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	<title>MammaImperfetta</title>
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		<title>Dillo che non sei più quella di una volta</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 23:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Blogging]]></category>
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		<category><![CDATA[blog mamma]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma perché non scrivi più, come una volta? Mi piaceva tutto quello che scrivevi, ti controllavo ogni giorno. Capisco gli impegni, ma allora dillo che non sei più quella di una volta così lo so e smetto di guardarti sperando sempre che ci sia qualche TUA parola, non degli esperti che non mi interessano (ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ma perché non scrivi più, come una volta? Mi piaceva tutto quello che scrivevi, ti controllavo ogni giorno. Capisco gli impegni, ma <strong>allora dillo che non sei più quella di una volta</strong> così lo so e smetto di guardarti sperando sempre che ci sia qualche TUA parola, non degli esperti che non mi interessano (ma niente-niente-niente).<br />
Mi dispiace tanto aver perso la mammaimperfetta di una volta, mi ero affezionata e tutto tutto tutto quello che scrivevi mi piaceva e mi faceva pensare.<br />
I miss you.</p>
<p style="text-align: justify;">
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Una dichiarazione d&#8217;amore.<br />
È così che ho decodificato questo commento di Elena.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ma allora dillo che non sei più quella di una volta&#8221;.</strong><br />
Non ho bisogno di dirlo: non sono più quella di 5 anni fa. Forse è un male.<br />
O forse no. Quanti &#8220;forse&#8221;. Troppi? Sono mai troppi i &#8220;forse&#8221;?<br />
Tante volte mi chiedo se ormai questo blog abbia un senso. Era nato seguendo una direzione e ha cambiato rotta. Ogni volta che guardo le statitische delle visite mi domando il motivo per cui continuino a crescere. Di me, di noi, scrivo ormai qualche volta al mese, ma le visite aumentano ogni settimana. Si vede che una qualche utiltà ancora la conserva. Non paragonabile alle informazioni reperibili in qualsiasi altro luogo del Web. Un&#8217;utilità diversa, qui si incrociano vite e madri che DA ANNI parlano tra loro senza che io intervenga MAI. È un luogo di scambio, di accoglienza. In questo, il blog è rimasto quello di 5 anni fa, perchè<a href="http://www.mammaimperfetta.it/ad-quid/" target="_blank"><strong> lo scrivevo anche allora</strong></a> che volevo creare qualcosa che in rete non c&#8217;era e questo è rimasto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non sei più quella di una volta&#8221;<br />
</strong>È un rammarico, forse, sentirsi diversi da ciò che si era e che non ci dispiaceva essere. Ma non significa necessariamente che non ci si piaccia come si è.<br />
Mi guardo intorno, leggo i blog di altre mamme e mi rendo conto di avere ormai poco da raccontare, oltre all&#8217;amore. Anzi, da raccontare ne avrei, ma mi sento a disagio.<br />
Mi sento a disagio a scrivere di amore, la ridonadanza dell&#8217;amore materno può diventare insopportabile.<br />
Mi sento scomoda a scrivere che ho perso il portafoglio con dieci anni di vita dentro e Matteo mi ha chiesto &#8220;mamma ma l&#8217;hai ricomprato con i soldi dentro?&#8221; o che, sempre Matteo, davanti a un disco in vinile è corso a domandarmi: &#8220;mamma ma cos&#8217;è questo CD gigante?&#8221; o che la sera, quando lo metto a letto, mi sussurra &#8220;anche se a volte sei ingiusta io ti adoro&#8221;.<br />
Mi sento a disagio a raccontare che quando torno dal lavoro il piccolo (che ormai ha 5 anni e mezzo) mi aspetta con questo in mano<br />
<a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Mammatiamo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4837" title="Disegno 5 anni" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Mammatiamo-300x225.jpg" alt="Disegno bambino 5 anni" width="410" height="307" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non conosco i motivi di questo disagio ma li sento vivi. Forse perché sono cose che annoiano me per prima quando le leggo in giro. Anche se in realtà non è vero, dipende da come vengono raccontate. L&#8217;amore può diventare noioso?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non sei più quella di una volta&#8221;.</strong><br />
Ho preso questo ultimo pungente commento ad emblema dei tanti segnali che mi sono arrivati in questi mesi. Daniela, Chiara, Marzia, Silvietta, nomi tra i primi che mi vengono in mente. Persone che si sono fidate di me, che mi hanno scritto per raccontare anche grandi dolori. In 5 anni gli intrecci che sento parte di me sono tanti e, ancora, non mi sento di scioglierli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non sei più quella di una volta&#8221;.</strong><br />
L&#8217;ho scritto <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/09/di-me-del-blog-di-noi/" target="_blank"><strong>QUI</strong></a>, <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/21/tempo-libero-figli-lavoro/" target="_blank"><strong>QUI</strong></a>, <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/05/25/scongelare-i-sogni/" target="_blank"><strong>QUI</strong></a> e <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/09/27/sere-nere/" target="_blank"><strong>QUI</strong></a>, lo scrivo da un anno, come per raccontarlo a me stessa. Sono disillusa, pensierosa. Ma non sono nemmeno poi tanto diversa da quella di 5 anni fa. Sono diversamente mamma. Diversamente moglie. Diversamente blogger.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non sei più quella di una volta&#8221;.</strong><br />
Infatti. Una volta avrei scritto del suono sordo che produce l&#8217;idea che Niccolò tra qualche mese inizi la prima elementare. Avrei scritto che lui, il piccolo di casa, sta muovendo i suoi primi passi di autonomia senza di noi, avrei toccato questi tasti del portatile, scrivendo di lui, con gli occhi gonfi, come sto facendo ora, ma l&#8217;avrei fatto con più spontaneità, più parole. Ma non è detto che non lo faccia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non sei più quella di una volta&#8221;.</strong><br />
E avrei scritto del viso di Matteo che cambia forma, ogni giorno. Si sfila, perde ogni rotondità e si fa maturo.  A volte duro, come i suoi occhi quando è arrabbiato.<br />
Avrei raccontato della sua insistenza nel chiedere una sorella. E avrei scritto un post sul terzo figlio che ho sempre desiderato e che non arriverà, per tanti motivi.<br />
Avrei raccontato dei suoi &#8220;trofei&#8221; scolastici, della sua autonomia totale nel fare i compiti, solo, a 7 anni, senza mai chiedere un aiuto. E della gioia nella collaborazione domestica che la Nonna Montessori gli sta insegnando: apparecchia, sparecchia, lava i tegami, prepara il caffè. Ed è felice di imparare nuove autonomie. Perché per i bambini non esistono competenze di genere ma solo nuove autonomie da conquistare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non sei più quella di una volta&#8221;.</strong><br />
Quella che avebbe pianto su rapporti in cui ha creduto, investito e che sta vedendo frantumarsi come il mercurio quando si rompeva il termometro, in mille piccole palline inutili e inafferrabili. Non sono più quella. Non mi voglio rimproverare nulla. Ci sono sistuazioni che fino a qualche tempo fa ancora mi parevano superabili ma che ora, messe da parte le romanticherie, mi paiono insormontabili. È questione di cura, di responsabilità, di senso profondo della maturità che comporta l&#8217;aver messo al mondo due bambini e l&#8217;affanno di poter garantire  loro un futuro dignitoso.<br />
Ne sono cambiate di dinamiche in 5 anni. Molte. E quando cambiano le dinamiche è impossibile restare identici a se stessi. Non lo fa nemmeno la pietra sul fondo del mare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non sei più quella di una volta&#8221;.</strong><br />
Però, per merito di questo commento, oggi, sono tornata ad esserlo.<br />
Per cui, grazie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2012/02/03/dichiarazione-damore/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<title>Gioca spesso da solo</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 08:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
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		<description><![CDATA[Domanda Buongiorno dottoressa, chi le scrive è una mamma preoccupata per il suo bimbo. Simone ha 5 anni è figlio unico ed è un bambino molto voluto e tanto amato. È stato sempre un bimbo socievole con tutti in particolare con gli adulti.  Quando andiamo alle feste di compleanno noto che non ha l&#8217;amichetto preferito, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Bambino-che-gioca-da-solo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4819" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Bambino gioca solo" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Bambino-che-gioca-da-solo-200x300.jpg" alt="Bambino che gioca da solo" width="200" height="300" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Buongiorno dottoressa, chi le scrive è <strong>una mamma preoccupata per il suo bimbo</strong>. </em><br />
<em>Simone ha <strong>5 anni</strong> è<strong> figlio unico</strong> ed è un bambino molto voluto e tanto amato. È stato sempre <strong>un bimbo socievole </strong>con tutti in particolare<strong> con gli adulti.</strong> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando andiamo alle feste di compleanno noto che <strong>non ha l&#8217;amichetto preferito</strong>, come noto in altri, ed inoltre la maestra mi ha detto che a scuola<strong> gioca sempre solo</strong>. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ho provato a farlo uscire con qualche amichetto a giocare, <strong>se esce con uno solo riesce ad interagire</strong>, ma se sono più di uno lui si fa da parte. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Sono preoccupata che possa non riuscire a farsi degli amici e che soffra per questo.  Ho provato a fargli fare uno sport ma non vuole</strong> mi dice che preferisce giocare&#8230;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Sono molto confusa</strong> perché non riesco a comprendere se ci possa essere un problema di socializzazione (anche se da mamma non mi sembra asociale) oppure è un problema passeggero legato alla scuola materna.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La prego di aiutarmi. La ringrazio anticipatamente.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"> <span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Cara mamma,<br />
se teniamo conto di quanto <strong>transitorio</strong> sia ogni <strong>momento</strong> della <strong>crescita</strong>, e quanto veloci sono i cambiamenti che un bambino deve affrontare, <strong>faccio fatica a definire &#8220;problema&#8221;</strong> ogni trasformazione che riguarda questo periodo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che mi colpisce, tuttavia, è <strong>la tua percezione del comportamento di tuo figlio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"> Capisco che la mia idea, che si costruisce attraverso una mail, e non con l&#8217;osservazione diretta, non può essere realistica quanto la tua, ed è difficile per me stabilire con esattezza l&#8217;entità dei fatti con cui vi raccontate a me, ma tengo per buono quel che mi scrivi.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Se ho capito bene</strong>, Simone ha &#8220;solo&#8221; 5 anni, e al momento &#8220;non ti sembra asociale&#8221;: preferisce non fare uno sport, e non è esattamente come te lo aspettavi, ovvero ha <strong>un carattere un po&#8217; schivo </strong>quando deve interagire con molte persone, e probabilmente <strong>impiega un po&#8217; di tempo per valutare</strong> se buttarsi in una situazione di tipo sociale oppure no.</p>
<p style="text-align: justify;">È vero, <strong>potrebbe essere diverso</strong>: Simone potrebbe essere brillante, &#8220;amicone&#8221;, forse potrebbe somigliare in questo a qualcuno di voi genitori, o ad un altro modello di riferimento che tu, da mamma, hai in mente per lui.<br />
Però la realtà è che Simone è, per così dire, un bambino che si approccia timidamente alle situazioni sociali. E tu, in modo attento e sensibile, te ne sei accorta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non sono in grado di darti delle motivazioni per questo</strong>: potrebbe essere legato ad una <strong>difficoltà</strong> transitoria (e potresti aver ragione a chiederti come <strong>sostenerlo</strong>), potrebbe essere <strong>un modello relazionale</strong> che ha appreso in famiglia, potrebbe far parte di quel bagaglio personale che si chiama <strong><em>carattere</em></strong>. Questo non posso valutarlo a distanza.</p>
<p style="text-align: justify;"> Potrebbe influire il fatto <strong>che</strong> <strong>Simone sia figlio unico</strong>, e che la sua modalità preferenziale di relazione sia col mondo degli adulti (questi bambini non hanno infatti il confronto quotidiano, domestico, costante, con la rete dei pari): <strong>in questo caso potreste aiutarlo </strong>a confrontarsi con opportunità diverse dai bambini che hanno fratelli, ma ugualmente costruttive ed importanti.</p>
<p style="text-align: justify;"> Quel che voglio suggerire a te, invece, è <strong>una riflessione sulle aspettative che abbiamo verso i nostri figli</strong>, e quanto è difficile<strong> <em>stare</em> con l&#8217;esperienza di vederli crescere e assumere una fisionomia unica ed irripetibile</strong>, che appartiene a loro come individui.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Non è facile per un genitore attraversare questa esperienza tenendo presente il compito di mantenere l&#8217;equilibrio tra il sostenere, accogliere e l&#8217;incoraggiare l&#8217;autonomia</strong>, le inclinazioni, il proprio modo di essere Persona.</p>
<p style="text-align: justify;">A volte vediamo dei &#8220;segnali&#8221; che ci sembrano preoccupanti, altre volte vorremmo che la situazione fosse diversa, altre ancora pensiamo che noi reagiremmo (o abbiamo reagito) diversamente.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Ogni bambino ed ogni situazione sono unici</strong>, ed il mestiere del genitore è il più difficile del mondo. Non ci sono regole, non ci sono &#8220;guide&#8221;. E soprattutto è necessaria tanta pazienza, e la capacità di <strong>bilanciare il sapere aspettare ed il sapere quando intervenire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Crescere un figlio si intreccia anche con la nostra storia</strong> personale, di coppia, familiare, con il nostro momento di vita, e quel che è bene per un figlio deve costantemente essere confrontato con quel che è bene per noi stessi e per quel che stiamo vivendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni scelta ha le sue ripercussioni, nel bene e nel male, e non è mai semplice da fare.</p>
<p style="text-align: justify;"> Il mio suggerimento per te è:<strong> fidati di quel che senti, quando sei con lui</strong>, e se il tuo giudizio di &#8220;non-asocialità&#8221; non ti è sufficiente, ed hai bisogno di placare le tue preoccupazioni (legittime), prova a consultare un terapeuta che  ti aiuti a fare <strong>un percorso (anche breve) di riflessione </strong>sulle tue dinamiche familiari: sicuramente <strong>aumenterà la tua consapevolezza</strong>, e ti aiuterà a <strong>guardare tuo figlio con occhi diversi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"> Ti auguro di raggiungere questo nel più breve tempo possibile, e vi faccio i miei più sinceri auguri.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://agnonemarcella.wordpress.com/contatti/" target="_blank"><strong>Marcella Agnone &#8211; Psicologa Psicoterapeuta</strong></a></p>
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		<title>Bambina &#8220;svogliatissima&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Gentile dottoressa, sono mamma di tre bambini: due maschietti più piccoli e una femminuccia più grande di 6 anni, che ques&#8217;anno è entrata in prima elementare. La grande, Francesca, va a scuola tranquillamente ma rientra a casa ogni giorno con una nota perché i maestri dicono che non lavora e non trovano il modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Bambina-svogliata-scuola1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4812" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Bambina svogliata scuola" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Bambina-svogliata-scuola1-300x187.jpg" alt="Bambina compiti scuola" width="300" height="187" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Gentile dottoressa,</em><br />
<em>sono mamma di <strong>tre bambini</strong>: due maschietti più piccoli e una femminuccia più grande di 6 anni, che ques&#8217;anno è entrata in <strong>prima elementare</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La grande, Francesca, va a scuola tranquillamente ma rientra a casa ogni giorno con una nota perché i<strong> maestri dicono che non lavora</strong> e non trovano il modo di farla lavorare. Dicono che la bambina <strong>perde tempo a giocare</strong>, ad andare in bagno senza permesso&#8230; insomma fa di tutto per non scrivere. E mentre gli altri bambini in quattro ore hanno scritto e disegnato, lei ha la pagina quasi vuota e si becca la nota oppure la faccina triste sul quaderno.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando rientra a casa <strong>la sgrido parecchio</strong>, le impongo di sedersi e finire quello che non ha fatto a scuola e lei, <strong>SOLO &#8220;obbligata&#8221;, finisce i compiti piangendo.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non capisco quale sia il suo problema, anche quando disegna o quando scrive: <strong>disegna e scrive male</strong> rispetto a quello che sapeva fare alla materna.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ciò che traspare ai miei occhi è una <strong>bambina svogliatissima</strong> che vuole <strong>solo ed esclusivamente giocare.</strong> Nulla la sprona, nemmeno le piccole <strong>punizioni</strong>. I maestri mi hanno detto che non sanno come andare avanti con il programma perché hanno paura che la bambina rimanga indietro e io sono molto preoccupata.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cosa devo fare ? Se sono calma la bambina i compiti non li fa di sicuro, dice che non ne ha voglia e piange! Mi aiuti a capire come potrei spronarla e come potrei farle sembrare la scuola qualcosa di sereno e piacevole!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La ringrazio in anticipo!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Monica</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<div style="text-align: justify;">
<p>Gentile Monica,</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>mi descrive un inizio scolastico davvero faticoso e difficile, mi descrive le sue sensazioni, il suo <strong>senso di impotenza</strong>, i suoi tentativi infruttuosi, la reazione delle maestre.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Mi sembra però che in questo quadro manchi qualcuno: Francesca.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Quello che per voi è fatica e preoccupazione per sua figlia ha un altro nome, si chiama <strong>sofferenza</strong>. La sofferenza di una piccola di 6 anni che <strong>fatica a trovare un senso</strong> a questa nuova esperienza scolastica, che fa di tutto per non affrontare la novità e che anzi è regredita rispetto alle competenze acquisite alla scuola materna, che si sente <strong>sgridata alla mattina dalle maestre e al pomeriggio dalla mamma</strong>.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p> Una bambina che piange e che si difende dicendo di non avere voglia di imparare.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p> Ecco, allora prima di intervenire con qualsiasi comportamento, forse è opportuno guardare questa situazione da un altro punto di vista: dalle sue parole sembra evidente che lei interpreti questi comportamenti di Francesca come un <strong>capriccio</strong> o comunque un comportamento volontario non adeguato. E se non lo fosse?</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p> A me sembrano tutti atteggiamenti portatori di <strong>disagio</strong> che Francesca mette in atto come estrema soluzione a qualche bisogno, non sapendo come altro affrontarlo. Quando ci troviamo (grandi o piccoli) in una situazione che non sappiamo bene come gestire escogitiamo una <strong>strategia</strong> per uscirne senza affrontare direttamente il vero problema, questo spesso provoca comportamenti disfunzionali ma a noi va bene lo stesso. Anzi, essendo il prezzo più basso da pagare non vogliamo assolutamente mettere in discussione la nostra astutissima soluzione.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p> Lei descrive sua figlia come una <strong>bambina “svogliatissima”</strong> quindi senza voglia e senza desiderio di imparare. Si è mai chiesta perché? Lo ha mai chiesto a lei? Glielo hanno mai chiesto le insegnanti? Cosa non le piace della scuola? Delle maestre? Dei compagni? Del modo in cui si lavora in classe? Che situazione lascia a casa? Come vive la presenza dei fratelli più piccoli? E il papà?</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p> I motivi di questi comportamenti possono essere i più vari, tra oggettività e soggettività: difficoltà di apprendimento, fatica nell’inserimento, disturbi della vista, gelosie nel contesto familiare, fatica a entrare in un nuovo ritmo, mancanza di informazioni, una didattica non conforme alle caratteristiche del bambino.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p> Se però questa indagine risulta essere per voi troppo complessa non esiti a coinvolgere la<strong> psicologa o la pedagogista di riferimento</strong> della scuola: occhi esterni e <strong>senza pregiudizio</strong> possono raccogliere informazioni e situazioni che i soggetti del sistema non vedono neppure per pura abitudine.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p> Il rischio più grosso per Francesca è che se tutti la leggono come la bambina “che non ha voglia di studiare” tra poco lo diventerà, che lo sia davvero o no.<strong> I pregiudizi, le diagnosi, le etichette ci rimangono attaccate anche quando non sono le definizioni corrette per molto, molto tempo.</strong> Spesso per sempre.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p> Quello che lei come mamma può fare è <strong>capire insieme a Francesca</strong> e alle maestre cosa c’è che non sta andando per il verso giusto, senza dare per scontato che ci sia per forza qualcuno che non va bene. <strong>Senza incolpare o punire</strong>: questo è il modo migliore per allontanare qualcuno da un contesto, non per avvicinarlo e farlo affezionare.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p> Il <strong>comportamento di Francesca ha sicuramente un senso</strong> ma forse la piccola non lo sa decodificare, sta a voi adulti trovare la chiave di lettura corretta perché la scuola possa tornare ad essere il luogo dell’apprendimento e della scoperta. Ecco, per rispondere alla sua ultima domanda, se lei vuole davvero spronare sua figlia deve avere fiducia in lei, nelle sue capacità, nei suoi tempi, nei suoi modi.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p> Spero davvero troviate la chiave per capire il comportamento di sua figlia, spesso fare questo passaggio è sufficiente per spezzare un meccanismo automatico. Le auguro di potersi stupire nel conoscere delle nuove sfaccettature di sua figlia e anche di se stessa, il lavoro di genitori prevede anche questo.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p> Cari saluti a lei e un grande abbraccio alla piccola Francesca.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Gloria Bevilacqua &#8211; Psicologa Psicoterapeuta</strong></p>
</div>
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		<title>Tre figli e problemi di sonno</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/27/tre-figli-e-problemi-di-sonno/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:58:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatra]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[pediatra]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Ho una bambina di 4 anni e due gemelline di 14 mesi. La bambina di 4 anni dorme bene nel suo letto per tutta la notte mentre le sorelline si svegliano svariate volte, vogliono andare in giro per casa in braccio e impiegano molto per riaddormentarsi con grande sfinimento di noi genitori. Ormai si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Gemelli-sonno1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4803" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Gemelli sonno" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Gemelli-sonno1-300x226.jpg" alt="gemelli nanna risvegli" width="234" height="189" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Ho una bambina di <strong>4 anni</strong> e due <strong>gemelline di 14 mesi</strong>.<br />
La bambina di 4 anni dorme bene nel suo letto per tutta la notte mentre le sorelline si <strong>svegliano svariate volte</strong>, vogliono andare in giro per casa in braccio e impiegano molto per riaddormentarsi con grande <strong>sfinimento</strong> di noi genitori. Ormai si dorme pochissimo ogni notte.<br />
Quando erano piccolissime si <strong>addormentavano da sole</strong> ma ormai da molti mesi la situazione è questa. Purtroppo poi quando si sveglia una di loro piangendo facciamo di tutto per calmarla soprattutto per evitare di svegliare le altre.<br />
Appena una si mette ad urlare viene presa in braccio per evitare un pericoloso effetto domino: il <strong>risveglio a catena di tutte e tre</strong>. La cosa più opportuna serebbe applicare un <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/03/07/il-sonno-dei-bambini/" target="_blank"><strong>metodo tipo Estivill</strong></a> ma per noi sarebbe un problema perché la casa dove viviamo è minuscola, le camere sono vicinissime e la bambina di 4 anni dorme con una delle gemelle mentre l&#8217;altra gemella dorme in camera con noi&#8230;. insomma si sveglierebbero a vicenda.<br />
Cosa possiamo fare allora?</em><span style="color: #888888;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Cara Signora,<br />
le confesso che la sua domanda mi mette in difficoltà nel darle una risposta <strong>equilibrata e plausibile</strong>.<br />
Riassumendo la sua storia mi sembra di capire che la figlia di 4 anni non ha problemi particolari di sonno mentre le gemelle erano apparentemente partite bene e poi sono peggiorate. Mi sembra però che molto dipenda dalla paura di avere <strong>&#8220;l&#8217;effetto domino&#8221;</strong>  con il risveglio di tutte le bambine e la conseguente abitudine a prendere in braccio le bambine non appena piangono. Inoltre mi sembra di avere capito che una gemella dorme con la sorella e l&#8217;altra con voi. Capisco che la paura di un risveglio contemporaneo possa condizionare ma penso che le due gemelle dovrebbero dormire nella stessa stanza magari con la grande di 4 anni. Verosimilmente si patirebbe qualche settimana ma probabilmente si raggiungerebbe un risultato. Credo che la vostra<strong> paura della casa piccola e del risveglio contemporaneo</strong> vi abbia fatto un pò perdere di vista le abitudini che le gemelline avevano acquisito visto che nei primi mesi non davano problemi.Forse il metodo della estinzione graduale potrebbe funzionare ma è piuttosto duro da applicare e si paga sicuramente il prezzo del risveglio delle altre.<br />
Le inserisco il link di una risposta sull&#8217;argomento sonno:<a href="../2011/03/16/addormentare-neonato/" target="_blank"></p>
<p>http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/16/addormentare-neonato/</a></p>
<div style="text-align: justify;">Non c&#8217;è un rimedio sicuro o un consiglio certo in questo argomento. Sicuramente applicare un metodo standardizzato non funziona perchè fortunatamente <strong>ogni bambino è diverso dall&#8217;altro</strong> come ogni genitore è diverso dagli altri. Comincerei sicuramente con il ricreare un<strong> rito di addormentamento</strong> delle bambine che dia a loro nuovamente una sicurezza , le metterei a dormire insieme (almeno le due gemelle) perchè i gemelli difficilmente vengono divisi (anche nelle neonatologie si cerca sempre di tenerli vicino, talvolta nella stessa culla). Metterei in conto il prezzo di qualche notte senza sonno ma cercherei di mantenere la <strong>fermezza unita alla dolcezza</strong> nel mantenerle nel lettino senza prenderle in braccio, stando vicini al lettino e calmandole con le <strong>parole e le carezze.</strong><br />
Voi conoscete le vostre bambine e potete sicuramente utilizzare questi consigli unendoli alla vostra conoscenza ma credo che un prezzo iniziale lo dovrete pagare per arrivare al risultato. Continuare a prendere in braccio per paura vuole dire perpetuare la situazione all&#8217;infinito senza via di uscita.</div>
<div style="text-align: justify;">Cercate di capire il <strong>perché </strong>le gemelline abbiano smesso di dormire, se questo è capitato magari quando le avete divise o se è dipeso da malattie o altro. Ma sicuramente quello che dovrete ricreare è la vostra serenità nel riabituare le bambine a dormire senza la paura continua e sicuramente percepita di svegliare gli  altri. In questo modo non ottenete alcun risultato e cristallizate una situazione in modo stancante.</div>
<div style="text-align: justify;">Non so se le mie parole saranno utili o meno ma la sicurezza in questo campo non esiste e si cerca sempre di utilizzare il buon senso e l&#8217;equilibrio.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Francesco Torcetta &#8211; Pediatra</strong></div>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/27/tre-figli-e-problemi-di-sonno/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Importanza dello screening neonatale</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/24/importanza-dello-screening-neonatale/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 13:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adv]]></category>
		<category><![CDATA[articolo sponsorizzato]]></category>

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		<description><![CDATA[Una vita in salute va costruita fin dalla nascita. Il futuro del bambino inizia con la prevenzione neonatale. Lo screening neonatale fornisce indicazioni utili per dare al bambino un’alimentazione e delle cure  personalizzate sulla base del suo profilo genetico. &#160; Negli ultimi anni la medicina ha fatto enormi progressi nella diagnosi e nel trattamento delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Una vita in salute va costruita fin dalla nascita. Il futuro del bambino inizia con la <strong>prevenzione neonatale</strong>. Lo <a href="http://www.sorgentegenetica.it/Inostritest/Screeningneonatale.aspx" target="_blank"><strong>screening neonatale</strong></a> fornisce indicazioni utili per dare al bambino un’alimentazione e delle <strong>cure  personalizzate</strong> sulla base del suo profilo genetico.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/screening-neonatale-sorgente.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4794" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="screening neonatale " src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/screening-neonatale-sorgente-300x214.jpg" alt="screening neonatale malattie genetiche" width="253" height="180" /></a>Negli ultimi anni la medicina ha fatto enormi progressi nella diagnosi e nel trattamento delle principali malattie, ma la <strong>prevenzione</strong> resta tuttora la miglior cura che abbiamo a disposizione. Per essere efficace, la prevenzione deve iniziare fin dai primi mesi di vita, attraverso l&#8217;adozione di semplici accorgimenti che permettono al bambino di crescere sano. Molte coppie che hanno a cuore la salute del proprio bimbo scelgono di avvalersi di s<strong>ervizi professionali di analisi genetica</strong>, come lo screening neonatale offerto da <a href="http://www.sorgentegenetica.it" target="_blank"><strong>Sorgente Genetica</strong></a>. La procedura per la <strong>raccolta del campione</strong> è semplice e indolore: è sufficiente raccogliere un po&#8217; di <strong>saliva del bambino</strong> con un <strong>tampone buccale</strong> e inviare il tutto a un laboratorio specializzato e certificato, che eseguirà l&#8217;analisi nel massimo rispetto della privacy. L&#8217;esame genetico è in grado di rilevare nel bimbo la presenza di fattori che possono provocare non solo fastidiosi disturbi, ma anche malattie molto gravi sia in età giovanile che in età adulta, malattie che però possono essere efficacemente prevenute adottando particolari accorgimenti nella cura del bambino.<br />
Lo screening neonatale di Sorgente Genetica, ad esempio, individua la presenza di una eventuale <strong>intolleranza al lattosio</strong>: in questo caso, il bimbo potrà essere allattato normalmente, ma dopo i primi anni di vita potrebbe avere difficoltà a digerire latte e derivati. In conseguenza di ciò, questi alimenti dovranno essere ridotti o esclusi dalla dieta del bambino alla comparsa dei primi sintomi. Dallo screening neonatale è possibile ricavare altre informazioni utili: la predisposizione alla<strong> celiachia</strong> è particolarmente rilevante, perché recenti studi indicano che il bambino geneticamente predisposto ha la possibilità di ridurre notevolmente il rischio di ammalarsi in futuro. Sulla questione si è pronunciata la <a href="http://www.sorgentegenetica.it/Perch%C3%A9untest/Rassegnastampa/tabid/151/itemid/21/amid/621/piccole-quantit-di-glutine-aiutano-a-prevenire-la-celiachia.aspx" target="_blank"><strong>Società Europea di Gastroenterologia e Pediatria¹</strong></a>, che in questi casi consiglia di introdurre nella dieta del bambino piccole quantità di glutine tra il quarto e il sesto mese di età, un semplice accorgimento che potrebbe ridurre il rischio di insorgenza della celiachia anche in età adulta. Altri gravi problemi di salute possono essere efficacemente prevenuti grazie allo screening neonatale: l&#8217;uso di <strong>antibiotici adeguati</strong> al profilo genetico del bambino può annullare il rischio di sordità indotta da farmaci, mentre opportuni trattamenti farmacologici possono <strong>evitare danni a fegato e polmoni</strong> nei soggetti predisposti e permettere a chi soffre di <strong>emocromatosi</strong> di condurre una vita assolutamente normale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni: <strong><a href="http://www.sorgentegenetica.it" target="_blank">www.sorgentegenetica.it</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ARTICOLO SPONSORIZZATO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ufficio Stampa Sorgente Genetica</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"> ¹<em>Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition</em> 49:112–125 # 2009 by European Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology, and  Nutrition and<br />
North American Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/24/importanza-dello-screening-neonatale/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Quando la mamma si assenta</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/23/quando-la-mamma-si-assenta/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 10:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Gentile Dott.ssa per circa due mesi mia moglie sarà soggetta ad assentarsi per questioni lavorative, che la vedranno mancare da casa per almeno 4 giorni consecutivi. In questo passaggio accudisco io i figli. Una bimba di 7 anni che frequenta la scuola e l&#8217;altra di 3 l&#8217;asilo. La prima pian piano è entrata nell&#8217;ottica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/mamma-assente-lavoro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4785" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="mamma assente lavoro" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/mamma-assente-lavoro-300x199.jpg" alt="mamma lvoro fuori casa" width="253" height="168" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Gentile Dott.ssa</em><br />
<em>per circa due mesi mia moglie sarà soggetta ad <strong>assentarsi per questioni lavorative</strong>, che la vedranno <strong>mancare da casa per almeno 4 giorni consecutivi</strong>. In questo passaggio accudisco io i figli. </em><br />
<em>Una bimba di <strong>7 anni</strong> che frequenta la scuola e l&#8217;altra di<strong> 3</strong> l&#8217;asilo. </em><br />
<em>La prima pian piano è entrata nell&#8217;ottica di vedere andare la mamma partire e tornare. </em><br />
<em>La seconda ha più difficoltà. </em><br />
<em>Piange molto nelle ore del mattino (alti e bassi) per poi durante la giornata tranquillizzarsi. </em><br />
<em>La domanda che le pongo è questa: c&#8217;è una modalità comportamentale per <strong>aiutarla a soffrire meno</strong>? </em><br />
<em>Io <strong>cerco di coccolarla e di distrarla</strong>, ma non mi sembra sia sufficiente. </em><br />
<em>Forse la cosa è più normale di quanto creda e la mia è una preoccupazione inutile.</em><br />
<em>Grazie per la sua disponibilità.</em><br />
<em>Papà Carlo</em></p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Gentile papà Carlo,<br />
è davvero con molto piacere che rispondo a queste tue domande, leggo in questa breve mail la tua presenza alla vita familiare e la <strong>partecipazione attiva</strong> all’<strong>educazione delle tue figlie</strong>.</p>
<p>In primis mi sento di rassicurarti: in generale la <strong>preoccupazione</strong> -quando non si trasforma in ansia immotivata- è un’attività strettamente legata al ruolo educativo proprio dei genitori: l’occuparsi di qualcosa prima che questa si presenti concretamente ci fa capire quanto per noi questa situazione sia importante, quanto ci abbiamo pensato, quanto siamo disposti ad attivarci per farla procedere nel modo migliore.</p>
<p>In questo vostro caso specifico la preoccupazione denota la possibilità di<strong> pensare in anticipo</strong> e di guardare lucidamente quanto sta accadendo durante un <strong>cambiamento importante di abitudini</strong> e di gestione della quotidianità, mi sento di sottolineare quanto sia  strategica questa tua riflessione perché ti/vi permette di effettuare eventuali modifiche ai vostri comportamenti e -perché no- al modo in cui state considerando questa esperienza.</p>
<p>Quello che vi aspetta è un periodo certamente impegnativo: uso il plurale perché ritengo sia importante che ognuno di voi si renda conto che ogni cambiamento di uno dei membri del sistema familiare (nel vostro caso la mamma che si assenterà per impegni lavorativi) porta inevitabilmente a dei movimenti e delle<strong> variazioni relazionali ed emozionali</strong> che riguardano tutte le persone presenti nella famiglia. Tutti sarete coinvolti da questa variazione e che tutte le reazioni individuali andranno inevitabilmente a creare un nuovo equilibrio nel vostro sistema familiare.</p>
<p>Questo significa che dobbiamo inquadrare la tua richiesta relativa al comportamento della bimba più piccola e allargarla a tutto il sistema-famiglia: tu, la mamma, la bimba di 7 anni, la bimba di 3 anni, l’eventuale rete di famiglia allargata, la scuola materna e la scuola elementare. Nella mail non fai riferimenti agli altri attori presenti nel vostro sistema familiare e neppure allo stato d’animo con cui tu e tua moglie vi state apprestando ad affrontare questa novità, per questo ti/vi faccio delle domande per indirizzare la vostra riflessione:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Queste trasferte sono una scelta della mamma o sono state subite?</li>
<li>Sono legate ad avanzamenti di carriera e a responsabilità specifiche o piuttosto collegate a problematiche aziendali?</li>
<li>Come vive la mamma la distanza dalla famiglia? E tu?</li>
<li>Quanto è stato possibile coinvolgere la famiglia nella scelta? Quanto eri/sei d’accordo o contento tu di questa situazione? Che stati d’animo sono collegati a questa occasione?</li>
<li>Oltre agli evidenti svantaggi organizzativi ci sono degli altrettanto evidenti vantaggi professionali, economici o di soddisfazione personale?</li>
<li>Siete supportati dai nonni? Cosa ne pensano di queste trasferte?</li>
<li>La scuola elementare e materna che frequentano le bambine vi stanno fornendo supporto o comunque comprensione?</li>
<li>Come ti senti tu nel gestire in modo autonomo la quotidianità delle tue figlie? Ne sei orgoglioso o vivi la situazione prevalentemente come peso? Nel vostro entourage questa situazione è la normalità o un’eccezione?</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Come vedi queste riflessioni esulano dalle bambine e dal loro comportamento, siamo ancora nella fase del pensiero precedente all’azione: in queste situazioni <strong>non c’è mai un comportamento assolutamente corretto o sbagliato</strong>, molto (moltissimo!) dipende da qual è il contesto in cui l’azione è generata.</p>
<p>In altre parole se questa situazione viene vissuta dagli adulti significativi prevalentemente come una “<strong>fatica</strong>” sicuramente sarà faticosa anche per i bambini presenti, <strong>se invece gli adulti la vivono maggiormente come “occasione” sarà invece connotata come possibilità positiva di qualche tipo di crescita</strong>.</p>
<p>In una situazione come quella descritta nella mail ma anche in quasi tutti i cambiamenti che quotidianamente ci troviamo a vivere come adulti, sono presenti contemporaneamente entrambi i fattori positivo/negativo, peccato che a noi esseri umani (piccoli o grandi) non piace molto gestire l’ambivalenza e allora scegliamo -spesso in modo inconsapevole- uno dei due estremi.</p>
<p>Questo è ancora più evidente per i più piccoli che cercano sempre di classificare una situazione negli estremi bianco-nero e che per di più tendono spontaneamente a leggere ogni evento in modo <strong>fortemente egocentrico</strong>, come se ogni situazione sia dovuta a loro o al loro comportamento.</p>
<p>E qui arriviamo alla distanza della mamma: parliamoci chiaro,<strong> non è mica una passeggiata per una bambina non vedere la sua mamma per 4 giorni di fila, </strong>soprattutto se non è abituata  a farlo, soprattutto se non ha chiaro per che motivo la mamma si debba assentare e stare lontana. In queste situazioni le <strong>coccole e le conferme</strong> che tutto va bene aiutano, forse più che distrarla sarebbe opportuno a dedicare del tempo a farle capire cosa fa la mamma, dove lo fa e perché lo deve fare. Sempre con un linguaggio adatto all’età della bambina/e sarebbe opportuno spiegare (ad esempio) che, come i bambini giocano così i grandi lavorano e che la mamma è molto brava a fare il suo lavoro e che quindi le hanno chiesto di andare a farlo anche in un altro posto dove non lo sanno fare così bene. Ovviamente se questa è la verità!</p>
<p>Questo è il punto: <strong>dire ai nostri bambini le cose come stanno davvero</strong> &#8211; con un linguaggio adatto a loro- li aiuta a decodificare la realtà che comunque loro colgono come piccole spugne da noi adulti poiché tutte le nostre ambivalenza sono trasformate in comportamenti involontari e vengono letti automaticamente dai nostri piccoli.</p>
<p>Ricordiamoci che per loro la <strong>coerenza comportamentale</strong> è sinonimo di <strong>sicurezza</strong> e di <strong>tranquillità</strong>: se non è tranquillo il mio papà perché dovrei esserlo io? Se non ho capito perché la mamma è andata via come faccio a essere certa che poi torna? Se con la mamma facevo delle cose in un certo modo con il papà saranno uguali o diverse? Non c’è “la risposta giusta” ma piuttosto la risposta che voi scegliete di dare, la vostra scelta.</p>
<p>Questa è una grande occasione per voi come famiglia: state sperimentando la vostra flessibilità di fronte a un evento nuovo e complesso, <strong>non solo una fatica ma anche una opportunità</strong> nella quale potreste scoprire delle risorse nuove di voi come singoli, come coppia, come famiglia. E’ un allenamento a quanto accade nella vita di ogni giorno, alla capacità di far fronte al nuovo, a imparare che dalla fatica si possono scorgere degli apprendimenti positivi.</p>
<p>Vi auguro di continuare così, a pre-occuparvi della vita che state vivendo.</p>
<p><strong>Gloria Bevilacqua- Psicologa Psicoterapeuta</strong></p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/23/quando-la-mamma-si-assenta/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<title>Vertigini nel bambino</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/20/vertigini-nel-bambino/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 13:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatra]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[pediatra]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Gentile dottore, mio figlio di 3 anni e mezzo, a settembre ha iniziato la scuola materna e da settembre ad ora ha già preso un&#8217;otite, un&#8217;influenza e per ultimo una tracheite 15 giorni fa. Durante quest&#8217;ultima malattia si è verificato il primo episodio di vertigine, mentre giocava il bambino mi si è avvicinato dicendomi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;">Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Vertigini-infantili.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4777" title="Vertigini infantili" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Vertigini-infantili-300x195.jpg" alt="vertigini nel bambino" width="253" height="165" /></a>Gentile dottore, </em><br />
<em>mio figlio di <strong>3 anni e mezzo</strong>, a settembre ha iniziato la <a href="http://www.mammaimperfetta.it/?s=scuola+materna" target="_blank"><strong>scuola materna</strong> </a>e da settembre ad ora ha già preso un&#8217;<strong>otite</strong>, un&#8217;<strong>influenza</strong> e per ultimo una <strong>tracheite</strong> 15 giorni fa. Durante quest&#8217;ultima malattia si è verificato il primo <strong>episodio di vertigine</strong>, mentre giocava il bambino mi si è avvicinato dicendomi che girava il pavimento&#8230;l&#8217;episodio è durato qualche secondo. Il secondo episodio è avvenuto stamattina, stava giocando tranquillo e improvvisamente si è avvicinato dicendomi che girava tutto. Il bambino è abbastanza vivace, ultimamente <strong>un pò inappetente</strong> e ogni tanto lamenta <strong>stanchezza</strong>, da 12 giorni sta prendendo vita mix sostegno perchè la sua pediatra mi ha detto che probabilmente queste vertigini sono legate a un pò di debolezza e debilitazione causate dalle malattie avute. Secondo lei, potrebbe essere questa la causa, oppure potrebbero essere dovute ad una <strong>carenza di ferro</strong> o mi consiglia di approfondire la cosa?</em><br />
<em> La ringrazio anticipatamente per la risposta e le auguro una buona serata. Alessandra</em><span style="color: #888888;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Gentile Alessandra,<br />
per prima cosa le evidenzio la definizione di vertigine:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La vertigine </strong>può essere definita come<strong> &#8220;allucinosi della sensibilità spaziale&#8221; (Arslan);</strong> si tratta quindi di una<strong> sensazione soggettiva o oggettiva di movimento </strong>da tener ben distinta dal concetto di<strong> pseudovertigine </strong>in cui si ha soltanto una sensazione di instabilità del proprio corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">La<strong> vertigine </strong>vera è caratterizzata da una<strong> sensazione erronea di movimento del corpo nello spazio</strong> che può assumere spesso carattere rotatorio (vertigine soggettiva) o di rotazione dell&#8217;ambiente circostante (vertigine oggettiva). In genere quasi tutte le forme di vertigine sono<strong> accompagnate da sintomi neurovegetativi (nausea, vomito, sudorazione, pallore e ipotensione).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Suo figlio manifesta sicuramente una vertigine oggettiva con rotazione dell&#8217;ambiente circostante.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla sua mail si evince che questa manifestazione è stata preceduta da un <strong>periodo di malattie</strong> successive che sicuramente hanno <strong>debilitato</strong> il bambino. La sua Pediatra ha sicuramente avuto ragione nel tentare di integrare la dieta del bambino con una miscela vitaminica adatta all&#8217;età infantile. Molto spesso episodi simili possono essere dovuti a &#8220;<strong>debolezza</strong>&#8221; del bambino dopo ripetuti <strong>episodi infettivi virali o batterici</strong>. Sarebbe interessante e utile capire se tali episodi si sono verificati magari dopo un <strong>digiuno</strong> o una <strong>scarsa alimentazione del bambino</strong> in quanto potrebbero essere stati dovuti a un momentaneo calo della concentrazione di zucchero nel sangue.</p>
<p style="text-align: justify;">Una attenzione particolare merita l&#8217;<a href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/03/08/otite-nel-bambino/" target="_blank"><strong>otite</strong></a> che il piccolo ha avuto in quanto le vertigini possono essere una <strong>manifestazione collaterale di una otite</strong> anche curata ma in qualche modo rimasta silente a livello dell&#8217;orechio medio con <strong>accumulo di liquido e infiammazione</strong> dell&#8217;apparato labirintico che presiede all&#8217;equilibrio. In caso di persistenza della sintomatologia un controllo specialistico da parte di un <strong>otorinolaringoiatra</strong> sarebbe opportuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Sperando di esserle stato utile</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Francesco Torcetta &#8211; Pediatra</strong></p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/20/vertigini-nel-bambino/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Microcefalia</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/19/microcefalia/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/19/microcefalia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 12:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatra]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[pediatra]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Buongiorno dottore, le spiego subito il mio dilemma: ho un bellissimo bimbo di 9 mesi che non ha mai avuto problemi se non un pò di ittero alla nascita. Mi sono sempre affidata solo al pediatra di base che ha sempre misurato il bambino e definito nei percentili 50/75 sia per peso che per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Circonferenza-cranica-bambino.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4771" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Circonferenza cranica bambino" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Circonferenza-cranica-bambino-300x214.jpg" alt="circonferenza cranica microcefalia" width="233" height="166" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Buongiorno dottore,</em><br />
<em>le spiego subito il mio dilemma: ho un bellissimo <strong>bimbo di 9 mesi</strong> che non ha mai avuto problemi se non un pò di <a href="www.mammaimperfetta.it/2011/12/18/ittero-neonatale/" target="_blank"><strong>ittero</strong> </a>alla nascita.</em><br />
<em>Mi sono sempre affidata solo al <strong>pediatra di base</strong> che ha sempre misurato il bambino e definito nei <strong>percentili</strong> 50/75 sia per peso che per lunghezza, ma non mi ha mai detto niente della <strong>circonferenza cranica</strong>.</em><br />
<em>Portando il bimbo ad una generica visita da un pediatra privato, per scrupolo non per necessità, mi ha fatto notare che il bambino ha una <strong>misura cranica di 42.3 quindi tra il 3/5 percentile</strong>.</em><br />
<em>Inoltre, dalle misurazioni lette sul libretto regionale, abbiamo visto che alla nascita era 33.5, dopo un mese 35, dopo due mesi 37,5 (10 percentile), dopo 5 mesi 40.5 (5 percentile) e dopo nove mesi 43.2 (3/5 percentile).</em><br />
<em>Mi ha parlato di <strong>microcrania</strong> perché il bambino è sempre stato al di sotto della media e dal 10 percentile il ritmo di crescita è sceso sempre di più.</em><br />
<em>Si è stupito che non me ne avessero mai parlato eppure è così!</em><br />
<em>Questo pediatra mi ha detto di non preoccuparmi, che è una sciocchezza e che probabilmente può essere un fattore ereditario guardando &#8220;ad occhio&#8221; le teste mie e di mio marito che però ci siamo misurati a casa e siamo perfettemente nella media! Insomma per farla breve vorrei sapere se posso stare tranquilla davvero, se è il caso di una <strong>visita specialistica</strong> e se si verso quale branca dovrei orientarmi.</em><br />
<em>Ho letto purtroppo su internet (per ora unico mezzo di confronto) notizie poco rassicuranti sulla <strong>microcrania</strong> e resta il fatto che mio figlio ha qualcosa che non cresce a dovere.</em><br />
<em>E&#8217; un bambino attivissimo, dice mamma papà ed altro incomprensibile, afferra, rilascia, gioca con tutto, è curioso, mangia volentieri, fa ciao con la manina, gattona solo sul letto (a terra ha paura) ma si alza in piedi appoggiato a qualcosa, non ha ancora dentini e ha sempre dormito poco e male svegliandosi ancora oggi anche 5/6 volte a notte e riposando solo un&#8217;oretta di giorno. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Grazie mille per la risposta.<span style="color: #888888;"><br />
</span></em></p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Cara Signora,</p>
<div style="text-align: justify;">La situazione che racconta è effettivamente una cosa che può preoccupare e intimorire qualunque genitore se non accompagnata da una comunicazione e un iter diagnostico corretto e efficace.</div>
<div style="text-align: justify;">Per prima cosa vorrei dire che le misurazioni che lei comunica non definiscono propriamente un quadro di <strong>microcefalia</strong> ma piuttosto un <strong>ridotto accrescimento della circonferenza cranica </strong>che tende a rallentare e a abbassare il percentile di crescita. In nessuna delle misurazioni che lei comunica la circonferenza cranica è scesa sotto il <strong>5° percentile</strong> e questo non configura ancora la diagnosi di microcefalia. Una cosa che non compare è la presenza o meno di <strong>fontanella ancora aperta</strong> o almeno <strong>fibrosa</strong> perché la chiusura della fontanella rappresenta sostanzialmente il termine dell&#8217;accrescimento della testa.</div>
<div style="text-align: justify;">In questi casi generalmente si tende a seguire nel tempo la situazione se non ci sono allarmi clinici e nello sviluppo neuromotorio del bambino. Se la circonferenza cranica fosse invece arrivata al di sotto del 5° percentile potremmo parlare di microcefalia e passare direttamente a accertamenti approfonditi. Le cause di microcefalia o ridotto accrescimento della testa sono molte. Le prime implicate sono le infezioni da <a href="http://www.mammaimperfetta.it/gravidanza/citomegalovirus/" target="_blank"><strong>Citomegalovirus</strong> </a>e <a href="http://www.mammaimperfetta.it/gravidanza/toxoplasmosi/" target="_blank"><strong>Toxoplasma</strong> </a>contratte in periodo gravidico ma generalmente questi esami vengono eseguiti durante e prima ancora della gravidanza e l&#8217;eventuale sieroconversione sarebbe stata seguita attentamente anche dopo la nascita.</div>
<div style="text-align: justify;">Altre cause di <strong>microcefalia</strong> sono generalmente molte <strong>sindromi malformative</strong> accompagnate da altri segni che configurano appunto quadri sindromici complessi e generalmente accompagnati da<strong> ritardo neuromotorio</strong>.</div>
<div style="text-align: justify;">Alcune <strong>malattie congenite del metabolismo</strong> danno una microcefalia progressiva come manifestazione di sofferenza e atrofia cerebrale.</div>
<div style="text-align: justify;">Sostanzialmente una microcefalia significa anche uno scarso accrescimento dell&#8217;encefalo che quindi non ha bisogno di una grande crescita della circonferenza cranica ma altre volte la microcefalia è dovuta da una <strong>precoce <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/08/09/la-fontanella-nel-neonato/" target="_blank">chiusura delle fontanelle</a></strong> (<strong>craniostenosi</strong>) che rappresenta una urgenza per la sindrome da aumento della pressione endocranica.</div>
<div style="text-align: justify;">Quello che lei mi presenta, come dicevo prima, non è proprio un caso di microcefalia ma un rallentamento della crescita della testa. Ribadisco che l&#8217;approccio del suo pediatra è stato corretto se lo <strong>sviluppo neuromotorio</strong> del bambino è stato regolare in quanto quello è il criterio di valutazione adeguato.</div>
<div style="text-align: justify;">In epoca più precoce una <strong>ecografia cerebrale</strong> avrebbe potuto essere fatta per valutare o meno la presenza di malformazioni o segni di sofferenza cerebrale. Allo stato attuale l&#8217;unico esame possibile sarebbe una <strong>risonanza magnetica cerebrale</strong> che però richiede una indicazione piuttosto precisa dal punto di vista clinico.<br />
Io credo che al punto in cui siete arrivati valga la pena continuare il monitoraggi clinico e eventualmente controllare la sierologia per toxoplasma e CMV e fare un esame del<strong> fondo oculare</strong> per valutare o meno la presenza d<strong>i sofferenze del nervo ottico</strong> da aumento della pressione endocranica o di episodi infettivi a livello corio-retinico.</div>
<div style="text-align: justify;">Se il bambino cresce bene e ha adeguate tappe di crescita neuromotoria starei a osservare la situazione pronti a fare esami più approfonditi al minimo segnale di ritardo.</div>
<div style="text-align: justify;">Spero di avere sollevato un minimo la vostra preoccupazione.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Francesco Torcetta &#8211; Pediatra</strong></div>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/19/microcefalia/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<title>Terrible two</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/18/terrible-two/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 09:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[terrible two]]></category>

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		<description><![CDATA[ Domanda Buonasera, sono una mamma in crisi di una bimba di 22 mesi.  Giulia è stata una bimba desiderata, anche se dopo il parto ho alternato periodi di pianto ad altri di felicità (ndr leggi anche Baby Blues). Alle volte mi sentivo nervosa, ma credo sia piuttosto normale una reazione di questo genere.  Comunque, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3> <span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/terrible-two.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4764" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="terrible two" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/terrible-two-300x300.jpg" alt="Bambini di due anni" width="192" height="192" /></a>Domanda</span><br />
<em></em></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Buonasera, sono una mamma in crisi di una bimba di 22 mesi.  Giulia è stata una bimba desiderata, anche se dopo il parto <strong>ho alternato periodi di pianto ad altri di felicità </strong>(ndr leggi anche <strong><a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/15/il-mio-baby-blues-matteo/" target="_blank">Baby Blues</a></strong>). Alle volte mi sentivo nervosa, ma credo sia piuttosto normale una reazione di questo genere.  </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Comunque, il vero problema è che mia figlia è <strong>una bambina a dir poco ingestibile e capricciosa</strong> su tutti i punti di vista. E&#8217; intelligente e vivace, e caratterialmente molto forte, dice alcune parole molto bene, e altre così, ma insomma nel suo complesso parla.  </em></p>
<div style="text-align: justify;">
<p><em>La mattina sta con me, fino alle 14:30, i pomeriggi fino alle 19:00 sta alternativamente con i nonni materni e nonni paterni.  </em></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><em>Non so se questo sia il problema, (o comunque peggiori la situazione, cosa condivisa anche dalla mia pediatra, perché in fin dei conti i nonni sono diversi tra di loro e comunque sono sempre nonni) perchè non riesce ad avere un&#8217;educazione stabile, ma i <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/04/27/bimba-morde-cattiva-mamma/" target="_blank"><strong>capricci sono all&#8217;ordine del giorno</strong></a>.  </em></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><em>Alle volte la <strong>sgrido</strong>, alle volte la ignoro, altre la metto in <strong>punizione</strong> facendole capire il perché, ma lei niente, continua a fare la stessa cosa.  </em></p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><em>Non sono una mamma che le vieta tutto, anche perchè ha un carattere libero e quindi vietarle qualsiasi cosa graverebbe la situazione, ma per quanto riguarda <strong>il mangiare, il dormire, e l&#8217;igiene sono molto dura</strong>. Lei mangia con le mani, (da tanti mesi) sporcando tutto, anche se cerco di insegnare quotidianamente l&#8217;uso della forchetta (che usa raramente). Ad ogni cambio di pannolino è un dramma, mi dà i <strong>calci</strong>, e se c&#8217;è il papà preferisce farlo fare a lui. Per quanto riguarda il <strong>sonno</strong>, da sempre le ho insegnato a <strong>dormire da sola nel suo lettino</strong> alle 9:00-9:30, fino alle 7:00 (però è da tanti mesi che si sveglia la notte, oppure anche dormendo che mi chiama). Il pomeriggio dorme due ore circa. Il papà, lo vede la sera. E&#8217; abbastanza socievole, anche se non va al nido.  </em></p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><em>La verità è che sembra che mia figlia ci sfidi sempre. Se le dico non toccare questo, anche duramente, lo fa e poi mi dice .&#8221;..no&#8230;no&#8230;&#8221;. Alle volte vuole solo me, alle volte mi caccia ed io ci rimango malissimo (mi metto anche a piangere di nascosto). Insomma <strong>sono sfinita, e non mi sento più in grado di essere una brava mamma, o forse non sono nata per farlo</strong>. Mi sarebbe piaciuto anche darle un fartello o sorella, anche per non essere troppo viziata (è l&#8217;unica in entrambe le famiglie). Ma come posso farlo se alcune volte perdo la pazienza, e la sgrido duramente? Forse la mia mamma ha ragione quando mi dice &#8220;fino a tre anni la presenza continua della mamma è indispensabile&#8221;. Mi aiuti lei, sono distrutta.</em></p>
</div>
<div>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong>Risposta</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Cara Manuela,<br />
per prima cosa &#8220;niente panico&#8221;: a me pare che -nonostante l&#8217;evidente stanchezza e la fatica accumulate- sia riuscita a fare una sintesi completa e precisa della sua situazione. Anzi, tra le righe leggo anche delle ipotesi di intervento e di soluzione che ha già individuato e che forse vorrebbe vedere confermate prima di metterle in pratica.</p>
<p>La descrizione della sua bambina mi pare quella di una personcina vitale e piena di energia, che sta entrando in una fase meravigliosa anche se molto impegnativa per gli adulti intorno a lei. I <strong>bambini a due anni</strong> hanno accumulato tantissime capacità e cominciano a metterle in pratica con grande soddisfazione: parlare, camminare, mangiare da soli, scegliere con chi fare cose e come farle. È entusiasmante per lei ma anche emozionalmente faticoso e spesso <strong>tutta questa tensione ha bisogno di fluire all&#8217;esterno</strong>: noi grandi chiamiamo questi comportamenti <strong>&#8220;capricci&#8221;</strong> ma personalmente non sono sicura che sia la definizione corretta.</p>
<p>Forse aiuta, per capire come si sentono i bambini quando fanno i cosiddetti &#8220;<strong>capricci</strong>&#8220;, pensare a quando noi adulti abbiamo i <strong>nervi a fior di pelle</strong> o siamo <strong>stressati</strong> o la giornata è andata storta e la prima persona che ci viene incontro si prende tutto il malloppo della nostra negatività. Per fortuna non succede sempre questo, alle volte riusciamo a mettere da parte la nostra negatività e a concentrarci sulla persona che ci sta venendo incontro.</p>
<p>Quando riusciamo a fare questo passaggio significa che abbiamo saputo<strong> gestire le nostre emozioni</strong> e le abbiamo indirizzate verso quello che noi decidiamo essere il nostro obiettivo.</p>
<p>Il punto è questo: abbiamo imparato.</p>
<p>L&#8217;apprendimento della <strong>gestione delle emozioni</strong> (soprattutto quelle negative ma anche quelle positive) non differisce dall&#8217;apprendimento di tutte le altre capacità che noi esseri umani possiamo acquisire: camminare, parlare, mangiare e tutto quello che noi possiamo imparare. Quando iniziamo a fare qualcosa solitamente facciamo un numero elevato di errori ma poi -con l&#8217;esperienza- gli errori diminuiscono e l&#8217;efficacia aumenta.</p>
<p>Ecco perché i <strong>due anni</strong> dei cuccioli di uomo sono così impegnativi da <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/11/21/tra-dentini-e-manate/" target="_blank"><strong>essersi meritati spesso l&#8217;aggettivo &#8220;terribili&#8221;</strong></a>: i bambini cominciano a sperimentare consapevolmente <strong>le emozioni nelle relazioni</strong>. La gioia, la rabbia, la delusione, il desiderio, l&#8217;attesa, la frustrazione&#8230;quante emozioni provano i bambini ogni giorno? Con che intensità? Come possono imparare a modulare queste sensazioni che non sono solo mentali ma si trasformano anche in segnali fisici molto forti? Esattamente come imparano a camminare: guardando, modellando gli altri, sperimentando, sbagliando.</p>
<p>In altre parole i bambini <strong>imparano a esprimere le loro emozioni da come noi viviamo le nostre emozioni.</strong></p>
<p>Noi siamo la palestra emozionale in cui i nostri figli si allenano alla vita.</p>
<p>Questa è per i genitori -ma anche per tutti coloro che si prendono cura dei bambini- una <strong>grande responsabilità</strong> di cui spesso non siamo del tutto consapevoli. Soprattutto se siamo stanchi e tanti timori si accalcano nella nostra testa e nel nostro cuore.</p>
<p>Ecco, in questa mail vedo prima di tutto una mamma stanca e affaticata, con il timore di non essere in grado di fare le cose giuste e che spesso cambia azioni e comportamenti perché neppure lei sa più cosa è giusto fare. E allora prima di fare qualsiasi cosa, di seguire qualsiasi strategia dedicherei del tempo a guardare tutta questa fatica e stanchezza. <strong>A prendersi cura di se stessa perché solo se lei sta bene può insegnare a sua figlia a stare bene.</strong> Le mamme sono persone non robot perfetti, <strong>possono e devono sbagliare</strong>, perché solo sbagliando possono migliorare e crescere.</p>
<p>Poi, tra le righe, intravedo un papà, presente e operativo. Forse potrebbe essere ancora più coinvolto, potrebbe partecipare alla definizione di una scelta educativa e metterla in pratica insieme alla mamma. Magari proprio sui limiti, le regole, i confini.</p>
<p>A fianco ci sono i <strong>nonni</strong> che -giustamente- possono coccolare e magari un po&#8217; viziare la loro unica e meravigliosa nipotina. Ma che magari si sono dimenticati che oltre alla loro nipotina c&#8217;è anche la loro figlia (o nuora) che sta imparando a fare la mamma.</p>
<p>In fondo vedo anche una bambina in crescita, che in questa fase evolutiva ha bisogno di <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2011/05/23/bambino-arrabbiato/" target="_blank"><strong>imparare a gestire le sue emozioni</strong> </a>e a<strong> sperimentare i confini delle regole</strong> ma che potrà farlo solo quando gli altri membri della famiglia inizieranno a lavorare insieme, in un&#8217;unica e condivisa direzione. Non facendo le stesse cose ma riconoscendo l&#8217;obiettivo finale. Magari sarà più semplice e meno faticoso richiedendo un <strong>supporto psicologico o pedagogico</strong> per capire la direzione da prendere e fugare i dubbi: spesso già dopo i primi incontri emergono così tanti stimoli da rendere il miglioramento quasi immediato, proprio perché non ci sente più soli e isolati si può agire consapevolmente quello che prima era solo immaginato e intuito.</p>
<p>Un po&#8217; come fanno i musicisti che suonano per un&#8217;orchestra: oltre a suonare il loro strumento devono imparare a<strong> farlo insieme agli altri,</strong> creando un tutto armonioso. Quando qualcuno stona o comunque l&#8217;insieme non è del tutto gradevole abbiamo bisogno di un orecchio o di un occhio esterno che ci aiuti, nella musica c&#8217;è il direttore d&#8217;orchestra che coordina tutti i musicisti su di una specifica partitura. E ovviamente nessun musicista si sente sminuito dalla presenza del direttore, perché riconosce che il suo contributo migliora il risultato finale.</p>
<p>Spero che queste parole le possano essere di aiuto, un caro saluto</p>
<p><strong>Gloria Bevilacqua &#8211; Psicologa Psicoterapeuta</strong></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/18/terrible-two/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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		<title>Gelosia per il fratello</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/16/gelosia-per-il-fratello/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domanda Da quando è nato il fratellino mia figlia di quattro anni secondo me soffre tremendamente di gelosia, è diventata più capricciosa, disobbediente, piange per ogni cosa sembra più&#8221;stressata&#8221; dal fatto che la mamma non è più tutta per lei ecc  Insomma comportamenti che denotano secondo me un certo malessere interno suo, che però non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Gelosia-per-il-fratellino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4757" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Gelosia per il fratellino" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Gelosia-per-il-fratellino-261x300.jpg" alt="Gelosia tra fratelli" width="255" height="294" /></a>Domanda</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Da quando è nato il fratellino mia figlia di quattro anni secondo me soffre tremendamente di gelosia</strong>, è diventata più <strong>capricciosa</strong>, disobbediente, piange per ogni cosa<strong> sembra più&#8221;stressata&#8221;</strong> dal fatto che la mamma non è più tutta per lei ecc </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Insomma comportamenti che denotano secondo me <strong>un certo malessere interno suo</strong>, che però non verbalizza e nemmeno scarica sul fratellino a cui sembra volere bene e dedicare tante attenzioni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma <strong>la cosa che mi preoccupa di più</strong> , penso, collegata a questo fatto è la seguente: <strong>quando mia figlia sta a casa tutto il giorno</strong> con la mamma e il fratellino (esempio in estate quando non sta in vacanza al mare o in montagna, a settembre prima del rientro a scuola o adesso che come in questo periodo, che non va a scuola perché influenzata), <strong>tutte le notti dopo un paio di ore che si è addormentata si sveglia piangendo nel sonno </strong>(ndr <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/03/15/pavor-nocturnus/" target="_blank"><strong>PAVOR NOCTURNUS</strong></a>), piange per 10 minuti o un quarto d&#8217;ora, nel quale sembra come <strong>sonnambula</strong>, perché non risponde alle sollecitazioni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Se le parliamo per calmarla o le chiediamo che ha, se la accarezziamo ci scaccia e piange di più, se le diamo l&#8217;acqua per bere non riesce a reggere il bicchiere,  abbiamo provato a prenderla in braccio certe volte ci abbraccia, certe volte è proprio rigida.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Poi, non si sa come, dopo dieci minuti si rigira nel letto smette di piangere e dorme tutta la notte e sembra che la mattina non ricordi nulla di quello che è successo ( da quello che ho letto su internet forse si tratta dei pavour notturni).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Quando invece è impegnata</strong> anche se non è scuola (tipo gioca al mare con gli altri bimbi) <strong>non capita</strong>: la cosa si è presentata a cicli dopo la nascita del fratellino.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>In passato questa cosa era successo solo all&#8217;inizio quando la mamma è tornata al lavoro</strong> (le crisi di abbandono) ma aveva sette otto mesi poi è capitata rarissimamente solo qualche volta che <strong>subiva delle sollecitazioni emozionali</strong> la sera (tipo uscire tornare tardi, o uno o due volte che è crollata davanti la tv e l&#8217;abbiamo portata a letto in braccio).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Invece ora sembra collegata con questa presenza continuata nel corso del giorno col fratellino e/o scarsa stanchezza all&#8217;ora di addormentarsi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E questa cosa la fa solo quando sta a casa tutto il giorno perché quando va a scuola (perché torna stanca sfinita dalla scuola o perché si distrae e non vede il fratellino) dorme tranquilla tutta la notte.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Posta questa situazione mi viene il dubbio se noi genitori dobbiamo fare qualcosa a livello medico, un consulto con un terapeuta, magari sbagliamo in qualche comportamento&#8230; </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Abbiamo cercato di assecondarla coccolarla farla sentire sicura,</strong> non sgridarla in alcune situazioni, teniamo sempre lo stesso rituale per addormentarsi (e crolla sempre subito in pochi minuti) abbiamo cercato di farle recuperare il rapporto con la mamma che le mancava perché era più orientata sulle necessità del fratellino&#8230; abbiamo cercato di parlarle per chiederle se aveva qualche paura o ansia&#8230; ma lei non ricorda nulla e dice che lei la notte non piange.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Magari basta un semplice consiglio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Grazie per l&#8217;attenzione.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"> Risposta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Caro papà,</p>
<p style="text-align: justify;">sarei ben felice se bastasse un semplice consiglio. Ma come puoi immaginare, è già difficile &#8220;dare consigli&#8221;, ancora di più lo è quando non si è abbastanza vicini alla situazione da poterla valutare pienamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciononostante ho letto la tua mail con molta attenzione, e provo a dirti cosa ho pensato.</p>
<p style="text-align: justify;">Se conosci già il mio modo di rispondere, sai quanta <strong>attenzione</strong> pongo <strong>nella scelta delle parole</strong> che mi vengono destinate. Nel mio caso, sono gli unici elementi a cui attenermi per rispondere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non mi è chiaro</strong> se il problema è per te più centrato sui <a href="http://www.mammaimperfetta.it/tag/risvegli-notturni/" target="_blank"><strong>risvegli notturni</strong></a> (che tu stesso ipotizzi come transitori) o su tutte le dinamiche che invece riguardano la nascita del fratellino ed il <strong>cambiamento che la vostra famiglia sta attraversando</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"> Ho la sensazione, dal modo in cui racconti la cosa, che <strong>la chiave di tutto sia nella frase &#8220;un malessere interno suo&#8221; </strong>[<em>suo</em> riferito a tua figlia].</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La nostra vita è una vita di relazione: </strong>i problemi, persino per noi adulti, non sono mai isolati dall&#8217;effetto che ha su di noi il <strong>vivere in contatto con altre persone</strong>, e da come si costruisce <strong>il nostro tentativo di raggiungere l&#8217;altro</strong> o <strong>la paura di farlo</strong> e di essere rifiutati.</p>
<p style="text-align: justify;">Figurati quanto questo può essere vero per un bambino che costruisce la sua identità proprio sui primi schemi di relazione con gli adulti più vicini ed importanti per lui.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>La <a href="../2010/12/15/specialisti-la-nascita-di-una-sorella-e-le-difficolta-di-relazione/" target="_blank">nascita del fratellino</a> </strong>è sicuramente, decisamente, indiscutibilmente <strong>uno stress</strong>: e non perché c&#8217;è chi la prende bene o male, ma perché è per tutti (persino per i genitori!) <strong>un evento critico</strong>, ovvero un <strong>cambiamento importante</strong>, che sconvolge gli equilibri e costringe ad un nuovo riassetto delle dinamiche all&#8217;interno della famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La novità richiede sempre un adattamento ed una capacità di attivare risorse ed energie che per un bambino sono ancora in divenire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> Se il tuo dubbio è quindi &#8220;<em>cosa le sta succedendo</em>&#8220;, possiamo già tradurlo in &#8220;<em>cosa </em><em>ci</em><em> sta succedendo</em>&#8220;: siete tutti coinvolti, ognuno con il suo ruolo, ognuno con le sue responsabilità e le sue competenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra ovvio, ma questa consapevolezza, in realtà, richiede un percorso profondo, e per avere chiaro ciò che riguarda tua figlia, è bene allargare la prospettiva e guardare un pò più in là.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il disagio di ciascuno, in una famiglia, è intriso di difficoltà comuni e di comuni risorse per superarle</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi dirai che ho scoperto l&#8217;acqua calda, e che è ovvio, e che già lo sapete. Beh, scusandomi il gioco di parole, lo so che lo sapete, ma ho la sensazione (magari sbagliata) che <strong>proprio in questa condivisione della difficoltà e del momento critico qualcosa si stia inceppando</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"> L&#8217;esperienza significativa dell&#8217;essere in &#8220;crisi&#8221;, quella che costituisce un&#8217;opportunità (soprattutto quando riguarda un bambino molto piccolo),<strong> non è il fatto in sé ma le modalità che si attivano per fronteggiarla: ogni difficoltà della vita diventa per un bambino un&#8217;occasione di crescita se lo pone davanti all&#8217;esperienza di non essere solo e di essere sostenuto per superarla</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è l&#8217;insegnamento e il dono più importante che rimane a lui come risorsa per il suo futuro: la fiducia nelle proprie capacità nasce da qualcuno che si è preso cura delle proprie difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quel che racconti, <strong>quando la bimba sta lontana dalla famiglia</strong>, si &#8220;distrae&#8221;, <strong>pare stia meglio</strong> di quando invece vive immersa nel tempo familiare, delle relazioni più importanti per lei. Se davvero è così (difficile giudicare, a distanza), allora<strong> qualche riflessione </strong>è importante che sorga.</p>
<p style="text-align: justify;">Per &#8220;riflessione&#8221; intendo <strong>disponibilità</strong> a mettersi in gioco, ad interrogarsi sul vostro nucleo familiare, a costruire un percorso che tenga conto della sua nuova (e difficile) posizione di primogenita, e del suo modo di esprimere il disagio, così semplice, ma forse per questo così chiaro.</p>
<p style="text-align: justify;"> Se hai già letto qualcuno dei miei precedenti articoli, avrai notato che ribadisco sempre alcuni concetti, anche qui ricorrenti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>i bambini esprimono il disagio in modo &#8220;fisico&#8221;, <a href="../2011/11/21/mia-figlia-non-mangia-2/" target="_blank">corporeo</a>, diretto</strong>, perché  il modo più semplice ed immediato per farlo;</li>
<li>i <strong><a href="../2011/09/04/capricci-e-regole-essere-primogenito/" target="_blank">capricci</a></strong> (termine che non condivido molto, ma che è di uso comune) <strong>non sono una &#8220;cattiveria&#8221;, ma un modo per comunicare</strong> qualcosa d&#8217;altro;</li>
<li><strong>il problema per cui si chiede aiuto è spesso la punta dell&#8217;iceberg </strong>rispetto a tanti altri contenuti che riguardano l&#8217;intera famiglia.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Non sono in grado di valutare clinicamente la situazione</strong> attraverso queste semplici informazioni, ma credo che la lettura degli articoli precedenti possa esserti un po&#8217; d&#8217;aiuto. In <strong><a href="../lesperto-risponde/marcella-agnone-psicologa/" target="_blank">questa pagina</a></strong>, puoi trovare vari articoli, tra i quali la sezione &#8220;quando nasce un fratellino&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"> Oltre a questo, <strong>ti invito a parlare con tua moglie</strong>: apprezzo la tua capacità di interrogarti, ed il tentativo di analizzare la situazione in modo propositivo, alla ricerca di una soluzione, credo però che il confronto con lei sia il passo necessario a valutare la possibilità di chiedere <strong>un consulto terapeutico di coppia</strong>. Sono certa che discutendone tra di voi scoprirete se propendete per il &#8220;sì&#8221; o per il &#8220;no&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"> Da parte mia, credo che un consulto terapeutico sia utile <strong>non soltanto per parlare della bimba</strong>, ma per per esporre le vostre difficoltà, i dubbi, le paure, per capire come utilizzare le risorse che già certamente avete per superare questo momento di preoccupazione verso la piccola.</p>
<p style="text-align: justify;">Ribadisco sempre che <strong>la psicoterapia non è soltanto cura della patologia, ma anche sostegno al cambiamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E trovo importante la possibilità di uno &#8220;spazio&#8221; per esprimere (ed esprimervi, recuprocamente) la fatica che state attraversando in questo importante momento di vita. Non ultimo, <strong>per farvi aiutare ad aiutare vostra figlia</strong> (esperienza spesso importante e significativa).</p>
<p style="text-align: justify;"> Ti ringrazio di aver pensato a noi per questa richiesta di aiuto e di consiglio, e sono certa che nella condivisione e nella vostra esperienza di genitori, troverete la strada da percorrere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://agnonemarcella.wordpress.com/contatti/" target="_blank"><strong>Marcella Agnone &#8211; Psicologa Psicoterapeuta</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Resto a disposizione per ulteriori dubbi, e vi faccio tanti auguri.</p>
<g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2012/01/16/gelosia-per-il-fratello/"></g:plusone>]]></content:encoded>
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