Separazione all’estero

separazione all'esteroDomanda

Gentile avvocato,
avrei bisogno di alcune delucidazioni. Sono una donna italiana partita dall’Italia in febbraio. Attualmente risiedo a Londra con il mio compagno italiano: siamo appena andati in un’abitazione nuova, il 3 maggio è nata nostra figlia a Londra, con atto di nascita con entrambi i nomi dei genitori.

Dopo varie e violente litigate nelle quali mi distrugge moralmente, avrei deciso di tornare a casa in italia dai miei genitori: quali rischi corro?
Potrei perdere mia figlia? Lui mi minaccia di portarla negli Stati Uniti e di rompermi le gambe ma io  voglio realmente andarmene, in aereo porto avrò problemi, che documenti mi serviranno?
La bambina è cittadina inglese quindi magari richiedono qualcosa di particolare, e in Italia potrei avere problemi legali, potrebbe denunciarmi per sottrazione il mio compagno?
Vorrei sapere tutto perché sono molto in ansia e vorrei tornare al più presto.

La ringrazio anticipatamente.

 

Risposta

Il caso purtroppo è molto complicato giuridicamente. Nelle situazioni come la tua che presentano «elementi di estraneità», come ad esempio la cittadinanza estera di un minore, le legislazioni di tutti gli Stati, per antica tradizione, prevedono norme destinate ad individuare qual è la legislazione da applicare, disposizioni, cioè, che stabiliscono la legge di quale Stato deve essere applicata. Queste norme, dette di conflitto, costituiscono il sistema di diritto internazionale privato che, nonostante il nome, è un diritto nazionale e, perciò,  diverso in ogni stato.
In altri termini, mentre l’Italia ha un suo proprio sistema di diritto internazionale privato, contenuto per lo più nella legge 218 del 1995, il Regno Unito ha un altro suo sistema che può essere completamente diverso.
Ci sono, dunque, un sacco di problemi da affrontare per capire come va gestita giuridicamente la tua situazione, tanto che se la tua pretesa è davvero quella di «sapere tutto» ti faccio davvero gli auguri.
Innanzitutto, va verificata in fatto e diritto, con precisione, la cittadinanza di tua figlia: se inglese, italiana o di entrambi gli Stati.
Questo perché le norme di diritto internazionale privato, almeno quelle italiane, ma presumo anche quelle inglesi, fanno spesso riferimento alla nazionalità del minore.
Questo primo aspetto potrebbe essere problematico perché non sempre la doppia cittadinanza, ad esempio, è consentita dalla legislazione di entrambi gli stati.
Una volta verificato questo primo presupposto di base, bisognerà poi valutare, e sempre che sia possibile farlo, se sia più conveniente rivolgersi ad un giudice inglese o ad un giudice italiano. Questa valutazione andrà svolta considerando la sussistenza della giurisdizione, a mente rispettivamente del diritto inglese o di quello italiano, decidendo poi, e sempre che una scelta sia realmente possibile, in base a ciò che appare più conveniente in base alla situazione concreta.
In conclusione, restando inteso che occorrerebbe approfondire molto di più, io ti consiglierei di interpellare anche un legale del Regno Unito, visto che ti trovi sul suo territorio, per vedere com’è il suo modo di inquadrare giuridicamente la questione.

 

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