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	<title>Mamma Imperfetta &#187; [Scritto da te] Non vuole andare all&#8217;asilo: che fare?</title>
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		<title>[Scritto da te] Non vuole andare all&#8217;asilo: che fare?</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 12:55:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Nido e scuola d'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[scuola dell'infanzia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho aspettato un po&#8217; a pubblicare questa lettera, perchè anche noi abbiamo  problemi alla materna.  Ho aspettato di parlare con le educatrici, per poter raccontare come stiamo cercando di risolvere il problema. Niccolò non va volentieri alla scuola dell&#8217;infanzia, manifesta disagio, si sveglia di notte dicendo che ha mal d&#8217;orecchio e che dunque non può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Non-vuole-andare-a-scuola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3383" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Non vuole andare a scuola" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Non-vuole-andare-a-scuola-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Ho aspettato un po&#8217; a pubblicare questa lettera, perchè anche noi abbiamo  problemi alla materna.  Ho aspettato di parlare con le educatrici, per poter raccontare come stiamo cercando di risolvere il problema.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Niccolò non va volentieri alla scuola dell&#8217;infanzia, manifesta disagio, si sveglia di notte dicendo che ha mal d&#8217;orecchio e che dunque non può andare a scuola e le prime parole che pronuncia ogni mattina sono: &#8220;è sabato oggi?&#8221;:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ovviamente lasciare un bambino a scuola in queste condizioni è uno strazio. Specifico che ho piena fiducia nelle <strong><a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/19/scuole-infanzia-reggio-emilia/" target="_blank">nostre scuole dell&#8217;infanzia</a></strong>, come ho più volte raccontato su questo blog, perchè altrimenti, un bambino che si sveglia di notte mi avrebbe creato qualche dubbio sull&#8217;uomo nero e mi avrebbe certamente portato al ritiro.<br />
</em><em>La prima cosa che voglio dire è che<strong> parlare serve sempre</strong>. Parlare con il bambino, parlare con le educatrici.<br />
Si possono trovare insieme sinergie di intervento e strategie che riportano positività e serenità.<br />
Io, parlando con le educatrici, ho capito, anzi, l&#8217;hanno capito loro perchè io lo sapevo già e sono andata lì proprio per quello, che ciò che manca a Niccolò è un <strong>rapporto materno</strong>.<br />
Gli manca la mamma a scuola e questo è normale. Al <strong>nido </strong>questa mancanza era stata clmata da<strong> secchiate d&#8217;affetto</strong> che le ragazze del nido gli hanno rovesciato addosso (ne ho parlato <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/06/30/ciao-picasso/" target="_blank"><strong>QUI</strong></a>), l&#8217;anno scorso, primo anno di materna, <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/09/01/distacchi/" target="_blank"><strong>nell&#8217;altra sezione c&#8217;era il fratello</strong></a>, per cui quando voleva una coccola lo andava a trovare.<br />
Nel frattempo la sua sezione ha costruito legami e amicizie e lui, proprio perchè andava spesso da Matteo e considerava lui come il suo amico senza sforzarsi troppo di trovarsi amici nuovi, nel frattempo, dicevo, la sezione ha costruito legami e lui è rimasto un po&#8217; tagliato fuori. Per cui quest&#8217;anno è solo. Gioca spesso solo. E a me questo stringe davvero il cuore.<br />
A chi piacerebbe stare 8 ore da solo in un luogo comunitario?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ora questa sua <strong>solitudine </strong>è stata compresa anche dalle educatrici (e mi rendo conto che se non avessi parlato non sarebbe stato facile perchè Niccolò è un bambino apparentemente solare) che hanno modificato il loro atteggiamento e, già dal primo giorno dopo il colloquio, Niccolò è rientrato a casa dicendo, senza che io gli domandassi nulla: &#8220;lo tai mamma che ozzi la Laula mi ha fatto le coccole e mi ha dato anche un bazo?&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Si,<strong> per lui era importante sentire l&#8217;abbraccio</strong>. E per chi non lo è?<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La mamma che mi scrive qui sotto ha un problema simile ma manifestato diversamente. Il bambino vomita prima di andare all&#8217;asilo. Che fare? Non lo so. Io lo ripeto, la piena fiducia che ho nelle nostre scuole mi sta facendo tenere duro davanti all&#8217;ipotesi di un ritiro, se non ci fosse questa fiducia però Niccolò sarebbe già a casa.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Voi cosa le suggerite? Cosa fareste al suo posto?<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ciao Silvia,<br />
leggo il tuo blog da questa estate e intanto un grazie  speciale per non sentirmi sola nell&#8217;affrontare la vita da mamma!<br />
Abbiamo  uno splendido bimbo di<strong> tre anni</strong> compiuti a fine agosto che il  20 settembre ha iniziato la scuola materna, un <strong>inizio splendido</strong>, come ci  aspettavamo.<br />
Al mattino per due settimane lo dovevo rincorrere per casa  per vestirlo in quanto lui cercava di aprire la porta per andare e  quando i nonni lo riprendevano prima di pranzo lui si arrabbiava perchè  voleva restar ancora. Volevamo allora già farlo fermare a pranzo ma le  mestre ci hanno consigliato di non forzare la mano in quanto un rifiuto  può arrivare anche dopo passata la novità e così abbiamo fatto.  Trascorriamo un weekend a Gardaland e lunedì torna all&#8217;asilo  sereno, poi non lo portiamo per 4 giorni in quanto abbiamo le ferie che  non abbiamo in estate e andiamo da mia nonna che dista 800 km  ma  al rientro <strong>comincia l&#8217;incubo </strong>che va avanti ormai da un mese.<br />
Luca <strong>non  vuole più andare all&#8217;asilo</strong> e all&#8217;inizio si pensa che abbiamo fatto uno  stacco troppo presto con le ferie ma poi passa ormai piu&#8217; di un mese e  la situazione è che ogni mattina piange da quando si sveglia a quando lo  lascio, vomita e ha diarrea, è una tortura. Le maestre mi dicono che  poi <strong>smette di piangere</strong> e partecipa attivamente a tutto, che ha fatto  amicizia con tutti, che è socievole e affettuoso (lui abbraccia e bacia  tutti i bimbi) però quando è ora di sistemare le sue cose per l&#8217;uscita  riprende a piangere finchè non si aprono le porte per uscire.<br />
Luca è  sempre stato stra <strong>socievole </strong>e ha sempre adorato i bimbi, infatti  all&#8217;inizio era così felice di andare poi tutto è cambiato e non  riusciamo a capire, le maestre ci dicono di insistere e così stiamo  facendo non avendo problemi in classe ma <strong>ogni mattina vomita in casa,</strong> o  sulle scale dell&#8217;ingresso o in classe e v<strong>a di corpo per l&#8217;agitazione</strong>,  abbiamo provato a promettergli piccoli premi all&#8217;uscita (una macchinina,  un cioccolatino) e anche a sgridarlo un po&#8217; ma nulla, <strong>non sappiamo più cosa fare</strong>, è uno strazio e non è da lui, ritengo che <strong>non abbia senso  questa tortura </strong>ogni mattina per alcune ore di asilo dove lo abbiamo  iscritto per lui, per farlo divertire ecc ma ci sta dicendo in ogni modo  che non vuole andare e io <strong>credo semplicemente che non sia ancora pronto</strong> e valutando l&#8217;ipotesi di ritiralo e provare l&#8217;anno prossimo.<br />
Questo  comportamento  lo aveva avuto anche quando abbiamo <strong>tolto il pannolino</strong>, o  meglio solo per la popò, se la teneva e vomitava e la faceva solo nel  pannolino, ci hanno detto di insistere ma poi il pediatra ha detto quello  che giaà pensavo io ovvero &#8220;non è pronto, vuole fare popò nel  pannolino? E rimetteteglielo! Vedrete che capirete quando sarà pronto e sarà tutto risolto&#8221; e così è stato, forzarlo era solo peggio e così un  giono non so come ho capito era arrivato il momento e via sul vasino  senza pianti e tutto è filato liscio. Per l&#8217;asilo <strong>mi sembra la  stessa cosa,</strong> questa tortura di ogni mattina non sta portando a nulla se  non a continue vomitate e diarree ma siamo combattuti su cosa fare!! Intanto questi due giorni dopo l&#8217;ennesima vomitata sul tappeto e  all&#8217;ingresso non l&#8217;ho mandato, ho fatto bene? Ho fatto male?  Non lo so  più davvero ma queste mattine passate con i nonni era stra felice e  sereno per il resto della giornata mentre quando va mal volentieri  all&#8217;asilo <strong>durante il giorno è nervoso e scontroso </strong>cosa che non è mai  stato, è sempre stato così affettuoso, coccolone,allegro e ripeto fin  troppo socievole (parla con chiunque!).<br />
Scusa se mi sono dilungata  molto, scrivere è stato anche uno sfogo ma torturalo così ogni mattina  mi e ci sta facendo star troppo male, a questo poi si aggiunge che da  6 mesi stiamo cercando il secondo figlio che non arriva&#8230;Sono a pezzi ma  questa è un&#8217;altra storia.<br />
Aiuto&#8230;grazie di tutto e in  particolare per il <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/04/23/il-secondo-figlio/" target="_blank"><strong>post sul secondo figlio</strong></a> che hanno calmato le mie acque  agitate e le mie notti insommi facendomi capire che stavamo facendo la  scelta giusta e che <strong>i miei dubbi non erano solo miei.</strong><br />
D.</p>
<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/11/24/scritto-da-te-non-vuole-andare-allasilo-che-fare/"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un inserimento al nido complicato</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2010/11/18/un-inserimento-al-nido-complicato/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 11:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educatrice]]></category>
		<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Nido e scuola d'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[educatrice]]></category>
		<category><![CDATA[inserimento al nido]]></category>
		<category><![CDATA[specialisti online]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Buongiorno, scrivo in un momento di grande fragilità, in quanto, come mamma, non so come affrontare le crisi di mia figlia. La mia bimba ha 19 mesi ed ha iniziato il nido, tra inserimento e frequenza effettiva il 27 settembre. La prima settimana ero felicissima, la vedevo serena ma vero è che c&#8217;ero anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Scuola-materna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3363" style="margin: 0px 10px;" title="Inserimento scuola materna" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Scuola-materna.jpg" alt="" width="217" height="217" /></a>Domanda</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Buongiorno,<br />
scrivo in un momento di grande fragilità, in quanto, come  mamma, non so come affrontare le<strong> crisi </strong>di mia figlia. La mia bimba ha 19  mesi ed ha iniziato il <a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/nido-e-scuola-dellinfanzia/" target="_blank"><strong>nido</strong></a>, tra inserimento e frequenza effettiva il  27 settembre. La prima settimana ero felicissima, la vedevo <strong>serena </strong>ma  vero è che c&#8217;ero anche io con lei. La seconda settimana abbastanza bene.  Noi (io e mio marito) uscivamo per poi tornare un&#8217;ora/un paio d&#8217;ore  dopo e la prendeva benino&#8230; qualche<strong> pianto</strong> non troppo convinto e via  per la terza settimana: quella da cui partiva la frequenza effettiva.  Premetto che la bimba<strong> soffre di crisi affettive</strong>. Prima del nido non ne  aveva quasi più avute, quella più seria risale a quando la bimba era  molto piccola e le altre sono sempre state gestibili. Così pensavo,  nella mia testa, che anche la terza settimana sarebbe stata soft per la  piccola. Ma le insegnanti non credo fossero dello stesso parere in  quanto mi hanno<strong> preso la piccola dalle braccia e mi hanno fatto andare  via</strong> (ma forse è così che si fa..). Inebetita, al mio ritorno ha pianto  come una pazza ma la capivo. Così per l&#8217;intera settimana. Dove i pianti  iniziavano all&#8217;arrivo (la bimba riconosceva/riconosce la strada) per poi  interrompersi, a detta delle insegnanti, all&#8217;interno del nido e  riprendere all&#8217;uscita. Sette giorni di casa e antibiotico per una forma  di bronchite e rientro. Traumatico a quanto pare, in quanto, da quando  siamo rientrate non vuole proprio più andarci. <strong>Piange a casa, piange  appena la sveglio per prepararci, non vuole più fare colazione, non si  lascia vestire e piange</strong>&#8230; <strong>Piange in auto per tutto il tragitto, quando  arriviamo piange all&#8217;ingresso</strong>. Appena vede le maestre porge loro le  braccia piangendo.<br />
Al ritiro piagnucola un po&#8217; ma sembra serena. Non so  come gestire questa cosa, mi fa star male.<br />
Ammetto di avere <strong>anche io un  periodo non facile</strong>. Ho difficoltà al lavoro (lavoro a turni ed inizio a  risentirne), con mio<strong> marito che non riesce a capirmi</strong> e ci diamo addosso.  Sarà anche<strong> colpa mia</strong> quindi? O è solo un discorso di tempo? Se poi, a  mia figlia, le chiedo (sono ingenua, lo so ma scopro sulla mia pelle che  una madre fa cose assurde per i propri figli) se le maestre le  piacciono e sono brave mi fa un gesto strano (mia figlia non parla  ancora), si da dei colpetti sui palmi delle mani, come quando mia mamma  diceva &#8220;no, non si tocca e mi schiaffeggiava il palmo&#8221; &#8230; In un periodo  in cui l&#8217;uomo nero è dietro l&#8217;angolo non so più cosa pensare. Le sarò  immensamente grata per qualunque cosa lei possa suggerirmi.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></em></h3>
<p style="text-align: justify;">Carissima Alessandra,<br />
prima di analizzare nel dettaglio la sua  situazione, vorrei dirle che nella mia esperienza di educatrice di nido  ci sono state tante/i  bimbe/bimbi che hanno reagito nello stesso modo  di  sua figlia&#8230;quindi per quanto tragica e difficile da vivere sia la  sua situazione attuale piano piano cambierà.<br />
Quando si parla di<a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/08/29/il-tuo-sorriso-per-un-gelato/" target="_blank"><strong> inserimento al nido</strong></a> è importante fare riferimento non  solo alla nuova relazione che il bimbo instaura con educatrici e  compagni, ma  soprattutto alla relazione di<strong> fiducia tra la struttura  educativa e il nucleo famigliare.</strong><br />
Per quanto possa sembrarle crudele la reazione delle maestre all&#8217;inizio  della terza settimana è spesso normale.  Lo scopo è  cercare di<strong> ridurre  il tempo del commiato</strong> per non far soffrire troppo sia mamma che bimbo il  quale tra le braccia delle maestre può iniziare la giornata distrarsi  con i giochi e con le attività proposte che piano piano diventeranno per  lei  rassicurante routine. Generalmente è preferibile che sia <strong>la mamma,  dopo i saluti, a porgere la bimba </strong>all&#8217;educatrice &#8230; è un semplice gesto  ma che ha in se un grosso<strong> significato di fiducia</strong> che il bambino  percepisce.<br />
Nonostante un ragionevole periodo di &#8220;rodaggio&#8221; in cui vi è stata la  presenza dei genitori nella struttura con brevi allontanamenti &#8230; finito  l&#8217;inserimento, sua figlia ha reagito con un<strong> totale rifiuto</strong>. Ogni  bambino è diverso e ha tempi diversi per metabolizzare un così grande  cambiamento.  In più la malattia e la conseguente assenza al nido ha  contribuito a rendere  più difficile l&#8217;ambientamento. E&#8217; comunque  importante, a mio avviso, l&#8217;<strong>esternazione di disagio </strong>attraverso il  pianto; questo consente al bimbo di  &#8220;buttare  fuori&#8221; tutte le sue emozioni permettendo nel contempo all&#8217;adulto di  <strong>contenere il disagio</strong> e attuare azioni di aiuto.<br />
E&#8217; importante capire<strong> come è il comportamento all&#8217;asilo </strong>di sua figlia.  Piange ma se viene consolata <strong>smette</strong>? Accetta il <strong>cibo </strong>? <strong>Dorme</strong>?  Sono  segnali di un miglioramento di una evoluzione in positivo. Se ciò non  fosse ancora avvenuto non si spaventi come le ho detto prima ogni bambino  ha i suoi tempi. Nel frattempo cerchi di essere serena (lo so non è  facile) e per quanto le è possibile la porti con regolarità delegando qualche volta il compito dell&#8217;accompagnamento a suo  marito. Provi, inoltre, a chiedere alle maestre di<strong> insegnarle qualche canzoncina  che viene cantata in asilo</strong> in modo che sua figlia ritrovi elementi simili  sia a casa sia all&#8217;asilo.<br />
Per quanto in questo momento l&#8217;asilo di sua figlia possa sembrarle la<strong> tana  dell&#8217;orco </strong>è importante cercare di costruire un rapporto di fiducia; non  dimentichi che le educatrici gestistono una comunità di bambini che  stanno <strong>imparando a stare insieme</strong> rispettando spazi, tempi e persone; a  volte è necessario far rispettare alcune semplici<strong> regole di convivenza</strong>.   Il gesto che lei può  interpretare come un schiaffo sulla mano può essere in realtà una mano  appoggiata che impedisce un&#8217;azione violenta di un bimbo. Se proprio ha  dei dubbi parli con altri genitori che portano da più tempo il proprio  figlio.<br />
Il <strong>rientro lavorativo</strong> di una donna dopo una gravidanza non è  semplice, la <strong>stanchezza</strong>. i <strong>sensi di colpa</strong> spesso appesantiscono il  quotidiano, ma sono momenti che passano.<br />
Spero di esserle stata d&#8217;aiuto.<br />
Lara Pistone &#8211; Educatrice</p>
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		<title>E&#8217; pronto per la scuola dell&#8217;infanzia?</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 12:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educatrice]]></category>
		<category><![CDATA[L'esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Nido e scuola d'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[inserimento]]></category>
		<category><![CDATA[scuola dell'infanzia]]></category>
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		<description><![CDATA[Domanda Salve ho un bimbo che farà 3 anni tra qualche mese. Nel comune in cui vivo, se c&#8217;è posto, lo inserirebbero alla scuola dell&#8217;infanzia appena compiuti i tre anni. Ho dei dubbi sull&#8217;inserirlo ad anno iniziato&#8230;del tipo: i suoi compagni già si conoscono tutti ed hanno fatto &#8220;gruppetti&#8221;, non ha la stessa manualità nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">Domanda</span><em><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Scuola-materna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3363" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Inserimento scuola materna" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Scuola-materna.jpg" alt="" width="189" height="189" /></a></em></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Salve ho un bimbo che farà <strong>3 anni</strong> tra qualche mese.<br />
Nel comune in cui vivo,  se c&#8217;è posto, lo inserirebbero alla <a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/nido-e-scuola-dellinfanzia/" target="_blank"><strong>scuola dell&#8217;infanzia</strong></a> appena compiuti i tre anni. Ho dei dubbi  sull&#8217;<strong>inserirlo</strong> ad anno iniziato&#8230;del tipo: i suoi compagni già si  conoscono tutti ed  hanno fatto &#8220;gruppetti&#8221;, non ha la stessa manualità  nel fare lavoretti  colorare etc&#8230;</em><em><br />
È un bimbo che <strong>parla già bene</strong>, ha  tolto <strong>ciuccio </strong>e <strong><a href="http://www.mammaimperfetta.it/prima-infanzia/spannolinamento/" target="_blank">pannolino</a> </strong>intorno ai due anni senza molte difficoltà,  mangia spesso non sempre da solo.<br />
Ma non è andato al nido, quando io  lavoro (part-time) sta con i nonni. Amichetti e cuginetti li frequenta  spesso, ed è socievole normalmente.<br />
A presto.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">Risposta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Dalla descrizione che ha fatto di suo figlio emergono sicuramente  buonissimi presupposti per<strong> iniziare</strong> il cammino della <strong>scuola materna</strong>. Sia  dal punto di vista <strong>fisico (controllo degli sfinteri</strong>, capacità parziale  di nutrirsi da solo) sia dal punto di vista <strong>psicologico </strong>con la  <strong>padronanza del linguaggio</strong> e con la capacità di <strong>socializzare </strong>con i suoi  pari.<br />
Deve mettere in conto un periodo di <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/11/21/tra-dentini-e-manate/" target="_blank"><strong>ambientamento </strong></a>in ragione del  fatto che non ha mai frequentato il nido e quindi non è abituato alla<strong> vita di comunità</strong>. La scuola materna resta comunque un ambiente  stimolante e pieno di attività che possono soddisfare la sua creatività,  il suo<strong> cammino &#8220;verso l&#8217;indipendenza&#8221; </strong>e la sua capacità di <strong>socializzare </strong>con i suoi pari.<br />
Riguardo ai timori, che lei ha, circa eventuali  problemi di ambientamento dovuto all&#8217;inserimento in pieno anno  scolastico, credo che, possa essere utile un <strong>colloquio con le maestre</strong> della sezione che frequenterà. Sicuramente sapranno darle informazioni  utili circa composizione della classe e le dinamiche relazionali  presenti.<br />
Le consiglio inoltre di chiedere una visita il mese prima  dell&#8217;inserimento in modo che anche suo figlio possa <strong>prepararsi  all&#8217;inserimento</strong> nella &#8220;scuola dei grandi&#8221;.<br />
Buon inizio!</p>
<p style="text-align: justify;">Lara Pistone &#8211; Educatrice</p>
<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/11/17/e-pronto-per-la-scuola-dellinfanzia/"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ultimo anno di scuola dell&#8217;infanzia: paura di crescere?</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2010/10/13/ultimo-anno-di-scuola-dellinfanzia-paura-di-crescere/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 08:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educatrice]]></category>
		<category><![CDATA[Nido e scuola d'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[paure]]></category>
		<category><![CDATA[pianto]]></category>
		<category><![CDATA[scuola dell'infanzia]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Cinque anni a febbraio, vivace, buona proprietà di linguaggio, pronto per la scuola primaria il prossimo anno, nessun problema a scuola o con la scuola. Questo dicono alla scuola materna, dove mio figlio dopo la prima settimana non voleva più andare: pianti all&#8217;arrivo (che passano appena mi allontano) pianti al pomeriggio (quando vado a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff6600;">Domanda</span></h3>
<p><em><strong>Cinque anni</strong> a febbraio, vivace, buona proprietà di linguaggio, pronto  per la <strong>scuola primaria</strong> il prossimo anno, nessun problema a scuola o con  la scuola. Questo dicono alla <a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/nido-e-scuola-dellinfanzia/" target="_blank"><strong>scuola materna</strong></a>, dove mio figlio dopo la prima  settimana non voleva più andare: <strong>pianti</strong> all&#8217;arrivo (che passano appena  mi allontano) pianti al pomeriggio (quando vado a lavorare) pianti alla  sera (quando la nonna va via). <strong>Pianti ma anche urla, calci, qualche  graffio </strong>autoinflitto e tanta <strong>rabbia</strong>.<br />
Il  mio primo tentativo di  comprensione è fallito miseramente: a <strong>scuola dicono che è colpa mia</strong>, <strong>mamma chioccia</strong>, troppo presente e chiedono che stia più con il papà:  meno &#8220;sturci&#8221; come si dice da noi. </em><em>Le confesso che l&#8217;aiuto mi è sembrato  precostituito: se la colpa non è dell&#8217;asilo è della famiglia. A casa  <strong>non ci sono novità </strong>nè tensioni particolari (e dopo tutto io e mio  marito ci stiamo attenti).<br />
Quindi se non   è a casa che nasce il  problema deve essere a scuola. Chiedo e mio figlio mi <strong>disegna una  punizion</strong>e lui in un angolo, niente di grave (seduto a riflettere sui  propri errori cinque minuti) e allora che cos&#8217;è? C&#8217;è stata la recita per  i nonni e forse era spaventato per il dover recitare in pubblico ma poi  anche quella è passata il disagio è oggettivamente più contenuto, il  capriccio più ragionevole e la rabbia è scemata, ma resta qualcosa visto  che anche stamattina lo porto a scuola e mi stringe forte la mano,  vuole essere ripreso alle 14 e non vuole fare le attività pomeridiane,  piagnucola un pò e me lo portano via&#8230;. Che faccio?<br />
Ho infine notato  che ha il<strong> terrore dei palloncini</strong>, terrore puro, se ne vede uno ad un  bamibino in qualunque posto ci troviamo anche se si diverte chiede di  andare a casa subito. Lo ha fatto anche in casa una sera che aveva un  amichetto in visita e venuto fuori un palloncino da gonfiare da una  scatola e lui ha detto che aveva sonno ed è corso sul lettino lasciando  me e l&#8217;amichetto in cucina. Ieri  lo stesso in un centro commerciale.  Non li ha mai temuti,abbiamo sempre festeggiato i compleanni con mille  palloni, che abbiamo gonfiato, attaccato, bucato, calpestato. Ora dice  che siccome a scuola i &#8220;piccoli&#8221; li rompono lui ne ha paura&#8230;. Come mi  comporto con questa paura e con le altre che sembra manifestare per la  prima volta al rientro a scuola? Devo obbligarlo al lavoro pomeridiano  prescolare del pomeriggio all&#8217;asilo?</em></p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Risposta dell&#8217;educatrice</span></h3>
<p>Da quello che lei mi scrive, mi pare di aver compreso che il suo bimbo  al ritorno a scuola dopo le vacanze estive, ha manifestato pieno <strong>disagio  nel frequentare la scuola materna</strong>; disagio che immagino manifesti anche  all&#8217;interno della struttura scolastica.<br />
Non mi è chiaro il passaggio in cui scrive: &#8220;Chiedo e mio figlio mi  disegna una punizione lui in un angolo niente di grave &#8221; : l&#8217;interpretazione che riesco a dare è che il bimbo esprima attraverso il  disegno ciò che succede a scuola e cioè che essendo in un momento  particolarmente nervoso e forse &#8220;<strong>incontenibile</strong>&#8221; le maestre utilizzino  il  <strong>castigo</strong> come strumento per limitare l&#8217; eccessiva energia che lo  porta a infrangere le regole di vita in comunità .<br />
La sensibilità dei bambini verso i <strong>cambiamenti </strong>è molto alta. Un cambio  del personale educativo, nuovi compagni di classe, a volte anche il  cambio di stagione può provocare un momentaneo periodo di disagio che  possono portare il bambino a non voler più andare a scuola.<br />
Ritengo essenziale<strong> rinforzare la collaborazione con la struttura  educativa</strong> eventualmente chiedendo un colloquio col  coordinatore  didattico/direttore allo scopo di trovare <strong>insieme </strong>un percorso che possa  aiutare il suo bambino a vivere la scuola in maniera serena e non come  una punizione; anche per questo motivo  consiglierei momentaneamente di <strong> assecondare il desiderio del bimbo </strong>di non partecipare all&#8217;attività  pomeridiana.<br />
E&#8217; importante, a mio avviso, tenere presente il concetto di &#8220;<strong>situazione  momentanea</strong>&#8221; per non perdere di vista l&#8217;obiettivo educativo e cioè quello  di far frequentare la scuola e tutte le attività proposte, compresa  l&#8217;attività pomeridiana, in maniera serena.<br />
Per aiutare il bambino nella <strong>gestione della rabbia</strong> ho sempre trovato  efficace &#8220;<strong>l&#8217;angolo della rabbia</strong>&#8220;: un luogo della casa (o della classe)   ben delimitato, protetto, morbido in cui il bambino possa essere libero  di veicolare in maniera positiva e sicura la sua rabbia: battendo le  mani/piedi contro un cuscinone o un materasso,<strong> libero di esprimersi</strong> senza fare male a se stesso o agli altri. L&#8217;angolo della rabbia non è  una punizione ma un modo per gestire<strong> insieme</strong> al bambino questo  incontenibile sentimento.<br />
Sempre sulla rabbia le consiglio un libro per  bambini  da sfogliare insieme che si intitola  <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788883620195/Che_rabbia/Mireille_D%27Allance.html?prkw=che " target="_blank"><em>Che rabbia</em></a>, edizioni Bablibri.<br />
Spero di esserle stata d&#8217;aiuto.<br />
Le auguro un buon cammino insieme al suo bambino<br />
Lara Pistone</p>
<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/10/13/ultimo-anno-di-scuola-dellinfanzia-paura-di-crescere/"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Quattro appunti</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2010/09/10/quattro-appunti/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 12:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo e Niccolò]]></category>
		<category><![CDATA[Nido e scuola d'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[4 anni]]></category>
		<category><![CDATA[6 anni]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[scuola dell'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola primaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Quattro appunti. Non da poco. Due piccole classi da 16 e 17 bambini, quattro maestre (italiano+inglese, matematica, storia e geografia e religione), di cui due (italiano e matematica) di ruolo, l&#8217;unica amica che si porta dietro dalla materna in classe  con lui. Un inizio umano e fortunato per Matteo. Martedì la campanella suonerà alle 8 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Appunti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2514" title="Appunti" src="http://www.mammaimperfetta.it/wp-content/uploads/Appunti.jpg" alt="" width="482" height="361" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Quattro appunti. Non da poco.</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Due piccole <strong>classi </strong>da 16 e 17 bambini, quattro <strong>maestre </strong>(italiano+inglese, matematica, storia e geografia e religione), di cui due (italiano e matematica) di ruolo, l&#8217;unica amica che si porta dietro dalla materna in classe  con lui.<br />
Un inizio <strong>umano e fortunato</strong> per Matteo. Martedì la<strong> campanella</strong> suonerà alle 8 e risuonerà alle 13, fin dal primo giorno. Quante ore per questi piccoli!  Hanno preparato una merenda e li porteranno fuori tra un&#8217;ora e l&#8217;altra (così spero di aver capito).<br />
Siamo pronti, manca solo il carica batterie della digitale. Lo so, mi farò compatire. Pazienza. Il <strong>primo giorno di scuola</strong> è uno e uno solo.</li>
<li>Niccolò sta facendo <strong>fatica </strong>alla<a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/nido-e-scuola-dellinfanzia/" target="_blank"> <strong>scuola materna</strong></a>. Urla, piange, soffre e lasciarlo lì in quelle condizioni è altamente frustrante.<br />
Io resto per tutto il giorno con un groppo inamovibile, con quella sensazione di <strong>fragilità </strong>emotiva che detesto e che il &#8220;tu devi&#8221; lavorativo non fa altro che amplificare.</li>
<li>La vita scorre inarrestabile anche nel male. Ho <strong>perso un&#8217;amica</strong> che per tutti era una collega ma per me era un&#8217;amica e niente altro di meno. Quasi coetanea, con una bimba ancora troppo piccola.<br />
Facce contrite, peccato che in otto anni di malattia <strong>nessuno </strong>abbia avuto la voglia di<strong> ascoltarla, accoglierla, amarla</strong>.<br />
E ancora una volta ho preso coscienza che nel <strong>dolore </strong>sono pochissime le persone capaci di starti accanto, in <strong>silenzio </strong>magari. Magari senza prediche. E magari anche solo con un <strong>abbraccio</strong>, perché non c&#8217;è bisogno di altro, a volte.<br />
Per me i <strong>lutti</strong>, le morti, sono come le <strong>nascite</strong>: chi c&#8217;è stato resta, chi non c&#8217;è stato si può accomodare.</li>
<li style="text-align: justify;">Da quando mi si legge dal <strong>lavoro </strong>ho perso la libertà di parlarne, nel bene e nel male, e un po&#8217; mi dispiace.<br />
Può essere che però questa libertà io me la riprenda molto presto. Perchè è giusto così.</li>
</ol>
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		<title>L&#8217;ansia di una mamma</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2009/09/24/lansia-di-una-mamma/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 19:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nido e scuola d'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Scritto da te]]></category>
		<category><![CDATA[asilo nido]]></category>
		<category><![CDATA[inserimento al nido]]></category>

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		<description><![CDATA[Michela è alle prese con l&#8217;inserimento al nido di un bambino non più piccolissimo. Ma soprattutto è alle prese con quello che io definisco il &#8220;pane quotidiano delle madri&#8221;: il senso di colpa. Io, per quanto riguarda le scuole dell&#8217;infanzia, vivo in un&#8217;oasi decisamente felice, ma qui non si parla di strutture, capacità, progetti educativi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Michela è alle prese con l&#8217;<a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/18/inserimento-al-nido/" target="_blank"><strong>inserimento al nido</strong></a> di un bambino non più piccolissimo.<br />
Ma soprattutto è alle prese con quello che io definisco il &#8220;pane quotidiano delle madri&#8221;: il <strong>senso di colpa</strong>.<br />
Io, per quanto riguarda le scuole dell&#8217;infanzia, vivo in un&#8217;oasi decisamente felice, ma qui non si parla di strutture, capacità, progetti educativi e pedagogici.</em><em> Qui si parla di timori, distacchi, intrusioni familiari, insicurezze, <strong>paure</strong>.<br />
Sensazioni attraversate da <strong>ogni madre</strong> e <strong>ogni padre</strong> che ha lasciato il suo bimbo al nido.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/ansiadiunamadre2.jpg" alt="" width="261" height="361" />Cara Silvia,<br />
eccomi qua&#8230;sto cercando un aiuto, un parere sincero ed &#8220;esperto&#8221; ma non dell&#8217;esperienza di uno psicologo bensì dell&#8217;esperienza che arrivi<strong> dal cuore di una mamma</strong> o di <strong>altre mamme</strong>&#8230;o anche solo una <strong>parola di conforto</strong> che mi faccia sentire meno sola in questo vortice d&#8217;ansia che si è creato dentro di me e che non so se sono io ad ingigantire o se sono gli altri a non comprendere&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Mio figlio Tommaso ha 2 anni e tre mesi.<br />
Io e suo padre <strong>lavoriamo tutto il giorno</strong>. Dai 10 mesi in poi il mio piccolo ha trascorso le mattine con la baby sitter (una signora quasi amica, molto fidata e mamma a sua volta di due ragazze) e i pomeriggi con i miei genitori.<br />
Premesso che Tommaso è sempre stato benissimo con la baby sitter, non ha mai nascosto comunque la sua preferenza per le persone della famiglia: i nonni o ancora meglio me e suo padre.  Detto questo lo scorso anno a parte qualche sporadica crisi mattutina nel vederci andare via è trascorso serenamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Essendo tommaso un bimbo piuttosto socievole e che sta volentieri con altri bimbi quest&#8217;anno abbiamo deciso di fargli <strong>frequentare il nido</strong> la mattina. Lo scorso inverno alla fine l&#8217;aveva passato molto chiuso in casa, con tutte le coccole e i giochi necessari ma comunque in casa con 1 o 2 adulti; anche per questo il nido ci sembrava una buona soluzione per lui e per la sua voglia di giocare.<br />
Abbiamo cominciato l&#8217;inserimento poco più di 2 settimane fa&#8230;inserimento a parer mio un po&#8217; sbrigativo ma così è stato deciso di volta in volta dal nido.<br />
I primi giorni dopo l&#8217;inserimento sono stati molto difficili, sia perchè erano i primi in cui mangiava lì sia perchè io avevo ricominciato ad andare a lavorare quindi l&#8217;uscita dal nido non significava stare con me ma con i nonni. Non appena sembrava che le cose stessero per migliorare (per lo meno lui aveva smesso di piangere quando lo lasciavo lì) lui si è ammalato quindi abbiamo fatto 5 giorni a casa. Da ieri abbiamo ricominciato la frequenza e ovviamente siamo ripartiti da capo.</p>
<p style="text-align: justify;">Inutile dire che <strong>io sto malissimo </strong>nel vederlo così e dal primo giorno mi chiedo se<strong> ho fatto la scelta giusta</strong>; che quando le maestre mi dicono che va meglio perchè non piange più mi esce un sospiro di sollievo ma quando poi mi scopro che ancora non gioca con gli altri me lo immagino tutto solo in un&#8217; angolo in mezzo a tutti quei bimbi che non conosce e dei quali non gli importa nulla perchè è me che vuole; che quando la mattina lo porto e sento che da solo, quasi a volersi convincere, si ripete la frase, sentita 1000 volte da me, &#8220;mamma torna sempre&#8221; mi sento stringere il cuore; che il tragitto dal nido all&#8217;ufficio è<strong> appannato dalle mie lacrime</strong>; che pagherei oro per poterlo osservare lì, al nido, anche solo 5 minuti per capire se sta bene anzichè strapparmelo dalle braccia e scappare come una ladra perchè finchè ci sono io lì lui piange e gli prolungo solo l&#8217;agonia; che non appena i miei lo vanno a prendere li chiamo per sapere se ha mangiato, se è sorridente o se è triste, se ha pianto, se sembra felice&#8230;e quando torno la sera sto a controllare ogni segnale: dorme, non dorme, è sereno, è <strong>traumatizzato</strong>&#8230;</p>
<p>In più <strong>ci si mette mio padre </strong>a dirmi che sto sbagliando, che i bimbi devono stare con la famiglia fino ai 3 anni, che anche gli psicologi lo dicono e che non c&#8217;era tutta questa fretta&#8230;<br />
Insomma <strong>sono in crisi</strong>&#8230;ogni mattina al momento di lasciarlo, o ancor prima, vedo stare male mio figlio e<strong> mi sento morire</strong> mentre nella mia idea di un paio di mesi fa il nido per lui sarebbe stata una bella avventura.</p>
<p style="text-align: justify;">So che non dico nulla di nuovo, che ogni mamma ci passa o ci è passata forse facendosi molte meno paranoie di me&#8230;tutte le mie amiche mi dicono &#8220;resisti, passerà&#8221;.<br />
Vedo chiaramente che a parte un maggiore attaccamento a me e le sue puntate notturne nel lettone è rimasto il bambino allegro e sereno di sempre quindi in cuor mio anch&#8217;io mi dico &#8220;passerà&#8221;.<br />
Ma allo stesso tempo mi chiedo: se accadrà, nel momento in cui le cose miglioreranno e lui finalmente starà meglio che impronta avrà lasciato in lui  questa esperienza vissuta: di una sua<strong> <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/06/30/ciao-picasso/" target="_blank">personale vittoria</a></strong> perché ce l&#8217;avrà fatta a superare il timore, il bisogno, lo smarrimento, quindi lo renderà più forte e sicuro? O semplicemente si <strong>rassegnerà al sentimento di abbandono</strong> che ha provato e questo lo accompagnerà <strong>per sempre </strong>nei suoi rapporti con gli altri&#8230;o cos&#8217;altro ancora?<br />
L&#8217;idea che di questa esperienza rimanga in lui un <strong>segno indelebile</strong> mi spaventa e mi spaventa soprattutto perchè ce l&#8217;ho accompagnato io&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Scusa se mi sono dilungata tanto, già mi è servito scriverti, buttare giù le mie ansie e le mie sensazioni così negative ma purtroppo così forti.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie<br />
Michela</p>
<p>_________________________</p>
<p><em>Ricordo che la sezione in cui pubblico le lettere si chiama &#8220;<a href="../2009/03/21/buca-delle-lettere/" target="_blank"><strong>Scritto da te</strong></a>&#8221; ed è dedicata a chiunque abbia voglia di raccontare qualcosa, condividere la sua storia, ascoltare le altre mamme su un determinato argomento, sfogarsi, gioire.</em></p>
<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/09/24/lansia-di-una-mamma/"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Distacchi</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2009/09/01/distacchi/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 08:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nido e scuola d'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli]]></category>
		<category><![CDATA[inserimento]]></category>
		<category><![CDATA[scuola dell'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[spannolinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[In luglio ho lasciato al mare un bambino di 3 anni con il pannolino, il ciuccio per la notte, il biberon per la colazione e il seggiolino da attaccare al tavolo. Ho ritrovato un bambino grande, che parla ormai bene, coniuga i verbi, sa il fatto suo; un bambino orgoglioso di fare la pipì nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In luglio ho lasciato al mare un bambino di 3 anni con il pannolino, il ciuccio per la notte, il biberon per la colazione e il seggiolino da attaccare al tavolo.<br />
Ho ritrovato un bambino grande, che parla ormai bene, coniuga i verbi, sa il fatto suo; un bambino orgoglioso di fare la pipì nel water, in piedi come suo fratello, fiero di riuscire a fare la nanna senza ciuccio, felice di fare colazione nella tazza e di consumare i pasti seduto sulla sedia.<br />
Ha fatto un grande lavoro per crescere, si è dovuto/voluto <strong>staccare </strong>dagli oggetti che più proriamente legano un bambino alla prima fase della vita. Io sono orgogliosa di lui, della sua risolutezza e delle sue piccole autonomie.</p>
<p style="text-align: justify;">E con questo bambino &#8220;grande&#8221; stamattina ho varcato la soglia della<strong> <a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/nido-e-scuola-dellinfanzia/" target="_blank">scuola materna</a></strong> per un&#8217;altra tappa di crescita, sua e mia.<br />
È entrato così, tenendo la mano di Matteo, con il sorriso stentato ma curioso che gli spunta davanti alle novità.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030646.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030646.jpg" alt="" width="513" height="385" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ha pianto ed è  scappato fuori (<em>voglio venire con te a lavorare</em>), poi però si è nuovamente ancorato alla mano di un fratello maggiore che per l&#8217;occasione si è calato in un <strong>commovente ruolo paterno</strong>: <em>vieni Nicchino, ti faccio vedere i giochi, non ti preoccupare che nemmeno gli altri bambini conoscono te.</em><em> Io sto un po’ con te, poi vado nella mia sezione, ma se hai bisogno ci sono. Quando la mamma va via mi chiami e vengo.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Già, la mamma&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">La  mamma è stata un’oretta e poi se n’è andata, lasciando i suoi omini a scuola <strong>insieme</strong>, uno con le sue <strong>autonomie </strong>appena <strong>conquistate </strong>e l&#8217;altro con i suoi <strong>primi dentini</strong> che dondolano, orgogliosa di questa vicinanza di età, consapevole della rincorsa veloce che hanno preso.<br />
Li ha salutati ed è uscita, senza tentennamenti, come insegnano.<br />
Ha imboccato il vialetto  con la gola un po&#8217; <strong>annodata</strong> e l&#8217;occhio velato<strong> </strong>ma è stata brava&#8230;non si è fatta vedere da nessuno.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030645.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030645.jpg" alt="" width="513" height="385" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030647.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030647.jpg" alt="" width="513" height="385" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030653.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030653.jpg" alt="" width="513" height="385" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030651.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1030651.jpg" alt="" width="513" height="385" /></a></p>
<p>Questo post partecipa al<a href="http://genitoricrescono.com/blogstorming"> blogstorming</a></p>
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		<item>
		<title>Ciao Picasso!</title>
		<link>http://www.mammaimperfetta.it/2009/06/30/ciao-picasso/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 11:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nido e scuola d'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Questa sono io]]></category>
		<category><![CDATA[asilo nido]]></category>
		<category><![CDATA[loris malaguzzi]]></category>
		<category><![CDATA[reggio approach]]></category>
		<category><![CDATA[scuole dell'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[tristezza]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ arrivato. L’ultimo temuto giorno di nido. Il Nido Picasso è casa mia da 4 anni. Un bambino è uscito e l’altro è entrato. Questo asilo è anche il mio nido. Chi mi segue con attenzione già sa quanto io ami questo luogo. Nel panorama già molto frtunato delle scuole comunali dell&#8217;infanzia della mia città, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1020822_P.jpg" alt="" width="293" height="219" />E’ arrivato. L’ultimo temuto giorno di nido.</p>
<p>Il Nido Picasso è casa mia da 4 anni. Un bambino è uscito e l’altro è entrato.<br />
Questo asilo è anche il mio nido.<br />
Chi mi segue con attenzione già sa quanto io ami questo luogo.<br />
Nel panorama già molto frtunato delle <a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/nido-e-scuola-dellinfanzia/" target="_blank"><strong>scuole comunali dell&#8217;infanzia</strong></a> della mia città, io, con questo nido, credo di aver toccato l’eccellenza dell’eccellenza.</p>
<p>Scrivo con un groppo in gola incredibile perché oggi, varcherò quella soglia per l’ultima volta.<br />
E’ una soglia speciale quella del Nido Picasso. È la soglia che mi ha visto crescere, innaffiata (per riprendere il fresco disegno di questa nuova veste) dall’autonomia e dal distacco dai miei figli. E’ una soglia che mi ha visto soffrire, ridere, imparare, condividere, amare.<br />
Qui ho iniziato la mia esperienza nel Consiglio infanzia, che mi ha restituito una ricchezza umana e pedagogica invidiabile.</p>
<p><strong>Qui ho imparato a lasciare liberi i miei figli, a concedere spago ai miei due aquiloni. Qui ho imparato a fidarmi e affidarmi.</strong></p>
<p>Mi sento legata a tutte le figure che ruotano attorno a questo asilo.<br />
Le <strong>educatrici </strong>negli anni hanno mostrato una capacità incredibile di adattarsi alle forme espressive di ogni songolo bambino.</p>
<p>Hanno capito Niccolò, il mio <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2009/01/14/la-quiete-e-la-tempesta/" target="_blank"><strong>mare mosso</strong></a>. Non c’è stato bisogno di dire loro che è un bambino che porta le cicatrici di un <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/27/reflusso-neonato/" target="_blank"><strong>reflusso</strong></a> severo e che per questo non riesce a stare seduto, a mangiare tranquillo, ad ascoltare una favola.<br />
Non c’è stato bisogno di fare “prevenzione”. Loro l’hanno accolto e hanno diversificato per lui le attività. I compagni leggono un libro e lui è libero di dedicarsi a qualche attività da fare rigorosamente in piedi.<br />
Una parola per le <strong>cuoche </strong>e le<strong> ausiliarie </strong>che qui, più che altrove, sono figure di grande importanza per i bambini.<br />
Con le cuoche si va in cucina a preparare le torte, con le ausiliarie, mentre appunto gli altri svolgono qualche attività, Niccolò ha passato il tempo con scopa, spazzettone e guanti.</p>
<p>Anche Matteo è stato custodito, nella sua timidezza ed introversione. E’ stato custodito con amore, dedizione e grande esperienza. E’ stato preso in braccio per due anni al momento del saluto mattutino, è stato coccolato, è stato sopportato quando alle 14 era puntualmente sveglio, è stato ascoltato.</p>
<p>E’ un vero peccato che questi ricordi svaniranno dalle loro teste. Ed è per questo che scrivo queste righe, perché in futuro loro possano chiamare per nome le persone che li hanno amati.</p>
<p>Dedicato a <strong> Cinzia, Daniela, Fazia, Filomena, Laura, Luisa, Manu, Marina, Miriam, Monica, Olimpia,  Simonetta, Virna, Vitto.</strong></p>
<p>GRAZIE DI CUORE.</p>
<div style="width: 480px; text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://w315.photobucket.com/pbwidget.swf?pbwurl=http://w315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/d8b5697f.pbw" /><param name="wmode" value="transparent" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="360" src="http://w315.photobucket.com/pbwidget.swf?pbwurl=http://w315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/d8b5697f.pbw" wmode="transparent"></embed></object><a href="http://photobucket.com/slideshows" target="_blank"><img style="float:left;border-width: 0;" src="http://pic.photobucket.com/slideshows/btn.gif" alt="" /></a><a href="http://s315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/?action=view&amp;current=d8b5697f.pbw" target="_blank"><img style="float:left;border-width: 0;" src="http://pic.photobucket.com/slideshows/btn_viewallimages.gif" alt="" /></a></div>
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		<title>FESTA DI NATALE &#8211; NICCOLÒ</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 06:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nido e scuola d'infanzia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; L&#8217;omone bianco e rosso &#232; arrivato anche al nido e ha scelto Niccol&#242; come folletto.Un figlio timidissimo e l&#8217;altro sfacciato. Una delle tante differenze tra questi due fratelli.Niccol&#242; ha distribuito doni, ha assegnato noccioline a ciascuno dei presenti, ha aperto il regalo della sezione, ha tagliato la torta e l&#8217;ha distribuita agli amici.Clicca sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 400px; text-align: center;"><embed width="400" height="300" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" src="http://w315.photobucket.com/pbwidget.swf?pbwurl=http://w315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/661ef394.pbw"></embed><a href="http://photobucket.com/slideshows" target="_blank"><img alt="" src="http://pic.photobucket.com/slideshows/btn.gif" style="border-width: 0pt; float: left;" /></a><a href="http://s315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/?action=view&amp;current=661ef394.pbw" target="_blank"><img alt="" src="http://pic.photobucket.com/slideshows/btn_viewallimages.gif" style="border-width: 0pt; float: left;" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: small;"><br />L&#8217;omone bianco e rosso &egrave; arrivato anche al nido e ha scelto Niccol&ograve; come folletto.<br />Un figlio timidissimo e l&#8217;altro sfacciato. Una delle tante differenze tra questi due fratelli.<br />Niccol&ograve; ha distribuito doni, ha assegnato noccioline a ciascuno dei presenti, ha aperto il regalo della sezione, <br />ha tagliato la torta e l&#8217;ha distribuita agli amici.<br /></span><em><br />Clicca sulle immagini per ingrandirle</em><br /><a target="_blank" href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1020299_P.jpg"><img width="420" height="315" align="absmiddle" alt="" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1020293_P-1.jpg" /><br /><img width="420" height="315" align="absmiddle" alt="" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1020297_P-1.jpg" /><br /><img width="420" height="315" align="absmiddle" alt="" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1020299_P.jpg" /> </a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: small;">Al nido, bravi come sempre, la festa mi &egrave; pi&ugrave; famigliare. </span><span style="font-size: small;">&Egrave;</span><span style="font-size: small;"> la quarta che faccio qui. Mi sento bene in questa scuola. Mi sento a casa.</p>
<p>Prima la distribuzione dei regali ai genitori: un porta candela fatto dai bimbi (si, insomma, fingiamo di crederci :D )e&nbsp; un calendario con le loro foto.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><a target="_blank" href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1020300_P.jpg"><img width="420" height="315" align="absmiddle" alt="" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1020300_P.jpg" /></a></p>
<p>Poi di corsa in sezione, dove si entra in punta di piedi, restando in silenzio perch&eacute;&#8230;c&#8217;&egrave; Babbo Natale che dorme&#8230;<br />E quando si sveglia&#8230;dolci per tutti e un bel regalo per la sezione, sotto gli occhi divertiti ed emozionati di bimbi e mamme.</p>
<p><a target="_blank" href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1020321.jpg"><img width="420" height="315" align="absmiddle" alt="" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1020315.jpg" /><br /><img width="420" height="315" align="absmiddle" alt="" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1020324_P.jpg" /><br /><img width="420" height="315" align="absmiddle" alt="" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1020321.jpg" /></a></p>
<p></span><span style="font-size: small;">&Egrave;</span><span style="font-size: small;"> ora della torta della <em>tatacochica </em>(Monica).</span><br /><span style="font-size: small;"> Una bellissima grotta di panettone offre riparo ad una Sacra Famiglia di zucchero, prontamente agguantata dall&#8217;ignaro Niccol&ograve; che blasfemamente si riempie lo stomaco con il povero Ges&ugrave; Bambino, tutto questo mentre Matteo a ripetizione domanda: <em>quando arrivano i soldati ad ammazzarlo?</em> <br />La persona che ha raccontato che Ges&ugrave; verr&agrave; ucciso dai soldati ha omesso il fatto che non viene propriamente ucciso da bambino&#8230;<img src="http://static.iobloggo.com/static/img/smiley/deviant/icon_disbelief.gif" alt="" /> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><br /><a target="_blank" href="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1020330_P.jpg"><img width="420" height="315" align="absmiddle" alt="" src="http://i315.photobucket.com/albums/ll472/Silvietta74/P1020330_P.jpg" /></a></p>
<p>Un saluto alla bravissima <em>tataimpa </em>(Olimpia), che &egrave; con loro da settembre a sostituire una maternit&agrave; e che tanto piace ai bambini: Niccol&ograve; la sogna spesso e si sveglia invocandola.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">&Egrave;</span><span style="font-size: small;"> l&#8217;ultimo Natale in questo nido che io tanto amo, tra queste persone che tanto stimo.<br />Soffro di nostalgia preventiva o proiettiva. So gi&agrave; che mi mancheranno tutti.<br />&nbsp;</span></p>
<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.mammaimperfetta.it/2008/12/23/festa-di-natale-niccol/"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ricchezze di nido</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 20:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mammaimperfetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nido e scuola d'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[asilo nido]]></category>
		<category><![CDATA[loris malaguzzi]]></category>
		<category><![CDATA[montessori]]></category>
		<category><![CDATA[reggio approach]]></category>
		<category><![CDATA[scuole dell'infanzia Loris Malguzzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Come sempre, nonostante sia il mio quarto anno di frequentazione ininterrotta di asili nido, non finisco mai di sorprendermi dei percorsi che seguono a Reggio Emilia le scuole comunali dell&#8217;infanzia. Alla prima riunione di sezione ci hanno mostrato un video relativo a questo primo mese di frequenza. Abbiamo avuto modo, così, di calarci in situazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><img style="width: 285px; height: 200px;" src="http://graphics8.nytimes.com/images/2007/09/23/nyregion/thecity/regg03650.jpg" border="3" alt="" hspace="14" vspace="4" align="left" />Come sempre, nonostante sia il mio quarto anno di frequentazione ininterrotta di asili nido, non finisco mai di sorprendermi dei percorsi che seguono a Reggio Emilia le </span><span style="font-size: small;"><a href="http://www.mammaimperfetta.it/category/nido-e-scuola-dellinfanzia/" target="_blank">scuole comunali dell&#8217;infanzia</a></span><span style="font-size: small;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Alla prima riunione di sezione ci hanno mostrato un video relativo a questo primo mese di frequenza.<br />
Abbiamo avuto modo, così, di calarci in situazioni tipiche della quotidianità di Niccolò che  non ci vengono mai restituite verbalmente, non essendo lui ancora in grado di formulare narrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Assemblea</strong><br />
La mattina la sezione (composta da bambini di età compresa tra i 26 ai 33 mesi) si riunisce in assemblea. Fanno l&#8217;appello, si contano a vicenda, discutono il programma della giornata, mangiano la frutta. Uno di loro, il cameriere, ha il compito di distribuire frutta fresca agli amici. Con attenzione e precisione, infila la forchetta nel pezzo di frutta desiderato dall&#8217;amico e, tutto orgoglioso, gliela porge.<br />
Sono 24 bambini, TUTTI seduti senza nessuna fatica e nessun atto di &#8220;forza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fiducia</strong><br />
Queste attività di collaborazione al menage quotidiano del nido, si faranno più forti alla scuola dell&#8217;infanzia, ma la semina alla collaborazione domestica inizia già a 20 mesi.<br />
E così, a turno, questi frugoletti piccolissimi si dividono le mansioni: il cameriere del pane si occupa, appunto, di distribuire i pezzettini di pane agli amici, quello della frutta anche. Poi, un gruppo di 5-6 apparecchia la  tavola. Con che attenzione e orgoglio maneggiano le stoviglie, rigorosamente frangibili e non di plastica!<br />
Vederli apparecchiare mi ha fatto venire in mente <a href="http://www.operanazionalemontessori.it/" target="_blank"><span style="font-size: small;">Maria Montessori</span></a><span style="font-size: small;">, a cui si devono i primi atti di rispetto verso l&#8217;infanzia.<br />
Maria Montessori era un rivoluzionario genio al servizio totale e completo dei bambini.  È stata la prima figura di educatore capace di guardare al <strong>bambino come un essere umano</strong> in tutto e per tutto. Con rispetto e amore si è dedicata all&#8217;infanzia rivoluzionando <strong>per sempre </strong>l&#8217;approccio educativo: le seggioline che trovate nelle scuole dei vostri figli le ha fortemente volute lei. Tutto doveva essere a misura di bambino: sedie e tavoli piccolini, maniglie abbassate, interruttori ad altezza bambino, insegnanti senza cattedra ma seduti accanto ai bambini sulle piccole seggioline predisposte per loro.<br />
Tutto questo accadeva nei primi anni del secolo scorso, quando la scuola era impostata ancora su metodi coercitivi (punizioni, bacchettate): questa la più grande rivoluzione.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Tornando alle mansioni quotidiane, fu proprio Maria Montessori ad inserirle nei suoi programmi pedagogici, fu proprio lei a dare in mano ai bambini piatti e bicchieri, il che, traslato, significava <strong>dare loro fiducia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Fornita la scuola con questi piccoli e graziosi mobili, dobbiamo indirizzare le attività infantili a usarli tutti, a rimetterli a posto dopo che furono spostati, a ricostruirli dopo che furono demoliti, a pulirli, lavarli e lustrarli: impiantando così un lavoro speciale che si è dimostrato adatto in modo sorprendente ai piccoli bambini. Essi infatti veramente puliscono, e veramente ordinano: lo fanno con piacere immenso e facendolo acquistano delle abilità precoci che sembrano quasi miracolose e che sono certo una vera rivelazione per noi che non avevamo mai fornito loro l’occasione di esercitare in qualche modo abile e intelligente la loro attività.<br />
Infatti quando i bambini cercavano di usare cose che non erano giocattoli, erano immediatamente arrestati da un: “Stai fermo non toccare!” che si ripeteva più o meno enfaticamente ogni volta che le loro manine si avvicinavano a oggetti nostri. Solo a qualche bambino povero era riservato il privilegio di imitare (sempre di sotterfugio s’intende) la mamma che cucinava o che lavava i panni.<br />
<span style="font-size: small;">Ecco perché nelle <em>Case dei Bambini</em>, ove esistono a loro disposizione tanti piccoli e semplici oggetti – coi quali possono fare lavori seri, fino ad apparecchiare la tavola, a servire il pranzo e a lavare piatti e bicchieri – i bambini si trovano in un centro di vita felice nella quale, a causa dell’amore che sentono per quelle cose quasi sacre che non erano mai stati permessi non diciamo di usare, ma neppure di toccare, sono portati ad un perfezionamento: ad imparare a muoversi senza urtare le cose, a trasportare oggetti senza romperli, a mangiare senza insudiciarsi, a lavarsi le mani senza bagnarsi i vestiti. Ed ecco che per quegli oggetti per cui tanto si temeva, si conservano intatti malgrado la loro fragilità e malgrado il loro formare parte di un ambiente di esseri ritenuti distruttori.<br />
La gioia che provano i bambini nelle nostre scuole a questa idea così semplice di applicare la loro attività a conservare le cose che li circondano, anziché a lavori che fanno insieme sprecare tanto materiale e tante energie infantili (come fecero appunto molti lavori di Froebel, oggi aboliti, che erano la prima causa di una miopia diffusa nell’infanzia), sono state fra i principali fattori della diffusione enorme che il metodo ha avuto in tutto il mondo.&#8221; <sup>1</sup> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Il bambino è un essere umano <strong>COMPETENTE</strong>: questa la grandissima rivoluzione, di cui in seguito Loris Malaguzzi ha fatto una missione.<br />
<span lang="IT"><span style="font-family: Verdana;"><br />
</span></span></span><span style="font-size: small;"><strong>Sporcarsi</strong></span><span style="font-size: small;"><br />
L&#8217;atelier è un mondo magico. Angoli ricchi di materiali (naturali e non) di ogni sorta: conchiglie, sabbia, rami, foglie, tronchi, zucche. Fil di ferro da trasformare in figure magiche. Blocchi di creta da agire con mani e piedi. Fogli bianchi da riempire con grandi pennellate.<br />
Seduti attorno ad un tavolo, le manine immerse in attività sempre diverse, liberi di sporcarsi e di sporcare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mani in pasta</strong><br />
Sotto, in cucina, su un tavolino a misura loro, tre paia di piccole mani versano nel robot farina, limone e zucchero, assieme alla cuoca (figura importantissima) che pazientemente spiega loro cosa sia ciò che stanno toccando e annusando. E quando il capolavoro esce dal forno, lo si condivide con gli amici, in un tripudio di orgoglio e golosità.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><strong>Teatro</strong><br />
Così piccoli? Ma quest&#8217;anno sono grandi! Niccolò è andato per la prima volta teatro a 16 mesi! Sono spettacoli appositamente pensati per età comprese da 0 a 3 anni, di breve durata. Seduti su poltrone per loro enormi, occhi sgranati e bocca aperta.<br />
Incredibile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><strong>Andar per luoghi</strong><br />
Una bella raccolta di castagne in un boschetto, armati di stivali e  cestini, una passeggiata sotto Natale per ammirare le luminarie della città, qualche capatina in biblioteca a scoprire nuove storie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><strong>Salus per Aquam</strong><br />
E per finire, una volta alla settimana, tutti insieme in piscina.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><br />
Non riesco a dare per scontata nessuna di queste attività. Ogni volta, si rinnova la meraviglia e la consapevolezza di una grande fortuna e di una preziosissima ricchezza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: small;">Se hai 4 minuti, guarda il </span><a href="http://www.youtube.com/watch?v=BFNi0TcVKTY" target="_blank"><span style="font-size: small;">video</span></a><span style="font-size: small;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">_______________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><sup>1 Maria Montessori, <em>Manuale di pedagogia scientifica</em>, Alberto Morano Editore, Napoli 1935, p. 14</sup></span></p>
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