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	<title>MammaImperfetta&#187; allattamento</title>
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		<title>Rigurgita il latte artificiale</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 17:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatra]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[pediatra]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Buongiorno dottore, la mia piccola Sophia compie 5 mesi il 17 marzo. Da quando aveva 2 mesi ho cominciato ad allattarla artificialmente con XXXX. Da subito mi sono accorta che lo rigurgitava troppo e infine l&#8217;ho cambiato con XXXX. Molto meglio per quanto riguarda la digeribilità. Premetto che la bimba è sempre cresciuta bene, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Allattamento-artificiale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3833" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Allattamento artificiale" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Allattamento-artificiale-300x300.jpg" alt="" width="245" height="245" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Buongiorno dottore,</em><br />
<em>la mia piccola Sophia compie <strong>5 mesi</strong> il 17  marzo. Da quando aveva 2 mesi ho cominciato ad <strong>allattarla  artificialmente</strong> con XXXX. Da subito mi sono accorta che lo <strong>rigurgitava  troppo</strong> e infine l&#8217;ho cambiato con XXXX. Molto meglio per quanto  riguarda la digeribilità. </em><br />
<em>Premetto che la bimba<strong> è sempre cresciuta bene</strong>,  ha sempre <strong>dormito tutta la notte ed era tranquilla</strong>. </em><br />
<em>Da quando invece ha  compiuto 4 mesi tutto è cambiato..mi spiego meglio: quando deve  mangiare le preparo il suo biberon da 150 ml, lei entusiasta lo mangia  volentieri, poi però a metà <strong>si stacca e non ne vuole più sapere</strong>. <strong>Si  agita, si divincola, piange disperatamente</strong>. Le faccio fare il ruttino,  ma anche dopo il ruttino niente da fare. </em><br />
<em>Devo aspettare mezz&#8217;ora o anche  un ora prima di darle l&#8217;altra parte. A volte se la porto a passeggio  per la casa riesco a farglielo finire ma non sempre. Di conseguenza ha  tutti gli orari sballati, poichè <strong>una poppata dura 2 ore</strong>. Inoltre è da 10  gg che le è comparsa una <strong>dermatite eczematosa </strong>e su consiglio del  pediatra le sto mettendo il XXXXX crema e da quando ho iniziato a  usarlo Sophia nuovamente rigurgita abbondantemente. Sono un po&#8217; triste  perchè non riesco a capire se la mia bimba sta bene, se le manca  qualcosa, ecc..</em><br />
<em> La ringrazio anticipatamente</em>.<br />
<em>Elena</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><strong>Risposta</strong></span><em></em></h3>
<div style="text-align: justify;">
<p>Cara Elena,<br />
non è proprio facile risponderle non avendo valutato personalmente la bambina.<br />
Da  quanto Lei racconta la sua piccola ha manifestato sin da subito  <strong>problemi con l’assunzione del latte </strong>tanto che lo ha cambiato con  un’altra formula. Questo transitorio miglioramento dopo il cambio le ha  fatto ipotizzare che tutto fosse risolto ma non è così. Il sintomo  fondamentale sembra essere un <strong>parziale rifiuto ad alimentarsi </strong>associato  alla <strong>comparsa di una dermatite eczematosa </strong>che sta  trattando con <strong>antibiotico e cortisone</strong>. Dalla descrizione però manca un  accenno alle <strong>feci </strong>della piccola e quindi assumo che queste siano  normali. Il quadro potrebbe anche spiegarsi con una <strong>parziale  intolleranza alle proteine del latte</strong> ma normalmente il quadro si  accompagna a uno <strong>scarso accrescimento</strong> che non sembra essere presente  anche se potrebbe presentarsi adesso. In questi casi normalmente si  ricorre a un tentativo di <strong>allattamento con formule cosiddette idrolisate</strong> che riducono fortemente il rischio di intolleranza ma devono comunque  essere prescritte dal Pediatra che segue la piccola o da un Centro  Ospedaliero che si occupa di Gastroenterologia Pediatrica. I tentativi  cambiando vari latti risultano generalmente infruttuosi perché il sintomo si ripresenta quasi costantemente. La  presenza di dermatite eczematosa potrebbe avvalorare ancora di più  l’ipotesi e in questo caso il trattamento in atto non è il più corretto  perché<strong> utilizza un antibiotico per il quale non vedo alcuna indicazione  mentre il cortisonico è da utilizzarsi per brevissimi periodi e nelle  fasi acute.</strong> Meglio forse sarebbe utilizzare le <strong>classiche composizioni a  base di vaselina bianca 90% e ossido di zinco 10% </strong>che generalmente  risolvono la cosa anche se lentamente.<br />
Un’altra alternativa potrebbe  essere la presenza di un <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/27/reflusso-neonato/" target="_blank"><strong>reflusso gastroesofageo</strong></a> non evidente clinicamente con rigurgiti o vomiti ma presente in maniera  occulta e fastidiosa. Anche in questo caso il consiglio è di rivolgersi  a uno<strong> specialista in Gastroenterologia pediatrica</strong> che prenda in carico  il problema.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Spero di esserle stato utile.</p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Francesco Torcetta &#8211; Pediatra</em></strong></p>
</div>
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		<title>Intervista: allattamento, scelta o dovere morale?</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2010/03/09/intervista-allattamento-scelta-o-dovere-morale/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 21:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Prima infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento al seno]]></category>

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		<description><![CDATA[Rimbalzano su siti e blog riflessioni, polemiche considerazioni sull&#8217;allattamento. Ci sono donne che lo sostengono a spada tratta, donne che sdrammatizzano con ironia. Ci sono donne che hanno allattato 3 anni che, giustamente, difendono le loro scelte e donne che non hanno potuto allattare o non hanno voluto che, altrettanto giustamente, articolano le loro posizioni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Intervista-allattamento.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2162" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Intervista allattamento" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Intervista-allattamento.jpg" alt="" width="337" height="223" /></a>Rimbalzano su siti e blog riflessioni, polemiche considerazioni sull&#8217;<a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/allattamento/" target="_blank"><strong>allattamento</strong></a>.<br />
Ci sono donne che lo <strong>sostengono </strong>a spada tratta, donne che <strong>sdrammatizzano </strong>con ironia.<br />
Ci sono donne che hanno allattato 3 anni che, giustamente, difendono le loro scelte e donne che non hanno potuto allattare o non hanno voluto che, altrettanto giustamente, articolano le loro posizioni.<br />
Ci sono donne che comprendono, donne che additano, madri che giudicano, madri che sostengono le loro scelte come fossero imperativi universali.<br />
Io, come più volte ho detto su questo blog e altrove, sono per l&#8217;assoluta <strong>libertà </strong>personale.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche giorno fa mi è capitato di commentare un <strong><a href="http://www.equazioni.org/index.php/2010/03/05/quando-i-bambini-diventano-accessori/" target="_blank">post </a></strong>sull&#8217;allattamento con queste parole, che riassumono un po&#8217; il mio pensiero:<br />
&#8221; È necessario sempre fare <strong>distinzioni </strong>categoriche tra madri e modi di vivere la maternità?<br />
Se non è vero che le <em>cosleepers</em>, le sostenitrici dell&#8217;allattamento al seno prolungato, le portatrici di bambini sono eccessivamente asservite al ruolo, non è , però, permettetemi, nemmeno realistico identificare le madri che hanno deciso di non allattare per 3 anni e di non farli dormire nel lettone come madri che hanno paura di &#8220;sgualcirsi il vestito&#8221; o madri che &#8220;fanno dei figli un accessorio&#8221;.<br />
Deve sempre essere tutto bianco o nero?<br />
Non può esistere una donna che allatta 12 mesi, che non li fa dormire nel lettone ma accanto al lettone, che li porta nel passeggino anzichè addosso, che li manda al nido a 13 mesi, che, insomma, si cucia addosso la SUA maternità senza per questo sentirsi ingabbiata in distinzioni un po&#8217; superficiali?<br />
Non può esistere una madre che non vuole allattare ma a cui si possa riconoscere di essere una buona madre?&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza, per concludere, io penso che ciascuna donna debba <strong>cucirsi addosso il suo modo di essere madre</strong> e cercare, navigando a vista o meno, di sentirsi a suo agio e anche un po&#8217; felice e serena.<br />
Se questo lo si ottiene con un allattamento di 4 anni o con un biberon (pur essendo perfettamente consapevole che l&#8217;allattamento al seno sia l&#8217;alimento migliore per un buon sviluppo fisico, emotivo e psicologico del neonato), poco importa.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il desiderio di mostrare un<strong> volto morbido del sostegno all&#8217;allattamento</strong>, io ho cercato una mamma vicina all&#8217;ambiente de  <strong><a href="http://www.lllitalia.org/" target="_blank"><em>La Leche League</em></a></strong> (ringrazio <strong><a href="http://www.beneinsieme.it/" target="_blank">Cristina Fiore</a></strong> perl&#8217;aiuto e Ilaria per la disponibilità) , che<strong> </strong><a href="http://www.veremamme.it/" target="_blank"><strong>Flavia di Veremamme</strong> </a>ha poi intervistato.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>I</strong><strong>ntervista a Ilaria Giromini </strong></p>
<p style="text-align: justify;">R &#8211; Ciao!  Ho 33 anni, una bimba di due anni e mezzo, due gatti e anche un marito. Vivo in provincia di Genova in aperta campagna, diciamo pure in mezzo al bosco, ma sicuramente non è la sistemazione definitiva: sogno di abitare in città, in una qualsiasi città, con tutte le comodità e opportunità del caso. Sono laureata in biologia e lavoro da casa per un&#8217;azienda americana, ho fatto questa scelta per passare del tempo con mia figlia appena nata e per non essere legata ad orari particolari.</p>
<p style="text-align: justify;">D &#8211; <em>Cosa ti spinge a diventare consulente de La Leche League?</em><br />
R- Quando una mamma partecipa agli incontri de <em>La Leche League</em> impara molte cose e riceve molto sostegno, al di la delle scelte <strong>personalissime </strong>che poi decide di fare. Questo<strong> sostegno da mamma a mamma</strong> spesso è fondamentale soprattutto durante i primi mesi. Alcune mamme che condividono in pieno la filosofia dell&#8217;associazione decidono di prestare gratuitamente il loro aiuto proprio per rendere un pochino di quel bene e di quella sicurezza che hanno ricevuto.</p>
<p style="text-align: justify;">D-<em> Conosci il motivo per cui ti abbiamo contattata. E’ un po&#8217; delicato: vorremmo provare a fare  chiarezza su alcune questioni che riguardano l&#8217;allattamento in generale e La Leche League in particolare. Solo chiarezza di informazione, senza alcuna polemica. Che ne dici, ci proviamo?</em><br />
R- Una cosa di cui sono sempre stata convinta è che ogni mamma è in grado di allattare il proprio bambino dall&#8217;inizio e nella maniera corretta, ma deve ricevere le <strong>informazioni </strong>esatte e il <strong>sostegno</strong> necessario. Questo ovviamente<strong> se</strong> questa mamma decide di allattare, perchè qui <strong>nessuno cerca di convincere nessuno</strong>.<br />
Quando partecipi ad un incontro de <em>La Leche League</em> la prima cosa che ti viene detta è:  <strong>prendi quello che ti serve e lascia perdere le cose sulle quali non sei d&#8217;accordo</strong>. Se una mamma vuole allattare, ma non ha la minima intenzione di condividere il sonno farà suoi i consigli su come attaccare al seno il bimbo e lascerà perdere il resto. Chiunque partecipa ad un incontro si rende conto di questa piacevole atmosfera di accettazione e di condivisione delle idee.</p>
<p style="text-align: justify;">D-<em> I tentativi di ironia sulle cosiddette estremiste dell&#8217;allattamento scatenano reazioni furibonde perché considerati offensivi, si degenera addirittura in insulti e ci si divide in fazioni. Ho capito a mie spese che non ci si può prendere in giro bonariamente su questo tema. Ma perché secondo te è diventato un tema tanto scottante e cosa pensi di questi litigi?</em><br />
R- A me fanno ridere queste cose. Ma come fai a dire ad una mamma cosa deve fare con suo figlio e cosa non deve fare? Ma scherziamo, davvero? Ogni mamma è la <strong>migliore mamma </strong>per suo figlio e solo lei prenderà le decisioni migliori per lui.<br />
Dobbiamo imparare a<strong> non giudicarci</strong> tra noi ma a<strong> darci sostegno indipendentemente dalle nostre scelte</strong>. Poi io sono una che difenderà alla morte l&#8217;allattamento al seno, il <em>cosleeping</em>, il marsupio e tutte queste cose che a molte sono sicura fanno rabbrividire, ma questo è il MIO modo di fare la mamma e non ammetto che qualcuno mi dica che è sbagliato perchè io non mi permetterei mai di dire a una mamma che sta sbagliando. Detto questo tutte le mie amiche mi chiamano mamma mucca e ne sono felice. Non è vero che non ci si può scherzare, e chi non ci scherza semplicemente non ha il senso dell&#8217;umorismo.</p>
<p style="text-align: justify;">D &#8211; <em>Parliamo di La Leche League, che spessissimo viene tirata in ballo nelle lotte tra le sue strenue sostenitrici e altre mamme invece fortemente critiche. Parlaci un po&#8217;della tua esperienza con loro<br />
R &#8211; </em>Io ho iniziato ad allattare la mia bimba senza troppi problemi, ma ogni volta che lei si attaccava io avevo una nausea terribile. Ho iniziato a perdere peso perchè non riuscivo più a mangiare e ci siamo preoccupati.<br />
Ho cercato aiuto su internet e ho trovato il loro sito. Ho telefonato e mi ha risposto una consulente molto gentile e preparata e mi ha invitato agli incontri. Alla fine la nausea non mi è passata, ma ho capito l&#8217;importanza dell&#8217;allattamento e ho tenuto duro, modificando la mia alimentazione in modo da non perdere più  peso. Mi hanno dato molto sostegno in un momento in cui ne avevo bisogno e mi sono sentita subito in famiglia, ho imparato a <strong>seguire il mio istinto</strong> in molte cose e di non ascoltare le tantissime voci che una neomamma alle prime armi deve sopportare.<br />
Continuo a partecipare agli incontri, per noi è un piacevole rito ed una giornata in cui staccare dal lavoro e da tutto il resto; anche la mia befanina non vede l&#8217;ora perchè può giocare con gli altri bimbi e prendersi tanti complimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">D &#8211; <em>In generale, esistono rischi di affidarsi a persone non ben preparate, in particolare sul Web? Che tipo di credenziali deve ricevere una mamma che sta cercando un aiuto? Quali sono le figure più affidabili dentro o fuori LLL e che qualifiche hanno? Io ho le idee un po&#8217;confuse su questo.</em><br />
Per diventare consulente de La Leche League bisogna studiare almeno un paio d&#8217;anni e sostenere un esame. Se mi devo affidare a qualcuno per avere dei consigli pretendo  che abbia le conoscenze e la preparzione che deve. purtroppo sul Web in tante si spacciano per quello che non sono e l&#8217;ufficio legale del <em>La Leche </em>è spesso impegnato a sistemare queste cose. Lo so è una cosa allucinante ma avviene anche questo. Se vuoi essere sicura che la persona con cui stai parlando è davvero una consulente basta andare nel sito della <em>Leche </em>e cercarla nell&#8217;<a href="http://www.lllitalia.org/index.php?option=com_content&amp;task=blogcategory&amp;id=46&amp;Itemid=53" target="_blank"><strong>elenco delle consulenti</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">D &#8211; <em>Secondo te l&#8217;allattamento è una scelta personale o un dovere morale?</em><br />
R &#8211; Una domanda da un milione di dollari che mi costringe a dare una risposta che mi esporrà a fustigazioni. Il<strong> vero dovere morale è informarsi</strong> da persone preparate che sanno cos&#8217;è l&#8217;allattamento e andare oltre al consumismo che spesso ci porta ad effettuare scelte inconsapevoli. Una volta informata, una mamma deve fare delle scelte tenendo conto di mille fattori ma soprattutto<strong> della salute di suo figlio e della propria</strong> e poi deve essere disposta a <strong>cambiare idea anche un milione di volte</strong> se vede che per lei quella soluzione non va bene.</p>
<p style="text-align: justify;">D &#8211; <em>L&#8217;incoraggiamento e il sostegno di una consulente possono diventare pericolosi per una mamma? Se sì, in quali casi e cosa viene consigliato?</em><br />
R &#8211; Incoraggiamento e sostegno che diventano pericolosi? Scusami ma mi pare un controsenso&#8230;incoraggiare significa sostenere una persona che ha deciso di fare una cosa, in questo caso allattare al seno. Quello che credo che non sia chiaro, è che noi non siamo lì a far delle crociate del tipo &#8220;dai la tetta sennò sei<strong> mamma a metà</strong>&#8220;.<br />
Ma a chi decide di farlo diamo tutto l&#8217;appoggio e il sostegno necessario. È logico che poi magari io preferisco scambiare opinioni ed esperienze con una mamma che fa le mie stesse scelte, ma credo che questo sia umano no? Se mi chiedi un parere su cosa credo sia meglio io dico la mia, se mi chiedi aiuto io ci sono e so come dartelo.</p>
<p style="text-align: justify;">D -<em> Insomma, alla fine lo so che ha il valore solo di un&#8217;opinione personale, ma esiste il rischio di &#8220;integralismo&#8221; secondo te? E quando?</em><br />
R &#8211; A me piace definirmi mamma mucca allattona e un po&#8217; talebana. Tante amiche mi chiamano così e so che lo fanno con affetto. Insomma io ho fatto delle scelte quando è nata la mia piccola e le porto avanti perchè seguo il mio istinto. L&#8217;integralismo è questo: se imposti un certo discorso di allattamento e di <em>mothering </em>di solito ti trovi addosso<strong> mezzo mondo che ti critica</strong> e quindi devi farti un po&#8217; dura&#8230;non so come spiegarmi, è difficile. Devi abituarti a <strong>difendere le tue idee sempre e con tutti </strong>e quindi è possibile che ti resti un po&#8217; di atteggiamento aspro.<br />
Faccio un esempio: mia figlia ha due anni e mezzo e prende il mio seno; se tu mi chiedi &#8220;ma allatti ancora?&#8221; io probabilmente mi irrigidisco quel mezzo secondo perchè è una domanda che mi fanno troppe volte e troppo spesso tutti e si permettono di giudicarmi . E&#8217; possibile quindi che io mi chiuda a riccio con le persone che non hanno le mie stesse idee: lo so che è sbagliato, ma è un meccanismo di difesa come altri.<br />
La cosa che tutti dobbiamo imparare è il <strong>rispetto verso le scelte che ogni mamma fa</strong> per il suo bimbo perchè solo quelle sono giuste,<strong> solo lei sa cosa è meglio</strong> . Ecco qui sono talebana sul serio ;-)</p>
<p style="text-align: justify;">D -<em> Infine uno scambio di vedute, del tutto personale. Ti dico di getto alcuni miei pensieri e tu mi dici le tue reazioni. Pronta? Allora: Io non me la sentirei mai di allattare fino a due, tre o quattro anni un bambino, lo vivrei come un attaccamento morboso per lui e per me. I miei figli sono stati allattati al seno circa sei mesi, poi sono rientrata al lavoro. Hanno avuto uno svezzamento facile e rapido, sono fortunata. Hanno dormito i primi mesi nella culla nella nostra camera e poi nel lettino nella loro stanzetta.<br />
Se piangevano (e il primo ha avuto il sonno molto difficile) io mi alzavo, e poi mi rialzavo, e poi ancora, facendo a turno col papà. Non ho mai neanche lontanamente pensato che il loro bene fosse stare con noi nel lettone, né l’ho mai desiderato io. Mi piace pensare che il mio obiettivo come mamma sia quello di renderli indipendenti, mi piace pensare che una mamma e un papà possano e debbano essere interscambiabili.<br />
E poi ci sono i momenti di coccole e i momenti in cui&#8230;aria!!  Questa sono io e so benissimo che ci sono mamme molto diverse da me. Ma detto ciò, significa che sono una madre &#8220;innaturale&#8221;, fredda e distaccata, di una generazione superata e sbagliata che mi ha allevata male,  una madre che non sa cosa sia l&#8217;affettività e i cui figli soffriranno di gravi traumi? Ho letto questo tipo di commenti in giro e mi viene un po&#8217; da ridere. A te la palla&#8230;Picchia pure!!!</em></p>
<p style="text-align: justify;">R &#8211; Scrivo di getto pure io? Bello bello.<br />
L&#8217;organizzazione mondiale della sanità e l&#8217;UNICEF hanno dato delle linee guida. Allattamento al seno esclusivo sino ai sei mesi e in aggiunta a qualche alimento solido almeno sino all&#8217;anno d&#8217;età e sino ad oltre i due anni come integrazione all&#8217;alimentazione normale. Quindi come vedi non siamo delle pazze furiose che si inventano delle cose ;-) (aspetta, un po&#8217; pazze furiose si, ma non ci inventiamo le cose).<br />
Io sono d&#8217;accordo con te che il compito di una mamma sia rendere indipendente il proprio figlio. Ma credo anche che si debbano <strong>seguire i suoi tempi</strong>, quindi se tu hai visto che i tuoi bimbi stavano bene nella culletta, io personalmente per sopravvivenza ho preferito tenermela nel lettone. Sarei impazzita dopo pochi giorni e poi io sono una mamma un po&#8217; animale, mi piace annusarmela toccarla farmi mettere i piedini in faccia.<br />
Credo che per renderli autonomi dobbiamo farci trovare quando ci cercano e lasciarli fare da soli <strong>quando ne hanno voglia</strong>. Che meravigliosa cosa sarebbe trovare questo equilibrio.<br />
E poi la cosa dei gravi traumi è una panzanata. I bimbi hanno una capacità di adattamento che noi ci sogniamo, ogni mamma fa le coccole come crede e come è capace. Io la mia la coccolo tenendomela sulla pancia e facendola dormire con me perchè comunque lei non è ancora pronta a dormire da sola, e io questo lo accetto: a volte è pesante tenerla con me di solito non lo è.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Informazioni</strong></span><br />
<a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/11/03/allattamento/" target="_blank"><strong>QUI</strong></a> trovate qualche riferimento utile.</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/03/09/intervista-allattamento-scelta-o-dovere-morale/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il biberon no!</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2009/11/15/il-biberon-no/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 10:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[biberon]]></category>
		<category><![CDATA[mamma lavoratrice]]></category>
		<category><![CDATA[tiralatte]]></category>

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		<description><![CDATA[Avevo preprarato un post su di me e sui miei bimbi, poi mi è arrivata questa mail. C&#8217;è una certa urgenza, per cui la pubblico subito e chiedo, al solito, il vostro contributo.  Anzi, è proprio lei a chiederlo, stavolta. Come si fa a nutrire una bambina che rifiuta il biberon? Ve lo siete mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Avevo preprarato un post su di me e sui miei bimbi, poi mi è arrivata questa mail. C&#8217;è una certa urgenza, per cui la pubblico subito e chiedo, al solito, il vostro contributo.  Anzi, è proprio lei a chiederlo, stavolta.<br />
Come si fa a nutrire una bambina che rifiuta il biberon? Ve lo siete mai chiesto? Avete avuto un problema simile? Come l&#8217;avete affrontato? Come lo affrontereste nell&#8217;eventualità?<br />
Lei non lo scrive, ma, se ben ricordo, la sua bimba dovrebbe avere 3 mesi circa.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Biberon2.jpg"><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Biberon" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Biberon2.jpg" alt="" width="330" height="247" /></a>Cara Silvia,<br />
è passato un pò di tempo, ma spero tu non ti sia scordata di me.</p>
<p style="text-align: justify;">Eccomi qui: a scrivere una mail a chi mi &#8220;conosce&#8221; da un pò  e crede in questa <strong>forma di sostegno</strong>, perché sono in un bel guaio.<br />
Ho provato, ma non riesco per mancanza di tempo e di energia, a navigare su internet per trovare qualche consiglio utile: niente di fatto.<br />
Medici e affini se ne lavano le mani liquidandomi con due parole: &#8220;bisogna insistere&#8221;, o in alternativa &#8220;bel guaio&#8221;. <strong>Nessun consiglio pratico</strong> su come fare, nessun sostegno morale.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora ho pensato che la<strong> risorsa più utile per me in questo momento sono le altre mamme e le mamme blogger</strong>, che sanno sostenere spesso anche da lontano.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>questione</strong>: mia figlia<strong> rifiuta il biberon</strong>.<br />
Il <strong>contenuto</strong>: il <strong>mio latte preso col tiralatte</strong>. Non intendo passare a quello artificiale nè smettere di allattare, vorrei continuare a darle il mio.<br />
L&#8217;<strong>antefatto</strong>: <strong>esclusivo allattamento al seno</strong> dalla nascita, e il<strong> madornale errore </strong>di non aver pensato prima al fatto che avrei dovuta abituarla al biberon (inesperta io, nessuno me lo ha consigliato).<br />
L&#8217;<strong>obiettivo</strong>: riuscire a <strong>separarmi da lei</strong> anche per poche ore, per cominciare a <strong>lavorare </strong>un pò, o anche solo per tornare a vivere, pochino pochino&#8230; :(<br />
I <strong>tentativi </strong>fatti: proporglielo in vari momenti della giornata, a <strong>pancia piena o vuot</strong>a.<br />
Il <strong>risultato</strong>: la piccola <strong>strilla, urla, tira calci</strong>, contorsioni, manco se dentro ci fosse veleno.<br />
Il mio <strong>problema</strong>: sono assolutamente incapace di <strong>lasciarla a digiuno </strong>finché non si convince a prenderlo, e sto cercando un metodo meno &#8220;da tortura&#8221;.<br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A I U T O.</strong><br />
Ti risparmio i commenti sul mio stato d&#8217;animo, le angosce sull&#8217;ipossibilità di tornare ad una vita &#8220;normale&#8221;, le paranoie sul mio essere <strong>una madre incapace</strong>.  =(</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/11/15/il-biberon-no/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<title>Due storie di allattamento</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2009/10/26/due-storie-di-allattamento/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 05:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[calo ponderale]]></category>

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		<description><![CDATA[Bea e Serena, due storie di allattamento, diverse, ma simili. Ben riuscite (dove &#8220;ben&#8221; sta per congruenti con i loro desideri), nonostante le difficoltà, le intrusioni, i consigli, i rimproveri, i pareri personali. Come, sempre, la parola a voi, io risponderò, come voi, nei commenti. Cara Mamma Imperfetta, sono a raccontarti l&#8217;esperienza di allattamento che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Allattamento" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Allattamento5.jpg" alt="" width="236" height="355" />Bea e Serena, due storie di allattamento, diverse, ma simili.<br />
Ben riuscite (dove &#8220;ben&#8221; sta per congruenti con i loro desideri), nonostante le difficoltà, le intrusioni, i consigli, i rimproveri, i pareri personali.<br />
Come, sempre, la parola a voi, io risponderò, come voi, nei commenti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Cara Mamma Imperfetta,<br />
sono a raccontarti l&#8217;esperienza di allattamento che sto vivendo&#8230;<strong>per nulla facile</strong> in certe fasi, talvolta<strong> non supportata</strong>, ma tutto sommato soddisfacente nel risultato (per ora, si intende) .<br />
Ti premetto che la facoltà di allattare al seno il mio bambino mi è<strong> stata a cuore</strong> già dall&#8217;inizio della gravidanza, l&#8217;ho considerata sempre un&#8217;esperienza <strong>speciale </strong>sia dal punto di vista emozionale (anche se credo che forse la mia aspettativa fosse troppo alta, forse stereotipata&#8230;), che dal punto di vista pratico, considerate le favolose proprietà del latte materno e la comodità di poter allattare dovunque e in qualsiasi momento.<br />
Appena rientrata in stanza in seguito al taglio cesareo<strong> ho attaccato subito</strong> il bambino al seno. Un po&#8217; per la scomodità di allattare da stesa, un po&#8217; per la sua voracità, mi sono ritrovata nel giro di poche ore a patire dolori infernali causati dalle <strong>ragadi</strong>. Ho passato ore nella stanza dell&#8217;allattamento dell&#8217;ospedale, con le lacrime agli occhi, con risultati demoralizzanti, pochi grammi che non bastavano a sfamare il mio cucciolo di oltre 4 kg. Tornata a casa, forte del fatto che non volevo assolutamente desistere, che il piccolo non piangeva, e che probabilmente la quantità di latte sarebbe aumentata se adeguatamente stimolata, <strong>ho continuato ad attaccarlo esclusivamente al seno per ore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Però, dopo il primo controllo con la pediatra, la fiducia nella mia capacità di allattare è stata <strong>demolita</strong>. Il bambino non aveva ancora recuperato il peso del <strong>calo fisiologico</strong>, in pratica non aveva preso un grammo da quando eravamo stati dimessi dall&#8217;ospedale. La pediatra mi ha detto che avrei dovuto comunque attaccarlo, ma offrendogli poi sempre un&#8217;<strong>aggiunta</strong> (si parlava di circa un etto di latte artificiale al 10° gg di vita, praticamente un intero pasto).</p>
<p style="text-align: justify;">Tornata a casa ho passato circa 10 gg <strong>combattuta </strong>tra il desiderio di continuare ad allattare (il che corrispondeva a poppate, sempre molto dolorose, di circa 1 ora e più), e le aggiunte  che di malavoglia mi <strong>sentivo obbligata</strong> a dargli.</p>
<p style="text-align: justify;">Non so se sia stato perchè tutti quelli che mi dicevano di <strong>lasciar perdere </strong>e di passare direttamente all&#8217;artificiale (&#8220;tanto crescono lo stesso&#8221;) non riuscivano mai a risultarmi al 100% convincenti, o perchè in fondo la mia testardaggine era molto più forte di qualsiasi argomento, al 22° gg ho deciso di <strong>prendere in mano la situazione</strong>.<br />
Supportata dalla mia omeopata e da una bio-zia aperta sostenitrice dell&#8217;allattamento al seno, ho agito su più fronti: integrando la dieta con alcuni<strong> preparati naturali </strong>che notoriamente favoriscono la produzione di latte,  con risultati sorprendenti (dopo qualche giorno ho addirittura sospeso serenamente le aggiunte, mantenendone ancora per qualche giorno una soltanto alla sera perchè il pasto fosse il più possibile soddisfacente da garantirci qualche ora filata di sonno) , e prendendo appuntamento al <strong>consultorio </strong>di zona, dove ho potuto <strong>fare una poppata in diretta </strong>per verificare se il bambino si <strong>attaccava correttamente. M</strong>i hanno dato davvero un<strong> grande supporto</strong>, soprattutto <strong>psicologico</strong>&#8230;la signora Elena, che non finirò mai di ringraziare, mi ha fatto capire che non essendo i bimbi tutti uguali, soprattutto nella fase post nascita le tabelle e i numeri così cari alla pediatra andrebbero presi &#8220;con le pinze&#8221; &#8211; probabilmente il fatto che lui alla nascita superasse i 4 kg ha fatto sì che avesse alcune riserve nutritive che non gli facevano sentire più di tanto lo stimolo della fame e il poco latte che trovava gli era sufficiente per sentirsi comunque sazio.</p>
<p style="text-align: justify;">A che punto siamo ora, ormai alla soglia dei due mesi? Il<strong> latte c&#8217;è,</strong> e il piccolo lo beve di gusto, anche se, per pigrizia o sonno, non sempre mangia come e quanto dovrebbe. <strong>Allatto volentieri</strong>, perchè lo ritengo importante, <strong>malgrado non ne tragga tutto il piacere di cui tante donne parlano</strong> (saranno le poppate che durano ore? gli ingorghi? Mah&#8230;) e a volte, per riposare un po&#8217; il seno, o forse perchè in fondo ho un po&#8217; bisogno di <strong>sentirmi libera</strong>, gli dò serenamente un bel biberon veloce e soddisfacente per entrambi. C&#8217;è chi per questo mi <strong>riprende</strong>, c&#8217;è chi dice che <strong>non si fa</strong>. Ma questo per me è un gran sollievo&#8230;mi dà la sensazione di <strong>non essere del tutto svanita nel nulla</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per trarre un&#8217;ultima conclusione a livello generale, posso dire che forse la donna che allatta, o che desidera farlo, <strong>non è ancora sostenuta</strong> come dovrebbe (se fosse stato per la pediatra della prima visita, avrei desistito sicuramente), colpa forse delle istituzioni che danno troppa poca voce alle associazioni e strutture a<strong> sostegno dell&#8217;allattamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non fosse per la caparbietà delle mamme&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Un abbraccio.<br />
Bea</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="width: 500px; text-align: justify;" />
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ciao Silvia,<br />
mi chiamo Serena e da 8 mesi e mezzo sono la felice mamma di Matteo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho deciso di scriverti perchè mi sto ponendo alcune domande sull&#8217;allattamento, che continuo a praticare, e stasera, dopo averlo messo a letto, mi sono tornate in mente delle<a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/allattamento/" target="_blank"><strong> cose lette </strong></a>qualche tempo fa sul tuo blog.<br />
Ad oggi allatto Matteo<strong> due volte al giorno</strong>, la mattina e la sera prima di dormire &#8230;oltre alla notte durante la quale continua a <strong>svegliarsi </strong>una o due volte.<br />
A differenza di te, per me l&#8217;allattamento è stata<strong> un&#8217;esperienza meravigliosa</strong>, emozionante e dolcissima, come la prosecuzione della fortissima fisicità della gravidanza.<br />
Quando ho cominciato a svezzarlo (a 4 mesi e mezzo) mi sono accorta che contemporaneamente<strong> &#8220;svezzavo&#8221; anche me</strong>! Nel senso che anche io dovevo abituarmi gradatamente a questo <strong>distacco </strong>fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino a qualche settimana fa, la sera non lo allatavo: gli davo la pappa alle sei e mezzo e verso le otto lo mettevo a letto: non volevo che si abituasse al seno per addormentarsi.<br />
Poi, spinta dai continui<strong> risvegli notturni </strong>e da amiche che mi<strong> consigliavano </strong>di dargli il latte prima che si addormentasse &#8220;per riempirlo di più&#8221;, ho iniziato a farlo e, come per magia, Matteo ha cominciato a <strong>non temere più l&#8217;ora della nanna</strong>, neanche dei pisolini che comunque erano una vera tragedia (e prima dei pisolini non lo allatto). Insomma, ha acquistato una serenità che a un certo punto aveva perso (verso i sei, sette mesi), quando appunto l&#8217;ora della nanna era l&#8217;apocalisse!<br />
Allattarlo, come ti dicevo, mi dà gioia e un grande senso di tenerezza ma sono contemporaneamente <strong>preoccupata sia per l&#8217;abitudine </strong>che gli sto creando sia, soprattutto, per il forte legame che evidentemente c&#8217;è con la sua serenità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho letto sul tuo blog una frase che mi ha fatto pensare. scrivi : &#8220;ho allattato i bimbi fino a quando l’hanno voluto loro&#8221;.<br />
Mi ha colpito <strong>l&#8217;aspetto della &#8220;scelta&#8221; dei tuoi bambini,</strong> o così mi sembra di cogliere, il fatto che sia arrivato un momento in cui non hanno voluto più essere allattati&#8230;se così fosse anche per me sarebbe un grande sollievo!<br />
Volevo sapere da te se la mia interpretazione era esatta, se arriva un momento in cui la loro voglia di autonomia li rende indipendenti da questo &#8220;rito&#8221; o se invece, come dice una mia amica, &#8220;la tetta è sempre la tetta&#8221; e non c&#8217;è minimamente da sperare che se ne separi volontariamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ti ringrazio, qualunque tuo consiglio mi sarà di aiuto!<br />
Serena</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/10/26/due-storie-di-allattamento/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<title>Allattamento</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2008/11/03/allattamento/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 20:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Prima infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Avevo intenzione di scrivere un post sull’allattamento, però è un argomento eccessivamente variegato, che non riuscirei ad affrontare con dovizia come piace a me, per cui ho pensato di raccogliere quello che di più interessante ho trovato sul Web. Io ho allattato i miei figli ma non sono una fondamentalista dell’allattamento al seno. So bene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="width: 234px; height: 178px;" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/allattamento2.jpg" alt="" align="left" border="3" hspace="14" vspace="4" />Avevo intenzione di scrivere un post sull’allattamento, però è un argomento eccessivamente variegato, che non riuscirei ad affrontare con dovizia come piace a me, per cui ho pensato di raccogliere quello che di più interessante ho trovato sul Web.</p>
<p style="text-align: justify;">Io ho allattato i miei figli ma non sono una fondamentalista dell’allattamento al seno.<br />
So bene che è quanto di meglio per il bambino, sia da un punto di vista nutrizionale che affettivo. Non mi sento però di giudicare le donne che decidono di non allattare al seno, perché la stabilità psicofisica ed emotiva di una madre è strettamente legata a quella del neonato ed è giusto che si cerchi l’equilibrio migliore per preservarla.<br />
Ho allattato i bimbi fino a quando l’hanno voluto loro (13 mesi Matteo, 7 mesi Niccolò).<br />
Come le gravidanze sono state per me un viaggio meraviglioso, così l’allattamento non mi ha mai suscitato particolari emozioni.<br />
Sono sempre stata sincera nell’ammetterlo, perché credo non ci sia niente di male nel prendere coscienza pubblicamente di certe diversità.<br />
Diciamo poi che ragadi, ingorghi e mastiti non hanno assolutamente ammorbidito un percorso per me già faticoso di suo.<br />
Però dal momento che personalmente non ho mai tratto particolare piacere dall’allattamento, vado ancor più fiera di aver tenuto duro.</p>
<p style="text-align: justify;">La sensazione più dolce che mi resta di quei complessivi 20 mesi è l’immagine dei bimbi, con gli occhietti chiusi e i piccoli palmi appoggiati al seno, persi nel piacere più grande: sfamarsi avvolti dall’abbraccio più bello del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
Guide<br />
</strong><a href="http://www.sanita.regione.lombardia.it/cs/Satellite?blobcol=urldata&amp;blobheader=application%2Fpdf&amp;blobheadername1=Content-Disposition&amp;blobheadername2=ssbinary&amp;blobheadervalue1=inline%3B+filename%3D75%2F327%2Fallattamento_seno2007.pdf&amp;blobheadervalue2=true&amp;blobkey=id&amp;blobnocache=true&amp;blobtable=MungoBlobs&amp;blobwhere=1213295952214&amp;ssbinary=true" target="_blank" class="broken_link">Alimenta la salute, nutre l’amore </a><br />
Folder accurato e completo della Regione Lombardia</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ministerosalute.it/speciali/pdSpeciali.jsp?sub=2&amp;id=63&amp;area=ministero&amp;colore=2&amp;lang=it&amp;titolo=Salute%20bambino&amp;idhome=62" target="_blank">Allattamento</a><br />
Guida completa del Ministero della Salute. Esaustiva e ricca, raccoglie le più comuni domande sull’allattamento sia al seno che artificiale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ministerosalute.it/alimenti/resources/documenti/nutrizione/opuscolo_allattamento.pdf" target="_blank">Una goccia di saggezza, una grande opportunità</a><br />
Guida illustrata, approfondita ed estremamente chiara, sull&#8217;allattamento a cura del Ministero della Salute e del Centro per la Salute del Bambino di Trieste.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.regione.toscana.it/regione/multimedia/RT/documents/1207835896154_naturalmente-mamma.pdf">Naturalmente mamma</a><br />
Una guida sull&#8217;allattamento al seno.<br />
Viene consegnata alle neo-mamme che partoriscono nei Punti nascita della Regione Toscana e contiene consigli e indicazioni su come allattare con amore e facilità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Siti</strong><br />
<a href="http://www.lllitalia.org/" target="_blank">La Leche League</a><br />
<a href="http://www.llli.org/" target="_blank">La Leche League International<br />
</a>La  Lega per l’Allattamento Materno è un’organizzazione di volontariato internazionale, assistenziale, apartitica, aconfessionale, senza scopo di lucro, fondata nel 1956, presente in 68 Paesi del mondo con circa 9.000 Consulenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mami.org/" target="_blank">Mami</a><br />
Il Movimento Allattamento Materno Italiano fa parte della WABA, una rete internazionale di organizzazioni ed individui convinti che l&#8217;allattamento al seno costituisca un diritto di ogni madre ed una componente fondamentale nell&#8217;assicurare ad ogni bambino il meglio in termini di alimentazione, salute e cure. I membri si dedicano alla protezione, alla promozione ed al sostegno dell&#8217;allattamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mipaonline.com/" target="_blank">Mipa</a><br />
La filosofia di lavoro del MIPA fa riferimento a valori che considerano l&#8217;esperienza parto/nascita (gravidanza, parto e puerperio) un evento bio-psico-sociale cioè un evento che coinvolge il corpo, le relazioni e la cultura nel quale avviene.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.allattare.net/" target="_blank">Allattare.net</a><br />
Il sito dedicato all&#8217;allattamento materno aggiornato periodicamente, con un elenco di Consulenti Professionali in Allattamento Materno (IBCLC), consulenza online e via email, articoli, links e libri finalizzati alla pratica dell’allattamento materno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.allattiamo.it/" target="_blank">Allattiamo.it</a><br />
Ricchissimo sito, curato con dedizione e ricco di articoli tradotti dall&#8217;inglese sulla fisiologia dell&#8217;allattamento. Testi del famoso pediatra canadese Jack Newman.<br />
<a href="http://www.ospedalebambinogesu.it/portale2008/default.aspx?IdItem=3299" target="_blank"><br />
Gemelli</a><br />
Molte mamme di gemelli rinunciano ad allattare perché temono di non avere abbastanza latte o perché lo ritengono troppo impegnativo, col risultato che solo il 20% dei gemelli viene allattato al seno (con il 73% dei figli singoli). Una pagina informativa dedicata alle mamme di gemelli perchè allattarli al seno è possibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pediatria.it/famiglie/allattamento_link.htm" target="_blank"> Pediatria.it</a><br />
Tutto sull&#8217;allattamento. Allattamento al seno, artificiale e misto. Allattamento dalla mamma e con il biberon. I disturbi più frequenti. Le allergie. Tutte le tecniche e le regole migliori.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://nasceregenitori.wordpress.com/about/mamma-latte-ed-emozioni/" target="_blank">Mamma, latte ed emozioni</a><br />
Un bellissimo pezzo del Dott. Alessandro Volta.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cuoredimamma.org/pagine/allattamento_00.php" target="_blank">Cuore di mamma</a><br />
&#8220;Ho imparato quanto sia fondamentale il sostegno da parte di altre mamme con esperienza positiva in allattamento, di personale sanitario con preparazione veramente specifica e, perché no, di qualche buon testo. Cose delle quali ho potuto beneficiare in occasione della mia seconda bimba, e solo allora ho compreso quante ansie inutili mi sarei risparmiata con la prima, se avessi saputo a chi rivolgermi e quali testi mi avrebbero potuta aiutare (aiuto concreto, non solo teorico)! Posso dire che ho avuto fortuna, e vorrei trasmettere la mia esperienza ad altre mamme interessate all’allattamento, nella speranza che ciò possa servire, magari a non ripetere tutte sempre gli stessi errori&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.manolito.it/allattare.html" target="_blank">Allattare un prematuro</a><br />
Il latte materno rappresenta l’alimento migliore per un neonato che nasca prima del termine della gestazione.<br />
Senza le giuste informazioni e un buon supporto è però difficile per una madre riuscire ad avviare una buona produzione di latte e mantenerla durante il periodo della degenza del figlio in neonatologia, riuscendo poi ad allattarlo al seno.<br />
In questa sezione potrete trovare alcune indicazioni, link a documenti interessanti e l’esperienza positiva di varie mamme.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Consulenti</strong><br />
<a href="http://www.asmn.re.it/Sezione.jsp?idSezione=17" target="_blank">Latte e Coccole</a><br />
L’Azienda USL di Reggio Emilia, Settore Pediatria e Salute Donna e l’Arcispedale S. Maria Nuova, Struttura Complessa di Ostetricia Ginecologia, offrono alla cittadinanza uno spazio completamente dedicato a mamma e bambino per promuovere e sostenere l’allattamento materno esclusivo nei primi sei mesi di vita.<br />
<a href="http://www.stillen.it/" target="_blank"><br />
VSLS<br />
</a>Associazione Consulenti per l&#8217;Allattamento IBCLC in Alto Adige<br />
<a href="http://www.ibclc.it/dove.asp" target="_blank"><br />
AICPAM</a><br />
Associazione Italiana Consulenti Professionali Per l’allattamento materno<br />
Consulenti regione per regione<br />
<a href="http://www.latteecoccole.it" target="_blank"><br />
Latte e Coccole</a><br />
Il primo Ambulatorio IBCLC (International Board Lactation Consultant) a Roma e in tutta l&#8217;Italia Centrale.<br />
<strong><br />
Gruppi di aiuto</strong><br />
<a href="http://www.mami.org/gruppi.htm" target="_blank">Mami</a><br />
<a href="http://gaamcarpi.wordpress.com/" target="_blank">Gruppo Aiuto Allattamento Materno </a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
Ospedali</strong><br />
<a href="http://www.ospedalebambinogesu.it/portale2008/Default.aspx?IdItem=2791" target="_blank">Ospedale Bambino Gesù</a><br />
Raccolta per i neonati ricoverati<br />
<a href="http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/216" target="_blank"><br />
Ospedali amici dei bambini</a><br />
Nel 1992 è nata la <em>Baby Friendly Hospital Initiative</em>- BFHI (in italiano: ospedali amici dei bambini).<br />
L&#8217;iniziativa offre agli ospedali le linee guida per diventare veri e propri centri di sostegno all&#8217;allattamento materno. Un ospedale &#8220;amico dei bambini&#8221; si impegna a non accettare campioni gratuiti o a buon mercato di surrogati del latte materno, di biberon o tettarelle e ad applicare</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Banca del latte<br />
</strong><a href="http://www.aiblud.org/banche_ita.html" target="_blank">Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato</a><br />
La Banca del latte umano donato è un servizio costituito al fine di selezionare, raccogliere, trattare, conservare e distribuire il latte umano donato da utilizzare per specifiche necessità mediche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
Farmaci</strong> <a href="http://www.guidausofarmaci.it/appendice.asp?titolo=Allattamento&amp;livello=5&amp;id=5" target="_blank"><span style="font-size: small;"><br />
Guidausofarmaci</span></a><br />
<a href="http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_bif_bollettino_28_file_itemName_4_filePdf.pdf" target="_blank">Ministero della Salute</a><br />
<a href="http://www.ospedalebambinogesu.it/portale2008/Default.aspx?IdItem=2277" target="_blank">Ospedale Bambino Gesù</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><br />
Contraccezione</strong><br />
<a href="http://www.guidagenitori.it/HomePage.aspx?IDArticolo=531&amp;Area=Pillola%20e%20allattamento" target="_blank" class="broken_link">Pillola e allattamento</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leggi</strong><a href="http://www.ministerosalute.it/alimenti/nutrizione/nutApprofondimento.jsp?lang=italiano&amp;label=all&amp;id=334" target="_blank"><br />
Legislazione nazionale sull’allattamento al seno</a><br />
L&#8217;iter legislativo sull&#8217;allattamento<br />
<a href="http://www.allattiamo.it/codice.htm" target="_blank"><br />
Il Codice violato</a><br />
Codice Internazionale sulla Commercializzazione Dei Sostituti del Latte Materno<br />
<a href="http://www.allattiamo.it/circolare.htm" target="_blank"><br />
Promozione della tutela dell’allattamento al seno</a><br />
Circolare n. 16 del 24 ottobre 2000 del Ministero della Sanità pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale N. 263 del 10 Novembre 2000</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
Libri</strong><br />
<a href="http://www.lllitalia.org/index.php?page=shop.browse&amp;category_id=6&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=47" target="_blank">Pubblicazioni di LLL</a><br />
<a href="http://www.allattare.net/libri_ed_articoli.asp" target="_blank">Testi sull’allattamento al seno</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riviste</strong><br />
<a href="http://www.lllitalia.org/index.php?page=shop.browse&amp;category_id=7&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=47" target="_blank">Da mamma a mamma</a><br />
<a href="http://www.lllitalia.org/index.php?page=shop.browse&amp;category_id=8&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=47" target="_blank">L’allattamento moderno</a><br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Accrescimento<br />
</strong><a href="http://www.who.int/nutrition/media_page/en/" target="_blank">Curve di crescita OMS</a><br />
Nuove curve di crescita per bimbi allattati al seno</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
Community</strong><br />
<a href="http://www.allattiamo.eu/" target="_blank">Allattiamo</a><br />
<a href="http://forum.promiseland.it/viewforum.php?f=9&amp;sid=a07f2fdcc67c3564350fc69ce503c124" target="_blank">Promiseland</a><br />
<a href="http://www.alfemminile.com/world/communaute/forum/forum1__forum=allaite.html" target="_blank">Al femminile</a><br />
<a href="http://www.sanihelp.it/forum/medicine-naturali/2084-allattamento.html" target="_blank">Sanihelp</a><br />
<a href="http://forum.pianetamamma.it/il-bambino/" target="_blank">Pianeta Mamma</a><br />
<a href="http://www.mammeonline.net/index.php?name=PNphpBB2&amp;file=viewforum&amp;f=7&amp;&amp;topicdays=0&amp;start=240" target="_blank">Mammeonline</a><br />
<a href="http://www.mammole.it/forum-gravidanza/forumdisplay.php?s=72716d4a8eabf10d424893aaa4b5bad2&amp;f=103" target="_blank">Mammole</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
Video</strong><a href="http://www.metacafe.com/watch/578920/simultaneous_breastfeeding/" target="_blank"><br />
Allattamento simultaneo<br />
</a><a href="http://it.youtube.com/watch?v=MRm47BvbvGg" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Allattamento al seno<br />
</span></a><a href="http://it.youtube.com/watch?v=CIZ6rVzs4CE&amp;feature=related" target="_blank"><span style="font-size: small;">Breastfeeding Basics (ingl)</span></a><a href="http://it.youtube.com/watch?v=CIZ6rVzs4CE&amp;feature=related" target="_blank"><br />
</a><strong><br />
Allattamento artificiale</strong><br />
<a href="http://www.allattare.info/alimentazione_con_latte_artificiale.html" target="_blank">Alimentazione con LA</a><br />
<a href="http://www.uppa.it/uppa/article/38" target="_blank">Qual è il migliore?</a><br />
<a href="http://www.mammaepapa.it/salute/pag.asp?nfile=sf_lart" target="_blank">Latte in polvere</a><br />
<a href="http://www.mammaepapa.it/salute/pag.asp?nfile=pr_alimmista" target="_blank">Allattamento misto</a></p>
<p style="text-align: justify;">Se avete altro da segnalare, accomodatevi!</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/11/03/allattamento/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mamme aliene</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/24/mamme-aliene/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 10:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di vita]]></category>
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		<description><![CDATA[Scritto il 13 marzo 2008 Ieri ero alla materna da mio figlio e una mamma mi ha confidato di aspettare il secondo. Non lo sa ancora nessuno, perché, fino al risultato dell&#8217;amniocentesi è scaramantica. E fin qui niente di strano. Non fosse per il fatto che il primo è arrivato dopo anni e questo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right;">
<p>Scritto il 13 marzo 2008</p>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/mammealiene.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2874" style="margin-left: 15px; margin-right: 15px;" title="mammealiene" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/mammealiene.jpg" alt="" width="291" height="191" /></a>Ieri ero alla materna da mio figlio e una mamma mi ha confidato di aspettare il secondo.<br />
Non lo sa ancora nessuno, perché, fino al risultato dell&#8217;amniocentesi è scaramantica.<br />
E fin qui niente di strano.<br />
Non fosse per il fatto che il primo è arrivato dopo anni e questo è arrivato senza cure e, soprattutto, a 42 anni.<br />
Mentre stavamo parlando è arrivata al parco un&#8217;amica comune che le ha detto: &#8220;Parla, parla con lei che ti fa venir voglia di panciona!&#8221;. Mi spiegava, infatti, che lei non ama la gravidanza.<br />
Che, indipendentemente dal fatto che vada bene o sia faticosa, è una fase della vita per lei faticosa perché non le piace vedersi ingrossare, non si sente a suo agio e non vede l&#8217;ora di partorire.<br />
Io che, al contrario, adoro la pancia e vivrei sempre incinta la ascoltavo curiosa perché per me è un mistero come non si possa amare una pancia che contiene un essere umano, il &#8220;tuo&#8221; essere umano.<br />
Poi passiamo all&#8217;allattamento. &#8220;Sei pronta?&#8221; le chiedo.<br />
E lei mi racconta che ha allattato il suo primo figlio fino a tre anni.<br />
L&#8217;ha definito un &#8220;comportamento morboso&#8221;, dice che il secondo lo allatterà fino all&#8217;anno e poi smetterà, ma i suoi occhi mi dicevano il contrario. Son pronta a scommetterci.Io le ho raccontato che li ho allattati al seno ma che l&#8217;ho fatto solo ed esclusivamente per loro, perché a me l&#8217;allattamento non ha mai trasmesso grosse emozioni (tranne la prima &#8220;poppata&#8221; in sala parto).E lei mi ascoltava curiosa, come ho fatto io sulla gravidanza.<br />
Tornando a casa riflettevo su come non ci sia al mondo niente di meno sindacabile della maternità e di tutto quello che la concerne. Perché una madre è sempre una madre.<br />
Per me una donna che non ama la gravidanza è un&#8217;aliena. Per lei lo è una madre che non ama l&#8217;allattamento. Per me lei è un&#8217;aliena, per lei lo sono io. Ma abbiamo chiacchierato quasi tre ore ininterrottamente, riso, ricordato, raccontato. Con quel chiacchiericcio che solo le madri, aliene o no, conoscono e amano. Quel chiacchiericcio che trasuda ricordi di test di gravidanza, racconti di travagli, di punti al perineo, di ragadi, di amore, di fatica, di nottate, quel chiacchiericcio che puzza di meconio e profuma di talco.Due approcci diversi, opposti, ma una sola anima, quella che nasce insieme al desiderio del primo figlio e che sarà per sempre nostra</div>
</div>
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		</item>
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		<title>Gravidanza mese per mese</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/23/gravidanza-mese-per-mese/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 08:42:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
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		<category><![CDATA[terzo mese]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;età gestazionale si calcola a partire dal giorno di inizio dell&#8217;ultima mestruazione e contando i mesi di calendario, fatti di 30-31 giorni, oppure i mesi lunari, fatti ognuno di 4 settimane, cioè 28 giorni. I medici preferiscono il calcolo delle settimane di amenorrea e quindi dei mesi lunari, più preciso; con questo calcolo la gravidanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/gravidanza-mese-per-mese.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2857" style="margin-left: 15px; margin-right: 15px;" title="gravidanza mese per mese" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/gravidanza-mese-per-mese.jpg" alt="" width="170" height="138" /></a>L&#8217;età gestazionale si calcola a partire dal giorno di inizio dell&#8217;ultima mestruazione e contando i mesi di calendario, fatti di 30-31 giorni, oppure i mesi lunari, fatti ognuno di 4 settimane, cioè 28 giorni. I medici preferiscono il calcolo delle <span style="font-weight: bold;">settimane di amenorrea</span> e quindi dei <span style="font-weight: bold;">mesi lunari</span>, più preciso; con questo calcolo la gravidanza dura <span style="font-weight: bold;">10 mesi</span> lunari (non 9).<br />
Il primo mese di gravidanza per i primi 14 giorni non è di gravidanza: il <span style="font-weight: bold;">concepimento </span>si verifica circa 14 giorni dopo l&#8217;inizio dell&#8217;ultima mestruazione ed è questa la vera data di inizio della gestazione. Essendo però difficile fissare con certezza il giorno dell&#8217;ovulazione (e ancor più quello della fecondazione), si preferisce datare la gravidanza a partire da un momento certo com&#8217;è appunto la mestruazione.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><br style="color: #000000;" /><span style="font-weight: bold; color: #000000;"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 0px 10px;" src="http://www.fotosearch.it/bthumb/IMZ/IMZ003/fte0018.jpg" border="3" alt="" hspace="14" vspace="4" width="128" height="170" align="left" /><span style="color: #800000;">Primo mese</span></span><span style="color: #800000;"> </span><br />
<span style="font-weight: bold;">0+0/4+3 settimane</span></p>
<p>Il primo mese è una delle fasi più <span style="font-weight: bold;">critiche</span>, tanto che si sospetta che molte mestruazioni in ritardo, magari con un flusso un po&#8217; più abbondante della norma, in realtà nascondano degli aborti precocissimi. Le fasi che dalla fecondazione portano all&#8217;impianto della <span style="font-weight: bold;">blastocisti </span>richiedono il sincronismo perfetto di diverse funzioni. Basti pensare alle esigenze nutrizionali della stessa blastocisti: nei primi giorni di vita si nutre delle sostanze che trova nei fluidi tubarici e uterini (acqua, zuccheri e poco altro). Al settimo giorno, però, è cresciuta tanto da necessitare assolutamente di un nutrimento ben più sostanzioso: occorre il sangue materno! Ecco spiegata l&#8217;urgenza dell&#8217;impianto: serve per procurare il sangue alla piccola <span style="font-weight: bold;">camera gestazionale</span>.<br />
Occorre ricordare, poi, che l&#8217;<span style="font-weight: bold;">impianto </span>costituisce ancora per molti versi un mistero affascinante, tant&#8217;è vero che rimane una grossa incognita anche per le sofisticate tecniche di fecondazione assistita che pure hanno saputo affrontare e risolvere diversi altri problemi. L&#8217;impianto è infatti una sorta di strano &#8220;trapianto&#8221;, in cui l&#8217;organo trapiantato è per metà di origine materna (e dunque riconosciuto come proprio dall&#8217;organismo ospite), ma per metà di origine paterna e quindi estraneo, sconosciuto al sistema immunitario della gestante. In teoria, perciò dovrebbe verificarsi sempre il &#8220;rigetto&#8221; della camera gestazionale da parte dell&#8217;organismo materno, esattamente come avviene con i trapianti non compatibili; invece, avviene regolarmente l&#8217;annidamento.<br />
Nella maggior parte dei casi la mamma non si accorge di nulla fino alla mancanza mestruale.<br />
È importante che la donna goda di buona salute o che almeno sappia di essere affetta da patologie che possono pregiudicare l&#8217;esito della gravidanza; che si sia sottoposta, assieme al partner, alla serie di esami preconcezionali previsti peraltro anche dai protocolli del nostro Ministero della Sanità.<br />
Annotate su una tabella il vostro <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/08/06/aumento-ponderale-in-gravidanza/" target="_blank"><span style="font-weight: bold;">peso corporeo</span></a> in modo da potere controllare l&#8217;aumento ponderale nei mesi che verranno.<br />
Prendete l&#8217;abitudine di evitare, se possibile, di sottoporvi a radiografie del bacino nella seconda metà del ciclo ovarico, cioè nella terza e quarta settimana dopo l&#8217;ultima mestruazione: le radiazioni X potrebbero danneggiare gravemente un uovo appena fecondato di cui voi stesse ignorate l&#8217;esistenza.<br />
Io, che non ho mai effettuato <span style="font-weight: bold;">raggi X</span>, a gravidanza appena iniziata, senza saperlo, mi sottoposi a una radiografia ai polmoni. Nessuno mi disse che una donna in età fertile è necessario che si astenga da radiografie nelle ultime due settimane del ciclo. Io non ci pensai perché eravamo al primo mese di ricerca e non mi aspettavo assolutamente di essere incinta.<br />
E così, quando feci il test e lo trovai positivo, il mio primo pensiero furono quei raggi X.<br />
I <span style="font-weight: bold;">test</span> in vendita in farmacia sono molto sensibili e affidabili già dopo pochi giorni di ritardo e gli <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/14/stick-persona/" target="_blank"><span style="font-weight: bold;">Stick Persona</span></a> sono affidabili addirittura 1-2 giorni prima del ritardo.<br />
È opportuno eseguire il test al più presto anche e soprattutto per correggere abitudini errate di vita (fumo, alcool) e ritmi lavorativi pesanti (turni di notte, eccetera).</p>
<p><span style="font-weight: bold; color: #800000;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/secondomese.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2351" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="secondomese" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/secondomese.jpg" alt="" width="170" height="127" /></a>Secondo mese</span><br />
<span style="font-weight: bold;">4+4/8+5 settimane</span></p>
<p>Il primo cambiamento è l’<span style="font-weight: bold;">amenorrea</span>, dovuta all’azione di un ormone, il <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/20/lormone-della-gravidanza-bhcg/" target="_blank"><span style="font-weight: bold;">Beta hCG</span></a> che è prodotto dal trofoblasto, cioè da quella parte della blastocisti da cui si formerà la placenta.<br />
Il secondo segnale nella maggior parte dei casi giunge dal <span style="font-weight: bold;">seno </span>che aumenta il suo volume e diventa più dolorante; le areole possono assumere un colore più scuro.<br />
Compare la tipica <span style="font-weight: bold;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/16/nausea-in-gravidanza/" target="_blank">nausea</a> </span>e a volte anche il <span style="font-weight: bold;">vomito</span>. Se il vomito diventa incoercibile potrebbe rendersi necessario il ricovero in ospedale per monitorare l&#8217;equilibrio idro-elettrolitico e acido-base e integrare la dieta.<br />
Altri sintomi posso essere: <span style="font-weight: bold;">scialorrea</span>, una salivazione abbondante e fastidiosa, <span style="font-weight: bold;">stanchezza </span>eccessiva, <span style="font-weight: bold;">sanguinamento gengivale</span> e necessità di <span style="font-weight: bold;">urinare</span> frequentemente.<br />
L&#8217;umore può risentire di questi cambiamenti fisici e ormonali. Se la gravidanza era programmata e desiderata la donna vive un vero e proprio &#8220;stato di grazia&#8221;. Ma è anche del tutto normale sentirsi più instabili, irritabili e ansiose.<br />
È il momento di scegliere il ginecologo che vi seguirà per tutta la gravidanza e di fissare il primo appuntamento.<br />
<br style="color: #000000;" /><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 0px 10px;" src="http://www.noimamme.it/images/stories/terzomese.jpg" border="3" alt="" hspace="14" vspace="4" width="170" height="113" align="left" /><span style="color: #800000; font-weight: bold;">Terzo mese</span><br />
<span style="font-weight: bold;">8+6/13+1 settimane</span></p>
<p>Gli eventuali piccoli disturbi che ho elencato sopra, nella maggior parte dei casi tendono a scomparire. Segno che tutto procede bene e che l&#8217;organismo materno si sta abituando a ospitare una nuova vita che cresce. Il corpo si modifica in modo marcato: a questo punto, la donna può aver acquistato anche <span style="font-weight: bold;">uno o due chili</span>, distribuiti soprattutto sui glutei e sul seno. In qualche caso, al contrario, può aver perso peso a causa della <span style="font-weight: bold;">nausea</span>. Le vene superficiali del seno cominciano ad affiorare per il maggior afflusso di sangue e si sviluppano i dotti galattofori, i canalini attraverso cui il latte scorrerà e verrà convogliato all&#8217;esterno. Il punto vita aumenta di qualche centimetro e l&#8217;addome accenna ad &#8220;arrotondarsi&#8221;. La muscolatura dell&#8217;<span style="font-weight: bold;">utero </span>comincia a irrobustirsi e a rilassarsi, l&#8217;articolazione del <span style="font-weight: bold;">bacino </span>si allenta e diviene più flessibile in previsione dell&#8217;aumento della pancia e del parto.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.fotosearch.it/bthumb/corbis/DGT085/42-16648586.jpg" border="3" alt="" hspace="14" vspace="4" width="170" height="113" align="left" /><span style="font-weight: bold; color: #800000;">Quarto mese</span><br />
<span>13+2/17+4 settimane<br />
</span><br />
Col primo trimestre si è chiuso un <span style="font-weight: bold;">periodo critico</span> della gravidanza, quello in cui è massimo il rischio di aborto (10-15% di tutti i concepimenti), quello in cui l&#8217;assunzione impropria di farmaci e alcune malattie infettive possono arrecare i danni più gravi ai tessuti embrionali ancora poco differenziati.<br />
Da ora in avanti l&#8217;aumento di volume dell&#8217;utero sarà dovuto alla <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/21/il-feto-mese-per-mese/" target="_blank"><span style="font-weight: bold;">crescita del feto</span></a> e dei suoi annessi che determinerà una vera e propria espansione dell&#8217;organo in tutte le direzioni, soprattutto in senso longitudinale.<br />
Prima della gravidanza l&#8217;utero era lungo 6-7 cm e pesava circa 80 gr.<br />
Alla fine della gestazione supererà i 30 cm di lunghezza e peserà circa 1 kg.<br />
Dal quarto mese in poi l&#8217;utero non può essere contenuto entro il bacino e la sua estremità superiore può essere palpata in addome: la misura dell&#8217;altezza del fondo uterino fornirà al ginecologo di mese in mese un indice indiretto dell&#8217;accrescimento fetale.<br />
Mi racconta mia madre (ostetrica) che un tempo, quando non c&#8217;erano gli ecografi, la palpazione del fondo dell&#8217;utero era l&#8217;unico modo per verificare il corretto procedere della gravidanza.<br />
Anche la <span style="font-weight: bold;">cervice </span>subisce notevoli cambiamenti: l&#8217;aumentato afflusso di sangue le conferisce una consistenza pastosa e una colorazione rossastra. Le ghiandole presenti nella cervice producono muco in abbondanza fino a formare un vero e proprio <span style="font-weight: bold;">tappo mucoso</span>, piuttosto denso, sistemato davanti all&#8217;ingresso della cavità uterina per proteggerla dai patogeni.<br />
Il <span style="font-weight: bold;">collo dell&#8217;utero</span> ha un altro fondamentale ruolo che è quello di opporsi alla forza di gravità e fungere da sostegno della camera gestazionale evitando che il suo stesso peso laceri le membrane amniocoriali o stacchi la placenta.<br />
Tutto questo intreccio di fibre si allenterà poi prima del parto.<br />
L&#8217;<span style="font-weight: bold;">aumento di peso</span> è più evidente.<br />
Se fino ad ora è stato di 1 kg circa, d&#8217;ora in poi procederà al ritmo approssimativo di <span style="font-weight: bold;">400 gr a settimana</span>, fino a realizzare, se non ci sono particolari restrizioni dietetiche, un aumento al termine della gestazione di <span style="font-weight: bold;">12 kg circa</span>.<br />
L&#8217;aumento ponderale non è dovuto solo al peso del bambino: un bimbo di 3400 gr, per esempio, porterà con sé al momento del parto una placenta di 600 gr e liquido amniotico per 800 gr circa.<br />
Il secondo elemento più importante è la <span style="font-weight: bold;">ritenzione idrica</span> da parte di tutti i tessuti, in particolare di quello connettivo. Essa è dovuta ancora una volta all&#8217;azione degli estrogeni e può comportare anche edemi alle gambe o generalizzati.<br />
Abbiamo già detto dell&#8217;utero che cresce di 1 kg, rimangono da ricordare il seno e il sangue: quest&#8217;ultimo, diluendosi, aumenta la sua massa liquida di 1-1.5 l e quella di globuli rossi di 200-400 ml.<br />
Il tutto per soddisfare le accresciute esigenze di un circolo che adesso comprende anche il distretto placentare.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.fotosearch.it/bthumb/DGV/DGV035/DV1943016.jpg" border="3" alt="" hspace="14" vspace="4" width="113" height="170" align="left" /><span style="font-weight: bold; color: #800000;">Quinto mese</span><br />
<span style="font-weight: bold;">17+5/21+6 settimane</span></p>
<p>È il periodo forse <span style="font-weight: bold;">migliore </span>della gravidanza. Le nausee cessano e ci si sente in forma e <span style="font-weight: bold;">piene di energia</span>. Poiché dovete respirare più rapidamente per ossigenare il bambino vi stancherete prima del solito. Avrete più difficoltà a respirare perché l&#8217;utero è cresciuto e ha spostato la massa addominale verso l&#8217;alto. È il migliore momento per iniziare gli esercizi di <span style="font-weight: bold;">controllo della respirazione</span> che vi potranno essere utili durante il <span style="font-weight: bold;">travaglio</span>.<br />
È possibile che abbiate più <span style="font-weight: bold;">fame</span>. È una risposta naturale al cambiamento che si è prodotto nel vostro metabolismo. Potete mangiare in maggior quantità, ma non con il pretesto che dovete mangiare per due. Dovete controllare il vostro peso per evitare dei problemi e seguire una <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/08/06/alimentazione-in-gravidanza/" target="_blank"><span style="font-weight: bold;">dieta ricca e completa</span></a>.<br />
È anche il periodo di <span style="font-weight: bold;">vene varicose</span>, <span style="font-weight: bold;">smagliature</span>, emorroidi e cellulite. Questo è dovuto a una cattiva circolazione. Per migliorare la situazione, è bene che mettiate le gambe in alto, che non restiate troppo tempo in piedi e che non facciate dei bagni caldi o vi depiliate con la cera a caldo.<br />
Può comparire la <span style="font-weight: bold;">linea nigra</span> al posto della <span style="font-weight: bold;">linea alba</span>, una linea iperpigmentata (scura) che va dal pube all&#8217;ombelico e che si attenuerà fino a scomparire nel giro di qualche mese dopo il parto.<br />
Durante il quinto mese si avvertono anche i primi <span style="font-weight: bold;">movimenti del bambino</span>.<br />
Potrete soffrire di mal di schiena, crampi alle gambe e difficoltà digestive con acidità di stomaco.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.fotosearch.it/bthumb/BLD/BLD123/jl_sd_111105_004.jpg" border="3" alt="" hspace="14" vspace="4" width="121" height="170" align="left" /><span style="font-weight: bold; color: #800000;">Sesto mese</span><br />
<span style="font-weight: bold;">22+0/26+2 settimane</span></p>
<p>Il <span style="font-weight: bold;">pancione </span>assume una forma <span style="font-weight: bold;">prominente </span>e tenderete a buttare il peso all&#8217;indietro per compensare.<br />
Il giro vita ormai è privo di forme e inizierete a indossare con sollievo i vestiti <span style="font-weight: bold;">premaman</span>.<br />
Insorgono le prime difficoltà di <span style="font-weight: bold;">addormentamento </span>o i <span style="font-weight: bold;">risvegli notturni</span>, favoriti &#8211; oltre che dai movimenti del bambino &#8211; anche dalla paura del parto che si fa più presente.<br />
Potrete cominciare a frequentare, insieme a vostro marito/compagno, i <span style="font-weight: bold;">corsi di preparazione al parto.</span></p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.fotosearch.it/bthumb/DGV/DGV072/AA043654.jpg" border="3" alt="" hspace="14" vspace="4" width="128" height="170" align="left" /><span style="font-weight: bold; color: #800000;">Settimo mese</span><br />
<span style="font-weight: bold;">26+3/30+4 settimane</span></p>
<p>Il vostro “ingombro” raggiunge dimensioni notevoli.<br />
Le <span style="font-weight: bold;">ghiandole mammarie</span> iniziano a prepararsi per l’<span style="font-weight: bold;">allattamento</span>. Potreste notare delle macchie di liquido all&#8217;altezza del seno: si tratta del <span style="font-weight: bold;">colostro </span>prodotto dalla prolattina o ormone da latte. Se scegliete l&#8217;allattamento al seno per il vostro bebè, il colostro sarà il primo latte che il bambino prenderà, è ricco di anticorpi e dà al bambino una prima protezione.<br />
L&#8217;utero continua ad aumentare di volume, supera l&#8217;ombelico di 4-5 centimetri e, per questo motivo, la sensazione di <span style="font-weight: bold;">pesantezza </span>aumenta e voi avete tendenza a sentire una sorta fatica nella respirazione.<br />
Potrete sentire una <span style="font-weight: bold;">apprensione </span>per la maternità, per la salute del bambino e per il parto.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.fotosearch.it/bthumb/DGV/DGV077/200193087-001.jpg" border="3" alt="" hspace="14" vspace="4" width="170" height="113" align="left" /><span style="color: #800000; font-weight: bold;">Ottavo mese</span><br />
<span style="font-weight: bold;">30+5/35+0 settimane</span></p>
<p>Il bimbo sta per concludere la sua preparazione per vivere una nuova vita fuori di voi. È ora di terminare la <span style="font-weight: bold;">cameretta </span>e di preparare la <span style="font-weight: bold;">valigia </span>per l’ospedale.<br />
L&#8217;ottavo mese è il momento in cui il feto sceglie la <span style="font-weight: bold;">posizione </span>per nascere, normalmente con la testa verso il basso e il sedere verso l&#8217;alto.<br />
Dato che l&#8217;utero è aumentato di volume di almeno 10 volte, sentirete i vostri polmoni comprimersi.<br />
Potrete sentire l&#8217;<span style="font-weight: bold;">ombelico </span>tirare o estroflettersi.<br />
In questo periodo ci sono delle donne che sentono delle <span style="font-weight: bold;">contrazioni</span>, ma questo non vuol dire che il parto si avvicina. Se le contrazioni non sono regolari, non preoccupatevi, anche se è sempre bene consultare il vostro ginecologo.<br />
Potrebbero peggiorare eventuali problemi di stitichezza .<br />
È il momento di salutare i colleghi per dedicarvi a voi stesse.<br />
In Italia, il <span style="font-weight: bold;">congedo di maternità</span> inizia 2 mesi prima del parto e continua nei 3 mesi che seguono</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px; margin-left: 10px;" src="http://www.noimamme.it/images/stories/nonomese.jpg" border="3" alt="" hspace="14" vspace="4" width="128" height="170" align="left" /><span style="font-weight: bold; color: #800000;">Nono mese</span><br />
<span style="font-weight: bold;">35+1/40 settimane</span></p>
<p>In questa fase finale della gravidanza è possibile che vi sentiate &#8220;<span style="font-weight: bold;">tirare</span>&#8221; la parte bassa del ventre e che abbiate <span style="font-weight: bold;">dolori diffusi </span>in tutto il corpo, che si sta preparando per il parto.<br />
Ora che il feto è pronto ed è <span style="font-weight: bold;">sceso </span>leggermente potrete respirare più facilmente.<br />
L&#8217;ansia, l&#8217;eccitazione renderanno il <span style="font-weight: bold;">sonno </span>complicato.<br />
Non è chiaro cosa provochi il parto ma si pensa che si tratti di una serie di sostanze prodotte dal corpo e chiamate <span style="font-weight: bold;">prostaglandine </span>che stimolano l&#8217;attività muscolare uterina e provocano la liberazione di <span style="font-weight: bold;">ossitocina</span>, entrambi fattori importanti della <span style="font-weight: bold;">dilatazione</span>.</p>
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