Bambino aggressivo

bambino aggressivo2Domanda

Buongiorno, vorrei chiederle un consiglio riguardo all’approccio educativo da utilizzare con il mio bambino. Gabriele ha 16 mesi, è molto socievole e sveglio anche se ancora non parla. Ci sono alcune sfaccettature del suo carattere che non so come affrontare; per esempio butta tutto per terra dal seggiolone e dal passeggino o semplicemente dai mobili quando gira per casa. È una cosa che fa da quando aveva 8 mesi a volte per gioco a volte per sentire il rumore e altre volte per rabbia. Come posso insegnargli a non farlo più? Ho già provato a chiedergli per favore, a spiegargli che non si fa con calma o a sgridarlo ma lui lo fa ancora di più guardandomi negli occhi.

L’altro punto è proprio questo, a volte è aggressivo: urla, sbatte, si dà le sberle in faccia e se lo sgrido per qualcosa si offende e mi urla in faccia, non so come fare per placare questa sua rabbia soprattutto se lo contraddici.

Come posso fare? Quale metodo funziona meglio? Mi sento una fallita in quanto nessun metodo usato ha dato dei risultati e mi sembra di non riuscire a comunicare con lui o farmi rispettare. Lo capisce e lo sa che certe cose non si fanno ma sembra non ascoltare. Un altro lato del suo carattere che non riesco a gestire è la voglia di fare tutto ma in realtà poi non fa niente. Mi spiego meglio, gira tutto il giorno per casa, gioca con tutto tira giù dai mobili tutto ciò che trova e fa casino ma fondamentalmente non gioca con nulla. Non tiene una cosa in mano per più di 5 minuti e non gioca con un giochino per più di 5 minuti. Si stufa subito. Era così già da neonato. Dovevo trovare sempre cose nuove per distrarlo. come posso fare?

Grazie per l’aiuto.

Risposta

Buongiorno Valentina,

come già descrive nella sua richiesta, abbiamo due punti sui quali si presentano delle difficoltà. La prima è il fatto che Gabriele butta tutto per terra. Mi descrive che lo può fare per tre motivazioni differenti: gioco, curiosità e rabbia. Ecco, soffermandomi su questo ultimo punto,dal suo racconto leggo che il suo piccolino presenta questi impulsi molto intensi. Parlo di impulsi, perché a questa età si possono definire come tali in quanto vanno proprio educati a diventare emozioni.

Pare che espliciti molto bene la sua arrabbiatura e quando accade ciò tu domandagli “sei arrabbiato?” “c’è qualcosa che ti ha fatto arrabbiare”? Mettiti al suo livello, guardalo negli occhi. E’ importante affinché la comunicazione sia efficace che ci sia il contatto oculare altrimenti potrebbe risultare vana. Quando sono così arrabbiati, che non si riesce proprio a farsi ascoltare, occorre attendere che si tranquillizzino: questo può avvenire anche con un abbraccio contenitivo e a seguire la spiegazione che quello non è un buon atteggiamento. La comunicazione è bene che sia breve, chiara e di poche parole. L’efficacia la fa anche tutte quelle sfaccettature come il tono della voce, la postura, la mimica. Prima di intervenire in una situazione che ci infastidisce, domandiamoci cosa stiamo pensando e di conseguenza come ci stiamo sentendo, perché a volte la nostra  emozione nociva (arrabbiatura, delusione) potrebbe inficiare sull’intervento educativo. Una buona educazione alle emozioni parte da noi genitori ed educatori. Inseriamo nella quotidianità, ciò che sentiamo.

Felicità, tristezza e rabbia sono le tre emozioni base al quale il suo piccolino va accompagnato a conoscere. Molto utili possono essere anche degli “smile” che rappresentano questo “sentire”. Dare un nome a ciò che gli sta accadendo, lo rassicura, lo contiene. E anche lei, mamma le dica ciò che sente “Mi fai arrabbiare Gabriele quando butti in terra le cose, guarda la faccia della mamma”. Una volta concluso il rimprovero, un bell’abbraccio, non dimentichiamoci l’importanza del contatto con una carezza, un abbraccio, un bacio.

Per quanto riguarda il gioco, metta a disposizione pochi giochi e se vuole anche quelli non strutturati (pentole, mestoli, materiale naturale, spugne) e lo lasci esplorare. Crei un angolo in cui lui è più a suo agio, anzi ancora meglio se lui lo ha già. Quando termina un gioco, mettetelo a posto insieme. Osservi il suo Gabriele e cerchi di comprendere che cosa è più di suo gradimento. Attraverso quello che mi ha scritto, comprendo che ama sentire che cosa accade se cade un oggetto, il rumore, la conseguenza. Ecco, riempite delle bottiglie vuote e create maracas oppure con le pentole e mestoli create una bella batteria.

Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.

Chiara Mancuso – Educatrice

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