12 ott 2010
Quando la mamma è convalescente
Domanda
Buongiorno,
mi chiamo G., sono mamma di Matteo un vispo bimbone di 2 anni e mezzo.
La scorsa settimana sono stata operata per un tumore desmoide formatosi sulla cicatrice del taglio cesareo.
Per fortuna il ricovero è stato breve e Matteo è stato senza di me solo 3 giorni.
Ora sono a casa ma a causa della resezione di un muscolo devo affrontare una convalescenza molto lunga.
Io e Matteo abbiamo un rapporto molto “fisico”, giochiamo, corriamo, facciamo la lotta, rotoliamo sull’erba. Io ho spiegato al piccolo che mamma sta guarendo da un graffio sulla pancia, non voglio raccontargli i particolari ma voglio che sappia sempre la verità.
Io per almeno 2 mesi non potrò sollevarlo, non potrò correre e giocare come al solito. Io vedo che questo gli manca, mio marito cerca di sostituirmi ma vorrei dei consigli per rendere quanto più possibile “indolore” al mio piccolo questa mamma convalescente.
Vi ringrazio in anticipo.
G.
Risposta
Ciao G.,
non è facile riprendersi da una convalescenza e nello stesso tempo voler continuare a fare quello che facevamo prima dell’operazione, anzi, forse non è possibile, perchè ci vuole tempo, bisogna darsi del tempo.
Certamente per Matteo non avere più quel rapporto fisico con la sua mamma sarà motivo di domanda, di curiosità, ma è anche vero che è per lui l’occasione per imparare che la sua mamma non è “bionica” e che nonostante per qualche periodo non potrà fare i giochi di prima, questo non vuol dire che non potrà mai più giocare. Imparerete insieme una nuova dimensione di gioco, un nuovo modo tutto vostro di stare in relazione. Inoltre come hai detto tu, essendo sincera con lui e spiegandogli cosa sta succedendo, Matteo non avrà motivo di soffrire, se non per il tuo “graffio”. Al contrario, il dubbio e le cose non dette creano nei bambini paure, sofferenze e sensi di colpa, portandoli ad interpretare il cambiamento come una propria colpa. È quindi importante contiuare a prenderti cura di te, della tua ferita, facendoti aiutare da tuo marito e spiegando a Matteo cosa sta succedendo alla sua mamma.
Le relazioni cambiano in base agli eventi, si modellano, si adattano, ma non per questo i figli smettono di sentirsi amati. Certo, siamo noi adulti a dover proteggere e curare i nostri figli, ma dimentichiamo che nella sofferenza, nella nostra malattia anche loro possono volerci dare qualcosa nel loro piccolo.
La psicologa
Nomemi Passalacqua



















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