Matrioska

“Si può considerare, quindi, che matrioska sia un diminutivo di matrena ovvero “matrona” e che rappresenti simbolicamente la figura materna e la generosità ad essa correlata, in cui si identifica spesso – anche nella cultura occidentale – nella fertilità della terra”.

 

matrioska

 

 

In questi giorni mio figlio ha trovato una matrioska e ci si è perso dentro.
Anche io avevo una matrisoka. Arrivava dalla valigia di mio papà e forse perché non c’erano giochi o forse, semplicemente, perché era bella, anche io mi ci perdevo dentro.

La matrioska.
Souvenir simbolico e potente. Donna, dunque, capiente.

Le bamboline che stanno all’interno non sono tutte figure femminili. La matrioska contiene tutto, uomini, donne, bambini. Contiene anche pezzi a metà.
Il bene, il male, il dolore, la vita, tutto fluisce ma tutto è contenuto, custodito. La bellezza e la bruttezza.
La vita che si forma e la mano che castiga.

Sì, le donne sono matrioske. E no, non fanno tutto/tanto meglio degli uomini. Non è questo il punto.
Le matrioske sono vuote ma piene.
Possono essere riposte una dentro l’altra, possono, dunque, occupare poco spazio. Ma possono occuparne tanto, allungarsi, aprirsi, sdoppiarsi, lasciare fluire metri di umanità.

Embrione, reale e figurato. Un chicco che solo le donne sanno custodire e fare crescere. La bambolina più piccola, infatti, si chiama “seme”. Quello che raccogliamo in eredità e quello che cresce dentro alle nostre viscere. Le donne sanno cosa sia l’amore viscerale, è quello che cresce lì, attaccato alle sue pareti soffici e nutrito dal suo stesso cuore e dai suoi respiri.
È un’esclusiva. L’unica riconosciuta.

La matrioska è la mamma di tutti.
E lo fa ogni giorno, facendosi incavo di atteggiamenti dai nomi quasi cinematografici: stalking, mobbing, straing, bossing. Storie di poteri deboli, narcisismi, ricatti, minacce mal contenute.
Brandelli di anime che, se lasciate per strada, inascoltate, dove vogliamo che stiano, rivendicano con i loro infimi mezzi quel che non hanno ottenuto. Perché se scrivi, balli, ragioni bene, lo puoi fare solo per loro.
La donna sa contenere anche la bruttezza.

La matrioska sembra un gioco. Ma il gioco è una forma altissima di comunicazione.

La matrioska si apre. Genera. Sa tenere insieme tutto.
Aprite tutte la bamboline e togliete solo la parte di sopra, lasciate quella di sotto, una nell’altra, in cerchi concentrici fino al “seme”: eccola lì la storia, l’archetipo. Niente prende il posto di niente. C’è spazio per tutto. Ma non c’è più spazio per niente.

La matrioska non è un uovo di Pasqua.
Quello può essere pieno o vuoto. Lei può essere tutti e due. Così piena da contenere tutti, così vuota da poter essere riempita con altro, senza che si rompa.
Perché l’uovo è di cioccolato. Fragile, sempre troppo dolce.
La matrioska è di legno.
Quando la si apre, fischia, i due pezzi fanno attrito e si fanno sentire.
Sotto le mani dei bambini, degli uomini, sotto le mani della gente, si sbecca, si crepa.

Non si infrange.

E, soprattutto, non è commestibile.
Non sono commestibile“: diciamolo ai lupi, anche a quelli in via di estinzione.

Commenti

  1. Matrioska è di una bellezza e di un fascino che rende speciali.E’ ,secondo me fortunatissimo , chi riceve in regalo,la matrioska, anche se non originale, ma una “finta riproduzione,racchiude infinità di bellissimi significati , delicatamente protetti e contemporaneamente visibili.Da bambina ero innamoratissima della matrioska, e come non esserlo sempre ? La bellezza semplice delle figure femminili, rappresenta una bellezza reale e disarmante, delle donne dell’est,una bellezza, che mette in imbarazzo, diversa da quella mediterranea, ma comunica una rassicurante fermezza.I colori e la ricchezza dei decori impreziosisce chiunque , al solo sguardo.E” bellissima !!!

  2. lux in fabula dice:

    ANCHE a quelli in via di estinzione.

  3. i tuoi post sono potenti, spiazzanti, oserei dire squarcianti.
    ogni volta che ne publichi uno devo prendere del tempo. tu non sei da leggere in un colpo e via. io ho bibsogno di arrivare all’appuntamento con te con il giusto spirito, con il giusto tempo. il tempo che mi serve prima per prepararmi alla lettura, il tempo di leggerti e rileggerti ed il tempo dopo..per digerire. Tu sei come uno di quei vini rossi ben strutturati, corposi ed intensi che acquistano ancora piu’ significato se fatti arieggiare per tempo e se gustati lentamente. Come il vino poi, un buon vino , che lascia esplodere tutti i suoi profumi nel palato, portandoti altrove, tu mi fai esplodere dentro un mondo , sempre diverso, di emozioni.
    grazie Silvia, e grazie per questo post che non so commentare per quanto rende bene ….tutto.

  4. Post molto emozionante. Proprio perche’ ricca della simbologia che hai suggestivamente descritto, io e mio marito abbiamo scelto la Matrioska cone bomboniera di nozze. Le abbiamo acquistate da un artigiano bielorusso e fatto una donazione al progetto Chernobyl per dare un piccolo incoraggiamento verso la rinascita ai bimbi di questo popolo che soffre ancora le conseguenze delle scorie radioattive.

  5. Non voglio aggiungere altro perchè, come sempre, ti sei espressa in maniera egregia. Anzi no, una cosa voglio dire: bravissima.

  6. Bello davvero, emozionante! Grazie

  7. Mi sono innamorata di questo post. Adoro! Una finezza fuori dal comune. Un oggetto che da piccola mi ha sempre incuriosito, forse hai svelato il suo perchè. Bacio

  8. Grazie a tutti.
    A suo modo è stato un pezzo profetico. O forse no.
    Non sono commestibile.

    Un abbraccio.

  9. Che ricchezza dentro di noi e attorno a noi,
    saper contenere e allo stesso tempo conservare il vuoto.

    Che bello conoscere tante matrioske che nutrono e si nutrono reciprocamente,
    ma che non si lasciano mangiare (e che è, mica siamo edibili!).

  10. Cecilia Mazzeo dice:

    Hai davvero fatto “centro”.
    La matrioska è una metafora pregna di significati.
    E’ un ritorno al “seme”, all’origine, al ventre simbolico, non solo alla pancia fisica.
    La donna dona. Contiene. Si slabbra, cambia forma, si rompe…per assecondare i fiumi della vita. I rivoli, ma anche le violente mareggiate.
    La donna custodisce il segreto e lo tramanda a un’altra donna.
    Siamo catene dell’infinito amore.
    Siamo anelli di un disegno gigantesco che ci sovrasta.
    Grazie.

  11. Quanti ricordi (soprattutto lo stridio del legno)

  12. Diciamolo ai lupi.

  13. Ci ho giocato anche io ma non ne avevo mai colto il vero senso profondo…grazie per queste riflessioni. Senza parole.

  14. Sono senza parole!
    Anche perché non ce ne sono molte altre da aggiungere.
    Grazie, grazie e ancora grazie.

  15. Mi fa piangere… Non so perché. Grazie Silvia

  16. Ecco Silvia, la ruggente.
    =) un abbraccio.
    Condivido, tutto, ogni parola. Mi sento scricchiolare, sono vuota e piena, riempibile, infrangibile, lignea, con curve e priva di spigoli. Ma non commestibile.

  17. da piccola per me era un oggetto “magico” portatomi dalla mia nonna …… ci ho sempre giocato e fantasticato storie e adoravo quel suono che emetteva quando l’aprivo!!!!
    i miei figli dopo 20 anni giocano ancora dalla bis-nonna con la matrioska e l’adorano….. senza saperlo la mia pestepiccola un giorno ha detto ” mamy la matrioska è come te….siamo stati tutti nella tua pancia e veniamo sempre da te se abbiamo bisogno !!!”
    mi ha riempito il cuore questa sua frase e mi ha fatto sorridere-….
    questo tuo post èstupendo e un oggetto semplicissimo racchiude un messaggio forte e per me bellissimo….
    buona settimana
    ciao veronica

  18. Bellissimo. Il finale lascia senza fiato, così pregno di significati. Mia mamma ha lavorato 15 anni a Mosca, avevo la casa invasa dalle matrioske: Ora me ne sono rimaste due, un angelo biondo sempre sotto forma di donna e una bella famiglia, c’è la madre, il padre, il nonno, poi vari figlioletti… in questo periodo sono nelle grinfie di Matteo, un anno e mezzo. Le adora.

  19. un oggetto che mi è sempre piaciuto, che i miei bambini adorano.
    Versatile, capiente, duro e resistente, affascinante… bello il tuo post!

  20. Un post bellissimo, da brividi.
    Grazie.

  21. Bello però , ora che mi ci fai pensare, che la matriosca porti la figura femminile e non quella maschile! Un motivo ci sarà….? Da oggi guarderò questo oggetto con occhi diversi, da oggi ne cercherò una da regalare ai miei figli ( maschi).

Trackbacks

  1. […] mamma imperfetta, la matrioska che tutto può essere e diventare, un post bellissimo di Silvia […]

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