Allattamento

Avevo intenzione di scrivere un post sull’allattamento, però è un argomento eccessivamente variegato, che non riuscirei ad affrontare con dovizia come piace a me, per cui ho pensato di raccogliere quello che di più interessante ho trovato sul Web.

Io ho allattato i miei figli ma non sono una fondamentalista dell’allattamento al seno.
So bene che è quanto di meglio per il bambino, sia da un punto di vista nutrizionale che affettivo. Non mi sento però di giudicare le donne che decidono di non allattare al seno, perché la stabilità psicofisica ed emotiva di una madre è strettamente legata a quella del neonato ed è giusto che si cerchi l’equilibrio migliore per preservarla.
Ho allattato i bimbi fino a quando l’hanno voluto loro (13 mesi Matteo, 7 mesi Niccolò).
Come le gravidanze sono state per me un viaggio meraviglioso, così l’allattamento non mi ha mai suscitato particolari emozioni.
Sono sempre stata sincera nell’ammetterlo, perché credo non ci sia niente di male nel prendere coscienza pubblicamente di certe diversità.
Diciamo poi che ragadi, ingorghi e mastiti non hanno assolutamente ammorbidito un percorso per me già faticoso di suo.
Però dal momento che personalmente non ho mai tratto particolare piacere dall’allattamento, vado ancor più fiera di aver tenuto duro.

La sensazione più dolce che mi resta di quei complessivi 20 mesi è l’immagine dei bimbi, con gli occhietti chiusi e i piccoli palmi appoggiati al seno, persi nel piacere più grande: sfamarsi avvolti dall’abbraccio più bello del mondo.


Guide
Alimenta la salute, nutre l’amore
Folder accurato e completo della Regione Lombardia

Allattamento
Guida completa del Ministero della Salute. Esaustiva e ricca, raccoglie le più comuni domande sull’allattamento sia al seno che artificiale.

Una goccia di saggezza, una grande opportunità
Guida illustrata, approfondita ed estremamente chiara, sull’allattamento a cura del Ministero della Salute e del Centro per la Salute del Bambino di Trieste.

Naturalmente mamma
Una guida sull’allattamento al seno.
Viene consegnata alle neo-mamme che partoriscono nei Punti nascita della Regione Toscana e contiene consigli e indicazioni su come allattare con amore e facilità.

Siti
La Leche League
La Leche League International
La  Lega per l’Allattamento Materno è un’organizzazione di volontariato internazionale, assistenziale, apartitica, aconfessionale, senza scopo di lucro, fondata nel 1956, presente in 68 Paesi del mondo con circa 9.000 Consulenti.

Mami
Il Movimento Allattamento Materno Italiano fa parte della WABA, una rete internazionale di organizzazioni ed individui convinti che l’allattamento al seno costituisca un diritto di ogni madre ed una componente fondamentale nell’assicurare ad ogni bambino il meglio in termini di alimentazione, salute e cure. I membri si dedicano alla protezione, alla promozione ed al sostegno dell’allattamento.

Mipa
La filosofia di lavoro del MIPA fa riferimento a valori che considerano l’esperienza parto/nascita (gravidanza, parto e puerperio) un evento bio-psico-sociale cioè un evento che coinvolge il corpo, le relazioni e la cultura nel quale avviene.

Allattare.net
Il sito dedicato all’allattamento materno aggiornato periodicamente, con un elenco di Consulenti Professionali in Allattamento Materno (IBCLC), consulenza online e via email, articoli, links e libri finalizzati alla pratica dell’allattamento materno.

Allattiamo.it
Ricchissimo sito, curato con dedizione e ricco di articoli tradotti dall’inglese sulla fisiologia dell’allattamento. Testi del famoso pediatra canadese Jack Newman.

Gemelli

Molte mamme di gemelli rinunciano ad allattare perché temono di non avere abbastanza latte o perché lo ritengono troppo impegnativo, col risultato che solo il 20% dei gemelli viene allattato al seno (con il 73% dei figli singoli). Una pagina informativa dedicata alle mamme di gemelli perchè allattarli al seno è possibile.

Pediatria.it
Tutto sull’allattamento. Allattamento al seno, artificiale e misto. Allattamento dalla mamma e con il biberon. I disturbi più frequenti. Le allergie. Tutte le tecniche e le regole migliori.

Mamma, latte ed emozioni
Un bellissimo pezzo del Dott. Alessandro Volta.

Cuore di mamma
“Ho imparato quanto sia fondamentale il sostegno da parte di altre mamme con esperienza positiva in allattamento, di personale sanitario con preparazione veramente specifica e, perché no, di qualche buon testo. Cose delle quali ho potuto beneficiare in occasione della mia seconda bimba, e solo allora ho compreso quante ansie inutili mi sarei risparmiata con la prima, se avessi saputo a chi rivolgermi e quali testi mi avrebbero potuta aiutare (aiuto concreto, non solo teorico)! Posso dire che ho avuto fortuna, e vorrei trasmettere la mia esperienza ad altre mamme interessate all’allattamento, nella speranza che ciò possa servire, magari a non ripetere tutte sempre gli stessi errori”

Allattare un prematuro
Il latte materno rappresenta l’alimento migliore per un neonato che nasca prima del termine della gestazione.
Senza le giuste informazioni e un buon supporto è però difficile per una madre riuscire ad avviare una buona produzione di latte e mantenerla durante il periodo della degenza del figlio in neonatologia, riuscendo poi ad allattarlo al seno.
In questa sezione potrete trovare alcune indicazioni, link a documenti interessanti e l’esperienza positiva di varie mamme.

Consulenti
Latte e Coccole
L’Azienda USL di Reggio Emilia, Settore Pediatria e Salute Donna e l’Arcispedale S. Maria Nuova, Struttura Complessa di Ostetricia Ginecologia, offrono alla cittadinanza uno spazio completamente dedicato a mamma e bambino per promuovere e sostenere l’allattamento materno esclusivo nei primi sei mesi di vita.

VSLS
Associazione Consulenti per l’Allattamento IBCLC in Alto Adige

AICPAM

Associazione Italiana Consulenti Professionali Per l’allattamento materno
Consulenti regione per regione

Latte e Coccole

Il primo Ambulatorio IBCLC (International Board Lactation Consultant) a Roma e in tutta l’Italia Centrale.

Gruppi di aiuto

Mami
Gruppo Aiuto Allattamento Materno


Ospedali

Ospedale Bambino Gesù
Raccolta per i neonati ricoverati

Ospedali amici dei bambini

Nel 1992 è nata la Baby Friendly Hospital Initiative– BFHI (in italiano: ospedali amici dei bambini).
L’iniziativa offre agli ospedali le linee guida per diventare veri e propri centri di sostegno all’allattamento materno. Un ospedale “amico dei bambini” si impegna a non accettare campioni gratuiti o a buon mercato di surrogati del latte materno, di biberon o tettarelle e ad applicare

Banca del latte
Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato
La Banca del latte umano donato è un servizio costituito al fine di selezionare, raccogliere, trattare, conservare e distribuire il latte umano donato da utilizzare per specifiche necessità mediche.


Farmaci

Guidausofarmaci

Ministero della Salute
Ospedale Bambino Gesù


Contraccezione

Pillola e allattamento

Leggi
Legislazione nazionale sull’allattamento al seno

L’iter legislativo sull’allattamento

Il Codice violato

Codice Internazionale sulla Commercializzazione Dei Sostituti del Latte Materno

Promozione della tutela dell’allattamento al seno

Circolare n. 16 del 24 ottobre 2000 del Ministero della Sanità pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale N. 263 del 10 Novembre 2000


Libri

Pubblicazioni di LLL
Testi sull’allattamento al seno

Riviste
Da mamma a mamma
L’allattamento moderno

Accrescimento
Curve di crescita OMS
Nuove curve di crescita per bimbi allattati al seno


Community

Allattiamo
Promiseland
Al femminile
Sanihelp
Pianeta Mamma
Mammeonline
Mammole


Video

Allattamento simultaneo
Allattamento al seno
Breastfeeding Basics (ingl)

Allattamento artificiale

Alimentazione con LA
Qual è il migliore?
Latte in polvere
Allattamento misto

Se avete altro da segnalare, accomodatevi!

Commenti

  1. Ciao,
    grazie dell’articolo mi è stato molto utile!
    Paola

  2. Ciao ragazze, durante l’allattamento io ho avuto vari problemi, uno dei quali è stato il forte dolore che provavo mentre Luca (il mio bambino) cercava di fare la sua poppata. il medico mi ha consigliato il paracapezzoli, per capezzoli indolenziti. l’ho comprato di Tommee Tippee, è una marca un po’ sconosciuta in Italia ma molto valida. In aggiunta, ho comprato anche il tira latte perchè, per problemi di lavoro, non posso essere presente ogni volta che Luca ha fame ma non voglio comunque togliergli la gioia di bere latte materno. Ve li consiglio, a me hanno salvato da dolori lancinanti.

  3. Silvietta dice:

    ecco i risultati del mio master in cicatrizzazione delle ragadi a forma di mezzaluna!

    ciao, intanto, e grazie dei consigli! la ferita in realtà non si è chiusa del tutto ma ci sono abbastanza strati di pelle per cui non sento più male.

    la soluzione alla fine è stata data da un insieme di fattori: paracapezzoli durante le poppate per 15 giorni, le coppette d’argento che hanno fatto cicatrizzare, per la prima settimana, e poi, coppette d’argento di notte e di giorno crema (saugella) e modellatori di capezzolo (che consentono al capezzolo di prendere aria e alla ferita di seccarsi).

    la cosa stupida che ho fatto? pensare che le ragadi siano tutte uguali e non correre dall’assistente sanitaria da subito. ci sono ragadi a fessura e ragadi che lasciano aperta la carne….

    Insomma, bisogna riconoscere di che dimensione è l’ostacolo che si pone nel percorso di allattamento… ora andiamo avanti, verso il traguardo dei 6 mesi – o almeno, verso la tappa intermedia del 3 mese…

  4. In tanti forum parlano molto bene del libro "Il mio bambino non mi dorme. Come risolvere i problemi di sonno dei propri figli" di Sara Letardi. Stasera inizio a leggerlo e poi ti farò sapere. E’ vero che il mio piccolo ha ancora il reflusso, però magari sto sbagliando qualcosa. La bimba più grande fino ad ora non ci ha dato problemi. Con lei avevo adottato il metodo "Fate la nanna" e non era stato complicato perché sin dai primi giorni di vita facevo sempre le stesse cose. Non ha mai sofferto di coliche o reflusso. Con il secondo è stato tutto diverso, reflusso compreso! A presto.

  5. Ciao Laura, ci sto meditando su, anche perchè Niccolò ancora non dorme bene la notte.

    Ma è un argomento molto vasto e, come sai, prima di scrivere, solitamente mi informo.
    Vorrei leggere qualcosa in più oltre Fate la Nanna e Genitori di giorno e di notte.

    Arriverò. 😉

  6. Ciao Silvia! Non so dove inserire questo commento… Perché nel tuo blog non parli del sonno e dei problemi ad esso correlati???

  7. grazie Silvia!!! penso proverò con le Silverette e terrò duro ancora un po’…. per lo meno fino alla fine del puerperio 😉

    a presto

    silvietta

  8. Ciao Silvietta.
    A me sono durate una ventina di giorni. Io usavo la crema specifica dell’Avent ed evitavo di tenere i bimbi attaccati troppo a lungo.
    La Chicco ancora non faceva i dischetti.

    Ho sentito parlare bene dei paracapezzoli in argento (silverette, mi pare si chiamino).

    Un suggerimento del corso preprato è mezzo guscio di noce su ciascun capezzolo tra una poppata e l’altra. Non so se funzioni perchè io non l’ho provato ma tentare non costa nulla.

    Io ti consiglio di chiamare le consulenti de La Leche League e sentire anche cosa ti suggeriscono loro di fare.
    Il numero nazionale è 199 432326. Se non ti rispondono lascia un messaggio con il tuo numero in segreteria, ti richiamano loro.

     

     

  9. ciao,

    mi sposto di qui per una domanda tecnica tecnica, che purtroppo non so a chi rivolgere: ma le ragadi, si devono / possono cicatrizzare anche se si continua l\’allattamento? e come? tu come hai fatto? sei andata avanti fino alla fine con i tagli?

    qui ostetriche, puericultrici e assistente sanitaria propongono solo la purelan – lanolina 100% – ma su di me non ha effetto, sto provando da 5 giorni i dischetti idrogel della chicco ma il risultato è che si chiude parzialmente e poi alla poppata successiva si riapre dolorosamente e siamo sempre allo stesso punto – conteniamo ma non miglioriamo (e non posso mica spendere 17 euro ogni 5 giorni fino al 6 mese???).

    Sono piuttosto scoraggiata e spesso mi trovo a pensare al tiralatte o al latte artificiale: so che sembra un assurdo perché latte ne ho e tanto, ma il male mi fa cedere….

    ancora grazie

    silvia – mamma da 17 giorni

  10. Grazie a voi di questi bei passaggi.

  11. L’argomento è senz’altro spinoso…

    Ho allattato a richiesta il mio bimbo fino al 9° mese e devo dire senza grossi problemi, se non la stanchezza fisica e, a tratti, psicologica.

    L’esperienza è stata appagante e irripetibile… ma un po’ ofuscata da tutto il circondario di commenti: chi era PRO che mi accusava di voler svezzare troppo presto il bambino (4 mesi e mezzo) e che paventava sciagure e catastrofi al solo pensare di interrompere l’allettamento o introdurre l’aggiunta; chi era CONTRO che criticava il fatto che allattavo ancora dopo i 6 mesi, che non vivo la mia vita perchè troppo vincolata al bimbo o che rendevo il bimbo troppo dipendente…

    Da questa esperienza ho avuto un’ulteriore conferma che ogni tipo di fondamentalismo è dannoso!!

    Con la saggezza del poi, sicuramente  oggi vivrei più seneramente il tutto e chiederei maggior rispetto per me, il mio bimbo e le nostre scelte!!

    Un post bellissimo… grazie per questa occasione di confronto

    Paola

  12. Ciao! Ho allattato la mia per circa 10 mesi e senza intoppi , con molta gradualita, le ho tolto il seno. Ero stanca!

    Come ogni esperienza, ha i suoi lati positivi e negativi. Nel mio caso, mentre io e il mio seno siamo sempre stati benissimo, la mia piccola , soprattutto durante il giorno, ha avuto per molti mesi delle coliche fortissime, anche mentre succhiava. Quindi, a parte l’ultima poppata serale, che costituiva veramente e finalmente un piacere per entrambe, durante il giorno spesso la vedevo scalciare e frignare mentre beveva. Le coliche , poi, producono, mi diceva il pediatra da cui andavo in pellegrinaggio, una specie di coazione a ripetere. Il bimbo con le coliche cerca la suzione, ma proprio questa ne provoca altre! E’ stato così per almeno 5/6 mesi. I primi mesi, soprattutto dal 3° al 5°sono stati durissimi! Altro che relax!

    Ho scritto il presente post, perchè se altre madri dovessero trovarsi nella mia situazione, sappiano che non ci si deve spaventare , ma si deve avere molta pazienza.

    Poi passa

    Un saluto a tutte!

  13. Bello! l’argomento, il blog… bello!

    Per quanto riguarda i gemelli vorrei anche segnalarti questo forum: http://www.gemellinfamiglia.it

    Io sono una di quelle che con il primo figlio ha allattato a richiesta e ne è uscita esausta (ma vincitrice), che avrebbe voluto allattare i gemelli e ci ha anche provato, ma con un gemello a casa e l’altra in ospedale è stata dura, durissima, così, dopo diverse notti insonni a tirare col tiralatte dopo aver allattato, con la bambina ho gettato la spugna. La mia fortuna è stata che proprio la bambina digeriva ogni tipo di latte, mentre il maschietto con il latte artificiale stava malissimo.

    Però ho superato solo da poco (ora hanno 4 anni) la sensazione che a lei ho dato meno che a lui…

  14. Utili i tuoi link e il tema affrontato.

    Io sono tra le reiette jattate. Montata tardiva, scarsa e di brevissima durata. Ci ho provato in tutti i modi e in tutte le salse ad allattare ma il primo figlio per poco non mi muore di fame e il secondo addirittura disidratato per quanto NON ne avevo!

    Io benedico ogni giorno il santo e sacrosanto latte artificiale, protettore delle mamme tettascarsa 🙂

     

  15. Elena, io sono in attesa, lo sai. 🙂

  16. Molto bello il tuo post e soprattutto molto completo. Anche io ho allattato per 11 mesi e ne sono molto fiera. Per questo motivo mi ha fatto piacere nel mio blog discutere e condividere con altre mamme l’importanza del latte materno rispetto a quello artificiale.

  17.  che sollievo Silvia!!!

    Ogni volta che leggo un titolo di un post con la parola "allattamento" già mi sento male.
    Io l’ho vissuta proprio come te. Ho allattato SuperT fino ai 7 mesi poi, credo per il troppo stress (SuperT si svegliava ogni ora per attaccarsi), il mio corpo ha deciso per me e il latte è finito. E io ho ripreso a vivere ad orari decenti.

    Non ho mai avuto problemi nei 7 mesi. Adoravo vedere il suo musino, le sue manine…
    ma niente fissazioni. Anche con il prossimo vedremo cosa succederà. Senza pressioni.
    E’ un argomento molto personale e tutte lo dovrebbero vivere come preferiscono in modo totalmente sereno!

    Grazie per questo post!

    (p.s.qui tutto bene. Sono stanca ma ci tenevo a passare e farti un salutino perchè so che mi pensi. Appena riesco a non addormentarmi sul computer scrivo le mie prime impressioni!)
     

  18. Grazie silvia! Sono pienamente d’accordo con te sul fatto del rispetto reciproco. E anche sul fatto che per i bambini sia fondamentale che la mamma sia serena, in pace con sè stessa e che si voglia bene 🙂

  19. Al corso preparto l’ostetrica ci disse: "tutte le donne possono allattare al seno".
    Ma come "tutte"?
    Fosse anche possibile fisiologicamente, la nostra psiche ha influenze certe e forti sulle dinamiche fisiologiche.
    Fose anche che (e io non ci credo) il latte  se ne va per cause psicologico-emotive, fosse anche così…e allora?
    E allora significa che non è il caso di insistere oltremodo con il seno.
    Come ho scritto, un neonato felice è quello che ha una madre serena. Se l’allattamento dev’essere vissuto male, è preferibile il bibe.
     

    Che dire invece dei giudizi su chi voleva allattare ma non ha potuto? C’è sempre qualcuno che, non te lo dirà mai, ma pensa: "si vabbè, infondo non lo volevi, sennò il latte non ti sarebbe andato via".
    E’ questo che serpeggia ora che l’allattamento al seno è così caldeggiato.
    Io ora, dopo aver cresciuto due figli, farei spallucce, ma se mi fosse capitato alla prima gravidanza di non avere latte e di subire serpeggiamenti del genere credo ne sarei rimasta ferita  a vita.

    Il rispetto della maternità non è solo "il bene del neonato" ma anche quello della sua mamma.

    Penso a Laura e all’allattamento al seno dei gemelli. Io so per certo che non ce l’avrei mai fatta.
    Ma so anche per certo che una madre che ce la fa non è migliore di una che non ce la fa.

    Mammalisa, il tuo commento è così completo ed equilibrato da essere incommentabile.
    Io credo che tutto passi sempre dal rispetto delle individualità. Una volta incanalata la relazione nel rispetto (con il medico, la puericultrice, l’infermiera, l’ostetrica, la consulente LLL), tutto diventa automaticamente calzante sulla persona che si ha di fronte, poco violento e rispettoso.
    Volentieri inserirò il tuo link tra i miei.

     

  20. Che bei post che state scrivendo! Ci torno con calma nei prossimi giorni…

  21. Cara Silvia, che bell’argomentone hai tirato fuori, eh 😉 Chiedo scusa anticipatamente per la lunghezza dell’intervento, ma è un tema in cui sono particolarmente coinvolta 🙂

    Guarda, l’idea che mi sono fatta è questa: ognuna di noi mamme ha dentro di sè quelle che sono le peculiarità del suo modo, personale, di essere madre, determinate dal carattere e temperamento di base, dalle esperienze, dal rapporto con la propria madre (sin dalla gravidanza) ecc. Questo fa sì che ognuna di noi si senta attratta da stili educativi diversi, che a qualcuna piaccia un certo approccio verso i bambini e a qualcun’altra per niente…

    Allora si trova chi applica fedelmente e rigorosamente un metodo (che sia l’attachment parenting, il montessori o… estvill) e chi, come me, e credo un pò la maggior parte di noi, rielabora tutte le cose che piacciono in una miscela personale in continua evoluzione…

    Ecco perchè alcune mamme sentono l’allattamento come una parte fondamentale del rapporto con i propri bimbi piccoli e cercano di fare di tutto per risolvere gli eventuali intoppi, e lo proseguono oltre gli odierni confini "socialmente accettabili", tanto che alle volte si vergognerebbero di meno a mentire e dire che ormai la propria bimba di 18 mesi non si attacca più al seno… Ecco, io mi trovo a questo punto 😉 Ma lo faccio perchè mi viene naturale, spontaneo e la mia bimba lo cerca allo stesso modo, in maniera spontanea e naturale, con garbo e gentilezza, oserei dire. Visto che con la mia primogenita ho dovuto interrompere a sedici mesi per la forte iperemesi di cui ho sofferto nei primi tre mesi di gravidanza, ora vorrei lasciare alla mia secondogenita la facoltà di ‘passare oltre’ quando sarà pronta. Ma perchè non mi pesa.

    Io l’ho sempre vissuto come un gesto fisiologico, spontaneo (una volta appresa la tecnica di base) e naturale, senza esagerazioni. Ma indubbiamente possono esistere madri che riversano nell’ossessione di allattare delle difficoltà a relazionarsi anche in maniera diversa col bambino. O madri un pò ‘fanatiche’, che fanno dell’allattamento una bandiera, una battaglia volta a far proseliti a tutti i costi. Una battaglia tra le tante, per queste donne guerriere. Ma credo che tutti questi atteggiamenti un pò estremi siano solo eccezioni/patologie.

    Detto questo, credo che il punto fondamentale al giorno d’oggi sia quello di mettere in condizione le mamme che sentono, dentro di sè, di voler allattare i propri bambini, semplicemente come naturale passaggio successivo alla gravidanza endogena, per come è previsto da madre natura per noi mammiferi (questa era la mia motivazione), ebbene, di mettere queste mamme in condizione di accedere ad informazioni corrette circa il corretto avvio e prosecuzione dell’allattamento. E questo è tutt’altro che scontato, come ho constatato personalmente con la mia prima bimba.

    Quante sciocchezze, quante bufale scientifiche mi sono state dette da personale in camice all’interno dell’ospedale (nella fattispecie, una puericultrice dalla quale mi aveva mandata la mia pediatra, che, per inciso, mi aveva ‘confessato’ di non essere riuscita ad allattare la sua bambina. Nemmeno la puericultrice in questione ci era riuscita, seppi in seguito. Ed è nota l’importanza dell’esempio di madri con esperienza di allattamento positiva, ormai sempre più rara).

    Secondo me in nessun altro ambito medico la diffusione di corretta informazione scientifica è tanto rara quanto in tema di allattamento. C’è chi propone di introdurre uno specifico esame di allattamento materno all’università. Sono perfettamente d’accordo. Adesso come adesso, il fatto che tu ti stia rivolgendo ad un ginecologo, pediatra, puericultrice o ostetrica non è garanzia che abbiano una adeguata preparazione in tema di allattamento, e questo è scandaloso, non succede credo per nessun altro ambito medico. Una mamma inesperta si fida, che ne sa che dovrebbe cercare magari persone che abbiano il titolo di IBCLC, specifico esame che ti rende consulente in allattamento e che molte delle figure professionali che ho citato intraprendono ultimamente… Se sei sfortunata ti capita la puericultrice che ti dice che la capacità di allattare è ereditaria, di allattare 10 minuti per parte e basta, di tirare tre ore e mezzo, quattro tra una poppata e l’altra perchè così ti si fa più latte dentro. Vuol dire ignoranza completa della fisiologia del seno e di come funziona la ghiandola mammaria. E per una mamma che si affida ciecamente può voler dire perdere il latte dopo poche settimane. Sarebbe un pò come se un operatore sanitario ti dicesse che se stringi la mano ad un malato di aids, di epatite o di tumore ti puoi contagiare anche tu. Un’assurdità anacronistica di manzoniana memoria 🙂

    Visto che hai aperto ai contributi, mi permetto di segnalare che nel mio sito ho realizzato una rubrica sull’allattamento, nella quale ho riportato i vari luoghi comuni, tabelle, link ecc., che nella mia speranza potrebbe aiutare ad orientarsi quelle mamme che desiderano allattare…. A me sarebbe servita a suo tempo 😉

    http://www.cuoredimamma.org/pagine/allattamento_00.php

     

  22. Due giorni dopo la montata lattea ho capito che l’allattamento al seno non l’avrei sostenuto. Ho avuto due gemelli. L’ostetrica che mi ha seguito in ospedale mi consigliava l’allattamento al seno alternato (una poppata a uno e la successiva all’altro) e in più c’era l’aggiunta di latte artificiale perchè erano tutte e due sottopeso. Ricordo ancora il momento in cui  le ho detto che avevo scelto di utilizzare il tiralatte per dare loro il mio latte materno e di attaccarli al seno solo ogni tanto quando mi fossi trovata in una situazione di calma. Lei mi ha capita, mi ha suggerito di salvaguardare prima di tutto il mio equilibrio e la mia salute mentale e poi mi ha avvertito che usando solo il tiralatte nel giro di un mese e mezzo il latte sarebbe andato via. Così è stato e lì per lì mi sono sentita una madre snaturata. Oggi, guardandomi alle spalle, so con certezza che non avrei potuto vivere questi mesi così serenamente se avessi scelto in modo diverso. E non ho rimpianti. Detto questo ho un bellissimo ricordo dei momenti in cui li ho attaccati al seno e ammiro tutte le donne che portano avanti questa scelta (anche mamme di gemelli).

  23. Barbara dice:

    La completezza del tuo articolo è cosa rara, e dà un’idea importante di quanto complesso sia l’argomento. Anche io ho allattato (e con grande piacere, senza alcun problema) per 6 mesi, dopo di chè il latte è finito, e non ne ho fatto una tragedia. Leggo invece, in molti forum di mamme, un accanimento quasi "moralistico" all’allattamento al seno, una condanna implicita a chi non tenta a sufficienza prima di mollare, una critica esplicita a chi rinuncia per motivazioni non chiaramente intelleggibili. Insomma, leggo molte mamme che fanno dell’allattamento uno status symbol della mamma perfetta. Le direttive dell’Oms non sono la bibbia che ogni madre DEVE seguire per forza.

  24. però … sai qual’è il problema?

    premessa, ho allattato la prima sino ai suoi 11 mesi. gradevolmente e faticosamente (ogni due ore, allattamento a richiesta scelto e perseguito con costanza). con la seconda il latte è finito al primo mese.

     

    ci ho messo un pò a fare pace con il mio corpo, che mi aveva un pò "tradita".

    certo allattare con i biberon sarà comodo e tutto il resto, ma a me sarebbe piaciuto offrire alla piccola ancora quel rifugio/contatto con il mio corpo.

    quello che ho trovato faticoso è il vorticoso input all’allattamento al seno, come se sempre fosse possibile. (vedi leche league) ed un sottile pre-giudizio se non allatti al seno.

    sia quante facce stranite e perplesse per questa "mancanza" dei conoscenti. e lì a giustificarmi: "si ma la grande la ho allattata per undici mesi…"

    una volta, chi non aveva latte aveva la balia, quindi è un fenomeno conosciuto ed antico.

    credo che la tutela della maternità dovrebbe implicare un grosso ascolto della storia di ogni mamma e non ricette preconfezionate.

    avrei voluto dire un ironico "grazie!!!!!", il biberon non mi piaceva come idea e non l’ho scelto; e avrei avuto bisogno di accoglienza anche per questo.

    grazie a questo tuo post, sono anche riuscita a tirare fuori il mio fastidio.

    monica

    p.s. sai cosa mi ha aiutato a riconciliarmi con il mio corpo: la varicella e i miei anticorpi maturati quando l’avevo fatta, io,  da bimba.

    il mio compagno e la figlia grande l’hanno presa, e la piccola no.

    perchè? grazie agli anticorpi che aveva ancora in circolo e offertile dalla mia placenta in nove mesi di preparazione alla vita!

    la (mia) pediatra sostiene che è strano perchè gli anticorpi vengono dal latte … anche se sul webt ho trovato pareri che sostengono la mia tesi e la mia esperienza.

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