Toxoplasmosi in gravidanza
Pubblicato da Mammaimperfetta | Archiviato in Gravidanza, In evidenza
La toxoplasmosi è una zoonosi causata dal Toxoplasma gondii, un microrganismo che compie il suo ciclo vitale solo all’interno delle cellule. Il parassita può infettare moltissimi animali (dai mammiferi agli uccelli, dai rettili ai molluschi) e può trasmettersi da un animale all’altro attraverso l’alimentazione con carne infetta. Il Toxoplasma gondii non si trova solo nella carne, ma anche nelle feci di gatto e nel terreno in cui abbia defecato un gatto o un altro animale infetto.
Fonti di infezione
Studi* recenti (tra cui uno pubblicato sul British Medical Journal, che ha coinvolto anche due centri italiani di Napoli e Milano) indicano tra le principali fonti di infezione il consumo di carne cruda e semicruda (carpaccio, prosciutto crudo, capocollo, tartara, salsicce, carne salata ed essiccata). Dai risultati emerge che i fattori di rischio principali sono legati all’alimentazione (dal 30 al 63% dei casi dovuti all’assunzione di carne di maiale e agnello poco cotta). È quindi necessario evitare di assaggiare la carne mentre la si prepara e lavarsi molto bene le mani sotto acqua corrente dopo averla toccata. Uno studio eseguito su donne italiane ci riporta che, se si evita di mangiare carne cruda, semicruda e salumi durante la gravidanza, può essere evitato il 41% delle infezioni in gravidanza.
Un’altra fonte di contaminazione (accertata recentemente anche da uno studio** pubblicato sul British Medical Journal realizzato sulle donne europee) è la terra di orti e giardini, dove animali infetti possono aver defecato. È quindi necessario che chi svolge attività di giardinaggio si lavi molto bene le mani prima di toccarsi la bocca o la mucosa degli occhi. Lo stesso vale per il consumo di ortaggi e frutta fresca, che va lavata accuratamente sotto acqua corrente.
Infine, negli ultimi anni si è ridimensionata l’attenzione nei confronti del gatto come portatore della malattia, in particolare se si tratta di un gatto domestico, alimentato con prodotti in scatola e la cui lettiera è cambiata tutti i giorni. Il vero serbatoio della toxoplasmosi è invece rappresentato dai gatti randagi, che si infettano cacciando uccelli e topi contaminati, e che possono defecare nel terreno rilasciando Toxoplasma anche per diverse settimane.
Come si manifesta
I sintomi della toxoplasmosi possono essere molto tenui: gonfiore alle ghiandole della testa e del collo, febbricola, dolori muscolari o articolari, stanchezza ma in genere si tratta di una malattia asintomatica che una volta contratta non segnala la sua presenza con dei malesseri particolari.
Cosa fare subito
Appena scoperto lo stato di gravidanza recatevi dal vostro medico che sicuramente vi sottoporrà al toxo test, un esame per stabilire se siete protette dagli anticorpi (e quindi se prima della gravidanza avete contratto la malattia). Questo esame andrà poi ripetuto con una frequenza mensile per tutta la durata della gravidanza per intervenire, in caso di contagio, con le terapie adatte a ridurre al minimo il rischio di passaggio della malattia al feto.
Diagnosi
Con un’analisi del sangue in cui si ricercano degli anticorpi specifici (test IgG-IgM). Se le IgG risultano positive e le IgM negative, significa che la persona ha già contratto l’infezione e quindi ora è protetta. Se le IgG sono negative c’è il rischio di contrarre l’infezione, quindi andranno prese delle specifiche precauzioni. Se le IgM sono positive, si potrebbe trattare di infezione in atto, e quindi con il rischio di trasmissione al feto.
Le IgM possono permanere a lungo (un anno e oltre), anche se l’infezione è superata. Per questo motivo, nei casi in cui le IgM risultano positive, è importante richiedere il test di avidità delle IgG, in cui è possibile stabilire se l’infezione è pregressa, cioè è stata contratta da almeno 3-4 mesi (presenza di IgG più “mature”, quindi ad alta avidità). Questo test permette di escludere un’infezione in corso o recente e di aumentare le probabilità di sospetto, pur non arrivando a un 100% di certezza.
Come si cura
Nel caso in cui la donna dovesse essere contagiata durante la gravidanza, è possibile bloccare la trasmissione dell’infezione al bambino attraverso un trattamento antibiotico.
Il più utilizzato è quello con spiramicina, un antibiotico ben tollerato sia dalla madre sia dal feto. Qualora il feto risulti contagiato, uno studio*** multicentrico (consultabile su Am. J. Obstet. Gynecol., 1999) ha dimostrato che esistono combinazioni antibiotiche più efficaci (pirimetamina e sulfadiazina con acido folinico per ovviare a eventuali problemi al midollo osseo causati da questi farmaci) almeno nell’impedire la comparsa di postumi all’anno di vita: l’uso di questa combinazione è d’obbligo quando la trasmissione dell’infezione al feto ha un riscontro attraverso l’amniocentesi. Nel caso in cui il trattamento non sia stato adeguato o sia iniziato troppo tardi, il bambino potrebbe avere una malattia grave già visibile alla nascita.
Con le attuali possibilità di trattamento, almeno il 90% dei bambini con toxoplasmosi congenita nasce senza sintomi evidenti e risulta negativo alle visite pediatriche di routine. Solo attraverso indagini strumentali più raffinate possono essere rilevabili piccole anomalie a carico dell’occhio e dell’encefalo.
Le probabilità di trasmissione dell’infezione materna al feto aumentano man mano che la gravidanza progredisce: i bambini la cui mamma abbia contratto la toxoplasmosi dopo le 16-24 settimane di gestazione appaiono spesso normali alla nascita, anche se opportune indagini strumentali possono mettere in rilievo alcune anomalie. I feti contagiati nelle prime settimane di gravidanza sono quelli che subiscono le conseguenze più gravi dell’infezione congenita: interruzione spontanea della gravidanza, idrocefalia, lesioni cerebrali che possono provocare ritardo mentale ed epilessia, ridotta capacità visiva che può portare fino alla cecità.
Nel terzo trimestre il contagio è anche più frequente, ma le conseguenze sono molto meno gravi: spesso il bambino nasce apparentemente indenne e la malattia è rivelata solo attraverso analisi di laboratorio. Naturalmente, il bambino entra subito in cura non appena viene diagnosticata la malattia.
Precauzioni in gravidanza
Alimentazione
- Evitate carne cruda o poco cotta, salumi e insaccati. Dopo aver manipolato carne cruda evitate di toccarvi gli occhi, il naso e la bocca con le mani non lavate. Per maggior sicurezza potete congelare la carne (compresi gli insaccati) a una temperatura inferiore a –12,5°.
- Lavate bene le stoviglie e i piatti che sono stati a contatto con carne cruda.
- Lavate accuratamente la frutta e la verdura prima di mangiarla.
- Non mangiate verdura e frutta al ristorante.
- Non bevete acqua non imbottigliata.
- Non bevete latte crudo (non pastorizzato).
- Non mangiate uova crude, né zabaione o maionese.
- Chiedete ad altri di vuotare la lettiera del gatto. Se non avete nessuno che possa farlo al posto vostro, indossate sempre guanti e vuotatela ogni giorno perché le cisti del parassita si schiudono dopo tre giorni a temperatura ambiente.
- Non fatelo uscire, per evitare che si cibi di topi e uccelli.
- Alimentatelo solo con cibi secchi o ben cotti.
- Indossate sempre i guanti, perché la terra potrebbe essere contaminata dalle feci del gatto.
Lascia nei commenti qui sotto la tua esperienza. Come mai cercavi notizie sulla toxoplasmosi?
*Studio sull’uso della PCR per verificare l’infezione da Toxoplasma in donne in gravidanza. A cura di M.K. El-Awady, L.A. El-Hosseiny, S.M. Ismail, M.T. Abdel-Aziz and M.A. El-Demellawy, sull’Eastern Mediterranean Health Journal, (2000) Vol. 6 No. 5.
Commentary: Congenital toxoplasmosis further thought for food. (A J C Cook, R E Gilbert, W Buffolano, J Zufferey, E Petersen, P A Jenum, W Foulon, A E Semprini, J Zufferey, E Petersen, P A Jenum, W Foulon, A E Semprini, D T Dunn, and Richard Holliman. BMJ 2000; 321: 142-147)
***Prenatal diagnosis of congenital toxoplasmosis: A multicenter evaluation of different diagnostic parameters
Lo studio pubblicato su American Journal of Obstetrics and Gynecology dimostra che esistono combinazioni antibiotiche efficaci nell’impedire la comparsa di sintomi postumi all’anno di vita del bambino. (W Foulon, I Villana, B Stray-Pedersen, A Decoster, M Lappalainen, J-M Pinon, P A Jenum, K Hedman, A Naessens, Am J Obstet Gynecol 1999; 180: 410-5)
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18 Commenti »
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09 10 2008 alle 11:12
Sono incinta per la seconda volta! lo so da pochissimo ed il fatto di aver mangiato un pezzetto di roast-beef cotto sì, ma ancora rosa, mi fa star male! non faccio altro che pensarci. Spero di non aver messo a rischio il mio piccolo gamberetto con questa orribile malattia. In questi giorni andrò a fare le analisi per verificare le IG, ma non so se l’esame fatto così presto possa mostrare già qualcosa…nella bruttissima eventualità. Speriamo bene!
09 10 2008 alle 11:25
Ma Fabrizia cerca di essere ragionevole!
Non hai preso la toxo in una vita di prosciutto e salame e la prendi ora per un pezzetto di roastbeef (nemmeno tanto crudo)?
Stai tranquilla che non hai niente!
09 10 2008 alle 12:07
ma lo sai che ogni tanto si perde la ragione, soprattutto quando si è gravide!
molto bello il tuo blog, l’ho scoperto oggi. Sicuramente mi farà compagnia in questi 9 mesi!
09 10 2008 alle 12:12
Si, lo so. Lo so bene.
Per quello ti dico di stare tranquilla.
Io ho scoperto di essere incinta e 2 settimane prima avevo fatto una lastra ai polmoni senza grembiule di piombo per le ovaie.
Non ti dico che gravidanza ho passato.
09 10 2008 alle 12:22
Ma per fortuna è andato tutto bene, hai due bellissimi bambini.
09 10 2008 alle 12:29
Ma per fortuna è andato tutto bene, hai due bellissimi bambini!
09 10 2008 alle 12:36
Grazie
27 10 2008 alle 12:21
…. sono in cerca da giugno …. e ho già fatto tutti gli esami tra i quali la toxo ….. che purtroppo è negativa …… sto rinunciando da allora a quasi tutto cio’ che è crudo … ecc …. perchè ogni mese spero sia quello giusto ….ma la mia domanda sorge spontanea §: E’ normale che io abbia già eliminato tutto? O devo aspettare di essere in gravidanza … e se nel frattempo mi prendo la toxo?
Sto impazzendo!!
27 10 2008 alle 13:53
Francesca, premettendo sempre che non sono un medico io direi che le precauzioni non sono mai troppe.
Fai bene, non si può mai sapere.
Ci sono anche donne che continuano a mangiare salumi per tutta la gravidanza "perchè tanto non l’ho mai presa in 30 anni figurati!", inutile dire che non sono d’accordo affatto.
Infondo è un scarificio di pochi mesi, non si muore senza prosciutto!
Stai prendendo l’acido folico piuttosto?
28 10 2008 alle 09:04
Meno male che qualcuno la pensa come me …. in fondo non rinuncio a chissà che ……
Si , Silvia lo sto assumendo da giugno ….
Grazie delle risposte …. il tuo sito è bello e rassicurante …
05 12 2008 alle 00:12
IO LEGGEVO L’ARGOMENTO PERCHE’ DOPO QUASI 2 ANNI NN RIESCO A DIMENTICARE L’ABORO CHE HO FATTO PER AVER CONTRATTO LA MALATTIA TOXO…..FINALMENTE DOPO POCO è NATO IL MIO PICCOLO AMORE ANTONIO….MA NN VI NASCONDO CHE QUELL PICCOLO FETO CHE HO TOVUTO TOGLIERE MI MANCA TANTISSIMO
CHI VUOLE SAPERE DI PIU’ E VUOLE PREDERED A ESEMPIO LA STORIA CONTATTATEMI: su msn stella2006stella@hotmail.it
05 12 2008 alle 00:16
vi aspetto
05 12 2008 alle 13:33
Ciao Maria.
Grazie per il passaggio. Se vuoi dettagliare e raccontare di più lo puoi fare anche qui.
20 05 2009 alle 17:53
Cercavo informazioni sulla toxo per pura informazione, dal momento che sono toxoimmune da prima della prima gravidanza.
In particolare, mi incuriosisce il fatto che l’Italia sia l’unico Paese dove si fa prevenzione (a volte al limite del terrorismo) sulla toxo.
I tuoi dati sui veicoli di contagio sono molto interessanti e andrebbero diffusi di più: sai quanti ginecologi consigliano ancora di sbarazzarsi del gatto domestico? E quanti consigliano di non mangiare neppure la frutta sbucciata o l’insalata a foglia larga? In alcuni casi, mi sembra una grave lesione della salute della gravida, a cui viene impedito di mangiare cibi che sarebbero importanti per avere un’alimentazione completa e che, opportunamente trattati, non danno alcun problema.
24 05 2009 alle 17:13
salve. io ho già una bimba di re anni e la prima volta sono tata attenta visto ke nn avevo avuto la toxso. ora ci sto provando di nuovo. la mia domanda è:io ho un serpente e sai bene ciò ke mangia, nn lo posso più toccare?pulire?grazie saluti.
24 05 2009 alle 19:13
Un serpente? Oddio, mi cogli un po’ impreparata…
26 05 2009 alle 10:36
Patrizia, secondo me con il tuo serpente dovresti fare una borsetta (sempre se è un pitone). Se ti riesce, fai anche il portafoglio. Li regalerai a tua figlia quando compirà 18 anni. Così risolvi il problema della toxo e del regalo…
06 03 2010 alle 17:39
Sono interessata a questo argomento perchè io personalmente alla mia seconda gravidanza esattamente all’ottava settimana sono risultata positiva alla toxo l’avevo presa da pochissimo quindi lo sconforto piu’ totale e non essendo informata bene su cio’ avevo deciso di interrompere la gravidanza poi il mio dottore mi ha fatto parlare con una dottoressa che mi ha indirizzata la strada giusta mi ha fatto prendere tutta la grvidanza la rovamicina il mio angelo e’ nato a novembre sta bene e soprattutto senza nessun problema devo ringraziare tutta la vita la mia dottoressa