[Scritto da te] Non vuole andare all’asilo: che fare?

Non vuole andare all'asiloHo aspettato un po’ a pubblicare questa lettera, perchè anche noi abbiamo  problemi alla materna.  Ho aspettato di parlare con le educatrici, per poter raccontare come stiamo cercando di risolvere il problema.

Niccolò non va volentieri alla scuola dell’infanzia, manifesta disagio, si sveglia di notte dicendo che ha mal d’orecchio e che dunque non può andare a scuola e le prime parole che pronuncia ogni mattina sono: “è sabato oggi?”:

Ovviamente lasciare un bambino a scuola in queste condizioni è uno strazio. Specifico che ho piena fiducia nelle nostre scuole dell’infanzia, come ho più volte raccontato su questo blog, perchè altrimenti, un bambino che si sveglia di notte mi avrebbe creato qualche dubbio sull’uomo nero e mi avrebbe certamente portato al ritiro.
La prima cosa che voglio dire è che parlare serve sempre. Parlare con il bambino, parlare con le educatrici.
Si possono trovare insieme sinergie di intervento e strategie che riportano positività e serenità.
Io, parlando con le educatrici, ho capito, anzi, l’hanno capito loro perchè io lo sapevo già e sono andata lì proprio per quello, che ciò che manca a Niccolò è un rapporto materno.
Gli manca la mamma a scuola e questo è normale. Al nido questa mancanza era stata clmata da secchiate d’affetto che le ragazze del nido gli hanno rovesciato addosso (ne ho parlato QUI), l’anno scorso, primo anno di materna, nell’altra sezione c’era il fratello, per cui quando voleva una coccola lo andava a trovare.
Nel frattempo la sua sezione ha costruito legami e amicizie e lui, proprio perchè andava spesso da Matteo e considerava lui come il suo amico senza sforzarsi troppo di trovarsi amici nuovi, nel frattempo, dicevo, la sezione ha costruito legami e lui è rimasto un po’ tagliato fuori. Per cui quest’anno è solo. Gioca spesso solo. E a me questo stringe davvero il cuore.
A chi piacerebbe stare 8 ore da solo in un luogo comunitario?

Ora questa sua solitudine è stata compresa anche dalle educatrici (e mi rendo conto che se non avessi parlato non sarebbe stato facile perchè Niccolò è un bambino apparentemente solare) che hanno modificato il loro atteggiamento e, già dal primo giorno dopo il colloquio, Niccolò è rientrato a casa dicendo, senza che io gli domandassi nulla: “lo tai mamma che ozzi la Laula mi ha fatto le coccole e mi ha dato anche un bazo?”.

Si, per lui era importante sentire l’abbraccio. E per chi non lo è?

La mamma che mi scrive qui sotto ha un problema simile ma manifestato diversamente. Il bambino vomita prima di andare all’asilo. Che fare? Non lo so. Io lo ripeto, la piena fiducia che ho nelle nostre scuole mi sta facendo tenere duro davanti all’ipotesi di un ritiro, se non ci fosse questa fiducia però Niccolò sarebbe già a casa.

Voi cosa le suggerite? Cosa fareste al suo posto?


Ciao Silvia,
leggo il tuo blog da questa estate e intanto un grazie speciale per non sentirmi sola nell’affrontare la vita da mamma!
Abbiamo uno splendido bimbo di tre anni compiuti a fine agosto che il 20 settembre ha iniziato la scuola materna, un inizio splendido, come ci aspettavamo.
Al mattino per due settimane lo dovevo rincorrere per casa per vestirlo in quanto lui cercava di aprire la porta per andare e quando i nonni lo riprendevano prima di pranzo lui si arrabbiava perchè voleva restar ancora. Volevamo allora già farlo fermare a pranzo ma le mestre ci hanno consigliato di non forzare la mano in quanto un rifiuto può arrivare anche dopo passata la novità e così abbiamo fatto. Trascorriamo un weekend a Gardaland e lunedì torna all’asilo sereno, poi non lo portiamo per 4 giorni in quanto abbiamo le ferie che non abbiamo in estate e andiamo da mia nonna che dista 800 km  ma al rientro comincia l’incubo che va avanti ormai da un mese.
Luca non vuole andare all’asilo e all’inizio si pensa che abbiamo fatto uno stacco troppo presto con le ferie ma poi passa ormai piu’ di un mese e la situazione è che ogni mattina piange da quando si sveglia a quando lo lascio, vomita e ha diarrea, è una tortura. Le maestre mi dicono che poi smette di piangere e partecipa attivamente a tutto, che ha fatto amicizia con tutti, che è socievole e affettuoso (lui abbraccia e bacia tutti i bimbi) però quando è ora di sistemare le sue cose per l’uscita riprende a piangere finchè non si aprono le porte per uscire.

Luca è sempre stato stra socievole e ha sempre adorato i bimbi, infatti all’inizio era così felice di andare poi tutto è cambiato e non riusciamo a capire, le maestre ci dicono di insistere e così stiamo facendo non avendo problemi in classe ma ogni mattina vomita in casa, o sulle scale dell’ingresso o in classe e va di corpo per l’agitazione, abbiamo provato a promettergli piccoli premi all’uscita (una macchinina, un cioccolatino) e anche a sgridarlo un po’ ma nulla, non sappiamo più cosa fare, è uno strazio e non è da lui, ritengo che non abbia senso questa tortura ogni mattina per alcune ore di asilo dove lo abbiamo iscritto per lui, per farlo divertire ecc ma ci sta dicendo in ogni modo che non vuole andare e io credo semplicemente che non sia ancora pronto e valutando l’ipotesi di ritiralo e provare l’anno prossimo.
Questo comportamento  lo aveva avuto anche quando abbiamo tolto il pannolino, o meglio solo per la popò, se la teneva e vomitava e la faceva solo nel pannolino, ci hanno detto di insistere ma poi il pediatra ha detto quello che giaà pensavo io ovvero “non è pronto, vuole fare popò nel pannolino? E rimetteteglielo! Vedrete che capirete quando sarà pronto e sarà tutto risolto” e così è stato, forzarlo era solo peggio e così un giono non so come ho capito era arrivato il momento e via sul vasino senza pianti e tutto è filato liscio. Per l’asilo mi sembra la stessa cosa, questa tortura di ogni mattina non sta portando a nulla se non a continue vomitate e diarree ma siamo combattuti su cosa fare!! Intanto questi due giorni dopo l’ennesima vomitata sul tappeto e all’ingresso non l’ho mandato, ho fatto bene? Ho fatto male?  Non lo so più davvero ma queste mattine passate con i nonni era stra felice e sereno per il resto della giornata mentre quando va mal volentieri all’asilo durante il giorno è nervoso e scontroso cosa che non è mai stato, è sempre stato così affettuoso, coccolone,allegro e ripeto fin troppo socievole (parla con chiunque!).
Scusa se mi sono dilungata molto, scrivere è stato anche uno sfogo ma torturalo così ogni mattina mi e ci sta facendo star troppo male, a questo poi si aggiunge che da 6 mesi stiamo cercando il secondo figlio che non arriva…Sono a pezzi ma questa è un’altra storia.
Aiuto…grazie di tutto e in particolare per il post sul secondo figlio che hanno calmato le mie acque agitate e le mie notti insommi facendomi capire che stavamo facendo la scelta giusta e che i miei dubbi non erano solo miei.
D.

Commenti

  1. Ufffa…per mio figlio 4anni secondo anno di asilo, secondo anno di pianti e vomitate mattutine….è un vero strazio oggi mi sono arrabbiata dicendogli che gli buttavo i giochi e che nn avrebbe visto i cartoni….non so più che fare….

  2. ho un bambino di quattro anni al secondo anno di materna.Primadei tre anni stava con la tata e ora va all asilo dalle 8 alle 13 poi sta con la tata e alle 17 arrivo io.si sveglia di notte che non vuole andare all asilo e al sabato mattina corre felice per la casa gridando niente asilo. Ora gia mi chiede quando arrivano le vacsnze estive. Poi all’asilo mi impedisce di parlare con la suora, Si comporta benissimo, gioca e non attacca mai briga con nessuno. Se per caso lo rimproverano diventa matto, piange disperato e si autopunisce.Mi rattrista vederlo preoccupato, ma l’asilo e anche l’unico modo per farlo stare con gli altri bambini visto che è figlio unico. cosa mi suggerite?

  3. Penso che tu abbia già trovato la tua risposta: un disagio emotivo che si trasforma in psicofisico non lo sottovaluterei. Non è pronto? Pazienza, non è un dramma, io ritenterei l’anno prossimo.
    Anche Simone ha avuto un bell’inizio e poi la crisi, ne ho parlato qui http://besweetbeamother.wordpress.com/2013/11/19/la-crisi-da-scuola-materna/

  4. Valentina dice:

    Ciao, noi abbiamo iniziato la scuola materna 10 giorni fa, i primi due giorni tutto fantastico al rientro dal weekend una tragedia!!!!! Si sveglia la mattina e la prima frase è “io non ci viglio andare all’asilo” poi con un po’ di pianti e capricci riusciamo ad entrare, ma il problema più grosso è che adesso sono due giorni che si ferma a mangiare e non vuole mangiare niente…..gli ho anche spiegato che deve mangiare per tenersi in forza e far vedere agli altri bambini come è bravo a mangiare da solo ma lui mi risponde “NO”.
    Quando andiamo a prenderlo dopo pranzo scoppia in una valle di lacrime come se fosse tantissimo tempo che non ci vede.
    Come avete detto proverò a parlarne con le educatrici e trovare una soluzione insieme.
    Lui era abituato al nido ed era felicissimo di andarci, infatti molto spesso mi chiede di tornare li dalle sue maestre!!!!

  5. Ciao Ele! quanti ricordi nel leggere la tua esperienza, mi sembra ieri e invece sono passati quasi tre anni! come ho risolto con Luca l’ho scritto qui sopra e mi domando ma come ho fatto?? ora ho una bimba di 9 mesi e mi domando ” ce la faro’ di nuovo?”. Luca aveva anche vomito e diarrea, speriamo che lei si limiti al pianto!! Non ho ricette da dare ma dirti di quella che è stata la mia esperienza che ha visto il coinvolgimento delle insegnanti per cui parla con loro, chiedi della bimba quando è in classe come si svolge la sua mattinata, Luca aveva bisogno di star un po’ in braccio e loro lo tenevano, lo so che non è facile, lo so bene, ma prova a mostrarti calma, sorridente, tranquilla e non che il suo pianto orenda su di te il sopravvento facendoti diventar nervosa e scappando poi lo sculacciotto . Fammi sapere come va!! in bocca al lupo!

  6. Ciao, ho scoperto oggi questo blog. Mi riconosco in pieno nelle parole scritte sopra. Mia figlia, 3 anni e 3 mesi oggi, a settembre ha iniziato la scuola materna ed è stato tutto perfetto , non voleva venire via, non vedeva l’ora di andare a scuola.. poi a novembre si è presa una bronchite ed è stata a casa parecchio tempo, fino alle vacanze di natale, per cui è tornata all’asilo a gennaio. Con assenze frequenti purtroppo per ricadute. Da una decina di giorni, la mattina è uno strazio: urla, piange, non vuole farsi vestire, lavare, fa di tutto per ritardare l’uscita, poi una volta all’asilo non vuole entrare in classe , mi cerca e piange..oggi ho dovuto portarla via..Stamattina ha strepitato più del solito e , purtroppo, mi è scappato uno sculacciotto..che ovviamente ha solo peggiorato la situazione. adesso mi sento in colpa da schifo.. che posso fare?

  7. Sara penso anche io che la scuola materna debba esser solo un’esperienza positiva, divertente ecc e che se ci sono i nonni e/o la mamma perchè forzarlo? io ho fatto cosi’ per i primi tre anni, l’idea di mandarlo cosi’ piccolo al nido nemmeno ci ha sfiorati! lo hanno tenuto i miei genitori e gli hanno insegnato mille cose, era sempre in giro ecc pero’ a tre anni abbiamo deciso che fosse il momento di andar all’asilo e far l’esperienza delle mille attivita’ che le maestre fanno durante l’anno ecc, ho raccontato della mia esperienza proprio in questa sezione pensando anche io non fosse pronto e in parte in effetti non lo era! pero’ poi una mattina tutto è cambiato e senza forzarlo e seguendo i suoi tempi ha iniziato a chider lui di restare a mangiare, poi di fermarsi anche al pomeriggio, poi di restare mangiare e a pomeriggio tutti i giorni con il papa’ che alle 15.30lo va a prender e lui tutto contento di raccontarci della caccia al tesoro che hanno fatto ecc. Ora ho una bimba di 5mesi e con lei seguiro’ lo stesso percorso, pero’ ogni bimbo e ogni situazione familiare è differente e con diverse esigenze, sperando che il bene dei piccoli venga sempre al primo posto!

  8. Smettere di piangere non signifca smettere di soffrire. Se il bambino mostra disagio nell’andare all’asilo significa che non è pronto ad affrontare l’impegno. All’inizio c’era la novità, ed è andato tutto bene. Ma nella routine semplicemente prolungata non è pronto. Perchè forzarlo? E’ un’esperienza che invece dovrebbe essere positiva, non traumatica. A maggior ragione se ci sono nonni o mamma disponibili. A volte le cose sono più chiare di quello che sembrano e noi con le nostre menti complichiamo sempre tutto!

  9. Péer me hai perfettamente ragione! spero le maestre siano sensibili alla situazione e vedrai è un bimbo quindi cerchera’ anche lui gli altri bimbi, in bocca al lupo!

  10. Alessandra dice:

    Marco compie quattro anni in agosto, quest’anno ha frequentato “a singhiozzo” la scuola dell’infanzia, causa continue febbri, aggiungiamo un periodo davvero nero, con i miei genitori (ai quali lui è legatissimo) ricoverati per interventi importanti, io e mio marito con gravi problemi sul lavoro che hanno pesantemente inciso sulla nostra vita familiare…
    Il risultato è che le maestre mi riferiscono spesso un suo rifiuto delle attività e una scarsa socializzazione. Sbaglio a chiedere solo un pò più di tempo per un bimbo che ha vissuto un anno così difficile?
    A me stringe il cuore vederlo giocare da solo quando vado a prenderlo, ma fargli troppa pressione o prendere di punta le sue opposizioni francamente mi sembra peggio che avere un pò di pazienza e magari aspettare che sia lui a unirsi agli altri, quando si sentirà pronto. Che cosa ne pensate?

  11. DANIELA dice:

    Ciao Niko, quanto ti capisco! poi per cosi’ tanti mesi deve esser davvero durissima, cosa dicono le insegnanti? noi quest’anno abbiamo avuto un periodo di difficolta’ in cui mi sembrava di esser tornata indietro nel tempo! la sua insegnante preferita è rimasta a casa per un mese per polmonite cosi’ si sono alternate varie supplenti e questi cambiamenti lo hanno mandato in crisi! non vomitava ecc come lo scorso anno per l’inserimento ma non voleva piu’ andare e lo trovavo in lacrime, per fortuna parlandogli e riparlandogli il tutto è rientrato ancor prima che rientrasse la sua insegnate che adora(ne ha altre due fisse con cui sta bene ma la preferita resta una!) e ti dico sinceramente che io qualche giorno l’ho tenuto a casa con me per fargli far un po’ di pausa da una situazione in cui non stava bene e devo dir che non andare tutti i giorni a lui ha fatto bene, sapevo che era una cosa momentanea e non l’ho sforzato piu’ di tanto, quando ha fatto qualche giorno di vacanza o giorni alterni e gli spiegavo che poi tornava all’asilo tipo ancora due giorni che poi era sabato ecc lo vedevo rigenerato e la prendeva meglio che andar ogni giorno, ma ripeto sapevamo era una situazione momentanea dovuta alla malattia dell’insegnante. I miei piu’ grossi in bocca la lupo, ti sono vicina.

  12. il mio ormai ha quasi 4 anni nn ha frequentato il nido e anche se ormai siamo a fine del primo anno di primaria nn c’è stato giorni che thomas nn abbia pianto con tutto il dolore che sentiva e che puntualmnte mi riversava.abbiamo provato di tutto premi severità promesse coccole parlare niente puntualmente al risveglio…..lacrime a dirotto!!!!!!nn sappiamo più nn resta che aspettare i suoi tempi!

  13. Ciao, che bel racconto!avendo vissuto in prima persona la difficolta’ di far accettare la materna a mio figlio dopo un inizio di 15gg. splendido e poi un mese d’inferno, sentire storie concluse positivamente scalda il cuore, quando si tratta dei nostri piccoli che vorresti solo veder sorridere e ti senti responsabile del loro malessere,è davvero bello quando tutto si risolve!e quando si trovano maestre competenti e sensibili!!

  14. Ennio a 4 anni è andato a scuola, che qui inizia così e dopo due giorni di entusiasmo stravolgente per 4 mesi è stato uno strazio, arrivava a rotolarsi isterico per non mettersi la giacca per uscire. Dopo un bel po’ abbiamo capito che forse non era la scuola e la maestra per lui. La scuola sicuramente era troppo grande e nuova e strana e lui per pura sfiga è finito in una classe con nessuno dei suoi amichetti. Poi queste classi della materna sono miste per due anni, quidi hai l’ appena quattrenne che è appena entrato e il quasi settenne sfigato con il mese di nascita. Alla fine anche a causa di una serie di incomprensioni con la scuola abbiamo scelto per la via più semplice, scuoletta piccola vicino casa con insegnante meravigliosa che l’ ha capito subito, edificio lo stesso del nido e con doposcuola incorporato, quindi il pomeriggio andava a trovare il fratellino e le sue vecchie maestre al nido.\\Orso invece aveva le mattine difficili, un pianto e una lagna continua, fino a che u
    la sua maestra ci ha raccomandato di provare a metterlo a dormire alle 7 di sera ed ha funzionato benissimo, dormiva semplicemente troppo poco ed essendo un bambino dai risvegli difficili a prescindere (fosse per lui starebbe in silenzio almeno fino alle 11).

  15. Ciao Antonio, mio figlio di tre anni e quasi mezzo non ha MAI dormito nel lettone, su questo siamo stati fermi da subito, ha dormito nella nostra stanza solo finchè lo allatavo di notte, poi è andato nella sua cameretta con anche una certa gioia che non ci aspettavamo! si addormenta da solo, dorme tutta la notte e quando non è stato bene e quindi si è svegliato di notte per naso chiuso ecc resta comunque nel suo letto in attesa che noi andiamo da lui e credo sara’ capitato tre volte (aveva vomitato di notte) che per calmarlo l’ho portato nel nostro letto, il tempo appunto di calmarlo e tornare nel suo.
    Quindi apprezzo il tuo intervento ma credo che la tua analisi non sia corretta, tra l’altro è un bimbo stra socievole che fin da piccolo sta volentieri con tutti anzi salutandomi affinchè io vada via e lui possa restare con questa o quella persona, che sia di famiglia oppure appena conosciuta. Grazie comunque.

  16. Antonio dice:

    Un bambino che non vuole andare all’asilo o si comporta come avete descritto probabilmente ha un solo problema: nella sua testolina vi è troppo mamma, il bambino teme di perdere l’affetto della mamma, non riesce a tollerare la sua assenza. Nel 90% dei casi, i bambini che hanno questo tipo di problema dormono nel lettone.

  17. Eccomi di nuovo, dall’anno prossimo una delle due insegnanti di Luca non ci sara’ e sono gia’ qui a farmi mille domande e sentirmi gia’ agitata!! Ha costruito un bel rapporto di fiducia con entrambe che devo proprio dire sono state davvero disponibili e ci hanno lavorato su, si sono infatti visti i risultati, Luca vuol sempre stare qualche minuto in braccio prima di lanciarsi a giocare, lo coccolano e io (ansiosa di natura) ho paura che l’insegnante nuova del prossimo anno per mille motivi non instauri lo stesso rapporto con lui e non si trovi piu’ bene, lo so’ che è un po’ presto farsi dei film magari inutili ma altre mamme mi raccontano dei loro bimbi in altre sezioni che non si trovano bene per insegnati poco disponibili, che urlano troppo e i loro bimbi che non vogliano andare perchè non si è costruito alcun rapporto, questo per l’anno prossimo gia’ mi spaventa…
    Ne approfitto per chiedere a Concetta se mi leggera’ qui come sta’ andando…!

  18. Bene, bene!!! bacioni

  19. Sono contenta! Anche noi dopo esser stati a casa 2 settimane, non abbiamo molta voglia di andare all’asilo. Insomma, mio figlio non è certo di quelli che a casa con noi si stufa e chiede di andare all’asilo, non lo è mai stato. Di sicuro la materna, per certi versi gli piace meno del nido: le attività sono più strutturate e necessitano di maggior impegno…. comunque anche noi ce la stiamo cavando…

    Un abbraccio,

    StranaMamma

  20. Ciao, un aggiornamento sul rientro all’asilo dopo 18giorni passati a casa di cui 10con mamma a casa per influenza sempre insieme e i restanti in giro con mamma e papa’ ovunque insomma per Luca di massimo divertimento, inizio a prepararlo che tornera’ all’asilo e lui non fa che ripetere che non vuole andare!! cosi’ il lunedi’ del rientro mi alzo con l’ansia che tutto ricominci da capo e invece….. non dice neanche una volta che non vuole andare, si svolge tutto con serenita’ e cosi’ per tutta la settimana, non fa i salti di gioia pero’ ora è tutto normale e tranquillo, quando entra ha bisogno di stare un po’ in braccio alla maestra e questo è del tutto in linea con il suo carattere stra coccolone cosi’ come poi gioca ecc ,volevo semplicemente esprimere tutta la mia gioia e aver notizie da Mammaimperfetta sulla situazione di Niccolo’, se ha fatto amicizie ecc se insomma l’anno nuovo è partito bene. Ancora grazie a tutte!

  21. Grazie Daniela per il tuo post, pensavamo non fosse pronto a lasciare l’ambiente casa per quello piu’ formale della materna ma questa interpretazione non convinceva ne noi ne le insegnanti essendo sempre stato un bimbo molto sveglio, piu’ della sua eta’ rispetto ai bimbi della sua eta’, molto socievole, molto attratto dai bimbi, per niente timido e gia’ dall’anno e mezzo con buona capacita’ di linguaggio migliorata di giorno in giorno. Lui ha sofferto il distacco affettivo, delle coccole per ritrovarsi poi con persone che non gli facevano una carezza come abituato a ricever, capito questo le insegnanti hanno iniziato a tenerlo in braccio, fargli coccole durante la mattinata e cosi’ lui ha acquisito fiducia in loro dicendomi anche “la maestra mi vuole bene”, ha fatto con gioia la recita, si è legato ad alcuni bimbi in particolare, continua a preferire il restare a casa, questo si e ora ci sono le feste natalizie quindi fino al 10 gennaio è a casa e un po’ sono preoccupata sul rientro ma anche fiduciosa che il peggio sia passato a livello di vomito e diarrea, magari qualche lacrima ma spero e credo che in pochi giorni si riprenda la routine che eravamo riusciti ad instaurare, grazie Daniela per il tuo passaggio, il 10Genn. aggiornero’ su come andra’! grazie

  22. Secondo me potrebbe essere semplicemente una questione di non essere pronto. Ad esempio la grande necessita’ di coccole e contatto fisico indica chiaramente che un ambiente di nido e’ piu’ adatto ai suoi bisogni, che non c’e’ancora la maturita’ per fare un salto verso un rapporto piu’ formale, di tipo scolastico. Anche il mio Luca doveva andare alla materna a 3 anni, ma ho deciso di mandarlo, invece a 3 anni e tre quarti, il prossimo agosto. La nursery(qui in scozia si chiama cosi’) ha semplicemente accettato che non lo sentiamo pronto. A 4 anni, invece, la nursery e’ obbligatoria, quindi dovremo mandarlo per forza. Il mio primogenito e’ andato a tre anni e mezzo, sempre per motivi di maturita’, e ha iniziato la scuola un anno piu’ tardi. Nessuno dei due ha dei problemi che ritengo preoccupanti, sono semplicemente molto piccolini per la loro eta’ (il primogenito, ora a scuola, sta recuperando bene coi bimbi della sua eta’). Secondo me hanno solo bisogno di piu’ tempo…

  23. Silvia, piccolo Niccolo’! è incredibile come soffrano il distacco dalla famiglia e lui anche dal fratello piu’ di quanto noi possiamo immaginare e capire, chissa’ cosa si smuove nei loro cuori, in questi piccini che ci sembrano cosi’ aperti, socievoli e poi ci disarmano con la loro sensibilita’. Pensare che gli manchiamo cosi’ tanto è qualcosa di molto forte ma dall’altra parte vuol anche dire che abbiamo costruito per loro un mondo in cui loro stanno perfettamente, quindi si domanderanno ma perchè andare all’asilo??un abbraccio!

  24. Lunedi’…. week end passato con mamma e papa’ in gita sulla neve, fatto l’albero con esclamazione del piccolo “ma il nostro albero è strepitoso!” e questa mattina tranquillo e sereno siamo andati all’asilo come nulla fosse!!Allora il miracolo c’è stato!! grazie ancora per il supporto!

  25. Ho tanta fiducia e tanta gioia nel vederlo abbracciare i bimbi, lasciarlo tranquillo che gioca, e anche un po’ di paura che magari dopo le vacanze di Natale si ritorni dal punto di partenza e non so’ se ce la posso fare!!!!!Ancora GRAZIE GRAZIE,mi hai di certo dato fiducia e la forza di non mollare!

  26. Daniela, tengo le dita incrociate con te! So esattamente come ci si sente. Ognuno ha i suoi tempi, al di là di quello un po’ standardizzato da parte delle strutture.
    Abbi fiducia!
    Un abbraccio,
    StranaMamma

  27. E miracolo fu!!! care mammaimperfetta,stranamamma e Anna, che dire?incrociamo le dita con il week di mezzo ma pare ci sia stato un miracolo!! da lunedi’ mattina son finiti i pianti,le vomitate, la diarrea e cosi’ d’improvviso ci si avvia verso l’asilo tranquilli, si parla,all’arrivo parla con le altre mamme nell’atrio,entra sereno in classe, bo!!!sono stra felice, lo siamo tutti! ci speravo ma non credevo a un cambiamento cosi’ repentino ed improvviso!! le educatrici continuano a coccolarlo ma questo gia’ dai primi di ottobre,noi tutti a rasserenarlo e pensavo o meglio speravo in un miglioramento pian piano, invece lunedi’ diciamo che mezzo frigna ma con tranquillita’ usciamo da casa e andiamo e una volta arrivati parla ed è sereno invece che lasciarlo in lacrime, Bo! secondo voi??? grazie per il supporto e incrocio le dita che si prosegua cosi’ fino alla fine dell’anno, non so’ dirvi la gioia!!! nel tragitto a piedi invece che il suo pianto chiaccheriamo e all’arrivo abbraccia i bimbi, gioia infinita!!è stata una settimana stupenda, il suo cambio di comportamento cosi’ improvviso ci ha stupiti tanto e ancora una volta ci guardiamo il nostro bimbo dicendoci “è troppo forte!” Grazie di tutto!!

  28. Ciao Stranamamma, grazie per le tue parole sulle quali ho riflettuto molto e che mi hanno dato tanto conforto, ne avevo bisogno! Ho molta fiducia nelle educatrici che mi e ci stanno molto vicini, continuo a mandarlo perchè ha fatto delle amicizie e domenica è stato invitato a un compleanno, pittura,gioca,mi mostrano i suoi lavoretti e tutto cio’ mi da forza e tenacia per mandarlo, se passasse la mattina solo a piangere lo avrei gia’ ritirato!!quando è ora di prepararsi per uscire che arrivano i nonni a prenderlo riprende a piangere…. Quello che sta patendo tanto è la mancanza dell’ambiente famigliare,di quelle coccole che è abituato a ricevere ma anche tanto a dare, data la sua stra socievolezza e amore x i bimbi per noi l’asilo rappresentava un’oasi felice, invece a lui questo è sembrato all’inizio, quando ha realizzato che li sarebbe andato sempre, che sempre lo avremmo lasciato li, ha iniziato a soffrire molto piu’ di quanto potessimo immaginare. Bambini che piangono e non vogliono andare ne vedo e sento ma che vomitano e hanno diarrea davvero no e questo fa sentire cosi’ soli,nessuno che abbia empatia con la tua situazione e questo aggrava lo sconforto!!Le educatrici lo coccolano, quando serve se lo prendono in braccio e pare in questa settimana che piano piano stia prendendo fiducia in loro, ieri ha dato un bacino!!ha bisogno di sentire che anche li gli vogliono bene e in questa settimana qualche miglioramento c’è stato e capito con chiarezza il problema sono fiduciosa che le cose andranno meglio, ho avuto tanto conforto qui sul blog, questo è stato molto importante per affrontare meglio le mattinate!vediamo come va prox settimana,semmai saro’ di nuovo qui a chieder aiuto!!!

  29. Cara Daniela,

    ormai col pannolino siamo a posto e la cacca la fa ovunque ci siamo noi genitori o i nonni, vedrai che migliorerà ancora.
    Per quanto riguarda la tua domanda all’interno di un tuo commento se abbiamo avuto esperienze di bambini che manifestano il rifiuto all’asilo con vomito e diarrea, posso risponderti indirettamente. Nel senso che al nido c’era un bambino che spesso aveva spasmi affettivi e vomitava non appena entrato, poi durante il resto del tempo giocava, il mio invece reagiva, come ti ho detto, piangendo tutto il tempo.
    Sai, io ci ho riflettuto tanto su questa cosa e sono giunta alla conclusione che a volte siamo noi stessi genitori a non essere pronti per affrontare le reazioni che i nostri bambini avranno di fronte al distacco e all’ingresso in comunità. Tutti siamo bene o male portati a pensare, in assoluta buona fede, che sarà tutto bellissimo e andrà tutto nel migliore dei mondi possibili, ma purtroppo ciò non sempre avviene e, logicamente, veder soffrire il proprio figlio è straziante oltre che spiazzante. Anche per noi adulti i cambiamenti sono più o meno difficili anche rispetto alla nostra sensibilità, ma abbiamo imparato a gestirli, oppure “somatizziamo” in altro modo, però non possiamo più permetterci di piangere (magari la diarrea ci viene lo stesso…). Io sinceramente credo che tu debba avere fiducia in te stessa, valutando e decidendo partendo da te. Se ti dà fiducia la struttura e ritieni che prima o poi il passo andrà fatto, segui la tua linea cercando di accompagnare al meglio il tuo bimbo in questo passaggio, altrimenti datti tempo, cerca altre modalità per farlo socializzare in maniera più soft, tipo ludoteca o cose simili. So che è più facile dirsi che farsi, ci sono passata. Per il nostro caso, abbiamo sospeso solo per questioni di salute e poi, appena possibile abbiamo ripreso a frequentare il nido e ora mi rendo conto che, per come è mio figlio, attendere un anno non avrebbe risolto nulla: lui ha un certo tipo di sensibilità e finché non costruisce legami affettivi non si trova bene; si è visto anche con il passaggio alla materna contrariamente al falso mito purtroppo molto comune secondo il quale se sei andato al nido non avrai problemi di inserimento alla materna.
    Mi sono di nuovo dilungata e mi scuso, ma proprio perché ho vissuto una situazione analoga mi sento molto vicina.
    Un abbraccio,
    StranaMamma

  30. Ciao Stranamamma, ho letto sul tuo blog!! noi il pannolino abbiamo iniziato a toglierlo ad aprile, prima non era davvero pronto,per la pipi’ tutto perfetto per la popo’ siamo anche finiti al pronto soccorso!!anche il mio tutt’ora la vuol fare solo a casa sua ma va bene cosi,ora non c’è piu’ trauma o paura, la sera, verso le sette è ora di popo’!!
    grazie per tutta la tua risposta, un po’ di conforto ci voleva!

  31. Silvia, piccolo Niccolo’! è incredibile come soffrano il distacco dalla famiglia e lui anche dal fratello piu’ di quanto noi possiamo immaginare e capire, chissa’ cosa si smuove nei loro cuori, in questi piccini che ci sembrano cosi’ aperti, socievoli e poi ci disarmano con la loro sensibilita’. Pensare che gli manchiamo cosi’ tanto è qualcosa di molto forte ma dall’altra parte vuol anche dire che abbiamo costruito per loro un mondo in cui loro stanno perfettamente, quindi si domanderanno ma perchè andare all’asilo??un abbraccio!

  32. Grazie Silvia e grazie Anna!parlare con le sue educatrici ci sta aiutando molto e anche noi ne abbiamo piena fiducia, avrei altrimenti gia’ mollato, eccome!anche Luca al mattino apre gli occhi e inizia a piangere o comunque frignare ripetendo che lui non vuole andare all’asilo mai mai piu’ e che vuole solo i suoi nonni, sa che la mamma al mattino non c’è ma che ci sono sempre stati i nonni con lui e il risveglio del sabato e domenica è invece un mega sorriso di gioia con oggi l’asilo è chiuso,vero? non posso dire cosa significa veder il proprio piccolo vomitare e far diarrea per l’asilo!!c’è qualcuno a cui è successo?è straziante e non nego una mattina di esser scoppiata a piangere a vederlo cosi’ mentre ogni mattina mi sforzo di aver un bel sorriso e raccontargli mille cose! ma lui vuole solo i nonni!!credo fortemente come dice Silvia e come mi hanno detto le sue due maestre che soffre molto il distacco e la mancanza di coccole a cui lui è abituato nel senso che è anche il primo che ti riempie di baci e abbracci e ha poi paura ogni mattina che i nonni non vadano a prenderlo!in ogni salsa lo stiamo rassicurando che loro vengono sempre sempre ma i nonni lo trovano sempre in lacrime perchè’ quando è il momento di preparasi riprende a pianger in attesa dei nonni. Le maestre allora se lo stanno tenendo tanto in braccio e lui chiede di star in braccio finchè non arrivano i nonni a prenderlo, mi dicono poi che quando si calma gioca felice, ha stretto amicizie,pittura,ecc.. pero’ mi rendo conto che sta li forzato, obbligato mentre noi volevamo fosse una bella esperienza per imparare ecc… Aggiungo che non si ferma a mangiare, sarebbe una tragedia!!gli altri bimbi(certo non tutti) escono e lui no!!non posso immaginare e per fortuna non è un problema ma una gioia averlo con noi a pranzo, vorrei solo passasse con gioia le sue mattine, ho visto bimbi piangere ma che vomitano e hanno diarrea ancora no!se qualcuno ha vissuto questa esperienza chiedo aiuto!!!un abbraccio

  33. Cara D.
    leggendo la tua lettera mi sono immedesimata parecchio, perché mi ha fatto ripercorrere il nostro ingresso al nido. Dico nostro perché è un’esperienza che, a mio parere si fa insieme, madre e figlio.
    Tato, che ora ha 3 anni compiuti proprio come il tuo a fine agosto, aveva 13 mesi; i presupposti erano tutti favorevoli perché lui è un bambino estremamente socievole e io, sinceramente, mi aspettavo un atterraggio liscio, invece…. Non riuscivamo a dare continuità alla frequenza perché lui si ammalava in continuazione (ho fatto 4 inserimenti) e comunque quando andava era un disastro: al mattino me lo dovevano letteralmente strappare di dosso, piangeva per tutta la permanenza tranne che al momento del pasto. Inutile dirti quanto fosse straziante. L’abbiamo ritirato principalmente per motivi di salute: 4 otiti in 3 mesi erano davvero troppe. Ci abbiamo riprovato a primavera. La salute è andata un po’ meglio, ma gli ingressi erano sempre una tragedia, poi, piano piano si è ambientato. Certo che se c’era un ponte e stava a casa era di nuovo più difficile riprendere, ma, ripeto, lentamente si è ambientato. Io ho trovato un gran supporto da parte dell’asilo nido, sia nella flessibilità con cui abbiamo progettato la sua frequenza, sia dal punto di vista umano. L’inizio del secondo anno di nido è stato di nuovo un po’ difficile, ma dopo poco tempo entrava felice. Quest’anno ha iniziato la materna nella stessa identica struttura, gli stessi compagni, la stessa impostazione e quindi il cambiamento è stato davvero minimo, eppure l’inizio non è stato facile nemmeno questa volta: lui voleva andare al nido! Mio figlio è molto sensibile e patisce i cambiamenti: si era attaccato molto alle maestre del nido e alla materna ha cominciato ad andare volentieri quando ha iniziato a costruire un rapporto affettivo con le nuove educatrici.
    Anche lui quando non voleva andare rimaneva nervoso per tutta la sera, ma questo è normale, capita a molti bambini e poi se ci pensi capita anche a noi adulti quando ci arrabbiamo sul lavoro.
    Anche Tato quando abbiamo tolto il pannolino ha avuto la stessa identica reazione del tuo: tratteneva e anche qui l’asilo mi è venuto incontro.
    Penso, come ti ha suggerito Mammaimperfetta, che sia fondamentale confrontarti con le maestre, se non l’hai già fatto, per poi ponderare la tua scelta.
    Non mi dilungo oltre e se, viste le similitudini, vuoi saperne di più su come è andata a noi puoi leggerlo qui
    http://riflessidimamma.iobloggo.com/tag/nido
    e qui
    http://riflessidimamma.iobloggo.com/tag/pannolini
    e qui
    http://riflessidimamma.iobloggo.com/75/diventare-grandi

    Un forte abbraccio e tanta, tanta comprensione.
    StranaMamma

  34. Comke mi ritrovo, ho due figli delle tue stesse età e mi rendo conto che per il secondo il vero inserimento è quest’anno che il fratello non c’è più!stesse identiche cose… anche io ho parlato con la maestra, a qualche cosa è servito anche se non è raro che mi dica che non ha voglia di andare… io ero dell’idea di non “forzare” mai ma alle volte con lui mi trovo a farlo.. o meglio, gli dico: sai cosa c’è di buono oggi? oppure: dai che le maestre ti aspettano… non è facile… certo anche lui è un bel tipo tostino, ieri un suo compagno lo ha salutato calorosamente e lui non l’ha degnato di uno sgurado, glio ho chiesto: perchè non lo saluti? e lui: non ne ho voglia. eh!

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