23 set 2008
Penombra

Oggi è una di quelle giornate che si vorrebbe non arrivassero mai.
Niente di brutto. Anzi. È la giornata di Viviana.
Viviana è una mia collega e da domani sarà in maternità.
Lavoriamo nella stessa azienda dal 2002, ma prima dello scorso anno avevamo mansioni differenti.
Poi è accaduto che lei è andata in maternità e, mentre lei era a casa, io sono rimasta incinta di Niccolò.
E così, lei, che nel frattempo si è trovata senza lavoro perché quello che faceva prima era stato gentilmente passato a una collega (senza figli
), è stata messa a sostituire me.
Quando io sono rientrata abbiamo diviso il lavoro, ma soprattutto, abbiamo condiviso la vita.
Perché in questi ultimi 4 anni, sono arrivati tra noi 4 bambini e, assieme a loro, è arrivato uno sguardo nuovo.
Sulle circostanze e sulle persone.
E così, io e Viviana, che fino all’anno scorso non ci eravamo mai avvicinate molto, forse a causa di qualche reciproco pregiudizio di troppo, ci siamo trovate ogni mattina per 16 mesi a scambiare passaggi e stralci di quotidianità, a incrociare ragionamenti profondi, a intrecciare un legame che io sento vero.
Abbiamo vissuto insieme istanti preziosi: percorsi tortuosi, gioie insperate, novità inattese, paure galoppanti, insicurezze congenite.
Siamo diverse. Profondamente diverse.
E questa diversità è stata una ricchezza immensa, come è sempre la diversità tra persone intelligenti.
Ci siamo contaminate, io le ho passato un po’ di passioni mie e lei un po’ di interessi suoi.
Abbiamo ragionato tanto, sui figli ma non solo.
Perché se è facile tra mamme disquisire di pappe e pannolini, non è altrettanto semplice, tra donne, costruire rapporti profondi, che trascendano a tratti l’essere madre (nonostante abbiano avuto origine da lì) per infilarsi marcatamente tra le pieghe della vita.
Queste pieghe di vita in questo anno sono state scandagliate con attenzione e serietà, con delicatezza e minuzia.
Non a caso l’immagine scelta per questo post di intitola “talking heads” (teste parlanti).
I legami sono pietre rare, da incastonare come solitari affinché l’occhio venga ininterrottamente richiamato al valore profondo.
Non so cosa ne sarà di noi, non so se ci troveremo mai più a lavorare insieme.
Quello che sento, però, è che oggi sono più ricca di un anno fa.
Quello che so è che quando parlo di lei non la chiamo più “collega” ma “amica”.
Quello che spero è di aver posto le fondamenta per un legame solido, perché di delusioni son già “piene le fosse”.
Quello che voglio è tenere la manina minuscola della sua piccola Valentina.
Quello che le auguro è di fare una figlia che somigli in tutto a lei.
Buon viaggio, DONNE.



















Hai una storia da raccontare? Un dubbio da condividere? Una gioia da gridare?
Su questo blog puoi farlo!
La sezione 
1
Marì dice:
Pubblicato il 24-09-2008 alle 10:15
Non so se vi ritroverete mai più a lavorare insieme, ma di sicuro vi ritroverete come Amiche.
Quel "di delusioni sono già piene le fosse" dice tanto.
Non so quanto possa valere, ma a me manchi tanto.
2
Silvia dice:
Pubblicato il 24-09-2008 alle 11:40
Ciao Mari cara.
Dai, dai, io sono sempre qui. Anzi, sono più presente di "prima" ora che ho il Blog! ;-)
3
Rossana dice:
Pubblicato il 24-09-2008 alle 14:12
Sai già chi la sostituirà?
(non vi perderete, via. Certe esperienze legano più di tante parole, tante promesse. E quando Viviana ti leggerà, ne avrà la certezza)
4
Silvia dice:
Pubblicato il 24-09-2008 alle 14:18
Ross, chi la sostituirà?

Io! Vuoi che prendano qualcuno da pagare?
Meglio far fare a una persona il lavoro di due no?
5
solita dice:
Pubblicato il 24-09-2008 alle 14:24
questo post mi tocca proprio.
ho degli amici, anzi dei fratelli, alle scrivanie accanto. Quando ci sono i presupposti, nessun luogo come un luogo di lavoro è cosi’ consono a far nascere amicizie viscerali..la quotidianità, le frustrazioni, il fatto di dover avere a che fare ogni giorno ogni giorno ogni giorno, quello brutto, quello bello, quello difficile.
nessuno ti conosce come un collega, sempre che ci siano i presupposti umani, ribadisco.
6
viviana dice:
Pubblicato il 24-09-2008 alle 17:42
Grazie Silvia … sono quì che piango davanti allo schermo. Mi mancano le parole …
ho imparato insieme a te in questi anni che ci sono cose meravigliose che non si controllano e di fronte alle quali le parole non servono .. semplicemente nascono e crescono come i nostri figli e noi rimaniamo a guardarle… così è anche il nostro legame… e adesso io stò quì a sussurrare fra le lacrime grazie di tutto …
PS stasera a cena ti sistemo io
7
Silvia dice:
Pubblicato il 24-09-2008 alle 18:31
8
wwm dice:
Pubblicato il 24-09-2008 alle 21:33
Questo post mi fa pensare all’amica che ho avuto la fortuna di incontrare qui a NY e che so gi mi mancherà da morire…
9
Silvia dice:
Pubblicato il 25-09-2008 alle 08:15
Ho letto www di questa amicizia che dovrai presto lasciare.
In effetti è, forse, la nota più dolorosa di questo trasferimento.
:(
10
Michela dice:
Pubblicato il 25-09-2008 alle 10:43
Che brave che siete state a far crescere un rapporto così bello e così vero. Mi rammarico di non riuscire, nel mio ambiente di lavoro, ad avere un legame sincero con la mia collega