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Le scuole dell’infanzia a Reggio Emilia

Faccio outing. È così no che si dice ora quando si decide di “vuotare il sacco”?
Faccio outing e ammetto che i famosi nidi e scuole dell’infanzia del Comune di Reggio Emilia, i “più belli del mondo” – come li definì già una decina di anni fa il Newsweek - mi lasciavano perplessa.
Da profana, mi parevano più luoghi-vetrina che luoghi di accoglienza e condivisione.

Pensavo fossero enormi gabbie in cui i nostri cuccioli d’uomo erano costretti a mostrarsi al pubblico mediante esposizioni di elaborati dei bimbi più capaci, pensavo fossero una corsa alla documentazione da esporre durante le continue visite di delegazioni internazionali.

Poi è nato Matteo e l’ennesima visione certa è stata stravolta.

La scelta del nido è caduta proprio su un comunale, per una semplice questione di comodità logistica. Ero prevenuta, ma non potevo permettermi di percorrere tutta la città ogni mattina per portarlo altrove.

In graduatoria eravamo abbastanza alti e siamo stati accettati al Nido Comunale Pablo Picasso.
Matteo ha 15 mesi ed entra nella sezione dei medi. È il più piccolino. Cammina da soli due mesi, ancora dice pochissime parole.

Il 2 settembre si comincia.
E mi si apre un mondo. Il mondo della pedagogia di Loris Malaguzzi, il mondo di quello che negli USA chiamano ormai Reggio Emilia Approach.

L’esperienza dei nidi e scuole dell’infanzia comunali di Reggio Emilia è iniziata nel 1963 con l’apertura delle prime Scuole dell’Infanzia, seguita nel 1971 dagli Asili Nido; un’esperienza in cui è stato elaborato e attuato un progetto pedagogico e culturale che da anni costituisce un riferimento d’intensa vitalità per la città, ed è oggetto di interesse studio e confronto da parte di insegnanti, pedagogisti, ricercatori, amministratori, personalità della politica e della cultura provenienti, come dicevo, da tutta Italia a da ogni parte del mondo.

Il biglietto da visita del nido che sta frequentando Matteo è stato l’inserimento.
Graduale, rispettoso del bambino e del genitore.

L’identità specifica dei servizi per l’infanzia gestiti dal comune di Reggio Emilia si fonda su alcuni tratti distintivi:

Il progetto di partecipazione delle famiglie alla vita e alla gestione dei servizi per l’infanzia comunali è fortemente dentro alla storia dell’esperienza. Nido e scuola dell’infanzia concorrono a costruire in città una cultura dell’infanzia più attenta e consapevole. Si propongono, infatti, come spazi di incontro e di dibattito con le famiglie e i cittadini sull’esperienza pedagogica e sulle problematiche educative più generali. In ogni nido e scuola dell’infanzia è presente un Consiglio Infanzia Città composto da genitori, cittadini, insegnanti, operatori e pedagogista. Le ultime elezioni dei Consigli Infanzia Città si sono svolte nel 2005 e io ne faccio parte. Le riunioni sono momenti interessantissimi di scambio e progettazione.

L’organizzazione del gruppo degli operatori di ogni nido e scuola dell’infanzia si fonda sul valore della collegialità, della relazione, del confronto e della corresponsabilità. Basti pensare che sia la cuoca che le ausialiarie prendono spesso parte alle riunioni con i genitori.

Nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali l’ambiente e gli spazi sono predisposti e studiati dal punto di vista architettonico e funzionale per sostenere l’intreccio di relazioni e incontri tra adulti e bambini, tra bambini e bambini, tra adulti e adulti. L’ambiente viene concepito e vissuto come interlocutore educativo che con le sue opportunità, con i suoi spazi strutturati sollecita il bambino, i bambini a esperienze di gioco, di scoperta e di ricerca.

Specifica qualità dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali è la presenza degli spazi atelier e mini-atelier e della figura dell’atelierista nelle scuole dell’infanzia. L’atelier e i mini-atelier sono intesi come possibilità quotidiana, per ogni bambino e per i bambini in gruppo, di avere incontri con più materiali, più linguaggi, più punti di vista, di avere contemporaneamente attive le mani, il pensiero e le emozioni, valorizzando l’espressività e la creatività di ciascun bambino.

Anche la scelta di avere la cucina interna in ogni nido e scuola dell’infanzia, è un tratto distintivo del servizio. Il personale di cucina, altamente qualificato, prepara quotidianamente i pasti per bambini e adulti seguendo una dieta bilanciata elaborata da una équipe di dietisti, pediatri, cuochi. La tabella dietetica viene consegnata a ogni genitore al momento dell’ingresso al nido del bambino. Una dieta che può variare in relazione a condizioni particolari di salute del bambino certificate dal pediatra, ma anche in relazione a divieti alimentari dettati da scelte religiose di cui le famiglie chiedano il rispetto. La presenza della cuoca, oltre alla disponibilità all’ascolto e alle relazioni con le famiglie, garantisce nei nidi il mantenimento della dieta personalizzata per ogni bambino fino al compimento dell’anno di età.

Coordinamento pedagogico
I servizi comunali per gli 0-6 anni fanno riferimento a un unico coordinamento pedagogico-didattico composto dal Dirigente del Servizio Educazione e Formazione, dal Dirigente dell’Unità di Progetto Nidi e Scuole dell’Infanzia e da un gruppo di pedagogiste che coordinano e sono responsabili dei servizi a loro affidati e di cui una segue l’inserimento scolastico dei bambini con diritti speciali.
È un gruppo di lavoro che si occupa degli orientamenti pedagogici dei servizi, della loro organizzazione, compartecipa gli incontri con le famiglie utenti, svolge funzioni formative e di coordinamento rispetto agli insegnanti ed operatori di nidi e scuole dell’infanzia.

Metodo
Il bambino si ritrova al centro del processo educativo, soggetto di diritti e non solo di doveri, piccolo essere da sollecitare ad esprimere il sé attraverso il linguaggio che gli è più congeniale.
Loris Malaguzzi aveva individuato più di cento linguaggi.

Invece il cento c’è
Il bambino
è fatto di cento.

Il bambino ha
cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare e di parlare
cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire
cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.

Il bambino ha
cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.

La scuola e la cultura
gli separano la testa dal corpo.
Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.

Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c’è
e di cento
gliene rubano novantanove.

Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l’immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.

Gli dicono insomma
che il cento non c’è.

Il bambino dice:
invece il cento c’è.

(Loris Malaguzzi)

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ciao

7 Commenti »

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7 Risposte a “Le scuole dell’infanzia a Reggio Emilia”

  1. 1

    Marina dice:

    Complimenti per il tuo blog, davvero bello, e dai contenuti accattivanti, interessanti, e di qualità, bravissima davvero,  tornerò a visitarti, e torna a parlare dell’esperienza di tuo figlio nel Nido, magari ci fossero più mamme a scrivere le loro esperienze ed emozioni!

    Io sono nuova nel campo blog , e mi sto cimentando, in questo piacevole esercizio di scrittura…ma anche di libertà! e può diventare uno strumento utile per promuovere la propria personalità, o professione…vai a curiosare potresti trovare qualcosa che ti interessa, oppure semplicemente mi farai cosa gradita!

  2. 2

    Silvia dice:

    Grazie per i complimenti Marina.
    Passerò senz’altro.

    Anche io sono nuova, non sono nemmeno 3 mesi che bloggo, ma mi sento già vecchia!

  3. 3

    Claudia (La Casa Nella Prateria) dice:

    Bellissime le parole di L. Malaguzzi!

    Io non ho esperienza di asilli nido ma questo mi sembra davvero speciale!

  4. 4

    Micol dice:

    Leggo ora questo post. Sono molto curiosa di questo metodo. Certo, le mie figlie sono ormai grandi e oltre questi primi passi nella scuola. A mio parere bisognerebbe che se ne parlasse di più, perché si parla tanto del metodo montessori o quello steineriano, quello di giussani o di Milani ma mai di questa perla…
    È incredibile che sia riconosciuto a livello extraeuropeo ma poco nel resto di Italia…

  5. 5

    annachiara dice:

    Bella ed emozionante l’esperienza tradotta in azioni di Loris Malaguzzi e di Reggio Children…

  6. 6

    Raffaella dice:

    Ciao, sono capitata per caso sul tuo blog, io sono nella difficile scelta della scuola per l’infanzia e cercavo qualche post sulle scuole che ho selezionato.
    Devo dire che noi siamo fortunate 2 volte, la prima e tu lo spieghi in modo chiarissimo il metodo Malaguzzi, la seconda perchè anche il mio bimbo stà frequentando il Picasso e l’atmosfera, le maestre e le ausiliari bravissime fanno del Picasso una famiglia dove anche i bimbi si sentono voluti bene, apprezzati e coccolati. Speriamo di trovare una struttura che per i prossimi 3 anni possa accogliere il mio bimbo allo stesso modo.

  7. 7

    Mammaimperfetta dice:

    Ciao Raffaella!
    Il tuo bimbo che maestre ha al Picasso? La Filo? La Manu? La Simo? Me le saluti tutte quante?
    Se hai bisogno di qualche info sulle scuole selezionate scrivimi.

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