Il biberon no!

Avevo preprarato un post su di me e sui miei bimbi, poi mi è arrivata questa mail. C’è una certa urgenza, per cui la pubblico subito e chiedo, al solito, il vostro contributo.  Anzi, è proprio lei a chiederlo, stavolta.
Come si fa a nutrire una bambina che rifiuta il biberon? Ve lo siete mai chiesto? Avete avuto un problema simile? Come l’avete affrontato? Come lo affrontereste nell’eventualità?
Lei non lo scrive, ma, se ben ricordo, la sua bimba dovrebbe avere 3 mesi circa.


Cara Silvia,
è passato un pò di tempo, ma spero tu non ti sia scordata di me.

Eccomi qui: a scrivere una mail a chi mi “conosce” da un pò  e crede in questa forma di sostegno, perché sono in un bel guaio.
Ho provato, ma non riesco per mancanza di tempo e di energia, a navigare su internet per trovare qualche consiglio utile: niente di fatto.
Medici e affini se ne lavano le mani liquidandomi con due parole: “bisogna insistere”, o in alternativa “bel guaio”. Nessun consiglio pratico su come fare, nessun sostegno morale.

E allora ho pensato che la risorsa più utile per me in questo momento sono le altre mamme e le mamme blogger, che sanno sostenere spesso anche da lontano.

La questione: mia figlia rifiuta il biberon.
Il contenuto: il mio latte preso col tiralatte. Non intendo passare a quello artificiale nè smettere di allattare, vorrei continuare a darle il mio.
L’antefatto: esclusivo allattamento al seno dalla nascita, e il madornale errore di non aver pensato prima al fatto che avrei dovuta abituarla al biberon (inesperta io, nessuno me lo ha consigliato).
L’obiettivo: riuscire a separarmi da lei anche per poche ore, per cominciare a lavorare un pò, o anche solo per tornare a vivere, pochino pochino… :(
I tentativi fatti: proporglielo in vari momenti della giornata, a pancia piena o vuota.
Il risultato: la piccola strilla, urla, tira calci, contorsioni, manco se dentro ci fosse veleno.
Il mio problema: sono assolutamente incapace di lasciarla a digiuno finché non si convince a prenderlo, e sto cercando un metodo meno “da tortura”.

A I U T O.
Ti risparmio i commenti sul mio stato d’animo, le angosce sull’ipossibilità di tornare ad una vita “normale”, le paranoie sul mio essere una madre incapace. =(