Come promesso, scendo dall’auto con un fintissimo sorriso stampato sulla faccia, nonostante le fatiche di Ercole per staccarlo dalla ringhiera di casa avessero già lasciato il segno. Sbroglio Niccolò dalla matassa delle cinture dell’odioso seggiolino, lo appoggio a terra. Mamma no, caca (casa). Mi si attorciglia alla gamba destra per poi passare la testa sotto la maglia. Non è da lui. Lo prendo in braccio. Ci avviciniamo al gruppetto di … [Read more] su di noiIl tuo sorriso per un gelato

