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	<title>MammaImperfetta</title>
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	<description>Una mamma imperfetta</description>
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		<title>Una mamma inadeguata?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 08:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[mamma perfetta]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[senso di colpa]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Cara dottoressa, sono mamma di un bambino di 15 mesi, Francesco, che è un bimbo meraviglioso, affettuoso, attento, vivace. Insomma tutto ciò che avrei sempre voluto. Il problema sono io. Non riesco a metabolizzare il fatto di &#8216;essere mamma&#8217; o meglio , vivo da circa 13 mesi , in un continuo stato di agitazione. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;"><img class="alignleft size-full wp-image-7370" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" alt="mamma inadeguata" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/05/mamma-inadeguata.jpg" width="300" height="223" />Domanda</span></h3>
<p><em>Cara dottoressa,</em><br />
<em> sono mamma di un bambino di 15 mesi, Francesco, che è un bimbo meraviglioso, affettuoso, attento, vivace. Insomma tutto ciò che avrei sempre voluto.</em><br />
<em> Il <strong>problema sono io</strong>.</em><br />
<em> Non riesco a metabolizzare il fatto di &#8216;essere mamma&#8217; o meglio , vivo da circa 13 mesi , in un <strong>continuo stato di agitazione</strong>.</em><br />
<em> Premetto che ho avuto una gravidanza difficile dal punto di vista della salute, 9 mesi di nausee, vomito e sono arrivata alla fine sfinita, con 6 kg di più solamente..parto naturale , perfetto.</em><br />
<em> Bimbo 2 kg e 6, sottopeso, primo <strong>senso di colpa</strong>.</em><br />
<em> Latte che non scende, Francesco affamato e io ignara di tutto non attacco abbastanza il bimbo, allatto 20 giorni, poi su consiglio del pediatra continuo con il latte artificiale. Lì per lì mi sento sollevata, poi a distanza di tempo, <strong>altro senso di colpa.</strong></em><br />
<em> Sono scoppiata circa 2 mesi dopo la sua nascita, una sera dopo una discussione con mio marito, (che in tutto questo è <strong>lontano</strong> perchè fa un lavoro duro e <strong>non ha mai potuto aiutarmi</strong>, specialmente la notte) così dal nulla, <strong>apparentemente</strong>.</em><br />
<em> Mi sono cominciate a venire in mente <strong>mille paure sul figlio </strong>e soprattutto <strong>paura di me: </strong>sono entrata in un circolo vizioso di idee, <strong>paure</strong> che mi facevano sentire male, <strong>sensi di colpa</strong>, sentimenti di <strong>inadeguatezza, </strong>fino ad arrivare a veri e propri <strong>attacchi di panico</strong>.</em><br />
<em> Mi sono rivolta subito al consultorio del mio paese, là ho parlato con una <strong>psichiatra</strong> che mi ha prescritto un <strong>ansiolitico</strong> e con la quale ho fatto colloqui per circa 6 mesi.</em><br />
<em> Con il farmaco è andata meglio, poi sono anche rientrata al lavoro e ciò mi è stato d&#8217;aiuto,  ma poi dopo un anno di cura, d&#8217;accordo con la mia dottoressa ho sospeso il farmaco, soprattutto perchè nel tempo, un pò di cose le ho capite e voglio farcela da sola.</em><br />
<em> Il <strong>problema principale è la mia paura, </strong>unita alla mia grande insicurezza..sono sempre stata una persona molto timorosa e iper sensibile.</em><br />
<em> Certo i problemi avuti con mio marito, prima della nascita di mio figlio, sicuramente mi hanno reso molto più fragile.</em><br />
<em> Per anni è stato un <strong>alcolista</strong>, e io ho condiviso con lui la vita dura e triste che regala l&#8217;alcol. Alla fine, siamo riusciti a resistere, dopo mille peripezie, ricadute, speranze, delusioni ne siamo usciti, anche come coppia.</em><br />
<em> Lui è uscito dal tunnel, ha trovato un nuovo lavoro, la vita ha ripreso a sorriderci e poi sono rimasta incinta.</em><br />
<em> Desiderato si, ma neanche il tempo di riprendermi, ho cominciato subito a stare male con la gravidanza e ora è come se facessi con me stessa tutti<strong> i conti del passato</strong>.</em><br />
<em> Sono sintetica lo so, non so se riesco bene a spiegarmi, le cose sono tante da dire.</em><br />
<em> In tutto questo ho omesso, ruolo molto importante invece, la mia <strong>famiglia</strong>, che è<strong> meravigliosa e c&#8217;è sempre stata</strong> in tutte le mie difficoltà, soprattutto mia madre, che ha assistito anche al parto, donna fortissima che mi ha sempre sostenuto.</em><br />
<em> Ma anche lo stesso confronto con lei, <strong>sempre forte e sicura di sè</strong> che mi fa male, se mi guardo dentro.</em><br />
<em> Io <strong>vorrei tanto godermi la mia famiglia</strong> e tutto ciò che ho sempre desiderato, ma le <strong>paure</strong> e l&#8217;<strong>ansia</strong> non riescono a farmi <strong>sentire all&#8217;altezza, </strong>forse <strong>la maternità non è l&#8217;idillio che tutti ci vogliono far credere</strong>, è piena di sentimenti contrastanti, ma io vorrei <strong>&#8216;imparare a vivere&#8217;</strong> questo ruolo, con tutte le sue sfaccettature non sentirmi più una <strong>mamma inadeguata</strong>.</em><br />
<em> Scusi le mille contraddizioni e i salti da un discorso all&#8217;altro, nella confusione spero qualcosa sia emerso.<br />
Aspetto un suo parere, la ringrazio in anticipo.</em><br />
<em> R.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<p>Cara Romina,</p>
<p>hai scritto una lettera bellissima, talmente bella che non riesco a considerarla una mail e l&#8217;ho voluta stampare e tenere sotto gli occhi mentre ti scrivo queste poche parole, spero ti possano aiutarti in questo periodo di fatica e riflessione.</p>
<p>Una lettera da dove emerge l&#8217;immagine e la storia di una donna vera che non ha voglia di raccontarsi delle balle, che ha messo mano alla sua parte più autentica e ha voglia di stare bene con se stessa, nella sua pelle. <b>Una donna che non scappa, nonostante la paura</b>. Che va avanti, passo dopo passo, anche se fa male.</p>
<p>Non ti sembra una cosa meravigliosa?</p>
<p>A me sì e mi sembra anche eccezionale in un&#8217;epoca dove è necessario mostrarsi sempre &#8220;tutti di un pezzo&#8221;, come se avere una forma rigida fosse positivo e non la vera, terribile fragilità.</p>
<p>La tua storia è fatta di fatica, prove superate, ostacoli sormontati, risultati raggiunti.</p>
<p>La forza, cara Romina, hai già dimostrato di averla, hai esattamente la stessa energia che ammiri in tua madre, solo che ancora non la vedi.</p>
<p>Solo che ancora pensi sia stato un caso o un regalo.</p>
<p><b>E invece no, sei stata brava. </b></p>
<p><b>Tu.</b></p>
<p>Così come sei, con i tuoi alti e i tuoi bassi, con la tua sensibilità che ha strabordato quando sei diventata mamma, ma che ti sta permettendo di fare i conti con te stessa.</p>
<p>Di diventare forte, di <b>permetterti di manifestare quello che sei sotto la scorza delle cose da fare.</b></p>
<p>La forza è una delle quattro virtù cardinali, viene anche chiamata <b>fortezza </b>(ti ricorda niente?) e consiste nella costante ricerca del bene anche nelle difficoltà. Oggi usiamo più frequentemente la parola resilienza ma il significato è molto simile: la capacità di resistere alle avversità, di non scoraggiarsi dinanzi ai contrattempi, di perseverare nel cammino.</p>
<p>E&#8217; il coraggio di andare avanti anche quando la vita è faticosa.</p>
<p>Tu di questo sei assolutamente un&#8217;esperta, le fatiche le affronti e le superi: l&#8217;alcolismo di tuo marito, la gravidanza faticosa, i sensi di colpa alla nascita, il gestire il bambino da sola, l&#8217;ansia e la paura.</p>
<p>Difficile, ma tu ce l&#8217;hai fatta.</p>
<p>Hai ragione: <b>spesso la maternità viene descritta come un porto tranquillo quando invece è un mare agitato di emozioni ambivalenti</b>.</p>
<p>È ancora faticoso ma oggi si comincia a parlarne con maggiore chiarezza e con esempi concreti, vedi Marilde Trinchero in <a href="http://lasolitudinedellemadri.blogspot.it/" target="_blank"><strong><em>La solitudine delle madri</em></strong></a>  o la scrittrice turca Elif Shafak in <a href="http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/4562_latte_nero_shafak.html" target="_blank"><strong><em>Latte nero. Storia di una madre che non si sente abbastanza</em></strong></a>.</p>
<p>La possibilità di condividere e riflettere sulla componente meno piacevole della maternità ci può aiutare a trovare un nostro personalissimo equilibrio dinamico. Non c&#8217;è una soluzione che vada bene per tutti ma c&#8217;è un continuo e costante lavorìo interiore, quello della consapevolezza di chi siamo, da dove arriviamo, dove vogliamo andare.</p>
<p>In questo ambito -come in tutti quelli in cui le emozioni fanno la parte principale &#8211; non ci sono scorciatoie o bacchette magiche, ma lavoro su di sé: da quello che mi scrivi hai la sensibilità per proseguire questo <b>percorso di rafforzamento di te stessa e delle tue capacità</b>. Un cammino che assomiglia a quello che hai fatto quando soffrivi di attacchi di panico ma con un obiettivo del tutto diverso: non più cura di una malattia ma spazio protetto per diventare quello che vogliamo essere.</p>
<p>Questa è l&#8217;essenza della crescita che una psicoterapia può generare.</p>
<p>Perché la sensibilità non è un limite ma un vantaggio se impariamo a usarla e gestirla.</p>
<p>La <b>maternità</b> ci porta -inevitabilmente- a fare i conti con noi e con i nostri fantasmi, ma allo stesso tempo diventa anche una <b>calamita per attivare le nostre risorse</b>, per noi e per i nostri figli.</p>
<p>A volte la nostra intelligenza inconscia ci fa dei regali, ci indirizza su una strada complicata in cui la nostra mente razionale non sa come orientarci. In quel caso ci conviene seguire le nostre intuizioni, come una bussola quando ci siamo persi.</p>
<p>Ad esempio: non conosco i motivi per cui hai scelto di chiamare tuo figlio Francesco, certo è che  porta un nome di buon auspicio.</p>
<p>Francesco deriva dal tedesco e significa libero.</p>
<p>A me sembra che questo possa essere a tutti gli effetti un dono che tu e tuo marito avete fatto a vostro figlio, una dichiarazione di intenti che avete fatto anche a voi stessi quando è nato lui.</p>
<p>Ecco, io partirei da qua.</p>
<p>Ti auguro uno splendido viaggio verso te stessa, sono certa che farai molte scoperte preziose.</p>
<p><strong>Gloria Bevilacqua &#8211; Psicologa e Psicoterapeuta</strong></p>
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		<title>#nonsolofavole</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 07:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[L'urlo]]></category>
		<category><![CDATA[Le storie]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Un castello di carte, una costruzione di Lego, una scultura, un libro. Ma anche una torta, un telefono, un quadro. Per qualsiasi prodotto, attività, creazione vale l&#8217;osservazione che è molto più semplice distruggere che costruire. Ecco perché è molta più la gente che come attitudine primaria ha quella distruttiva. Per questo genere di persone, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7346" alt="#nonsolofavole" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/05/nonsolofavole4.jpg" width="638" height="280" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un castello di carte, una costruzione di Lego, una scultura, un libro. Ma anche una torta, un telefono, un quadro.<br />
Per qualsiasi prodotto, attività, creazione vale l&#8217;osservazione che è molto più semplice distruggere che costruire.<br />
Ecco perché è molta più la gente che come attitudine primaria ha quella distruttiva.<br />
Per questo genere di persone, il lavoro e le passioni degli altri non sono mai al livello corretto. E se invece sono riconosciute, beh, allora è tutta fortuna. Tutto è fortuna.  Tranne ciò che costruiscono loro. Cioè nulla. Perché per costruire, servono una serie di attitudini che non trovano spazio in chi vive<strong> ripiegato su se stesso</strong>.  In caso contrario tutti scriveremmo, dipingeremmo, canteremmo, faremmo sport, suoneremmo.<br />
Se non servisse attitudine speciale, costanza e passione per far nascere progetti, <strong>chiunque ne sarebbe capace</strong>.</p>
<p>Viviamo in un mondo  così, un mondo di gente che &#8220;non sei bravo, sei fortunato&#8221;.<br />
E se per certi versi sei realmente fortunato, no, non riconoscono nemmeno le fortune. E quindi &#8220;quello non è ricco, ma arricchito&#8221; e &#8220;l’altro non è bello perché è sempre troppo grasso/magro/alto/basso&#8221;.<br />
<strong>Per riconoscere la fortuna di qualcuno bisogna essere in grado di soffocare la propria invidia</strong>. <strong>In pratica, bisogna stare bene.</strong><br />
In un mondo in cui le persone valide sono quelle che ci danno retta. Finché ci danno retta. E  se sei intelligente, non lo sarai mai abbastanza. Se hai successo, hai una gran fortuna. Se sei professionalmente in gamba, sei raccomandato.<br />
In un mondo in cui ci si permette di  giudicare l’aspetto fisico delle persone senza pudore, un mondo in cui nessuno è mai abbastanza perfetto da poter evitare di sentire e leggere idiozie sul suo conto.</p>
<p>È lo stesso mondo in cui i<strong> fallimenti sono sempre colpa di qualcun altro</strong>, gli errori personali sono debolezze, le solitudini sono dovute all’incapacità che hanno le persone di comprenderti.  Un mondo di <strong>gente irresponsabile</strong>, su cui ho già riflettuto tempo fa: <em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/05/02/la-gratitudine-e-il-diritto-alla-vita-perfetta/" target="_blank"><strong>La gratitudine e il diritto alla vita perfetta</strong></a></em></p>
<p>Un mondo in cui se ti si ammala qualche persona cara, si vede che te lo meriti, se hai due figli bravi a scuola non è certo merito tuo e comunque, saranno pure bravi, ma sono sempre troppo &#8220;grassi/magri/alti/bassi&#8221;.</p>
<p>Un mondo in cui la Ministra nera è tollerabile ma la famiglia al tavolo accanto al tuo non lo è più, perché l’hijab ti irrita.</p>
<p>Un mondo in cui si insulta, si provoca e si offende su Twitter ma che vuole il malcapitato di turno? Sta su Twitter per cui se lo deve aspettare. E se risponde &#8220;come si permette? Ciascuno  è libero di usare i social come <del>meglio</del> peggio crede&#8221;.</p>
<p>Se vai in tv sei egocentrico, se non ci vai te la tiri. E se parlano di te, nonostante tu eviti occasioni sociali, c’è sempre un chissaquale motivo. Se ti vedono su <em>Donna Moderna</em>, stai bene &#8220;<strong><a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=495050107210377&amp;set=a.146420038740054.23721.145849625463762&amp;type=1&amp;theater" target="_blank">ma hanno usato Photoshop</a>?</strong>&#8220;.  Se cucini bene, fai la mamma perfetta. Se non cucini, è una vergogna. E se scrivi un libro, hai avuto i contatti giusti.</p>
<p>Un mondo in cui, se sei felice di quel che hai e provi ad esserlo anche di quel che non hai, diventi insopportabile.<br />
Perché, certo, tutto quel che hai, non te è merito tuo.  Sei solo fortunato o sopravvalutato che ti credi?<br />
<strong>Nulla è più fastidioso della capacità di tendere alla felicità.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un mondo  di personcine così insomma.<br />
Uno schifo?<br />
<strong>Non esattamente</strong>. Perché se fosse uno schifo, allora i Don Chisciotte di cui sopra avrebbero vinto la loro battaglia che corre in &#8220;direzione  ostinata e contraria&#8221; alla felicità e al senso di <strong>responsabilità personale</strong>.</p>
<p>Come possiamo educare noi stessi e i nostri figli alla &#8220;forza d&#8217;animo&#8221; che porta oltre la chiacchiera inutile di chi non ci ama?  Come spiegare loro che <strong>siamo circondati anche di bellezza</strong>?<br />
Tenendo lo sguardo fisso sui <strong>circoli virtuosi</strong>, su <strong>gente capace di costruire</strong>, di distogliersi dal suo ombelico, di donare quel che sa, circondandoci di persone che come <strong>ultima occupazione hanno la critica e il giudizio</strong>.</p>
<p>Teniamo gli occhi e teniamo d’occhio chi s<strong>a trasformare le sue passioni</strong> ed è capace di <strong>aprirsi agli altri</strong>, anche solo donandone una parte.  <strong>Sono queste le persone che valgono</strong>.</p>
<p><strong>Raccontiamo ai nostri figli storie vere, oltre alle favole.</strong><br />
Storie di gente virtuosa, capace di trascinare gli altri in vortici che profumano di buono. Capace di costruire. Di aggregare. Di donare. Di amare.</p>
<p>I bambini hanno bisogno anche di queste storie, oltre che di storie di fantasia.<br />
E anche noi. Per non farci risucchiare da tutto quanto sopra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Storie sane</strong>.</p>
<p>Come <a href="http://thegoodintentions.wordpress.com/" target="_blank"><strong>la sua</strong></a>, mamma, combattente,  mai rabbiosa. Una grande donna.<br />
O come quella di <a href="http://www.mammafelice.it" target="_blank"><strong>Barbara</strong></a>, che ha saputo costruirsi da grande un’infanzia felice e donare agli altri questa sua fatica.<br />
O come <a href="http://www.periodofertile.it/" target="_blank"><strong>Elena</strong> </a>e <strong><a href="http://www.lacasanellaprateria.com/" target="_blank">Claudia</a></strong>, che hanno trasformato una passione in un servizio.<br />
Come anche <a href="http://civuolefegato.wordpress.com/" target="_blank"><strong>Annalisa</strong></a>,  che non si è spenta su un problema di salute ma ci ha costruito sopra un circolo virtuoso.  E poi c’è anche <a href="http://www.sporablog.com/a-gambe-larghe/" target="_blank"><strong>Veronica</strong></a>, che non ha bisogno di presentazioni.  E anche <a href="http://www.mammafattacosi.com " target="_blank"><strong>Barbara</strong> </a>e il suo lavoro di cultura della diversità. E <a href=" http://disoleediazzurro.wordpress.com" target="_blank"><strong>Leucosia</strong></a>, che combatte la sua battaglia con coraggio. Ma anche <a href="http://fondazionemaruzza.wordpress.com/" target="_blank"><strong>White B</strong></a> che &#8220;ha deciso di non girarsi dall’altra parte&#8221;. E <a href="http://perconsegnareallamorteunagoccia.blogspot.it/" target="_blank"><strong>Gabriele</strong> </a>lo conoscete?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Storie di gente appassionata</strong>.</p>
<p>Racconterò ai miei figli, che il mio amico, commercialista con passione,  <a href="http://www.epressonline.net/notizie/nero-su-bianco/3530.html" target="_blank"><strong>ce l’ha fatta</strong></a>, che <a href="http://www.fotografiaeuropea.it/off2013/portfolio/christopher-haseltine/" target="_blank"><strong>Chris</strong></a>, ora espone , che anche <a href="http://matteozanfi.it/" target="_blank"><strong>Matteo</strong></a>, ha saputo seguire e dare gambe a una passione, che <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/02/04/invitato-speciale/" target="_blank"><strong>Martino</strong> </a>adesso legge e scrive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Racconterò loro storie vere, una al giorno. Di gente virtuosa. Appassionata della vita. Di gente che sa volersi bene e volere bene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Storie vere <span style="color: #3366ff;"><strong>#nonsolofavole</strong></span></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>E ne cercherò altre: <strong>mi aiutate</strong>? Ho voglia di bellezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mammissima, l’App dedicata a te</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 07:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adv]]></category>
		<category><![CDATA[articolo sponsorizzato]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo sponsorizzato   &#160; Che Coop abbia a cuore mamme e bambini è cosa ormai nota. Per prima ha tolto sale e zucchero dagli omogeneizzati, utilizzando aggiunte solo di principi nutritivi essenziali per la crescita e ha dedicato allo svezzamento un’intera linea di alimenti biologici a prezzi contenuti, per permettere a chiunque di svezzare il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><strong><em>Articolo sponsorizzato</em></strong></p>
<p> <a href="Articolo sponsorizzato     Che Coop abbia a cuore mamme e bambini è cosa ormai nota. Per prima ha tolto sale e zucchero dagli omogeneizzati, utilizzando aggiunte solo di principi nutritivi essenziali per la crescita, ha dedicato allo svezzamento un’intera linea di alimenti biologici a prezzi contenuti, per permettere a chiunque di svezzare il suo bambino in tutta sicurezza senza spendere un capitale e ha abbassato  il prezzo nazionale del latte artificiale. Sul web è presente con un sito, dedicato all’infanzia e all’alimentazione e una pagina Facebook che conta oltre 12mila fan. Da oggi, tutte le mamme e i papà dotati di smartphone potranno racchiudere in un’App tutto il mondo Coop dedicato all’infanzia. È nata, infatti, &quot;Mammissima&quot;, l’applicazione per crescere e nutrire correttamente i bambini. Cosa possiamo fare con &quot;Mammissima&quot; e che strumenti ci offre?  Vediamoli insieme.         Scoprire Crescendo     Possiamo sfogliare l’intera gamma della linea Crescendo e leggerne tutte le caratteristiche in un vero e proprio catalogo dove si possono vedere le immagini dei prodotti che compongono la linea e leggere dettagliati commenti sulle loro caratteristiche. Tutto sull’allattamento, la pappa, l’abbigliamento per neonato, il cambio e il bagnetto.     Giocare con Club 4-10     Giocando con Club 4-10 (la linea sviluppata con il contributo delle principali società scientifiche e dedicata ai bambini fino ai 10 anni), possiamo costruire un menù equilibrato, combinando alimenti freschi e prodotti Coop. Trascinando i piatti al centro del monitor (selezionando i piatti), automaticamente verrà conteggiato l’apporto calorico e la qualità del menù prescelto.     Chiedere agli esperti     Dubbi, perplessità?  Grazie a questa App avrai pediatri e specialisti in scienze dell’alimentazione sempre a disposizione per le tue domande. Potrai anche consultare l’archivio di tutte le risposte presenti! E sono tante!  Comodo no?     Cucinare     Polpettine,  pastina, crema di riso, frittata con piselli per i più piccoli, ma anche pasta alla norma, sformatini dell’orto, pizza gattino e fagiolini alla pugliese per i più grandi. Tanti piatti buoni e genuini da cucinare per i nostri bimbi ma non solo!      Misurare     Con Crescibimbo e Bimbometro, con l’inserimento di poche informazioni di base, potrai orientarti  orientarsi nel complesso mondo delle tabelle di crescita e dell’IMC per tenere sotto controllo il suo sviluppo. Nel Diario di crescita, potrai infine annotare, tutto ciò che ti sembra importante non dimenticare sulla crescita del tuo bambino.      Giocare     Potrai imparare nuovi giochi da fare con lui o da insegnargli! Dalla classica Campana allo Sparviero, da Acchiappa l’ombra al più noto I quattro cantoni. Piove e non  hai più idee per intrattenerlo? Cosa ne dici di Ricorda gli oggetti o di Indovina i sapori?  Stai organizzando una festa? Allora prova con Il gioco delle mani e La moviola!     Cantare     Do, re, mi, fa Gnam! Filastrocche e canzoni, tra musica ed educazione alimentare, tutte da leggere o ascoltare, musicate da uno degli esponenti di punta dell’etno jazz italiano e scritte da punte autorevoli e ben come Roberto Piumini.     Avete visto quante utilietes in una sola App? Ed è GRATUITA! Cosa aspettate a scaricarla?    Informazioni  mammissima.e-coop.it      "><img class="aligncenter size-large wp-image-7320" alt="Mammissima" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/05/Mammissima-home-1024x476.jpg" width="470" height="218" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che <strong>Coop</strong> abbia a cuore<strong> mamme e bambini</strong> è cosa ormai nota. Per prima ha tolto sale e zucchero dagli <strong>omogeneizzati</strong>, utilizzando aggiunte solo di principi nutritivi essenziali per la crescita e ha dedicato allo svezzamento un’<strong>intera linea di alimenti biologici a prezzi contenuti</strong>, per permettere a chiunque di svezzare il suo bambino in tutta sicurezza senza spendere un capitale.<br />
Sul web è presente con un sito, dedicato all’<a href="http://alimentazionebambini.e-coop.it/" target="_blank"><strong>infanzia e all’alimentazione</strong></a> e una <a href="https://www.facebook.com/crescendocoop" target="_blank"><strong>pagina Facebook</strong> </a>che conta oltre <strong>12mila</strong> fan.<br />
Da oggi, tutte le mamme e i papà dotati di smartphone potranno<strong> racchiudere in un’App tutto il mondo Coop</strong> dedicato all’infanzia.<br />
È nata, infatti, &#8220;<strong>Mammissima&#8221;</strong>, l’applicazione per <strong>crescere e nutrire correttamente i bambini</strong>.<br />
Cosa possiamo fare con &#8220;Mammissima&#8221; e che strumenti ci offre?  Vediamoli insieme.</p>
<p style="text-align: left;"><b>Misurare<br />
</b>Con &#8220;Crescibimbo&#8221; e &#8220;Bimbometro&#8221;, con l’inserimento di poche informazioni di base, potrai orientarti nel complesso mondo delle tabelle di crescita e dell’IMC per tenere sotto controllo il suo sviluppo. Nel &#8220;diario di crescita&#8221;, potrai infine annotare, tutto ciò che ti sembra importante non dimenticare sulla crescita del tuo bambino.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="Mammissima percentili" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/05/Mammissima-percentili.jpg" width="207" height="297" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Chiedere agli esperti</strong><br />
Dubbi, perplessità?  Grazie a questa App avrai pediatri e specialisti in scienze dell’alimentazione sempre a disposizione per le tue domande. Potrai anche consultare l’archivio di tutte le risposte presenti! E sono tante!  Comodo no?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cucinare</strong><br />
Polpettine,  pastina, crema di riso, frittata con piselli per i più piccoli, ma anche pasta alla norma, sformatini dell’orto, pizza gattino e fagiolini alla pugliese per i più grandi. Tanti piatti buoni e genuini da cucinare per i nostri bimbi ma non solo!</p>
<p><img class="aligncenter" alt="Mammissima ricette" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/05/Mammissima-ricette.jpg" width="207" height="297" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Giocare<br />
</b>Potrai imparare nuovi giochi da fare con lui o da insegnargli! Dalla classica &#8220;Campana&#8221; allo &#8220;Sparviero&#8221;, da &#8220;Acchiappa l’ombra&#8221; al più noto &#8220;I quattro cantoni&#8221;. Piove e non  hai più idee per intrattenerlo? Cosa ne dici di &#8220;Ricorda gli oggetti&#8221; o di &#8220;Indovina i sapori&#8221;?  Stai organizzando una festa? Allora prova con &#8220;Il gioco delle mani&#8221; e &#8220;La moviola&#8221;!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Cantare<br />
</b><em>Do, re, mi, fa Gnam</em>! Filastrocche e canzoni, tra musica ed educazione alimentare, tutte da leggere o ascoltare, musicate da uno degli esponenti di punta dell’etno jazz italiano e scritte da artisti autorevoli e ben noti, come Roberto Piumini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Scoprire Crescendo</strong><br />
Possiamo sfogliare l’intera gamma della linea Crescendo e leggerne tutte le caratteristiche in un vero e proprio catalogo dove si possono vedere le immagini dei prodotti che compongono la linea e leggere dettagliati commenti sulle loro caratteristiche. Tutto sull’allattamento, la pappa, l’abbigliamento per neonato, il cambio e il bagnetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Giocare</b> <strong>con Club 4-10<br />
</strong>Giocando con Club 4-10 (la linea sviluppata con il contributo delle principali società scientifiche e dedicata ai bambini fino ai 10 anni), possiamo costruire un menù equilibrato, combinando alimenti freschi e prodotti Coop. Selezionando i piatti automaticamente verrà conteggiato l’apporto calorico e la qualità del menù prescelto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Avete visto quante utilietes in una sola App? Ed è <strong>GRATUITA</strong>! Cosa aspettate a scaricarla?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><span style="color: #99cc00;"><strong>Informazioni</strong></span></h4>
<p><strong><a href="http://mammissima.e-coop.it/" target="_blank">mammissima.e-coop.it</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La determinazione delle donne: #senzamacchiasenzapaura</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2013/05/06/senzamacchiasenzapaura/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 07:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adv]]></category>
		<category><![CDATA[articolo sponsorizzato]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo sponsorizzato &#160; Ciascuno di noi ha un potenziale eroico, ma fin da bambini ci hanno fatto credere che l’eroismo sia un atto quasi soprannaturale da compiere con poteri o attitudini particolari e che l’eroe sia un essere, senza paura, avulso dalla vita quotidiana, al quale non compete nessuna preoccupazione terrena. Eppure, se mi soffermo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em><strong>Articolo sponsorizzato</strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7287" alt="#senzamacchiasenzapaura" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/05/Post_Eucerin.jpg" width="600" height="388" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciascuno di noi ha un <strong>potenziale eroico,</strong> ma fin da bambini ci hanno fatto credere che l’eroismo sia un atto quasi soprannaturale da compiere con poteri o attitudini particolari e che l’eroe sia un essere, senza paura, avulso dalla vita quotidiana, al quale non compete nessuna preoccupazione terrena.<br />
Eppure, se mi soffermo a pensare ai miei eroi personali, mi rendo conto che di sovrumano non hanno nulla. Nessun potere, nessuna attitudine, nessuna unicità fisica rispetto alla maggior parte della gente.<br />
Che cosa rende le persone eroiche? Il desiderio di cambiare un pezzettino di mondo e la capacità conseguente di spostarsi da se stessi. Ciascuno ha un <strong>eroe assopito</strong> dentro di sé, un eroe che la quotidianità, la routine, la frenesia hanno fatto addormentare.<br />
Non è necessario né possibile essere all&#8217;altezza dell’immagine classica dell’eroe per condurre una <strong>vita eroica</strong>.<br />
Io ho capito di essere diventata adulta quando ho raggiunto la consapevolezza che c’è molto da fare, nella vita di tutti i giorni, per contribuire a costruire e annodare fili virtuosi. Si può oltrepassare la propria momentanea infelicità o insoddisfazione, “guadare” l’attitudine alla lamentela ed essere eroi ogni giorno, per tutta la vita. Quel che conta è l’anelito alla felicità anche di chi abbiamo attorno.<br />
E’ così che è nato il mio blog, dalla stessa consapevolezza e dallo stesso desiderio di accendere i colori di ciò che in quel momento mi trovavo a vivere: una quotidianità affogata tra due figli piccoli, malattie più o meno importanti, pianti, oltre 1.500 notti insonni sulle spalle e giornate apparentemente insostenibili.<br />
Diventare madri è naturale, per certi versi, ma ogni viaggio è unico, proprio come le epopee che la letteratura classica ci racconta sugli eroi coraggiosi.<br />
E allora ho scelto di fare un passo in più, quello che mi ha portato oltre il <strong>baby blues</strong> e lo sconvolgimento apparentemente senza rimedio che stavo vivendo. Ma farlo da sola non mi bastava: volevo sostenere questo <strong>cambiamento di prospettiva</strong> in altre madri e in altri padri e aiutarli a spostare lo sguardo dall’osservazione della loro vita per quella che è alla <strong>consapevolezza</strong> di quello che potrebbe essere.<br />
Per questo, per annodare con virtù questi fili di consapevolezza, ho &#8220;partorito&#8221; <em><strong>mammaimperfetta.it</strong></em> e ci ho buttato dentro tutta l’evidenza che, giorno dopo giorno, recuperavo sull’eroismo dell’imperfezione nel ruolo di mamma.<br />
Sono cresciuta con i miei lettori e, assieme, abbiamo seppellito lo <strong>stereotipo dei genitori devoti e impeccabili</strong>, sostituendoli con l’<strong>umanità eroica e poco drammatica</strong> di genitori che imparano ogni giorno a<strong> perdonarsi qualcosa</strong>.</p>
<h4></h4>
<h4><span style="color: #99cc00;"><a href=" http://www.eucerin-pelle.it/"><img class="alignleft size-full wp-image-7283" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" alt="#senzamacchiasenzapaura" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/05/Banner-Eucerin-inpost.gif" width="300" height="250" /></a><strong>Racconta la tua storia  e vinci!</strong></span></h4>
<p>Eucerin, più di 100 anni di dedizione alla ricerca scientifica in campo dermocosmetico, ha deciso di dar voce alle donne che hanno fatto <strong>scelte importanti</strong> o che, semplicemente, non si sono tirate indietro, vuole svelarne la <strong>grinta</strong>, la <strong>determinazione</strong> e il <strong>coraggio</strong>.<br />
Anche tu, per un motivo tutto tuo, ti senti &#8220;<em><strong>senza macchia, senza paura&#8221;</strong></em>?<br />
Partecipa al concorso e dai voce alla tua esperienza! Collegati al sito <a href=" http://www.eucerin-pelle.it/" target="_blank"><strong>www.eucerin.it</strong></a> e descrivi con una <strong>frase di 140 caratteri</strong> cosa vuol dire per te &#8220;senza macchia, senza paura&#8221;.<br />
In palio <strong>numerosi premi</strong> e la possibilità di diventare &#8220;<strong>Testimonial Eucerin&#8221;</strong> vedendo la tua storia pubblicata su uno dei prossimi numeri di <strong>Donna Moderna</strong>, proprio <a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/04/DonnaModerna_2maggio2013.pdf" target="_blank"><strong>come ho fatto io sul numero  in edicola questa settimana</strong></a>!</p>
<div id="attachment_7286" class="wp-caption aligncenter" style="width: 479px"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/04/DonnaModerna_2maggio2013.pdf"><img class="size-large wp-image-7286 " alt="Testimonial #senzamacchiasenzapaura" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/05/Donna-Moderna-Eucerin-Completo-731x1024.jpg" width="469" height="656" /></a><p class="wp-caption-text">Donna Moderna &#8211; 8 maggio 2013 N° 19</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://www.blogmamma.it/2013/05/01/mamma-senzamacchiaesenzapaura/" target="_blank">Scopri le altre mamme #senzamacchiasenzapaura</a></strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Gelosa dell&#8217;ex moglie</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2013/04/29/gelosa-dellex-moglie/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 08:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Gentile dott.ssa Agnone, Innanzitutto grazie per la sua gentile attenzione. Vorrei chiederle un suo parere in merito a questa situazione: sono mamma di una bimba di 23 mesi, mio marito ha una figlia di 19 anni la cui mamma è molto presente nella nostra vita e quindi anche in quella di mia figlia. Vivendo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color: #ff6600;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7272" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="gelosa dell'ex moglie" alt="gelosa dell'ex moglie" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/04/gelosa-dellex-moglie-300x180.jpg" width="300" height="180" />Domanda</span></h4>
<p>Gentile dott.ssa Agnone,<br />
Innanzitutto grazie per la sua gentile attenzione.<br />
Vorrei chiederle un suo parere in merito a questa situazione: <b>sono mamma di una bimba di 23 mesi</b>,<b> mio marito ha una figlia di 19</b> <strong>anni</strong> <b>la cui mamma è molto presente nella nostra vit</b><strong>a</strong> e quindi anche in quella di mia figlia.<br />
Vivendo in un paesino ci capita di vederla praticamente tutti i giorni, <b>è molto affettuosa con la mia bimba,</b> la riempie di attenzioni e mia figlia le è affezionata.<br />
Diciamo che <b>si comporta come se fosse una zia,</b> una nonna, insomma <b>questa situazione mi disturba </b>e credo sia gelosia ma soprattutto paura che possa rubarmi l&#8217;affetto della mia bimba e che quest&#8217;ultima possa vederla come una seconda mamma.<br />
Ci capita di essere a cena tutti insieme dai genitori del mio compagno e la mia bimba sta tantissimo con lei e <b>non nascondo che in tutta questa situazione anche un po&#8217; il rapporto con la sorella mi disturba</b>, la quale (per farle un esempio) la prende in braccio e la porta verso la sua mamma per giocare o fare altro. Insomma spero di essere riuscita a spiegarle al meglio questa mia situazione e confido in un suo prezioso aiuto e parere.<br />
Grazie infinite cordiali saluti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h4>
<p>Carissima,<br />
dalla situazione che descrivi credo sarebbe possibile percepire <b>una situazione molto positiva</b>, auspicabile. Quella di <b>una famiglia allargata in cui ci sono rapporti civili e relazioni sane</b>.</p>
<p><b>Ma come poter giudicare ogni particolare a distanza? </b>Mi riesce difficile. Nonostante tutto, stando a quello che mi racconti, comprendo la tua <b>fatica</b> e la <b>sofferenza</b> che ti provoca la<b> gelosia nei confronti dell&#8217;ex moglie.</b></p>
<p><b>E mi colpisce:</b> perché di solito questa gelosia va in direzione della compagna attuale, questa invece vede<b> te protagonista</b>, come se il passato potesse avere la meglio sul presente e <b>tu corressi il rischio di perdere tutto</b>.</p>
<p>Bene, in primo luogo questo mi fa pensare alla <b>tua autostima</b>: mi chiedo <b>se pensi di essere meno degli altri</b>, o viceversa, <b>che gli altri siano meglio di te</b>, tanto da pensare che possa portarti via la felicità o gli affetti più importanti, persino quello di tua figlia.</p>
<p>In secondo luogo, penso che <b>l&#8217;ansia che ti genera questa situazione debba essere per te davvero spiacevole.</b> E l&#8217;ansia non è facile da tenere sotto controllo, né tantomeno da sedare con ragionamenti di tipo razionale, come quelli che potrei provare a scriverti nero su bianco.</p>
<p>Ancora, non conoscendo nulla di te, <b>mi chiedo quale sia la tua storia personale,</b> dal momento che nella nostra storia affettiva si inscrive anche il nostro modo di percepirci e di avere fiducia in noi stessi e nel nostro partner.</p>
<p>So per certo che <b>questi elementi influiscono sulla tua relazione attuale</b> (mi riferisco a quella <b>con il tuo compagno</b>), e non fanno del bene né a te stessa né alle persone a cui vuoi bene.</p>
<p>Certa che <b>questi spunti in pillole </b>possano costituire per te<b> dei punti di riflessione</b>, ti invito a considerare la scelta di avvalerti di un percorso di <b>sostegno psicologico</b>, così che, in una relazione reale e concreta, tu possa <b>trovare ascolto</b> e raggiungere una <b>maggiore consapevolezza su te stessa.</b></p>
<p>Resto a tua disposizione per ulteriori dubbi, e ti faccio i miei migliori auguri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://agnonemarcella.wordpress.com/contatti/" target="_blank">Marcella Agnone -Psicologa Psicoterapeuta</a></p>
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		<item>
		<title>Bambino dispettoso?</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2013/04/26/bambino-dispettoso/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 14:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Gentile Dott.ssa Agnone, vorrei da lei un consiglio su come gestitre alcuni comportamenti di mio figlio di 20 mesi. Premetto che è un bimbo relativamente tranquillo, interagisce molto bene con il mondo che lo circonda, pronto sempre a sorridere. Io  lavoro tutto il giorno per cui la nostra condivisione purtroppo si riduce a pochissime [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color: #ff6600;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7254" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" alt="bambino dispettoso" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/04/bambino-dispettoso-279x300.jpg" width="279" height="300" />Domanda</span></h4>
<p>Gentile Dott.ssa Agnone,<br />
vorrei da lei un consiglio su come gestitre alcuni comportamenti di mio figlio di <strong>20 mesi</strong>.<br />
Premetto che è un bimbo relativamente tranquillo, interagisce molto bene con il mondo che lo circonda, pronto sempre a sorridere.<br />
Io  <strong>lavoro tutto il giorno</strong> per cui la nostra condivisione purtroppo si riduce a pochissime ore di sera nelle quali sono spesso stanca e stressata per arrabbiature varie.<br />
Consapevole che mio figlio, credo come tutti i bimbi, ha attraversato una serie innumerevole di &#8220;fasi&#8221; che fortunatamente sono passate, è da un po&#8217; di giorni che ho notato che fa le cose per farmi <strong>dispetto</strong>, capendo che a me infastidiscono.<br />
Per esempio, si avvicina alla nostra gatta e guardandomi la &#8220;picchia&#8221; (la tata mi dice che quando non ci sono non lo fa), oppure se io lo lodo perché ad esempio mette il biberon sul tavolo come da me richiesto, lo butta a terra e mi guarda. Insomma io non so proprio cosa fare, a volte faccio finta di niente per non dargli soddisfazione, altre volte mi infurio.<br />
Quale è l&#8217;atteggiamento corretto?</p>
<h4></h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h4>
<p>Carissima,<br />
il tuo <b>bimbo</b> è davvero<b> molto piccol</b>o, devo supporre quindi si trovi in quella fase in cui <b>sperimenta il mondo per prove ed errori.</b><br />
Se questo è vero per il mondo fisico, degli oggetti, lo è tanto più per il<b> mondo delle relazioni.</b></p>
<p>Mi racconti di <b>trascorrere poco tempo con lui</b>, e che in questo tempo sei spesso <b>stanca e stressata</b>… quindi, piuttosto che pensare a un <strong>bambino dispettoso</strong>, resto <b>colpita dalla grande sensibilità di tuo figlio</b>, che ha saputo cogliere un aspetto importante, che forse sfugge momentaneamente ai tuoi occhi: ci sono delle circostanze in cui <b>riesce ad attirare maggiormente la tua attenzione</b>, e quindi si comporta di conseguenza.</p>
<p><b>Non vedo ombra di cattiveria </b>in questo comportamento, piuttosto, come spesso accade, desumo sia l&#8217;espressione di un bisogno, una richiesta di attenzioni. &#8220;Mamma, ti voglio tutta per me&#8221;.</p>
<p><b>Richiesta legittima, se vogliamo</b>, dato che durante il giorno non siete insieme e che lui è molto piccolo. Quindi ti invito a valutare non tanto il fattore quantitativo (il tempo da trascorrere insieme non si può decidere, se è il lavoro a tenerti lontana da lui) ma piuttosto quello qualitativo.</p>
<p><b>I bimbi si accontentano di molto poco quando riescono a soddisfare pienamente un loro bisogno. </b>Se il suo è avere la tua attenzione, ti invito a cercare qualche attività che tu possa condividere solo con lui, in modo da evitare che il resto possa accadere.</p>
<p>Comprendo che avrai<b> stanchezza e faccende domestiche </b>da portare a termine, ma tante volte <b>i nostri figli hanno bisogno di genitori presenti più che di una casa pulita ed ordinata. </b></p>
<p>Su questo aspetto ti invito a riflettere e spero tu possa trovare un tuo <b>adattamento creativo</b>. Ti faccio i miei migliori auguri.</p>
<p><strong><a href="http://agnonemarcella.wordpress.com/contatti/" target="_blank">Marcella Agnone &#8211; Psicologa Psicoterapeuta</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Spot iperecogeni</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2013/04/24/spot-iperecogeni/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 07:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatra]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[pediatra]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Gentile dottore, sono una mamma di un bimbo di 2 mesi bellissimo! Dimessi dall&#8217;ospedale ci hanno mandato a fare un&#8217;ecoencefalo solo perché alla mia morfologica avevano riscontrato due cisti ai plessi coroidei, e non perché il bimbo avesse qualcosa alla nascita anzi scoppiava di salute. Fatta l&#8217;eco, come volevasi dimostrare, le cisti non c&#8217;erano [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color: #ff6600;">Domanda</span></h4>
<p>Gentile dottore,<br />
sono una mamma di un bimbo di 2 mesi bellissimo! Dimessi dall&#8217;ospedale ci hanno mandato a fare un&#8217;ecoencefalo solo perché alla mia morfologica avevano riscontrato due <strong>cisti ai plessi coroidei</strong>, e non perché il bimbo avesse qualcosa alla nascita anzi scoppiava di salute.<br />
Fatta l&#8217;eco, come volevasi dimostrare, le cisti non c&#8217;erano più ma in compenso ci ha fatto allarmare per tutt&#8217;altro: <strong>spot iperecogeni alle arterie talamo striate</strong>, di qui tutta una serie di domande: se avessi contratto la <a title="Toxoplasmosi" href="http://www.mammaimperfetta.it/gravidanza/toxoplasmosi/"><strong>toxoplasmosi</strong></a>, il <strong><a title="Citomegalovirus" href="http://www.mammaimperfetta.it/gravidanza/citomegalovirus/" target="_blank">citomegalovirus</a></strong> o infezioni e quant&#8217;altro?  Non ho avuto niente di tutto ciò (solo una forte vaginite). Ho ripetuto l&#8217;eco dopo 45 gg e questi spot sono invariati (il medico era contento non capisco il perché ) da questo momento in poi sono sprofondata nell&#8217;angoscia più totale leggendo su internet<strong> ritardi psicomotori</strong> (se finisce bene), autismo, eccetera.<br />
Dottore, la prego, mi consigli lei: a chi mi devo rivolgere? Cosa succede se questi spot aumentano e se diminuiscono il mio bimbo sarà fuori pericolo? Devo consultare un <strong>neurologo infantile? </strong>Ci sono casistiche di <strong>bimbi sani</strong> con questi spot? Il medico che ha fatto l&#8217;eco mi dice che sono spot di 1-2mm masimo e si parla di <strong>ritardi quando sono vere e proprie calcificazioni</strong> dell&#8217;ordine di cm.<br />
La prego mi aiuti a trovare una risposta.<br />
La ringrazio anticipatamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h4>
<p>Gentile Signora,<br />
la sua domanda è molto puntuale e precisa. Una storia prenatale e postnatale simile riempirebbe chiunque di angoscia e paure, soprattutto in un periodo di totale accessibilità a qualsiasi informazione online.<br />
Partiamo dall&#8217;inizio. L&#8217;ecografia prenatale mette spesso in evidenza modeste alterazioni come le<strong> cisti del plesso corioideo</strong> fetale. I plessi corioidei sono le strutture che servono a produrre il<strong> liquido cefalo-rachidiano</strong> che scorre all&#8217;interno del nostro sistema nervoso e serve alla nutrizione e al sostegno del cervello permettendogli una irrorazione di sangue a pressione costante. I plessi si trovano all&#8217;interno delle cavità cerebrali che sono chiamati <strong>ventricoli</strong>. Le <strong>cisti sono frequentissime</strong> e, nella maggioranza dei casi si riassorbono. Solo in casi eccezionali possono disturbare il flusso liquorale. Il loro riscontro è parafisiologico.</p>
<div id="attachment_7243" class="wp-caption aligncenter" style="width: 475px"><img class="size-full wp-image-7243" alt="Spot iperecogeni" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/04/sistema-ventricolare.jpg" width="465" height="327" /><p class="wp-caption-text">Sistema ventricolare</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Veniamo ora alla seconda parte.<br />
Diciamo subito che gli <strong>spot iperecogeni</strong> del circolo lenticolo striato sono frequenti nelle ecografie dei neonati e dei neonati prematuri.<br />
L&#8217;area interessata è quella dei nuclei della base che stanno sotto i ventricoli laterali. In questa zona c&#8217;è una abbondanza di vasi, nella vita fetale, che riforniscono  la cosiddetta   <strong>matrice germinativa</strong> ricca di elevata proliferazione cellulare.</p>
<div id="attachment_7244" class="wp-caption aligncenter" style="width: 257px"><img class="size-full wp-image-7244" title="nuclei della base" alt="nuclei della base" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/04/nuclei-della-base.jpg" width="247" height="161" /><p class="wp-caption-text">Nuclei della base</p></div>
<p style="text-align: left;">La presenza di <strong>aree iperecogene</strong> in questa sede è un reperto <strong>abbastanza frequente</strong> che spesso non è legato a <strong>nessuna patologia</strong>.<br />
L&#8217;associazione più frequente è effettivamente con <strong>patologia infettiva</strong> (<a href="http://www.mammaimperfetta.it/gravidanza/" target="_blank"><strong>Toxo, CMV</strong></a>) che abbia provocato una<strong> infiammazione della parete vascolare</strong>. Spesso però questo dato non viene confermato e le iperecogenicità restano di natura sconosciuta. Una delle possibili spiegazioni è nella formazione, nel terzo trimestre, di uno strato muscolare importante solamente in queste arterie rispetto al resto del circolo cerebrale. Il <strong>confine prognostico dipende dalla entità delle immagini</strong> (dimensione e ecogenicità) e dal numero. Spesso le immagini che vediamo sono solo delle pareti arteriose tagliate trasversalmente dalla sonda e quindi iperlucenti.</p>
<p style="text-align: left;">Le allego qualche immagine.</p>
<div id="attachment_7245" class="wp-caption aligncenter" style="width: 308px"><img class="size-full wp-image-7245" title="spot iperecogeni" alt="spot iperecogeni" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/04/spot-iperecogeno.jpg" width="298" height="215" /><p class="wp-caption-text">Spot iperecogeni</p></div>
<div id="attachment_7246" class="wp-caption aligncenter" style="width: 532px"><img class="size-full wp-image-7246" alt="Iperecogenicità lineari" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/04/Iperecogenicit+á-lineari.jpg" width="522" height="217" /><p class="wp-caption-text">Iperecogenicità lineari</p></div>
<div id="attachment_7247" class="wp-caption aligncenter" style="width: 276px"><img class="size-full wp-image-7247" alt="Iperecogenicitá patologiche" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/04/Iperecogenicit+á-patologiche.jpg" width="266" height="193" /><p class="wp-caption-text">Iperecogenicità patologiche</p></div>
<p>In conclusione e per esperienza le posso dire di stare ragionevolmente tranquilla avendo già escluso le forme infettive.<br />
Spero di esserle stato utile.<br />
<strong>Francesco Torcetta &#8211; Pediatra</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bibliografia e immagini: Linda S. De Vries, Paul Govaert, <em>An Atlas of neonatal brain sonography</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Partire con un solo figlio</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2013/04/23/partire-con-un-solo-figlio/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 07:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Gentilissima Dottoressa, Le scrivo per avere un Suo consiglio su come comportarmi con mia figlia di 2 anni. Verso al fine di aprile accompagnerò mia figlia più grande a Roma per un pellegrinaggio e sarò dunque assente per tre giorni. Vorrei sapere cosa dirle e soprattutto come spiegarle che la mamma tornerà. Durante la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color: #ff6600;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7236" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" alt="partire con un solo figlio" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/04/partire-con-un-solo-figlio-284x300.jpg" width="245" height="259" />Domanda</span></h4>
<p><em>Gentilissima Dottoressa,</em><br />
<em> Le scrivo per avere un Suo consiglio su come comportarmi con mia figlia di 2 anni.</em><br />
<em> Verso al fine di aprile accompagnerò mia figlia più grande a Roma per un pellegrinaggio e sarò dunque assente per tre giorni.</em><br />
<em> Vorrei sapere cosa dirle e soprattutto come spiegarle che la mamma tornerà. Durante la mia assenza sarà mio marito ad occuparsi della bambina (che è molto presente e si occupa di lei spesso dato che io lavoro in proprio nel mio hotel!), insieme alle nonne e a mia sorella.</em><br />
<em> In questi giorni sono un po combattuta: ho letto qualche suo articolo dove scrive delle <strong>assenze della mamma per lavoro</strong> e non necessariamente creano <strong>traumi</strong> ai bambini se gestite in modo corretto.</em><br />
<em> Le chiedo cortesemente di darmi qualche indicazione su come gestire la situazione nel miglior modo possibile sia per me che per la piccola.</em><br />
<em> La ringrazio e la saluto cordialmente.</em><br />
<em> Silvia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h4>
<p>Cara Silvia,<br />
le rispondo velocemente consapevole che la data della partenza si sta avvicinando e probabilmente le sue riflessioni su cosa fare si saranno moltiplicate.</p>
<p>Decidere di partire e allontanarsi per qualche giorno dalla sua bimba più piccola ha sicuramente innescato una serie di riflessioni e preoccupazioni che è bene guardare con attenzione.</p>
<p>Intanto la prima cosa che volevo sottolineare è il motivo di questo viaggio: un pellegrinaggio, a Roma, con la sua figlia maggiore. Lo sottolineo perché si tratta di un&#8217;esperienza bella e preziosa per lei e la sua grande, un <strong>momento speciale</strong> di condivisione, tra voi due e il vostro gruppo religioso.</p>
<p>Non mi scrive che età ha la maggiore ma posso immaginare sua figlia sia nella fase della preadolescenza, un&#8217;età importante e delicata.</p>
<p>Questo viaggio sarà un&#8217;esperienza speciale:  religiosa, di gruppo ma anche che riguarda il vostro rapporto mamma e figlia. Un momento solo vostro che, per una volta, può non prevedere il resto della famiglia e soprattutto la piccola, che in questi 2 anni di vita sarà sicuramente stata impegnativa per tutti.</p>
<p>Provi a pensare che tipo di valore questo viaggio potrà rivestire per la grande e anche per se stessa come madre di due figlie che vivono due fasi di crescita molto differenti e distanti. <strong>Essere mamma di più figli implica necessariamente prendersi cura di entrambi, certo in modo diverso</strong>: i bisogni della piccola sono chiari ed evidenti ma ci sono anche quelli della maggiore che sono differenti e forse meno visibili, ma che rimangono altrettanto importanti.</p>
<p>Faccio partire le mie riflessioni proprio dal motivo perché in questo caso si tratta non di un obbligo derivante da lavoro ma da una scelta voluta, in questi casi non esiste una risposta univoca e obbligatoria, scatta semmai in automatico l&#8217;ambivalenza:<strong> vado per stare con la maggiore e lascio a casa la piccola</strong>? E se la piccola non ce la fa? E se si trovano in difficoltà su come gestirla? E se non vado la maggiore come la prenderà?</p>
<p>Potrei andare avanti con mille domande con in sottofondo vari <strong>sensi di colpa</strong>, sono certa siano quelle che affollano la sua mente e quella di tutti i genitori che si trovano a dover scegliere le azioni giuste da compiere per sé e per i propri figli. D&#8217;altronde queste scelte spettano sempre ai genitori in quanto adulti, è una fatica cognitiva che la nostra mente è in grado di compiere.</p>
<p>Questi pensieri dissonanti e spesso sgradevoli sono utili a farci arrivare alla scelta più corretta per noi, la situazione che stiamo vivendo, il sistema in cui siamo inseriti. Dato che far quadrare tutto non è semplice arriva questa sensazione di voglio e non voglio contemporaneo che a un certo punto è bene abbandonare a favore di una <strong>scelta, sensata, pensata, consapevole</strong>.</p>
<p>Solo una volta presa questa decisione possiamo andare avanti e focalizzarci sulle migliori <strong>strategie</strong> da adottare, che spesso sono la parte più facile da pensare e mettere in pratica.</p>
<p>In questo caso specifico è ancora più semplice perché <strong>il motivo della lontananza (per quanto difficile da gestire) è estremamente positivo</strong>, in altre parole sono evidenti i guadagni di questa distanza: un&#8217;esperienza religiosa condivisa tra mamma, figlia, gruppo di catechesi. Un momento di pausa (e magari riposo) da un lavoro che prevede ritmi intensi e la cura degli altri. Una splendida città da visitare.<strong> Tutte cose belle</strong>.</p>
<p>Per quanto piccoli i bambini possono capire che la mamma va a fare una cosa importante e -anche se con fatica- cominciano a gestire la frustrazione che la lontananza comunque comporta. <strong> Se la nostra intenzione è chiara possiamo trovare il linguaggio più adatto per i bambini</strong>: forse non capiranno tutti i concetti, certamente sentiranno quello che c&#8217;è dietro la nostra scelta, grazie all&#8217;<strong>empatia</strong> o -come dicono i neuroscienziati- ai <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neuroni_a_specchio" target="_blank">nostri neuroni a specchio</a></strong>. È molto importante che tutte le persone che si prenderanno cura della bambina in sua assenza adottino la medesima versione di modo che ci sia<strong> un&#8217;unica versione</strong> coerente e positiva.</p>
<p>Solitamente si pensa che in questi momenti di distanza possa essere positivo per il bambino parlare al telefono con la persona momentaneamente lontana, in realtà spesso a due anni i bambini faticano a comprendere come funziona la comunicazione telefonica. <strong>Sentire la voce della mamma e non poterla toccare dal vivo è un&#8217;emozione molto forte per il bambin</strong>o che spesso si mette a piangere perché non sa come gestirla. Anche su questo è bene che tutti gli adulti siano in accordo per evitare a chi è lontano di sentirsi impotente e a chi è vicino di recuperare  una situazione emotivamente negativa.</p>
<p>Considerata l&#8217;eccezionalità di questa situazione potrebbe essere utile presentare questa lontananza dalla mamma come una specie di vacanza in cui la bambina potrà fare <strong>esperienze differenti</strong> da quelle solite, delle avventure che di solito non sono permesse e che potranno essere anche ricordate nella loro accezione positiva. Il trucco è partire da quello che piace alla bambina e poi pensare a cosa possono fare gli adulti vicino a lei (che da quel che scrive sono tanti e competenti), meglio ancora se è qualcosa che la mamma non fa mai. Ci sono cose che si fanno sempre con la mamma ma altre che si possono fare solo con altre persone perché alla mamma. non piacciono o non le sa fare, in questo modo insegniamo ai bambini quanto è preziosa la diversità e l&#8217;altro. E magari alla fine di questa vacanza organizzate un momento speciale in cui raccontarvi come famiglia le reciproche esperienze e magari <strong>scambiarvi un regalo simbolico</strong>, per tornare vicine anche fisicamente con tante coccole.</p>
<p>Come le anticipavo le strategie non sono difficili, quelle che le ho scritto sono solo alcune ma sicuramente molte altre possono essere trovate o inventate. L&#8217;importante è tenere in mente il nostro obiettivo educativo e personalizzarle sullo specifico bambino.</p>
<p>La parte più difficile probabilmente non sarà quella che riguarda la gestione di sua figlia, ma la sua.</p>
<p><strong>La parte più difficile è quella della scelta, dove sono concentrate le nostre paure, i nostri sensi di colpa e la sensazione di non meritare del tempo solo per divertirci.</strong></p>
<p>Eppure è bene ricordarci che è proprio in quel tempo lontano e diverso che possiamo ricaricarci e tornare arricchiti e rigenerati. Solo se lo sperimentiamo sulla nostra pelle possiamo insegnare ai nostri figli come fanno gli adulti a prendersi del tempo per prendersi cura di sé e poi prendersi cura di loro.</p>
<p>Perché<strong> non sono solo i figli a crescere</strong>, ma devono crescere anche i genitori.</p>
<p>Un abbraccio e buon viaggio.</p>
<p><strong>Gloria Bevilacqua &#8211; Psicologa e psicoterapeuta</strong></p>
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		<title>Cosa sono i Fiori di Bach?</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2013/04/22/cosa-sono-i-fiori-di-bach/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 09:37:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Floriteapista]]></category>
		<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
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		<description><![CDATA[Domanda Buongiorno, sono una mamma di un bambino di 8 anni, lavoro 6 giorni alla settimana e faccio turni che comprendono anche la notte. Ultimamente sento di avere tutta la situazione familiare sulle mie spalle e ho cominciato a soffrire fortemente di ansia, stress e nervosismo, utto questo aggravato dal fatto che mio marito è [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color: #ff6600;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7222" alt="cosa sono i fiori di bach" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/04/lavender-300x199.jpeg" width="280" height="185" />Domanda</span></h4>
<p><em>Buongiorno, sono una mamma di un bambino di 8 anni, lavoro 6 giorni alla settimana e faccio turni che comprendono anche la notte.</em><br />
<em>Ultimamente sento di avere tutta la situazione familiare sulle mie spalle e ho cominciato a soffrire <strong>fortemente di ansia, stress e nervosismo</strong>, utto questo aggravato dal fatto che mio marito è fuori per tutto il giorno.</em><br />
<em>Ho sentito parlare molto bene dei rimedi fitoterapici, come fiori californiani e fiori di bach: potrebbe consigliarmi qualche tipo di cura per tranquillizzarmi? </em><br />
<em>Grazie anticipatamente. </em><br />
<em>Sonia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h4>
<p>Cara Sonia,<br />
colgo l&#8217;occasione della tua richiesta per spiegare qualcosa in merito a <strong>“che cosa sono i fiori di Bach”</strong>, prendendo spunto dal tuo definirli prodotti fitoterapici. In realtà i rimedi scoperti dal dott. Bach non si possono definire tali, poiché nel prodotto fitoterapico, a un&#8217;analisi chimica, risultano presenti dei principi attivi  &#8211; di origine vegetale e non di sintesi come nel farmaco allopatico &#8211; che vanno a modificare comunque la fisiologia del nostro corpo in base al tipo di pianta utilizzato.</p>
<p>Per quanto riguarda i rimedi di Bach, a un&#8217;analisi chimica non risulta  nient&#8217;altro che <strong>acqua e brandy</strong> (usato come conservante) mentre non risulta nulla dal punto di vista molecolare della pianta di partenza che ha dato origine al rimedio. Nulla inteso in senso molecolare, mentre resta molto dal punto di vista energetico-vibrazionale. In altre parole, la scoperta fondamentale del dott. Bach è stata proprio quella di aver individuato <strong>per ciascuna delle 38 piante del suo repertorio, un&#8217;analogia con altrettanti stati d&#8217;animo degli esseri umani.</strong> Ogni fiore è quindi portatore di un<strong> messaggio/stato d&#8217;animo</strong>, espresso sotto forma di vibrazione energetica, per questo si dice che il rimedio non va a modificare il carattere, bensì si limita a riportare uno <strong>stato d&#8217;animo squilibrato</strong> alla sua situazione di <strong>armonia</strong> iniziale.<br />
Le miscele di fiori quindi non servono per guarire un sintomo, ma <strong>modificano una situazione rispetto al vissuto emotivo</strong> che l&#8217;avere quel sintomo comporta (per Bach, i sintomi sono messaggi del nostro corpo che ci avvisano che ci stiamo allontanando dalla nostra “strada maestra”).</p>
<p>Nel tuo caso S., ad esempio, leggendo le tue parole, ho subito pensato ad alcuni fiori, descritti da Bach proprio con le parole che usi tu.</p>
<ul>
<li><em>Sento di avere tutta la situazione familiare sulle mie spalle</em> è un tipico stato <strong>ELM (olmo)</strong>, il fiore dello <strong>straripamento</strong>. Questa tua affermazione potrebbe far pensare anche al fiore oak, ma contrariamente a quello che traspare dalle tue parole, lo stato oak è cercato e portato avanti con tenacia, senza concedersi riposo, mentre nel tuo caso mi sembra uno stato “subìto”, soprattutto perché mi dici che è così ultimamente e aggravato dal fatto che tuo marito è fuori tutto il giorno. La situazione emotiva che ricorda l&#8217;olmo è tipica di una persona che solitamente riesce a far fronte a tutti gli impegni, ma che è arrivata al limite delle sue energie, lo riconosce e per questo chiede una tregua (l&#8217;oak invece tende a non volersi fermare mai, neppure se ammalato!).<br />
La tua ansia, stress e nervosismo sono la conseguenza di come tu vivi questo periodo, quindi occorre agire sul tuo sentire, piuttosto che consigliarti ad es. un fiore generico per l&#8217;ansia (che, tra l&#8217;altro, non esiste).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>All&#8217;interno del repertorio californiano mi viene in mente il <strong>LAVENDER</strong>, il fiore della Lavanda <strong>per chi non riesce a staccare la spina</strong> e questo provoca una stanchezza da eccesso di energia – dovuta al far fronte a mille impegni e giornate stressanti &#8211; che non si riesce a scaricare (può dare così dei sintomi fisici come tensione, insonnia, mal di testa).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Visto che fai i turni mi viene in mente anche un altro fiore californiano al riguardo: <strong>MORNING GLORY</strong> (Ipomea). Questo fiore è utilissimo per chi ha il<strong> bioritmo alterato</strong> (con un ciclo sonno-veglia che è invertito rispetto alla norma per motivi lavorativi o un momentaneo periodo di stress), quindi si sente squilibrato e stanco, con la sensazione di non farcela mai a riprendere ritmi regolari (a volte c&#8217;è la necessità di fare uso di caffé per restare sveglio o rimedi di vario tipo per prendere sonno). Mi viene da ricordare che può essere utile anche per i neonati che scambiano il giorno per la notte essendo un regolatore del ritmo circadiano sonno-veglia.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>I fiori del repertorio californiano si possono miscelare insieme ai fiori di bach, quindi se i rimedi che ti ho indicato corrispondono al tuo stato d&#8217;animo, potresti farti fare una miscela unica  (<strong>Elm + Lavender + Morning Glory</strong>) da prendere 4 gocce per 4 volte al giorno.</p>
<p>Ti auguro una veloce ripresa.</p>
<p><strong>Virginia  Cioni - </strong><strong>Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Floriterapia</strong><br />
<strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Otto anni: comportamento ribelle</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2013/04/19/otto-anni-comportamento-ribelle/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 09:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
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		<description><![CDATA[Domanda Gentile Dott.ssa Agnone, ho grosse difficoltà con mio figlio Alberto di quasi 8 anni (li compirà ad agosto). Frequenta la seconda elementare è molto intelligente sensibile ma se vuole sa essere molto tagliente con le parole. Ha un controllo una padronanza del linguaggio altamente sopra la media come dicono le maestre. No usa parolacce [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color: #ff6600;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7214" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" alt="otto anni comportamento ribelle" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/2013/04/Bambino-ribelle-210x300.jpg" width="210" height="300" />Domanda</span></h4>
<p><em>Gentile Dott.ssa Agnone, </em><br />
<em>ho grosse difficoltà con mio figlio Alberto di <strong>quasi 8 anni</strong> (li compirà ad agosto).</em></p>
<p><em>Frequenta la seconda elementare è molto intelligente sensibile ma se vuole sa essere <strong>molto tagliente con le parole</strong>. Ha un controllo una <strong>padronanza del linguaggio</strong> altamente sopra la media come dicono le maestre. No usa parolacce per offendere ma sa far piangere se vuole (ha offeso un suo compagno, che dovrebbe essere il suo migliore amico dicendogli che era handicappato come suo fratello; questo bimbo ha un fratello autistico). A scuola non ha problemi di apprendimento anzi, ma se decide che non deve lavorare, si mette a braccia conserte e non lavora. Trovandosi poi costretto a finire a casa ciò che non ha voluto finire a scuola. Per i compiti l’atteggiamento è uguale. Insomma <strong>tende ad opporsi</strong>, a <strong>ribellarsi</strong> su ogni fronte. Poi nel momento in cui cominicia a lavorare va avanti e lo fa anche bene; il problema è cominiciare. O meglio la questione è fare le cose quando <strong>decide lui</strong> e non quando lo dicono gli atri.</em></p>
<p><em>Ha sempre un <strong>atteggiamento oppositivo provocatorio</strong> nel senso che si oppone alle regole agli schemi, non raccoglie le richieste e se può fa esattamente il contrario di ciò che gli si chiede. E se compie qualche marachella, un dispetto nei confronti degli altri la sua risposta è sempre “Non è colpa mia, io non ho fatto niente sono gli altri che mi fanno arrabbiare”. E gli altri possono essere tutti: la sorella ( ha quasi 5 anni e lo adora) io, suo padre, le maestre i compagni etc. Ogni pretesto è buono per discutere. </em></p>
<p><em>Devo dire che rispetto alla scuola materna è migliorato, nel senso che ha imparato a <strong>controllare l’aggressività fisic</strong>a; infatti dava anche calci cosa che ora non fa più . Frequenta anche un <strong>corso di Judo</strong>, a cui lo abbiamo iscritto due anni fa proprio nella speranza che imparasse l’<strong>autocontrollo</strong>. </em></p>
<p><em>Forse l’arrivo della sorellina lo ha segnato in qualche modo perché dopo poco ha cominciato ad avere questo atteggiamento aggressivo (aveva due anni e mezzo e frequentava il nido). </em></p>
<p><em>Oltretutto stiamo vivendo un momento difficile in quanto <strong>mio marito è stato trasferito</strong> per lavoro (da un anno circa) lontano da casa anche se poi torna il venerdì sera. Ma dal lunedì al venerdi sono sola con i bambini. Sola senza alcun aiuto; al mattino li preparo, li porto a scuola, vado a lavorare, esco dal lavoro vado a prenderli a scuola , andiamo al parco, poi si va a casa , loro vogliono guardare sempre i cartoni, io preparo la cena, poi si mangia, si gioca un po’ , li preparo per la nanna, leggo loro le favole e poi……. Buonanotte . Il giorno dopo si ricomincia…ed ogni giorno è uguale. Per carità non mi lamento della routine, della quotidianità <strong>ma faccio molta fatica a gestire il comportamento di Alberto che mi destabilizza</strong>, potenziando la stanchezza che non è nego è tanta.</em></p>
<p><em>Quando i capricci cominciano già dal mattino, a volte mi disorienta talmente da compromettere la giornata. </em></p>
<p><em>Quando mio marito rientra, sebbene si dedichi a loro giocando, leggendo le favole etc è sempre molto stanco e facilmente l’atmosfera a casa diventa pesante. A volte <strong>mi contraddice davanti ai bambini</strong> disapprovando , screditando il mio comportamento nei loro confronti.</em></p>
<p><em>E Alberto si rabbuia<strong> diventa triste</strong>, anche se apparentemente sembra non cogliere la tensione<strong>, alla prima occasione tratta la sorella con gli stessi modi con cui il padre ha trattato me.</strong></em></p>
<p><em>Insomma ho bisogno di capire come devo affrontare questo comportamento di Alberto perché non so cosa fare. Non sempre riesco a mediare ad allentare la tensione che improvvisamente lo pervade. Come posso fare per fargli tirare fuori la <strong>ragione</strong> di questa sua ostilità, rabbia che ha dentro? A volte gli dico: “Alberto ricorda che se vuoi che gli altri abbiamo fiducia in te, tu per primo devi averne in te stesso Tu per primo devi credere in te”. </em></p>
<p><em>Qualche volta piango, per sfogarmi; ma purtroppo (un paio di volte) mi è capito di non riuscire a trattenere le lacrime davanti a bambini e questo mi distrugge ancora di più aumentando il mio sconforto per non riuscire a gestire la situazione; <strong>mi sento incapace</strong> di comprendere mio figlio. Voglio aiutarlo ma non so come fare.</em></p>
<p><em>Grazie.</em></p>
<h4></h4>
<h4><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h4>
<p>Carissima,<br />
le tue parole mi fanno venire in mente una cosa che mi hanno insegnato prima di diventare mamma, e che ho sempre riportato nei miei corsi di formazione-sostegno-preparazione al parto.<br />
È la frase che sentiamo spesso ripetere sugli aerei prima del decollo, e che ben si adatta al concetto di genitorialità:<br />
&#8220;<strong>Prima di assistere gli altri, indossate la vostra maschera di ossigeno</strong>&#8220;.<br />
Se non siamo in grado di respirare, di essere in piena forma, non saremo in grado di aiutare gli altri, e metteremo a rischio non solo la nostra vita, ma anche la loro.</p>
<p>Ecco che allora penso a tutte le mamme che come te dicono &#8220;voglio aiutare mio figlio ma non so come fare&#8221;. È  semplice: <strong>comincia dall&#8217;aiutare te stessa</strong>, il resto sarà una conseguenza.</p>
<p>Non vi conosco, ma per quel che mi scrivi capisco che la tua famiglia non sta vivendo un momento particolarmente tranquillo: tuo marito è fuori per molto tempo, gli equilibri sono in via di definizione,<strong> qualcosa è cambiato</strong>, qualcosa sta ancora cambiando.<br />
Probabilmente dovete trovare ancora un assetto definitivo, e tutto questo, come tu giustamente metti in luce, deve per forza avere un effetto sul vostro nucleo familiare.</p>
<p>Il temperamento di tuo figlio, tuttavia, porta con sé determinati aspetti sin dall&#8217;infanzia. Questo mi fa pensare che adesso Alberto stia portando avanti quello che sa fare bene, ovvero <strong>rompervi le scatole</strong> (se mi fai passare bonariamente il termine).<br />
Se lo ha sempre fatto, nonostante tu lo racconti sempre come un problema, vuol dire che <strong>ha percepito la possibilità di poterlo fare</strong>. I figli sono, nel bene o nel male,<strong> quel che noi gli permettiamo di essere</strong>, e sono molto abili a trovare anche la più piccola fessura nella quale insinuarsi rispetto al nostro atteggiamento.</p>
<p>Se inconsapevolmente attribuiamo loro <strong>una definizione</strong>, in questo caso &#8220;l&#8217;oppositivo&#8221;, non faremo che <strong>rinforzare</strong> quei comportamenti che ci aspettiamo da loro, e loro risponderanno a questo meccanismo.<br />
Non dimentichiamo mai che <strong>si nasce, cresce e vive dentro una relazione</strong>, la relazione è reciprocità, e tutto nel mondo è relazione.</p>
<p>Il primo passo è <strong>non dare etichette</strong>, e se queste si sono già create, enfatizzare la caratteristica diametralmente opposta. Sì, perché non esistono individui solo oppositivi o solo accondiscendenti, piuttosto esistono bambini che esprimono soltanto una delle due caratteristiche, che convivono in ciascuno di noi come due facce della stessa medaglia.<br />
Quindi, è necessario ribaltare la medaglia, e non è sempre un lavoro facile, ma nemmeno impossibile. È  importante diventare capaci di saper cogliere anche il più piccolo segnale di accondiscendenza di Alberto, <strong>valorizzarlo, e insegnargli a riconoscerlo ed essere fiero.</strong><br />
Ti direi che il modo migliore di farlo è chiedere aiuto a qualcuno che sia esperto, ma è importante che voi genitori, inizialmente, facciate un lavoro di <strong>comprensione di voi stessi</strong>, della vostra funzione genitoriale, di ciò che potete mettere insieme ciascuno in base alle proprie possibilità per unire le forze e superare il problema.</p>
<p>Insomma, direi che è il momento di <strong>puntare alle vostre risorse, piuttosto che alla negatività</strong>, e per farlo è necessario che voi due vi sediate l&#8217;uno di fronte all&#8217;altro e facciate il punto della situazione. Del resto, se non lo fate voi ci pensa vostro figlio a costringervi a farlo!</p>
<p>Ancora una cosa: pensiamo spesso che i bambini che si oppongono siano bambini che non vogliono regole. Al contrario, soprattutto in certe fasi del ciclo di vita,<strong> un comportamento oppositivo è solo una richiesta urlata in malo modo che esprime un grandissimo bisogno di contenimento.</strong><br />
A volte sottovalutiamo questo aspetto, ma<strong> le regole sono una grande forma di tranquillità, rispetto e protezione</strong>. Definiscono con grande chiarezza il campo entro il quale è possibile muoversi ed essere liberi.</p>
<p><strong>I bambini hanno bisogno di ordine, di confini, ma non di imposizioni.</strong><br />
È  necessario che loro capiscano il valore delle regole, senza che gli adulti possano mai dubitare che il loro ribellarsi sia desiderio di anarchia.</p>
<p>Mi è difficile approfondire questo importante tema a distanza, ma sono certa che poterne trattare in presenza di qualcuno che vi ascolti e vi aiuti a trovare la vostra strada, sia il modo migliore possibile per uscire dall&#8217;empasse.</p>
<p>Vi faccio i miei migliori auguri.</p>
<p><a href="http://agnonemarcella.wordpress.com/contatti/" target="_blank"><strong>Marcella Agnone &#8211; Psicologa Psicoterapeuta</strong></a></p>
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