strong> sembra più&#8221;stressata&#8221;</strong> dal fatto che la mamma non è più tutta per lei ecc </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Insomma comportamenti che denotano secondo me <strong>un certo malessere interno suo</strong>, che però non verbalizza e nemmeno scarica sul fratellino a cui sembra volere bene e dedicare tante attenzioni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma <strong>la cosa che mi preoccupa di più</strong> , penso, collegata a questo fatto è la seguente: <strong>quando mia figlia sta a casa tutto il giorno</strong> con la mamma e il fratellino (esempio in estate quando non sta in vacanza al mare o in montagna, a settembre prima del rientro a scuola o adesso che come in questo periodo, che non va a scuola perché influenzata), <strong>tutte le notti dopo un paio di ore che si è addormentata si sveglia piangendo nel sonno </strong>(ndr <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/03/15/pavor-nocturnus/" target="_blank"><strong>PAVOR NOCTURNUS</strong></a>), piange per 10 minuti o un quarto d&#8217;ora, nel quale sembra come <strong>sonnambula</strong>, perché non risponde alle sollecitazioni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Se le parliamo per calmarla o le chiediamo che ha, se la accarezziamo ci scaccia e piange di più, se le diamo l&#8217;acqua per bere non riesce a reggere il bicchiere,  abbiamo provato a prenderla in braccio certe volte ci abbraccia, certe volte è proprio rigida.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Poi, non si sa come, dopo dieci minuti si rigira nel letto smette di piangere e dorme tutta la notte e sembra che la mattina non ricordi nulla di quello che è successo ( da quello che ho letto su internet forse si tratta dei pavour notturni).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Quando invece è impegnata</strong> anche se non è scuola (tipo gioca al mare con gli altri bimbi) <strong>non capita</strong>: la cosa si è presentata a cicli dopo la nascita del fratellino.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>In passato questa cosa era successo solo all&#8217;inizio quando la mamma è tornata al lavoro</strong> (le crisi di abbandono) ma aveva sette otto mesi poi è capitata rarissimamente solo qualche volta che <strong>subiva delle sollecitazioni emozionali</strong> la sera (tipo uscire tornare tardi, o uno o due volte che è crollata davanti la tv e l&#8217;abbiamo portata a letto in braccio).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Invece ora sembra collegata con questa presenza continuata nel corso del giorno col fratellino e/o scarsa stanchezza all&#8217;ora di addormentarsi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E questa cosa la fa solo quando sta a casa tutto il giorno perché quando va a scuola (perché torna stanca sfinita dalla scuola o perché si distrae e non vede il fratellino) dorme tranquilla tutta la notte.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Posta questa situazione mi viene il dubbio se noi genitori dobbiamo fare qualcosa a livello medico, un consulto con un terapeuta, magari sbagliamo in qualche comportamento&#8230; </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Abbiamo cercato di assecondarla coccolarla farla sentire sicura,</strong> non sgridarla in alcune situazioni, teniamo sempre lo stesso rituale per addormentarsi (e crolla sempre subito in pochi minuti) abbiamo cercato di farle recuperare il rapporto con la mamma che le mancava perché era più orientata sulle necessità del fratellino&#8230; abbiamo cercato di parlarle per chiederle se aveva qualche paura o ansia&#8230; ma lei non ricorda nulla e dice che lei la notte non piange.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Magari basta un semplice consiglio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Grazie per l&#8217;attenzione.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"> Risposta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Caro papà,</p>
<p style="text-align: justify;">sarei ben felice se bastasse un semplice consiglio. Ma come puoi immaginare, è già difficile &#8220;dare consigli&#8221;, ancora di più lo è quando non si è abbastanza vicini alla situazione da poterla valutare pienamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciononostante ho letto la tua mail con molta attenzione, e provo a dirti cosa ho pensato.</p>
<p style="text-align: justify;">Se conosci già il mio modo di rispondere, sai quanta <strong>attenzione</strong> pongo <strong>nella scelta delle parole</strong> che mi vengono destinate. Nel mio caso, sono gli unici elementi a cui attenermi per rispondere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non mi è chiaro</strong> se il problema è per te più centrato sui <a href="http://www.mammaimperfetta.it/tag/risvegli-notturni/" target="_blank"><strong>risvegli notturni</strong></a> (che tu stesso ipotizzi come transitori) o su tutte le dinamiche che invece riguardano la nascita del fratellino ed il <strong>cambiamento che la vostra famiglia sta attraversando</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"> Ho la sensazione, dal modo in cui racconti la cosa, che <strong>la chiave di tutto sia nella frase &#8220;un malessere interno suo&#8221; </strong>[<em>suo</em> riferito a tua figlia].</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La nostra vita è una vita di relazione: </strong>i problemi, persino per noi adulti, non sono mai isolati dall&#8217;effetto che ha su di noi il <strong>vivere in contatto con altre persone</strong>, e da come si costruisce <strong>il nostro tentativo di raggiungere l&#8217;altro</strong> o <strong>la paura di farlo</strong> e di essere rifiutati.</p>
<p style="text-align: justify;">Figurati quanto questo può essere vero per un bambino che costruisce la sua identità proprio sui primi schemi di relazione con gli adulti più vicini ed importanti per lui.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>La <a href="../2010/12/15/specialisti-la-nascita-di-una-sorella-e-le-difficolta-di-relazione/" target="_blank">nascita del fratellino</a> </strong>è sicuramente, decisamente, indiscutibilmente <strong>uno stress</strong>: e non perché c&#8217;è chi la prende bene o male, ma perché è per tutti (persino per i genitori!) <strong>un evento critico</strong>, ovvero un <strong>cambiamento importante</strong>, che sconvolge gli equilibri e costringe ad un nuovo riassetto delle dinamiche all&#8217;interno della famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La novità richiede sempre un adattamento ed una capacità di attivare risorse ed energie che per un bambino sono ancora in divenire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> Se il tuo dubbio è quindi &#8220;<em>cosa le sta succedendo</em>&#8220;, possiamo già tradurlo in &#8220;<em>cosa </em><em>ci</em><em> sta succedendo</em>&#8220;: siete tutti coinvolti, ognuno con il suo ruolo, ognuno con le sue responsabilità e le sue competenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra ovvio, ma questa consapevolezza, in realtà, richiede un percorso profondo, e per avere chiaro ciò che riguarda tua figlia, è bene allargare la prospettiva e guardare un pò più in là.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il disagio di ciascuno, in una famiglia, è intriso di difficoltà comuni e di comuni risorse per superarle</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi dirai che ho scoperto l&#8217;acqua calda, e che è ovvio, e che già lo sapete. Beh, scusandomi il gioco di parole, lo so che lo sapete, ma ho la sensazione (magari sbagliata) che <strong>proprio in questa condivisione della difficoltà e del momento critico qualcosa si stia inceppando</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"> L&#8217;esperienza significativa dell&#8217;essere in &#8220;crisi&#8221;, quella che costituisce un&#8217;opportunità (soprattutto quando riguarda un bambino molto piccolo),<strong> non è il fatto in sé ma le modalità che si attivano per fronteggiarla: ogni difficoltà della vita diventa per un bambino un&#8217;occasione di crescita se lo pone davanti all&#8217;esperienza di non essere solo e di essere sostenuto per superarla</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è l&#8217;insegnamento e il dono più importante che rimane a lui come risorsa per il suo futuro: la fiducia nelle proprie capacità nasce da qualcuno che si è preso cura delle proprie difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quel che racconti, <strong>quando la bimba sta lontana dalla famiglia</strong>, si &#8220;distrae&#8221;, <strong>pare stia meglio</strong> di quando invece vive immersa nel tempo familiare, delle relazioni più importanti per lei. Se davvero è così (difficile giudicare, a distanza), allora<strong> qualche riflessione </strong>è importante che sorga.</p>
<p style="text-align: justify;">Per &#8220;riflessione&#8221; intendo <strong>disponibilità</strong> a mettersi in gioco, ad interrogarsi sul vostro nucleo familiare, a costruire un percorso che tenga conto della sua nuova (e difficile) posizione di primogenita, e del suo modo di esprimere il disagio, così semplice, ma forse per questo così chiaro.</p>
<p style="text-align: justify;"> Se hai già letto qualcuno dei miei precedenti articoli, avrai notato che ribadisco sempre alcuni concetti, anche qui ricorrenti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>i bambini esprimono il disagio in modo &#8220;fisico&#8221;, <a href="../2011/11/21/mia-figlia-non-mangia-2/" target="_blank">corporeo</a>, diretto</strong>, perché  il modo più semplice ed immediato per farlo;</li>
<li>i <strong><a href="../2011/09/04/capricci-e-regole-essere-primogenito/" target="_blank">capricci</a></strong> (termine che non condivido molto, ma che è di uso comune) <strong>non sono una &#8220;cattiveria&#8221;, ma un modo per comunicare</strong> qualcosa d&#8217;altro;</li>
<li><strong>il problema per cui si chiede aiuto è spesso la punta dell&#8217;iceberg </strong>rispetto a tanti altri contenuti che riguardano l&#8217;intera famiglia.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Non sono in grado di valutare clinicamente la situazione</strong> attraverso queste semplici informazioni, ma credo che la lettura degli articoli precedenti possa esserti un po&#8217; d&#8217;aiuto. In <strong><a href="../lesperto-risponde/marcella-agnone-psicologa/" target="_blank">questa pagina</a></strong>, puoi trovare vari articoli, tra i quali la sezione &#8220;quando nasce un fratellino&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"> Oltre a questo, <strong>ti invito a parlare con tua moglie</strong>: apprezzo la tua capacità di interrogarti, ed il tentativo di analizzare la situazione in modo propositivo, alla ricerca di una soluzione, credo però che il confronto con lei sia il passo necessario a valutare la possibilità di chiedere <strong>un consulto terapeutico di coppia</strong>. Sono certa che discutendone tra di voi scoprirete se propendete per il &#8220;sì&#8221; o per il &#8220;no&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"> Da parte mia, credo che un consulto terapeutico sia utile <strong>non soltanto per parlare della bimba</strong>, ma per per esporre le vostre difficoltà, i dubbi, le paure, per capire come utilizzare le risorse che già certamente avete per superare questo momento di preoccupazione verso la piccola.</p>
<p style="text-align: justify;">Ribadisco sempre che <strong>la psicoterapia non è soltanto cura della patologia, ma anche sostegno al cambiamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E trovo importante la possibilità di uno &#8220;spazio&#8221; per esprimere (ed esprimervi, recuprocamente) la fatica che state attraversando in questo importante momento di vita. Non ultimo, <strong>per farvi aiutare ad aiutare vostra figlia</strong> (esperienza spesso importante e significativa).</p>
<p style="text-align: justify;"> Ti ringrazio di aver pensato a noi per questa richiesta di aiuto e di consiglio, e sono certa che nella condivisione e nella vostra esperienza di genitori, troverete la strada da percorrere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://agnonemarcella.wordpress.com/contatti/" target="_blank"><strong>Marcella Agnone &#8211; Psicologa Psicoterapeuta</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Resto a disposizione per ulteriori dubbi, e vi faccio tanti auguri.</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/16/gelosia-per-il-fratello/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<title>Loro sono così</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 18:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Matteo e Niccolò]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Un breve testo di Matteo, seconda elementare. Un amico speciale &#160; &#160; Sotto l&#8217;albero sono spuntati due &#8220;pacchetti nuovi&#8221;. - Chi ha messo queste &#8220;cose&#8221; sotto l&#8217;albero? Tu Niccolò? - Si mamma, uno è da palte di Babbo Natale e l&#8217;altlo della Befana. Sono pel te. Pelché sennò a te non zi pensa mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Un breve testo di Matteo, seconda elementare.<em><strong></strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Un amico speciale</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/tema-matteo-seconda.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4687" title="tema matteo seconda" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/tema-matteo-seconda-768x1024.jpg" alt="seconda elementare tema fratello" width="521" height="693" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sotto l&#8217;albero sono spuntati due &#8220;pacchetti nuovi&#8221;.</p>
<p>- Chi ha messo queste &#8220;cose&#8221; sotto l&#8217;albero? Tu Niccolò?<br />
- Si mamma, uno è da palte di Babbo Natale e l&#8217;altlo della Befana. Sono pel te. Pelché sennò a te non zi pensa mai nessuno.</p>
<p><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/IMG_2239.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4689" title="Regali di natale" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/IMG_2239.jpg" alt="Natale regali bambino 5 anni" width="525" height="700" /></a><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/IMG_2239.jpg"><br />
</a></p>
<p><strong>Buon Natale</strong> <img src='http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/plugins/smilies-themer/Nomicons v2.0/heart.png' alt=':heart:' class='wp-smiley' /> </p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/12/22/loro-sono-cosi/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<title>Urlo di mamma</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 08:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Matteo e Niccolò]]></category>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è stato un periodo di grande difficoltà di relazione con Matteo. Diciamo dai 3 ai 5 anni. Gelosie, capricci, mani alzate contro il fratello, verso il quale il mio istinto di protezione era ai massimi livelli, anche per la consapevolezza di averlo tanto &#8220;detestato&#8221; quando era neonato (eh si, perché un bambino che piange 20 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C&#8217;è stato un periodo di gra<a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Urlo-di-mamma.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4572" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Urlo di mamma" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Urlo-di-mamma-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>nde <strong>difficoltà di relazione</strong> con Matteo. Diciamo dai 3 ai 5 anni.<br />
<a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/08/12/storia-di-una-gelosia/" target="_blank"><strong>Gelosie, capricci, mani alzate contro il fratello</strong></a>, verso il quale il mio <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/12/12/questo-bimbo-non-e-normale/" target="_blank"><strong>istinto di protezione era ai massimi livelli</strong></a>, anche per la consapevolezza di averlo tanto &#8220;detestato&#8221; quando era neonato (eh si, perché un bambino che piange 20 ore al giorno per mesi e mesi alla fine logora anche  l&#8217;<strong>istinto materno</strong>).<br />
In quei due anni ho avuto davvero <strong>difficoltà a relazionarmi</strong> con Matteo e a rapportarmi ragionandoci e non solo attraverso <em>dictat</em>.<br />
Poi, da un anno e mezzo, le cose sono cambiate.  Lui si è tranquillizzato, ha capito finalmente che <strong>il nostro affetto non è stato suddiviso ma si è moltiplicato</strong>. E ci siamo riavvicinati, come due innamorati che si lasciano per un periodo, senza smettere di amarsi, per poi  riscoprirsi e guardarsi <strong>con occhi nuovi</strong>.<br />
Matteo è un bambino dalla <strong>sensibilità</strong> rara e dalla dolcezza toccante. Lo osservavo al cinema con quattro compagne domenica pomeriggio. È ancora bambino. Non ha ancora nessuna piccola malizia. Ma al contempo è cresciuto improvvisamente (<em>mamma ma straripare ed esondare hanno lo stesso significato? Mamma ma si può decidere quando morire? Perché io vorrei morire prima di te così non piango</em>). È un bambino  <strong>riflessivo</strong>, sempre <strong>preoccupato per gli altri</strong>, vuole far star bene tutti. E, di conseguenza, <strong>soffre</strong> con tutti quelli che non stanno come lui vorrebbe. Forse questa predisposizione e questa sensibilità spiccata lo faranno molto soffrire in futuro. Però sono felice che lui sia così. Si prenderà le sue<strong> cantonate affettive</strong>, come tutte le persone un pochino più sensibili. E si rialzerà.</p>
<p style="text-align: justify;">Erano mesi che non alzavo la voce con loro, avevo riflettuto e deciso che non ha senso. Un autocontrollo invidiabile di cui andavo fiera.<br />
Stasera, dopo 10 giorni di sfide da parte di Niccolò, che con quelle sue <strong>manifestazioni apodittiche</strong> farebbe muovere un sopracciglio persino a Gandhi,  la pinguina  di <em><a href="http://www.salani.it/sal-scheda.asp?idlibro=535&amp;titolo=URLO+DI+MAMMA" target="_blank"><strong>Urlo di mamma</strong></a></em> (libro per bambini sulla rabbia e sulla gestione dell&#8217;emotività che consiglio vivamente), si è impossessata di me.</p>
<p style="text-align: justify;">Nic in crisi isterica post <em>urlo-di-mamma</em> sdraiato in bagno.<br />
Matteo dietro la porta. Mi guarda. Io, mentre esco arrabbiatissima, gli faccio un segno, che lui coglie immediatamente.<br />
Entra in bagno, si accovaccia accanto a suo fratello e lo bacia sulla guancia.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>-  Cosa c&#8217;è Niccolò?</em><br />
<em> &#8211; C&#8217;è che la mamma dize delle stupidazzini. Ha detto che non ullava da tempo e non è velo.</em><br />
<em> &#8211; E invece è vero.</em><br />
<em> &#8211; No, non è velo e poi un bimbo malato non va sglidato.</em><br />
<em> &#8211; La mamma non urlava così da tanto tempo. E poi ti soppoorta da tre anni perché tu sai che fai venire davvero il nervoso? Ti devi calmare, anche se hai la tosse. Lei lavora e noi la dobbiamo un po&#8217; aiutare. E adesso che ti ho calmato andiamo a giocare.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Io ero nascosta dietro la porta, con gli occhi gonfi e il cuore impazzito.<br />
Un figlio no, un marito nemmeno, ma lui si, come ho già scritto, lui è per sempre.<br />
<strong>Un fratello è per sempre</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Immagine tratta da <a href="http://creargiocando.blogspot.com/2011/08/idea-libro-urlo-di-mamma.html" target="_blank"><strong>Creargiocando</strong></a></p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/11/14/urlo-di-mamma/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<title>[Specialisti] La nascita di una sorella e le difficoltà di relazione</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 08:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[specialisti online]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Gent.ma dott.ssa Agnone, mi ha convinto a scriverle la delicatezza con la quale risponde alle mail. Ho un bambino di tre anni e mezzo, Pietro, molto aperto, socievole, attivo e intelligente, ma da quando è nata la sorellina (14 mesi fa) la situazione si è fatta molto complicata, è diventato aggressivo e violento soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambino-aggressivo.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3448" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="bambino aggressivo" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambino-aggressivo.jpeg" alt="" width="255" height="293" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Gent.ma dott.ssa Agnone,<br />
mi ha convinto a scriverle la <strong>delicatezza</strong> con la quale risponde alle mail.<br />
Ho un bambino di<strong> tre anni e mezzo</strong>, Pietro, molto aperto, socievole,  attivo e intelligente, ma <strong>da quando è nata la sorellina</strong> (14 mesi fa) la  situazione si è fatta molto complicata, è <strong>diventato aggressivo e  violento</strong> soprattutto con me e con la sorella. Ho sempre cercato di <strong>non  punirlo, ma di parlargli</strong> dicendogli che capivo la sua <strong>rabbia </strong>ma che non  poteva picchiare nessuno. Piano piano la situazione in casa è  migliorata, ci sono giorni in cui giocano vicini e ridono delle stesse  cose ed ora raramente picchia la sorella. Ma la questione che mi  preoccupa molto è la <a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/nido-e-scuola-dellinfanzia/" target="_blank"><strong>scuola materna</strong></a>, le maestre mi dicono che è <strong>sempre  agitato</strong>, che non sta fermo un attimo e <strong>che picchia</strong> i compagni. <strong>Gli altri  bambini lo isolano</strong> perchè ruba loro i giochi o perchè è violento nei  loro confronti. E lui me ne parla &#8220;Mamma, <strong>io non ho amici</strong>&#8221; mi dice, ed  io non so cosa rispondere, &#8220;<strong>mamma, gioco sempre da solo</strong>&#8220;. Lo vedo un pò  perso e<strong> non so come aiutarlo</strong>, vedo che fa fatica a relazionarsi con gli  altri bambini, è impetuoso e &#8220;fisico&#8221; e non tutti lo gradiscono.<br />
Come posso aiutarlo?<br />
Grazie mille<br />
L.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">Risposta</span><em><br />
</em></h3>
<p style="text-align: justify;">Cara L.,</p>
<p style="text-align: justify;">innanzitutto ti ringrazio per il modo in cui definisci le mie  risposte. Spero di poter dare a te, nel risponderti, la delicatezza di  cui hai bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;">La nascita di un fratellino è sempre un evento molto importante per  un bambino, evento che rompe gli equilibri precedenti e porta a  cambiamenti di grande portata, più di quelli che noi adulti siamo in  grado di vedere e considerare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Trovo che tu sia stata molto brava nel cogliere la legittimità dei  vissuti di Pietro, e nello stesso tempo nel fornirgli un contenimento  chiaro e definito al comportamento, rappresentato dalla regola che non  si può picchiare nessuno.</strong> La chiarezza e la semplicità rispetto alle  regole educative sono un messaggio importante che aiuta il bambino ad  orientarsi nella crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bisogno fondamentale di un figlio maggiore, alla nascita del più  piccolo, è quello di<strong> essere riconosciuto nella sua unicità,</strong> a cui si  unisce il timore di <strong>perdere l’amore dei genitori</strong> e delle figure adulte  di riferimento. Inutile cercare di convincerlo con la logica: il vissuto  del bambino riguarderà, anche se poco consapevolmente, il tema della  perdita dell’esclusività, sperimentata come la sola forma di affetto  conosciuta prima dell’arrivo del fratello.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pietro è un bimbo ancora piccolo, e non ha capacità di esprimere  diversamente le sue emozioni, se non con la spontaneità corporea. La sua  agitazione è dunque un messaggio rispetto al “come sta”.</strong> Aiutarlo ad  <strong>esprimere i suoi vissuti</strong>, in un modo adeguato all’età, potrebbe essere  certamente un passo importante per trovare il significato che Pietro dà  alla sua “agitazione”: oltre che chiedergli direttamente cosa lo fa  arrabbiare, o lo preoccupa, si potrebbe <strong>chiedergli di disegnarlo </strong>(ad  esempio: &#8220;disegniamo Pietro quando è a scuola&#8221;), e provare a “<strong>mettere  parola</strong>” insieme a lui. L’intento è quello di permettere al bambino di  esprimere i suoi bisogni, guidati dall’idea che nessun comportamento  inizia se non con un’intenzionalità comunicativa per l’Altro, in questo  caso per chi si prende cura di lui.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è certamente “<strong>qualcuno</strong>” <strong>con cui Pietro è arrabbiato o che lo agita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Proverei a discutere di questo con le maestre</strong>: chiedendo loro cosa ne  pensano o come lo vedono, poiché è a scuola che il comportamento  avviene maggiormente, e solo col loro aiuto puoi trovare una corretta  lettura a ciò che accade coi compagni (sarebbe utile in questo caso il  coinvolgimento di una figura professionale specifica, come lo Psicologo  Scolastico, se presente in Istituto).</p>
<p style="text-align: justify;">Posso ipotizzare che, in seguito alla nascita della sorellina, Pietro  abbia bisogno di <strong>sentirsi rassicurato sul fatto di non essere stato  “sostituito”</strong>, ma dal momento che questo avviene anche nel contesto  scolastico, proverei a non limitarmi a questa interpretazione dei fatti:  col suo atteggiamento  a scuola, di certo Pietro attira più facilmente  l’attenzione, ma non è consapevole di cosa veramente scatena la sua  rabbia e di quale possa essere un modo alternativo per esprimerla.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente Pietro ha bisogno di qualche<strong> messaggio più esplicito e  di qualche rassicurazione</strong>: su ciò che è avvenuto, sul piano affettivo,  sul fatto che l’<strong>arrivo della sorellina non ha tolto a lui le attenzioni </strong>di cui ha bisogno. Ma tutte queste ipotesi, per quanto Pietro sia molto  piccolo, devono essere verificate nella relazione con lui, e cercando di  fare esprimere a lui (lo sottolineo: con modalità e linguaggio adeguati  alla sua età) ciò che lo fa arrabbiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Se l’inserimento di Pietro in un ambiente scolastico è avvenuto in  concomitanza con la nascita della sorella,<strong> è probabile che questi due  eventi, entrambi di rottura degli equilibri precedenti, debbano aver  modificato le sue abitudini,</strong> e, con un effetto di “sommatoria”, avergli  fatto percepire un cambiamento molto grande per lui. Ancora di più  questo avviene se la sorellina resta a casa mentre lui va a scuola.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto, per quello che scrivi, Pietro ha già una qualche <strong>forma di  consapevolezza</strong>, che ti esprime nel momento in cui viene a dirti come si  sente rispetto al fatto che i compagni non vogliono giocare con lui, e  questo mi fa pensare che trovare un’adeguata forma di dialogo possa  esprimere il cuore della sua difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è una tecnica che ho già suggerito, molto semplice, per parlare con  bambini piccoli di ciò che a loro non piace e che non si sentono in  grado di modificare: <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/10/16/e-se-avessi-la-bacchetta-magica/" target="_blank"><strong>chiedere loro cosa cambierebbero se avessero la  bacchetta magica</strong></a> e avessero potere sulla famiglia, la casa, la scuola.  È un po’ come far raccontare loro una favola (o un disegno commentato)  dove possono esprimere tutto il loro potenziale emotivo e i loro  desideri senza il timore di essere giudicati (è un gioco, e il gioco  rende sempre liberi).</p>
<p style="text-align: justify;">Riguardo alle favole, un suggerimento che posso darti è quello di  cercare qualche libretto illustrato (i disegni sono importanti) che  racconti una favola sulla <strong>relazione tra pari</strong>, sul valore dell&#8217;amicizia,  sulla <strong>correttezza del comportamento nel vivere sociale</strong>. Potrebbe essere,  se ti va, sia un&#8217;occasione per imparare qualcosa, sia un momento  (ludico, e quindi &#8220;leggero&#8221;) in cui discutere con Pietro, commentando la  favola e riportandola alla sua esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio sottolineare una cosa che, per quel che hai già raccontato,  forse è sottintesa: trovo che l’<strong>aggressività sia una forma sana di  espressione </strong>di se stessi, e come tale vada considerata nella sfera  emotiva del bambino. Questo non significa (e qui hai scelto bene come  comportarti) che vadano incoraggiate le reazioni violente, al contrario;  ma a volte è sufficiente <strong>riconoscere e legittimare un sentimento </strong>(“vedo  che sei molto arrabbiato”)<strong> perché il bambino possa percepirsi adeguato</strong>,  visto, considerato.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero che tu possa trovare il modo di parlare con Pietro di come lui  in questo momento vede il mondo che lo circonda, e resto a tua  disposizione per ulteriori chiarimenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dott.ssa Marcella Agnone – Psicologa Psicoterapeuta</strong></p>
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		<title>[Specialisti] Un bimbo, una nonna speciale e il primo segreto</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 12:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli]]></category>
		<category><![CDATA[nonni]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[specialisti online]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Le scrive una nonna di 56 anni legatissima al suo nipotino di quasi tre anni. In quest’ ultima settimana mia figlia e mio genero hanno comunicato a Nicolò, in maniera dolcissima, con l&#8217;aiuto di libricini fantastici, che la mamma aspetta un fratellino. Felicissimo nelle sue manifestazioni, però ha deciso di tenere questo segreto solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/nonna_nipote.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3409" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="nonna_nipote" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/nonna_nipote-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Le scrive una nonna di 56 anni legatissima al suo nipotino di quasi tre anni</strong>. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In quest’ ultima settimana mia figlia e mio genero hanno comunicato a  Nicolò, in maniera dolcissima, con l&#8217;aiuto di libricini fantastici, che  <strong>la mamma aspetta un fratellino</strong>. Felicissimo nelle sue manifestazioni, però <strong>ha deciso di tenere questo segreto solo per lui, papà e mamma</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tengo a sottolineare che Nicolò per me non ha mai avuto segreti&#8230;  tra noi esiste un rapporto davvero &#8220;speciale&#8221;&#8230; giochiamo per ore  assieme con una grande complicità &#8230; è un bambino intelligente e vivace  &#8230; però questa gioia non la vuole condividere con me.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Io non so come comportarmi con lui&#8230; Le chiedo gentilmente un consiglio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Grazie, Nonna Paola.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><strong>Risposta </strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Cara Nonna Paola,</p>
<p style="text-align: justify;">la ringrazio di avere condiviso con noi un racconto tanto tenero e delicato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nicolò è piccolino, e lei è una nonna davvero giovane! Immagino con facilità la bellezza del vostro rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’arrivo di un fratellino in una famiglia è un momento molto  importante, che equivale a un terremoto emotivo per molti dei suoi  membri:</strong> cambia molto rapidamente gli equilibri prestabiliti, e  questo, anche se gli adulti non ne sono esenti, un bimbo lo avverte  ancora di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che intuisco, perché non mi è chiaro da ciò che mi scrive, è che  Nicolò non è a conoscenza del fatto che anche lei sa della bella  notizia, di conseguenza <strong>ha scelto che sia un segreto tra lui e i suoi genitori</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra riflessione la faccio sul fatto che il senso del “segreto” è  un concetto emergente all’età di Nicolò, e il fatto che finora non ha  mai avuto segreti per la nonna, come lei scrive, è anche dovuto al fatto  che era molto piccolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nicolò si trova in un’età in cui è fortemente presente il senso di individualismo</strong>,  significa che, sia per la sua fase di vita, sia per la sua condizione  di primogenito, è abituato a misurare il mondo con parametri “esclusivi”  (com’è normale che sia).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Inoltre è ancora piccolino per comprendere pienamente il significato di “aspettare un fratellino”</strong>,  nonostante l’ausilio del librino sia stata un’ottima scelta. Credo che  in qualche modo abbia compreso che c’è un cambiamento in arrivo, e che  sia anche un cambiamento importante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I genitori sono per un bambino il punto di riferimento e il legame affettivo più grande</strong>:  un attaccamento sicuro con loro permette di aprirsi fiduciosamente ad  altre forme di legame, come quello che ha stabilito Nicolò con lei.  Questo significa, in altri termini, che Nicolò è stato finora molto  sicuro dell’amore di mamma e papà, da portersi permettere “scorazzate  libere e fiduciose” anche in altre relazioni importanti, come quello con  la nonna, certo che al suo ritorno a casa avrebbe comunque trovato lo  stesso legame incondizionato con i genitori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ragionando per ipotesi, <strong>“un campanellino di allerta” deve aver avvisato il piccolo del cambiamento in arrivo</strong>, e questo può avergli fatto sentire <strong>la necessità di proteggere l’intimità del rapporto familiare</strong> (penso all’originalità della scelta di mantenere un “segreto” solo per la loro famiglia) <strong>e la sua posizione</strong> <strong>privilegiata,</strong> laddove percepisce che possa essere messa in discussione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò non è preoccupante, né anormale, ma una sana espressione di sensibilità emotiva e di vivacità intellettiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dividere l’amore dei genitori, fino a questo momento esclusivo, è per un bimbo primogenito qualcosa di inimmaginabile</strong>, e richiede (e richiederà) una fatica notevole (se pur di ausilio per lo sviluppo della personalità).</p>
<p style="text-align: justify;">La mamma sarà necessariamente impegnata su più fronti, e proprio <strong>in questo momento altre figure potranno essere determinanti per Nicolò, per superare le difficoltà che arriveranno</strong>: in particolare il papà, e i nonni, ancora di più se con lei, nonna Paola, ha costruito questo rapporto così speciale.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ giusto che voi sappiate che accogliere bene la notizia dell’arrivo  del fratellino è solo il primo passo di un lungo percorso, e che Nicolò  avrà bisogno di tempo per comprendere pienamente cosa succede, per  assimilare il cambiamento, e per esprimere tutte le sue emozioni a  riguardo. Permetteteglielo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non saranno tutte emozioni positive, com’è sano che sia:</strong> da un lato perché tutta la ricchezza di “amore esclusivo” diminuirà  senza che lui abbia mai fatto questa esperienza (si ritroverà a dividere  presto affetti e situazioni!), dall’altro perché perderà il suo ruolo  di “piccolo di casa” in relazione a qualcuno che sarà più piccolo di  lui, e che gli “ruberà il titolo” per cause naturali.</p>
<p style="text-align: justify;">La  gelosia che arriverà non sarà &#8220;contro il fratellino&#8221;, ma &#8220;contro il  cambiamento&#8221; e per paura di un&#8217;esperienza che non conosce.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra prematuro suggerirvi possibili accorgimenti al momento in  cui sarà presente il fratellino. Preferisco invece dedicare qualche riga  a lei, nonna Paola.</p>
<p style="text-align: justify;">Colgo pienamente il suo vissuto nella parola “speciale” messa tra virgolette quando descrive il suo rapporto con Nicolò. <strong>Penso  che anche per lei è una prima volta: la prima volta che Nicolò  manifesta il bisogno di chiusura e protezione nel guscio familiare,  invece della consueta apertura al mondo familiare esteso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono  fermamente convita che l’unicità di questo rapporto non è messa in  crisi dal bisogno di intimità che il bimbo ha manifestato davanti a  questo evento importante, ma lei avrà modo di percepirlo ancora di più  quando la gravidanza procederà, e <strong>Nicolò avrà bisogno di qualcuno che gli ricordi di essere unico e speciale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I  nonni, per fortuna, “servono a questo”: sono liberi da ruoli educativi,  vivono un ritmo di vita più lento e quindi più vicino alle esigenze dei  piccoli, hanno l’esperienza che consente loro di non mettersi  eccessivamente in crisi, vivono il rapporto col bambino con spontaneità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nicolò avrà bisogno di questi punti di riferimento, man mano che il suo nucleo familiare si trasformerà, <strong>e il tempo che lei potrà dedicargli sarà molto importante quando arriverà il fratellino.</strong> Potrà accompagnarlo, con il suo essere “una nonna speciale”, in una  transizione molto delicata, dedicandogli il tempo del gioco e della  lentezza che rappresenteranno per lui la costante di sempre.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La  invito a confrontarsi coi genitori di Nicolò su come procedere  relativamente al “segreto”: migliore è il dialogo “genitori-nonni”,  migliore sarà il rapporto “nonni-nipoti”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una  prima ipotesi potrebbe essere quella di metterlo a conoscenza del fatto  che anche lei sa della notizia. Un&#8217;altra, che caldeggio maggiormente,  potrebbe riguardare la possibilità che sia Nicolò ad &#8220;informarla&#8221;,  annunciando l&#8217;arrivo del fratellino, rendendolo così protagonista del  cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Credo che questo bisogno del bambino vada rispettato nel suo significato di momento di assimilazione della novità</strong>.  Sono convinta che (forse prima ancora che lei legga la mia risposta)  Nicolò verrà presto da lei a condividere questa cosa importante che gli è  capitata.</p>
<p style="text-align: justify;">Se nelle poche righe che mi ha inviato non avesse espresso tutti i suoi dubbi, la invito a ricontattarmi.</p>
<p style="text-align: justify;">Faccio a lei e alla sua famiglia i miei migliori auguri per questo straordinario momento di vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dott.ssa Marcella Agnone</strong> &#8211; <em>Psicologa</em></p>
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		<title>La paletta rossa</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 20:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matteo e Niccolò]]></category>
		<category><![CDATA[amore materno]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
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		<category><![CDATA[matteo]]></category>
		<category><![CDATA[niccolò]]></category>

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		<description><![CDATA[È un periodo intenso, di fotogrammi fulminei che si susseguono senza nemmeno darmi il tempo di capirne bene il percorso. Tanti, tantissimi impegni e poco tempo, nonostante le mie esigue e ormai note ore di sonno. È tanto, troppo, tempo che non parlo di loro, di questi due, che stanno crescendo (per fortuna e purtroppo), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/P1030977.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2290" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="P1030977" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/P1030977.jpg" alt="" width="313" height="235" /></a>È un periodo intenso, di fotogrammi fulminei che si susseguono senza nemmeno darmi il tempo di capirne bene il percorso.<br />
Tanti, tantissimi impegni e poco tempo, nonostante le mie esigue e ormai note ore di sonno.<br />
È tanto, troppo,  tempo che non parlo di loro, di questi due, che stanno crescendo (per fortuna e purtroppo), ad un ritmo serrato che non lascia spazio nè al pensiero nè al slenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono 4 dentini da latte caduti, ci sono riflessioni e domande &#8220;adulte&#8221; che tagliano le giornate: &#8220;lo zero è più o meno di niente?&#8221; &#8220;Lo zero è niente, Matteo&#8221; &#8220;No, lo zero è un numero e quindi è qualcosa, il niente è nulla&#8221;.<br />
Ci sono attacchi di rabbia che paiono già predolescenziali, ci sono amicizie forti, ci sono lamentele delle maestre a causa dell&#8217;irrequietezza, ci sono momenti di gioco e chiacchiere con il fratello, ci sono litigi, ci sono amori.<br />
Tra qualche mese ci sarà anche una cartella.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altra metà del cielo, nato durante Italia-Australia il 26 giugno 2006, per fortuna parla ancora da bambino piccolo. E io, credeteci anche se pare impossibile, non lo correggo.<br />
Lascio che dica <em>uttellino</em>, lascio che racconti i suoi meravigliosi <em>tera una votta </em>e che mi porga i suoi bellissimi mazzi di <em>paperi rossi</em>.<br />
Illusioni di infanzia, che lui sta mordendo e cavalcando a passi svelti.<br />
Ci sono i  suoi slanci d&#8217;affetto, c’è il suo bel carattere solare, lineare, c&#8217;è il suo orgoglio, la sua suscettibilità di materna impronta, c&#8217;è il suo linguaggio che si struttura di ora in ora, c&#8217;è il suo animo  <em>geek</em>, c&#8217;è il suo primo e agognato amico.</p>
<p>E poi ci sei tu.<em><br />
</em>Tu che, a volte, sei talmente stanca da fare il <em>countdown </em>per l&#8217;ora della nanna.<br />
Tu che poi, nel silenzio della notte gonfia dei loro respiri, ti avvicini. Ascolti. Annusi. Baci e, nella penombra che ti è così conforme, chiedi loro perdono per le tue mancanze e  imperfezioni.<br />
<strong>Tu che vorresti alzare la paletta rossa in faccia a questa vita che s-corre</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://w315.photobucket.com/pbwidget.swf?pbwurl=http%3A%2F%2Fw315.photobucket.com%2Falbums%2Fll472%2FSilvietta74%2F60033d14.pbw" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="360" src="http://w315.photobucket.com/pbwidget.swf?pbwurl=http%3A%2F%2Fw315.photobucket.com%2Falbums%2Fll472%2FSilvietta74%2F60033d14.pbw" allowfullscreen="true" wmode="transparent"></embed></object></p>
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		<title>Il secondo figlio</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 18:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
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		<category><![CDATA[secondo figlio]]></category>

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		<description><![CDATA[Poi, quando ne hai due, ripensi a questi dubbi con un sorriso, un po&#8217; tenero e un po&#8217; &#8220;vissuto&#8221;. Ma quando quel test si colora e hai un altro bimbo, magari piccolo, accanto a te, il primo pensiero corre al lui. Anzi, corre al tuo affetto per lui. Lo saprò amare allo stesso modo? Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/il-secondo3-2.jpg"><img class="aligncenter" title="Il secondo figlio" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/il-secondo3-2.jpg" alt="" width="458" height="482" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Poi, quando ne hai due, ripensi a questi dubbi con un sorriso, un po&#8217; tenero e un po&#8217; &#8220;vissuto&#8221;.<br />
Ma quando quel test si colora e hai un altro bimbo, magari piccolo, accanto a te, il primo pensiero corre al lui.<br />
Anzi, corre<strong> al tuo affetto per lui</strong>.<br />
<em>Lo saprò amare allo stesso modo? Come si può amare un secondo figlio come il primo? Ci sarà spazio per entrambi? Cosa sto togliendo al primo? Soffrirà? Il famoso amore che non si divide ma si moltiplica vale per tutti? Non è che sono una delle poche che resterà bloccata lì?<br />
</em>Quando aspettavo Niccolò, scrivevo <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/15/in-vista-dellattracco-niccol-37-settimana/" target="_blank"><strong>QUESTO</strong></a>. Ricordo che, in queste ultime settimane di gravidanza, guardavo Matteo come si guarda un <strong>condannato</strong>. Lo guardavo, così piccolo (23 mesi), così ancora dipendendente, con il suo ciuccio e il suo pannolo e<strong> mi sentivo soffocare</strong>. Non avevo pensieri che per lui.<br />
Poi è <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/15/la-nascita-di-niccolo/" target="_blank"><strong>arrivato Niccolò</strong></a>, rumorosamente, fastidiosamente.<br />
È piombato qui rompendo tutti i fragili equlibri, stravolgendo tutte le sicurezze con le sue <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/27/reflusso-neonato/" target="_blank"><strong>20 ore di pianti</strong> </a>ininterrotti, <strong><a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/08/12/storia-di-una-gelosia/" target="_blank">infastidendo suo fratello</a></strong> (e non solo lui) in maniera indescrivibile e, a tratti, insostenibile, sorprendendci con una <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/13/questi-due-fratelli/" target="_blank"><strong>personalità tutta sua</strong></a> e con <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/12/12/questo-bimbo-non-e-normale/" target="_blank"><strong>caratteristiche faticose </strong></a>da gestire.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ha avuto un atterraggio morbido. Per nessuno.<br />
Ma non importa, perchè alla fine questo benedetto amore si moltiplica davvero. E io ero una di quelle un  pochino scettiche. :)<br />
Magari un po&#8217; più lentamente, in modo diverso, lasciando affiorare sensazioni differenti, nuove.<br />
Un fratello è per sempre e io che non ce l&#8217;ho ne so qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, questo volevo dire a Elisa che mi scrive questa mail.<br />
E voi? Cosa le volete dire?</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />
<p style="text-align: justify;">Ciao Silvia,<br />
sono di nuovo qui a scriverti perché nel corso dell’ultimo anno ho trovato tanti spunti utili sul tuo blog, tante osservazioni e tanti &#8220;attimi di vita&#8221; che mi sono stati d’aiuto per riflettere, per imparare o anche solo per conoscere i diversi aspetti del nostro ESSERE MAMME.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi mi trovo a dover affrontare un argomento che da tanto tempo mi turba, fino ad oggi ho rimandato ma mi rendo conto che devo cercare di superare lo scoglio e andare avanti e spero di trovare in te e nelle mamme che ti leggono un aiuto nel prendere una decisione, o meglio, <strong>io so già quale decisione prenderò</strong> ma vorrei essere in grado di &#8220;viverla bene&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Andiamo al punto: sono mamma di un <strong>bimbo di 2 anni e mezzo</strong>, Passerotto, che amo, adoro, che ha rivoluzionato la mia vita dal primo momento in cui l’ho visto; da quando è nato sono diventata prima MAMMA, poi tutto quanto il resto (moglie, figlia, lavoratrice, amica, sorella…). Quel legame meraviglioso, quell’amore indescrivibile è nato in me quando è nato lui. Insomma sono diventata Mamma Imperfetta a 160 gradi come te e come tutte le mamme che ti leggono.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho sempre pensato che avrei avuto <strong>due figli</strong>, inizialmente ho rimandato perché lui era ancora piccolo, poi perché io non ero ancora pronta, poi per qualche altro futile motivo ma in realtà il problema è: <strong>SARO&#8217; IN GRADO DI AMARE UN ALTRO FIGLIO COME AMO LUI?</strong> A me sembra che <strong>non ci possa essere spazio nel mio cuore per una altro amore così grande</strong>. E poi… anche solo il pensiero di avere un altro bambino mi fa sentire<strong> tremendamente in colpa</strong> nei confronti di Passerotto perché mi sembra di <strong>TOGLIERGLI PARTE DEL MIO AMORE</strong>, di <strong>privarlo della sua mamma</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni sto cercando di decidere, so che <strong>razionalmente è giusto</strong> dargli un fratellino/sorellina, io da sorella so cosa significhi avere qualcuno al tuo fianco per tutta la vita, non voglio un giorno lasciarlo solo ma voglio che abbia un compagno/a per tutto il suo cammino, anche quando io e mio marito non ci saremo più. Ma <strong>come posso vivere questa decisione senza sentirmi in colpa </strong>con lui per l’amore che darò ad un altro esserino, per il tempo che dedicherò al nuovo bimbo che spero il destino ci conceda e per il tempo e le forze che non potrò offrirgli più al 100%?<br />
Come posso prendere questa decisione<strong> senza sentirmi in colpa anche con chi forse arriverà</strong> perché già da ora lo sto trascurando e mettendo in secondo piano rispetto al fratellino maggiore?<br />
Forse sembreranno dubbi sciocchi a chi come te ha già più di un bimbo, ma davvero, in questo momento questi pensieri mi impediscono di vivere felicemente quello che dovrebbe assolutamente essere un momento importante e di grande gioia per la mia famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie mille per il tuo prezioso blog.<br />
Elisa.</p>
<p><span style="font-family: Tahoma;"> </span></p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/04/23/il-secondo-figlio/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<title>Tra dentini e manate</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 17:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matteo e Niccolò]]></category>
		<category><![CDATA[Questa sono io]]></category>
		<category><![CDATA[dentizione]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli]]></category>
		<category><![CDATA[gelosia]]></category>
		<category><![CDATA[inglese per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[matteo]]></category>
		<category><![CDATA[niccolò]]></category>

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		<description><![CDATA[È un bel po&#8217; che non scrivo dei miei bimbi. Matteo sta crescendo velocemente, non ha più l&#8217;aspetto del bimbo piccolo,  ha acquisito padronanza emotiva nelle situazioni sociali che prima lo mettevano sempre un po&#8217; in imbarazzo, ha regalato i suoi primi due dentini al topino, ha stretto un&#8217;amicizia matura con un compagno di scuola, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È  un bel po&#8217; che non scrivo dei miei bimbi.<br />
<span style="color: #800000;"><strong>Matteo </strong></span>sta crescendo velocemente, non ha più l&#8217;aspetto del bimbo piccolo,  ha acquisito padronanza emotiva nelle situazioni sociali che prima lo mettevano sempre un po&#8217; in imbarazzo, ha regalato i suoi primi<strong> due dentini</strong> al topino, ha stretto un&#8217;<strong>amicizia</strong> matura con un compagno di scuola, partecipa con interesse e invidiabile entusiasmo alla <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/09/28/pot-pourri/" target="_blank"><strong>scuola di inglese</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030681.jpg" alt="" width="200" height="499" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">A tratti sembra un <strong>preadolescente</strong>, a tratti sembra regredire ai <strong><em>terribile two</em></strong>.<br />
Dicono che dopo i<em> terribile two</em> ci siano i<em> terribile five</em>, perché a quest’età fanno un altro scatto di autonomia…il punto è capire quando sono finiti i <em>terribile two</em> e quando sono inizi i <em>terribile five</em>. A me ancora non è chiaro, mi sembra, tra uno e l&#8217;altro, di navigare in un flusso indistinto da 5 anni e mezzo.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030725.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030725.jpg" alt="" width="500" height="421" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: justify;">Ha una passione sfrenata per la <strong>costruttività</strong>, ambito in cui ha una consapevolezza invidiabile di se stesso.<br />
Si tratti di costruire una gru con i Lego oppure di ingegnarsi, raccogliere grossi tronchi trovati nel parco della scuola e mettere in piedi la &#8220;<strong>casa per le lumach</strong>e&#8221;, attività quest’ultima documentata con emozione e sorpresa dall&#8217;<strong>atelierista </strong>che, proprio con quell&#8217;intento (ancora da comunicare ai bambini), aveva appoggiato nel parco quei tronchi e una mattina, aprendo le finestre, si è ritrovato l&#8217;opera già pronta.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030671.jpg" alt="casa delle lumache" width="500" height="375" /><br />
<img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030673.jpg" alt="" width="500" height="377" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ma quando si impegna, nonostante il disegno e la pittura  non siano propriamente la sua forma espressiva d&#8217;elezione, riesce a produrre qualche capolavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030760.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030760.jpg" alt="" width="501" height="476" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030761.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030761.jpg" alt="" width="502" height="377" /></a></p>
<p>Tra pochi mesi sceglieremo la <strong>scuola primaria</strong>… <img src='http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/plugins/smilies-themer/Nomicons v2.0/cool.png' alt=':cool:' class='wp-smiley' /> <br />
Ci sono momenti in cui mi sembra di averlo in casa da sempre e momenti in cui da quell&#8217;<a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/14/la-nascita-di-matteo-29-maggio-2004/" target="_blank"><strong>alba di una nuova vita</strong></a> mi sembra davvero trascorso solo qualche giorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Niccolò </strong></span>ormai non è più tanto piccolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030201-copia.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030201-copia.jpg" alt="" width="501" height="376" /></a><br />
Nonostante un inserimento con pochi lamenti e poche crisi, ha manifestato <strong>disagio </strong>per questa nuova esperienza alla materna attraverso un linguaggio non verbale non sempre consono.<br />
In sostanza : <strong>MENA</strong>.<br />
Matteo i primi tre anni le prendeva da tutti, questo le dà a tutti. Poi dicono l&#8217;educazione!  :choler:<br />
La contraddizione evidenziata con più forza dalle educatrici è questo contrasto tra il suo atteggiamento corporeo che tende a tenere tutti lontani e il desiderio continuo di <strong>coccole</strong>. È  un cucciolone che chiede manifestazioni affettive dalle figure adulte e al contempo allontana i suoi amici con spinte e manate.<br />
Ora però va un po&#8217; meglio. Ieri mi dicevano che è molto <strong>lunatico </strong>(ma da chi avrà MAI preso????) e che la giornata si srotola a seconda del suo umore al risveglio.<br />
Ha un carattere tostissimo e io penso che sia anche un po&#8217;<strong> iperattivo</strong>.<br />
Si lo so che a 3 anni è un termine fuori luogo ma voi come chiamereste un bambino che<strong> non riesce a stare</strong> fermo, mai? Non ce la fa assolutamente e non parlo  di cinesia fisiologica legata all&#8217;età. Parlo di difficoltà <strong>incontenibile </strong>a<strong> </strong>rimanere quasi fermo.<br />
Mentre beve con la mano destra, con la sinistra accende e spegne le luci, apre e chiude il frigo, afferra oggetti, apre e chiude i cassetti;<br />
anziché camminare, corre;<br />
mentre mangia è un continuo salire e scendere dalla sedia, mettersi in ginocchio, alzarsi e risedersi (Matteo da quando ha un anno sta a tavola come un adulto…e di nuovo: poi dicono l&#8217;educazione!);<br />
mentre guarda la tv, va avanti e indietro per tutta la casa, prende giochi, li riappoggia, prende libri, sale  e scende dal divano un milione di volte.<br />
Non ce la fa a concentrarsi su nulla per più di 10 minuti.<br />
A volte ho la sensazione che sia davvero qualcosa<strong> più forte di lui</strong>, mi dà l&#8217;idea che <strong>vorrebbe </strong>stare tranquillo e concentrato su una cosa ma non gli è possibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030674.jpg"><img class="aligncenter" title="Niccolò" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030674.jpg" alt="" width="501" height="374" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Qui, sotto, in azione a casa di un&#8217;amica&#8230; :o: Tutti seduti, tranne terminator.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030750.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030750.jpg" alt="" width="500" height="374" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Insieme</strong></span>…fanno <strong>scintille</strong>! Come sempre e come da sempre (ma solo i miei litigano???).<br />
Matteo è molto <strong>geloso </strong>ed è sempre in competizione. Niccolò, nonostante questo carattere tosto, con il fratellone è <strong>molto tenero</strong> e i rari momenti in cui Matteo gioca con lui senza urlargli contro è talmente felice che continuamente esprime apprezzamenti: <em>Matteo è bellissimo quello che stai disegnando, Matteo sei bravissimo a fare i Lego</em>. Pur di passare qualche minuto in più insieme…si spertica in lodi!<br />
Abbiamo cronometrato la durata di tale idillio…10 minuti. All&#8217;undicesimo, uno dei due parte con un urlo, una sberla o il lancio di un gioco.<br />
Questo significa che, non riuscendo io a farli menare amenamente, ogni 10 minuti faccio partire anche il mio urlo che Niccolò neutralizza con un &#8220;e non fare quella voce da matta&#8221;!   :o:<br />
La conclusione è che un intero pomeriggio &#8220;tutti insieme appassionatamente&#8221; si può trasformare nel peggiore degli incubi di chi sogna riposanti fine settimana all’insegna del relax psicofisico.</p>
<p><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030678.jpg"><img class="aligncenter" title="Fratelli" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030678.jpg" alt="" width="501" height="373" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Cresceranno, mi ripeto e mi ripetono tutti in continuazione…ma siamo sicuri che cambierà qualcosa?<br />
A sentire le mamme di figli più grandi, forse, forse, preferisco non riposarmi nei fine settimana.  :)</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/11/21/tra-dentini-e-manate/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<title>Il figlio preferito</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 13:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matteo e Niccolò]]></category>
		<category><![CDATA[Questa sono io]]></category>
		<category><![CDATA[amore materno]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli]]></category>
		<category><![CDATA[preferenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono due giorni che penso ininterrottamente a QUESTO POST di Eli, che tocca corde per me molto delicate. Dopo averlo letto mi è tornato in mente anche QUESTO di Claudia. Chissà quanti altri post del genere ci sono sparsi per il Web. Oppure no. Oppure sono pochi questi post, perché sono poche le mamme interrogate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="figliopreferito" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/figliopreferito.jpg" alt="figliopreferito" width="293" height="134" />Sono due giorni che penso ininterrottamente a <strong><a href="http://mammaepoi.splinder.com/post/21382471/UGUALE%2C+MA+DIVERSO" target="_blank">QUESTO POST</a></strong> di Eli, che tocca corde per me molto delicate.<br />
Dopo averlo letto mi è tornato in mente anche <a href="http://www.nonsolomamma.com/559/ma-tu-ce-lhai-il-figlio-preferito/" target="_blank"><strong>QUESTO </strong> </a>di Claudia.<br />
Chissà quanti altri post del genere ci sono sparsi per il Web.</p>
<p style="text-align: justify;">Oppure no.<br />
Oppure sono pochi questi post, perché sono poche le mamme interrogate dalla pungente Sig.ra Coscienza  (come Claudia) o quelle  consapevoli di sentirsi legate da un rapporto viscerale aduno dei due (come BStevens e come me).</p>
<p style="text-align: justify;">Già. Come me.</p>
<p style="text-align: justify;">Non entrerò qui, sul mio blog (su altri posso farlo tranquillamente ma qui no), nei dettagli di questo legame prepotente che sento verso uno dei due perché in futuro i miei figli leggeranno queste righe non vorrei che un ragionamento del genere si potesse tradurre nelle loro teste in un banale e impreciso fatto di  &#8220;più o meno amore&#8221;.<br />
Perché NON è questo.<br />
<strong>Non si parla di amore. Quello è identico e sarebbe patologico se non lo fosse.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di cosa si parla allora? Non lo so bene nemmeno io.<br />
Forse di trasporto, di corrispondenza, si parla di viscere, di sintonie, di comunicazione non verbale.</p>
<p style="text-align: justify;">E per me, purtroppo (e questo è il mio grande cruccio), si parla anche di <strong>pazienza</strong>.<br />
Con uno ho molta più pazienza che con l&#8217;altro.<br />
Sto lavorando molto su di me, ma faccio fatica a rendere equivalente il livello di sopportazione in situazioni di stress. Con uno alzo prima la diga.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlando di questo con una professionista molto capace mi sono sentita dire che non c’è nulla di più naturale e che, proprio come ha scritto Eli, è la stessa cosa che accade nei confronti dei propri genitori: a meno di torti gravi, non si può dire a chi si vuole più bene, perché quello è identico, si può però dire con chi ci si sente più in sintonia. È un po&#8217; quello che riassume Enrico Franceschini <strong><a href="http://franceschini.blogautore.repubblica.it/2008/09/14/il-figlio-preferito/" target="_blank">QUI</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è vero, Claudia, è una domanda crudele, che non si dovrebbe fare a nessuno ma che però la mia coscienza, come la tua, mi sbatte in faccia almeno una ventina di volte al giorno. Vallo a dire a lei! :D<br />
Ma forse non è crudele, dipende da che significato si dà a quel &#8220;preferito&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non si parla d&#8217;amore.</strong><br />
Amo i miei figli in egual misura, per i loro singolari difetti e unici pregi, per i loro <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/01/14/la-quiete-e-la-tempesta/" target="_blank"><strong>opposti modi</strong></a> di approcciarsi ad ogni cosa, per il loro carattere assolutamente differente. Ognuno è una parte di me, ma resta unico, ognuno ha difetti miei e suoi, che io detesto, ognuno di loro ha pregi miee suoi che amo.</p>
<p style="text-align: justify;">Più parlo con le mamme e con le amiche, più mi rendo conto che queste sintonie ci sono. Spesso non vengono lasciate <strong>emergere</strong>. Ma ci sono.<br />
E, nella maggior parte dei casi queste sintonie speciali sono dettate dai vissuti personali: essersi sentiti “meno amati” dei fratelli; avere rischiato di perdere un figlio in gravidanza o ancora, aver constatato alla nascita che quell&#8217;amore tutto fiocchetti e cuoricini non è sfociato né dopo il test di gravidanza e nemmeno in sala parto (e quindi, quando poi è arrivato, l&#8217;ha fatto con una prepotenza e una forza impensata).<br />
Insomma, i <strong>vissuti infantili, ma anche adulti</strong>, hanno una certa influenza sul tipo di legame che si instaura con i propri bambini. E leggendo i commenti su alcuni forum ho avuto conferma di questo, c&#8217;è quasi sempre un vissuto da fratello (o sorella) trascurato o iper-amato a influenzare il rapporto con i propri bimbi.<br />
Per questo il post di Eli mi ha colpito in modo così prepotente. Perché, con la naturalezza di chi sa il fatto suo, lei ha lasciato andare in 6 righe tutti i difficili e delicati equilibri della maternità.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi addentro oltre, per quanto riguarda la mia vita e i miei<strong> imperfetti equilibri</strong>, ma mi piacerebbe sentire voi, perché sento che una discussione su questo argomento lascerà qualcosa a tutte.</p>
<p style="text-align: center;"><em>“Un giorno fu chiesto a un uomo sapiente:<br />
«Hai molti figli: qual è il tuo preferito?».<br />
Rispose: «Il figlio che preferisco è il più piccolo finché non è cresciuto;<br />
è quello che è assente finché non ritorna;<br />
è quello malato finché non guarisce;<br />
è quello che è in prigione finché non è liberato;<br />
è quello afflitto e infelice finché non è consolato”</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><strong>Altri spunti qui</strong></span><em><br />
</em><a href=" http://www.ordinepsicologilazio.it/binary/ordine_psicologi/h_notizie_utili/Una_madre_su_sei_ha_un_figlio_preferito.1221550386.pdf" target="_blank">http://www.ordinepsicologilazio.it<br />
</a><a href="http://www.bebeblog.it/post/234/il-figlio-preferito-e-le-rivalita-tra-fratelli_prima-parte" target="_blank">http://www.bebeblog.it/post/234/il-figlio-preferito-e-le-rivalita-tra-fratelli_prima-parte</a><a href="http://www.giuseppegenta.net/articolo8.htm"><br />
</a><a href="http://www.bebeblog.it/post/273/il-figlio-preferito-e-le-rivalita-tra-fratelli_seconda-parte" target="_blank">http://www.bebeblog.it/post/273/il-figlio-preferito-e-le-rivalita-tra-fratelli_seconda-parte</a><a href="http://www.giuseppegenta.net/articolo8.htm"><br />
</a><a href="http://www.giuseppegenta.net/articolo8.htm" target="_blank">http://www.giuseppegenta.net</a></p>
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		<title>Distacchi</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2009/09/01/distacchi/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 08:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nido e scuola d'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli]]></category>
		<category><![CDATA[inserimento]]></category>
		<category><![CDATA[scuola dell'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[spannolinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[In luglio ho lasciato al mare un bambino di 3 anni con il pannolino, il ciuccio per la notte, il biberon per la colazione e il seggiolino da attaccare al tavolo. Ho ritrovato un bambino grande, che parla ormai bene, coniuga i verbi, sa il fatto suo; un bambino orgoglioso di fare la pipì nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In luglio ho lasciato al mare un bambino di 3 anni con il pannolino, il ciuccio per la notte, il biberon per la colazione e il seggiolino da attaccare al tavolo.<br />
Ho ritrovato un bambino grande, che parla ormai bene, coniuga i verbi, sa il fatto suo; un bambino orgoglioso di fare la pipì nel water, in piedi come suo fratello, fiero di riuscire a fare la nanna senza ciuccio, felice di fare colazione nella tazza e di consumare i pasti seduto sulla sedia.<br />
Ha fatto un grande lavoro per crescere, si è dovuto/voluto <strong>staccare </strong>dagli oggetti che più proriamente legano un bambino alla prima fase della vita. Io sono orgogliosa di lui, della sua risolutezza e delle sue piccole autonomie.</p>
<p style="text-align: justify;">E con questo bambino &#8220;grande&#8221; stamattina ho varcato la soglia della<strong> <a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/nido-e-scuola-dellinfanzia/" target="_blank">scuola materna</a></strong> per un&#8217;altra tappa di crescita, sua e mia.<br />
È entrato così, tenendo la mano di Matteo, con il sorriso stentato ma curioso che gli spunta davanti alle novità.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030646.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030646.jpg" alt="" width="513" height="385" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ha pianto ed è  scappato fuori (<em>voglio venire con te a lavorare</em>), poi però si è nuovamente ancorato alla mano di un fratello maggiore che per l&#8217;occasione si è calato in un <strong>commovente ruolo paterno</strong>: <em>vieni Nicchino, ti faccio vedere i giochi, non ti preoccupare che nemmeno gli altri bambini conoscono te.</em><em> Io sto un po’ con te, poi vado nella mia sezione, ma se hai bisogno ci sono. Quando la mamma va via mi chiami e vengo.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Già, la mamma&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">La  mamma è stata un’oretta e poi se n’è andata, lasciando i suoi omini a scuola <strong>insieme</strong>, uno con le sue <strong>autonomie </strong>appena <strong>conquistate </strong>e l&#8217;altro con i suoi <strong>primi dentini</strong> che dondolano, orgogliosa di questa vicinanza di età, consapevole della rincorsa veloce che hanno preso.<br />
Li ha salutati ed è uscita, senza tentennamenti, come insegnano.<br />
Ha imboccato il vialetto  con la gola un po&#8217; <strong>annodata</strong> e l&#8217;occhio velato<strong> </strong>ma è stata brava&#8230;non si è fatta vedere da nessuno.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030645.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030645.jpg" alt="" width="513" height="385" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030647.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030647.jpg" alt="" width="513" height="385" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030653.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030653.jpg" alt="" width="513" height="385" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030651.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030651.jpg" alt="" width="513" height="385" /></a></p>
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