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	<title>Mamma Imperfetta&#187; Fuggi, piccola</title>
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		<title>Fuggi, piccola</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 20:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[solitudine]]></category>

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		<description><![CDATA[Fuggi, piccola. Da chi dice di volerti bene ma non fa che allontanarti da te stessa. Da chi ti offende, da chi ti insulta, da chi non ha stima di te. Da chi dice di amare il bambino ma non te, perchè, no, non è vero. Che ne sa di amore uno così? Fuggi dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p style="text-align: justify;">Fuggi, piccola.<br />
Da chi dice di volerti bene ma non fa che allontanarti da te  stessa.<br />
Da chi ti offende, da chi ti insulta, da chi non ha stima di te.<br />
Da chi dice di amare il bambino ma non te, perchè, no, non è vero. Che ne sa di amore uno così?<br />
Fuggi dalle cattiverie, taglia il cordone da chi fa il genitore ma ha  solo generato. Da chi non ti accompagna, da chi non ti ascolta.<br />
Fuggi, metaforicamente, se non puoi farlo fisicamente.<br />
Fuggi con il cuore e con la testa, rintanali lì, in quella pancia  rotonda che ha bisogno di te, che vive di te.<br />
Dalle tue paure, dalle tue debolezze.<br />
Sei piena di vita. Un piccolo uomo sta scalciando lì dentro e ti parla, ti tocca, ti consola, ti chiama.<br />
C&#8217;è bisogno di te in quella pancia, solo di te. Lui ha bisogno solo della tua pace e tu, guardati bene, ascoltati, tu, anche tu, hai bisogno della sua.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
Vi affido le parole, zoppe di felicità, di questa mamma, certa che le saprete, come sempre, raccogliere con amore. Quell&#8217;amore.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/fuggipiccola2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2284" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="gravidanza da sola" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/fuggipiccola2.jpg" alt="" width="257" height="210" /></a>Cara Silvia,<br />
ho deciso di scriverti perché ho molto bisogno di un aiuto sincero o anche solo di una parola di conforto e di speranza. Sono <strong>molto sola</strong> e a tratti <strong>quasi disperata</strong>. Non voglio le fredde parole di un esperto, psicologo o  medico o quant’altro  ma di un cuore sensibile e aperto, capace di ascoltarmi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono alla <strong>24^ settimana di gravidanza</strong>, ho quasi 27 anni (il 27 maggio) e vivo ancora <strong>a casa coi genitori</strong> in un  piccolo alloggio in affitto in provincia di Torino.  A causa di svariati problemi sono rimasta molto indietro a medicina, facoltà che ho fortemente voluto fare (per entrare ho ripetuto il test di ammissione ben due volte). Poi mi sono persa, ho abbonda nato per un po’ gli studi, dedicandomi al servizio civile e a lavori saltuari, continuando a pagare le tasse ma senza sostenere esami.</p>
<p style="text-align: justify;">A dicembre scopro di essere incinta, giorni di<strong> panico estremo</strong>,<strong> tenere o no questo bambino</strong> che già sento <strong>il nostro bambino</strong>.<br />
Lui, G., il papà, lo conosco da quasi tre anni, non abbiamo mai vissuto insieme, ci vediamo il fine settimana. Lui vive a A. ma studia sociologia a in un&#8217;altra città, dove ha un piccolo monolocale, il <strong>nostro nido</strong>. Io sono molto affezionata a lui e gli voglio molto bene, non so se è Amore (con la &#8220;a&#8221; grande) perché troppe volte sono stata male per lui e ho pianto per lui, per i<strong> continui confronti con le altre</strong> ragazze, per i <strong>silenzi</strong>, per gli <strong>insulti</strong>, per le <strong>arrabbiature, </strong>per i miei <strong>vuoti troppo vuoti</strong>. Spesso sento che<strong> non è innamorato di me</strong>, che mi considera una buona amica, una compagna dei fine settimana, una confidente ma nulla di più. Quei giorni subito dopo il test di gravidanza passiamo le serate a discutere. Lui, come me, è <strong>combattuto</strong>, da un lato vuole il nostro bambino, dall’altro ha paura per la condizione economica, perché né io, né lui abbiamo un lavoro e non abbiamo nemmeno finito gli studi. Alla fine lo diciamo ai suoi genitori i quali si mostrano felici e disponibili ad aiutarci. <strong>Mia madre invece ha molti dubbi</strong> perché sa che la nostra relazione non è così stabile e non lo vede innamorato di me. Comunque dice che devo decidere io e che lei <strong>in ogni caso mi sarà vicina</strong>. Anche <strong>lui lascia la decisione totalmente a me</strong>. Io vivo due mesi (gennaio e febbraio) di <strong>angoscia terribile</strong> e ansia, senza dormire la notte in preda a pianti improvvisi e grande confusione. Premetto che ho sempre sofferto di ansia, sono una persona <strong>alquanto fragile</strong> e dai 16 ai 20 anni <strong>ho sofferto di anoressia</strong>, bestia terribile che mi ha lasciato ferite profondissime e tuttora sanguinanti. Alla fine fisso l&#8217;intervento di <strong>interruzione volontaria di gravidanza</strong> per  il 3 febbraio 2010 ma dentro di me<strong> non sono convinta</strong> e agli esami pre-intervento, una settimana prima, sono così agitata che svengo e passo il giorno a casa a piangere.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto annunciamo a mio <strong>padre </strong>che sono incinta. Lui<strong> mi insulta pesantemente </strong>dicendo che sono una poco di buono (ha usato altri termini, in realtà) e che non so nemmeno &#8220;&#8230;&#8230;.&#8221;. <strong>Mia madre non dice nulla</strong> davanti a lui ma mi è vicina e mi consola. Mio padre mi vuole portare di corsa ad <strong>abortire</strong>, dice che sono il <strong>disonore della famiglia</strong> e che ho <strong>sempre e solo dato delusioni</strong>. Io non so cosa fare e sto molto male. Tre giorni prima dell’intervento andiamo ad aosta e G. mi dice  che lui ci sarà sempre con me, che non mi abbandonerà, che vuole questo bambino, che andremo a vivere insieme. Io <strong>mi lascio convincere, gli do fiducia</strong> nonostante le mie paure e decido di non interrompere la gravidanza. Da quel giorno <strong>mio padre non mi rivolge più la parola </strong>e il clima qui a casa è diventato pesantissimo. Già prima non mi trattava bene, <strong>chiamandomi parassita e insultandomi quotidianamente </strong>ma dopo è stato ancora peggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto sono passati i mesi. Io<strong> vivo questa gravidanza attanagliata da molte paure</strong> con grandi attacchi di tristezza e un s<strong>enso di vuoto immane</strong>. Con G. il rapporto non è per nulla migliorato e anzi i litigi sono aumentati, anche per piccole cose. <strong>Mi accusa di essere troppo ansioso e agitato e di rovinargli la vita</strong>. Ha detto che <strong>non può e non vuole vivere </strong>con me e che il nostro rapporto è allo sfascio. Ha detto inoltre che <strong>aver fatto questo bambino con me è una disgrazia</strong> e che gli ho rovinato la vita. Io mi sono sentita morire. Sto malissimo ma sto cercando in ogni modo di reagire perché non voglio precipitare di nuovo in una depressione nera. Ho ripreso a studiare perché con una laurea in medicina (e quindi uno stipendio sicuro) potrei dare una vita dignitosa al mio bambino senza dipendere dall&#8217;elemosina altrui. Lui non si fa più sentire anche se ha detto che riconoscerà il bambino e <strong>vuole vederlo regolarmente</strong>. Ha detto che lui <strong>ama il bambino</strong> ma non ama me e non vuole vivere con me. Io mi sento <strong>tradita </strong>dalle sue promesse nei miei riguardi e <strong>non ho più fiducia in lui</strong>, né nella sua famiglia che è all&#8217;oscuro dei fatti e crede che le cose fra noi due si possano ancora risolvere.</p>
<p style="text-align: justify;">Mia madre dice che siamo stati <strong>due incoscienti, due immaturi</strong> e forse ha ragione.</p>
<p style="text-align: justify;">Io ora però <strong>devo rialzarmi ed essere forte</strong> per il mio bambino perché lui di questa brutta situazione non  ne può nulla e ha<strong> diritto ad una vita serena, Con una mamma forte che lo ama e che non si lascia sprofondare nel dolore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Silvia, scusa se mi sfogo con te ma ho tanto bisogno di una <strong>parola di speranza</strong>. A volte ho <strong>paura di impazzire</strong> e di non riuscire a reggere la situazione, <strong>gli insulti di mio padre</strong> quotidiani, l&#8217;<strong>abbandono </strong>di G., la <strong>più totale solitudine</strong>. Io<strong> amo già il mio bambino </strong>e devo essere forte per lui, devo riprendere in mano la mia vita fregandomene delle malelingue paesane che sparlano di me e delle cattiverie dei parenti.  Devo dare più esami possibili prima che il bimbo nasca e dopo occuparmi di lui e continuare a studiare .<br />
Cerco sempre di farmi forza ma ti assicuro che è molto dura e troppo spesso <strong>ho paura di non farcela</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Scusa se mi sono dilungata così  tanto, già mi è servito un pochettino scriverti, buttare giù le mie ansie e le mie paure.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero in una risposta, se ti va, se hai tempo e voglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie di cuore.</p>
<p><em>Mail firmata</em><br />
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<p>Articolo scritto da Cristina Fiore,<br />
Counsellor  			Professionista II Livello, N. 3031 CNCP,<br />
formatore, prenatal tutor, docente scuola ISPPE e&#8230;</p>
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		<title>Il secondo figlio</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 18:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[amore materno]]></category>
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		<category><![CDATA[fratelli diversi]]></category>
		<category><![CDATA[preferenze]]></category>
		<category><![CDATA[seconda gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[secondo figlio]]></category>

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		<description><![CDATA[Poi, quando ne hai due, ripensi a questi dubbi con un sorriso, un po&#8217; tenero e un po&#8217; &#8220;vissuto&#8221;. Ma quando quel test si colora e hai un altro bimbo, magari piccolo, accanto a te, il primo pensiero corre al lui. Anzi, corre al tuo affetto per lui. Lo saprò amare allo stesso modo? Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/il-secondo3-2.jpg"><img class="aligncenter" title="Il secondo figlio" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/il-secondo3-2.jpg" alt="" width="458" height="482" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Poi, quando ne hai due, ripensi a questi dubbi con un sorriso, un po&#8217; tenero e un po&#8217; &#8220;vissuto&#8221;.<br />
Ma quando quel test si colora e hai un altro bimbo, magari piccolo, accanto a te, il primo pensiero corre al lui.<br />
Anzi, corre<strong> al tuo affetto per lui</strong>.<br />
<em>Lo saprò amare allo stesso modo? Come si può amare un secondo figlio come il primo? Ci sarà spazio per entrambi? Cosa sto togliendo al primo? Soffrirà? Il famoso amore che non si divide ma si moltiplica vale per tutti? Non è che sono una delle poche che resterà bloccata lì?<br />
</em>Quando aspettavo Niccolò, scrivevo <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/15/in-vista-dellattracco-niccol-37-settimana/" target="_blank"><strong>QUESTO</strong></a>. Ricordo che, in queste ultime settimane di gravidanza, guardavo Matteo come si guarda un <strong>condannato</strong>. Lo guardavo, così piccolo (23 mesi), così ancora dipendendente, con il suo ciuccio e il suo pannolo e<strong> mi sentivo soffocare</strong>. Non avevo pensieri che per lui.<br />
Poi è <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/15/la-nascita-di-niccolo/" target="_blank"><strong>arrivato Niccolò</strong></a>, rumorosamente, fastidiosamente.<br />
È piombato qui rompendo tutti i fragili equlibri, stravolgendo tutte le sicurezze con le sue <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/27/reflusso-neonato/" target="_blank"><strong>20 ore di pianti</strong> </a>ininterrotti, <strong><a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/08/12/storia-di-una-gelosia/" target="_blank">infastidendo suo fratello</a></strong> (e non solo lui) in maniera indescrivibile e, a tratti, insostenibile, sorprendendci con una <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/13/questi-due-fratelli/" target="_blank"><strong>personalità tutta sua</strong></a> e con <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/12/12/questo-bimbo-non-e-normale/" target="_blank"><strong>caratteristiche faticose </strong></a>da gestire.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ha avuto un atterraggio morbido. Per nessuno.<br />
Ma non importa, perchè alla fine questo benedetto amore si moltiplica davvero. E io ero una di quelle un  pochino scettiche. <img src='http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/plugins/smilies-themer/Julianus/20x20-big_smile.png' alt=':)' class='wp-smiley' /> <br />
Magari un po&#8217; più lentamente, in modo diverso, lasciando affiorare sensazioni differenti, nuove.<br />
Un fratello è per sempre e io che non ce l&#8217;ho ne so qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, questo volevo dire a Elisa che mi scrive questa mail.<br />
E voi? Cosa le volete dire?</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />
<p style="text-align: justify;">Ciao Silvia,<br />
sono di nuovo qui a scriverti perché nel corso dell’ultimo anno ho trovato tanti spunti utili sul tuo blog, tante osservazioni e tanti &#8220;attimi di vita&#8221; che mi sono stati d’aiuto per riflettere, per imparare o anche solo per conoscere i diversi aspetti del nostro ESSERE MAMME.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi mi trovo a dover affrontare un argomento che da tanto tempo mi turba, fino ad oggi ho rimandato ma mi rendo conto che devo cercare di superare lo scoglio e andare avanti e spero di trovare in te e nelle mamme che ti leggono un aiuto nel prendere una decisione, o meglio, <strong>io so già quale decisione prenderò</strong> ma vorrei essere in grado di &#8220;viverla bene&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Andiamo al punto: sono mamma di un <strong>bimbo di 2 anni e mezzo</strong>, Passerotto, che amo, adoro, che ha rivoluzionato la mia vita dal primo momento in cui l’ho visto; da quando è nato sono diventata prima MAMMA, poi tutto quanto il resto (moglie, figlia, lavoratrice, amica, sorella…). Quel legame meraviglioso, quell’amore indescrivibile è nato in me quando è nato lui. Insomma sono diventata Mamma Imperfetta a 160 gradi come te e come tutte le mamme che ti leggono.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho sempre pensato che avrei avuto <strong>due figli</strong>, inizialmente ho rimandato perché lui era ancora piccolo, poi perché io non ero ancora pronta, poi per qualche altro futile motivo ma in realtà il problema è: <strong>SARO&#8217; IN GRADO DI AMARE UN ALTRO FIGLIO COME AMO LUI?</strong> A me sembra che <strong>non ci possa essere spazio nel mio cuore per una altro amore così grande</strong>. E poi… anche solo il pensiero di avere un altro bambino mi fa sentire<strong> tremendamente in colpa</strong> nei confronti di Passerotto perché mi sembra di <strong>TOGLIERGLI PARTE DEL MIO AMORE</strong>, di <strong>privarlo della sua mamma</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni sto cercando di decidere, so che <strong>razionalmente è giusto</strong> dargli un fratellino/sorellina, io da sorella so cosa significhi avere qualcuno al tuo fianco per tutta la vita, non voglio un giorno lasciarlo solo ma voglio che abbia un compagno/a per tutto il suo cammino, anche quando io e mio marito non ci saremo più. Ma <strong>come posso vivere questa decisione senza sentirmi in colpa </strong>con lui per l’amore che darò ad un altro esserino, per il tempo che dedicherò al nuovo bimbo che spero il destino ci conceda e per il tempo e le forze che non potrò offrirgli più al 100%?<br />
Come posso prendere questa decisione<strong> senza sentirmi in colpa anche con chi forse arriverà</strong> perché già da ora lo sto trascurando e mettendo in secondo piano rispetto al fratellino maggiore?<br />
Forse sembreranno dubbi sciocchi a chi come te ha già più di un bimbo, ma davvero, in questo momento questi pensieri mi impediscono di vivere felicemente quello che dovrebbe assolutamente essere un momento importante e di grande gioia per la mia famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie mille per il tuo prezioso blog.<br />
Elisa.</p>
<p><span style="font-family: Tahoma;"> </span><br />
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<p>Questi due figli, questi due fratelli, così diversi.</p>
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<p>Matteo,&#8230;</p>
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		<title>I figli uniscono?</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 13:33:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto di coppia]]></category>

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<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/coppia_crisi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2219" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="coppia_crisi" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/coppia_crisi.jpg" alt="" width="297" height="273" /></a>Cara Silvia,<br />
leggo spesso il tuo blog, scoperto per caso mentre cercavo informazioni sul <strong><a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/reflusso/" target="_blank">reflusso</a></strong>. Scrivo spesso commenti ai tuoi post che trovo molto interessanti. Anzi devo dire che per quanto riguarda il problema del reflusso è grazie a te se ho riniziato a vivere. Grazie di cuore!</p>
<p style="text-align: justify;">Mi piacerebbe che si parlasse nel tuo blog del <strong>rapporto mamma-papà dopo la nascita di un bambino</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono in un periodo di forte crisi con mio marito. Ci siamo sposati dopo 7 anni di fidanzamento, dopo 6 anni è arrivata la prima figlia e dopo altri due il secondo pargolo. In casa nostra ci sono sempre state tante <strong>discussioni</strong>, per sciocchezze quando eravamo solo coppia, adesso ci <strong>scontriamo </strong>spesso sull&#8217;<strong>educazione dei figli</strong>. Lui è un papà molto <strong>severo</strong>, che si occupa poco dei figli, alla sera è difficile che giochi con loro. Spesso mi arrabbio con lui, ho provato anche a non dirgli più niente (così<strong> almeno lui non è arrabbiato con me</strong>).<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non voglio separarmi</strong> perché credo che due bambini abbiamo bisogno della presenza quotidiana del padre, anche se è un padre poco partecipe. E non voglio che nessuno mi dica che devo separarmi. Sto cercando indicazioni su come comportarmi con mio marito. I <strong>nostri due figli ci hanno assorbito la vita</strong> completamente; lui vorrebbe <strong>uscire </strong>con me, ma a me dispiace<strong> lasciare i bambini con un estraneo</strong> o chiedere l&#8217;ennesimo appoggio ai nonni; lui dice che io voglio apparire superiore a lui e che gli faccio notare solo le cose sbagliate; lui<strong> mi mette in imbarazzo di fronte ai bambini</strong> dicendo &#8220;è solo papà che vi sbriga, con mamma potete fare tutto quello che volete!&#8221;; fuori casa lui è una persona simpatica e socievole, in casa è un&#8217;altra storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo so, il tuo è un sito speciale, positivo, ma io lo considero un punto di ritrovo per scambio di opinioni. Tante volte mi hai fatto del bene, spero anche questa volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Un abbraccio forte e ancora grazie per quello che fai.</p>
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<p>Ricevo mail e messaggi che davvero mi stanno emozionando all&#8217;inverosimile.Per non perdere almeno quelli pubblici (le mail non le pubblicher&ograve;, a&#8230;</p>
<p>    <span class='comments_related_post'>Commenti: 6</span>
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<p>Mi sento una privilegiata.<br />
Carla ha voluto donare a me e a questo blog la sua storia di sofferenza, ma anche di coraggio, di forza e di&#8230;</p>
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<p>Chi ha avuto un problema di risvegli notturni con bambini ormai grandicelli?<br />
Questo pediatra cosa intende con &#8220;disturbo di crescita&#8221;? Cos&#8217;è un&#8230;</p>
<p>    <span class='comments_related_post'>Commenti: 17</span>
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		<title>Nonna di un maschio</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2010/02/12/nonna-di-un-maschio/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 17:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[figli maschi]]></category>
		<category><![CDATA[nonna]]></category>
		<category><![CDATA[nonni]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nonna. Una lettera sincera. La affido a voi, ormai certa della vostra delicatezza. Di mio, posso dire che, suonerà strano, ma comprendo queste parole, che sono l&#8217;emerso di un sommerso. Anche nei miei progetti c&#8217;erano due (anzi tre) bambine. Non entro nel merito della differenza di genere,  perché estendere un metro di giudizio a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p style="text-align: justify;">Una nonna.<br />
Una lettera sincera.<br />
La affido a voi, ormai certa della vostra delicatezza.<br />
Di mio, posso dire che, suonerà strano, ma comprendo queste parole, che sono l&#8217;emerso di un sommerso.<br />
Anche nei miei progetti c&#8217;erano due (anzi tre) bambine.<br />
Non entro nel merito della differenza di genere,  perché estendere un metro di giudizio a tutto il genere maschile non è un corretto metodo di analisi. E&#8217; pur vero però che ci sono <a href="http://www.alessiaangeli.com/index.php/curiosita/il-cervello-maschile-e-quello-femminile-sono-diversi.html" target="_blank">studi interrassantissimi</a> che indagano e scandagliano questa differenza tra gli emisferi cerebrali dei due sessi (Simon Baron-Cohen<em>, </em><em><a href="http://www.ibs.it/code/9788804526469/baron-cohen-simon/questione-cervello-differenza.html" target="_blank">Questione di cervello. La differenza essenziale tra uomini e donne</a></em>, Mondadori).<br />
Una differenza di fondo c&#8217;è. Ma non è detto che sia negativa.<br />
Non sto qui a raccontare quanto amore io stia ricevendo dai miei maschietti, perchè non è questo il punto.</p>
<p style="text-align: justify;">O forse è questo?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="../wp-content/uploads/nonna-maschio.jpg"><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="nonna maschio" src="../wp-content/uploads/nonna-maschio.jpg" alt="" width="320" height="213" /></a>Ieri sera, ho saputo che l&#8217;esserino meraviglioso che sta crescendo dentro mia figlia di 28 anni, luce della mia vita, è un <strong>maschietto</strong>.</p>
<p>Tengo a precisare che lo amo già tantissimo ma la notizia mi ha messo una certa ansia allo stomaco per le emozioni che sto provando che ho bisogno di parlarne con qualcuno che non mi conosce.</p>
<p style="text-align: justify;">Mia figlia è per me una persona meravigliosa dentro e fuori, il legame che ho con Lei forse è anche amplificato dal fatto che l’ho avuta ad appena vent’anni e che non ho mai avuto un bel rapporto di affetto con i miei genitori.<br />
Per cui quando sono rimasta incinta, avere una femmina era per me l&#8217;opportunità di dare a mia figlia tutto <strong>quello che io non avevo avuto affettivamente</strong>, inoltre poiché mio fratello era il cocco di casa, <strong>i maschi non mi sono mai piaciuti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non amo l&#8217;universo maschile, fatto di<strong> testosterone e semplicità mentale</strong> e dopo il papà di mia figlia diciamo che ho anche perso fiducia in esso.  Per  farla breve considero gli uomini molto più <strong>deboli</strong> delle donne. Noi facciamo più cose contemporaneamente, siamo più <strong>percettive</strong>, siamo <strong>madre e padre insieme</strong>.<br />
Per cui <strong>doveva essere femmina</strong> e così è stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando ho saputo che mia figlia aspettava un bambino, per me è stato come<strong> ritornare indietro </strong>nel tempo, la favola che si ripeteva, avrei avuto di nuovo mia <strong>figlia </strong>piccola, avrei potuto migliorarmi ancora nel ruolo di nonna e sopra ogni cosa mia figlia avrebbe avuto con la sua lo stesso nostro  bellissimo rapporto e non si sarebbe mai sentita sola.</p>
<p style="text-align: justify;">Involontariamente, ho talmente tanto materializzato l&#8217;idea che ora, pur essendo felice per il maschietto in arrivo, pur amandolo con tutta me stessa, sento <strong>un dolore al petto, un profondo senso di perdita per Viola, la mia nipotina non nata.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ come fossero <strong>due gravidanze</strong>, nella prima ho perso Viola e nella seconda è arrivato il maschietto.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiunque legga questa lettera, non mi giudichi, lo faccio già io.</p>
<p style="text-align: justify;">Un abbraccio a tutte le mamme e le nonne.</p>
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<p>
Ho desiderato tutto l&#8217;inverno un po&#8217; di tempo lento da trascorrere con me stessa e con mio marito.<br />
Corse, lavoro, scuole, riunioni, impegni,&#8230;</p>
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<p>Comincio da un pensiero di Maria Rita Parsi: &#8220;i nonni sono coloro che vengono da lontano e vanno per primi, ad indagare oltre la vita; sono i&#8230;</p>
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<p>I bimbi sono al mare con i nonni.<br />
Staranno via tutto il mese di agosto. Noi li raggiungeremo il venerdì e rientreremo il lunedì.<br />
In questi&#8230;</p>
<p>    <span class='comments_related_post'>Commenti: 24</span>
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		<title>La rabbia</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 22:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[pediatri]]></category>

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		<description><![CDATA[La rabbia (giustificata) di una madre. I prmi 18 mesi di vita di Matteo ho avuto una pediatra terrificante, non trovo altre parole. Quando era piccolino  siamo finiti al pronto soccorso perchè da 3 giorni mi stava facendo dare una dose di Tachipirina ridicola (prescritta per telefono). Aveva 40 di febbre da 70 ore e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p style="text-align: justify;"><em>La rabbia (giustificata) di una madre.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>I prmi 18 mesi di vita di Matteo ho avuto una pediatra terrificante, non trovo altre parole.<br />
Quando era piccolino  siamo finiti al pronto soccorso perchè da 3 giorni mi stava facendo dare una dose di Tachipirina ridicola (prescritta per telefono). Aveva 40 di febbre da 70 ore e quando ci hanno visto l&#8217;hanno rivoltato come un calzino e tenuto in osservazione qualche ora.<br />
Sarebbe bastata una visita a tempo debito, dato che si trattava di un bambino piccolo e di una madre  per nulla ansiosa che  durante i primi 6 mesi di vita del suo primo figlio non le aveva mai telefonato una volta.<br />
Sono stata una delle ultime a poter cambiare perchè poi hanno chiuso i trasferimenti. Ringrazio ancora il cielo di avermi permesso un cambio e la mi amica Francesca di avermi indirizzato a questa pediatra scrupolosa e attenta.<br />
Con tutti i problemi che ha avuto Niccolò non oso pensare a cosa sarebbe stato se non avessimo cambiato.</em></p>
<p><em>B. ha ragione. L&#8217;idea di dover pagare un diritto fa rabbia.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Larabbia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2045" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Pediatra" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Larabbia.jpg" alt="" width="303" height="200" /></a>Cara Silvia,<br />
oggi sono arrabbiata, preoccupata, indignata.</p>
<p style="text-align: justify;">M. ha 5 mesi e mezzo e da un mese non sta bene. Niente di grave, un forte raffreddamento, con parecchio catarro e attacchi di tosse, che gli disturba sonno e pasti ormai da troppi giorni. Siamo stati dalla guardia medica la domenica prima di Natale, che gli ha prescritto un mucolitico, dal nostro pediatra il 28 dicembre prima di partire per le vacanze. Come sempre è stato rassicurante &#8220;signora, non è niente, i bronchi sono liberi, facciamo un ciclo di aereosol e passerà tutto. Parta tranquilla&#8221;. Ovviamente, muniti di aereosol, abbiamo passato gran parte del tempo barricati in agriturismo limitandoci a qualche breve passeggiata quando il tempo lo permetteva (solo giornate soleggiate e senza vento, vestito in modo adeguato per evitare sudate o raffreddamenti che potessero peggiorare la situazione).<br />
Dopo alcuni giorni, malgrado la scrupolosità e le mille attenzioni che abbiamo cercato di avere, la situazione non sembrava evolversi minimamente, così una volta tornati (era l&#8217;Epifania) siamo andati in pediatria. Nuova visita, nuova diagnosi, nuovi farmaci, &#8220;signora, ma perchè tutti questi aereosol???? Ha la gola rossa, irritata e l&#8217;aereosol non fa che peggiorare la situazione. Prenda un antiinfiammatorio e nient&#8217;altro. La situazione migliorerà da sola!&#8221;<br />
Qualche giorno dopo richiamo il Pediatra. Non mi vuole ricevere, non ha tempo e si limita a dirmi che non è d&#8217;accordo con la terapia prescrittami in Pediatria, che &#8220;l&#8217;aereosol VA continuato&#8221;, che posso aggiungere un cortisonico per cercare di tenere a bada la tosse. &#8220;Passi per la ricetta del cortisonico&#8221;.  Abbasso il ricevitore senza parole.  Non lo visita, eppure mi prescrive cortisonici senza verificare il nuovo quadro clinico. Inizio ad arrabbiarmi, con me che al telefono non ho puntato i piedi, con lui che sembra essere piuttosto sommario nel gestire la faccenda. Decido di non dargli il cortisonico così, senza una visita di controllo.</p>
<p style="text-align: justify;">La situazione non sembra comunque aggravarsi, il bambino malgrado stia poco bene è di buon umore e non c&#8217;è febbre e decido di richiamare il pediatra dopo un paio di giorni.<br />
Richiamo e di nuovo rimango senza parole. &#8220;Signora, facciamo dell&#8217;antibiotico così passa tutto! Passi per la ricetta che non ho tempo di vederlo&#8221; . Riabbasso il ricevitore. Me la prendo con me che non so mai tenere testa a queste situazioni, che rimango lì senza parole. Richiamo il giorno seguente, spiegando alla segretaria che dopo un mese di cure inutili ho necessità di avere un appuntamento, perchè il bimbo DEVE ESSERE VISITATO. Lei dice che non può prenderlo, che devo prima parlare con il dottore, che però al momento sta visitando e quindi devo richiamare. Io insisto, il tono si fa più aggressivo perchè io di questa situazione non ne posso più. Lei risponde che devo comunque richiamare. Abbasso il ricevitore e dopo 5 minuti rifaccio il numero. &#8220;Signora, porti pure il bimbo, la aspettiamo tra mezzora!&#8221;.<br />
Evidentemente con certe persone l&#8217;arroganza paga più della cortesia. Prendo la macchina, carico il bambino così com&#8217;è e mi fiondo nello studio del pediatra. Che è vuoto. E inizio a chiedermi se davvero era così impegnato i giorni scorsi da non trovare 5 minuti per i bronchi affaticati di mio figlio. Entriamo, visita lampo (non gli ha nemmeno controllato gola, nè orecchiE), prescrizione di antibiotico &#8220;perchè anche se i bronchi sono liberi ormai si va avanti da troppo tempo&#8221;.. Finchè prescrive risponde al telefono, liquidando una signora come ha fatto con me nei giorni scorsi, dicendo che non ha tempo&#8230;di fronte a me la sua agenda aperta e di altri appuntamenti, dopo il mio, non ne sono segnati. Esco amareggiata, sconfortata. Provo rabbia e vergogna di fronte a tanto menefreghismo, di fronte a visite sommarie fatte in fretta e furia malgrado fuori dalla porta lo studio non sia affatto affollato.</p>
<p style="text-align: justify;">Vado a casa e chiamo l&#8217;ASL per informarmi se c&#8217;è modo di cambiare pediatra. Un signore, piuttosto scocciato, mi dice che è difficile, quasi impossibile. Nessuno ha posto, che l&#8217;unico modo è fare richiesta ad una commissione che valuti la mia richiesta, e che comunque, anche in questo caso, spesso ci vogliono mesi. Nel frattempo chiamo un&#8217;altra pediatra che lavora nella mia zona, prenoto una visita privatamente, perchè non mi fido più. Nemmeno della diagnosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri la visita con questa pediatra. Non so se siano stati i 100 euro. O la mia evidente esasperazione. Ma  M. per la prima volta è stato visitato in modo approfondito. I bronchi non erano affatto liberi, la natura di questa infiammazione così recidiva non è forse un semplice raffreddamento ma può dipendere da qualche intolleranza alimentare (sto già svezzando e dalla nascita prende anche latte artificiale oltre al mio latte), data anche la grande quantità di aria nella pancia (il mio pediatra non ha MAI nè guardato nè sottoposto a palpazione l&#8217;addome). Nello scroto, che da tempo presenta una parte più chiara, una specie di sacca, già più volte sottoposta a controllo da parte del mio pediatra, è probabilmente presente una piccola ciste&#8230;e considerato che M. è stato sottoposto ad un mese e mezzo ad intervento chirurgico allo scroto per una probabile torsione del testicolo, la cosa non mi sembra affatto trascurabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono uscita da quella porta sconvolta. Preoccupata per le prospettive di nuovi controlli da fare, a meno di un mese dal mio rientro al lavoro. Arrabbiata per il tempo perso e per essere dovuta ricorrere ad una visita a pagamento perchè ad un bimbo si presti l&#8217;attenzione dovuta. Sconfortata perchè cambiare pediatra non sarà affatto semplice.</p>
<p style="text-align: justify;">So che in fondo non è niente di grave, che questa situazione con la dovuta attenzione si potrà risolvere al meglio, che quello che conta di più al mondo è vedere M. sorridere e che malgrado tutto possiamo ritenerci persone fortunate. Ma l&#8217;amarezza rimane comunque tanta&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Un abbraccio e grazie di cuore per il tuo blog, fonte di sorrisi, pensieri e spunti per affrontare la maternità nel migliore dei modi possibili.<br />
B.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Mentre stavo pubblicando è arrivata una mail di un&#8217;altra mamma, che metto qui in coda, per lanciare a B. l&#8217;amo della serenità, che, prima o poi, inaspettata si posa sulla quotidianità delle mamme stanche e le </em><em>fa intenerire  davati a quello che erano &#8220;solo un inverno fa&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Primavera.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2048" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Primavera" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Primavera.jpg" alt="" width="247" height="316" /></a>Cara Silvia,<br />
è tempo che io ti dica una cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Riesco a farlo stasera perchè ho deciso di lasciare parlare una vocina che molto spesso è coperta dai rumori della realtà quotidiana.<br />
Una parola ti devo dire: grazie.<br />
Te lo avranno detto in tante, volevo aggiungere appunto la mia voce.<br />
La mia bimba ha ormai un anno e mezzo, ha imparato a camminare da sola, in senso lato, e finalmente un po&#8217; ce l&#8217;ho fatta anche io.<br />
Ci siamo impegnate entrambe, aiutate dalla natura. Ancora c&#8217;è tanto da fare, ma tu sai quanto ci si possa sentire sole in questo cammino&#8230; ci si sente bambine, inadeguate, peggio di chiunque altro, si ha la sensazione di andare avanti alla cieca, di doversi appoggiare e proprio qui, nel bisogno di appoggiarsi a qualcuno, mi sei venuta in aiuto.<br />
Leggendo le tue parole ho sempre trovato grande solidarietà, la mano che qualche volta mi ha guidata e le parole di cui avevo bisogno.<br />
Se guardo indietro mi faccio tenerezza&#8230;ed era solo un inverno fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora mi sento un po&#8217; più forte. C&#8217;è anche il tuo zampino.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie.<br />
A.</p>
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<p>
Poi, quando ne hai due, ripensi a questi dubbi con un sorriso, un po&#8217; tenero e un po&#8217; &#8220;vissuto&#8221;.<br />
Ma quando quel test si colora e hai un altro&#8230;</p>
<p>    <span class='comments_related_post'>Commenti: 34</span>
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<p>Fuggi, piccola.<br />
Da chi dice di volerti bene ma non fa che allontanarti da te  stessa.<br />
Da chi ti offende, da chi ti insulta, da chi non ha stima&#8230;</p>
<p>    <span class='comments_related_post'>Commenti: 38</span>
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<p>Mi sento una privilegiata.<br />
Carla ha voluto donare a me e a questo blog la sua storia di sofferenza, ma anche di coraggio, di forza e di&#8230;</p>
<p>    <span class='comments_related_post'>Commenti: 22</span>
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		<title>4 anni e risvegli notturni</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2010/01/21/4-anni-e-risvegli-notturni/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2010/01/21/4-anni-e-risvegli-notturni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[4 anni]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[risvegli notturni]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi ha avuto un problema di risvegli notturni con bambini ormai grandicelli? Questo pediatra cosa intende con &#8220;disturbo di crescita&#8221;? Cos&#8217;è un disturbo di crescita? A cosa si riferisce? A disturbi fisici o psico-emotivi? Il sonno è un momento di passaggio, di abbandono che racchiude l&#8217;inconscio, l&#8217;entusiasmo, la gioia, la fatica, la stanchezza della giornata. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><em>Chi ha avuto un problema di risvegli notturni con bambini ormai grandicelli?<br />
Questo pediatra cosa intende con &#8220;disturbo di crescita&#8221;?</em><em> Cos&#8217;è un disturbo di crescita? A cosa si riferisce? A disturbi fisici o psico-emotivi?<br />
Il <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/03/07/il-sonno-dei-bambini/" target="_blank"><strong>sonno</strong></a> è un momento di passaggio, di abbandono che racchiude l&#8217;inconscio, l&#8217;entusiasmo, la gioia, la fatica, la stanchezza della giornata. </em><em>È un equilibrio fisiologico ma non così meccanico.<br />
Come comportarsi davanti ai risvegli notturni in un bambino grandicello? Cosa fare?</em> <em>Intervenire o, semplicemente, aspettare? Ristabilire le &#8220;regole&#8221; o accogliere?</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/rsivegli-notturni.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2025" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="rsivegli-notturni" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/rsivegli-notturni.png" alt="" width="279" height="161" /></a>Cara Silvia,<br />
ti scrivo perché ho un problema con  la mia bimba di 4 anni e mezzo.<br />
Ha <strong>sempre dormito</strong>. Io sono una di quelle degenerate che con il metodo <strong><em>Fate la nanna</em></strong> ho educato la mia bimba che allora aveva <strong>sei mesi</strong> a dormire.</p>
<p>Da ottobre lei ha dei <strong>risvegli </strong>e non so come aiutarla e come aiutarmi, visto che anch&#8217;io dopo dormo male o fatico a riaddormentarmi.<br />
Non so cosa la <strong>turbi </strong>o cosa l&#8217;abbia turbata, l&#8217;unica cosa che è successa ad ottobre è che io ho avuto un aborto spontaneo e siccome avevo un emorragia in corso sono andata in fretta e furia all&#8217;ospedale e mi hanno ricoverato una notte intera.<br />
Lei del bimbo non sapeva ancora però ha capito che quella notte non c&#8217;ero e ha chiesto a mio marito dov&#8217;ero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa devo fare</strong> ora? Oltre che <strong>arrabbiarmi </strong>tutte le volte che si sveglia?<br />
La mia pediatria mi ha consigliato <em>Sedibimbi </em>di Aboca, <strong>sciroppo omeopatico</strong>, e mi ha detto che potrebbero essere <strong>problemi legati alla crescita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo so che la disperazione è ben altra cosa quindi non ti dico che sono disperata ma ti dico che non sono abituata a non dormire e vorrei<br />
qualche <strong>consiglio </strong>pratico o non pratico.</p>
<p style="text-align: justify;">Salutoni<br />
Cristina</p>
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<p>Il bambino dell&#8217;attesa, 4 anni fa, durante Italia-Australia, urlante, grosso, pelato, atterrava poco timidamente e poco spontaneamente a suon di&#8230;</p>
<p>    <span class='comments_related_post'>Commenti: 22</span>
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<p>Fuggi, piccola.<br />
Da chi dice di volerti bene ma non fa che allontanarti da te  stessa.<br />
Da chi ti offende, da chi ti insulta, da chi non ha stima&#8230;</p>
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<p>Ieri sera, stavo assaporando la quiete domestica dopo 3 giorni di full immersion bambinesca e di pranzi e cene a ristorante (che con la prole si&#8230;</p>
<p>    <span class='comments_related_post'>Commenti: 0</span>
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		<title>Il biberon no!</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2009/11/15/il-biberon-no/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 10:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[biberon]]></category>
		<category><![CDATA[mamma lavoratrice]]></category>
		<category><![CDATA[tiralatte]]></category>

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		<description><![CDATA[Avevo preprarato un post su di me e sui miei bimbi, poi mi è arrivata questa mail. C&#8217;è una certa urgenza, per cui la pubblico subito e chiedo, al solito, il vostro contributo.  Anzi, è proprio lei a chiederlo, stavolta. Come si fa a nutrire una bambina che rifiuta il biberon? Ve lo siete mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p style="text-align: justify;"><em>Avevo preprarato un post su di me e sui miei bimbi, poi mi è arrivata questa mail. C&#8217;è una certa urgenza, per cui la pubblico subito e chiedo, al solito, il vostro contributo.  Anzi, è proprio lei a chiederlo, stavolta.<br />
Come si fa a nutrire una bambina che rifiuta il biberon? Ve lo siete mai chiesto? Avete avuto un problema simile? Come l&#8217;avete affrontato? Come lo affrontereste nell&#8217;eventualità?<br />
Lei non lo scrive, ma, se ben ricordo, la sua bimba dovrebbe avere 3 mesi circa.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Biberon2.jpg"><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Biberon" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Biberon2.jpg" alt="" width="330" height="247" /></a>Cara Silvia,<br />
è passato un pò di tempo, ma spero tu non ti sia scordata di me.</p>
<p style="text-align: justify;">Eccomi qui: a scrivere una mail a chi mi &#8220;conosce&#8221; da un pò  e crede in questa <strong>forma di sostegno</strong>, perché sono in un bel guaio.<br />
Ho provato, ma non riesco per mancanza di tempo e di energia, a navigare su internet per trovare qualche consiglio utile: niente di fatto.<br />
Medici e affini se ne lavano le mani liquidandomi con due parole: &#8220;bisogna insistere&#8221;, o in alternativa &#8220;bel guaio&#8221;. <strong>Nessun consiglio pratico</strong> su come fare, nessun sostegno morale.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora ho pensato che la<strong> risorsa più utile per me in questo momento sono le altre mamme e le mamme blogger</strong>, che sanno sostenere spesso anche da lontano.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>questione</strong>: mia figlia<strong> rifiuta il biberon</strong>.<br />
Il <strong>contenuto</strong>: il <strong>mio latte preso col tiralatte</strong>. Non intendo passare a quello artificiale nè smettere di allattare, vorrei continuare a darle il mio.<br />
L&#8217;<strong>antefatto</strong>: <strong>esclusivo allattamento al seno</strong> dalla nascita, e il<strong> madornale errore </strong>di non aver pensato prima al fatto che avrei dovuta abituarla al biberon (inesperta io, nessuno me lo ha consigliato).<br />
L&#8217;<strong>obiettivo</strong>: riuscire a <strong>separarmi da lei</strong> anche per poche ore, per cominciare a <strong>lavorare </strong>un pò, o anche solo per tornare a vivere, pochino pochino&#8230; <img src='http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/plugins/smilies-themer/Julianus/20x20-too_sad.png' alt=':(' class='wp-smiley' /> <br />
I <strong>tentativi </strong>fatti: proporglielo in vari momenti della giornata, a <strong>pancia piena o vuot</strong>a.<br />
Il <strong>risultato</strong>: la piccola <strong>strilla, urla, tira calci</strong>, contorsioni, manco se dentro ci fosse veleno.<br />
Il mio <strong>problema</strong>: sono assolutamente incapace di <strong>lasciarla a digiuno </strong>finché non si convince a prenderlo, e sto cercando un metodo meno &#8220;da tortura&#8221;.<br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A I U T O.</strong><br />
Ti risparmio i commenti sul mio stato d&#8217;animo, le angosce sull&#8217;ipossibilità di tornare ad una vita &#8220;normale&#8221;, le paranoie sul mio essere <strong>una madre incapace</strong>.  <img src='http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/plugins/smilies-themer/Julianus/20x20-too_sad.png' alt='=(' class='wp-smiley' /> <br />
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<p>Io lavoro part-time. Faccio in teoria 5, in pratica 6 ore al giorno.</p>
<p>Esco di casa alle 7.20 e rientro alle 14.<br />
Oggi avevo una riunione alle&#8230;</p>
<p>    <span class='comments_related_post'>Commenti: 31</span>
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<p>Bea e Serena, due storie di allattamento, diverse, ma simili.<br />
Ben riuscite (dove &#8220;ben&#8221; sta per congruenti con i loro desideri), nonostante le&#8230;</p>
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<p>Poi arriva quel momento che aspetti da anni.<br />
Quel momento in cui finalmente qualcuno, sul lavoro,  prende atto delle tue skills, anzi, meglio,&#8230;</p>
<p>    <span class='comments_related_post'>Commenti: 24</span>
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		<title>Sentirsi soli</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2009/11/09/sentirsi-soli/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 06:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[aborto spontaneo]]></category>
		<category><![CDATA[adozione. procreazione medicalmente assistita]]></category>
		<category><![CDATA[handicap]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sento una privilegiata. Carla ha voluto donare a me e a questo blog la sua storia di sofferenza, ma anche di coraggio, di forza e di speranza. Io mi faccio megafono di quest&#8217;urlo di rabbia e di dolore, che però è lanciato da una donna che appartiene &#8220;alla razza che non si arrende&#8221; e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p style="text-align: justify;"><em>Mi</em><em> sento una privilegiata.<br />
Carla ha voluto donare a me e a questo blog la sua storia di sofferenza, ma anche di coraggio, di forza e di speranza.<br />
Io mi faccio megafono di quest&#8217;urlo di rabbia e di dolore, che però è lanciato da una donna che appartiene &#8220;alla razza che non si arrende&#8221; e che, dunque, tanto ci può inesgnare, far riflettere e fare uscire dal nostro &#8220;orticello egoista&#8221;.<br />
Mi sento piccola-piccola davanti a questo schermo, davanti a queste parole &#8220;e se tu vuoi parlare, sfogarti no, loro cambiano discorso, non si devono raccontare i propri dolori, le proprie angosce e tutto quello che vivi, rimane lì nelle quattro mura di una stanza di ospedale dove per forza ti devi tirare su&#8221;, ma no, qui, ora non si cambia discorso.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://public.blu.livefilestore.com/y1p6naac0TDBWQeKjw8uwoJY3o17ruIM4p2uPoZx4403BTJtGy59FTOj4PgrUewxKrX4B5bvZJVElUZ8a4nw-PEVA/DSCN0385.JPG"><img class="size-full wp-image-1861 alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Sentirsi soli" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Sentirsi-soli.JPG" alt="Sentirsi soli" width="340" height="254" /></a>Cara Silvia,<br />
ti scrivo perché in questo periodo sto ricevendo risposte agognate da tempo e  che mi stanno parzialmente riconciliando con la mia esistenza degli ultimi anni, ma nel frattempo aprono ancora una volta uno squarcio sulla società  attuale e su una sua <strong>espressione legislativa</strong> in particolare, la fatidica<a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/04040l.htm" target="_blank"><strong> Legge 40</strong></a>, che per me è sempre stata <strong>profondamente ingiusta</strong> già da quando non mi toccava in prima persona ma che adesso ritengo<strong> lesiva della libertà </strong>di ciascun essere umano che voglia diventare genitore e che certo non per sua scelta abbia  problemi come i nostri. So di non essere sola in questa sofferenza ed insofferenza, ma sento <strong>troppe poche voci</strong> di un coro che vorrei fosse alto, forte e potente e che non fosse magari relegato alle sole persone che subiscono l&#8217;ingiustizia associata al dolore.</p>
<p style="text-align: justify;">Cerco di riepilogare brevemente la mia storia, che immagino possa dare diversi spunti di discussione, sempre se tu vorrai pubblicarla.</p>
<p style="text-align: justify;">A gennaio 2005 scopro di essere <strong>incinta del mio primo figlio</strong>, dopo la prima visita mi presento dalla ginecologa per l’ecografia di controllo del <strong>battito cardiaco</strong>:  questo è totalmente <strong>assente</strong>, la mia gravidanza è terminata prima ancora che ne potessi gioire appieno, non approfondisco le sensazioni i sentimenti provati all’epoca, aggiungo solo che la causa a seguito dell&#8217;analisi citogenetica del materiale abortivo risulta essere una <a href="http://www.mammaepapa.it/salute/p.asp?nfile=pr_occgat" target="_blank"><strong>trisomia del cromosoma 22</strong></a> (<em>ndr </em>o <strong>sindrome degli occhi di gatto</strong>), praticamente incompatibile con la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">A giugno 2005, sono <strong>di nuovo incinta</strong>, non so se si possa dire ma io lo considero il mio &#8220;secondo&#8221; figlio: l&#8217;ecografia per il controllo del battito cardiaco e tutto il tempo passato fino ad arrivarci sono state una <strong>lunga apnea</strong>, abbiamo tirato un sospiro di sollievo solo quando abbiamo visto quel <strong>cuoricino che batteva</strong> con tutto il rumore che ci ha assordato. Siamo passati attraverso tutti gli step di quella che ricordo sempre come una <strong>gravidanza meravigliosa</strong>, tutti i controlli necessari anche se non indispensabili (compresa l&#8217;<a href="http://www.mammaimperfetta.it/gravidanza/amniocentesi/"><strong>amniocentesi</strong></a>) e tutto è andato bene al di là di ogni nostra aspettativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino ai giorni successivi alla sua nascita: lo faccio nascere in clinica per sentirmi più &#8220;protetta&#8221; nella mia privacy con mio figlio e la mia famiglia, lui nasce alle 22.40 del 7 febbraio 2006 la prima notte la passa tra l&#8217;<strong>incubatrice </strong>ed il nido ed io nella mia incoscienza del primo nato non me ne preoccupo. I due giorni successivi cominciano a far strillare campanelli nella mia testa: il mio piccolino<strong> non ha alcun tipo di fame, non si attacca al seno, non gli interessa neanche il biberon, rimane quasi sempre nel suo stato sonnacchioso.</strong><br />
Al terzo giorno di vita gli fanno una radiografia all&#8217;addome, e secondo pediatra e radiologo non c&#8217;è niente di anormale, ma anche il pediatra si comincia a preoccupare anche se non ci dà indicazioni, salvo il giorno delle dimissioni in cui messo alle strette ci consiglia di andare al Bambin Gesù e <strong>ci augura</strong> che non sia un altro caso di &#8220;<a href="http://www.ospedalebambinogesu.it/Portale2008/Default.aspx?IdItem=3883" target="_blank"><strong>megacolon</strong></a>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Non prolungo la disquisizione:<strong> trascorriamo in ospedale</strong> tra analisi, radiografie, biopsie, trasfusioni, operazione finale e quant&#8217;altro <strong>dal quarto giorno di vita di mio figlio fino ai suoi 2 mesi</strong>, periodo in cui ha fatto più digiuno che altro, non ha potuto prendere un goccio del mio latte (che nonostante il trauma e tutto c&#8217;era ed era pure abbondante, nonostante la fatica e la sensazione di essere meno presente perché mi allontanavo dalla sua culletta per andare a tirarmelo nella “stanza del latte”), e da cui è uscito con gran parte del colon in meno ed una <strong>colostomia </strong>che a casa abbiamo dovuto  accudire (<strong>altro che cura del troncone ombelicale</strong>: magari avessi potuto curarlo io e ritrovarmelo tra le mani invece che in una bustina per la raccolta della pipì nel suo sacchetto dell&#8217;ospedale!).</p>
<p style="text-align: justify;">A 3 mesi e mezzo viene<strong> nuovamente operato</strong> per chiudere la colostomia, e comincia il nostro purgatorio per farlo rientrare nei percentili ed in una crescita normale con cure infinite per fargli accettare lo svezzamento &#8220;anticipato&#8221; ed una dermatite al sedere che non è neanche definibile da pannolino perché a causa della mancanza del colon le  feci risultano altamente acide ed <strong>erodono la pelle fino alla carne</strong> viva.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante tutto questo, sono fortemente convinta che la mia famiglia possa solo migliorare aumentando il numero dei figli e visto che nessuno ci dà informazioni certe riguardo alle<strong> <a href="http://www.megacolon.it/articolo_genetica.html" target="_blank">cause genetiche del Morbo di Hirshsprung</a></strong> (<em>ndr </em>o megacolon) a luglio 2007 rimango <strong>nuovamente incinta</strong>, con la speranza di avere <strong>un figlio sano</strong> e con la convinzione che &#8220;al massimo un altro megacolon lo possiamo affrontare&#8221;. Peccato che il destino ci riservi altre novità: mentre mio figlio subisce <strong>nuovi ricoveri</strong> per cause all&#8217;epoca sconosciute (sospette <strong>enterocoliti </strong>a cui sono soggetti gli operati di megacolon, molto più probabilmente l&#8217;<strong>aderenza intestinale </strong>operata successivamente), l&#8217;ecografia morfologica diagnostica un&#8217;<strong><a href="http://www.mammaepapa.it/salute/p.asp?nfile=pr_agecc" target="_blank">agenesia del corpo calloso</a> </strong>del nostro &#8220;terzo&#8221; figlio, <strong>maschio con amniocentesi normale</strong>. In un paio di settimane prendiamo la<strong> terribile decisione</strong> di <strong>rinunciare a questo figlio</strong> tanto voluto tramite <strong>aborto terapeutico alla 23^ settimana</strong>: non mi dilungo su ciò che anche quest&#8217;esperienza provoca in me, in noi genitori, perché dopo averla vissuta so che solo chi ci è passato sa cosa voglia dire e che la maggior parte delle persone non vogliono neanche approfondire per non ritrovarsi di fronte al baratro di dolore che si spalanca di fronte (<em>ndr</em> una IVG alla 23^ settimana è un parto vero e proprio).</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente è da febbraio 2008 che siamo alla ricerca di notizie, informazioni, certezze relativamente alle <strong>cause di questo concatenarsi di &#8220;sfortune&#8221;</strong>, perché io appartengo a quella razza che<strong> non si arrende mai</strong> e cerca sempre una<strong> spiegazione razionale e “scientifica&#8221; </strong>alle cose che succedono, in modo da poter credere in qualcosa di &#8220;modificabile&#8221; e non nel caso. Abbiamo avuto, come dicevo all&#8217;inizio, le prime risposte: il nostro &#8220;unico&#8221; figlio è affetto da una mutazione di un gene ritenuto importante nella<strong> migrazione delle cellule neuronali </strong>al momento dello sviluppo dell&#8217;embrione: dobbiamo ancora verificare se uno di noi due genitori è effettivamente <strong>portatore sano</strong> di questa mutazione oppure se è derivata da un incrocio &#8220;sbagliato&#8221; del patrimonio genetico di noi genitori. Per la mia testa, questa risposta è comunque una cosa positiva, perché credo sia<strong> meglio sapere e conoscere che andare avanti al buio</strong>, ma contemporaneamente è negativa perché avessimo avuto maggiori informazioni forse mi sarei evitata il<strong> trauma psichico e fisic</strong>o (sì, anche fisico) dell’interruzione volontaria di gravidanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Io e mio marito che desideriamo fermamente una famiglia grande con almeno un paio di figli ci siamo, ormai, rivolti all&#8217;<strong>adozione internazionale</strong>: prima di tutto perché i tempi di queste ricerche ci sono sembrati un po&#8217; troppo lunghi,  secondo perché comunque<strong> non rientriamo nella casistica della Legge 40</strong>. Infatti, come comprovato non siamo sterili, secondariamente avremmo bisogno di un&#8217;<strong>analisi preimpianto</strong> degli embrioni che non portino la mutazione probabilmente causa di tutto questo lungo e duro calvario, cosa che è <strong>assolutamente vietata</strong> nel nostro Paese, che nella fattispecie definirei <strong>retrogrado e mentalmente ristretto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi, so che pare strano ma dopo le risposte sto cominciando a preoccuparmi per il futuro di mio figlio: non per la sua salute, ma perché come portatore di questa mutazione avrà il 50% di probabilità di trasmetterla ad eventuali figli, casomai lui volesse averne, e pensare che possa in futuro da aspirante genitore soffrire come noi abbiamo sofferto mi rende il pensiero ancora più odioso. So di non essere la sola, l&#8217;ho sperimentato in quei lunghi mesi d’ospedale ed in tutti i ricoveri successivi del mio nano: ci sono malformazioni di ogni genere e tipo, malattie di cui il 99,99% delle persone non conosce manco l&#8217;esistenza, ma<strong> io mi sento sola a voler gridare urlare l’ingiustizia della L. 40 e  la mentalità piccola e ristretta di tanta gente </strong>che protesta contro l&#8217;aborto e poi però quando gli capita accanto al proprio figlio un bambino con problemi di vario genere e tipo <strong>lo tiene lontano</strong>, la società che ti dice di non ricorrere all&#8217;aborto e poi <strong>ti abbandona</strong> appresso alle mille incombenze necessarie per accudire figli con malformazioni (terapie, assistenza scolastica, ricoveri etc.) senza una mano d&#8217;aiuto, perché fondamentalmente non si riesce ad <strong>accettare il diverso,</strong> ciascuno chiuso nel proprio <strong>orticello egoista </strong>e se a qualcuno capita il peggio<strong> a noi non ci riguarda</strong>.<br />
E quando capita, spesso è come se ci si <strong>sentisse in colpa</strong>, si tenta di nascondersi, di negare la verità e la realtà, perché le persone che incontri sanno solo dirti &#8220;anche a me è successo questo, anche alla figlia della conoscente del mio lontano parente, che vuoi fare devi andare avanti&#8221; e<strong> se tu vuoi parlare, sfogarti no, loro cambiano discorso</strong> non vogliono ascoltare, perché è difficile duro ascoltare la verità di chi <strong>è sceso all&#8217;inferno</strong> e sta tentando lentamente di tirarsene fuori, non si possono,<strong> non si devono raccontare i propri dolori</strong>, le proprie angosce e tutto quello che vivi, rimane lì nelle quattro mura di una stanza di ospedale dove per forza ti devi tirare su anche se tra una lacrima ed una battuta con le altre mamme sconosciute condividi molto di più di quello che condividi con le mamme che conosci &#8220;fuori&#8221; e che ti <strong>dovrebbero essere amiche</strong>.<br />
Ci si sente in un recinto dove tu sei l&#8217;<strong>animale strano</strong> e tutti gli altri però ti passano intorno nella <strong>semi-indifferenza</strong>, ti danno uno sguardo tra il <strong>curioso</strong>, il <strong>patetico </strong>ed il <strong>giudicante </strong>e poi via <strong>passano oltre</strong>: vorrei tanto riuscire a non sentirmi più  così, in modo da poter andare in giro con il mio nano per mano<strong> a mostrare la mia faccia felice ed orgogliosa madre di uno splendido essere speciale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://public.blu.livefilestore.com/y1pWoq45NqLcpLWe8oqVK2wbKV2ybzvfDB-vXbUvSdwOMwShV2LqGzC315SXuabt4fueJuv7vZ6uCfwV_JF3jWGSA/DSCN1591.jpg" alt="" width="512" height="382" /></p>
<p style="text-align: justify;">Grazie per la tua attenzione e la tua sensibilità, che sono sempre particolarmente toccanti.</p>
<p>Carla<br />
<a href="http://carlas73.spaces.live.com/Blog/" target="_blank">http://carlas73.spaces.live.com/Blog/</a><br />
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<p>Fuggi, piccola.<br />
Da chi dice di volerti bene ma non fa che allontanarti da te  stessa.<br />
Da chi ti offende, da chi ti insulta, da chi non ha stima&#8230;</p>
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<p>Chi ha avuto un problema di risvegli notturni con bambini ormai grandicelli?<br />
Questo pediatra cosa intende con &#8220;disturbo di crescita&#8221;? Cos&#8217;è un&#8230;</p>
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<p>Gli equilibri di coppia cambiano dopo l&#8217;arrivo dei figli? Come cambiano? Perchè? È necessario e naturale aspettarsi un cambiamento? A voi è&#8230;</p>
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		<title>Due storie di allattamento</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2009/10/26/due-storie-di-allattamento/</link>
		<comments>http://www.mammaimperfetta.it/2009/10/26/due-storie-di-allattamento/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 05:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[aggiunta]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[calo ponderale]]></category>

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		<description><![CDATA[Bea e Serena, due storie di allattamento, diverse, ma simili. Ben riuscite (dove &#8220;ben&#8221; sta per congruenti con i loro desideri), nonostante le difficoltà, le intrusioni, i consigli, i rimproveri, i pareri personali. Come, sempre, la parola a voi, io risponderò, come voi, nei commenti. Cara Mamma Imperfetta, sono a raccontarti l&#8217;esperienza di allattamento che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Allattamento" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/Allattamento5.jpg" alt="" width="236" height="355" />Bea e Serena, due storie di allattamento, diverse, ma simili.<br />
Ben riuscite (dove &#8220;ben&#8221; sta per congruenti con i loro desideri), nonostante le difficoltà, le intrusioni, i consigli, i rimproveri, i pareri personali.<br />
Come, sempre, la parola a voi, io risponderò, come voi, nei commenti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Cara Mamma Imperfetta,<br />
sono a raccontarti l&#8217;esperienza di allattamento che sto vivendo&#8230;<strong>per nulla facile</strong> in certe fasi, talvolta<strong> non supportata</strong>, ma tutto sommato soddisfacente nel risultato (per ora, si intende) .<br />
Ti premetto che la facoltà di allattare al seno il mio bambino mi è<strong> stata a cuore</strong> già dall&#8217;inizio della gravidanza, l&#8217;ho considerata sempre un&#8217;esperienza <strong>speciale </strong>sia dal punto di vista emozionale (anche se credo che forse la mia aspettativa fosse troppo alta, forse stereotipata&#8230;), che dal punto di vista pratico, considerate le favolose proprietà del latte materno e la comodità di poter allattare dovunque e in qualsiasi momento.<br />
Appena rientrata in stanza in seguito al taglio cesareo<strong> ho attaccato subito</strong> il bambino al seno. Un po&#8217; per la scomodità di allattare da stesa, un po&#8217; per la sua voracità, mi sono ritrovata nel giro di poche ore a patire dolori infernali causati dalle <strong>ragadi</strong>. Ho passato ore nella stanza dell&#8217;allattamento dell&#8217;ospedale, con le lacrime agli occhi, con risultati demoralizzanti, pochi grammi che non bastavano a sfamare il mio cucciolo di oltre 4 kg. Tornata a casa, forte del fatto che non volevo assolutamente desistere, che il piccolo non piangeva, e che probabilmente la quantità di latte sarebbe aumentata se adeguatamente stimolata, <strong>ho continuato ad attaccarlo esclusivamente al seno per ore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Però, dopo il primo controllo con la pediatra, la fiducia nella mia capacità di allattare è stata <strong>demolita</strong>. Il bambino non aveva ancora recuperato il peso del <strong>calo fisiologico</strong>, in pratica non aveva preso un grammo da quando eravamo stati dimessi dall&#8217;ospedale. La pediatra mi ha detto che avrei dovuto comunque attaccarlo, ma offrendogli poi sempre un&#8217;<strong>aggiunta</strong> (si parlava di circa un etto di latte artificiale al 10° gg di vita, praticamente un intero pasto).</p>
<p style="text-align: justify;">Tornata a casa ho passato circa 10 gg <strong>combattuta </strong>tra il desiderio di continuare ad allattare (il che corrispondeva a poppate, sempre molto dolorose, di circa 1 ora e più), e le aggiunte  che di malavoglia mi <strong>sentivo obbligata</strong> a dargli.</p>
<p style="text-align: justify;">Non so se sia stato perchè tutti quelli che mi dicevano di <strong>lasciar perdere </strong>e di passare direttamente all&#8217;artificiale (&#8220;tanto crescono lo stesso&#8221;) non riuscivano mai a risultarmi al 100% convincenti, o perchè in fondo la mia testardaggine era molto più forte di qualsiasi argomento, al 22° gg ho deciso di <strong>prendere in mano la situazione</strong>.<br />
Supportata dalla mia omeopata e da una bio-zia aperta sostenitrice dell&#8217;allattamento al seno, ho agito su più fronti: integrando la dieta con alcuni<strong> preparati naturali </strong>che notoriamente favoriscono la produzione di latte,  con risultati sorprendenti (dopo qualche giorno ho addirittura sospeso serenamente le aggiunte, mantenendone ancora per qualche giorno una soltanto alla sera perchè il pasto fosse il più possibile soddisfacente da garantirci qualche ora filata di sonno) , e prendendo appuntamento al <strong>consultorio </strong>di zona, dove ho potuto <strong>fare una poppata in diretta </strong>per verificare se il bambino si <strong>attaccava correttamente. M</strong>i hanno dato davvero un<strong> grande supporto</strong>, soprattutto <strong>psicologico</strong>&#8230;la signora Elena, che non finirò mai di ringraziare, mi ha fatto capire che non essendo i bimbi tutti uguali, soprattutto nella fase post nascita le tabelle e i numeri così cari alla pediatra andrebbero presi &#8220;con le pinze&#8221; &#8211; probabilmente il fatto che lui alla nascita superasse i 4 kg ha fatto sì che avesse alcune riserve nutritive che non gli facevano sentire più di tanto lo stimolo della fame e il poco latte che trovava gli era sufficiente per sentirsi comunque sazio.</p>
<p style="text-align: justify;">A che punto siamo ora, ormai alla soglia dei due mesi? Il<strong> latte c&#8217;è,</strong> e il piccolo lo beve di gusto, anche se, per pigrizia o sonno, non sempre mangia come e quanto dovrebbe. <strong>Allatto volentieri</strong>, perchè lo ritengo importante, <strong>malgrado non ne tragga tutto il piacere di cui tante donne parlano</strong> (saranno le poppate che durano ore? gli ingorghi? Mah&#8230;) e a volte, per riposare un po&#8217; il seno, o forse perchè in fondo ho un po&#8217; bisogno di <strong>sentirmi libera</strong>, gli dò serenamente un bel biberon veloce e soddisfacente per entrambi. C&#8217;è chi per questo mi <strong>riprende</strong>, c&#8217;è chi dice che <strong>non si fa</strong>. Ma questo per me è un gran sollievo&#8230;mi dà la sensazione di <strong>non essere del tutto svanita nel nulla</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per trarre un&#8217;ultima conclusione a livello generale, posso dire che forse la donna che allatta, o che desidera farlo, <strong>non è ancora sostenuta</strong> come dovrebbe (se fosse stato per la pediatra della prima visita, avrei desistito sicuramente), colpa forse delle istituzioni che danno troppa poca voce alle associazioni e strutture a<strong> sostegno dell&#8217;allattamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non fosse per la caparbietà delle mamme&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Un abbraccio.<br />
Bea</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="width: 500px; text-align: justify;" />
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ciao Silvia,<br />
mi chiamo Serena e da 8 mesi e mezzo sono la felice mamma di Matteo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho deciso di scriverti perchè mi sto ponendo alcune domande sull&#8217;allattamento, che continuo a praticare, e stasera, dopo averlo messo a letto, mi sono tornate in mente delle<a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/allattamento/" target="_blank"><strong> cose lette </strong></a>qualche tempo fa sul tuo blog.<br />
Ad oggi allatto Matteo<strong> due volte al giorno</strong>, la mattina e la sera prima di dormire &#8230;oltre alla notte durante la quale continua a <strong>svegliarsi </strong>una o due volte.<br />
A differenza di te, per me l&#8217;allattamento è stata<strong> un&#8217;esperienza meravigliosa</strong>, emozionante e dolcissima, come la prosecuzione della fortissima fisicità della gravidanza.<br />
Quando ho cominciato a svezzarlo (a 4 mesi e mezzo) mi sono accorta che contemporaneamente<strong> &#8220;svezzavo&#8221; anche me</strong>! Nel senso che anche io dovevo abituarmi gradatamente a questo <strong>distacco </strong>fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino a qualche settimana fa, la sera non lo allatavo: gli davo la pappa alle sei e mezzo e verso le otto lo mettevo a letto: non volevo che si abituasse al seno per addormentarsi.<br />
Poi, spinta dai continui<strong> risvegli notturni </strong>e da amiche che mi<strong> consigliavano </strong>di dargli il latte prima che si addormentasse &#8220;per riempirlo di più&#8221;, ho iniziato a farlo e, come per magia, Matteo ha cominciato a <strong>non temere più l&#8217;ora della nanna</strong>, neanche dei pisolini che comunque erano una vera tragedia (e prima dei pisolini non lo allatto). Insomma, ha acquistato una serenità che a un certo punto aveva perso (verso i sei, sette mesi), quando appunto l&#8217;ora della nanna era l&#8217;apocalisse!<br />
Allattarlo, come ti dicevo, mi dà gioia e un grande senso di tenerezza ma sono contemporaneamente <strong>preoccupata sia per l&#8217;abitudine </strong>che gli sto creando sia, soprattutto, per il forte legame che evidentemente c&#8217;è con la sua serenità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho letto sul tuo blog una frase che mi ha fatto pensare. scrivi : &#8220;ho allattato i bimbi fino a quando l’hanno voluto loro&#8221;.<br />
Mi ha colpito <strong>l&#8217;aspetto della &#8220;scelta&#8221; dei tuoi bambini,</strong> o così mi sembra di cogliere, il fatto che sia arrivato un momento in cui non hanno voluto più essere allattati&#8230;se così fosse anche per me sarebbe un grande sollievo!<br />
Volevo sapere da te se la mia interpretazione era esatta, se arriva un momento in cui la loro voglia di autonomia li rende indipendenti da questo &#8220;rito&#8221; o se invece, come dice una mia amica, &#8220;la tetta è sempre la tetta&#8221; e non c&#8217;è minimamente da sperare che se ne separi volontariamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ti ringrazio, qualunque tuo consiglio mi sarà di aiuto!<br />
Serena<br />
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<p>Scritto il 13 marzo 2008</p>
<p>Ieri ero alla materna da mio figlio e una mamma mi ha confidato di aspettare il secondo.<br />
Non lo sa ancora nessuno,&#8230;</p>
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<p>Avevo preprarato un post su di me e sui miei bimbi, poi mi è arrivata questa mail. C&#8217;è una certa urgenza, per cui la pubblico subito e chiedo,&#8230;</p>
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<p>Rimbalzano su siti e blog riflessioni, polemiche considerazioni sull&#8217;allattamento.<br />
Ci sono donne che lo sostengono a spada tratta, donne che&#8230;</p>
<p>    <span class='comments_related_post'>Commenti: 22</span>
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		<title>Che razza di madre sono?</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2009/10/12/che-razza-di-madre-sono/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 05:02:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[irritabilità]]></category>
		<category><![CDATA[stanchezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Cara Silvia, ho bisogno di sfogarmi. Mio figlio ha sempre avuto problemi di sonno, te ne avevo già accennato, ad intervalli risolti (Fate le nanna, Nopron&#8230;) ma poi tornati più prepotenti di prima. Per farla breve abbiamo superato l&#8217;anno di notti insonni, non sono più riuscita a dormire per due notti di fila, con punte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/cherazzadimadre.jpg" alt="" width="303" height="301" />Cara Silvia,<br />
ho bisogno di sfogarmi.</p>
<p style="text-align: justify;">Mio figlio ha sempre avuto <a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/il-sonno-dei-bambini/" target="_blank"><strong>problemi di sonno</strong></a>, te ne avevo già accennato, ad intervalli risolti <em>(Fate le nanna</em>, Nopron&#8230;) ma poi tornati più prepotenti di prima. Per farla breve abbiamo superato l&#8217;anno di <strong>notti insonni</strong>, non sono più riuscita a dormire per due notti di fila, con punte di <strong>15 risvegli a notte.</strong><br />
Queste notti le ho affrontate <strong>sempre da sola</strong>. Mio marito è un insonne cronico, mi sentivo in <strong>dovere </strong>di lasciarlo riposare. E poi devo dire che lui, con la scusa che la mamma è sempre la mamma, non si è mai dato tanto da fare (parlo anche di cose pratiche tipo fargli il bagnetto piuttosto che lavare i piatti) forse convinto che <strong>me la cavassi egregiamente da sola</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Di solito succede che dopo l&#8217;ottavo risveglio sono molto divisa tra la voglia di<strong> buttarmi giù</strong> dalla finestra e la voglia di buttare loro due dalla finestra. Poi quando l&#8217;alba sorge e la luce del giorno assomiglia più ad una <strong>luce di speranza</strong> ritorno in me e la mia<strong> parte razionale </strong>si impossessa di nuovo della mia mente.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto bene fino a domenica.<br />
Domenica, dopo non aver dormito per una settimana di fila,<strong> la parte razionale non è riuscita ad avere la meglio</strong>.<br />
Tuttora non ci riesce.<br />
Domenica sono rimasta a casa da <strong>sola tutto il giorno</strong>, con mio figlio che mi seguiva per tutta la casa piagnucolante e stanco, che faceva i capricci per qualsiasi cosa, che neanche dopo pranzo è riuscito a chiudere occhio per cinque minuti.</p>
<p style="text-align: justify;">La gravissima conseguenza di questo risveglio anomalo (e la molla che mi ha spinto a scriverti) è che<strong> non sono più riuscita a sopportare mio figlio</strong>.<br />
Dio quanto <strong>male mi fa male</strong> scrivere questa cosa. Credevo succedesse solo agli altri!<br />
Volevo solo chiudere gli occhi e lui non la smetteva di piangere.<br />
L&#8217;ho strattonato, e gli urlato contro con una tale veemenza che ancora mi chiedo come mai i vicini non siano venuti a bussare&#8230;<br />
Lui era disperato ed io talmente <strong>piena di rabbia</strong> da non riuscire a pentirmi e a provare pena per lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Appena mio marito è rientrato, sono andata via per due ore. Avevo un bisogno immenso di stare da sola, <strong>non riuscivo a credere di averlo trattato così,</strong> non mi riconoscevo. Sono andata in un po&#8217; posto che di solito mi aiuta ma questa volta no.<br />
Oggi è martedì e sto ancora così. Con i nervi a fior di pelle, con una rabbia neanche troppo latente<strong> verso tutto e verso tutti</strong>, con il lavoro a tempo pieno (parto alle otto e ritorno alle otto), con una marea di cose da fare.<br />
Oggi è martedì ed ancora<strong> non riesco a sorridere a mio figlio</strong>, a gioire delle sue piccole conquiste, a giocare e divertirmi con lui.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mi faccio paura. Che razza di madre sono?</strong><br />
Io non mi sono mai posta la domanda finora. Affronto sempre tutti e tutto positivamente, non conosco la tristezza, la vita per me è meravigliosa, non ho sofferto di <a href="http://www.mammaimperfetta.it/nascita/depressione-post-partum/" target="_blank"><strong>baby blues</strong> </a>neanche per mezzo secondo, ho sempre incastrato tutto alla perfezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora sono <strong>sfinita </strong>fisicamente e mentalmente.<strong> Non vedo la luce</strong> in fondo al tunnel.<br />
Non so come finire questa lettera. Con la speranza di un &#8221;è solo un momentaccio, passerà&#8221; ?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma passerà</strong>?<br />
Francesca<br />
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<p>Fuggi, piccola.<br />
Da chi dice di volerti bene ma non fa che allontanarti da te  stessa.<br />
Da chi ti offende, da chi ti insulta, da chi non ha stima&#8230;</p>
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<p>Quelle notti in cui stenti ad addormentarti e ti giri e rigiri fino alle 2.<br />
Quando hai finalmente raggiunto la battuta d&#8217;arresto del moto&#8230;</p>
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