Non si vede bene che col cuore

“Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo”.
“Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto”.
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
“Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente”, disse.
“Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo”.
E le rose erano a disagio.
“Voi siete belle, ma siete vuote”, disse ancora. “Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiato. Perché è lei che ho messo sotto la campana di vetro, perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa”.

E ritornò dalla volpe.

“Addio”, disse.
“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi“.
“L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.
“È il tempo che ho perduto per la mia rosa…” sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
“Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…”
“Io sono responsabile della mia rosa…”, ripetè il piccolo principe per ricordarselo.

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Nel passaggio dal vecchio blog a qui sono andati persi i commenti a questo post che riporto qui sotto.

COMMENTI

Nani

Grazie per questo estratto , in questi giorni mi interrogo molto sul mio “addestramento” e sui suoi frutti futuri.

lunedì, 16 febbraio 2009 09:37

extramamma

Ogni tanto noi genitori dovremmo rileggerci queste pagine, proprio per capire quanto è importante il nostro “lavoro”: in certe occasioni per fare un passo indietro, un respiro profondo e ritrovare la calma. E capire che il nostro principio ispiratore deve sempre proprio l’amore. Sembra banale, ma non è sempre facile.

Ciao extramamma

lunedì, 16 febbraio 2009 13:51

vale

questo è un libro culto, per tutti i tempi… “L’essenziale è invisibile agli occhi” è una delle mie frasi…

lunedì, 16 febbraio 2009 14:30

Silvia

Silvia

Per bambini, adulti, anziani.
Non solo per ciò che riguarda la maternità, ma la vita. Tutta.

lunedì, 16 febbraio 2009 22:01

Luca

poesia.

Non ci sono altre parole, è poesia e Verità.

Grazie x avermi fatto rileggere questo passaggio così intenso

lunedì, 16 febbraio 2009 23:38

Silvia gc

Un brano essenziale di un libro vitale.

Mia madre l’ha letto a mio figlio qualche mese fa, cioè quando lui aveva intorno a 4 anni e mezzo. Pensavo fosse presto, ed invece lo ha adorato, memorizzato, percepito,  modo suo capito. Povera la mia mamma: non ha potuto fermarsi fino alla fine, ha dovuto leggerlo di un fiato in un  giorno…

Mai sottovalutare i bambini.

martedì, 17 febbraio 2009 13:33

Mondopapy

Anchio sono responsabile della mia rosa? A volte ci sentiamo indegni o incapaci di essere responsabili di qualcosa….

Dolce post, dolce donna….

martedì, 17 febbraio 2009 14:10

Silvia

Silvia

Io questo passaggio lo interpreto in tanti modi.

Uno è quello, a me tanto caro, della cura.
Sta a noi rendere uniche e preziose le persone che abbiamo intorno. Attraverso la cura e la dedizione, declinazioni dell’amore ma, almeno uditivamente, meno abusate.
E’ la dedizione che rende unici i rapporti, nell’attenzione e anche nella capacità di ascoltare (“è lei che ho ascoltato”).
La responsabilità è per sempre.

lunedì, 23 febbraio 2009 20:18

Sabrina

ciao Silvia,

è la prima volta che ti scrivo, ma è da molto che ti leggo (da quando sono rimasta incinta… dal giorno stesso che l’ho scoperto: il 28.11.08) ora sono al IV mese e aspetto due gemellini… io non sono una che scrive nei blog, non so perchè ma non l’ho mai fatto… Ora però che hai messo questo pezzo del Petit Prince non mi sono più potuta esimere! E’ un libro senza tempo, senza età e anche se l’ho letto decine di volte, ogni volta mi insegna qualcosa di nuovo. Questo brano poi, lo so a memoria, giuro!
Complimenti per il tuo sito, è bello, fresco, preciso ma non dottrinale, accogliente ma non morboso… Brava, sono contenta di averti incontrata (almeno sul web!)

ciao, a presto! Sabrina

lunedì, 23 febbraio 2009 21:30

Silvia

Silvia

Sabrina, grazie.
E’ un complimento bellissimo, soprattutto il “non dottrinale”, qualità a cui tengo molto perchè di dottrina è strapieno il Web.

Commenta quando e come vuoi. I commenti alimentano realmente i blog, che per antonomasia, vivono di scambi e intrecci.
Scoprire i pensieri delle tante persone che passano qui ogni giorno è il più bel regalo.


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