Invitato speciale

Abbiamo avuto a cena una coppia di amici con due bambini: Milla, 3 settimane di vita e Martino, 5 anni.
Martino è nato nel novembre del 2003 con una grave lesione cerebrale. Non vede bene, non parla, non cammina.
Abbiamo preparato Matteo e Niccolò a questo incontro, spiegando loro la situazione di questo bimbo.
Non senza un po’ di fatica, data dalla proiezione dell’imprevedibilità propria dei bambini.

Come altre volte, anche in questo caso, la purezza ci ha insegnato un’etica.
I bambini non hanno barriere. Non vivono fatiche di rapporto, non hanno impalcature mentali disturbanti.

E così è accaduto che, dopo aver scrutato un attimo la sedia a rotelle, Matteo sia corso a prendere un gioco musicale e lo abbia posizionato sulle gambe di Martino quasi come a dargli il benvenuto con un linguaggio per lui comprensibile.

È accaduto che Niccolò si sia seduto accanto a lui sul tappeto e gli abbia messo in mano una mattoncino di Lego.

È accaduto che con questi Lego abbiano fatto due torri appostamente per farle distruggere da lui.

È accaduto che abbiano giocato con quella sedia a rotelle con la stessa naturalezza con cui si gioca con un cavallo a dondolo.

È accaduto che, a fine serata, Matteo si sia avvicinato a Martino, sdraiato sul divano e l’abbia riempito di baci sulla fronte.

Penso a Milla, la sorellina neonata, che forse dovrà crescere un po’ in fretta, ma che avrà una tesoro con cui scavare la sua anima per farla un po’ più profonda di quello che sarebbe stata senza Martino.
Penso a questi amici che ora mi sembrano la coppia più meravigliosa che abbia mai visto, la famiglia più piena e ricca che si possa immaginare.
Penso a Matteo che davanti allo specchio fa gesti strani:
– Matteo cosa fai?
– Faccio Martino.
Sai, mamma, che quando Martino è felice fa così (muove la testa a destra e a sinistra) e quando è arrabbiato invece fa così (si tocca la fronte con la mano)?

Io lo so. Ma non avrei mai pensato che a 4 anni lo potesse sapere anche lui.

Commenti

  1. no, non credo… faccio l’insegnante di nido qui a reggio… mi ha presentato il tuo blog la mia pedagogista, dicendimi di sbirciarlo x capire meglio il punto di vista dei genitori…così ho fatto e in una sera ho letto un sacco… coincidenze..tutto qui..

  2. Ciao Silvia.

    E’ passato un anno e qualche sera fa erano qui di nuovo.
    Marty chiama mamma e papà, la Millina quasi cammina e ha una cura paurosa e commovente del fratellone.
    Loro, hanno un’invidiabile ed esemplare forza.

    Noi ci conosciamo?

  3. silvia dice:

    è passato quasi un anno da questo incontro, milla è più grande, marty è migliorato…altra sfortune si sono abbattute su una famiglia forte…è piccolo il mondo…mi chiamo come te, amo la pallavolo…è speciale questo tuo spazio..grazie

  4. elisabetta dice:

    Sono un’insegnanate di sostegno e ho frequentato parecchi corsi d’aggiornamaento ,ma gli insegnamenti più belli, spontanei e sinceri gli ho sempre ricevuti dai bambini che seguo alla scuola dell’infanzia di 3, 4, e 5 anni….

  5. Ecco..mi sono commossa…

  6. Devi andare in seconda pagina, cliccando in alto sul 2 (sopra al primo commento)!

    Metto la nota, come ho fatto per il reflusso perchè in effetti non è intuitivo.

     

  7. ciccia 78 dice:

    ciao silvia. ti ho scritto sul blog con domande sullo stick persona. ma come lasciato detto anche lì dalla lettera 100 non vedo più nulla. come devo fare. forse c’è la tua risposta alla mia lettera? non riesco a vederla. help me. grazie….

  8. Grazie Luvi.

  9. luviluvi dice:

     E’ il primo commento che lascio sul tuo blog.

    Ma questo "post" è davvero speciale.

    E’ proprio vero che noi adulti ne abbiamo di

    cose da imparare dai piccoli!

     

     

     

  10. Sei sempre tenero.

  11. ok…occhi lucidi…al solito….mannaggia a te, alla tua capacità di scrivere, a quella di esternare i sentimenti, ai tuoi figli così dolci….mannaggia….

  12. Non saprei. L’unica certezza che ho è che io sono stata cresciuta nel rispetto delle diversità e ora, da adulta, penso di esserne capace.
    Voglio credere che l’esempio conti più di ogni altra cosa.
    Un abbraccio.

  13. Cara Silvia, io ti leggo sempre, eh, anche se commento di rado (tempo è tiranno…) 😉 Questo tuo bellissimo post muove dalle stesse considerazioni che mi capita di fare osservando la mia bimba più grande e i suoi compagni di asilo. Da quest’anno alla casa dei bambini hanno una compagna con la sindrome di down. Ebbene, parlando anche con altre mamme di bimbi più grandi, sono rimaste tutte stupite da come per i loro bimbi questa amica non abbia nulla di diverso rispetto a loro. Ne parlano solo ed esclusivamente per raccontare quello che le piace fare, episodi di vita quotidiana, esattamente come quando riferiscono di altri compagni. ‘Non si sono accorti di nulla’, è la sorpresa ricorrente. Ed è davvero commuovente. E fa pensare. Perchè in questa fase di età i bambini sanno guardare, come spesso noi non sappiamo più fare, alla sostanza delle cose. Non tanto alla forma. E in sostanza questa bimba E’ una di loro. Cosa subentra poi, negli anni? Di chi è la responsabilità? E, soprattutto, servirà aver fatto esperienze positive come queste e vivere in famiglie che la pensano come noi? Io spero proprio che serva. Perchè se così non fosse, alla luce di tanti recenti fatti di cronaca, il futuro farebbe davvero paura…

  14. kiaretta dice:

    Abbiamo tutti qualcosa da imparare dai bambini.

  15. … leggo spesso il tuo blog. da qualche mese ne ho uno pure io. anche nel mio si parla di bambini e di mamme e di tutto quell’amore che smuove le montagne. ti scrivo, oggi, perchè questo post parla della disabilità. io ci lavoro in mezzo alla disabilità, quella grave  e gravissima. e posso dirti che ho visto ragazzi distonici restare immobili e riuscire ad accarezzare delicatamente la mia pancia quando ero incinta. e ho visto mio figlio tommaso, ventuno mesi, trovarsi a contatto con loro con una naturalezza disarmante e commovente. i bambini ci insegnano, siamo noi che fatichiamo ad imparare. un abbraccio e complimenti per il tuo blog. è bellissimo. francesca

  16. Milla saprà da subito che non siamo tutti uguali, ma siamo tutti diversi e non c’è chi è "più diverso". Milla dovrà avere pazienza con chi lo apprende piano piano. Milla è nata che Martino era già lì, quindi lui è la normalità per Milla.
    Milla imparerà che i fratelli non sono tutti come Martino.

  17. Igraine dice:

    peccato che poi da grande cambi tutto…

  18. Non so se oggi sono passati Vale…

  19. Cara Silvia, l’immagine è dolcissima, so quello che intendevi dire con questa descrizione semplice e poetica, per quello che è e per come l’hai scritta tu. Una mia curiosità: cosa hanno detto i genitori di Martino, se sono passati di qui?

  20. toccante.

    Grazie per aver raccontato.

  21. Io ho 28 anni e son su una sedia a rotelle da 10. Le mie nipoti, le mie cugine più piccole no hanno mai badato alla mia "diversità" come invece hanno e continuano a fare molti alunni. Spero che un giorno anche per mia figlia non sia un peso ma da come si sono comportanti i tuoi bambini non penso. Grazie per aver scritto questo post…

  22. Ciao, io sono pedagogista e per diversi anni ho lavorato come educatrice per bambini disabili, soprattutto nelle scuole.

    Devo dire che gli unici ostacoli che ho incontrato sono sempre stati con gli adulti, mai con i bambini.

    Bravi, non discriminate mai queste famiglie che soffron già tanto di solitudine.

  23. anche io piango … l’ immagine che hai dato di questo incontro è meravigliosa …

  24. Forse davvero per loro è evidente il "senso" della vita

  25. io ho pianto, i bambini sono davvero speciali.

  26. Barbara dice:

    Vedere Martino attraverso gli occhi dei tuoi figli è meraviglioso. E’ la loro prospettiva, il loro senso delle cose, a stabilire qual è la bussola con cui analizzare dove, e come, ci stiamo muovendo. Un abbraccio GRANDE ai genitori di Milla e Martino.

  27. Il cuore dei bambini non conosce barriere. Questa storia insegna a riflettere. Dovremmo imparare da loro che hanno molto da insegnarci.

     

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