#nonsolofavole

#nonsolofavole

 

Un castello di carte, una costruzione di Lego, una scultura, un libro. Ma anche una torta, un telefono, un quadro.
Per qualsiasi prodotto, attività, creazione vale l’osservazione che è molto più semplice distruggere che costruire.
Ecco perché è molta più la gente che come attitudine primaria ha quella distruttiva.
Per questo genere di persone, il lavoro e le passioni degli altri non sono mai al livello corretto. E se invece sono riconosciute, beh, allora è tutta fortuna. Tutto è fortuna.  Tranne ciò che costruiscono loro. Cioè nulla. Perché per costruire, servono una serie di attitudini che non trovano spazio in chi vive ripiegato su se stesso.  In caso contrario tutti scriveremmo, dipingeremmo, canteremmo, faremmo sport, suoneremmo.
Se non servisse attitudine speciale, costanza e passione per far nascere progetti, chiunque ne sarebbe capace.

Viviamo in un mondo  così, un mondo di gente che “non sei bravo, sei fortunato”.
E se per certi versi sei realmente fortunato, no, non riconoscono nemmeno le fortune. E quindi “quello non è ricco, ma arricchito” e “l’altro non è bello perché è sempre troppo grasso/magro/alto/basso”.
Per riconoscere la fortuna di qualcuno bisogna essere in grado di soffocare la propria invidia. In pratica, bisogna stare bene.
In un mondo in cui le persone valide sono quelle che ci danno retta. Finché ci danno retta. E  se sei intelligente, non lo sarai mai abbastanza. Se hai successo, hai una gran fortuna. Se sei professionalmente in gamba, sei raccomandato.
In un mondo in cui ci si permette di  giudicare l’aspetto fisico delle persone senza pudore, un mondo in cui nessuno è mai abbastanza perfetto da poter evitare di sentire e leggere idiozie sul suo conto.

È lo stesso mondo in cui i fallimenti sono sempre colpa di qualcun altro, gli errori personali sono debolezze, le solitudini sono dovute all’incapacità che hanno le persone di comprenderti.  Un mondo di gente irresponsabile, su cui ho già riflettuto tempo fa: La gratitudine e il diritto alla vita perfetta

Un mondo in cui se ti si ammala qualche persona cara, si vede che te lo meriti, se hai due figli bravi a scuola non è certo merito tuo e comunque, saranno pure bravi, ma sono sempre troppo “grassi/magri/alti/bassi”.

Un mondo in cui la Ministra nera è tollerabile ma la famiglia al tavolo accanto al tuo non lo è più, perché l’hijab ti irrita.

Un mondo in cui si insulta, si provoca e si offende su Twitter ma che vuole il malcapitato di turno? Sta su Twitter per cui se lo deve aspettare. E se risponde “come si permette? Ciascuno  è libero di usare i social come meglio peggio crede”.

Se vai in tv sei egocentrico, se non ci vai te la tiri. E se parlano di te, nonostante tu eviti occasioni sociali, c’è sempre un chissaquale motivo. Se ti vedono su Donna Moderna, stai bene “ma hanno usato Photoshop?“.  Se cucini bene, fai la mamma perfetta. Se non cucini, è una vergogna. E se scrivi un libro, hai avuto i contatti giusti.

Un mondo in cui, se sei felice di quel che hai e provi ad esserlo anche di quel che non hai, diventi insopportabile.
Perché, certo, tutto quel che hai, non te è merito tuo.  Sei solo fortunato o sopravvalutato che ti credi?
Nulla è più fastidioso della capacità di tendere alla felicità.

 

Un mondo  di personcine così insomma.
Uno schifo?
Non esattamente. Perché se fosse uno schifo, allora i Don Chisciotte di cui sopra avrebbero vinto la loro battaglia che corre in “direzione  ostinata e contraria” alla felicità e al senso di responsabilità personale.

Come possiamo educare noi stessi e i nostri figli alla “forza d’animo” che porta oltre la chiacchiera inutile di chi non ci ama?  Come spiegare loro che siamo circondati anche di bellezza?
Tenendo lo sguardo fisso sui circoli virtuosi, su gente capace di costruire, di distogliersi dal suo ombelico, di donare quel che sa, circondandoci di persone che come ultima occupazione hanno la critica e il giudizio.

Teniamo gli occhi e teniamo d’occhio chi sa trasformare le sue passioni ed è capace di aprirsi agli altri, anche solo donandone una parte.  Sono queste le persone che valgono.

Raccontiamo ai nostri figli storie vere, oltre alle favole.
Storie di gente virtuosa, capace di trascinare gli altri in vortici che profumano di buono. Capace di costruire. Di aggregare. Di donare. Di amare.

I bambini hanno bisogno anche di queste storie, oltre che di storie di fantasia.
E anche noi. Per non farci risucchiare da tutto quanto sopra.

 

Storie sane.

Come la sua, mamma, combattente,  mai rabbiosa. Una grande donna.
O come quella di Barbara, che ha saputo costruirsi da grande un’infanzia felice e donare agli altri questa sua fatica.
O come Elena e Claudia, che hanno trasformato una passione in un servizio.
Come anche Annalisa,  che non si è spenta su un problema di salute ma ci ha costruito sopra un circolo virtuoso.  E poi c’è anche Veronica, che non ha bisogno di presentazioni.  E anche Barbara e il suo lavoro di cultura della diversità. E Leucosia, che combatte la sua battaglia con coraggio. Ma anche White B che “ha deciso di non girarsi dall’altra parte”. E Gabriele lo conoscete?

 

Storie di gente appassionata.

Racconterò ai miei figli, che il mio amico, commercialista con passione,  ce l’ha fatta, che Chris, ora espone , che anche Matteo, ha saputo seguire e dare gambe a una passione, che Martino adesso legge e scrive.

 

Racconterò loro storie vere, una al giorno. Di gente virtuosa. Appassionata della vita. Di gente che sa volersi bene e volere bene.

 

Storie vere #nonsolofavole

 

E ne cercherò altre: mi aiutate? Ho voglia di bellezza.

 

Commenti

  1. franz dice:

    Ma come ho fatto ad accorgermi sono ora di questo post? E’ semplicemente fantastico, è quello che penso messo a parole! Io, cresciuta da una mamma negativa, ostile con se stessa e con il mondo, sempre contraria e contrariata, e che forse un po’ rode perchè non odio il mondo come lei, proprio io, in un qualsiasi (terribile) giorno adolescenziale mi sono svegliata e guardandomi allo specchio ho deciso che volevo essere una persona positiva, grata e non invidiosa. E ho cominciato ad uscire da una spirale di vita ed accadimenti negativi. Ed hanno cominciato a succedermi cose belle! Mia mamma, molto brava come nonna, come mamma resta pessima e di questo io ne soffro ancora. Ma mi consolo con le mie tante felicità (bambini, marito, amiche, lavoro) e con il fatto che so, che anche se non lo dimostra, la mia mamma mi vuole.
    In fondo, a pensarci bene, anche la mia può essere una favola… 🙂

  2. Ciao Silvia,
    grazie di questo post. Grazie per il voler affermare l’importanza di chi fa tanto nel bene e che quello che fa è sano. Il mondo parallelo ti fa sentire diversa ma ha un grande vantaggio: poter assaporare in maniera più profonda ogni minima esperienza. Spesso chi sta bene non se ne rende conto. E’ come ritornare bambini, gioire all’arrivo della mamma o del papà dal lavoro, ridere senza un motivo ma perché si è felici. Grazie di cuore

  3. questo post mi è piaciuto moltissimo.
    ci vuole coraggio per tutto, oggi. anche per non accusae gli altri dei nostri fallimenti.
    grazie degli spunti

  4. Mi hai fatto una sorpresa: mi hai inclusa fra le storie sane (alcune devo andare a scoprirle).
    🙂
    Mi onora, lo sai, e mi fa anche sorridere 😉
    La ricerca della felicità, l’essere positivi, l’aprirsi agli altri, la solidarietà, sono alla fine delle scelte. Possibili.
    Che migliorano la qualità della vita.
    Io ho solo scelto e cerco con tutte le mie forze di essere coerente. (Ed è un lavoro a tempo pieno)
    Ciao Silvia!!!!!!!

    • mi associo alle parole di Barbara e anche alla sua sorpresa… scoprire altri mondi ed altre esperienze è un vantaggio e una sfida a migliorarsi e per sapersi anche donare agli altri…grazie!

    • Sai, c’è tanta gente che perde la strada davanti ad ostacoli di poco conto, Barbara.
      La tua storia, la tua ricerca della felicità, il tuo sguardo, sono una guida.

      Leucosia, un bacione.

  5. Questa settimana ho scritto un post dal titolo “passione” in cui dicevo che ho incontrato recentemente persone banalmente appassionate, che mi hanno fatta riflettere e pensare anche alla mia passione.
    Questo tuo post mi fa continuare la mia riflessione … grazie!
    Fra

  6. I tuoi articoli Silvia sono sempre di una profondità pazzesca. Leggerti mi arricchisce l’anima!
    Non so se sono degna di essere parte di queste grandi storie che hai citato, ma sono comunque onorata che tu abbia pensato a me! Non vedo l’ora di poterti finalmente abbracciare non virtualmente 😉

  7. E’ un tema a cui sto pensando tanto ultimamente, perché secondo me il momento difficile fa credere a molti che tutto sia facile solo per gli altri, in qualche modo desiderando quasi un livellamento verso il basso, invece di chiedere semmai che i diritti e le conquiste di pochi possano diventare di tutti. Anch’io adoro queste storie e le racconto, mi sembra molto bello questo circolo di passione e di condivisione intorno alle storie vere, grazie!

  8. Chiara dice:

    Ti ho scritto una mail ieri per raccontarti una storia e per dirti che spesso i blogger sono autoreferenziali. Hai scritto una volta che nella scuola dei tuoi figli nessuno sa di questo blog.
    Questo parla tanto di te perché un’altra girerebbe con i manifesti al collo: alcune lo fanno pur non avendo costruito nulla, figuriamoci!

    Ecco quando parli di gente capace di aggregare e di richiamare attorno a sé positività io penso a te che ti fai un mazzo esagerato per dare voce alle persone.
    Ti meriti tutti i successi che hai, anzi meriteresti ancora di più perché tu fai PENSARE la gente.

    Nessuno ti toglierà mai nulla, né la web fiction del momento né gli stronzi di turno.
    E poi, non dimenticarlo, sei anche molto bella. Per alcune questo fa la differenza. 😉

  9. Francesco dice:

    In un mondo in cui…… Siamo fortunati che ci siano spazi come questo blog e persone come te e chi hai citato. Un post che stimola a pensare e mettere da parte quella sensazione di malessere che proviamo di fronte a certe persone

  10. le persone distruttive sono la maggioranza ..ma quellepositive si vedono lontano un miglio il loro sorriso è contagioso e da speranza!!!!!
    di persone forti e degne di far parte di una favola ce ne sono a migliaia…..ed è u po la nostra ricchezza.
    mia nonna mio nonno … sono stati straordinari….
    e io ringrazio loro per la forza e la gioia di vivere che mi hanno dato!!!!!
    grazie per le riflessioni

    • I tuoi bimbi hanno conosciuto i tuoi nonni?

      • purtroppo non entrambi…. solo la mia nonna che tutt’ora è la bis- nonna attiva che mi da forza nei momenti così e così …. hanno conosciuto il mio nonno attraverso le foto e il vissuto di mia nonna ……. ormai lui è parte della mia vita e mi fa miolto piacere che loro un po vivano di riflesso questo amore per la vita e la forza che loro mettevano nel loro amore……..
        ciao veronica

  11. Piango.’iango per mia cugina che tre anni fà non ce l’ha fatta a superare la lotta contro il suo male. Era 1 persona vera, sincera aveva costruito tanto durante i suoi 33 anni. Un’azienda tante amicizie. il giorno del suo funerale la chiesa traboccava di gente, perchè aveva contruito tanto e dato tanto a tanti.
    Piango perche’ hai toccato tasti dolorosi.
    Piango perchè gli ultimi 5 anni sono stati PIENI. Pieni di amore sofferenza coraggio disperazione, pieni di rimboccarsi le maniche e andare nonostatente tutto nonostante tutti nonostante critiche distruttive.
    Piango e ti ringrazio Silvia perchè mi fai sentire meno sola.
    Grazie e scusa il mio dilungarmi.

  12. Simona dice:

    Si, si, anche io racconterò ai miei figli la storia di una donna che ama le donne. Di una madre che da anni (e spero ancora per anni) fa sostegno in rete e crea circoli virtuosi. Come NESSUNO.
    Ci sarà sempre qualcuno incapace di accreditare meriti, studio, competenze e fatiche.
    Io li chiamo invidiosi, tu? 🙂
    E, lasciatelo dire, sei una gran signora (capisciammè).

  13. Eccone una http://www.uildm.org/2010/10/01/daniela-lauro-nuovo-presidente-di-famiglie-sma/, che pi è questa http://mammedegliangeli.blogspot.it/. Come si prende un dolore e si trasforma in una farfalla. Ne conosco parecchie- ma proprio tante. :). Ma io abito l’altro web, come abito l’altra isola. 🙂

  14. Dici che sono stronza io che ti ho fatta smoccolare in pausa pranzo, ma questo è un colpo basso! Mi sono venuti i brividi perchè è quello che penso io e che tu hai espresso come io non sarei riuscita.
    Io adoro ascoltare gente che ce la fa, la guardo, la seguo, la annuso, cerco di assorbire tutto quello che hanno da insegnarmi. E cerco sempre di far assumere ai miei figli le loro responsabilità. Sempre.
    Grande post.

  15. In un primo momento mi ha fatto sorridere il tuo post perché ci ho visto…(sshhh sottovoce) mia suocera. Hai usato le sue testuali parole (ma che la conosci?:-) ) : le nostre figlie sono brave? -Be’ voi siete stati fortunati-
    Poi il post mi ha fatto male quando ha parlato delle piccole cattiverie quotidiane, quelle che si accaniscono contro il vicino “diverso” quel tanto che non ti consente neanche di aver la voglia di conoscerlo che poi magari scopri che è uguale a te.
    E poi mi ha fatto riflettere perché quello che dici è verissimo: c’è tanta negatività, tanta abitudine al brutto, una colpevole connivenza col brutto.
    E allora sappi che ti seguirò in questo viaggio alla scoperta di cose belle che esistono e resistono…come i fiori della foto…
    Viviana
    Ah: complimenti per la citazione 🙂

  16. Commossa che tu abbia pensato a me, onorata per la compagnia! Alcune storie le conoscevo già, le altre le andrò a leggere e conoscere perché è vero ciò che dici: la tendenza a distruggere, a toglier valore alle cose e alle persone è molto frequente e succhia, a chi la subisce, energie vitali. Ricercare il positivo, riconoscerlo in sè e negli altri, donare il proprio tempo, costruire sono esercizi di vita preziosi, gravitare intorno a persone che li praticano accresce le energie. Grazie Silvia, io alla mia bimba racconterò la tua storia 🙂

  17. Bellissima idea!
    Una storia in mente ce l’ho… di una donna cui è crollato il mondo addosso e si è rialzata, si è rimboccata le maniche e l’ha fatto senza mai smettere di sorridere!
    Appena trovo il tempo te la racconto, altrimenti ti mando a leggerla da te.
    Brava!

  18. Ed io sono quella che pensa di insegnare alle sue bimbe che si può nascere e morire da incendiarie
    Bellissimo post.

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