Siamo una generazione di genitori iperprotettivi?

Genitori iperprotettivi

 

Dopo l’allenamento di minibasket, genitori e nonni si riversano nello spogliatoio. Uno toglie le scarpe, l’altro tiene la borsa, un altro infila la giacca.
Io sono l’unica che aspetta Niccolò fuori. I bambini sono 18 e io sono l’unica. Mi sono fatta qualche domanda: pretendo troppo? Li ho abituati troppo presto? È presto? Che messaggio sto dando loro?
No, Niccolò ha  7 anni e non sono pochi per cambiarsi da solo. Matteo fa da solo nello spogliatoio di piscina e judo da quando ha 4 anni.

Cambiamo scena. In pizzeria.
I genitori si alzano a tagliare la pizza ai bambini di 9-10 anni. Perché?
Non è una domanda retorica. Mi piacerebbe capire davvero il motivo per cui le autonomie non sono una preoccupazione educativa primaria. Che cosa spinge una mamma a tagliare la pizza a un bambino di quasi 10 anni? È accudimento questo? O forse dopo una certa età l’accudimento sarebbe corretto che passasse attraverso altre attenzioni?
Io penso di sì.
Ne ho già parlato abbondantemente in un post di qualche tempo fa (autonomia è libertà), ma, più passano i mesi, più i bambini crescono e più l’iperprotezione di alcuni atteggiamenti diventa lampante.

Io sono una mamma affettuosa, li abbraccio, li bacio, li incoraggio, li ascolto, ci parlo.
Ma ha a che fare questo con l’aiutarli ad allacciasi la giacca 8 anni?
Non può essere un gesto d’amore allacciare le scarpe a un bambino di 9 anni. Il vero gesto d’amore sarebbe di insegnargli a fare da solo.

È un modo per tenerseli vicini il più a lungo possibile? Un modo per sentirsi indispensabili per qualcuno? Un narcisismo personale, dunque? L’iperprotezione è una tendenza alla perfezione? È un’idealizzazione del ruolo?
Qual è il messaggio che passiamo?  “Ti faccio io le cose perchè ti voglio bene”.
Non c’è un rischio che passi anche il messaggio “ti faccio io le cose perché non sei capace” e dunque di crescere persone vulnerabili?

E se tagli la pizza a un bambino di 10 anni ed entri nello spogliatoio di uno di 7, come potrai poi in casa, abituarli alla collaborazione domestica? Se io ti taglio la pizza è molto probabile che non ti farò poi sparecchiare, apparecchiare, rifare il letto la mattina.
Farò tutto io. Mentre però magari contemporaneamente mi lamento che mio marito in casa non fa nulla.
Non è forse una responsabilità l’educazione alle competenze?  Che adulti saranno? E, soprattutto, diventeranno mai adulti?

“C’è tempo per crescere”, si sente ogni tanto. Non sono d’accordo, c’è un tempo per tutto: c’è un tempo per imboccarli e un tempo per insegnare loro a tenere il cucchiaio, c’è un tempo per farli bere nella tazza antigoccia e un tempo in cui è giusto che bevano dal bicchiere di vetro, un tempo per gli strap nelle scarpe e un tempo perchè imparino ad allacciarsele.
Se il tempo in cui li “imbocchiamo” viene dilatato eccessivamente io temo possano crescere in una dimensione di dipendenza e diventare adulti che si aspettano sempre qualcosa dagli altri.
No, non c’è tempo per crescere, si cresce ogni giorno.
Insomma, nessuno mi toglie dalla testa che i genitori iperprotettivi stiano preparando una società vulnerabile e insicura.

Le ambizioni di autonomia non vanno soffcate, ma sorrette, accolte, sostenute, anche se ci fanno un po’ male…si perché lo so bene anche io che un bambino che impara a far da solo è un bambino che si allontana sempre più dalla mamma e dal papà.

Ma guardiamoli, mentre imparano a crescere, guardiamoli…non sono bellissimi?

 

Genitori iperprotettivi

Ringrazio nonna Tina per buona parte di queste autonomie…

Commenti

  1. Vedo che l’articolo è vecchio di 3 anni, ma voglio comunque rispondere…sono un Padre di 40 anni di una bambina di 2 anni…io ero uno di quei bambini al quale tu hai visto tagliare la pizza, cambiare in spogliatoio e molte altre cose, anche dopo i 10 anni.
    Il risultato è che stò confrontandomi da anni con ansia e timidezza estrema, anche se la mia indole è tutt’altro…avventuroso, indipendente, amorevole…purtroppo però questa iperprotezione, dovuta tra l’altro alla presenza di mia nonna nella casa dei miei genitori fin quando non me ne sono andato…mettici pure bullismo da ragazzino, e tutto è relazionato al fatto che essendo stato iperprotetto, alle medie poi mi sono trovato ad essere timido e insicuro rispetto gli altri che erano molto sicuri di se ed indipendenti.
    Non odio i miei, per carità, però è dura in età adulta intraprendere il proprio cammino, distaccandosi dal “figlio iperprotetto” che ti sei portato dietro per anni e diventare il vero te stesso, colui che è uomo, marito e padre…il segreto per riuscire a tirarsi via questi “fantasmi” che ti impauriscono non lo conosco, si fanno passi graduali, però serve una grandissima forza di volontà, molta apertura mentale e coraggio a tirarsi via quella corazza imposta e tirar fuori il te stesso sereno e del presente.
    Quindi posso assicurare che l’iperprotezione è contronatura, è un modo egoistico per non staccarsi mai dai propri figli, rovinandoli…con l’iperprotezione si proiettano su un bimbo tutte le proprie insicurezze, paure e paranoie inesistenti, portando a crescere non una persona indipendente e sicura, ma un individuo che in età adulta, quando si troverà ad affrontare la Vita, il Mondo, e cercare la propria indipendenza e serenità, dovrà scontrarsi con tutti questi sentimenti negativi e problematiche imposte da chi non ha saputo dare amore nel giusto modo, ma contronatura. Con mia figlia stò facendo come te, lei è piccolina, ha 2 anni, ma già manifesta segni di indipendenza e carattere sicuro…
    Grazie per l’articolo.

  2. cristina dice:

    Bravissima. Concordo su tutto!!!

  3. Non ce l’ho fatta a rispondervi singolarmente. Ma grazie di questi contributi!
    E…buon anno autonomo!

  4. Francesco Torcetta dice:

    Ciao Silvia, sono d’accordo purtroppo sulla tendenza alla iperprotettività. Mi chiedo però cosa si celi dietro a questa parola. Credo che spesso sia mancanza di tempo, difficoltà o poca voglia di insegnare e parlare, eccesso di affetto negativo e tante altre cose. Ognuno di noi potrebbe aggiungere qualcosa. Purtroppo lo vedo anche nel lavoro: sempre a vestire e svestire i bambini anche grandi con la scusa del fare in fretta e senza pensare che al pediatra piacerebbe proprio vedere un bambino che fa tutto da solo.
    Certamente gli eccessi dall’una o dall’altra parte sono sbagliati ma la tendenza attuale è proprio quella di non incoraggiare le autonomie, quasi fossero pericolose per i genitori più che per i bambini.
    Il tuo post ha questo valore, focalizzare l’attenzione su un problema che sembra secondario e invece è di assoluta importanza per crescere adulti che abbiano una autostima accettabile.
    Grazie

  5. Cara Silvia,
    non credo proprio che la nostra sia una generazione di genitori iperprotettivi, anzi, ai miei occhi risaltano maggiormente quei genitori che non seguono i loro figli, che non sanno il nome delle loro maestre o del loro compagno di banco, che non hanno tempo per sfogliare con loro i quaderni di scuola… e sono davvero tanti.
    Sono d’accordo con te sull’importanza di dare ai nostri figli gli strumenti necessari per essere autonomi e credo che abbia ragione chi scrive che spesso è l’ansia di essere sempre di corsa che impedisce a molti genitori di avere la pazienza di fargli fare da soli.
    In realtà quel tempo aspettato pazientemente fuori dagli spogliatoi è tempo prezioso, è investimento per il futuro.
    E’ vero anche che, per quanto l’obiettivo sia comune, i tempi e le strategie per il raggiungimento dell’autonomia sono molto diversi da figlio a figlio. Ad esempio la mia più grande, come il mio più piccolo di 20 mesi, hanno da subito mostrato una tensione naturale verso il volere riuscire da soli. Una delle prime parole della mia ragazza fu “Fo io!”. Il più piccolo idem. Il mio tesoro di mezzo, di 6 anni vorrebbe ancora essere vestito e lavato da me o da sua nonna o da suo padre… Sa fare da solo, ma dal fare da solo non nasce in lui, per ora, alcuna soddisfazione speciale, che invece ha sempre spronato chi ha voglia di essere autonomo.

  6. Sai perché mi piaci più di tutte? Perché non ti metti MAI su un piedistallo,
    nonostante tu abbia tutti i numeri per farlo.
    Qui, una serie di domande da far riflettere chiunque. Te le poni per prima, non dai risposte.
    Un pezzo prezioso, da stampare.
    È un grande lavoro con i tuoi figli.

  7. Che bel post, condivido pienamente la tua posizione anche se non sempre mio marito ed io riusciamo ad essere coerenti sull’autonomia dei bambini.
    Ora stiamo lavorando molto sul vestirsi da soli e, soprattutto al mattino, quando andiamo di fretta, è difficile starsene in disparte mentre si vestono… ma stiamo migliorando!
    Poi ci aiutano ad apparecchiare e qualche volta, quando devo tagliare cibi morbidi (tipo i formaggi) lasciamo fare a loro…
    E comunque è bello vedere la loro emozione quando imparano a fare una cosa nuova (come fare il fiocco alle scarpe o ai pantaloni della tuta)!

  8. Eccomi io qui faccio un mea culpa…ammetto che a volte mi rendo conto di aiutarlo troppo anche se sa fare da solo. Ma al mattino per velocizzare lo aiuto ancora, ora con il secondo lo lascio fare di più, e in ogni caso le cose le sa fare. Sa vestirsi da solo, sa allacciarsi le scarpe mi aiuta in casa..ma a volte mi intrometto, pur non facendolo consapevolmente, ma sto cercando di cambiare.

  9. Cristina dice:

    Veramente bellissimi!

  10. Concordo appieno e sono felice di tutti i passi avanti quotidiani dei miei due bimbi (4 e 3 anni).
    A proposito dell’immagine: dove posso trovare un oggetto simile per insegnare loro ad allacciarsi le scarpe… (per ora si auto-gestiscono con le scarpe con gli strappi :-)).
    Grazie!

  11. Io sono un tipo che ha sempre voluto fare tutto da sola e mio figlio un po’ mi somiglia un po’ lo spingo a far dasola. mi son presa un cazziatone da mia suocera per aver detto: pupo, ora fai tre anni: ti devi vestir da solo (cosa che sa già fare abbastanza!). che dire?

  12. Son meravigliosi, non bellissimi!
    Io mi trovo con il duenne proprio in quella fase in cui la spinta all’autonomia è più forte e allo stesso tempo “fastidiosa” per la mamma, che deve riparare ai danni fatti, cambiarlo mille volte, ma LO LASCIO FARE, PERCHE’ LO AMO!
    Ho fatto così anche con Filippo, che si lava, si veste da solo da quando aveva 3 anni, che mi aiuta a tagliare e cucinare e sparecchiare, che fa la doccia da solo, che si prepara da solo (bidet, piedini e dentini) per la nanna.

  13. Deborah dice:

    Concordo pure io!
    Mio figlio, 6 anni, quest’anno fa karate e la sensei ha vietato l’ingresso dei genitori in spogliatoio e io ne sono felice. L’aspetto che mi preoccupava non era tanto il cambiarsi e vestirsi, ma la gestione delle cose. Fortunatamente l’attività scelta ha un numero limitato di indumenti da gestire e quindi perfetta per imparare. Ci abbiamo lavorato un pò su, gli ho insegnato come deve fare e funziona tutto perfettamente.
    Del resto il prossimo anno andranno pure in piscina durante l’orario scolastico e lì le cose da gestire sono ben di più, se tutti i bambini non fossero in grado come farebbero le maestre?

  14. Condivido pienamente quello che dici… ho insegnato per molti anni nelle scuole dell’infanzia e i miei bambini (si, perchè li consideravo MIEI nel senso dell’affetto profondo che provavo nei loro confronti) al termine del ciclo scolastico erano i più autonomi: nel mettersi le scarpe, nell’allacciarle, nell’infilarsi la giacca… e chi aveva imparato prima aiutava il compagno… Era una gran fatica insegnare loro queste cose, perchè si fa prima a fare anzichè lasciar sperimentare… ma era una gioia quando mi riportavano i loro successi. Ci vuole tempo e voglia di sperimentarsi… questo mi hanno insegnato i MIEI bambini

  15. Silvia non sai quante volte mi sono fatta la stessa domanda, e penso di aver trovato una risposta: noi adulti non abbiamo margine !!!! (e lo scriverei in grassetto se ci fosse…) Mi spiego meglio: mio figlio ha 3 anni emmezzo e non accenna neppure a mettersi la giacca, perchè? ma perchè senza la giacca non lo lascerei mai uscire, perchè abbiamo sempre fretta e non abbiamo tempo al mattino di fare “opera di convincimento”, perchè un bambino che non vuole collaborare per mettersi la sciarpa andrebbe lasciato senza e per noi questo è inammissibile… perchè per imparare a tagliarti la pizza le prime volte la devi sbrodolare e distruggere e noi non riusciamo ad accettarlo… eh sì è proprio colpa nostra, non solo siamo iperprotettivi, ma anche, peggio, perfezionisti…

  16. Stefania dice:

    Mi piace il tuo articolo e concordo con quello che dici, spero di diventare una mamma che li accompagna nella crescita.
    Mi hai fatto però pensare che forse questi comportamenti scaturiscono dal fatto che è più facile fare le cose al posto del bambino piuttosto che insegnarle.
    Insegnare costa impegno, fatica e tempo.

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