Inside Out: la tristezza va sperimentata

Inside out

 

Ho visto più film di animazione io in questi 11 anni che gli sceneggiatori della Pixar. Ma è la prima volta che sento il desiderio di parlarne qui.

Siamo andati a vedere Inside Out. Se ne sta parlando da settimane, per cui questo post arriverà un po’ lungo, ma non vuole essere una recensione quanto una riflessione.

Piccola e rapida premessa. Inside Out è preceduto da Lava un corto di animazione che a me ha lasciato senza parole. Una poesia per immagini con la voce di Malika Ayane e Giovanni Caccamo. Una storia d’amore tra due vulcani (Uku e Lele). Innamoriamoci tutti!

Ho trovato Inside Out geniale, difficile e al contempo educativo. Esplicativo, divertente e riflessivo.

È un film raffinato.

Un viaggio dentro la mente di una ragazzina di 11 anni. Un percorso che alla fine è lo stesso per tutti. Perché le emozioni, quelle emozioni, sono trasversali all’età, al sesso e al ruolo.

La paura, la rabbia, il disgusto, la gioia e la tristezza governano il nostro esserci, quello di chi ci sta accanto e quello di chi pensiamo di conoscere.

Ho letto un po’ di recensioni, opinioni e pareri online, ciascuno trattiene di questo film, ciò di cui ha bisogno.

Io ho ci trovato un po’ di tutto: Platone, Dante, Freud. Il mondo delle idee, la discesa nei gironi, il subconscio e l’inconscio.

Inside Out non è un focus sulle emozioni tout court, ma una formazione sul riconoscimento delle emozioni e sulla gestione degli equilibri in funzione della ricerca della serenità.

È un film sull’imperfezione e sull’importanza di imparare ad accettarsi fragili e mancanti.

Fino a quando Gioia si ostina a rendere le giornate di Riley perfette, inanella un guaio dietro l’altro e, distrugge inesorabilmente la personalità della ragazzina.

Imparare ad ascoltarsi, con indulgenza, imparare ad amare e a dialogare con il lato che rende imperfetto il nostro essere al mondo, ecco il mio Inside Out.

La tristezza va sperimentata. Non soffocata, mascherata, negata.

Le emozioni diverse dalla gioia non rendono la nostra vita meno difettosa, ma, al contrario, sono proprio ciò senza cui la nostra vita sarebbe una finzione, un film, una soap opera.

Fino a quando ci ostineremo a negare determinate emozioni e sentimenti, staremo vivendo nell’ipocrisia. È solo abbracciando le nostre fragilità che potremo trovare il giusto equilibrio per affrontare i percorsi di questo viaggio terreno.

 

Matteo si è commosso. È facile capire perché. Riley è sua coetanea: ha 11 anni. Quando non sei più piccolo ma non sei ancora grande. Quando vuoi prendere le distanze e poi chiedi le coccole. Quando rispondi male e poi soffri, quando fai battute da grande e racconti barzellette da piccolo.

Matteo si è commosso perché ha visto se stesso. Se stesso nel passaggio che sta vivendo. La gioia governa l’infanzia, sempre e in ogni situazione. Poi, pian piano, cominciano a bussare le altre emozioni. E più passano gli anni, più il puzzle si ingrandisce e si complica, prima la paura, poi il disgusto, poi la rabbia e la tristezza “mamma mi sento un po’ strano e non so perché”.

Inside Out

È la sua storia.

Ed è il suo tempo, quando arriva il momento di dire addio all’amico immaginario (che si dissolve nell’oblio in una scena epica tra le più belle) e dare il benvenuto all’amore e a un fidanzato che da ideale diventerà reale.

È il tempo della crescita. Di un passaggio che fa un po’ male. Anche alla mamma.

Benvenuta tristezza, faremo di te un capolavoro!

Commenti

  1. Sono un grande fan dei cartoni PIXAR e della modalità con cui raccontano storie e insegnano valori e morali.
    tuttavia questa volta, sono davvero la voce fuori dal coro.
    E’ uno dei Film di animazione che mi sono meno piaciuti in assoluto. Non concordo con una sola parola della recensione.
    L’ho visto con moglie e figlia (di 5 anni) e mi ha lasciato molto perplesso, osservando inoltre la creazione di dubbi piuttosto forti nei bambini con cui ho parlato.
    L’approccio psicologico , oltre a presentare SERIE difficoltà negli adulti e (a mio parere) discrete difficoltà anche nei professionisti che si ritengono detentori della conoscenza (ma rigorosamente ognuno dal proprio punto di vista a seconda della formazione Junghiano, Froidiano etc) è un argomento molto delicato. Si può affrontare in cartone ma NON con questi termini.
    La questione che mi ha colpito è questa: il fim è impostato in maniera drammatica dal punto di vista di un bambino.
    L’idea trasmessa è quella che NOI come essere, siamo governati da 5 scalmanati che a turno cercano il controllo della nostra macchina. E questo ci può anche stare.
    Alla fine nel film si risolve tutto per una serie di roccambolesche avventure. Ma si rischia di perdersi per sempre, si rischia di perdere parte di noi o peggio di affidarsi alla parte sbagliata.
    Ma manca un dettaglio FONDAMENTALE.
    MANCA SEMPRE che siamo NOI, in ultima fase, A SCEGLIERE.
    C’è e ci DEVE essere UNA LUCE (un anima, chiamatela come vi aggrada), un COMANDANTE nella sala di controllo, che COMPIE LE SCELTE DECIDENDO CHI ASCOLTARE delle 5 parti.
    Nel film la situazione si risolve al 99% per FORTUNA e viene trasmesso il messaggio che la TRISTEZZA è fondamentale.
    Mio SOGGETTIVO PARERE (e qui scatenerò i commenti) la tristezza è l’unica emozione assolutamente INUTILE nella vita. Inevitabile certo, ma da relegare al minimo indispensabile per passare OLTRE.
    NON assolutamente qualcosa da ascoltare, da tenere in considerazione.
    Ogni valutazione o scelta fatta in questo stato è assolutamente deleteria.
    SI scanbia la tristezza (emozione negativa) con “sensibilità” (personaggio assente nel FILM).
    Sensibili SI. TRISTI NO.
    E sopratutto MANCA il COMANDANTE della nostra macchina. CHI Alla fine effetua la scelta SIAMO NOI dopo aver valutato i 5 personaggi.
    Sarebbe stato estremamente piu illuminante per bimbi e ragazzi.
    Nella nostra società, gia mancante di possibilità di scegliere, non ci insegnano l’essenziale.
    E anche in questo film, la salvezza è demandata a 5 personaggi e le loro disavventure.
    L’unico messaggio che rimarrà nel subconscio (non uso mai questo temine ma almeno ci capiamo) è che TUTTO ACCADE senza la nostra PRESENZA.
    Mia figlia di 5 anni si è accorta che non è stata la ragazzina a DECIDERE. e ho dovuto chiacchierare qualche ora per rimettere in ordine quello che ha visto.
    Pensateci bene..

    • Gentile Max,
      grazie per questo commento e per questa visione.
      La mia, tuttavia, non vuole essere una recensione. E’ una semplice opinione e un’esegesi del tutto personale personale.
      Le interpretazioni si incuneano nelle pieghe esperienziali, io, ad esempio, non ho percepito nessuna spinta all’educazione morale in questo film bensì un suggerimento positivo sulla possibilità di attraversare la tristezza per farne “un capolavoro”.

  2. Inside out è l’ultimo film di animazione che i mei figli hanno visto al cinema (purtroppo non ci andiamo spesso!). Gli è piaciuto tantissimo al figlio grande di 6 anni, ma anche alla piccola di 3 anni. Sicuramente la piccola non ha percepito il vero significato del film, ma è rimasta comunque contenta. Abbiamo poi acquistato il libro e anche il Dvd, insomma Gioia ha conquistato il cuore dei miei bambini.

  3. ciao. sto imparando a conoscerti da pochi giorni, avendo trovato il tuo blog per caso mentre cercavo il testo di “urlo di mamma” ho trovato il tuo significativo commento. ora stavo valutando se far vedere questio film al mio piccolo che però ha solo 3 anni. secondo voi è presto? io non l’ho ancora visto quindi non so valutare…

    • Ciao. E’ un film di animazione in cui ciascuno, a secondo dell’età (e non solo), trattiene qualcosa. A 3 anni non lo capirà nei sottolivelli, magari lo dovrai aiutare tu un pochino, ma secondo me gli piacerà.

  4. dire che è stato meraviglioso ..e amcpr più èstato bello vederlo tuttiinsime!!!!!!! rende bene come funzioni quel turbinio di emozioni che convivono e lottano e ridonoe e scherzano in noi… per i miei grandicelli è stato un immergersi nelmondo che loro vivono ..quel momento di passaggio che ora vedono come un muro insormontabile!!!!

    devo dire che Lava mi ha veramente commossa ..e le nostre mani ( di noi marito e moglie) sisono strette forte e questa cosa mi è piaciuta molto!!!!!!

  5. Visto e che dire….per me stupendo…..Il mio cucciolo troppo giovane per capirlo fino in fondo….7 anni….ma gli è piaciuto molto….

  6. Ti aspettavo, e anche questa volta sono arrivate le tue parole, così precise e chiare, così capaci di descrivere questo film nello stesso modo in cui l’ho vissuto io.
    E’ davvero un’esperienza da vivere, ricca di emozioni appunto, da condividere e su cui confrontarsi con i nostri figli.
    Grazie Silvia!

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