Corsa in gravidanza

Intervista al Dott. Yvan Sasso,Corsa in gravidanza - Yvan Sasso
specialista in Medicina dello Sport e
direttore del centro medico sportivo”Rudy Barillà”

 

 

 

 

Dott. Sasso, cominciamo ribadendo l’ovvio, perché non è mai abbastanza: la gravidanza non è una malattia.

Non solo non è una malattia ma quando non presenta disturbi o patologie collaterali la gravidanza è spesso ricordata dalla mamme come un gran bel periodo della loro vita, in cui si sentivano particolarmente propositive ed in forma.

 

È dunque indicata un po’ di attività fisica durante la gestazione? Di che tipo e perché?

L’attività fisica in gravidanza, quando non vi siano controindicazioni dovute a disturbi o patologie, non solo è utile ma sarebbe addirittura da prescrivere. In particolare l’attività aerobica, ovviamente non agonistica. Questa attività favorisce l’ossigenazione, la circolazione e, se fatta nel modo corretto, aiuta anche l’emuntorio renale ed il mantenimento del giusto peso oltre che mantenere l’autostima e la serenità psichica. Anche il nascituro pare trarre benefici dagli ormoni prodotti dall’attività fisica svolta dalla mamma e che passano attraverso la placenta.

 

corsa in gravidanza

 

Veniamo alla corsa in gravidanza: si può correre se adeguatamente allenate? In che periodo e come? La FC va tenuta sotto controllo?

La corsa in gravidanza, purché leggera si può praticare nei primi mesi,  a patto che la neo mamma sia già una praticante. In questi casi in effetti la gravidanza viene talvolta accertata dopo parecchie settimane in cui la donna ha continuato a correre e talvolta persino a gareggiare…
La corsa leggera, senza superare il 60% del massimo impegno cardiologico raggiungibile, può essere praticata ragionevolmente non oltre i primi 3 mesi. La percentuale del massimo impegno cardiaco dipende da vari fattori che sono personali, quali l’età, gli sport praticati in precedenza, il grado di allenamento, eventuali piccole patologie ecc… quindi non esiste un valore assoluto che sia valido per tutte. In linea di massima è meglio pertanto stare su valori massimi che siano il 60% di quelli pre-gravidanza. Comunque a grandi linee possiamo indicare con 120-130 il valore di pulsazioni da non superare, tenendo conto che già la gravidanza è di per sè un fattore tachicardizzante.

 

A cosa occorre prestare maggiore attenzione durante la corsa in gravidanza? Al fondo su cui si corre? Alla gusta idratazione? Alle scarpe?

Credo sia importante essere attenti alla coerenza ed alla regolarità dell’impegno. Correre in condizioni fisiche o climatiche non ottimali, così come una volta ogni tanto “mettendocela tutta” sono certamente situazioni da evitare. Meglio avere una sorta di programma e ottimale sarebbe l’assistenza di un professionista del settore.
I percorsi da evitare nella corsa in gravidanza sono quelli troppo sconnessi e le ripide discese; le scarpe ad alta protezione permettono di marciare e correre agevolmente sia su terra battuta che su asfalto o tappeto rotante. Ovviamente l’idratazione corretta – non esagerata – è da tenere controllata ma non credo che ci si debba mettere in condizioni di disidratazione proprio in questo periodo così delicato. Prudenza, coscienza e regolarità, ripeto, sono le parole d’ordine.

 

Dopo il primo trimestre, invece, che tipo di attività fisica è più indicata?

Dopo i primi mesi diventa utile dirottare l’attività fisica verso la piscina e/o la palestra, a seconda delle disponibilità locali. La piscina (nuoto o acquagym) permette attività fisica in assenza di gravità e ciò è molto interessante per fare movimento senza sovraccaricare l’organismo, mentre la “palestra” invece ci permette un’ampia gamma di esercizi a corpo libero e con piccoli pesi, tali da rendere sempre la muscolatura tonica e preparata, compresa quella del bacino, del perineo e della regione lombare della schiena.
La palestra inoltre permette di svolgere attività aerobica su cyclette o tappeto rotante indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne e in massima sicurezza. Se fosse possibile alternare queste due attività (piscina e palestra) concedendosi i giusti tempi di recupero, credo si troverebbe la soluzione ottimale.