La notte prima della prima I Prima media

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“Mamma mi sento troppo felice per dormire. Mi fai un massaggio?”. Così è iniziata la nostra nottata prima della prima.
Come scrivevo sulla Pagina Facebook, ho guardato le sue mani, grandi quanto le mie. Ma ancora con i buchini sulle nocche. Un ossimoro apparente che parla di questi 11 anni appena cominciati.
11, il numero perfetto. Un binario. Un ponte. Spigoli. Chissà cosa sceglierà di percorre, di essere, di vivere lui. Il binario, il ponte. Gli spigoli cominciano a sentirsi bene. Eppure questo altro primo giorno era proprio ieri.
Stamattina ha deciso di essere felice, emozionato, ha scelto l’entusiasmo incontenibile, quello che non ti fa dormire la notte prima, quello che alle 7:20 “dai mamma è tardi, andiamo”.
Scalpita, ha voglia di crescere, ha chiesto di poter tornare a casa da solo già da oggi. Domenica aveva fatto le prove: ha preso i suoi soldini ed è andato in gelateria con 4 amici. Hanno mangiato e poi si sono spostati a casa di un compagno a giocare. Mi ha avvisato ad ogni passo e ad ogni ritardo. Il presupposto di queste prime libertà.

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Stamattina si è scelto i vestiti (mamma, sono ben abbinati i colori?), le scarpe nuove, si è preparato la cartella, l’astuccio, la merenda.
Da metà luglio a oggi ha letto 8 libri, Dal Segreto del bosco vecchio di Buzzati ai Ragazzi della via Pal di Molnár, si è dedicato alla lettura come mai in 11 anni, credo che sapere di avere letto molto, in qualche modo, lo abbia fatto sentire più tranquillo.
Ha fatto mente locale sul da farsi: judo, nuoto, teatro. Mi organizzo mamma e ce la faccio, voglio provare. Poi vedrò.

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Poi è sceso dall’auto, ha cercato il suo amico Luca e ha atteso la campanella. Gli amici. Capisci che crescono quando gli amici diventano importanti. Determinanti. Più di te.

E tu? Fai un passo indietro. E gli guardi le spalle.

 

 

 

 

Commenti

  1. Noi lunedí abbiamo cominciato la prima elementare, in una scuola nuova, in un posto nuovo…eravamo tutti e due molto emozionati e ci siamo abbracciati. Il mio Poffolo ormai non è più poffolo, anche se continua a cercare in me un rifugio ed io, lo abbraccio più che posso, sapendo che tra non molto, dovró rimanere indietro a guardargli le spalle…che paura che mi fa! Grazie per aprire sempre così il tuo cuore. Marta

  2. Cara Silvia , il mio primogenito il prossimo anno inizia la prima elementare e sono già emozionata , so che piangerò come una fontana , ma è in momento di passaggio che porta in se tante questioni e l inevitabile allontanamento da noi , così deve essere , ma che fatica !!!

  3. “… Capisci che crescono quando gli amici diventano importanti. Determinanti. Più di te.

    E tu? Fai un passo indietro. E gli guardi le spalle”

    Già, gli guardi le spalle. Grazie di aver condiviso. Bellissima emozione.

  4. Silvia carissima che splendido racconto …. toccante…..

  5. Che emozione Silvia, crescono così in fretta!!

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