I tuoi 9 anni

9 anni

 

Ho sempre scritto tanto di Niccolò, ma non senza difficoltà. È un bambino difficile da afferrare e da descrivere. È un bambino essenzialmente difficile da capire. Si fa prima a giudicarlo che ad accoglierlo.

Sono da poco passati 9 anni da questo giorno qui.
Resta il piccolo di casa, un po’ perché ha atteggiamenti che, se per certi versi incantano (domande, riflessioni, curiosità, analisi profonda), per certi altri sono ancora infantili. E, ad essere sincera, ora che Matteo sta scappando via, non mi dispiace affatto. Anzi, a dirla proprio tutta-tutta…vorrei avere altri due marmocchietti che zompettano per casa, in modo da prolungare in eterno lo status macchiettistico della mamma italiana.

Resta ancora un bambino estremamente attaccato a me. E io a lui.

9 anni

A scuola è bravo, forse anche troppo. Non come rendimento ma come comportamento. Ha una situazione così complicata in classe, che lui si è calato nel ruolo dell’alunno perfetto. Per non sentire urlare e forse per dimostrare che anche lui, come suo fratello, può. Solo che lo vedo affaticato, si comprime, per 5 ore. Comprime la sua esuberanza, la sua chiacchiera, la sua agitazione fisica. Alle 13 è stremato. A scuola e perfetto e a casa è faticoso.
È sensibile, ma così sensibile da diventare permaloso. Anzi, per tornare a un termine che non usavo più da anni, è amplificato anche in questo. Ogni timbro di voce sbagliato è per lui una ferita. Ogni parola detta in più o in meno gli causa dolore.

Ama cucinare. Si rilassa. Quando si mette ai “fornelli” si rasserena, canticchia, chiacchiera, si sente felice. La miglior offerta di gioco per lui è “mi aiuti in cucina?”. Gli spunta il sorriso.

9 anni

 

Ha l’occhio e la preoccupazione per l’altro, per me, in particolare. È sempre il primo (e unico) ad accorgersi quando qualcosa non va. Osserva, tace. E poi sparge per casa tutto questo amore.

9 anni

 

Ieri abbiamo avuto un problema in famiglia e così ho dovuto portarmelo al lavoro. Non si potrebbe, ovviamente. Ho chiesto il permesso e mi è stato risposto “Certo, vai nel mio armadio e in alto a sinistra trovi i lego a marchio Coop”. La ricchezza umana.

Ma torniamo a lui. Siete mai andati a lavorare con i vostri genitori da bambini? Io sì, con mia madre in consultorio e con mio padre e con mia zia, in ospedale. Che ricordo avete? Il mio è vivissimo: un intreccio di emozione/orgoglio/felicità. Sentirsi grandi, guardare dall’interno il “buco nero” che inghiotte i tuoi genitori tutto il giorno da anni. Capire, anche cosa ti ruba il tempo. Dare gambe a una frase sentita milioni di volte “vado a lavorare”.
Avreste dovuto vederlo ieri. Si è preparato la borsa la sera prima, con una gioia assoluta. Lego e tablet. Ha usato il tablet 45’, le altre 6 ore ha fatto questo.

9 anni

 

Non si è mai sentito. Come lavorerebbero alleggerite (e più a lungo) le donne se potessero ogni tanto fare questo. È una terapia.

Davanti a questi due figli sono in una fase di tenerezza come se avessero ancora pochi mesi. Uno si sta staccando e non è più bambino, ma non è nemmeno un ragazzo. Ha reazioni scomposte che fanno paura. E momenti in cui invece cerca le mani per farsi accarezzare.
L’altro, per come lo vedo fragile e teso a dimostrare di essere speciale, lo rimetterei ora dentro la pancia.

Ho come la sensazione di avere tre cuori. Devo crescere.

Commenti

  1. Carmela dice:

    Leggerti è bellissimo mi aiuta a sentire meno il peso di questi giorni ..mio figlio ha sei anni e sta attraversando un brutto momento a scuola la sua prima elementare . A scuola spesso si rifiuta di scrivere perché dice che si affatica . Poi la maestra sgridandolo ( giustamente) provoca in lui strane reazioni .inizia a canticchiare melodie e così ho saputo che hanno deciso di mettere una persona vicino a lui perché la maestra si lamentava con le suore del suo comportamento e così lui penso sia stato isolato ancora di più dai suoi amici di classe . Se ci penso gabriel non mi ha mai raccontato del suo amico di banco..oggi mi trovo con lui che piange e non mi dice non voglio andare a scuola , ma mi dice cambiami scuola… ovviamente ho un po prima atteso ma ora a distanza di un mese sto per decidermi …ma ho tanta paura di sbagliare anche perché io ho tre figli il primo ha nove anni e io e il padre siamo separati da tre anni con lui è difficile confrontarsi e so che anche questa come le altre è l’ennesima decisione che prenderò da sola ….

  2. Leggerti è semplicemente meraviglioso. Anche io ho un bimbo amplificato e le tue parole mi aiutano. Altroché!!!! Grazie.

  3. Dedica dice:

    Sono approdata al tuo blog per caso, mi trovo davanti ad una seconda gravidanza non programmata e fortissimamente non voluta, e il mio primo bimbo ha solo 8 mesi, ed io lo amo, con tutte le difficoltà che gestire un bimbo portano (non è che mi senta la mamma più brava del mondo).
    Sono contenta di vedere i tuoi bimbi cresciuti, vederne i progressi, e devo farti i miei complimenti per il coraggio e tenacia. Hai suggerimenti per me a riguardo? Mi sento sotto un treno!!!,

    • Ciao cara.
      Grazie per questo messaggio coraggioso. Non è facile guardarsi dentro e parlar chiaro a se stessi. Provo, leggendoti un misto di emozioni.
      E penso a quello che mi disse un’anziana persona una volta “ci si può pentire di un figlio che non si fa arrivare, ma mai non ci si pentirà di uno che è arrivato”. Può sembrare semplicistico, ma io credo che sia profondamente vero. Il mio terzo non arriverà e quello che sento a riguardo mi fa tanta rabbia.
      Penso che questo post scritto tempo fa, ti potrà essere di aiuto.
      http://www.mammaimperfetta.it/2010/04/23/il-secondo-figlio/
      Torna a raccontarmi come stai.
      Un abbraccio.

      • Dedica dice:

        Grazie mille!
        Sí, ti ho conosciuta grazie a quel post, che è stato come una doccia fredda per me. ‘Allora non sono l’unica ad avere queste paure’, ho pensato!
        Grazie per le parole,ne farò tesoro…e che Dio me la mandi buona. Ci vuole ancora un bel po’ di tempo, nel quale ho deciso di godermi a pieno il mio primogenito, che, come tu dici, mi sembra sempre più un comdannato a morte. Ma forse esagero. Forse essendo cosí piccolo non percepirà troppo l’arrivo…..spero.
        In quanto a me “io speriamo che me la cavi,”
        Un bacione immenso e una buona notte, mamma che tutti sembri tranne che imperfetta ;-))))

    • carmela dice:

      leggendoti ricordo le sensazioni che provai quando al quinto mese di Cristian seppi di essere incita già di tre mesi… di lui…il mio piccolo angelo che poi ho chiamato Gabriel …ricordo la mia disperazione, i pianti di notte e di giorno, lavoravo come ora e avevo già due bambini piccoli da accudire( pensavo come avrei potuto fare..) ma decisi che non potevo assolutamente non tenere quello che era un Dono di Dio..
      un giorno ricordo che Gabriel, quando aveva tre anni, poco prima che io mi separassi da mio marito mi disse… mamma stai tranquilla io ti ho scelto me lo ricordo quando dissi a Gesù che Ti volevo come mamma… un brivido, Giuro percorse il mio corpo e quelle parole ancora oggi mi danno il coraggio e la forza di andare avanti… Forza amica mia vedrai che andrà benissimo.

  4. tanti auguri e complimenti al tuo piccolo grande ometto.

  5. Chiara dice:

    Questo blog è onesto, come le tue fragilità. Facile mostrare il lato “meraviglioso” di tutto. Complesso sapersi guardare così da dentro. E farsi guardare. Grazie.

    PS: anche io sono in Sicilia!!!

  6. Molto bello…grazie per la tua onestà e per la condivisione!!! Provo le stesse paure e le stesse emozioni…

  7. marzia dice:

    Stanno crescendo….Matteo sta per fare il salto….e tu non ti senti pronta. Sono settimane che ci giri intorno ed in tondo… ti mancano, Ti mancano loro cuccioli ed hai paura di non trovare più i loro sguardi di amore, di intesa con te. Hai paura (forse) di
    ri-trovare un estraneo e la distanza.
    Silvia…un passo alla volta…un quarto di miglio alla volta. Questo che vivi ….è il più bel libro Che tu abbia mai letto…. lasciati guidare da loro e dal.tuo istinto. Ti capisco e ti abbraccio

  8. laura dice:

    Mi fai davvero sentire meno sola.
    “Solo che lo vedo affaticato, si comprime, per 5 ore. Comprime la sua esuberanza, la sua chiacchiera, la sua agitazione fisica. Alle 13 è stremato. A scuola e perfetto e a casa è faticoso”. Sembra la descrizione di mio figlio, che ha appena finito la prima elementare. Solo che a scuola ci rimane ogni giorno fino alle 16.00.
    Grazie.

  9. Tanti auguri al tuo piccolo grande uomo!
    Anche io un giorno ho portato in ufficio il mio quando aveva quasi 8 anni: per lui ( e per me) è stata una giornata specialissima. Eppure in tante realtà è ancora fantascienza… che peccato.

  10. elena dice:

    Sembra la descrizione di mio figlio….mi hai fatto commuovere (senza singhiozzi o lacrime perché il mio piccolo omino é qui accanto a me).
    Il mio cucciolo di 7 anni è proprio così anche a scuola.
    Grazie, allora non sono sola……

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