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	<title>MammaImperfetta&#187; disturbi del sonno</title>
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		<title>Echepalle, figlio mio!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 08:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[coliche]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
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		<description><![CDATA[Per la sezione Scritto da te, in cui ospito mail, sfoghi, racconti, condivisioni di madri e padri, è arrivata questa mail, lunga e amaramente simpatica. Più mi sono addentrata nella lettura e più mi sono paurosamente rivista con Niccolò. Uguale, pari-pari. Coliche, risvegli ogni 30 minuti per mesi, risvegli notturni fino al terzo anno, lamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per la sezione <em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/scritto-da-te/" target="_blank"><strong>Scrit</strong></a></em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambino-piange-notte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3777" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="bambino piange notte" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/bambino-piange-notte-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/scritto-da-te/" target="_blank"><strong>to da te</strong></a></em>, in cui ospito mail, sfoghi, racconti, condivisioni di madri e padri, è arrivata questa mail, lunga e amaramente simpatica.<br />
Più mi sono addentrata nella lettura e più mi sono paurosamente rivista con Niccolò. Uguale, pari-pari. <strong>Coliche, risvegli ogni 30 minuti per mesi</strong>, risvegli notturni fino al terzo anno, lamenti continui tutta la notte (e lui anche tutto il giorno), amiche e conoscenti che <em>la mia dorme tutta la notte da quando siamo tornati dall</em><em>&#8216;ospedale</em>. E mi chiedo: perché? Perché la rete o meglio, i blog, pullulano di madri che faticano, arrancano, accettano e ammettono le loro debolezze mentre nella vita di tutti i giorni è solo un rincorrersi di <em>il mio è buonissimo-la mia mangia e dorme-noi stiamo benissimo perchè abbiamo tre figli angelici</em>- <em>i miei se li lasci dormire si alzano alle 11</em>? Perché?<br />
Io ne avevo un altro di 25 mesi da gestire, in più Niccolò aveva il famoso <a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/reflusso/" target="_blank"><strong>reflusso</strong></a>, per cui <strong>non dormiva mai </strong>nemmeno di giorno, dimagriva, urlava 23 ore al giorno (matteo a 25 mesi girava per casa con le manine sulle orecchie): allora cos&#8217;ha? <em>Signora proviamo con il test per la celiachia, poi vediamo i globuli bianchi per la leucemia</em> e chi più ne ha&#8230;attese, notti in bianco, pianti suoi, miei, di suo fratello.<br />
Davvero, non tornerei indietro nemmeno sotto tortura.<br />
E poi mi dicevano: <em>passerà</em>. Eh si, a casa degli altri passa sempre!<br />
Avevano ragione. Sembra una banalità atroce ma prima o poi passa. Certo, in casa nostra è passata dopo 3 anni. Ma è passata.<br />
Anche io avevo letto <em>Fate la nanna</em> quando ero incinta del primo (non me la sono sentita, meglio, a parer mio, <em>Il linguaggio segreto dei neonati</em> o <em>Genitori di giorno e di notte</em>). Anche io ho pensato (solo pensato) al Nopron (la cui vendita in Italia è stata da poco sospesa, tra l&#8217;altro). Anche io mi sono sentita piegata davanti a 4 kg di bambino.<br />
Si, ci sono problemi più grandi. È verissimo e<a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/02/04/invitato-speciale/" target="_blank"><strong> ne so qualcosa</strong></a>. Ma la <strong>privazione di sonno</strong> la usavano a Guantanamo come tortura.<br />
Il vero dramma qual è? Che non si riesce a godersi il proprio figlio neonato. Sono mesi che non tornano mai più ma la stanchezza atroce, i<a href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/11/25/nessuno-tocchi-le-donne-e-il-loro-senso-di-colpa/" target="_blank"><strong> sensi di colpa</strong></a> per i cattivi pensieri notturni, la <strong>rabbia</strong>, l&#8217;<strong>ansia del tramonto</strong> (così la chiamavo io quella sensazione di panico appena si avvicinava l&#8217;ora della nanna), tutto concorre a farti s<strong>civolare via il tuo neonato </strong>senza che tu te lo possa godere come invece dovrebbe essere  nel &#8220;manuale della famiglia felice&#8221;.<br />
I neonati sono adorabili, meravigliosi, regalano sensazioni impagabili. Ma quelli &#8220;difficili&#8221; mettono anche in ginocchio e negano la possibilità di godere completamente di un amore enorme.<br />
F., io non ho consigli da darti, che passi è certo, ma non è questo che vuoi sentirti dire. Hai qualche amica che ti possa dare una mano? Tuo <strong>marito </strong>fa un lavoro <strong>così tanto impegnativo</strong> da non potersi <strong>alzare mai</strong>? Mio marito faceva le notti con me, il risultato era che non dormiva nessuno (io allattavo ogni due ore per mezzora), ma sentirlo vicino mi serviva, perché quelle notti al buio, da sola, tra le urla sono assurde.<br />
Non si può sempre dare pacche sulle spalle, però a volte si ha bisogno solo di quelle. Quando vivevo quello che  stai vivendo tu, qualcuno cercava di scuotermi dicendo parole che alle mie orecchie suonavano inutili e banali. Io avevo solo bisogno di un abbraccio. Ed è quello che ti mando oggi, <strong>passando la parola alle mamme che, in questa sezione del blog, esprimono il meglio di loro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;">Cara Silvia,<br />
scusa per il truce oggetto, ma mi è venuto dal cuore.  Checcivuoifare, potere delle piccole, adorabili creature che <strong>mangeresti  di baci di giorno e mangeresti-e-basta di notte</strong>. Sono capitata da poco  nel tuo blog e ti scrivo nell&#8217;unica mattinata calma della mia settimana,  il venerdì, quando arrivo al lavoro e il mio bimbo di 9 mesi sta dai  nonni. Ancora per poco sono in maternità, ma riprenderò a <strong>lavorare full  time</strong> a breve.</div>
<div style="text-align: justify;">Il problema? <strong>Quello di tante mamme qui in internet e di  poche &#8211; almeno, a parole! &#8211; nella vita di tutti i giorni</strong>: il <a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/il-sonno-dei-bambini/" target="_blank"><strong>sonno di  mio figlio</strong></a>. Ho un bimbo bellissimo che i primi 3 mesi pativa <a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/coliche-del-neonato/" target="_blank"><strong>coliche  notte e giorno</strong></a>, ore e ore di urla. Responso dei pediatri: sta bene,  passeranno. E così è stato. Ma il sonno, che allora era  giustificatamente un disastro, è rimasto parecchio problematico.</div>
<div style="text-align: justify;">Fino ad ottobre si svegliava molto spesso ma lo si riaddormentava  abbastanza facilmente, e alle cinque la giornata cominciava. Da novembre  sono iniziati i raffreddori, costanti fino a gennaio, che hanno  peggiorato di molto la situazione. <strong>Notti insonni e basta</strong>: ma anche  lì&#8230;sta male, non respira&#8230;</div>
<div style="text-align: justify;">Eppure adesso sta bene, ma <strong>le notti vanno sempre peggio</strong>: il bimbo  durante il giorno è tranquillo, simpatico, sorrdente e vivace. Dorme  pochetto (1 ora la mattina presto e 40 minuti a pranzo) e la notte&#8230;oh,  la notte&#8230;<strong>mi prende ansia appena inizia ad imbrunire</strong>&#8230;lo addormento  in braccio (lo so, è un errore: ma ho iniziato con la storia delle  coliche e, inter nos, qualsiasi cosa purchè si addormenti in fretta.  Arrivo alla sera stranchissima) verso le 20-20.30.</div>
<div style="text-align: justify;">Si inizia a <strong>svegliare ogni mezz&#8217;ora</strong> ma è facilmente  riaddormentabile. E a mezzanotte (sembra abbia la sveglia) comincia  immancabilmente il delirio: <strong>pianti, pianti e pianti</strong>. Cerco di  consolarlo, all&#8217;inizio parlandogli e toccandolo, alla fine prendendolo  in braccio. Si acquieta per 5-10 minuti, poi si ricomincia. <strong>Così fino  alle 3, ogni notte, da due mesi</strong>. Si riaddormenta e dopo 15 minuti di  nuovo. Alle <strong>quattro e mezza</strong>, non ne vuole più sapere di rimanere a  letto.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong><em>Fate la nanna</em></strong> l&#8217;ho letto già da incinta (me la sentivo?), ma  diciamocela: <strong>non tutti sono portati per applicare quel metodo</strong> e per  farlo piangere ore&#8230;è un bambino molto testardo, inutile dilungarmi su  come l&#8217;abbia dimostrato durante l&#8217;allattamento, ma applicare con lui  quel metodo implicherebbe <strong>nottate intere di urla e non mi va</strong>,  semplicemente non ci riesco. Sono troppo, troppo stanca.</div>
<div style="text-align: justify;">Potrei descrivermi come (fino a 9 mesi fa!) una persona sempre  <strong>solare, positiva e allegra, dal carattere forte</strong> (almeno, così pensavo!).  Ma <strong>questo bambino mi sta mettendo in ginocchio</strong>&#8230;iniziano gli <strong>sfoghi da  stress </strong>su tutto il corpo, pruriti, herpes labiali che non se ne vanno,  le occhiaie arrivano al mento, sono l&#8217;ombra della donna (carina, eh?  :-)) che potevo essere un anno fa. Ho una pediatra anti interventista  per principio, è tutto un &#8220;Porti pazienza, passerà&#8221;, tanto lei poi dorme  8 ore per notte. Ogni volta avrei una gran voglia di tirarle un destro  (la cambierò, ma i pediatri consigliati non hanno mai un posto  libero&#8230;). Mai l&#8217;avrei detto, ma <strong>sto pensando di informarmi per dargli  il Nopron</strong>, sul quale mi sembra ci siano pareri discordanti. Insomma, <strong>non  so che fare.</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Da un mese e mezzo<strong> lo tengo a dormire con me</strong>: non che serva, ma  almeno non mi devo alzare di continuo. Le prime due notti mi sembrava  andasse un po&#8217; meglio, poi è addirittura peggiorato. E&#8217; un <strong>continuo  lamento, un continuo svegliarsi</strong>. Ho il preziosissimo aiuto dei miei  suoceri che una notte la settimana (appunto, ieri notte) lo prendono con  loro, ma non mi basta: 6 notti insonni di seguito, da mesi, sono  comunque troppe. Mio marito<strong> cerca di aiutarmi ma ha un lavoro  impegnativo</strong> e considerare di fare una notte ciascuno non è possibile.  Così verso le sei mi lascia riposare un paio d&#8217;ore prima di andare al  lavoro.</div>
<div style="text-align: justify;">Parli con le amiche e<strong> sembra che tutte abbiano bimbi angelici</strong> che  dormono. <strong>Solo il tuo ti sta facendo sclerare</strong>. E, ancor peggio&#8230;tutti  gli amici o quasi, quando ti sfoghi, ti guardano come se fossi una <strong>madre  degenere</strong>&#8230;ti chiedono &#8220;Come va?&#8221; e sembra che l&#8217;unica risposta  possibile per una neo mamma debba essere &#8220;Benissimo, grazie&#8230;è un  amooore!!&#8221; (che poi, è la risposta che in effetti quasi tutte le amiche  con figli piccoli mi danno&#8230;mah??).</div>
<div style="text-align: justify;">Una parola di conforto, un &#8220;il Nopron lo ha fatto dormire 8 ore  filate e dopo un mese, togliendolo, ormai aveva preso il ritmo&#8221;  darebbero speranza ad una <strong>mamma sfinita</strong>.</div>
<div style="text-align: justify;">Sbadigliando, cortesemente vostra,</div>
<div>F.</div>
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		<title>Pavor nocturnus</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 09:06:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
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		<description><![CDATA[La prima volta che è successo a Matteo non sapevamo davvero di cosa si trattasse. Poi, quando ha cominciato anche Niccolò, che aveva crisi più forti, eravamo un po’ più preparati. Sto parlando del pavor nocturnus, o terrore notturno. Cos&#8217;è Non è un incubo e differisce dal sonnambulismo. È un disturbo del sonno che, pur [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/pavornocturnus1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2184" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="pavornocturnus" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/pavornocturnus1.jpg" alt="" width="307" height="204" /></a>La prima volta che è successo a Matteo non sapevamo davvero di cosa si trattasse.<br />
Poi, quando ha cominciato anche Niccolò, che aveva crisi più forti, eravamo un po’ più preparati.<br />
Sto parlando del <em><strong>pavor nocturnus</strong></em>, o<strong> terrore notturno</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Cos&#8217;è</strong></span><br />
Non è un incubo e differisce dal sonnambulismo. È un <strong>disturbo del sonno</strong> che, pur rientrando nelle <strong>parasonnie </strong>(alterazioni della normale struttura del sonno), si presenta più come una <strong>crisi d&#8217;ansia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Quando</strong></span><br />
Il <em>pavor </em>compare solitamente nei primi <strong>90 minuti</strong> di sonno ed è più frequente tra i <strong>4 e i 12 anni</strong>. Nel nostro caso, entrambi i bimbi hanno iniziato prima, intorno ai 2 anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Sintomi</strong></span><br />
Si presenta con un <strong>brusco risveglio</strong> accompagnato da <strong>pianti, urla, sudorazione, tachicardia, accelerazione del ritmo del respiro, rigidità muscolare</strong>.<br />
È caratterizzato da un&#8217;intensità emotiva maggiore rispetto all&#8217;incubo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Cause</strong></span><br />
Le cause possono essere svariate: <strong>stimolazioni sonore o luminose</strong> (a Matteo capitava spesso quando accendevamo la lucina notturna) durante il sonno, <strong>stress</strong>, <strong>distensione vescicale</strong>, <strong>ipertrofia adenoidea</strong>, <strong>febbre</strong>, <strong>diminuzione di sali minerali</strong> (a causa del caldo ed eccessiva sudorazione).<br />
Nella maggioranza dei casi, però, le cause restano <strong>sconosciute</strong>, nonostante siano stati riscontrati fattori di <strong>ereditarietà</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Durata</strong></span><br />
L&#8217;episodio, può durare da <strong>1 a 10 minuti</strong>, ma a volte può arrivare anche a mezzora.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Cosa fare?</strong></span><br />
Le prime volte, davanti a un bambino che sembrava posseduto, cercavamo di svegliarlo ma, durante queste crisi, sembrano non riconoscere nessuno e per tanto, il sentirsi toccati o anche solo il sentire le voci, non fa che peggiorare la situazione.<br />
Il bambino è <strong>inconsolabile</strong>, non riconosce né l’ambiente né le persone ed è praticamente <strong>impossibile entrare in contatto</strong> con lui.<br />
Di solito ha gli <strong>occhi sbarrati</strong> ma<strong> non vede</strong> chi ha di fronte. Altre volte, può restare con gli <strong>occhi chiusi</strong>.<br />
Non si può fare nulla, dunque, solo <strong>aspettare che passi</strong>, magari parlandogli a bassa voce e con dolcezza, senza<strong> mai toccarlo</strong>, ma solo facendo attenzione che non si faccia male  (Niccolò rotolava per tutta casa sbattendo dappertutto).<br />
Una volta passato l&#8217;attacco il bambino sprofonda nuovamente in un <strong>sonno tranquillo</strong> e la mattina <strong>non ha memoria</strong> dell&#8217;accaduto.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito, un <strong>video </strong>di Niccolò che avevo girato per mostrarlo alla pediatra. Non è un grande spettacolo, ma è piuttosto eloquente (e Matteo che lo osserva impotente è dolcissimo [<em>mode</em> mammachioccia <em>on</em> :) ]).</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="445" height="364" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/xYA6Jcu9B-Y&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="445" height="364" src="http://www.youtube-nocookie.com/v/xYA6Jcu9B-Y&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>4 anni e risvegli notturni</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[4 anni]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[risvegli notturni]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi ha avuto un problema di risvegli notturni con bambini ormai grandicelli? Questo pediatra cosa intende con &#8220;disturbo di crescita&#8221;? Cos&#8217;è un disturbo di crescita? A cosa si riferisce? A disturbi fisici o psico-emotivi? Il sonno è un momento di passaggio, di abbandono che racchiude l&#8217;inconscio, l&#8217;entusiasmo, la gioia, la fatica, la stanchezza della giornata. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Chi ha avuto un problema di risvegli notturni con bambini ormai grandicelli?<br />
Questo pediatra cosa intende con &#8220;disturbo di crescita&#8221;?</em><em> Cos&#8217;è un disturbo di crescita? A cosa si riferisce? A disturbi fisici o psico-emotivi?<br />
Il <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/03/07/il-sonno-dei-bambini/" target="_blank"><strong>sonno</strong></a> è un momento di passaggio, di abbandono che racchiude l&#8217;inconscio, l&#8217;entusiasmo, la gioia, la fatica, la stanchezza della giornata. </em><em>È un equilibrio fisiologico ma non così meccanico.<br />
Come comportarsi davanti ai risvegli notturni in un bambino grandicello? Cosa fare?</em> <em>Intervenire o, semplicemente, aspettare? Ristabilire le &#8220;regole&#8221; o accogliere?</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/rsivegli-notturni.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2025" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="rsivegli-notturni" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/rsivegli-notturni.png" alt="" width="279" height="161" /></a>Cara Silvia,<br />
ti scrivo perché ho un problema con  la mia bimba di 4 anni e mezzo.<br />
Ha <strong>sempre dormito</strong>. Io sono una di quelle degenerate che con il metodo <strong><em>Fate la nanna</em></strong> ho educato la mia bimba che allora aveva <strong>sei mesi</strong> a dormire.</p>
<p>Da ottobre lei ha dei <strong>risvegli </strong>e non so come aiutarla e come aiutarmi, visto che anch&#8217;io dopo dormo male o fatico a riaddormentarmi.<br />
Non so cosa la <strong>turbi </strong>o cosa l&#8217;abbia turbata, l&#8217;unica cosa che è successa ad ottobre è che io ho avuto un aborto spontaneo e siccome avevo un emorragia in corso sono andata in fretta e furia all&#8217;ospedale e mi hanno ricoverato una notte intera.<br />
Lei del bimbo non sapeva ancora però ha capito che quella notte non c&#8217;ero e ha chiesto a mio marito dov&#8217;ero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa devo fare</strong> ora? Oltre che <strong>arrabbiarmi </strong>tutte le volte che si sveglia?<br />
La mia pediatria mi ha consigliato <em>Sedibimbi </em>di Aboca, <strong>sciroppo omeopatico</strong>, e mi ha detto che potrebbero essere <strong>problemi legati alla crescita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo so che la disperazione è ben altra cosa quindi non ti dico che sono disperata ma ti dico che non sono abituata a non dormire e vorrei<br />
qualche <strong>consiglio </strong>pratico o non pratico.</p>
<p style="text-align: justify;">Salutoni<br />
Cristina</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/01/21/4-anni-e-risvegli-notturni/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<title>Il sonno dei bambini</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 13:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Prima infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro volta]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[estevil]]></category>
		<category><![CDATA[fate la nanna]]></category>
		<category><![CDATA[risvegli notturni]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>

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		<description><![CDATA[In collaborazione con il Dott. Alessandro Volta, pediatra presso l&#8217;Ospedale Franchini di Montecchio Emilia (RE) Mi è più volte stato sollecitato un pezzo sul sonno. Come l&#8217;allattamento, anche il sonno è un argomento altamente controverso che si interseca con attitudini del bambino, esigenze della famiglia, bisogni fisiologici e tanto altro. Non amo le direttive e  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>In collaborazione con il </em><a href="http://www.vocidibimbi.it/autori.htm" target="_blank"><em><strong>Dott. Alessandro Volta</strong></em></a><em>,<br />
pediatra presso l&#8217;<a href="http://www.ausl.re.it/Home/DettaglioLuogo.aspx?ID=997" target="_blank">Ospedale Franchini</a> </em><br />
<em>di Montecchio Emilia (RE)<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/40-gg-relax_P2-1.jpg" target="_blank"><img src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/40-gg-relax_P2-1.jpg" border="3" alt="" hspace="10" vspace="3" width="250" height="188" align="left" /></a>Mi è più volte stato sollecitato un pezzo sul sonno.<br />
Come l&#8217;allattamento, anche il sonno è un argomento altamente controverso che si interseca con attitudini del bambino, esigenze della famiglia, bisogni fisiologici e tanto altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Non amo le direttive e  le formule preconfezionate, sia in un senso (estinzione controllata) che nell&#8217;altro (co-sleeping).<br />
È giusto che ciascuna famiglia decida ciò che è meglio per il suo bambino.<br />
Ho letto qualche classico su questo tema (<em>Fate la Nanna, Facciamo la Nanna, Genitori di giorno e di notte, Il linguaggio segreto dei neonati</em>) e mi sono resa conto, anche in base all&#8217;esperienza con i miei due bimbi, che alla fine ci si scontra sempre con le esigenze dei propri bambini reali e occorre scendere, in un modo o nell&#8217;altro, a qualche compromesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Matteo si è addormentato in braccio fino a 16 mesi, ma dai 13 mesi in avanti ha sempre dormito tutta la notte.<br />
Niccolò si è sempre addormentato da solo, fin da piccolissimo, ma tuttora (2 anni e 8 mesi) si sveglia e fino ai due anni lo faceva 6-7 volte.<br />
Entrambi hanno dormito nel loro letto ma in camera con noi fino all&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra tutto ciò che ho letto, l&#8217;approccio che mi è parso più interessante e aderente al mio modo di sentire è quello del <strong>Dott. Alessandro Volta</strong>, pediatra, padre di tre figli, autore di libri (<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__apgar.php" target="_blank"><strong><em>Apgar 12</em></strong></a> e <em><strong> <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__nascere_genitori.php" target="_blank">Nascere Genitori</a></strong></em>) e responsabile del Servizio Salute Donna e Infanzia del Distretto di Montecchio Emilia (RE).</p>
<p>Pubblico, dunque, per gentile concessione sua, il suo articolo su questo argomento, scritto in risposta ad una mamma.</p>
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<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Gentile dottore,</em><br />
<em>sono la mamma di Margherita nata lo scorso marzo. Sta andando tutto bene. Lo svezzamento procede benissimo e Margherita è una bimba molto gioiosa e autonoma. Continua però ad esserci un grosso problema: il dormire. Si sveglia ancora molte volte per notte.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A questo punto escludo che sia per la fame. Non è ancora capace di addormentarsi da sola e in questo credo di non averla affatto aiutata: da quando è nata l’ho fatta addormentare attaccandola al seno e l’ho fatta dormire nel lettone. Adesso, a più di 10 mesi, si addormenta a fatica dopo averla cullata per diverso tempo e, nelle migliori delle ipotesi, dorme un paio d’ore. In sostanza si sveglia ogni due ore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Oltre la fatica di reggere la situazione sono preoccupata per lei. Non riposa bene e a sufficienza e, anche quando ha evidentemente sonno, non riesce sempre ad addormentarsi. Non sono stata in grado di insegnarle a dormire e ora lei non è libera in questo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non so bene come fare. Ho letto anche il libro ‘Fate la nanna’ consigliatomi da una mia amica, ma l’approccio unico che va bene per tutti non mi piace molto. Oppure altri sostengono di farla piangere sino a che non si addormenta. Anche questo non riuscirei e non vorrei praticarlo. Anche perché, oltre alla mia incapacità di reggere il suo pianto e alla ricerca da quando è nata di accompagnarla nelle fasi della crescita con gradualità e dolcezza, Margherita è una bimba molto cocciuta, in grado di piangere per ore senza mollare, anzi…innervosendosi sempre più. Quindi rischierei di ottenere l’effetto opposto a quello desiderato.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come posso procedere per cercare di farla dormire nel suo letto sempre più a lungo e ad insegnarle la libertà di dormire quando vuole o ne ha bisogno? </em></p>
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<p style="text-align: justify;">Se Margherita quando è sveglia è una bimba &#8220;molto gioiosa e autonoma&#8221;, è abbastanza normale che sfoghi nel sonno le sue difficoltà e le sue paure. All&#8217;età di Margherita si comincia a diventare consapevoli della propria individualità e a capire che gli altri non fanno parte di noi e che quindi possono anche <strong>abbandonarci</strong>; a questa età comincia lo sforzo (che durerà tutta la vita) di adattare i propri bisogni all&#8217;ambiente e alle persone che ci sono vicine, a fare i conti con i propri limiti e le proprie possibilità; Margherita ha iniziato la grande avventura (che procede per tentativi ed errori) di camminare verso la completa autonomia.</p>
<p style="text-align: justify;">La difficoltà ad addormentarsi nasconde un&#8217;inevitabile <strong>paura a lasciare il mondo reale</strong> (quello dove la mamma e il papà si possono toccare) per abbandonarsi al mondo dei sogni (e a tutte le paure che nei sogni riescono a farla da padroni); i <strong>risvegli periodici</strong>, ad esempio ogni due ore, dipendono invece dalla difficoltà di passare agevolmente e autonomamente dal sonno profondo al sonno leggero (chiamato tecnicamente sonno REM, quello dei sogni) e viceversa. Se vediamo le cose dal punto di vista di Margherita probabilmente non facciamo molta fatica a capire, e quindi a giustificare, il suo &#8220;grosso problema del dormire&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo però come possiamo aiutare Margherita ad imparare a dormire?<br />
Per non imbrogliare nessuno dobbiamo ammettere che <strong>non esistono ricette preconfezionate</strong>, e in molti casi, nonostante la buona volontà e l’impegno, il problema può rimanere per tutto il secondo (e più raramente anche il terzo) anno di vita, dopodiché la situazione generalmente migliora quasi per incanto in maniera spontanea.<br />
Qualche <strong>suggerimento </strong>per la gestione dei prossimi mesi di Margherita possiamo comunque tentarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente <strong>non condivido il metodo di lasciar piangere il bambino</strong> (<em>n.d.r.</em> Eduard Estivill, <em>Fate la Nanna</em>) che con il pianto esprime efficacemente il proprio profondo disagio; gli faremmo soltanto sperimentare quello che lui teme di più: l&#8217;<strong>abbandono</strong> e la necessità di doversi arrangiare da solo, di dover contare soltanto su se stesso, di constatare che non c&#8217;è nessuno ad aiutarlo nella titanica impresa di crescere e vivere in questo strano mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente da <strong>evitare </strong>sono i <strong>farmaci </strong>(<em>n.d.r.</em> Nopron) per dormire che stanno diventando di moda anche da noi (agiscono direttamente su un sistema nervoso ancora in corso di maturazione).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;addormentamento in braccio, inevitabile nei primi mesi, può diventare un problema nei mesi successivi: al primo risveglio (o nel passaggio al sonno REM) il bambino ricerca l&#8217;abbraccio e il contatto perduto.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il 4-5° mese può essere utile provare un <strong>addormentamento direttamente in culla</strong> o nel lettino, rimanendo lì vicino, parlando o cantando o leggendo, oppure <strong>accarezzando </strong>o tenendo la mano, facendo cioè qualcosa che rassicuri e che faccia sperimentare al bambino che la sua difficoltà è compresa e condivisa e che c’è comunque qualcuno <strong>disponibile ad accompagnarlo</strong> nella sua impresa. Il bambino deve cioè avere la possibilità di provare e lo stimolo per impegnarsi, ma anche la certezza che non è solo e che può <strong>fidarsi</strong>, oltre che di se stesso, anche degli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine del <strong>primo anno</strong> e nel corso del <strong>secondo</strong>, può essere utile quello che gli psicologi chiamano l&#8217;<strong>oggetto transizionale</strong> (praticamente la coperta di Linus): un bambolotto, un peluche, una sciarpa, che per il bambino sia significativo e del quale possa fidarsi come di un vecchio amico.</p>
<p style="text-align: justify;">La decisione di fare dormire il bambino in camera con noi o in un&#8217;altra stanza deve essere individuale, sicuramente per lui poter esserci vicino e sentire la nostra presenza rappresenta un modo più facile per imparare a fidarsi delle proprie possibilità, e per noi una situazione favorevole ad aiutarlo. <strong>Un grande pediatra come Brazelton si è domandato se la nostra cultura non sia troppo esigente quando chiede ad un bambino piccolo di imparare a dormire in una stanza tutto solo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i <strong>frequenti risvegli</strong>, il consiglio è di aspettare un paio di minuti prima di intervenire, affinché il bambino abbia il tempo sufficiente per provare a <strong>consolarsi in maniera autonoma</strong> sperimentando le proprie capacità. Nel caso non riesca a riprendere sonno, proviamo a rassicurarlo con la voce; in caso di insuccesso andiamogli pure vicino, ma tentiamo ancora la consolazione con<strong> carezze e contatto</strong> prima di prenderlo in braccio. In particolare dopo il 4-5 mese, questa modalità rassicurante e graduale dovrebbe aiutare il bambino a conquistare una propria autonomia esercitando le proprie competenze e potenzialità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso decidiamo di <strong>portarlo a letto con noi</strong>, sarebbe utile <strong>evitare che il suo risveglio avvenga nel lettone</strong>, per evitare che sperimenti e riconosca quello come il luogo del proprio sonno; aspettiamo che sia nel sonno profondo (quando cioè ha un respiro regolare e non presenta alcun movimento) e<strong> riportiamolo nel suo letto</strong>, dove potrà svegliarsi e ritrovarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che non sia utile dare altri consigli più specifici, perché <strong>ogni bambino è diverso e ogni genitore ha il compito, difficile e stupendo al tempo stesso, di scoprire cosa è più utile per il proprio bambino.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Approvo molto l&#8217;intenzione, lucida e consapevole, manifestata dalla madre di Margherita, di accompagnare la crescita della figlia con &#8220;gradualità e dolcezza&#8221;; è importante non discostarsi mai da questo fondamentale proposito, anche a costo di <strong>dover tollerare alcuni &#8220;insuccessi&#8221;</strong> come questo del dormire, non dubitando mai che voler bene e dimostrare affetto possa essere un segno di debolezza che non aiuta a crescere. Molte ricerche nel campo sociologico e psicologico stanno dimostrando che i sentimenti positivi sperimentati nei primi due anni di vita stimolano la fiducia in se stessi e l&#8217;autostima, favorendo nelle età successive la capacità di relazioni positive e di comportamenti sociali.</p>
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<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Riferimenti</span></strong></p>
<p><strong><br />
Siti</strong><br />
<a href="http://nasceregenitori.wordpress.com/" target="_blank">Nascere Genitori</a><br />
<a href="http://www.vocidibimbi.it/" target="_blank">Vocidibimbi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libri</strong><br />
A. Volta, <em>Nascere Genitori</em>, Urra, 2008.<br />
T.B. Brazelton, J.D. Sparrow,<em> Il tuo bambino e&#8230;il sonno</em>, Raffaello Cortina, Milano, 2003.<br />
Sara Letardi, <em>Il mio bambino non mi dorme &#8211; Come risolvere i problemi di sonno dei propri figli</em>, Bonomi Editore, 2008.<br />
T. Hogg, <em>Il linguaggio segreto dei neonati</em>, Mondadori, 2004.<br />
G. Honneger Fresco G.,<em> Facciamo la nanna</em>, Il Leone Verde Edizioni, 2006.<br />
W. Sears, <em>Genitori di giorno e …di notte</em>,  pubblicato in Italia da La Leche League International (lega internazionale latte materno), 1994.</p>
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