La meta è il viaggio

La meta è il viaggio

Sono passati tanti anni, tanta vita e tanti sogni da quando ho scritto questo post. Qualche sogno è naufragato, qualche altro è stato affogato, altri me li sto andando a riprendere.

Voglio tornarci su, dopo che le stagioni e i mesi hanno costruito e demolito, ora che i miei bimbi sono quasi ragazzi.

Voglio tornarci su anche con loro. Voglio che sappiano che nulla è definitivo, scontato, acquisito. Che domani può non esserci più tutto quello che oggi tocchi, fai, vedi, mangi, progetti, ami.

Voglio che sappiano che la prima forma di consapevolezza è la gratitudine, anche nelle piccole cose, apparentemente banali. Poter andare a mangiare un hamburger, poter fare sport, poter avere uno zaino nuovo, una maglietta pulita e stirata ogni mattina, una carezza mentre studi, un bacio quando esci.

Poter contare su un fratello, su un amico. Poter dare il bacio della buonanotte a qualcuno, litigare con tuo fratello, poter andare in bicicletta con tuo padre e imparare da tuo nonno come si dipinge una parete.

Non va dato per scontato il poter scegliere. È una grande e preziosa libertà quando puoi decidere tu se, quando, come e dove. È un dono da valutare ogni giorno e di cui essere grati.

Voglio che imparino che le persone hanno un’anima, che vuole ricevere, non solo dare. Che un invito a cena a casa di qualcuno non è una routine. È una testimonianza d’amore. Va pensata e vissuta come tale.

Che non è mai troppo tardi per dire “grazie“. O “scusa“. Che le persone vanno accettate e non cambiate, che gli esseri umani non stufano se stanno con noi con onestà. I difetti non sono difetti, sono diversità, ma ciascuno ha qualcosa per noi.

Voglio che possano capire che domandare troppo significa non accontentarsi mai, non essere mai felici, guardare la cima e non sentire il profumo dei pini mentre i piedi solcano il sentiero. La meta è il viaggio, questo voglio che imparino, la vetta potrà non comparire mai, ma se viaggerai con gratitudine sentirai che sapore ha la felicità.

Voglio che siano sempre più consapevoli che quel poco che hanno potrebbero anche non averlo. E che la ricchezza più grande sono le relazioni. Quelle sane, in cui nessuno prende più di quel che offre, quelle equilibrate in cui ci si sente liberi di essere quel che si è. Senza indossare maschere che fanno un rumore insopportabile quando cadono.

Voglio che sappiano che con me possono dire la verità. Che è bello poter essere sinceri, profondamente onesti con qualcuno. Che la verità libera.  Anche questo è un dono di cui diventare, crescendo, sempre più consapevoli. Potersi fidare della propria famiglia non è scontato.

Voglio che capiscano che potersi divertire è una fortuna, poter viaggiare, poter scegliere che sport fare anche. Voglio che capiscano che la felicità, invece, non è una fortuna. Quella te la devi costruire, grattando sotto la corteccia dei tronchi che ostacolano il tuo sentiero. La felicità non è dovuta, è voluta. La felicità non fiorisce se non sai quando è il periodo della semina. L’ingordigia sbaglia. Non voglio che guardino la rabbia con cui gli adulti ogni giorno compiono  il loro “ratto della felicità”. La pretesa. L’egoismo.

 
Ragazzi, iniziate ora a costruirvi la vostra felicità, pezzettino dopo pezzettino. Sorriso dopo sorriso. Stupore e riconoscenza. Rispettando quel che avete, rispettando voi stessi e chi vi tiene stretti al cuore, anche solo per un breve periodo.  Così diventerete non solo adulti, ma grandi. Imparerete cos’è l’amore e saprete amare.

 

Commenti

  1. patrizia pocket dice:

    I tuoi scritti mi entrano nell’anima.

  2. Monica dice:

    Ecco, non avevo letto Elena

  3. Monica dice:

    Io penso che se tutti avessero intorno qualcuno che ragiona e ama come te, i nostri figli avrebbero un futuro felice. Grazie.

  4. Francesca dice:

    Che bello leggere ciò che scrivi!!! … vorrei insegnare questo ai miei figli!!! Grazie!

  5. elena dice:

    Se tutti la pensassero così…..saremmo in mondo sicuramente migliore.
    Grazie cara Silvia, grazie di cuore.

  6. Chiara dice:

    Io non capisco. Non piango mai. Non esterno mai ma ogni volta (ogni volta!!!) che ti leggo mi emoziono in maniera indescrivibile.
    Una volta conosciuta te, non esiste più altro. Questa è la verità. Grazie, sempre e tanto!

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