Domanda
Gentile dottore,
vorrei chiederle un consiglio: ho un bimbo di 28 mesi che usa il ciuccio solo per dormire. Leggo sui vari siti che il ciuccio andrebbe tolto verso i tre anni.
In questi giorni però il mio bimbo, con i dentini, lo ha tagliato ma nonostante questo continua a volerlo. Io non so se approfittare della situazione aspettando che lo rompa definitivamente e toglierlo definitivamente o sostituirlo con uno nuovo e rimandare la decisione dopo l’estate. Gli ho fatto notare che è rotto, che non funziona più e che quindi può dormire anche senza ma non lo vuole proprio abbandonare è possibile che sia ancora presto? E’ un bimbo che va al nido, adora andarci, adora stare con altri bimbi, è molto socievole, è un bimbo che definisco” normale” nel senso che rappresenta perfettamente la sua età con capricci, con dolcezza, con rabbia, con gioia, con nuove piccole paure con la voglia di fare di un bimbo di quasi due anni e mezzo; questo per farle capire che non ha particolari problemi.
Capisco che valutare questa richiesta non è facile, vorrei solo capire se è presto togliergli il ciuccio e se rimandare la decisione di qualche mese gliela farà affrontare con meno traumi o se farlo ora o più tardi non cambia nulla.
Grazie per la gentile attenzione.
Cordiali saluti.
Risposta
Cara mamma,
la sua domanda è una delle più frequenti che vengano poste al pediatra perchè la questione della sospensione del ciuccio preoccupa e angoscia la maggior parte dei genitori di bambini che ne fanno uso.
Non voglio disquisire sulle varie correnti di pensiero riguardo all’uso del ciuccio perchè questa non è la sede e trascende il significato della sua domanda.
Il ciuccio è un oggetto tranquillizzante per il bambino e come tale va valutato. Lei già riferisce di un bambino tranquillo e paragonabile a tutti i suoi coetanei che frequenta all’asilo. Questa è la testimonianza migliore che la situazione è equilibrata e che non sussistono problemi particolari. Lei mi dice anche che il ciuccio rappresenta l’oggetto necessario al sonno e che non viene mai usato nella giornata. Anche questa è una connotazione positiva in quanto il bambino è già in grado di gestire le sue emozioni senza ricorrere a un oggetto con cui e in cui rifugiarsi. Come semplice consiglio le potrei dire di cogliere l’occasione della rottura del ciuccio come momento della sospensione ma proponendo a suo figlio una piccola alternativa al ciuccio notturno che potrebbe essere qualsiasi oggetto che a lui piace e che potrebbe fargli compagnia nel sonno, solitamente pupazzi o altro. La tranquillizzo assolutamente sui danni da ciuccio che sono eventualmente solo estetici e totalmente reversibili alla sospensione e riguardano i denti e il palato.
Il rimandare la decisione non credo serva a qualcosa. Bisogna cogliere il momento e parlare con calma al bambino, “se il ciuccio è rotto lo buttiamo via” o magari “il ciuccio potrà servire anche a qualche altro bambino che ne ha bisogno e tu lo puoi regalare”. Credo che con la dolcezza e il dialogo che mi sembra sia ben rappresentato nella vostra realtà, si possa arrivare alla soluzione del problema senza alcun trauma.
In bocca al lupo.
Francesco Torcetta – Pediatra

ciao
Vuoi essere il primo a lasciare un commento per questo articolo? Utilizza il modulo sotto..