Le implicazioni psicologiche dell’allattamento

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L’alimentazione, fin dai primissimi mesi di vita, non è solo una fonte di sostentamento fisico, ma anche un aspetto carico d’implicazioni psicologiche, delle quali è bene tenere conto fin dall’allattamento. Lo sanno bene le neo mamme che, a seconda della situazione fisica, vivono questa esperienza in maniera diversa.

Da specificare è che l’allattamento è senza dubbio una forma di comunicazione molto importante tra madre e figlio. I cambiamenti fisici associati ad esso sono diversi e spesso non è facile viverli in maniera serena. Quello che conta però è cercare di vivere con gioia il momento della nutrizione in quanto dall’atteggiamento della madre può dipendere la serenità del bambino che, attraverso il contatto strettissimo con il corpo di chi lo ha messo al mondo, impara a conoscere il modo e le diverse emozioni che caratterizzano la vita umana.

Come ho già detto può non essere facile vivere con serenità il momento dell’allattamento, prima di tutto per via dei numerosi cambiamenti fisici che può provocare. Risolvere il problema in questione è possibile prima di tutto rendendosi conto che, impegnandosi giorno dopo giorno e cercando di ritagliare anche un piccolo spazio quotidiano per se stesse, si ha modo di curarsi pur avendo appena avuto un bambino.

La maternità è una meravigliosa esaltazione della femminilità e può essere utile per apprezzarsi ancora di più come donne!

Un aspetto molto importante da affrontare quando si discute di psicologia e allattamento riguarda le mamme che, per qualsiasi motivo, non possono nutrire i figli al seno. Sono tante le richieste di aiuto che mi arrivano da donne che vivono questa situazione e che si sentono inadeguate, con ovvie conseguenze negative nel rapporto con i figli che, in tanti casi, vengono caricati di attenzioni eccessive per compensare quella che, secondo erronee e altrettanto pericolose dicerie, è una mancanza grave.

I benefici psicologici e fisici dell’allattamento al seno sono innegabili, ma è altrettanto vero che il legame emotivo che si costruisce allattando il bambino può essere creato anche dandogli il biberon. Quello che cambia è l’atteggiamento della mamma, che deve capire che ogni storia genitoriale è unica e che solamente un pediatra o uno psicologo è in gradi dare l’ultima parola in merito alla bontà delle scelte legate alla nutrizione nei primissimi mesi di vita del bambino.

Il consiglio è quindi quello di impegnarsi giorno per giorno per costruire il rapporto con il proprio bambino anche attraverso semplici dettagli, come per esempio la scelta di mettere la propria canzone preferita mentre si allatta per essere più serene.

Molto utile è anche la scelta di tenere un diario quotidiano sul quale riportare impressioni sulla giornata e descrivere le emozioni provate, così da riuscire a canalizzare quelle negative.

 

Dott.ssa Miolì Chiung Ching Wang – Studio Salem

 

 

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