4 anni e risvegli notturni
Pubblicato da Mammaimperfetta | Archiviato in Scritto da te
Chi ha avuto un problema di risvegli notturni con bambini ormai grandicelli?
Questo pediatra cosa intende con “disturbo di crescita”? Cos’è un disturbo di crescita? A cosa si riferisce? A disturbi fisici o psico-emotivi?
Il sonno è un momento di passaggio, di abbandono che racchiude l’inconscio, l’entusiasmo, la gioia, la fatica, la stanchezza della giornata. È un equilibrio fisiologico ma non così meccanico.
Come comportarsi davanti ai risvegli notturni in un bambino grandicello? Cosa fare? Intervenire o, semplicemente, aspettare? Ristabilire le “regole” o accogliere?
Cara Silvia,
ti scrivo perché ho un problema con la mia bimba di 4 anni e mezzo.
Ha sempre dormito. Io sono una di quelle degenerate che con il metodo Fate la nanna ho educato la mia bimba che allora aveva sei mesi a dormire.
Da ottobre lei ha dei risvegli e non so come aiutarla e come aiutarmi, visto che anch’io dopo dormo male o fatico a riaddormentarmi.
Non so cosa la turbi o cosa l’abbia turbata, l’unica cosa che è successa ad ottobre è che io ho avuto un aborto spontaneo e siccome avevo un emorragia in corso sono andata in fretta e furia all’ospedale e mi hanno ricoverato una notte intera.
Lei del bimbo non sapeva ancora però ha capito che quella notte non c’ero e ha chiesto a mio marito dov’ero.
Cosa devo fare ora? Oltre che arrabbiarmi tutte le volte che si sveglia?
La mia pediatria mi ha consigliato Sedibimbi di Aboca, sciroppo omeopatico, e mi ha detto che potrebbero essere problemi legati alla crescita.
Lo so che la disperazione è ben altra cosa quindi non ti dico che sono disperata ma ti dico che non sono abituata a non dormire e vorrei
qualche consiglio pratico o non pratico.
Salutoni
Cristina
Popularity: 11%
MA CHE BRAVO BAMBINO!
Pubblicato da Mammaimperfetta | Archiviato in Matteo e Niccolò, Questa sono io
Domenica mattina.
Simone porta Niccolò in città, io prendo Matteo e lo porto con me in rosticceria.
La rosticceria è un buco superaffollato di gente.
L’attesa del nostro turno è estenuante: ben 40 minuti prima di essere serviti.
Matteo, aspetta pazientemente senza mai lamentarsi, senza muoversi, senza toccare niente.
Tre signore, in momenti diversi, gli fanno i complimenti:
- mamma mia, come sei bravo!
- ma sei proprio educato tu!
- sarà contenta la mamma di un bambino così!
E li fanno anche a me:
- signora, davvero, complimenti per come ha educato questo bambino.
Se non avessi avuto Niccolò, me ne sarei tornata a casa con la ruota a mo’ di pavone, molto fiera del mio piccolo ometto ed estremamente soddisfatta di me stessa e dei miei metodi.
Ma a casa ho Niccolò, che ormai avete imparato a conoscere (e se ancora non lo conoscete, potete aggiornarvi QUI e QUI).
Un’attesa così con Niccolò avrebbe comportato un passaggio ospedaliero in Diagnosi e Cura prima del rientro a casa.
Niccolò avrebbe disintegrato tutte le bottiglie esposte, battuto sui vetri, reclamato il suo turno, rotto la cornice digitale che mostrava i menù, si sarebbe infilato dietro al bancone e avrebbe reclamato "un pessetto di pappa".
Le signore mi avrebbero guardato inorridita, scuotendo il capo e lanciandosi occhiate pietose (ah, queste mamme moderne senza polso!).
Riflettevo, rientrando a casa, su come nell’immaginario (e nell’ideale) collettivo, il bambino "bravo" (ma cosa significa poi "bambino bravo"?) sia quello che non si muove, che non fiata che non fa capricci. Il bambino "buono" è quello che a 4 anni attende il suo turno senza protestare, quello che parla sottovoce.
Il bambino "buono" è quello che si comporta come un adulto. Quello che NON DISTURBA.
Secondo le suddette signore, cosa sarebbe Niccolò dunque?
Un bambino cattivo o semplicemente un bambino?
Popularity: 3%
AUTONOMIE
Pubblicato da Mammaimperfetta | Archiviato in Matteo e Niccolò
Matteo ha iniziato la piscina con la scuola. È richiesta la presenza di 5 mamme/papà/nonne per l’aiuto negli spogliatoi.
Lunedì pomeriggio mi sono venute incontro, in momenti differenti, tre mamme e la maestra.
Il succo delle loro comunicazioni è stato che Matteo negli spogliatoi si è arrangiato da solo: si è svestito e rivestito.
Io, che evidentemente ho qualche paranoia esclusivamente personale perché lo vedo sempre troppo imbranato rispetto a quello che vorrei, sono restata di stucco. Nemmeno mi avessero detto che ha imparato a leggere e scrivere sarei stata così contenta.
E questo perché sulla sua autonomia sono anni che lavoriamo. Per necessità (quando è nato Niccolò lui aveva appena 25 mesi) e per virtù (amo i bambini che si sanno arrangiare da soli).
Abbiamo iniziato molto presto a fargli togliere e infilare le scarpine, ad andare in bagno da solo, a infilarsi le mutande e, per gradi di difficoltà, i pantaloni e la maglia. In questi giorni ha iniziato anche a lavarsi da solo: bidet, viso e mani.
Io, che sono priva di pazienza, in questi frangenti la raschio con foga da fondo del mio esiguo barile e sono capace di aspettare 25 minuti davanti alla cena che si raffredda pur di vederlo felice di esseresi messo da solo il piagiama.
Ho detto felice, perché, prima di me è felice lui.
Corre in cucina con l’occhio brillante e la bocca allargata: "guarda, mamma, ho fatto tutto da solo".
Che soddisfazione sapersi gestire! Ieri mattina era tanta l’euforia per essersi lavato e vestito che ha persino infilato le calzine a suo fratello.
Questo post glielo dovevo, perché voglio che resti scritto che sono orgogliosa di lui, almeno quanto lui è orgoglioso di se stesso.
Si di discuteva in questi giorni tra amiche, su Facebook e altrove, proprio di questo, delle autonomie dei figli.
Ieri una mamma mi ha detto: "ho visto tuo figlio allacciarsi i bottoni del cardigan! Mio figlio ha 8 anni e ancora non lo sa fare. Sono caratteri".
Ma davvero sono caratteri? Matteo è un pigro. No, io non penso che sia questione di carattere. Cosa c’entra il carattere? È abitudine. Matteo sa che non mi deve chiedere di slacciarsi o allacciarsi la maglia, sa che lo deve fare da solo, anzi, è abituato a farlo da solo.
Sa che deve chiedere se non ci riesce, ma solo dopo averci provato.
Oppure quando ha voglia di una coccola lo dice: "mamma, non ho molta voglia oggi, mi aiuti?". E ci mancherebbe altro.
L’importante per me è che lui lo sappia fare, non che lo faccia sempre.
Perché non si ritrovi a piangere nello spogliatoio della piscina in preda la panico e all’umiliazine di non sapersi nemmeno sfilare le scarpe, come è successo quel giorno a qualche bambino, abituato ad essere accudito come se avesse 9 mesi.
Tutto questo non per bearmi di meriti che non ho, ma per sottolineare che i figli si prendono le autonomie che noi concediamo loro.
E per togliermi i meriti di dosso…Niccolò, a cui non stiamo concedendo nessuna autonomia in quanto "piccolo" di casa, è ancora qui, a 2 anni e 7 mesi, con il suo ciuccio notturno, il suo biberon, il suo pannolino.
Per fortuna, non potendo contare su di noi, ha deciso di appoggiarsi all’esempio del fratello e così stamattina l’ho trovato in bagno che si toglieva tuta e pannolo per fare pipì nel vasino…come dire, a volte, chi fa da sé fa per tre.
Popularity: 2%
IL SENSIBILE E IL BUFFONE
Pubblicato da Mammaimperfetta | Archiviato in Matteo e Niccolò, Questa sono io
Matteo
Matteo è sempre il solito bambino sensibile. Quello che ti scruta tra le pieghe del viso, ti guarda dritto negli occhi, quello che ti domanda: "mamma perché non ridi?" se ti vede pensierosa, quello che ti abbraccia stretto stretto e ti dice "ti adoro", quello che come ti vede comparire sulla porta passa al metal detector le tue espressioni.
Ma è anche il solito bambino geloso, quello che vuole che gli venga fatto tutto ciò che viene fatto al fratello, quello che è sempre in competizione, quello che senza il fratello è un angelo e con il fratello diventa nervoso, quello un po’ insicuro, forse, dell’affetto nostro, quello che quando attacca con la lagna ti taglia i nervi, quello che punisci per aver risposto sgarbatamente (morendo poi sepolto sotto i sensi di colpa), quello con gli occhi buoni e le emozioni altalenanti a fior di pelle.
È il bambino delle mille e ininterrotte domande:
Perchè l’acqua che nella bottiglia sembra poca, una volta messa nel bicchiere diventa tanta?
Il bambino delle frasi che ti scuotono:
Disegna. D’un tratto alza il capo, mi guarda, con i suoi occhi buoni e dice:
"mamma, a me piace molto quando tu sei in pigiama e ridi"
Quello delle frasi buffe, velate di realismo:
- Mamma il maestro di sci più giovane era alto vero?
- Si, Matteo, era altissimo, quasi due metri.
- Ma era così alto perchè è rimasto troppo tempo nella pancia della sua mamma? ![]()
Niccolò
Niccolò è quello dal carattere sempre lineare, dal sorriso sempre pronto, dalle poche o brevissime lagne. Niccolò è quello sicuro, che prende il mondo di petto e lo fa suo.
È diventato molto coccolone ultimamente. Sia al nido, sia a casa: si stringe alle gambe dicendo: cota-cota-cota (ascolta) e rimane avvinghiato come un piccolo macaco.
Fino a poco fa era un bambino che non amava essere abbracciato, né toccato, né maneggiato, ora è lui che viene cercare il contatto e quando ne sente il bisogno si accoccola sulle gambe a fare le fusa.
Parla sempre a suo modo. È buffo. È un attore. Per farci ridere a tavola fa il mimo: capovolge gli occhi, si dondola, fa gli urletti: un teatrante.
Le sue parole must del momento sono anche-chio (anch’io) e chitto-chitto (piccolino), che pronuncia ravvicinando i due piccoli indici.
Ha una passione sfrenata per Oleanna, (che vuole sentire 50 volte al giorno), per i (pe)Santi Teletubbies e per Pingu.
Mangia sempre moltissimo e di tutto, verze crude, insalata, carote, fagiolini, legumi. Non fa una piega. Fortunatamente è stazionario con il peso da qualche mese.
Adora suo fratello, quando riesce a strappargli un sorriso, un gioco in comune, un abbraccio ha gli occhi che davvero comunicano gioia forte e vera.
Ha imparato, per forza di cose, a farsi rispettare, ma anche a difendere il suo territorio. Quando vede avvicinarsi Matteo e non capisce subito il motivo, allora attacca per primo.
Presi singolarmente sono due bambini da manuale: ragionevoli, piuttosto tranquilli, educati, rispettosi.
Insieme invece credo siano pronti per il brevetto come tortura per i detenuti di Guantanamo. ![]()
Popularity: 2%
Appunti sparsi sul bimbo grande
Pubblicato da Mammaimperfetta | Archiviato in Matteo e Niccolò, Questa sono io
Matteo cresce.
Vuole rendersi autonomo: vestirsi da solo, allacciarsi le scarpe da solo, versarsi l’acqua da solo.
Sta conoscendo l’imbarazzo e l’orgoglio.
Qualche giorno fa a scuola dopo la nanna non ha fatto in tempo a slacciare i pantaloni (colpa mia che non lo faccio mai andare in tuta) e si è fatto la pipì addosso.
Si è vergognato da morire. Quando sono andata prenderlo era viola, contrito, dispiaciuto.
Mamma, sono grande lo stesso?
Certo amore, sei ancora più grande.
Solo i grandi sanno vergognarsi senza vergogna.
________________________________
Vedo sul diario di bordo della scuola che in mattinata hanno parlato dell’amore. Leggo i dialoghi tra i bimbi e lui non c’è.
- Matteo, stamattina avete parlato dell’amore?
- Eh si
- Ma tu non sei più innamorato? Non hai parlato!
- Si mamma sono ancora innamorato, ma siccome sto facendo finta di niente non ho parlato.
- Come finta di niente?
- Si, le sto alla larga, però a volte non funziona
- In che senso?
- A volte anche se le sto alla larga lei non viene da me. Allora oggi sono andato di nuovo a provare a prenderle la manina e me l’ha data. Abbiamo anche messo i lettini vicini a dormire. Sono stato felice.
Io non pensavo. Non pensavo che a 4 anni i sentimenti potessero essere così forti. Mi fa una tenerezza incredibile. Ci resta male, malissimo quando lei non lo considera. Me lo rificcherei dentro la pancia.
________________________________
Corrono e urlano come pazzi per casa.
- Adesso basta! Mettetevi a fare un gioco seduti!
- Ahhhhhhhhhh! Ohhhhhhhhh! Ti prendoooooooo!
- Ho detto basta! Giocate con le macchinine tranquilli!
- Cooorriiii che ti prendo!!!!
- Basta, adesso Niccolò vieni qui seduto che ti metto i Teletubbies!
Matteo, arrabbiatissimo, si piazza davati alla tv:
- Ma mamma! Io ci voglio giocare! Sennò cosa l’hai fatto a fare?
Popularity: 2%









Hai una storia da raccontare? Un dubbio da condividere? Una gioia da gridare?
Su questo blog puoi farlo!
La sezione 











