Il cavatappi

Atto I – Scena 5^
Isp. Clouseau, Mamma Silvia, genitori di compagni di nido

La scena si svolge ad una cena, organizzata dal nido di Niccolò per preparare
e mangiare insieme pietanze del menù quotidiano dei bambini.
L’ispettor Clouseau è l’unico uomo.
Dopo aver ascoltato per un’ora la cuoca Monica, finalmente ci si mette a tavola.
Mamma Silvia e l’Ispettore sono seduti vicini.

Sono le 21 di una calda sera di metà autunno.
Un
motivetto accompagna l’apertura del sipario.

Cuoca – Sei l’unico uomo. Apri tu il vino?
Isp. Clouseau
Certo
Mamma Silvia – Lo apro io?
Isp. Clouseau (un po’ stizzito)- No, lo faccio io.
L’ispettore afferra il cavatappi e  poi si ferma.
Mamma Silvia – Cosa c’è?
Isp. Clouseau No niente…è come il cavatappi dei tuoi (senza le ali su cui far leva)
Mamma Silvia – Ah si. Vabbè avvitalo fino in fondo poi svitalo.
L’Ispettore, cominciando ad assumere un colorito simile al contenuto della bottiglia, avvita con cura la punta all’interno del sughero.
Poi afferra la maniglia, fa per svitare ma il cavatappi gira a vuoto.
Nel frattempo mamma Silvia comincia  a sentirsi agitata e a intrattenere tutte quante affinché distolgano lo sguardo dal suo abile marito.
Puf.
L’Ispettore ce la fa.
Isp. Clouseau – Fatto (orgoglioso)
Mamma Silvia – Bene
Isp. Clouseau – Ah.
Mamma Silvia – Ah, cosa?
Isp. Clouseau – Ce n’è un’altra da aprire.
Mamma Silvia ricomincia a tremolare.
L’ispettore afferra la seconda bottiglia e ripete l’operazione. Mamma Silvia si impegna forsennatamente nella sua opera da incantatrice dei serpenti, raccontando aneddoti volti a spostare l’attenzione lontano dalle fatiche dell’Ispettore.
Isp. Clouseau – Ah, bene.
Mamma Silvia – Cosa?
Isp. Clouseau – Si è rotto il tappo.
Mamma Silvia è stremata, afferra la bottiglia e osserva coscienziosamente il tappo rotto situato a metà del collo. Tenta con nonchalance di pescarlo con la punta di un coltello ma non ci riesce.
L’ispettore, illuminato dal gesto di Mamma Silvia, le strappa la bottiglia di mano, afferra un coltello e lo ficca con forza nel sughero.
D’un tratto…il vino frizzante e nero, risale con forza il collo, spinge sul sughero, si fa un piccolo varco e pfffffffffffff, ricopre senza appello maglione e viso dell’Ispettore.

Mamma Silvia si guarda intorno.

Nel mentre, un altro papà si aggiunge alla tavolata.
Sarebbe bastato attendere un quarto d’ora. Uno solo quarto d’ora e la famiglia B avrebbe risparmiato una lavatrice di panni, sporchi di vino nero e sudore.
Solo quindici minuti.

In vino veritas.
La sapeva lunga il vecchio Plinio.

Commenti

  1. Ciao silvia,ho appena letto..ho ancora mal di pancia dal ridere ;è vero può succedere a tutti ma che vergogna qnd succede a noi!!!!!

  2. Bene, bene…aprirò un fan club!

  3. ISPETTORE FOR PRESIDENT!!!!!!!

  4. ahahahahahahah!!!!!

    fantastico!!!

  5. va bè, perdoniamolo povero ispettore, capita…

  6. Siete grandi… 🙂

  7. Il secondo uomo della serata è apparso a tappo "sbottato": una strana coincidenza, non trovi? Sta a vedere che nessuno aveva voglia di fare brutta figura. La cuoca, poi, non l’ha aperto perché secondo me lo sapeva che era un cavatappi del piffero. ;D

    Insomma, non è giusto: massima solidarietà all’Ispettore! (pensa a come era teso sapendo che tu eri lì a esaminarlo: già si vedeva sui titoli del blog!)

  8. Ma ciao cara! Hai fatto benissimo a lasciare un segno. Fallo più spesso!
    Come state?

  9. Certo!é tutta colpa del tappo!!!Non c’é dubbio…Ciao,Silvietta!Ti leggo sempre,ma avevo voglia di lasciarti un saluto.Baci!

  10. Non vale. Va bene che gli avvocati sono di parte per antonomasia. Ma la solidarietà femminile dove la mettiamo?

  11. barbara dice:

    Chiaramente si trattava di un cavatappi difettoso. Questo l’Ispettore non poteva saperlo. Anzi, come difensore d’ufficio ho già trovato il vero colpevole: l’altro uomo aggiuntosi alla tavolata con aria indifferente.

    Davanti a un tappo così rognoso potremmo anche invocare la legittima difesa.

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