L’assenza, il silenzio

Quindici giorni. Il distacco più lungo di questi 7 anni. Stanno bene, sono al mare, con il papà e quattro nonni.
E sto bene anche io, sola:  il tempo morbido di una colazione tranquilla, del rientro a casa dopo il lavoro senza le tante/troppe cose da inanellare, incastrare, organizzare. Decidere alle dieci di sera di uscire con un’amica. Leggere sul divano.
Non mi manca nessuno: mamma imperfetta e anche qualcosa in più. Mi chiedo come sia possibile che io stia così bene lontana da tutti i miei affetti.
Per  giorni questa sensazione di libertà mista a euforia da noia (sconosciuta da molti anni)  ha cullato le mie giornate.

Poi ieri al supermercato due fratelli dell’età dei miei figli ridono tra loro in attesa che la mamma paghi la spesa.
Oggi, le foto di un’amica: i bimbi fanno colazione al bar con un bicchierone di latte e una manina sbuca paffuta da un angolo della foto.
Stamattina, la loro stanzetta vuota, i lettini immobili, il tavolo della cucina senza briciole, la casa ferma, cristallizzata nell’ordine ormai dimenticato di un luogo abitato da adulti.
Le loro vocine al telefono si fanno sempre più “appuntite”, urtano, fanno male.
L’assenza diventa mancanza.  Il silenzio diventa vuoto. La libertà diventa nostalgia.

Commenti

  1. Bellissima!

  2. michela dice:

    il mio bimbo ha 7 mesi, un papà che forse fossse assente sarebbe meglio ( anche se è una persona come si deve, nulla da eccepire), e mi sa che ne ho di strada davanti prima di poter nuovamente decidere di uscire cn un’amica, anche alle tre del pomeriggio!

  3. Io li ho lasciati due settimane con i miei. Pensavo che non avrei sentito alcuna mancanza e invece…
    Grazie perché dai voce al cuore di tutti.

  4. Monica dice:

    Quanto aspetto queste tue riflessioni!
    Sei capace di togliere la banalità da ogni sillaba che digiti. Grazie.

  5. la verità è che a me non capita.
    mi detesto a volte per questo
    ma quando arriva il momento di lasciarli in vacanza coi nonni (luglio, di solito, e per tutto il mese), normalmente sono talmente sfatta che la nostalgia non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello.
    mi sento un po’ degenere.

  6. Alberto dice:

    Io non mi capacito della tua arte di saper scrivere anche cose tenere senza mai diventare melensa.

  7. sto per andare tre giorni al mare con un’amica…e ogni volta mi stupisco del fatto che l’ assenza delle bimbe mi sembra naturale come se la loro presenza fosse stata solo una parentesi. Poi per fortuna, tempo tre o quattro giorni, e comincio a sorridere malinconicamente ai bimbi per strada…e mi rendo conto che non sono del tutto un mostro 😉
    Baci!

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