Non vuole dormire nel suo letto

Non vuole dormire nel suo lettoDomanda

Il mio bambino non ha mai avuto un ottimo rapporto con il sonno (si è sempre svegliato 2-3 volte a notte) sino a quando ha cominciato ad addormentarsi nel suo lettino, seppur con la mia presenza e a svegliarsi di rado di notte. Addirittura chiedeva lui di essere messo a letto. Da circa un mese però rifiuta il suo lettino. Non appena lo si porta nella stanzetta e capisce che sta per  essere messo nel suo letto comincia a gridare e piangere sino allo sfinimento (mio e suo! ).

È successo da un giorno all’altro ma non riusciamo collegare alcun evento a questo suo bisogno di dormire nel lettone. Ora si addormenta sul divano o nel lettone e lo spostiamo una volta addormentato.
Vorrei tanto tornare a farlo addormentare nel suo letto: come posso fare?

 

Risposta

Gentilissima,

la prima infanzia è un periodo estremamente delicato, ricco di mille sfaccettature e di fondamentale importanza per lo sviluppo globale del bambino. Abbiamo una grande attenzione verso di loro, siamo premurosi e attenti ad ogni esigenza, ad ogni loro bisogno. Spesso interpretiamo, facciamo noi al posto loro pensando che comunque ciò possa andare bene perché noi conosciamo, capiamo, comprendiamo il nostro piccolo. Ma questo piccolo grande uomo si conosce, si comprende. Proviamo a fidarci dei suoi segnali, della sua comunicazione non verbale che in questa fase ha la meglio su quella verbale.

A volte accade qualcosa che sfugge alla nostra attenzione e quindi passa in secondo piano per noi, mentre per lui no. Vi sta proprio dicendo che, in questo momento lui ha bisogno di sentirsi contenuto, di sentirsi accolto fisicamente ed emotivamente. Non penso sia funzionale accompagnarlo ad una visione serena della nanna, con un prima fatto di pianti, come dice lei “da sfinimento”. Ritengo che il contenimento definito anche “holding”, possa essere un buon presupposto per aiutare il piccolino ad affrontare questo momento per lui molto delicato. Abbraccio, contatto fisico ed educarlo a dare un nome a ciò che lui “sente”. Paura, tristezza, rabbia.

Create momenti di gioco nella sua cameretta, fategliela “sentire” sua in differenti momenti della giornata. Quando arriva il momento della nanna, quel momento è bene che sia preceduto da momenti di serenità, rilassamento e un conforto da parte di mamma e papà e se quella sera non vorrà addormentarsi nel suo lettino da solo, fategli sentire che lo comprendete e che vorrà dire che ci sarà un’altra occasione in cui sperimentare questo grande passo… tutto con gradualità.

 

Chiara Mancuso – Educatrice

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